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	<title>COMUNITA' PROVVISORIA . paesi .. paesaggi ... paesologia &#187; Adelelmo Ruggieri</title>
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	<description>comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella</description>
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		<title>COMUNITA' PROVVISORIA . paesi .. paesaggi ... paesologia &#187; Adelelmo Ruggieri</title>
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		<title>dopo bonito RIPARTE LA COMUNITA&#8217;</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 23:20:28 +0000</pubDate>
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testo della &#8216;comunità provvisoria&#8217;
Siamo appena tornati da bonito dove abbiamo tenuto una riunione della CP. Giornata piovosissma, eravamo in tanti, circa 30, ma i comunitari non presenti ci sono mancati.  La riunione è stata molto animata e partecipata, come sempre.
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2008/01/logo-21-cm.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-315" title="logo-21-cm" src="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2008/01/logo-21-cm.jpg?w=595&#038;h=104" alt="logo-21-cm" width="595" height="104" /></a></p>
<p>testo della &#8216;comunità provvisoria&#8217;</p>
<p>Siamo appena tornati da bonito dove abbiamo tenuto una riunione della CP. Giornata piovosissma, eravamo in tanti, circa 30, ma i comunitari non presenti ci sono mancati.  La riunione è stata molto animata e partecipata, come sempre.</p>
<p>Accorati gli appelli a proseguire sulla strada primigenia della Comunità : Giovanni Ventre, Tonino Morgante, Michele Ciasullo, Agostino Della Gatta, Antonio Luongo, Claudio Calabritto, Sergio Gioia, Erberto di Cairano, <span id="more-7500"></span>Giorgio Bignotti, Angelo Verderosa. In sostanza si chiede di rafforzare lo spirito originario : camminate paesologiche, parco dell&#8217;irpinia d&#8217;oriente, sentinelle del territorio, stampa di una guida alternativa ai luoghi dell&#8217;irpinia d&#8217;oriente, ascolto, rafforzamento delle relazioni amicali; obiettivo: fare gruppo, fare comunità, fare squadra; NO a leadership; SI a partnership.  NO alla burocratizzazione della Comunità, no a società di profitto, no all&#8217;agenzia di sviluppo. NI a Cairano 7x;  condizioni : chiarezza dei ruoli, condivisione, impegni nomitativi, esclusività del rapporto tra CP e organizzatori locali.</p>
<p>Invito a fare un passaggio avanti più strutturato per un maggiore impegno nel sociale e nella politica; attività più imprenditoriale per Cairano 7x : Lello Spagnuolo, Mario Festa, Luca Battista, Paola e Fiorella Guerriero. Sulla stessa linea Michela Matarazzo e Luigi D&#8217;Angelis (via telefono).</p>
<p>Di mediazione gli interventi di Elda Martino, Franco Arminio e Stefano Ventura (via mail).</p>
<p>Nulla vieta ad alcuni comunitari, che hanno talento e tempo,  di specializzarsi, di utilizzare la ‘rete’ delle conoscenze stabilite e dei saperi costruiti per promuovere il territorio nell’ambito di azioni di lavoro, anche remunerate; la correttezza è nel pubblicizzare le iniziative sul blog, nell’invitare compagni di lavoro -preferibilmente comunitari- e procedere; ma senza ‘utilizzare’  il logo ‘comunità provvisoria’; si scriverà magari: con gli auspici della comunità provvisoria.</p>
<p>Ricordiamoci che la C.P. è immateriale, è provvisoria, è indefinibile; non vuole notai (né tribunali).</p>
<p>Monica Rosapane, Salvatore D&#8217;Angelo, Rocco Quagliariello, Francesco Buonanno, Adelelmo Ruggieri hanno scritto e telefonato; assenti giustificati. Telefonate e commenti (ne aspettiamo di nuovi) da parte dei comunitari lontani geograficamente : Anne Demijttenaere era a Calcata e propone una due giorni di incontro e discussione;  Mauro Orlando, apprensivo, tra Brescia e Padova; Gianni Panzetta a Berlino, lontano dalla sua Zungoli; Mario Perrotta (a mare?); Michele Citoni (a Roma?), Vittorio Iannino (a Lapio?), Federico Verderosa-GaetanoVoglino e Peppino Martino (gruppo Lioni, a Lioni?); Raffaele e Laura Ruberto (in California); Donato Salzarulo (nella bassa); Enzo Tenore (a Napoli?).</p>
<p>Sono mancati gli interventi dei comunitari assenti nell&#8217;ultimo periodo; l&#8217;elenco che segue è un vero appello a farsi vivi: Anna Ebreo, Basilio Muto, Dario Bavaro, Enzo Maddaloni, Federico Iadarola, Gianni Fiorentino, Michele Sisto, Roberta Gimigliano, Ursula Iannone, Salvatore Di Vilio, Michele Minieri, Ester Marino, Antonio Vespucci, Alfonso Nannariello, Paolo Saggese, Enzo Luongo, Luigi Salzarulo, Maria Teresa Iarrobino, Luigi Di Guglielmo, PIetro Brundu, Gianni Marino, Lucina Cerreta, Tonino Restaino, Stefano e Fiorella Quaresimale. David Ardito era lì a Bonito ma non ha preso parte alla riunione in quanto indaffarato con l&#8217;organizzazione.</p>
<p>Molti coloro che hanno sfiorato la comunità in qualche incontro, leggono magari le e.mail, sfogliano il blog ma non interagiscono; per esempio Mimma Ciriello e Vera Mocella:  fatevi avanti.</p>
<p>E&#8217; vero che nella C.P. si entra e si esce senza proclami e senza tessere ma quando si pensa di uscire: almeno un saluto.  Gli unici che si sono formalmente congedati sono stati Michele Fumagallo e Antonio Romano.</p>
<p>alle nove della sera, cacciati i comunitari dalla sala consiliare, nel bar Franco ha letto insieme a Elda alcuni brani di Nevica e ho le prove.</p>
<p>Lunga e accesa discussione finale sul senso del fare politica e cultura in Irpinia.</p>
<p>- &#8211; - &#8211; - &#8211; - -</p>
<p>adesso ci rimettiamo al lavoro.</p>
<p>Cairano 7x, ci incontreremo presto con il sindaco e con la pro loco, forse l&#8217;undici novembre, festa di San Martino a Cairano, patrono della Chiesa Matrice. Tutti sono invitati ad intervenire; l&#8217;appuntamento è alle 16 alla pro loco.</p>
<p>SABATO 14 novembre festeggeremo i 2 ANNI della comunità provvisoria; a tavola dopo un largo giro paesologico; è l&#8217;occasione giusta per incontrarci e portare nuovi amici.  il posto giusto potrebbe essere il grillo d&#8217;oro, luogo in cui tutto è iniziato.</p>
<p>SABATO 28 novembre TRENO COMUNITARIO sulla tratta Avellino &#8211; Rocchetta Sant&#8217;Antonio; ci sono 63 posti a sedere; il comunitario Agostino Della Gatta è l&#8217;organizzatore e promotore della giornata. Pranzeremo assieme, forse nel bosco di Fontigliano.</p>
<p>A metà dicembre, con &#8216;incontri itineranti di architettura&#8217; saremo a VOLTURARA irpina: Bocche del Dragone, Centro storico, Castello.</p>
<p>- &#8211; -</p>
<p>Un saluto particolare a Luciano Malanga, a Bernardo Bruno, a Luigi Capone, a Mariarosaria, a Nicola Bottalico e a tanti altri che si firmano col solo nome ma che seguono la Comunità attraverso il blog ma non trovano tempo e forza per materializzarsi ad un incontro.</p>
<p>Un altro saluto al gruppo degli &#8216;incontri itineranti&#8217;, e sono tantissitimi : tre per tutti: Nicola Iacoviello, Sabbatino Guarino e Fausto Altavilla; che ne dite di convergere sulla Comunità quando potete ?</p>
<p>- &#8211; -</p>
<p>ultimi commenti innescati sulla Comunità e su Cairano 7x <a href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2009/10/05/idee-per-cairano-2/#comments">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2009/10/05/idee-per-cairano-2/#comments</a></p>
Posted in z  Comunità Provvisoria Tagged: Adelelmo Ruggieri, agostino della gatta, Alfonso Nannariello, andrea di consoli, angelo verderosa, Anna Ebreo, antonio luongo, Antonio Morgante, antonio vespucci, caterina pontrandolfo, comunità porvvisoria, comunità provvisoria, dario bavaro, David Ardito, elda martino, enzo maddaloni, ester marino, federico iadarola, franco arminio, gianni fiorentino, gianni marino, luca battista, luciana cerreta, luigi di guglielmo, Luigi Salzarulo, marcello faletra, Maria Teresa Iarrobino, Mario Festa, mauro orlando, michele ciasullo, Michele Minieri, pietro brundu, renzo marrucci, roberta gimigliano, salvatore d’angelo, Salvatore Di Vilio, Salvatore Salvatore, serena gaudino, Sergio Gioia, stefano ventura, Ursula Iannone <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7500/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7500/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7500/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7500/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7500/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7500/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7500/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7500/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7500/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7500/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=7500&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>un antropologo a cairano</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 16:54:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arminio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong><em><a href="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2009/07/5849_102735717023_626112023_2490911_8207910_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6891" title="5849_102735717023_626112023_2490911_8207910_n" src="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2009/07/5849_102735717023_626112023_2490911_8207910_n.jpg?w=200&#038;h=300" alt="5849_102735717023_626112023_2490911_8207910_n" width="200" height="300" /></a>di mauro minervino</em></strong></p>
