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	<title>COMUNITA' PROVVISORIA . paesi .. paesaggi ... paesologia</title>
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	<description>comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella</description>
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		<title>COMUNITA' PROVVISORIA . paesi .. paesaggi ... paesologia</title>
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		<title>quando ci trovammo al grillo d&#8217;oro</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 19:04:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>verderosa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di stefano ventura _    Mi ricordo bene la sera del 18 settembre del 2007, quando ci trovammo al Grillo d’oro su iniziativa di Franco. Ricordo tante facce nuove, tanti nomi conosciuti per sentito dire, una cena allegra, tante idee. Ora, dopo Cairano 7x, sembra sia arrivato il momento di tirare le somme di quel percorso [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=6852&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div id="attachment_6853" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2009/07/cairano-7x-verderosa_26_6_09-062.jpg"><img class="size-medium wp-image-6853" title="cairano 7x verderosa_26_6_09 062" src="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2009/07/cairano-7x-verderosa_26_6_09-062.jpg?w=300&#038;h=199" alt="cairano 7x verderosa_26_6_09 062" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">cairano 7x 26.6.09 abbazia del goleto</p></div>
<p><strong>di stefano ventura _</strong>    Mi ricordo bene la sera del 18 settembre del 2007, quando ci trovammo al Grillo d’oro su iniziativa di Franco. Ricordo tante facce nuove, tanti nomi conosciuti per sentito dire, una cena allegra, tante idee. Ora, dopo Cairano 7x, sembra sia arrivato il momento di tirare le somme di quel percorso iniziato allora ( o forse ancora prima).<br />
Ho sempre vissuto la comunità provvisoria come un’occasione per fare tante cose: incontrare persone, conoscere luoghi, elaborare idee. Ho cercato di dare il mio contributo senza clamore, come vuole il mio carattere, e forse la timidezza è stata troppa in questi anni. Aggiungete anche il fatto di vivere lontano dall’Irpinia, anche se con un legame forte e costante. Per me la comunità provvisoria è stato un percorso positivo <span id="more-6852"></span>perché ha messo insieme persone di valore, nascoste ognuno in uno dei presepi d’Irpinia, ha dato coraggio a ognuna di queste persone e ha fatto germogliare nuove idee. Cairano 7x è stato senza dubbio il frutto migliore.<br />
Questi anni non sono tutti pieni di cose buone; abbiamo perso alcuni validi elementi, a volte abbiamo sovraccaricato il blog o le iniziative fino a rischiare l’esplosione. Anche a Cairano ho notato una distanza molto larga tra la produzione di eventi alti e di livello eccellente e la vita quotidiana degli irpini, le loro abitudini. Se dovessi suggerire un’intenzione per il futuro è proprio quella di accorciare questa distanza.<br />
Per quanto mi riguarda, non ho motivi per lasciare la comunità provvisoria, anche se la lontananza geografica potrà essere un gap, colmabile in parte con le risorse della rete (il blog, i social network, le mail).<br />
Io mi occupo di terremoto, e in particolare mi piacerebbe con la comunità provvisoria continuare un percorso già iniziato, insieme agli architetti, a quelli della “scossa”, su questo tema. Inoltre mi piacerebbe parlare di emigrazione, cosa che non è per niente estranea all’altro tema.<br />
Domenica a Cairano non ci sarò, però ho voluto contribuire lo stesso. Spero che vi ricordiate anche di me.</p>
<p>Stefano Ventura</p>
<div id="inline-13956"><a href="mailto:stefanoventura@unisi.it">stefanoventura@unisi.it</a></div>
<div><a href="http://teoraventura.ilcannocchiale.it">http://teoraventura.ilcannocchiale.it</a></div>
Posted in a  Autori Comunitari, z  Blog, z  Comunità Provvisoria Tagged: comunità provvisoria, grillo d'oro, irpini, irpinia, paesani, ricostruzione, stefano ventura, terremoto <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6852/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6852/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6852/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6852/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6852/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6852/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6852/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6852/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6852/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6852/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=6852&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>non solo cairano</title>
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		<comments>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2009/07/11/non-solo-cairano/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 15:39:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arminio</dc:creator>
				<category><![CDATA[a  Autori Comunitari]]></category>

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		<description><![CDATA[ormai per me ci sono solo i monti e i paesi. non farò vacanze quest&#8217;anno, mi è bastato un giorno di mare. il tempo che resta è tutto per la paesologia.
con la comunità provvisoria abbiamo creato uno strumento bellissimo.
domani a cairano discuteremo di come farlo funzionare intrecciando sogno e ragione.
