paesologia
metto qui un articolo uscito stamattina sulla prima pagina del corriere del mezzogiorno. è dello storico giuseppe galasso. prende spunto dal mio libro per svolgere alcune considerazioni sui paesi. il nostro blog è il blog dei paesi, il blog della paesologia e non della paesanologia. speriamo che nei prossimi mesi il tema dei paesi entri nell’agenda di questo disgraziato “paese” _ armin / p.s. _ grazie al comunitario g.fiorentino che mi ha girato il file.
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Da Franco Arminio (Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesologia, ed. Laterza) si apprende della nuova scienza, denominata da lui «paesologia». Si tratta della disciplina— pensa Arminio — che può e deve dar conto di quel che sono i «paesi». Come si sa, con questo nome indichiamo le località di minore ampiezza e popolazione delle campagne, delle coste e soprattutto delle colline e delle montagne di un territorio. E poiché col termine «paese» si indica anche il territorio degli Stati e dei popoli di ogni dimensione (l’Italia è detta, ad esempio, il «bel paese»), con quel termine si indicano, dunque, il più grande e il più piccolo nella scala delle comunità umane.
(continua…)
La lezione di Castelnuovo
Torno dalla prima presentazione del mio libro. Una serata fresca che a un certo punto si è fatta fredda, ma sorretta da una bella attenzione intorno alle parole che si andavano dicendo. Castelnuovo è un paese in cui ha senso parlare di un libro. Ho sentito che le mie parole si posavano. Ho sentito e visto persone che abitano la montagna senza viltà e senza grettezza. Onore e gloria a questa gente sobria e colta.
P.S
Sono stato molto contento anche per la presenza degli amici e delle amiche della comunità provvisoria. Rinnovo qui l’invito a proporre idee per il nostro agosto irpino. Io farò il giro di presentazione dei paesi, ma la comunità può e deve avere le sue giornate (tra l’altro è l’occasione per allacciare rapporti coi molti irpini che tornano ). armin
UNA POESIA GIOVANILE
METTO QUI UNA POESIA SCRITTA A VENT’ANNI. MI è VENUTA IN MENTE STASERA, TORNANDO NELLA PIAZZA DEL PAESE, DOPO UN PAIO DI SETTIMANE DI ASSENZA. DOMANI A CASTELNUOVO DI CONZA INIZIA IL TOUR DI “vento forte tra lacedonia e candela”. / sono molto contento dopo tante città di tornare ai miei paesi, alla loro gloriosa agonia….
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è IRPINIA:
CADONO GLI ALBERI
SENZA INCONTRARSI.
poesia e autismo corale
Ieri sera ero in un paese delle Marche a un premio di poesia. A un certo punto è arrivata la pioggia e la manifestazione è stata dirottata dalla piazza alla chiesa. La persona che stava tenendo una breve prolusione su un poeta ha ripreso il suo discorso dal punto in cui lo aveva lasciato, con la stessa solennità di chi sta pronunciando il giudizio universale. Nel mentre parlava intorno a lui c’era tutto il traffico dei musicisti chiamati come contorno alla serata che provvedevano a sistemare gli strumenti. Il maestro della piccola orchestra per tutta la serata non ha mai mancato di sottolineare la grandezza della poesia, usando questa parola sempre con retorica altisonanza.
verso topolò (armin in viaggio)
ci sono luoghi che ti danno la parola
e altri che te la tolgono.
appena esco dal mio paese
perdo la morsa, la pressione.
da qui, da una romagna comoda e consumata
vento forte tra lacedonia e candela
sabato cinque luglio esce in tutte le librerie italiane il mio ultimo lavoro paesologico: vento forte tra lacedonia e candela (laterza editore). metto qui il pezzo introduttivo.
a partire da metà luglio farò un giro di presentazioni, prevalentemente in Irpinia. Chi è interessato a una presentazione nel proprio paese può contattarmi tramite la mail in fondo al libro o a questi numeri: 0827 89259 - 388 7622101 - saluti cari - armin
I paesi della bandiera bianca
Va di moda assegnare le bandiere ai luoghi. C’è chi assegna
la bandiera blu alle migliori località di mare e chi quella arancione
ai paesi più belli. La scuola di paesologia potrebbe assegnare
la bandiera bianca ai paesi più sperduti e affranti, i
paesi della resa, quelli sulla soglia dell’estinzione.
il peso del paese
niente asini
niente porci e fabbri e scalpellini.
perfino chi parla è muto.
adesso lo sappiamo
come è pesante un paese
quando è svuotato di ogni contenuto.
armin
frigento
si viene qui per visitare il cielo
o per guardare altri paesi da lontano.
si viene qui senza aspettarsi
una bellezza concitata, qualcosa che ci buchi
le costole o dia fuoco ai cuscini su cui dormiamo.
frigento è un umano insediamento
dove la vita è quella che è e quella che appare.
niente finzioni, ma un esercizio lento, elementare.
si cammina sulla pietra
si tocca un intonaco come fosse
la spalla di un amico
si ammira un portale come fosse l’occhio
di un padre quieto e laborioso.
si sale da un lato e si scende dall’altro
e chi voleva vedere l’imbroglio
dei nostri tempi, chi voleva frugare
nel sud dell’incuria e dell’inedia
trova un paese sobrio e semplice
come una sedia.
armin
il paese
il paese è quel luogo
dove tutti i giorni
chi aspetta di raccogliere qualcosa
resta a mani vuote.
la colpa è di chi
ci ha bucato le mani
e sciupato la voce
noi poveri cristi
senza croce.
armin
UN LUOGO PER CHI CREDE
La comunità provvisoria è nata per rivoluzionare la maniera di percepire gli uomini e le cose, per dare attenzione ai luoghi più affranti, più sperduti.
Non è, non può essere una casa per tutti.
È un luogo per chi crede che il parco dell’Irpinia d’oriente può essere il primo parco italiano in cui si sperimenta un nuovo modo di stare in occidente.
È un luogo per chi crede che oggi l’arte è la prima via per indagare e orientare il mondo.
È un luogo per chi crede che i paesi sono un patrimonio straordinario, non per le bellezze che contengono, ma per il fatto che sono paesi, cioè luoghi con un loro carattere unico, irripetibile.
prendere coscienza
ci sono momenti in cui non ha molto senso stare in casa. in questo momento il paesaggio è bellissimo, sono giorni in cui il paesaggio è in festa, basta guardarlo per accorgersene. e questo sguardo diventa dolente se si pensa alle ferite che il paesaggio ha già subito a savignano e che adesso subirà al formicoso.
è solo questione di tempo e non dipende da berlusconi ma da noi. se le persone prendono coscienza che questa è la stagione dell’impegno civile la battaglia si può vincere.
bisogna decidere con chi stare e bisogna dirlo con chiarezza. troppa gente nicchia, traccheggia e intanto arrivano i carri armati. non c’è bisogno di vedere l’esercito sul formicoso per capire che l’Italia è solo formalmente in europa, ma è ormai un paese sudamericano, ma senza la fresca vitalità di quei popoli, un’italia con una classe dirigente truffaldina e delirante, un’italia con troppi cittadini che fanno finta di niente, che continuano a pensare solo ai fatti loro.
ieri ho detto a un giornalista che è un figlio di p.
basta, basta con la tolleranza. non si può più consentire che le persone migliori siano emarginate e una cricca di mediocri occupi i posti più importanti della società.
armin