<p><strong><em>Cairano, un pese minuscolo, il paese più piccolo della Campania, dove lo scrittore irpino Franco Arminio e il gruppo di «Comunità Provvisoria» hanno inventato un Festival atipico su decrescita, architettura e arti (Cairano 7x, Paesi, paesaggi, paesologia). Esperimento riuscito. Nei giorni scorsi si sono ritrovati a discutere a Cairano architetti, urbanisti, economisti, ma anche fotografi, pittori, artisti performativi, scrittori e poeti di tutta Italia. Tra gli altri sono stati a Cairano, Paolo Rumiz, Angelo Ferracuti, Andrea Di Consoli, Adelelmo Ruggieri, Antonella Anedda e Vinicio Capossela che si è esibito per il festival e ha letto pagine del Viaggio a Kuta.</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong><strong><em>Cairano 7x (me)</em></strong></p>
<p>La mia prima volta a Cairano. Ho deciso che ci arriverò in macchina. Un viaggio in solitudine, dopo aver risalito al mattino presto la Salerno-Reggio Calabria. La rotta per il Sud imboccata verso Nord, una volta tanto. Accanto al <span id="more-6883"></span>tracciato della A3 sfila tutto il vuoto e il pieno del Sud. Una mostra en plein air. Disordine, cantieri, interruzioni, traffico, paesaggi magnifici e orrori urbanistici, lentezza e supervelocità alternate a pericoli incombenti a ogni kilomentro. Dopo il Pollino la risalita del tratto appenninico della Salerno-Reggio C. per chi guida un mezzo è una fatica epica, una prova degna di un’ordalia medievale. Per me che la percorro da Cosenza Nord verso Salerno sono quasi 4 ore per 300 km da incubo. Finalmente esco dall’autostrada a Contursi. Seguo la traccia. Dopo un lungo rigiro su un groviglio di strade secondarie, singolarmente ben teneute e poco trafficate, mi trovo sciolto come sale nelle vene capillari dell’Irpinia orientale. Incontro indicazioni e vecchi cartelli stradali che suonano come targhe commemorative. Sfioro i paesi che rievocano la geografia sconvolta del “cratere”; Teora, Lioni, Andretta, Calitri, Conza, Bisaccia, Pesco Pagano. Io avevo quasi vent’anni, studiavo antropologia all’Università e prima della catastrofe di questi recessi demartiniani dell’altro Sud, non avevo ancora sentito parlare. Cambiò tutto col teremoto. Il terremoto del 1980, che qui ha spezzato assieme ai vecchi muri anche la dimenticanza secolare di queste antiche province agresti tumulate dalla storia nella lunga durata del grande contado meridionale. La lunga ricostruzione ha sanato le ferite vecchie, ne ha aperte di nuove. Modernità meno appariscenti che altrove. I paesi tra la montagna e l’Ofanto restano <em>paesi</em>. Un’idea di lontananza. La sembianza di unità, un velo di tristezza composta che si posa sulle case ancora ammucchiate sui crinali e colorate di nuovo; sensazioni che resistono anche alle tinte smaltate, talvolta troppo esuberanti. Comunque il contrario del caos ribollente ed eterogeneo che si incontra più a Sud; la Calabria, col suo paesaggio di cemento esploso e messo sottosopra da una sorta di perenne stato di emergenza. Tutto qui appare più ordinato, risarcito da poco, <em>rimpolpato</em>, ma in un modo che sembra definitivo e persino lussuoso. C’è come un tirarsi sù, per riabilitarsi dei secoli di dimenticanza e di grigiore messi improvvisamente a nudo dalle scosse di quel sisma che scoperchiò e disvelò lesistenza dell’Irpinia al resto d’Italia.</p>
<p> </p>
<p>Ti chiedi subito che posto è un paese come Cairano. Per me che ho sempre il mare negli occhi Cairano non è un paese di terra, è un’isola. Un’isola svettante su un mare fermo di campi smossi e pettinati dai solchi regolari delle arature. Quando ci arrivi da lontano dall’Ofantina, la strada di fondovalle, pensi subito a un meteorite appena caduto dal cielo. Il suo affioramento improvviso dal piano, in mezzo a un paesaggio che resta morbido e monotono, ha qualcosa di drammatico e misterioso. Come un coltello piantato in un corpo che giace da tempo riverso al suolo. Cambiando più volte di visuale, girandoci dentro e intorno in questi giorni, ovunque mi trovassi il paese di Cairano mi è venuto incontro come un punto di indecifrata e silenziosa esclamazione. Cairano è un segno fuori misura, un geroglifico di vertigine che esce dal grande spartito di terre levigate e arricciate dal vento che a perdita d’occhio ne attorniano la rima verticale con la calma di un soufflé ben riuscito. Qualcosa di simile a un afororisma poetico e folgorante che sbuca dal silenzio prolisso dell’Irpinia d’oriente. Un apologo irpino di quelli che scrive Franco Arminio, lo scrittore-paesologo che di questi luoghi di confine a cavallo tra la Campania, la Basilicata e la Puglia è divenuto il cantore, rinominando poeticamente quello che un tempo fu una porzione del grande contado delle terre di lavoro, le terre del rimorso demartiniano. Le <em>terre dell’osso</em> come le chiamano qui. Altri tempi, altre geografie, altre storie. Oggi queste terre larghe e piatte sono una frangia terminale del continente sudista, una frontiera interna. Sono terre di nessuno segnate da un futuro incerto, se è vero che qui sul tavoliere verde del Formicoso, già punteggiato dalle presenza sinistra di enormi pale eoliche, bianche e fitte come le croci di un cimitero di guerra, verrà costruita la più grande e mostruosa discarica d’Italia: 180 ettari di immondezzaio a cielo aperto. La fine di tutto, per la vita di queste comunità, per le speranze di salvare l’ambiente, per quel che resta della bellezza stranita di quest’angolo di Sud.      </p>
<p> </p>
<p>Le cartoline da Cairano avrebbero forse meritato, piu’ che gli scatti dei tanti fotografi e artisti in giro per il paese in questi giorni, il pennello in vena di capolavori di uno straniero romantico, folle e immaginifico come il pittore Caspar Friedrich. Ma queste sono state sempre terre rintanate, estreme, lontane dalle rotte veloci del Grand Tour classico, e nessun pittore è mai venuto a immortalare il nido d’aquila di Cairano.</p>
<p>Salendo a piedi sopra le ultime case del paese, dall’alto della sua rupe sopra il castello, ci si trova improvvisamente issati in cima a uno scoglio altissimo, impressionante. Un vasto panorama che dal verde muschio della valle dell’Ofanto vira al giallo secco della Capitanata che si apre come una falce di luce verso oriente. Il fronte opposto invece è chiuso dal muro alto e tenebroso dei monti Alburni, che da qui custodiscono la soglia invisibile del mare dell’Occidente. Sono gli alti monti cantati da Virgilio nelle Georgiche, Titani provenienti dal Tirreno che perseguitati dall’ira di Nettuno furono tramutati in roccia. Uno scenario vasto e solenne, da ammirare in silenzio, ascoltando il vento, che qui soffia sempre, imperioso e ostile. Una cosa è certa. Cairano è un’alzaia che invola la fantasia. Qui tra l’indolenza e il vento è la testa che si allegerisce e fila via. Come una volata di aquiloni, una mongolfiera che se ne va fluttuante per l’aria. E’ domenica e i pazzi di un club di acrobati del parapendio sono saliti fin quassù dal mattino radunati come uno stormo di uccelli di passo. Si preparano con cura. Distendono per terra, fuori da grandi sacchi di nylon, le ali dei loro enormi aquiloni colorati. Restano immobili in attesa sul ciglio del prepicipizio. Si fanno esca per il vento. Quasi tutti molto giovani. Prima di saltare a turno scherzano tra di loro e fanno previsioni sul tempo, sulla difficoltà e la bellezza del volo. Si rassicurano tra di loro con gesti nervosi e scaramantici. Ripetono i controlli di sicurezza dell’attrezzatura tecnica. Sono come marionette aggrappate a tiranti e fili sottilissimi. Governano il volo solo con le maniglie attaccate all’imbracatura. Nervosi e stanchi di riposare sul posatoio adesso i piloti si piantano di spalle al precipizio e aspettano un colpo di vento propizio ad andar via. All’improvviso una piroetta inverte la posizione di partenza, una raffica più violenta gonfia fragorosamente la vela e strappa all’istante il volatore dal suolo della rupe. E’ il momento più goffo e delicato. Poi le vele colorate si tuffano nel vuoto dalla rupe del castello e si lasciano portare lentamente in quota dal vento di Cairano. E’ lo spettacolo per questi giorni di festa. Il vento, che qui soffia sempre, imperioso e ostile, per oggi non serve alle pale ma solo dagli aquiloni colorati dei volatori a vela. Sotto di loro si spalanca un abisso che porta al lago di Conza e al fondovalle. Un mare di campi e di terre ondulate che sembrano continenti alla deriva.</p>