parleremo anche delle cose che faremo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=6849&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>ormai per me ci sono solo i monti e i paesi. non farò vacanze quest&#8217;anno, mi è bastato un giorno di mare. il tempo che resta è tutto per la paesologia.</p>
<p>con la comunità provvisoria abbiamo creato uno strumento bellissimo.</p>
<p>domani a cairano discuteremo di come farlo funzionare intrecciando sogno e ragione.</p>
<p>parleremo anche delle cose che faremo ad agosto. ci sono molti paesi che ci aspettano&#8230;.</p>
<p>sono ammesse solo assenze giustificate.</p>
<p>armin</p>
Posted in a  Autori Comunitari  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6849/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6849/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6849/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6849/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6849/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6849/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6849/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6849/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6849/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6849/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=6849&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>una casa per de sanctis</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2009/07/11/una-casa-per-de-sanctis/</link>
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		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 08:20:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arminio</dc:creator>
				<category><![CDATA[a  Autori Comunitari]]></category>

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		<description><![CDATA[metto qui un pezzo uscito stamattina sul mattino provinciale con il quale ho ripreso a collaborare in maniera organica
***
La proposta pubblicata ieri su questo giornale di trovare una casa per De Sanctis in Irpinia spero che trovi una qualche risposta da parte degli amministratori. Anche se per ragioni diverse, ci sono tre comuni che dovrebbero [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=6847&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>metto qui un pezzo uscito stamattina sul mattino provinciale con il quale ho ripreso a collaborare in maniera organica</p>
<p>***</p>
<p>La proposta pubblicata ieri su questo giornale di trovare una casa per De Sanctis in Irpinia spero che trovi una qualche risposta da parte degli amministratori. Anche se per ragioni diverse, ci sono tre comuni che dovrebbero <span id="more-6847"></span>attivarsi immediatamente per chiedere di ospitare la fondazione creata da Francesco De Sanctis Junior. Avellino è il capoluogo. Morra è il luogo natale. Bisaccia è il paese in cui in questi anni più si è lavorato intorno alla letteratura.<br />
Spero che gli assessorati alla cultura si occupino di cose come queste e non solo di organizzare eventi spumosi e posticci che lasciano come unica traccia quella di svuotare le casse comunali.<br />
Nei tre comuni indicati non mancano di certo palazzi all’altezza dell’importanza dei documenti desanctisiani. Sarebbe anche un modo di rilanciare il parco letterario dedicato al grande scrittore morrese. L’Irpinia ha bisogno di creare luoghi culturali che uniti al patrimonio ambientale possano costituire un elemento di attrazione per un turismo di qualità. Se ne parla da anni ma di concreto non è stato fatto nulla. È il momento che gli amministratori locali intraprendano con convinzione la strada di creare strutture culturali di livello europeo all’insegna dell’idea che anche in un piccolo paese o in un piccolo capoluogo si possono fare grandi cose. Intanto, nell’attesa che la politica svolga al meglio i suoi compiti, il modo migliore per onorare De Sanctis è quello di leggerlo. Dal Viaggio elettorale, agli scritti politici, fino alla Storia della letteratura italiana, veramente c’è solo l’imbarazzo della scelta. Non mi pare che in questi anni i libri del morrese siano andati a ruba nelle librerie irpine. Anzi, viene il sospetto che se oggi uno come lui tornasse tra noi avrebbe una carriera assai più modesta e forse sarebbe destinato a fare fotocopie in qualche ufficio. L’Irpinia è una terra che ha una spiccata vocazione intellettuale, ma la sua classe politica ha fatto di tutto per disperderla questa vocazione senza riuscire a trovarne un’altra.<br />
 </p>
<p> armin</p>
<p>&#8211;</p>
Posted in a  Autori Comunitari  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6847/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6847/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6847/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6847/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6847/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6847/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6847/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6847/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6847/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6847/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=6847&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>vento forte&#8230;.</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 08:14:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arminio</dc:creator>
				<category><![CDATA[a  Autori Comunitari]]></category>

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		<description><![CDATA[sto continuando con molta intensità i miei giri paesoligici.penso che a fine estate sarà pronto un nuovo libro di visite ai paesi che riguarderà molte zone d&#8217;Italia.
intanto segnalo con piacere che vento forte tra lacedonia e candela continua il suo viaggio. l&#8217;ultima tappa è a pordenone dove a settembre viene assegnato un prestigioso premio.
i libri [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=6845&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>sto continuando con molta intensità i miei giri paesoligici.penso che a fine estate sarà pronto un nuovo libro di visite ai paesi che riguarderà molte zone d&#8217;Italia.</p>
<p>intanto segnalo con piacere che vento forte tra lacedonia e candela continua il suo viaggio. l&#8217;ultima tappa è a pordenone dove a settembre viene assegnato un prestigioso premio.<span id="more-6845"></span></p>
<p>i libri non hanno scadenza e vento forte non ha neppure un anno di vita. leggere e far leggere quel libro mi pare un buon modo di stare vicini all&#8217;italia dei paesi e delle montagne. </p>
<p>Cinquine dei finalisti al Premio Dedalus 2009:</p>
<p>NARRATIVA</p>
<p><strong>Antonio Moresco</strong>, <em>Canti del caos</em>, Mondadori 2009<br />
<strong>Francesco Permunian</strong>, <em>Dalla stiva di una nave blasfema</em>, Diabasis 2009<br />
<strong>Francesco Piccolo</strong>, <em>La separazione del maschio</em>, Einaudi 2008<br />
<strong>Laura Pugno</strong>, <em>Sirene</em>, Einaudi 2007<br />
<strong>Giorgio Vasta</strong>, <em>Il tempo materiale</em>, Minimum Fax 2008</p>
<p><span> </span></p>
<p>POESIA</p>
<p><strong>Mario Benedetti</strong>, <em>Pitture nere su carta</em>, Mondadori 2008<br />
<strong>Umberto Fiori</strong>, <em>Voi</em>, Mondadori 2009<br />
<strong>Franca Grisoni</strong>, <em>Poesie</em>, Morcelliana 2008<br />
<strong>Jolanda Insana</strong>, <em>Frammenti di un oratorio</em>, Viennepierre 2009<br />
<strong>Fabio Pusterla</strong>, <em>Terre emerse</em>, Einaudi 2009</p>
<p>ALTRE SCRITTURE</p>
<p><strong>Franco Arminio</strong>, <em>Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesologia</em>, Laterza 2008<br />
<strong>Marco Belpoliti</strong>, <em>Il corpo del capo</em>, Guanda 2009<br />
<strong>Gherardo Bortolotti</strong>, <em>Tecniche di basso livello</em>, Lavieri 2009<br />
<strong>Arturo Buongiovanni</strong>, <em>Intendo rispondere</em>, Donzelli 2008<br />
<strong>Valerio Magrelli</strong>, <em>La vicevita</em>, Laterza 2009</p>
Posted in a  Autori Comunitari  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6845/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6845/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6845/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6845/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6845/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6845/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6845/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6845/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6845/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6845/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=6845&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Arminio</media:title>
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		<item>
		<title>cairano, sabato 27 giugno 2009</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2009/07/10/cairano-sabato-27-giugno-2009/</link>
		<comments>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2009/07/10/cairano-sabato-27-giugno-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 06:16:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comunitaprovvisoria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cairano 7x]]></category>
		<category><![CDATA[7X]]></category>
		<category><![CDATA[cairano]]></category>
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		<description><![CDATA[
cairano7xverderosa27609_ 094, inserito originariamente da angelo verderosa.
entrano nuovi ragazzi nella comunità provvisoria, alcuni anziani, stanchi, escono; non c&#8217;è nemmeno un euro ma adesso mettiamo mano al catalogo con allegato video; chi è disponibile a lavorarci ?
.
.