<p>Un posto come la rupe di Cairano vale da solo il viaggio.</p>
<p> </p>
<p>In giro, tutto intrno a Cairano, invece è un’altra storia. Un orlo continuo di pale e mulini a vento che parte da Bisaccia, dirimpetto a Cairano, e si chiude alle spalle oltre, la valle dell’Ofanto e il lago di Conza, verso le alture delle piccole dolomiti appenniche di Muro Lucano che girano verso sud-ovest. Sulla piramide di Cairano per fortuna non c’è spazio per posteggiare le pale. Sul paese non ci sono torri eoliche, che invece si propagano nel paesaggio circostante acccerchiando l’occhio senza interruzione. Qui girano pale, pale ovunque. Una cosa snervante. Il vento tra le colline e i campi dell’Irpinia è diventato un affare per la produzione di energia eolica. Ma per fortuna di Cairano, isola felice di un mare sopravento, la contrada ha tante pale intorno ma nessuna sopra. Evviva.</p>
<p>Il vento di Cairano di notte è una cantica che mormora e sibila per i vicoli. Da qua sopra mi viene di pensare istintivamente al fuoco, agli incendi. Ma Cairano è un posto dove un fuoco deve essere piu’ facile accenderlo o spegnerlo? Qui intorno però di ustioni e di incendi non c’è traccia. Il vento di Cairano è verde, è ancora <em>il vento</em> e basta. Al massimo serve per tenere a galla gli aquiloni nel cielo, a portarsi via lontano, lontanissimo, i pensieri. Anche i miei.</p>
<p> </p>
<p>In questo paese minuscolo, il più piccolo della Campania (411 abitanti, quasi tutti anziani), mi pare che tutti gli esseri vivano ancora al loro posto. Piu’ o meno in pace, piu’ o meno tranquilli, ma al loro posto, senza frenesia. Fragili o forti, alti e bassi, grandi e bambini (ce ne sono abbastanza per un paese di vecchi). I visibili e gli invisibili, i lontani e i vicini quelli nati e quelli ancora non nati, qui si capisce che trovano posto, e ne troveranno ancora. C’è uno spazio serbato per tutti. E lo spazio di questi tempi è una risorsa grande e rara. Come il vento, che qui a Cairano fa solo il lavoro del vento.</p>
<p>Aldilà delle apparenze Cairano nell’alta Irpinia ti da l’idea di un posto ben acconcio, che ha il suo senso. Un posto riconciliato con la sua storia. Quel senso compiuto nella consapevolezza di sé, che dovrebbe essere la firma di ogni paese e di chi lo abita. Un buon approdo per la vita, l’isola del tesoro di un tempo presente non oppresso da assilli e impegni particolari. Un paese della polpa, non dell’osso. Dopo tre giorni passati qui i fantasmi demartiniani sono spariti; se li è portati via la notte, il vento di Cairano. Niente mondo magico di ritorno, ne piu’ terre del rimorso, abbandonate per sempre senza rimpianto. Senza rimorso.</p>
<p>Me lo ricordano anche le ragazze della proloco, gentili e spigliate nel dialetto di casa; capaci di risolvere gli intoppi di questo festival molto arminiano. Vanno tutte all’università, studiano a Napoli, a Salerno o a Roma, parlano disinvolte dei loro progetti e intanto prenotano le loro vacanze in inglese su internet. Sanno che dovranno cercarsi un lavoro fuori, e si vivono il paese come un nido di ritorni e di partenze. Ma già vivono a cavallo tra due mondi, e sembra che ne trarranno un discreto beneficio. Cairano per loro non è una partita persa. Non sono gli unici abitanti del posto senza l’ansia di stare con un piede di qua e uno da un’altra parte del mondo.      </p>
<p>Su 196 famigle e 411 abitanti registrati all’anagrafe a Cairano, ho scoperto, che  vivono anche degli stranieri. Una coppia di scozzesi ha preso casa qui. C’e anche la famiglia di un venditore ambulante arabo, con bambini al seguito e moglie discretamente velata; gente tranquilla che se ne va a spasso per le strade di Cairano come fosse a Tunisi. C’è anche una coppia di giovani americani che torna spesso al paese. La ragazza che parla con accento yankee ha la nonna di Cairano e una casa qui, che per lei è sempre aperta. Lei e il marito americano insegnano in una università della California. Tornano spesso. Hanno due figli piccoli, biondi e molto vivaci. Uno dei due si chiama Dante, per non far torto alla tradizione. Poi ci sono gli emigrati di qui, quelli di cairano che lavorano fuori e che tornano al paese per l’estate con al seguito le loro famiglie ibride remixate con mogli e mariti <em>furastieri</em> e dell’<em>alta Italia</em>. Invece una ragazza di colore l’ho incontrata stamattina. L’ho vista uscire dalla chiesa evangelica aperta per la funzione, sul ciglio del paese. Una chiesa evangelica a Cairano non è una cosa che ti aspetti di più, ma c’è. E forse ci sono anche qui le anonime e quasi invisibili badanti ucraine, polacche e rumene che per pochi euro al mese ci aiutano ad allungare i giorni dei nostri vecchi padri, madri e nonni infragiliti dall’oramai interminabile vecchiaia della nostra società opulenta. Per la buona pace delle nostre coscienze e delle nostre famiglie di ingrati e bravi nevrastenici. </p>
<p>Questa insolita mescola globalista anche a Cairano non dovrebbe stupire nessuno; sarà così sempre di piu’. Anzi il paese, ogni paese, qui come altrove, al sud come a nord, sarà  ripopolato e tenuto vivo dagli avventizi, dagli stranieri. O così o i paesi finiranno. Ci sarà un paese nuovo messo insieme da questi frantumi di umanità, di nuovi naufraghi del tempo che saliranno il monte come nuovi pionieri. Lo dice la storia. In fondo è sempre successo qui al Sud.   </p>
<p> </p>
<p>Altre cose che adesso so di Cairano:</p>
<p>c’è una via <em>Cimitero</em> al centro del paese;</p>
<p>non ho visto fontanelle per l’acqua pubblica, perché forse non ci si abbevera gratis dopo che si è arrivati fin quassù;</p>
<p>al bar se chiedi un bicchiere d’acqua non te lo danno mai pieno (forse ricordo di antiche penurie idriche su questo scoglio isolato);</p>
<p>però se prendi del vino il bicchiere è sempre pieno e poi fare il bis facilmente;</p>
<p>ci sono pochi cani e nessuno sembra davvero un randagio;</p>
<p>quasi tutti i cani sono neri;</p>
<p>invece non ho visto per strada neanche un gatto, neanche uno: </p>
<p>ci sono tre chiese, e la gente ci va;</p>
<p>in un paese dove tutto è in salita mi sono chiesto se pure gli amori sono in salita e gli abbandoni in discesa, o viceversa;</p>
<p>a Cairano non c’è un bancomat e nemmeno una banca, e questo mi sembra miracoloso;</p>
<p>a Cairano non c’è neanche una pompa di benzina, ma macchine tante e anche grosse, e questo invece mi sembra pericoloso;</p>
<p>ci sono due bar e un minimarket, ma neanche un fruttivendolo e un verduraio, ma forse sono generi comuni che la gente del posto si procura dalla terra, si fa da sé e nessuno compra;</p>
<p>in uno dei bar la correzione del caffè con un goccio di fernet costa 20 centesimi (prezzi da città).</p>
<p>Cairano mi sembra un paese piuttosto felice di essere il paese che è. Un paese che se ci sono guai non viene a rinfacciartreli subito per chiedere un’elemosina, un po’ di degnazione. Ai paesi come Cairano non bisogna fare mancare la compagnia, sì. Per il resto Cairano è un paese così come ne ho visti tanti al Sud; uno dei posti che <em>abito</em>. Dove anch’io sono nato, ho vissuto e amato.           </p>
<p>     </p>
<p>Salpo da qui e ritorno in fondo a Sud. E’ sbucato il sole da poco su una mattina di bonaccia, senza un filo di vento. Scivolo in auto verso l’Ofantina con un senso di conforto. Rivedo da lontano l’isola di Cairano, lo scoglio di Giano, il monte irpino del rifugio. Riecco staccarsi l’Athos di queste mie giornate di insolito silenzio in mezzo al mare mollemente ondoso dell’Irpinia d’oriente. Cairano per me. Il ricordo improvviso di un giro di vento; il sole secco di terra che mi  brucia la faccia su una panchina in cima al paese; la piazzetta con la chiesa di San Leone sotto i tigli odorosi; un acquazzone improvviso; un arcobaleno enorme che si stacca dal cielo e tocca la terra riverniciata di fresco; gli occhi chiari e il saluto timido di un ragazza di cui non mi ricordo più il nome, tranne che seguiva i seminari sul paesaggio e che somiglia a una Jodie Foster di paese, più amabile e attraente. Non sono ricordi da poco i souvenir che mi porto dietro da questi miei giorni a Cairano.</p>