Posted in Cairano 7x Tagged: 7X, cairano, catalogo, comunità provvisoria      <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=6843&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div style="text-align:left;padding:3px;"><a title="photo sharing" href="http://www.flickr.com/photos/verderosa/3684355483/"><img style="border:solid 2px #000000;" src="http://farm3.static.flickr.com/2624/3684355483_6dbe7b8f10.jpg" alt="" /></a></p>
<p><span style="font-size:.8em;margin-top:0;"><a href="http://www.flickr.com/photos/verderosa/3684355483/">cairano7xverderosa27609_ 094</a>, inserito originariamente da <a href="http://www.flickr.com/people/verderosa/">angelo verderosa</a>.</span></div>
<p>entrano nuovi ragazzi nella comunità provvisoria, alcuni anziani, stanchi, escono; non c&#8217;è nemmeno un euro ma adesso mettiamo mano al catalogo con allegato video; chi è disponibile a lavorarci ?<br />
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Posted in Cairano 7x Tagged: 7X, cairano, catalogo, comunità provvisoria <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6843/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6843/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6843/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6843/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6843/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6843/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6843/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6843/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6843/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/6843/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=6843&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>grande vita</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 21:46:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arminio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[domenica venite a cairano. c&#8217;è un mare d&#8217;aria. e c&#8217;è l&#8217;avventura unica della comunità provvisoria. è un luogo per accogliere ed essere accolti. non fatevi fregare dalla diffidenza, dall&#8217;idea che non c&#8217;è più niente da fare. l&#8217;epoca è terribile, ma a pensarci bene terribilmente affascinante. E noi abbiamo fatto a Cairano una cosa enorme e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=6841&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>domenica venite a cairano. c&#8217;è un mare d&#8217;aria. e c&#8217;è l&#8217;avventura unica della comunità provvisoria. è un luogo per accogliere ed essere accolti. non fatevi fregare dalla diffidenza, dall&#8217;idea che non c&#8217;è più niente da fare. l&#8217;epoca è terribile, ma a pensarci bene terribilmente affascinante. E noi abbiamo fatto a Cairano una cosa enorme e splendida. C&#8217;è qualcuno che lo avrebbe immaginato un anno fa? Allora proviamo a immaginare cose grandi, andiamo dietro al nostro motto: piccoli paesi grande vita&#8230;</p>
<p>armin</p>
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		<item>
		<title>APPUNTI DA CAIRANO (2)</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2009/07/09/appunti-da-cairano-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 20:40:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arminio</dc:creator>
				<category><![CDATA[a  Autori Comunitari]]></category>

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		<description><![CDATA[di Donato Salzarulo
(Mattino di Sabato 27 giugno 2009)
 Nei miei occhi è scritto il tuo nome.
1. –L’apparizione. Sabato mattina torno a Cairano verso le undici e mezza. Sono in compagnia di Agostino. Michele ha altro da fare. Sarei andato volentieri prima, ma mio cugino è membro interno della Commissione d’esame per la maturità e alle otto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=6838&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>di Donato Salzarulo</p>
<p>(Mattino di Sabato 27 giugno 2009)</p>
<p> Nei miei occhi è scritto il tuo nome.</p>
<p>1. –L’apparizione. Sabato mattina torno a Cairano verso le undici e mezza. Sono in compagnia di Agostino. Michele ha altro da fare. Sarei andato volentieri prima, ma mio cugino è membro interno della Commissione d’esame per la maturità e alle otto e mezza deve partecipare ad una riunione nell’Istituto. Devono preparare i test. “Meglio domande con risposte multiple a tre o a quattro alternative” mi chiede. “La seconda che hai <span id="more-6838"></span>detto”, gli rispondo scherzando, “quelle a quattro. Sono più efficaci. Gli studenti hanno meno probabilità di centrare a caso la risposta corretta.” Mentre in sala professori, si applicano a scegliere quesiti da varie materie, io passeggio per il mercato con Peppino, un altro cugino. A Bisaccia ho una tribù famigliare vasta e variegata. Questo cugino è un po’ più grande di me e lo chiamiamo scherzosamente “il portoghese”. Vive, infatti, otto o nove mesi all’anno, al di là del Tago, a Costa de Caparica, vicino Lisbona. Vaghiamo avanti e indietro fra bancarelle, ora curiosando sui prodotti in vendita, ora raccontandoci la rava e la fava, ora scherzando su questo o su quello. Ogni tanto Peppino mi lascia solo tra la folla e saluta il tale o il tal’altro. Ogni tanto anch’io mi lascio sfuggire un buongiorno o una stretta di mani. Sembriamo, insomma, due vecchi compari affaccendati. Ed ecco che, improvvisamente, tirando su gli occhi, all’orizzonte vedo apparire Lei. Lei, cioè, il primo amore. Lei in compagnia del marito. Lei che mi regalò un diario con una copertina di un lucido verde scuro da chiudere con la chiavetta di un lucchetto. Un diario che, se fossi stato Leopardi, avrei riempito con la registrazione di tutti i miei pensieri, emozioni, sussulti del cuore. E che, invece, adolescente affamato di baci e carezze, lasciai quasi del tutto intonso. Ricevendone pochissimi da Lei cosa mai avevo da scrivere?&#8230;Abitava in una città, a settanta chilometri di distanza. Potevo al massimo scrivere lettere. Cosa che feci, più o meno quotidianamente, per due o tre anni. “Oh, ciao!&#8230;Come va?” Stringo rispettosamente la mano sua e del marito. Come va? So che non sta bene. So che ha il seno insidiato. E il fatto mi procura un dispiacere intenso e profondo. “Sto bene, mi dice, sto bene”.</p>