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		<title>Ogni cuore, ogni paese</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 01:59:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arminio</dc:creator>
				<category><![CDATA[a  Autori Comunitari]]></category>
		<category><![CDATA[Adelelmo Ruggieri]]></category>
		<category><![CDATA[cairano]]></category>
		<category><![CDATA[montagne]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[___ di Adelelmo Ruggieri  &#62;&#62;&#62;  Messa su un monte roccioso… antichissima… priva di acqua: produce vino… aria salubre…
 Così lo descrisse Giuseppe Chiusano questo posto alto poco più di ottocento metri che sembrano molti di più…
 È una domenica mattina di giugno. Ho messo la sveglia alle quattro. Volevo raggiungere gli amici comunitari e per niente provvisori che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=6798&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>___ di Adelelmo Ruggieri  &gt;&gt;&gt; <strong><span style="color:#ff0000;"> <em>Messa su un monte roccioso… antichissima… priva di acqua: produce vino… aria salubre…</em></span></strong></p>
<p> <strong>Così lo descrisse Giuseppe Chiusano questo posto alto poco più di ottocento metri che sembrano molti di più…</strong></p>
<p><strong> È una domenica mattina di giugno. Ho messo la sveglia alle quattro. Volevo raggiungere gli amici comunitari e per niente provvisori che avevano fatto notte, e ora stavano aspettando l’alba…</strong></p>
<p><strong> Eccoli. / </strong><strong> Saremo una ventina di persone. C’è anche Franco.</strong></p>
<p><strong><span id="more-6798"></span>Per la prima volta, fra poco, si toglierà dai suoi panni di sovrintendente di <em>Cairano 7x</em> e leggerà alcune poesie da “Poeta con famiglia”.</strong></p>
<p><strong> In una di loro si chiede “come avrebbe vissuto mio padre / questa giornata / lui che amava solo le feste degli altri”.</strong></p>
<p>Franco deve assomigliargli al padre. Sta qui da sei giorni insieme agli altri Comunitari a prodigarsi che tutto vada come deve andare, specie di sera quando si radunano centinaia di persone con un discreto assai appetito.</p>
<p> Le montagne rocciose lo fanno questo effetto…</p>
<p> Sta qui da sei giorni e non ha letto ancora niente di suo…</p>
<p> La poesia che fra poco leggerà, quella dedicata al padre, dice di un mondo che non era ancora “entrato nella tempesta delle finzioni”:</p>
<p> Il mondo non era ancora</p>
<p>entrato nella tempesta delle finzioni,</p>
<p>tutto sembrava vero</p>
<p>miserabilmente o felicemente intero.</p>
<p>Ogni cuore, ogni paese</p>
<p>ogni luogo in cui c’era la vita</p>
<p>era una piccola tavola imbandita.</p>
<p> Sì, era questa cosa qui che si sperimentava, in quel mondo non “ancora / entrato nella tempesta delle finzioni”.</p>
<p> Stiamo dicendo però di un’epoca in cui la “vacanza” stava inscritta nella vita in un’altra maniera</p>
<p> Ora i comunitari nottambuli sono andati a dormire, ma io ho dormito già, e allora resto a spasso in su e in giù per il monte roccioso, poi raggiungo lo strapiombo altissimo…</p>
<p> Penso alle  o-in quellmaniera…tà Provvisoriavamo lì..i: un uomo distrattobrevissime vacanze estive della mia famiglia, negli anni sessanta.</p>
<p> Si andava per una settimana a Offida, o a Servigliano lungo il Tenna.</p>
<p> Noi eravamo di Fermo e già Offida, o Servigliano che sia, erano lontanissime.</p>
<p> A Offida stavamo ospiti da Licia, a cento metri da Santa Maria della Rocca, alta e bella su un dirupo marchigiano.</p>
<p> La casa stava sulla destra a salire verso la chiesa.</p>
<p> C’erano un po’ di gradini di accesso e davanti un piccolo giardino.</p>
<p> Sul fresco le merlettaie si riunivano a gruppetti, presso gli usci.</p>
<p> Velocissime tessevano…</p>
<p> La settimana finiva in un soffio.</p>
<p> Non ricordo nemmeno come tornavamo a Fermo…</p>
<p> Ricordo solo che quella vacanza ci bastava, ci era sufficiente…</p>
<p> Noi eravamo presso di noi…</p>
<p> Nulla ci era estraneo…</p>
<p> Tutto era familiare e vicino e intimo, come fossimo i soggetti di una tesi futura di Sloterdijk…<strong> </strong></p>
<p> E stamattina qui, sullo strapiombo di Cairano, io mi sento come allora, come in quelle vacanze lontanissime di Offida…</p>
<p> Tutto è intimo…</p>
<p> Niente, qui, stamattina, è spaesato…</p>
<p> In una qualche maniera “paesologia” e “spaesamento” stanno – inevitabilmente – insieme…</p>
<p> C’è una poesia in “Poeta con famiglia” che dice:</p>
<p> Io non faccio nulla a casa mia</p>
<p>oltre a scrivere e a cercare gli occhiali</p>
<p>e le chiavi che perdo </p>
<p>e calzini e camicie e cassette</p>
<p>e ora anche giocattoli</p>
<p>di bambini tutto da mettere in ordine</p>
<p>perché ogni casa è un magazzino</p>
<p>ogni merce è un tarlo</p>
<p>e ora mi chiedo</p>
<p>cosa ci è caro adesso</p>
<p>e come si fa ad incontrarlo.</p>
<p> Questa poesia mette insieme cose che non sono affatto distanti: c’è un uomo distratto per modo di dore che perde tutto; ma perde tutto perché “ogni casa è un magazzino / ogni merce è un tarlo”; e allora si chiede “cosa ci è caro adesso / e come si fa ad incontrarlo.”</p>
<p> E allora insieme ad altri amici s’inventa qualcosa da “incontrare”: “Cairano 7x”, che subito ci è diventata cara, a noi che eravamo lì…</p>
<p> A noi che l’abbiamo incontrata…</p>
<p> <em>Fermo, luglio 2009</em></p>
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			<media:title type="html">Arminio</media:title>
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		<title>LA NATURA dei POETI</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 19:07:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fornaitec</dc:creator>
				<category><![CDATA[Petizioni, Segnalazioni, Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[z  Irpini nel Mondo e nell'Anima]]></category>
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		<category><![CDATA[la natura dei poeti]]></category>
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		<description><![CDATA[
&#8220;LA NATURA dei POETI&#8221;, VI edizione &#8211; 2009, il cui primo incontro si svolgerà a
Grottazzolina (FM) domenica 8  marzo.
 
Elvezio Serena
presidente sezione Italia Nostra di Fermo
Adelelmo Ruggieri e Massimo Gezzi
curatori della Rassegna
ITALIA NOSTRA onlus
sezione del Fermano
Associazione nazionale
per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della Nazione
sede: palazzo Paccaroni
via Migliorati, 2 &#8211; 63023 FERMO
Tel. e fax: [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=5297&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
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<p><span style="color:#ff0000;">&#8220;LA NATURA dei POETI&#8221;, VI edizione &#8211; 2009, il cui primo incontro si svolgerà a</span></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Grottazzolina (FM) domenica 8  marzo.</span></p>
<p> </p>
<p><em><strong>Elvezio Serena<br />
presidente sezione Italia Nostra di Fermo</strong></em></p>
<p><span style="color:#333399;"><em><strong>Adelelmo Ruggieri e Massimo Gezzi<br />
curatori della Rassegna</strong></em></span><em></em></p>
<p><span id="more-5297"></span><span style="color:#ff0000;"><strong>ITALIA NOSTRA onlus</strong></span></p>
<p><span style="color:#ff0000;">sezione del Fermano</span><br />
Associazione nazionale<br />
per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della Nazione<br />
sede: palazzo Paccaroni<br />
via Migliorati, 2 &#8211; 63023 FERMO<br />
Tel. e fax: 0734 228628 segreteria telefonica</p>
<p>Cellulare: 348 8163918</p>
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</span></span><a href="mailto:fermo@italianostra.org"><span style="font-family:Comic Sans MS;color:red;"><span style="color:red;font-family:'Comic Sans MS';">fermo@italianostra.org</span></span></a><span style="color:red;"><span style="color:red;"><br />
</span></span></span></span></p>
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		<title>L’irpinia come opera d’arte…</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 06:12:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arminio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[il nostro blog non è un tappeto volante in cui le cose appaiono e poi scompaiono per sempre. siamo liberi di andare avanti ma anche di tornare indietro &#8230;rimetto qui un pezzo comparso non molti giorni fa che secondo me non ha avuto l&#8217;attenzione che meritava. 
aspettiamo marcello per una sua lezione magistrale.