<p>2. Sotto l’albero della vita. Quando arriviamo a Cairano per “Parlamenti del mezzogiorno” è previsto l’incontro con Anne Demijtteneaere e Ute Subbrich. La prima dovrebbe proiettare il video “Opera Bosco”, la seconda non so. La prima è un artista che non conosco di persona, ma di cui mi ha parlato Pietrantonio. Meglio, il mio amico scultore, due o tre anni fa, mi parlò di “Opera Bosco”, una specie di museo d’arte contemporanea nella Natura, allestito con opere scultoree ricavate da angoli di bosco o da materiali grezzi raccolti in loco. Anche lui aveva realizzato, se non ricordo male, delle opere ispirate a questo concetto ecologico di arte che vive in simbiosi con l’ambiente. La seconda, invece, Ute è persona che conosco. E’ stata a Bisaccia qualche anno fa ed abbiamo avuto modo di dialogare un po’. Eccola, infatti, nella piazzetta coi suoi capelli lisci mentre spinge un passeggino. Ci salutiamo affettuosamente. Nel frattempo, osservo, ha messo al mondo un figlio coi capelli lisci come lei e biondi, da nordico. E’ un bel bambino che corre di qua o di là e che disturberà non poco la madre quando prenderà la parola. Ute racconta come ha preso contatto con questi paesi nel periodo della sua tesi di laurea in antropologia, racconta come se ne innamorò e come decise di stabilirsi un po’ a Bisaccia. Racconta con noi che l’ascoltiamo seduti in circolo sotto uno dei cinque profumatissimi tigli. Ogni tanto un fiorellino secco cade sulle mie gambe o sulle mie spalle. Ute ha scritto pagine sul funerale di un prete esorcista di Cairano, se non ho capito male, ha scritto pagine per raccontare non per cercare spiegazioni antropologiche. Ma non può leggerle. Il figlio le sta addosso e la strattona verso di sé continuamente. Allora, passa le pagine a Salvatore D’Angelo e lui legge per lei. Lui legge, mentre Franco chiamato spesso al cellulare s’alza per rispondere. Deve farlo. E’ il direttore artistico ed è costretto a tenere continui contatti. Devo dire che anche in questa veste il mio amico è bravissimo. Sta sostenendo uno sforzo non indifferente con grande energia e capacità organizzativa. “Ora la parola a Giacomo De Stefano”, dice Franco e un bell’uomo simpatico e slanciato prende a raccontare la sua esperienza: vive a Venezia su una barca; ha risalito il Po, che non è quella cloaca sbandierata sui giornali, ma – ecco la notizia – un fiume affascinante e in buona salute; non lavora se non quel tanto che basta per campare; fa scambi in natura, ecc. ecc. Giacomo è un ecologista serio. Con lui c’è poco da scherzare. Mario Dondero ogni tanto ci prova, ma riceve risposte sempre secche e precise. Inutile dire che una vita alla De Stefano non fa onestamente per me. Io amo le comodità, vado in macchina, volo in aereo, inquino. Sono un peccatore incallito. Dopo Di Stefano, parla Minervino. E’ un professore universitario, un antropologo “prestato alla letteratura” come dice il risvolto di copertina del suo ultimo libro, introdotto proprio da Franco (“La Calabria brucia”, Ediesse, 2008). Viene da Paola, dal mare – precisa &#8211; e Cairano gli appare come un’isola circondata dalla terra, invece che dall’acqua. Un’isola raggiungibile in cui si consuma una vita quotidiana non migliore né peggiore di altre. Forse c’è più squallore, disperazione e desolazione in certi quartieri periferici delle metropoli che tra le strade, nelle case e nelle piazzette di questo paese. C’è poco da lamentarsi, insomma. Stiamo vivendo una settimana bella, intensa, ricca di incontri e di persone meravigliose. Mi sembra che Mauro Minervino voglia combattere lo stereotipo di un Mezzogiorno arretrato e in affanno rispetto al Nord. Non so. E’ un discorso interessante, una questione da approfondire. Magari leggendo, con la necessaria attenzione, il suo libro. La parola, a questo punto, ad Andrea Gobetti. Altra bella persona. E’ uno speleologo, dice, e lui frequenta il mondo tutt’altro che buio e privo di vita e di tempo delle grotte e dei cunicoli sotterranei. Una specie di Freud della Terra. Questo penso, forse malamente, io. Per finire, Franco invita Calabrese a leggere di nuovo il pezzo in dialetto sul maiale. Cosa che lo scrittore lionese fa ben volentieri, depositando nel mio orecchio un piacevole flusso di onomatopee all’insegna del “chirri-chirri”.</p>
<p>3. – Notti d’amore. Come in ogni comunità, stabile o provvisoria che sia, a Cairano circola Eros, il demone con la passione dei legami, il figlio di Penia, dea della povertà, e di Poros, dio che ne conosce una più del diavolo pur di raggiungere la meta e conquistare ciò che, più di tutto, desidera: l’origine del mondo così ben rappresentata da Gustave Courbet nel quadro che si può ammirare al Museo d’Orseay. Certo, Eros spesso va a braccetto con Thanatos, come il Freud prima evocato insegna, ma “Cairano 7x” non prevede, se non sbaglio, sedute psicanalitiche. Così sabato, appena metto piedi sulla piazzetta della chiesa, mentre mi sporgo sul parapetto per succhiare le linee del paesaggio e l’enigma del cielo che appare solido, raccolgo pettegolezzi terra-terra sulle caldi notti d’amore di alcuni amici. Qualcuno ne porta ancora i segni nelle cavità bluastre degli occhi insonni o nelle macchie violacee sul collo a malapena nascoste dal bavero della camicia. “Succhiotti” li chiamavamo ai miei tempi e forse si chiamano ancora così questi risucchi della pelle prodotti da baci intensi e vampireschi. Beati loro!, pensavo, loro che hanno trascorso la notte con compagne belle e generose. Io, invece, ho dormito solo soletto in un lettino accostato al muro di una parete divisoria. Meglio così!, mi dicevo con malcelata invidia, meglio così! Con la stanchezza accumulata in tutti questi giorni, avrei fatto cilecca al primo approccio, rendendo felice il cugino portoghese che aspetta con ansia la mia confessione di defaillance. Meglio così, un corno! Cairano poteva essere anche una bella notte d’amore! Perché negarlo? Perché negarsi l’imprevisto, la magia di un incontro inatteso. Invece, mi tocca vivere di ricordi. E chissà, anno dopo anno, per me diventerà sempre più l’attività principale&#8230; La mia prima notte d’amore non fu, come si potrebbe immaginare, quella del matrimonio. Sono un peccatore, l’ho detto, non uno stinco di santo!