intanto rileggiamo qui [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=4426&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><h2 style="margin:auto 0;"><span style="font-size:14pt;"><em><span style="color:#800080;">il nostro blog non è un tappeto volante in cui le cose appaiono e poi scompaiono per sempre. siamo liberi di andare avanti ma anche di tornare indietro &#8230;</span></em><span id="more-4426"></span></span><span style="font-size:14pt;">rimetto qui un pezzo comparso non molti giorni fa che secondo me non ha avuto l&#8217;attenzione che meritava. </span></h2>
<h2 style="margin:auto 0;"><span style="font-size:14pt;">aspettiamo marcello per una sua lezione magistrale.</span></h2>
<h2 style="margin:auto 0;"><span style="font-size:14pt;">intanto rileggiamo qui con attenzione&#8230;.</span></h2>
<h2 style="margin:auto 0;"><span style="font-size:14pt;">armin  _  </span><span style="font-family:Times New Roman;"><strong><span style="font-size:14pt;">di Marcello Faletra</span></strong></span></h2>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong><span style="font-size:14pt;"> </span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong><span style="font-size:14pt;color:red;">Comunità provvisoria</span></strong><span style="font-size:14pt;">…Temporanea? Vagabonda? A considerarla al limite epocale in cui oggi ci troviamo, tra guerre e menzogne, la creazione di una comunità ha qualcosa dell’opera d’arte. Un’uscita dal disastro provocato dal cretinismo politico e dall’astenia depressiva che investe il nostro presente; e dove il tempo è evocato nella sua dimensione di basso profilo, discreto, indecidibile, non lineare, come accade nei flash back dei films, fotogrammi di tempo che scorrono all’indietro, che interrompono il corso del tempo cronologico, cioè frammenti, o coaguli di desideri, affetti, percezioni; oppure come parole che si rincorrono, si cercano, stringono alleanze discontinue, come la creta pastosa di un soggetto collettivo ancora a venire. La dove lo spazio della decisione pubblica si è ridotta a quella del voto, allora la creazione di una comunità, anche provvisoria, credo sia il tentativo per dar forma a processi di emancipazione sia individuali che collettivi. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Lo stato delle cose</span></span></strong><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">: l’esigenza di comunità  è direttamente correlata, oggi, al fatto che i modi di agire e le situazioni si modificano prima che questi riescano a consolidarsi. Delle azioni, dei comportamenti, delle relazioni, non resta nulla. Questo è l’orizzonte della nostra contemporaneità. La nostra società non è in grado di trattenere o conservare la propria forma. Questo porta a ridefinire permanentemente i nostri attributi personali e di relazione: la nostra esistenza è sottoposta a scadenze, smontaggi, assemblaggi, continui, senza sosta. Siamo <em>sotto assedio</em>. Le nostre vite sono prese nel continente nero dell’informazione, che trapassa e rende “liquida” la nostra esistenza. Non abbiamo niente – diceva un vecchio saggio indiano Hopi – ma abbiamo <em>Il Tempo</em>. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Da questo schizzo alcune considerazioni. La prima sul tempo. E, cioè, che cos’è il tempo per noi?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong><span style="font-size:14pt;">Politiche del tempo</span></strong><span style="font-size:14pt;">. Nel <em>Tamburo di latta</em> lo scrittore tedesco Gunter Grass narra la storia di un bambino, il quale appena vide che il suo paese cadde nelle mani dei nazisti, decise di fermare il tempo, di non crescere più. Continua così a vivere con la sua piccola statura da bambino. Freddo osservatore delle menzogne  e delle imposture dei nazisti, cammina per le vie battendo un tamburo controtempo per disturbare gli ordini che si propagano per le vie. Un giorno nascosto tra i gradini di uno stadio, sente i suoni di una parata: trombe, tamburi, cori, inni e il passo ritmato dei soldati che scandiscono il cammino. E quando nel fragore di questa marcia nazista si decide di mettere anche il suo asincrono tamburo, nessuno lo sente. Ma, pian piano comincia a disturbare un cembalista, poi un violinista e cosi via di seguito. Dopo poco la marcia militare cambia ritmo, i soldati perdono il passo. Le stonature si propagano. Strani valzer si levano dalla parata. I soldati del coro iniziano a danzare liberamente e il caos trionfa. Da una quaresima nasce un carnevale. Il tempo collettivo viene di colpo liberato dall’intruppamento militare e consegnato alla libertà. Durante la proiezione del film <em>Joyeux calvaire</em> di Denys Arcand, all’improvviso un barbone grida ad altri due barboni: “Non ho tempo”. Il barbone sa quello che dice. Il film mette in bocca all’ultimo della società una verità da prendere alla lettera. Il barbone non spiega perché, la sua è una percezione. Altri al suo posto saprebbero cosa rispondere, come Paul Virilio, che ha studiato a fondo le tecniche dell’esercizio del potere sul tempo. Il “tempo reale” esperito con le tecnologie informatiche, equivale allo “sterminio del tempo”. Potere e tempo sono strettamente collegati. Perché avere potere significa disporre del tempo altrui. E, oggi, questo dominio del tempo lo si può constatare con l’imperialismo della velocità, che generano, come osserva Enzensberger, le non-contemporaneità. Perseguendo l’estasi della comunicazione gli uomini si separano gli uni dagli altri. Questa osservazione da ragione a Kant quando osservava che la libertà e la felicità sono inconciliabili: la libertà unisce, la felicità divide. La libertà se non viene esercitata, si può perdere. Mentre la felicità spesso genera conflitti per la spartizione di una cosa. L’esercizio del tempo come creazione del sé appartiene alla libertà, quando questa non viene sequestrata dall’attrazione fatale della velocità, con la quale siamo già perdenti in partenza. Che fortuna per quegli indiani Hopi che non conoscono l’equivalente dell’aggettivo “veloce”. Per essi conta soltanto l’intensità dell’azione o di una relazione. Qualche anno fa in una piazza di Parigi una folla di manifestanti disoccupati gridavano: “Non abbiamo niente, ma abbiamo tempo”. E’ vero, questi disoccupati non avevano nulla ma, paradossalmente, come il bambino del tamburo di latta, esibivano un tempo non assoggettato a nulla. Per il capitalismo d’oggi questo slogan appare una bestemmia. Per esso il tempo è diventato come una bambola gonfiabile, e la libertà il suo preservativo. La bambola gonfiabile sta allo stupro del tempo come la libertà al profitto. La svizzerizzazione del tempo è <em>contemporanea</em> del suo crepuscolo. Sembra che anche l’arte si stia svizzerizzando se è vero, come ha affermato ironicamente Cattelan a un diffuso settimanale (l’Espresso) che il tempo che dedica alle opere è del 2 per cento, mentre quello che dedica all’organizzazione (mostre, incontri d’affari, ecc.) è del 98 per cento. Qui, tempo e affari sono la stessa cosa. Come accade al barbone che non ha tempo, anche l’arte pare condannata ad esser contemporanea di se stessa. Chissà se ciò che pensava Nietzsche a proposito dell’<em>inattualità</em> possa avere ancora efficacia (il fatto di non essere delle passive repliche del passato e della convenzionalità del presente). Con Faucault abbiamo avuto una biopolitica del corpo, mentre con Deleuze e Guattari un nomadismo del tempo. Analogamente, oggi, occorrerebbe prospettare un biotempo o una ecologia del tempo fondata sul ritardo, con la stessa intenzione con cui Duchamp definì <em>La sposa messa a nudo dai suoi scapoli</em> “ritardo in vetro”. Il ritardo prospettato da Duchamp auspicava una sconnessione col mondo convenzionale e una connessione col desiderio, come un balbettio che interrompe la frase perché c’è qualcosa di più urgente del senso: il piacere. E’ l’equivalente del riso creatore che attrae perché non si scambia con nulla. Il ritardo come imprevisto del tempo, come sorriso ironico che dilaga sulla nevrosi della marcia militaresca del tempo. Il ritardo come crepa della ripetizione dello stesso, dell’identico. Bordo sovversivo del soggetto che pone la domanda capitale, in senso nietzschiano<em>, che</em> <em>cos’è per me…il tempo</em>?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Ora, la “voglia di comunità” è l’inconfessabile orizzonte del presente. E’ emblema del desiderio di trovare o ritrovare un tempo al presente di fronte al quale ci scopriamo contemporanei gli uni degli altri. In ogni comunità la questione decisiva, infatti, è l’invenzione del presente. Senza che questo ci sia dato confezionato come articolo di consumo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong><span style="font-size:14pt;">Chi siamo noi</span></strong><span style="font-size:14pt;">? In che cosa si riconosce una comunità? Non posso tacere il nome di colui che più di ogni altro si è immerso in questa direzione: Michel Foucault. E’ Innanzitutto ciò che ha chiamato “cura di sé”, e cioè una forma di <em>prova</em> biopolitica. E’ necessario occuparsi di sé nella misura in cui un gruppo o una comunità non sia strutturata verticalmente, ma sia in un certo senso “orizzontale”, plastica nelle sue manifestazioni, e in definitiva non sia governata da una <em>tekhné</em> politica, ideologica, ma da una politica degli affetti. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong><span style="font-size:14pt;">Altre archeologie</span></strong><span style="font-size:14pt;">. Si potrebbe vedere nell’attività della <em>Comunità provvisoria</em> il lavoro di un’equipe di archeologi dell’immagine, della parola e dell’ascolto. Captare suoni, visioni, vibrazioni, sapori, e tutto ciò che sfiora i corpi o li assale nell’aria. I suoi membri non avrebbero nulla in comune (perché non c’è necessariamente accordo sulla provenienza delle esperienze). Ora, perché vi sia atteggiamento archeologico è necessario che vi sia attitudine all’ascolto e attenzione al presente, e dunque, attitudine al tempo, cioè alle frequenze e ai ritmi temporali, alle sue scansioni, alle sue associazioni o dissociazioni, ma anche alle sue assenze: al silenzio. Così come l’archeologo associa l’attività dell’occhio a quello della storia, allo stesso modo la Comunità provvisoria mi è <em>apparsa</em>, nel suo insieme, una macchina d’ascolto che associa esperienze provenienti da scale temporali multiple (è quello che ho potuto constatare a Frigento con Franco Arminio e gli altri convenuti al “simposium” svoltosi tra cibo e pensiero). </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Questa vocazione archeologica non segue la linea retta della storia, ma le interruzioni, le libere associazioni, le discontinuità dell’ascolto. In altre parole elegge l’anacronismo dell’esperienza dei sensi a criterio della propria attività. Dicendo anacronismo tiriamo in ballo ciò che è contemporaneo. Cosa significa? </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">1) Innanzitutto rifondare il senso del quotidiano non soggetto alla logica feroce del consumo e dello spettacolo, mettendo in atto delle controculture informali – non identificabili in una matrice ideologica. Si tratta di “somigliarsi” senza oggetto, senza feticcio, ma per concatenazione prossemica, per semplice contiguità affettiva, per una elementare politica dell’amicizia.