&#8230; Del tutto imprevista, la prima notte mi venne incontro alla fine degli anni Sessanta, quando era tutto un tubare e mormorare e ciarlare e chiacchierare e almanaccare e filosofare di “rivoluzione sessuale” e “amore libero”. Mi venne incontro nel Trentino, in una colonia estiva della Val di Non. L’accolsi con l’energia e la voracità dei vent’anni. Bizzarrie di Eros. Il nome della fanciulla scritto nei miei occhi è lo stesso di una famosa giornalista ceca con cui Kafka entrò in corrispondenza nei primi anni del 1920. Bresciana, faceva come me l’educatrice. Dal primo giorno di agosto al penultimo, nulla. Nulla che facesse presagire il fuoco d’artificio finale. La fanciulla, bella presenza ed occhi azzurri, si accompagnava ad un giovane, anche lui educatore (“monitore”, si diceva) più grande di me. Era palesemente la sua amica del cuore. Io, quindi, macinavo vento e sguardi a vuoto. L’ultima sera, qualcuno organizzò la festa d’addio, con banchetto e balli finali. Ad un certo punto, l’omonima della corrispondente di Kafka mi si appiccicò addosso con un tango e mi strusciò, mi strusciò cosi bene da slanciare, vigoroso e quasi lacrimante, il corpo verso il cielo. Uscimmo nel parco e, come nelle pagine di un famoso romanzo di David Herbert Lawrence, romanzo letto negli anni adolescenziali e che un po’ serviva, a torto o a ragione, da vademecum di educazione sessuale, ci accoppiamo nel prato in un una fusione di corpi e di liquidi, famelica e vitale. Altro che le scene della Donnaccia. Fotogrammi del Sessantaquattro, roba di un altro tempo. La mia notte, invece, era figlia del Sessantotto. Dopo l’accoppiamento, la pausa durò poco. Abbracciati e avvinti come rampicanti, ci portammo dal prato al letto della sua camera. E lì continuammo la reciproca esplorazione e il nostro viaggio notturno, col pantografo del treno che prendeva energia non so da quali fili invisibili. “Nelle cose del sesso lo spirito è attardato”, mi pare sostenesse lo scrittore inglese prima citato. E col sesso non ci si può ingannare. Se non va, non va. Altro che, spenta la luce, tutte le donne sono uguali!&#8230; Nei miei occhi è scritto il tuo nome. La frase si forma come ruscello che sgorga dai fianchi grandi del corpo, limpida e urgente calda di respiri. Tu origini l’acrobazia del mio mondo e lo fecondi. Non hai parole di plastica. Sai quanto mi piacerebbe spingere lo sguardo sotto il vulcano della gonna. Il buio delle labbra sprigionerebbe una luce di carezze, un’onda lunga di bellezza.</p>
<p>4.- Il banchetto. Al tavolo siamo in sei. Adelelmo, col suo bel nome da cavaliere medievale, è poeta-ingegnere che conosco dall’estate del 2004. Sono stato a casa sua e lui a casa mia. In certi periodi ci siamo scritti quasi quotidianamente. Ci telefoniamo. Ci informiamo sullo stato di salute, sul lavoro, sulle famiglie dell’uno e dell’altro. Ci scambiamo poesie, libri, doni. Abbiamo stima reciproca, ci vogliamo bene. Siamo, in una parola, amici. Sono venuto a Cairano anche per rivederlo, anche perché sapevo che c’era lui. Stasera leggerà qualcuna delle sue belle poesie. Ha all’attivo due raccolte e si prepara ad editarne una terza. “La città lontana” (perQuod, 2003), suo primo libro, è scritto “In ricordo di Gaetano”, il fratello morto giovane, anni prima. Quando lo lessi, girata la pagina della dedica, il primo personaggio a venirmi incontro era la madre: «Per lunghi anni mia madre / ebbe la vista acutissima e la mano ferma. // Seduta sul tavolo con una punta di carta / toglieva le schegge dagli occhi dei fabbri.» Insieme a Giuseppina, la mia compagna, fu un vero piacere conoscere la signora Maria. Capelli ordinati e più bella di qualsiasi dipinto. Dopo aver appreso nella seconda poesia che il mio amico aveva letto, fra centinaia di altri libri, “L’immortale” di Borges – cosa che io non avevo fatto e, ahimé, ancora non ho fatto, &#8211; scoprii nella terza, quella in cui passeggia col figlio, che l’Io poetante con “le luci della festa”, nascondeva la sua pena. Ricordo questi versi perché da un lato mi incuriosii, dall’altro li associai ad un mio verso giovanile: “Gioire è cercare il dolore”. Tanti sono i modi, mi dissi, in cui agisce la ferita dell’esistenza. Ora, però, non so dire se sia davvero così. E poi chissà se ricordo bene. La memoria, si sa, gioca brutti scherzi e la scrittura costruisce i suoi fantasmi. Adelelmo siede alla mia destra. Ha fame, come noi tutti. E il primo, a base di pasta e zucchine, è ottimo. Alla mia sinistra siede Mauro Minervino. E’ persona conosciuta in queste ore. Ha forse l’età di Franco. Di lui so poco. Ho letto qualche suo articolo su L’Unità. Ma non ricordo nulla. Qualcuno scherza sulla sua “robustezza”, ma lui giustamente rivendica di avere un bel portamento. E, infatti, a me sembra, un bell’uomo, oltre che ottima persona riservata, sensibile e intelligente. Un po’ cerchiamo di familiarizzare. “Mi è piaciuta la poesia che hai letto ieri sera, quella del vulcano sotto la gonna”. Ah, sì!&#8230;Guardare sotto la gonna è desiderio e gesto infantile per eccellenza. Alla sinistra di Mauro, siede Angelo Ferracuti. L’ho incontrato a fine aprile del 2007, quando andai a Fermo per conoscere Luigi Di Ruscio. Angelo venne uno o due volte a casa di Adelelmo. Poi ci vedemmo in piazza, bevemmo qualcosa al bar. Avevo letto “Le risorse umane”, il libro uscito da Feltrinelli e mi era piaciuto. C’era un capitolo anche su Bisaccia. Parlammo, parlammo. Angelo è persona estremamente riflessiva e buona. Durante il banchetto, però, appare agitato. Finisce di mangiare e si alza. Vaga per la sala, telefona. Deve finire di scrivere un articolo per il Manifesto ed è giustamente preoccupato. L’articolo sarà pubblicato domani e parlerà di ciò che stiamo vivendo, di “Cairano 7x”. All’altro capo del tavolo, di fronte, c’è Salvatore D’Angelo. L’ho conosciuto di persona in questa occasione, ma per posta elettronica e sul blog della Comunità provvisoria abbiamo interloquito. Apprezzò il pezzo che scrissi sul “mio maestro” e gli regalai il libretto autoedito. Ieri sera, lui mi ha regalato i testi scritti per Fabrizia Ramondino. Salvatore è dentro la Comunità, aiuta Franco, la vive con passione e fervore. Pensa che possa trasformarsi in un progetto politico. E indica la possibilità di formare per le prossime elezioni regionali una lista civica dei Paesi. Alla destra di Adelelmo, c’è Agostino, attento e silenzioso. Dopo pranzo deve andare a Vietri. Carlo, il figlio, l’aspetta. Il secondo piatto è un pezzo sanguinolento di carne di manzo. Ci diamo da fare con coltello e forchetta, mentre Pietrantonio, in piedi in mezzo alla sala, invita tutti al silenzio e all’assunzione di gesti più sobri e monacali. L’anno venturo, se ci sarà, come ci sarà, una Cairano 2, dobbiamo preoccuparci di trovare altre soluzioni al consumo del pasto in questi piatti di plastica. Non possiamo produrre tanti rifiuti. Qualcuno dice che potremmo utilizzare delle foglie di fico.</p>
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		<title>…quello che abbiamo vissuto…</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2009/07/08/%e2%80%a6quello-che-abbiamo-vissuto%e2%80%a6/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 21:58:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arminio</dc:creator>
				<category><![CDATA[a  Autori Comunitari]]></category>

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		<description><![CDATA[Cairano è, per dirla alla Maslow, una “peak experience”,  una esperienza delle vette dove la “via” predominante è quella dell’illuminazione…verso la Rupe e oltre.