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">2) Questo aspetto porta a considerare un fatto decisivo: la politica dell’amicizia significa in primo luogo manifestare non la propria individualità, ma la propria unicità. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">3) Ogni comunità apre uno spazio semiotico liberato dall’ossessione del Padre (il partito, l’ideologia, la religione, ecc.).</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">4) Questo spazio semiotico emancipato da figure totalitarie e omologanti, apre a una semiotica mutante – a una produzione di sapere e di memoria sempre mobile, mai statica e rigida. Non crea, in sostanza, mitologie regressive.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">5) Ho avuto l’impressione che la comunità provvisoria nella sua articolazione orizzontale pone un corpus collettivo al modo di un ipertesto. Un’intersecazione di memorie e di eventi che si stratificano a partire dal blog. In sostanza il virtuale è al servizio del reale. E questo, credo, sia il miglior modo di utilizzarlo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Affiora un’ipotesi: tutte le comunità nate all’insegna di questa <em>inattualità</em>, che praticano deliberatamente forme di anacronismo, sono delle resistenza o forme di <em>disaccordo</em> temporale, in quanto non riconducibili ad una temporalità dettata dal mercato e convenzionalmente accettata e veicolata dal mito della comunicazione. Oggi la liquidazione d’ogni prospettiva di futuro, l’abbandono dell’utopia, la rassegnazione di fronte alla restaurazione liberale, rappresentano fattori decisivi della crisi del presente, e implicitamente della crisi del tempo come rappresentazione collettiva.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Un caro saluto</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Marcello Faletra</span></span></p>
Posted in a  Autori Comunitari Tagged: Adelelmo Ruggieri, angelo verderosa, BLOG, comunità provvisoria, enzo luongo, franco arminio, ilfesso, livio borriello, marcello faletra, mauro orlando, rocco quagliariello, Salvatore D'Angelo <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4426/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4426/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4426/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4426/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4426/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4426/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=4426&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Scampitella-confine / adelelmo ruggieri</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 18:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>verderosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adelelmo Ruggieri]]></category>
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		<description><![CDATA[ Adelelmo Ruggieri
 
Scampitella-confine
 
Non c’è sulla mappa orbacquea di google il posto di cui voglio dire. Di sicuro sta sul confine tra la Puglia e la Campania. Ci sono stato una domenica dell’agosto che sta finendo. L’amico carissimo Donato Salzarulo festeggiava il suo quarantesimo anno di matrimonio con Giuseppina, ma lo festeggiava con tutti i parenti irpini [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=1703&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span><span style="font-size:18pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Adelelmo Ruggieri</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:26pt;color:#3366ff;"><span style="font-family:Times New Roman;">Scampitella-confine</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:14pt;">Non c’è sulla mappa orbacquea di google il posto di cui voglio dire. Di sicuro sta sul confine tra </span><span style="font-size:14pt;">la Puglia</span><span style="font-size:14pt;"> e </span><span style="font-size:14pt;">la Campania.</span><span style="font-size:14pt;"> Ci</span><span style="font-size:14pt;"> sono stato una domenica dell’agosto che sta finendo. L’amico carissimo Donato Salzarulo festeggiava il suo quarantesimo anno di matrimonio con Giuseppina, ma lo festeggiava con tutti i parenti irpini un anno dopo, perchè l’anno scorso non potè. Non ricordo il nome di quel posto. Mi ricordo la strada, le case sui lati della strada, ma non il nome, e sulla mappa non c’è. Il nome ha a che fare con il ripararsi dei contadini sull&#8217;altipiano dalle improvvise intemperie, con i ripari all’aperto. Questo dovrebbe aiutarmi.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span id="more-1703"></span>[…]</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Mi è venuta in soccorso la rete, la rete aiuta sempre. Ho digitato “comuni provincia avellino” e li ho trovati tutti all’indirizzo:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">http://www.comuni-italiani.it/064/lista.html</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">e al n° 91, tra San Potito Ultra e Santa Paolina eccolo qui: è SCAMPITELLA. No, non ricordavo male ciò che avevo sentito: qui trovavano scampo dalle intemperie i contadini più orientali dell’Irpinia d’Oriente. Sto leggendo che gli abitanti sono 1.435; che la densità per chilometro quadrato è di 94,2 abitanti e che le famiglie sono 539. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Il posto meno denso d’Irpinia è Monteverde con 24,5.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">[…]</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Ora digito “scampitella avellino” e la mappa esce fuori:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> <a href="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2008/08/scampitella.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-1706" src="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2008/08/scampitella.gif?w=566&#038;h=382" alt="" width="566" height="382" /></a></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:14pt;">ed eccolo lì il confine. È quella linea tratteggiata che taglia la “strada provinciale Anzano Scampitella”, appena fuori del paese. Su quella linea immateriale ricordo che ci sono delle case. In verità alcune staranno sotto, e sono campane, altre sopra, e sono pugliesi. Quasi di sicuro il ristorante dove abbiamo pranzato doveva esssere in Via Roma o una sua parallela, lato sinistro a scendere, e Via Roma è appena dopo </span><span style="font-size:14pt;">la Piazza</span><span style="font-size:14pt;"> della Libertà. Sto leggendo sulla mappa zoomata, che parola, meglio ingrandita, ma non dà l’idea questa qui, forse, del gesto che devi fare per ingrandire quella di partenza. Via Roma prosegue in Via Giuseppe Mazzini, e queste due insieme alla Via Città di Contra sono un poco il cardo e il decumano di Scampitella. Ma non è finita qui perché “francescoluca” ha lasciato sulla mappa una immagine della piazza sotto la neve; e appena dopo il confine “artemisia” ha lasciato una immagine di girasoli, e dopo ancora una di un campo di cipolle, ma qui siamo in terra di Puglia. Se clicchi sulla immagine del campo di cipolle si capisce come funziona questa sottosezione di “google-earth”, la terra di google. La foto di artemisia è stata vista ad oggi 134 volte.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">[…]</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Notizie di Scampitella le trovo sul sito:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">http://avellino.agendaonline.it/scampitella.htm</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:14pt;">dove leggo che “<span>Scampitella</span> dista </span><span style="font-size:14pt;">68 chilometri</span><span style="font-size:14pt;"> dal capoluogo; si trova al limite fra Irpinia e Puglia, ad oltre </span><span style="font-size:14pt;">700 metri</span><span style="font-size:14pt;"> di altezza, in una posizione che domina gran parte del vasto panorama. Scampitella vanta antiche tradizioni agricole. Non si hanno notizie sull&#8217;origine del toponimo: si sa solo che nel suo attuale territorio esisteva il feudo di Contra, che nel 1187 fornì due militi per una spedizione in Terra Santa. Ancora oggi a ridosso del centro abitato esiste una località denominata Città di Contra. Alcuni ritrovamenti archeologici effettuati nella città di Scampitella testimoniano una frequentazione umana molto antica, probabilmente legata alla sua posizione di &#8220;passo&#8221; tra </span><span style="font-size:14pt;">la Campania</span><span style="font-size:14pt;"> e </span><span style="font-size:14pt;">la Puglia. Numerosi</span><span style="font-size:14pt;"> sono i reperti di epoca romana recuperati nelle vicinanze del paese. Nel medioevo le vicende storiche di questo paese sono strettamente legate alla Baronia di Vico (oggi Trevico), a cui il paese apparteneva. Scampitella è del resto un comune giovane: ha ottenuto l&#8217;autonomia amministrativa solo nel 1948, quando si staccò definitivamente da Trevico ed elesse un proprio sindaco”.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">[…]</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Ci sono delle espressioni e delle parole molto efficaci in quasta “notizia”: il vasto panorama, le antiche tradizioni agricole, il feudo di Contra (sembra il titolo di una fantasy di grande successo televisivo), i due militi che se ne vanno in Terra Santa, la parola “località”, la frequentazione umana molto antica, il “passo”, e, a chiudere: “un comune giovane”. E’ giovanile l’efficacia di queste locuzioni.