(Monica Rosapane)
 
Cari Amici,
vorrei ricordare quello che abbiamo vissuto sabato 27 giugno sulla Rupe di Cairano quando eravamo in tanti,  insieme  e c’era con noi Adriana Rocco.
Prima di ricontattare quei momenti, vorrei, sinteticamente, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=6836&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><em>Cairano è, per dirla alla Maslow, una “peak experience”,  una esperienza delle vette dove la “via” predominante è quella dell’illuminazione…verso la Rupe e oltre.</em></p>
<p><strong>(Monica Rosapane)</strong><em></em></p>
<p> </p>
<p>Cari Amici,</p>
<p>vorrei ricordare <em>quello che abbiamo vissuto</em> sabato 27 giugno sulla Rupe di Cairano quando eravamo in tanti,  insieme  e c’era con noi Adriana Rocco.</p>
<p>Prima di ricontattare quei momenti, vorrei, sinteticamente, raccontarvi il suo avvicinamento all’Esperienza Cairano.<span id="more-6836"></span></p>
<p>La mia amica, da Firenze, è venuta in treno. Da Napoli è arrivata a Cairano in auto con alcuni nostri amici del gruppo di meditazione che hanno voluto condividere con lei e noi questa esperienza. Arrivata sotto Cairano è scesa dall’auto ed ha espresso la volontà di  proseguire a piedi.</p>
<p>Ha raggiunto il cuore del paese dolcemente, a piedi appunto,  per conoscerlo fisicamente, per guadagnarsi l’ingresso, il rispetto, l’ospitalità  di Cairano. Io ho voluto andarle incontro e, insieme al gruppetto di amiche, siamo giunte, pian piano, alla scuola elementare per il pranzo.</p>
<p>La nostra è stata una salita, una scalata, una camminata di conoscenza ed avvicinamento consapevole, delicato, giusto, rispettoso, autentico in un silenzio particolare. Non c’era infatti anima viva per la strada, tutti rintanati e raccolti per il pranzo. Intorno a noi il pianeta terra, la nostra madre Terra, sopra di noi il cielo azzurro intenso così vicino di Cairano ed il sole e l’aria e il vento. Non avevamo bisogno di altro, era tutto a nostra disposizione ma l’”altro” doveva accadere, stava per accadere.</p>
<p>Intanto che salivamo raccontavo ad Adriana, alla mia maniera, questa avventura, a cominciare dal perché del mio invito per Cairano 7x e le parlavo degli amici, dell’organizzazione, di tutto quanto potesse farla sentire dentro il luogo e dentro l’esperienza oltre ovviamente a ciò che stava succedendo in quei giorni, i tanti miracoli di bellezza dentro i quali poteva capitare di trovarsi. Adriana, con il suo sguardo profondo, amorevole, con la sua capacità di visione profonda, ha colto sùbito il senso dell’incontro tra lei e Cairano, tra lei e noi.</p>
<p>Dopo il pranzo che ha gradito molto (ha avuto da ridire solo per l’utilizzo della plastica: grande offesa a madre terra!) l’ho lasciata un po’ libera di muoversi come meglio credesse e volesse per i vicoli. Addirittura pensavo di averla persa fino a quando siamo giunti sulla rupe.</p>
<p>Ricordate? Eravamo insieme, vicini,  adagiati a terra con quello scenario magico davanti agli occhi. Il sole bruciava , ci scaldava e ci penetrava, ci scambiavamo sensazioni; eravamo veramente belli, oserei dire felici. Ad un certo punto Franco ci ha comunicato che Adriana voleva dirci qualcosa. Eccola dov’era, ho pensato, contenta di averla ritrovata: mi ero persa la salita sulla rupe con lei ma andava benissimo lo stesso.</p>
<p>Adriana autentica, ci ha parlato senza nessuna pretesa. Se ricordate ad un certo punto ha detto di considerarla un sacchetto di aria che potrebbe anche volare giù per la rupe nel vento…Adriana ci ha “guardati” con lo sguardo amorevole, gentile, felice di stare insieme a noi, lassù in quel momento.</p>
<p>Ci ha raccontato cosa sia la meditazione. Cosa sia l’azione meditativa. Un semplice atto d’amore naturale per la vita.</p>
<p> </p>
<p>Quel giorno, in quel momento, all’interno di Cairano 7x , la Rupe è stato uno dei luoghi dove si è celebrata la VITA. Tutti i presenti, gli amici della Comunità Provvisoria e gli ospiti, in quel momento, sabato 27 giugno 2009, pur non essendo “praticatori praticanti” di meditazione, hanno unito mente e corpo attraverso l’ascolto del proprio respiro e hanno scelto di celebrare la vita. E’ questo il miracolo che è avvenuto. Uno dei tanti in quella settimana.</p>
<p>E’ stato un momento di profonda consapevolezza per tutti.  Io ero in terza quarta fila. Ho osservato, ho ascoltato i respiri ed ero felice. Le parole non possono spiegare la sensazione di gioia profonda, di comunità che ho provato in quei momenti. Davanti a quello scenario naturale spettacolare, guardando noi tutti, ascoltando le parole centrate di Adriana, godendo del calore di quel sole strepitoso, stando nel contatto speciale con la vita e realizzando che tutti coglievamo il senso, ci prendevamo quella straordinaria opportunità.</p>
<p>C’è da imparare a “camminare”. C’è da praticare la camminata sulla nostra amata Terra, quotidianamente. Non sprechiamo i nostri passi. Smettiamo di camminare aggressivamente sulla Terra, smettiamo di correre e di abusare della bontà e della ricchezza, dei doni che il nostro pianeta ci offre generosamente. Smettiamo di ferire e di violentare prima di tutti i luoghi cui apparteniamo. Pian piano i nostri passi avranno voglia di essere sempre più attenti, dignitosi, leggeri, amorevoli e gentili. Se vogliamo, questo mondo è il nostro vero paradiso.</p>
<p> </p>
<p>Come spesso è accaduto magicamente a Cairano, anche il programma della meditazione previsto per le ore 18.30 ora in cui sarebbe dovuto cominciare il tutto,  ha avuto le sue modifiche inaspettate.</p>
<p>In realtà l’esperienza della meditazione si è svolta e consumata ed esaurita sulla Rupe. All’appuntamento per la camminata meditativa da programma sono arrivati nuovi amici che volevamo partecipare all’esperienza meditativa come Maria Pia, Giovanni e Giamira, Ornella e Michela, Eugenio e Adria, Rocco, Dario, M° Giovanni dell’albero vagabondo, Caterina e famiglia, Irene ed altri.</p>
<p>Insieme ad Adriana abbiamo deciso, comunque, nonostante non fosse così semplice per noi dopo il momento della Rupe e nonostante l’acquazzone, di incamminarci insieme a questi amici, di tentare lo stesso la “camminata”. Lungo il percorso ci siamo fermati per l’acquazzone e l’arcobaleno, al Giardino e alla Cupola e ad ammirare la bellezza dovunque la scorgevamo. Per strada qualcuno si è perso, qualcun altro si è unito a noi…Benedette Provvisorietà ed Impermanenza! Anche in questa seconda fase abbiamo raggiunto e guadagnato la Rupe e abbiamo, nel modo possibile,  portato a compimento il programma.</p>
<p><ins datetime="2009-07-07T19:50" cite="mailto:Operatore2"> </ins></p>
<p>Ringrazio dal profondo del mio cuore Franco che si è subito fidato della mia proposta, tutti i comunitari, Adriana e Cairano.  </p>
<p>A presto vederci ed abbracciarci.</p>
<p><ins datetime="2009-07-07T19:50" cite="mailto:Operatore2"> </ins></p>
<p>Adriana Rocco mi ha inviato il seguente messaggio che vorrei condividere:</p>
<p align="center">“Cara Monica,</p>
<p align="center">condivido dal cuore la tua emozione e la tua gratitudine.</p>
<p align="center">Ne sono profondamente partecipe.</p>
<p align="center">Abbiamo vissuto tutti insieme un tempo di BENE  DIZIONE,</p>
<p align="center">dove la parola e il gesto sono solo strumento perche&#8217; Qualcosa  possa manifestarsi.</p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"> </p>
<p align="center">Che questa Comunita&#8217; provvisoria possa essere  crogiolo di &#8220;giuste&#8221; visioni, giusti pensieri, giuste azioni.</p>
<p align="center">E&#8217; &#8221; giusto&#8221; cio&#8217; che non genera piu&#8217; sofferenza in noi e intorno a noi,</p>
<p align="center">o meglio,</p>
<p align="center">cio&#8217; che genera in noi e intorno a noi un sottile senso di ben-essere senza apparente perche&#8217;.</p>
<p align="center">E onora la sacralita&#8217; della Vita in tutte le sue espressioni.</p>
<p align="center">Ora e&#8217; tempo di purificazione, un cammino in salita, verso la Rupe della trasformazione. </p>
<p align="center">La pace e la gioia &#8220;sono possibili&#8221; su questa  Terra, </p>
<p align="center">e questa possibilita&#8217; e&#8217; l&#8217; eredita&#8217; che possiamo lasciare ai nostri figli.</p>
<p align="center">Con la leggerezza di un cuore in pace </p>
<p align="center">auguro a tutti voi </p>
<p align="center">buon lavoro, </p>
<p align="center">e tanto buon riposo!</p>
<p align="center"> </p>
<p align="center">con affetto e gratitudine,</p>
<p align="center">a presto,</p>
<p align="center">adriana</p>
<p align="center"> </p>
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		<title>Caserta</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 20:06:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>botnik7</dc:creator>
				<category><![CDATA[a  Autori Comunitari]]></category>

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		<description><![CDATA[              CASERTA
A coloro che hanno combattuto per tornare
A quelli che non ci hanno creduto e hanno trovato la forza di rimanere
A tutti i cervelli che invece di fuggire ci hanno pensato&#8230;
Quando vado a riprendere la moto e taglio a piedi la città [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=6835&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>              CASERTA<br />
A coloro che hanno combattuto per tornare<br />
A quelli che non ci hanno creduto e hanno trovato la forza di rimanere<br />
A tutti i cervelli che invece di fuggire ci hanno pensato&#8230;</p>
<p>Quando vado a riprendere la moto e taglio a piedi la città mi accorgo che si sono fatte quasi le nove di sera. Lo capisco perché in giro c’è poca gente. La calura sembra non voltarsi al richiamo insistito del notturno e pare volersi trattenere più del solito stasera. Non ha voglia di dare il cambio al refrigerio estivo che di solito si affaccia, almeno a quest’ora. I lavori al pavimento di porfido e pietra impediscono alle auto di circolare e la cappa di afa è un tetto troppo vicino alla mia testa, un peso tremendo che grava sul mio corpo, sulle mura spoglie intorno e sui palazzi inermi. La città è incubata nel silenzio preserale, accantonata in una dimensione ferma e ovattata, come un ascensore che non sale, rimasta bloccata sul pianerottolo del tempo. Intorno è come se tutto ciò non fosse, pur essendolo. Tutto è immobile e pesante, e sembra irreale, sudato e sospeso. Eppure qualcosa si muove, anche se a rilento.<br />
E’ quasi notte ma potrebbe essere anche appena spuntato il giorno. Non siamo a Rotterdam. Caserta resta Caserta. Fuori al Bar un gruppo di persone sorseggia qualche birra attorno ad un tavolino mentre qualcuno ha preso una pizza da asporto e affretta il passo per guadagnare la frescura dell’androne e l’agio degli infradito e della poltrona in pelle. La libreria è ancora aperta, ma è vuota. Alzo gli occhi e mi accorgo per la prima volta che questa città è una sconosciuta incantevole e che la noto soltanto oggi, dopo aver attraversato i suoi profili per oltre trent’anni. Forse è la prima volta che non abbasso gli occhi, o probabilmente è la prima volta che i miei occhi vedono, non so dirlo. I palazzi del Corso richiamano le tinte di un tempo, degli ambienti di corte, ai tempi delle dame e di ricami. Le cornici delle finestre sono intarsiate di rivoli e merletti risvoltati in stile neoclassico. La cura dei particolari e l’attenzione per i colori non è roba da poco. Altro che città distratta, queste strade hanno annotato tutto, compreso il tempo che non si vede. Non torno a casa, mi addentro nella parte vecchia, nei vicoli con le mura sporche e desunte, dove qualche palazzo conserva gelosamente ancora qualche crepa, dove l’umidità si fa ostica e si respira sudore a stento. E’ il centro storico ed è come se all’improvviso, senza volerlo, si fosse riavvolta la macchina del tempo. Andare per i vicoli mi riporta alla memoria di questa città, alla sua storia mai urlata, ai bisbigli e alle sue paure nascoste nei volti di coloro non hanno mai amato questi posti perché non li hanno mai conosciuti e sono scappati troppo in fretta.  