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">[…]</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Sul sito</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">http://italia.indettaglio.it/ita/campania/scampitella.html</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">invece ci sono diversi video che arrivano da Scampitella; uno di essi si chiama “neve a scampitella – pupazzo”; in realtà il pupazzo è una sorta di piedistallo cilindrico che lancia fuochi d’artificio tra la notte e la neve, oppure no, e il pupazzo sta nascosto.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">[…]</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Qui, a Scampitella, ho passato delle ore domenicali e serene questo agosto che sta finendo, e ho attraversato quel confine, quella riga tratteggiata su di una carta, la cui funzione è di far funzionare meglio meglio l’amministrazione di quei posti. Ma passare quel confine, ammirare da lì il vasto panorama che ha per cuore Sant’Agata, mi ha ha fatto pensare, e molto, a quelle due tre case costruite esattamente su quel confine. E poi mi ha fatto pensare a tutte le nostre case, costruite sul confine tra la luce e il buio: la frequentazione umana più antica. E che non c’è scampo da questa verità. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">[…]</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">E ho capito che io a Scampitella starei bene, perché mi sentirei, in quel vasto panorama, riparato, e dico per davvero, e non tanto per dire: </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:14pt;"><span>         </span></span><span style="font-size:24pt;">CONFINE</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> <strong></strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="font-size:14pt;color:#000080;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong><span style="font-size:14pt;color:#000080;">Di chi sono le case su di un confine? Quale lingua parlano e che </span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong><span style="font-size:14pt;color:#000080;">lacrime le piega e quale sogno le rassicura? E chi le ha disegnate</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong><span style="font-size:14pt;color:#000080;">nel modo che le stiamo vedendo, scagliate qui non si sa da dove?</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong><span style="font-size:14pt;color:#000080;">Camminiamo, alle spalle è la nostra vita passata. Mi vedo in te,</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong><span style="font-size:14pt;color:#000080;">mi riconosco in te, nella tua mestizia al confine, che ogni cosa solo</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong><span style="font-size:14pt;color:#000080;">al suo finire per come è stata si pacifica. Di chi sono queste case?</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><strong><span style="font-size:14pt;color:#000080;">E cosa vuole dire uscire di notte da una di esse? </span></strong></span><span style="font-family:Times New Roman;"><strong><span style="font-size:14pt;color:#000080;">Cautamente pro-</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="font-size:14pt;color:#000080;"><span style="font-family:Times New Roman;">vo a non rispondermi</span></span></strong></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/comunitaprovvisoria.wordpress.com/1703/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/comunitaprovvisoria.wordpress.com/1703/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/1703/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/1703/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/1703/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/1703/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/1703/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/1703/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/1703/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/1703/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/1703/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/1703/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=1703&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>ESTATE con la COMUNITA&#8217; PROVVISORIA</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/07/23/estate-con-la-comunita-provvisoria/</link>
		<comments>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/07/23/estate-con-la-comunita-provvisoria/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 17:08:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>verderosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[z  Comunità Provvisoria]]></category>
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		<description><![CDATA[
- &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - -
Domenica 27 luglio / giornata dell&#8217;ARIA
10.30 appuntamento a CAIRANO per la &#8220;festa dell&#8217;aria&#8221;
i parapendii si lanciano dalla &#8220;rupe&#8221;, visita al borgo, all&#8217;area archeologica, alla via del vino
12.30 riunione della Comunità Provvisoria per l&#8217;organizzazione dell&#8217;estate comunitaria e per la delegazione allo sposalizio di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=1093&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2008/07/portamarina.jpg"></a><a href="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2008/01/logo-24-cm.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-329" src="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2008/01/logo-24-cm.jpg?w=680&#038;h=119" alt="" width="680" height="119" /></a></p>
<p>- &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - -<br />
<strong><span style="color:#ff0000;">Domenica 27 luglio / giornata dell&#8217;ARIA</span></strong></p>
<p>10.30 appuntamento a CAIRANO per la &#8220;festa dell&#8217;aria&#8221;<br />
i parapendii si lanciano dalla &#8220;rupe&#8221;, visita al borgo, all&#8217;area archeologica, alla via del vino</p>
<p>12.30 riunione della Comunità Provvisoria per l&#8217;organizzazione dell&#8217;estate comunitaria e per la delegazione allo sposalizio di Elda</p>
<p>13.30 colazione con il comunitario nativo Antonio e con Luigi il sindaco<br />
<em><a href="http://cairano.wordpress.com/">http://cairano.wordpress.com/</a></em></p>
<p>- &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - -<br />
<strong><span style="color:#ff0000;">Venerdì 8 agosto / giornata dell&#8217;ACQUA</span></strong></p>
<p>10.30  appuntamento a SENERCHIA vecchia<br />
visita al borgo abbandonato, breve risalita del torrente, letture poetiche di Franco, Adelelmo e Massimo</p>
<p>12.  escursione all&#8217;Oasi WWF &#8220;Valle della Caccia&#8221;, Senerchia.<br />
13.30  colazione sotto la &#8220;cascata&#8221; (portarsi un panino, acqua ce n&#8217;è)</p>
<p>16.  bagno comunitario alle Terme del Tufaro, a 10 km. da Senerchia (portarsi un costume da bagno)<br />
17.30  visita alle terme e alla produzione artistica di Peppe del Tufaro</p>
<p>18.30<br />
presentazione e lettura del libro di<br />
<strong>Massimo Gezzi e Adelelmo Ruggieri / Porta marina / peQuod, 2008</strong></p>
<p><span id="more-1093"></span>- &#8211; -<br />
<em>Senerchia si trova nell&#8217;alta valle del Sele, uscita &#8220;Quaglietta&#8221; sulla Lioni-Contursi<br />
<a href="http://www.comune.senerchia.av.it/come_arrivare_wwf.htm">http://www.comune.senerchia.av.it/come_arrivare_wwf.htm</a></em></p>
<p><em>Per raggiungere le Terme del Tufaro, uscita &#8220;Oliveto Citra&#8221;<br />
<a href="http://www.termedeltufaro.it/contatti.html">http://www.termedeltufaro.it/contatti.html</a></em></p>
<p>- &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; -<br />
<strong>Sabato 9 agosto</strong></p>
<p>22.  appuntamento a Torella dei Lombardi per la Notte Bianca<br />
alle 23.30 Paolo Saggese presenterà il libro &#8220;comunitario&#8221; e &#8220;paesologico&#8221;<br />
Vento forte tra Lacedonia e Candela / Franco Arminio / Laterza 2008</p>
<p>- &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - -<br />
<strong><span style="color:#ff0000;">Sabato 16 agosto / giornata della TERRA</span> </strong>(in via di definizione)</p>
<p>19.30 appuntamento ad Andretta<br />
Letture di Franco Arminio<br />
Presentazione del Parco dell&#8217;Irpinia d&#8217;Oriente</p>
<p>22 escursione notturna sul Formicoso, abbraccio forte a Pero Spaccone</p>
<p>- &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - -<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>Sabato 23 agosto / giornata del FUOCO </strong><span style="color:#000000;">(in via di definizione)</span></span></p>
<p>10.30  appuntamento alla discarica di PUSTARZA di SAVIGNANO<br />
si prosegue per GRECI e MONTECALVO</p>
<p>- &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; &#8212; &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; -</p>
<p><strong>approfondimento per l&#8217;otto agosto</strong></p>
<div id="attachment_1097" class="wp-caption alignnone" style="width: 178px"><a href="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2008/07/portamarina.jpg"><img class="size-full wp-image-1097" src="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2008/07/portamarina.jpg?w=168&#038;h=252" alt="" width="168" height="252" /></a><p class="wp-caption-text">null</p></div>
<h2>Massimo Gezzi, Adelelmo Ruggieri<br />
Porta marina<br />
peQuod, 2008</h2>
<p>La porta marina, in diverse città e paesi delle Marche, è la porta che guarda ad oriente, al mare. Sulla soglia della porta marina lo sguardo dell&#8217;osservatore percorre fino all&#8217;orizzonte i dorsi dei colli, sormontati da decine di altri paesi come il suo.<br />
Una porta marina è forse il luogo migliore da cui osservare quel singolare connubio fra storia e natura per la cui tutela si batte continuamente Italia Nostra sezione del Fermano, l&#8217;associazione promotrice di questa pubblicazione.<br />
Anche questo libro, se si vuole, è costruito come uno sguardo: un viaggio letterario a due voci e due generazioni &#8211; quelle di Adelelmo Ruggieri e Massimo Gezzi &#8211; nel paesaggio e nei luoghi che hanno fatto (o fanno) da sfondo alla scrittura di molti poeti e artisti marchigiani, del passato e del presente.<br />