Via San Carlo è rimasta intatta e si intravedono i cortili con le fontane di pietra ed il pavimento in ghiaia. I balconi sono orfani dei gerani, ma in compenso mantengono la struttura in ferro, quella di una volta. Nella piazza dove un tempo era il mercato dei bastioni oggi c’è la piazza del Mercato come a voler continuare la vocazione di quel luogo. Se da un lato la nuova costruzione riporta ad una moderna architettura berlinese dall’altro invece prorompe la casa del Fascio, un edificio di epoca mussoliniana che si erge maestoso nell’angolo a sinistra. Un’accozzaglia, un azzardo che altrove sarebbe arte mentre dalle parti nostre è solo indifferenza, sommersa dalla disattenzione e dal pregiudizio consumato. Nel sottosuolo della piazza resiste e brulica l’attività frenetica del mercato coperto.<br />
Svolto verso quella che un tempo era Via Iolanda, oggi Via Mazzini, cuore storico della Città ed immagino cinquant’anni fa i commercianti eleganti baffuti e benvestiti che fumano sigari fuori alle botteghe protette dai teloni e dalle tende, sotto un cielo grigio azzurrognolo carico di afa e gonfio di umidità, molto simile, se non del tutto identico a quello di stasera.</p>
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		<item>
		<title>a Cairano 7x : IAIN CHAMBERS</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 19:18:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>verderosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Cairano 7x]]></category>
		<category><![CDATA[a  Autori Comunitari]]></category>
		<category><![CDATA[iain chambers]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcune delle tematiche accennate a Cairano 7x, che spero siano affrontate nella comunità provvisoria  :
Il senso mobile e la percezione fluida del ‘territorio’, dove l’intreccio tra dettagli immediati, quotidiani, locali e processi planetari, sia d’oggi sia di ieri, sarà approfondito.
 L’elaborazione di una cartografia diversa che fornisca delle mappe che permetterebero di recepire il senso di un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=6832&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div id="attachment_6833" class="wp-caption alignleft" style="width: 240px"><a href="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2009/07/cairano-7x-verderosa_26_6_09-173.jpg"><img class="size-full wp-image-6833  " title="cairano 7x verderosa_26_6_09 173" src="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2009/07/cairano-7x-verderosa_26_6_09-173.jpg?w=230&#038;h=154" alt="iain chambers a cairano 7x" width="230" height="154" /></a><p class="wp-caption-text">iain chambers a cairano 7x</p></div>
<p>Alcune delle tematiche accennate a Cairano 7x, che spero siano affrontate nella comunità provvisoria  :</p>
<p>Il senso mobile e la percezione fluida del ‘territorio’, dove l’intreccio tra dettagli immediati, quotidiani, locali e processi planetari, sia d’oggi sia di ieri, sarà approfondito.</p>
<p> L’elaborazione di una cartografia diversa che fornisca delle mappe che permetterebero di recepire il senso di un futuro prossimo dove un sesto della popolazione mondiale sarà in uno stato di migrazione, e perciò quasi sempre anche in uno stato illegale come non-cittadini e ‘non-persone’.</p>
<p>Con questa fluidità di coordinate fornite dalle mappe mobili si affronta l’idea di una tradizione lineare per proporre un taglio, uno squarcio su un paesaggio messo in transito da un senso di discontinuità, transito e <span id="more-6832"></span>traduzione, dove non si tratta di rapportarsi con la tradizione contro la modernità quanto di insistere sulle prospettive alternative del paesaggio.</p>
<p>«Si fa presto a dire mappa, che poi è un termine che deriva dall’arabo e significa un pezzo di stoffa con il quale si avvolgono le cose per portarle dietro come un fagotto.» Franco Farinelli</p>
<p> Partendo dallo studio attento delle soluzioni solo apparentemente ‘povere’ e subalterne, si apre dunque per l’architettura e per gli studi sulla cultura dell’habitat un percorso di conoscenza estremamente nuovo e ricco di potenzialità inesplorate, in cui <em>‘place and planet’</em> (il luogo specifico ed i processi planetari) sono intrecciati in modo tale da sfidare ogni logica aprioristica del progetto. La bio-politica (la gestione delle risorse e delle ‘soluzioni’) ora in atto, deve confrontarsi con le bio-pratiche, spesso estremamente diverse.</p>
<p>Là dove la modernità, con le sue visioni e le sue tecniche, viene “creolizzata”, ibridizzata dalle necessità di sopravvivenza, là dove i segni del dimorare e dei linguaggi identitari risultano più fluidi e molto meno garantiti, i testi architettonici e paesaggistici divengono dei palisesti complessi e mutevoli in cui si sovrappongono molteplici e a volte contraddittorie interpretazioni dei territori e degli scambi culturali. Il risultato di questa contaminazione genera un humus particolarmente fertile in cui fermentano i germi di un futuro di speranza e di progetti ancora tutto da scoprire.</p>
<p>- &#8211; - &#8211; -</p>
<p>Iain Chambers è stato tra gli animatori del Centro per gli Studi Culturali di Birmingham, in Inghilterra. Trasferitosi in Italia, insegna Studi culturali e postcoloniali all’Università di Napoli “L’Orientale”. In Italia ha pubblicato, tra l’altro, <em>Dialoghi di frontiera</em> (1995), <em>Hendrix, hip hop e l’interruzione del pensiero</em> (con Paul Gilroy, 1995), <em>Ritmi urbani</em> (2003), <em>Paesaggi migratori</em> (2003), <em>Sulla soglia del mondo </em>(2003), <em>Le molte voci del Mediterraneo</em> (2007) ed <em>Esercizi di potere</em> (a cura, 2006).</p>
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