Ecco allora, nel diario di viaggio di Ruggieri, la Ancona di Scataglini, la Fermo di Matacotta, Valentini e Joyce Lussu, la Macerata di Pagnanelli, ma anche la Grottammare di Pericle Fazzini, la Ripatransone del lessicografo Gabrielli, la Ortezzano del latinista Carboni, la Montegiorgio delle Recite, la Porto San Giorgio di Vitali, Bazzani e Nibbi, o la Sant&#8217;Elpidio a Mare custode di tanti tesori architettonici e pittorici. Ed ecco invece, nel racconto critico di Gezzi, la densa galassia delle voci poetiche marchigiane contemporanee, giovani o già acclarate, fatte risuonare senza tentazioni gerarchizzanti da antologia, ma come testimonianza della diffusa vitalità poetica di una regione, le Marche, e del profondo legame che unisce, nelle pagine dei suoi autori, paesaggio e poesia, natura e civiltà. Completano il volume due conversazioni con Massimo Raffaeli, il critico militante da sempre più attento ai frutti migliori della letteratura delle Marche.</p>
<p>- &#8211; - &#8211; - &#8211; - &#8211; -</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/comunitaprovvisoria.wordpress.com/1093/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/comunitaprovvisoria.wordpress.com/1093/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/1093/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/1093/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/1093/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/1093/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/1093/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/1093/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/1093/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/1093/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/1093/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/1093/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=1093&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>D’estate di più</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/07/16/d%e2%80%99estate-di-piu/</link>
		<comments>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/07/16/d%e2%80%99estate-di-piu/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 11:23:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arminio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adelelmo Ruggieri]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ieri sera mi ha chiamato Tonino. Io stavo al tabacchi all’inizio della discesa. Saranno state le sette. Era un bel fine pomeriggio d’estate. Mi ha fatto piacere sentirlo. Mi diceva di questa cosa che sarà il 9 di agosto a Sant’Angelo dei Lombardi. Mi chiedeva se accadrà, e io a sentire lui mi chiedevo se [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=1024&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Ieri sera mi ha chiamato Tonino. Io stavo al tabacchi all’inizio della discesa. Saranno state le sette. Era un bel fine pomeriggio d’estate. Mi ha fatto piacere sentirlo. Mi diceva di questa cosa che sarà il 9 di agosto a Sant’Angelo dei Lombardi. Mi chiedeva se accadrà, e io a sentire lui mi chiedevo se accadrà. Ma certo che accadrà, poi mi sono detto, come vuoi che non accada con un amico come Verderosa, che già il cognome è un programma di fiducia. Piuttosto, come fa a non amare il verde dei panorami un architetto che tiene in sé il verde e la rosa? Non è possibile no che non li ami? E poi talmente preciso da domandarsi dove vanno a finire i segni che cancelliamo dallo schermo del computer.E io allora ci penso su, e mi dico che vanno a finire nell’invecchiamento della macchina stessa.<span>  </span><span> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span id="more-1024"></span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Un po’ di giorni fa ha chiamato anche Franco. Di sicuro era in macchina. Forse si era fermato ad un ciglio estivo di strada. Non lo so. Di sicuro si sentivano sommessamente le voci care di Antonietta, Livio e Manfredi. A me delle volte al telefono mi sembra di stare lì con l’altra persona all’altro capo del filo. Vedo l’altra persona che si muove. Se conosco la casa m’immagino anche dove sta seduta e se tiene accavallate le gambe. <span> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Ieri all’agenzia dei viaggi “Viaggia sempre” le tre ragazze stavano con l’auricolare. Una era bravissima. In pratica un-a turista (era sicuramente un-a turista) l’avrà tenuta al telefono non meno di dieci minuti per sapere se la navetta per il concertone pomeridiano d’estate quel pomeriggio c’era. La ragazza le ha spiegato tre volte che se si combinava con il numero la navetta ci sarebbe stata, altrimenti no. Facile no? Uno allora si aspetta che il turista dica di sì, che prenoti. E invece guarda che succede. Adesso la turista chiede quanto costa il tutto, e la ragazza auricolarizzata, che intanto fa altre cose, le dice che dipende da quanti sono. Allora la conversazione si ferma. Ma ora la ragazza le sta già parlando dello spettacolo di marionette in notturna. Si ripete la scena del concertone pomeridiano d’estate. La ragazza paziente le spiega, questa volta due volte, che se si combina con il numero la navetta ci sarà, altrimenti no. Di lì a tre secondi finisce la conversazione. Avrà prenotato la signora la navetta? Non ho chiesto, ma l’indizio dei tre secondi è un ottimo indizio per dire di no. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Finita la telefonata io faccio alla ragazza:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">- Ma è impossibile, ma è sempre così?</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">E lei mi fa:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">- Quasi sempre, d’estate di più. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Ieri in piazza c’era un sacco di gente per la musica pop funk rap hip hop. A me queste serate d’estate mi fanno un grande effetto. Noi quando eravamo ragazzetti ce ne stavamo davanti casa e basta. Un amico che ha un po’ di più della mia età una volta gli dico di quanto eravamo bastevoli a noi stessi allora. E allora lui dice che specie d’estate a noi ci bastavano duecento metri di strada, e la fontana per tirarci addosso l’acqua, cose così, e andare in su e giù felici fino a ferragosto come pasque d’estate. Poi veniva il primo temporale dopo ferragosto e l’estate di lì a breve finiva e iniziava l’autunno. C’era un odore meraviglioso dopo quel temporale.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Comunque ieri mi sono letto un insertone d’estate con su riportati animazioni ed eventi in corso, e fra <em>giostre antiche</em> e <em>nuovi fascini</em> e <em>l’emozione della seduzione </em>e <em>riti cavallereschi</em> e <em>divertimenti in autobus </em>e <em>sogni sotto la luna </em>e <em>città che cantano </em>e <em>the dark side of the moon</em> e le <em>albe festival</em> e <em>la gialla estate </em>e <em>alla scoperta di noi</em> e <em>un mondo tutto da vivere</em> e<em> i classici del ga</em> (giochi antichi) e <em>il festival del dialetto amatoriale </em>(interessante) e <em>i paesaggi in una foto </em>e <em>le notte pink</em>, eccoli qui, anche loro: <em><span> </span>quei favolosi anni ’60: un’immersione reale e concreta, feste, balli, vintage e cibo Cajun.</em> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Ero un ragazzetto in quegli anni lì. È vero: erano reali e concreti. E noi che stavamo in quei duecento metri di strada eravamo tutti figli di operai che avrebbero studiato e avrebbero trovato un buon lavoro. E d’estate ci tiravamo l’acqua alla fontana, e quell’acqua lì ancora mi deterge, e mi salva.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Ieri sera ha piovuto qui</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Ieri sera ha piovuto qui. Ma non è stato un rovescio d’estate, di quelli con la nube immane che sovrasta la terra, e il vento sotto che solleva la polvere. Funziona così: c’è una grande nube in alto, e sotto si forma un vento, e poi arrivano tuoni e fulmini, e pare che la posizione buona, se ti prendono fuori casa i fulmini è quella di piegarsi sulle ginocchia, oppure se da quelle parti dove stai c’è un anfratto meglio correre veloci, come saette, verso l’anfratto, così il fulmine capisce, ma la cosa migliore è un luogo chiuso e non toccare niente e aspettare che finisca tutto. No, non era un rovescio di questi. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">Era come in una poesia di Neruda che parla della pioggia e del tempo trascorso e di un cavallo libero fatto di pioggia che corre e vuole portarti via con sé per il mare, per il cielo. Ecco, era una pioggia così. Secchiate d’estate.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">PS</span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">E tu che ci facevi all’agenzia? Nie’, volevo fare anche io un viaggetto d’estate. Intanto mi sono informato, poi si vedrà, e poi c’è il fatto che il 9 di agosto me ne andrò nella bella e verde Irpinia. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;">ADELELMO RUGGIERI</span></span></p>
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		<title>ADELELMO</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 19:26:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>verderosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Adelelmo Ruggieri]]></category>
		<category><![CDATA[vallata]]></category>

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		<description><![CDATA[ Adelelmo Ruggieri
 
L’aria rarefatta di Vallata
  
Dormo poco, mannaggia a me. E il guaio è che mi sveglio per fumare. Ma stamattina una buona ragione per svegliarmi tanto presto c’è. È che altrimenti mi dimentico tutte le cose che mi hanno raccontato Tonino e Rino.
 
Tonino Morgante era qui a Porto San Giorgio, e avrà chiamato vero le [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=981&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;"><strong><span style="font-size:14pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span>Adelelmo Ruggieri</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><strong> </strong></p>
<h2 class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;"><span style="color:#003300;">L’aria rarefatta di Vallata</span></h2>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;">  </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong>Dormo poco, mannaggia a me. E il guaio è che mi sveglio per fumare. Ma stamattina una buona ragione per svegliarmi tanto presto c’è. È che altrimenti mi dimentico tutte le cose che mi hanno raccontato Tonino e Rino.</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong> </strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong>Tonino Morgante era qui a Porto San Giorgio, e avrà chiamato vero le sei di ieri pomeriggio. E allora ci siamo messi daccordo per mangiare una pizza insieme, al mare, e alle nove di ieri sera ci siamo visti, e siamo andati in una pizzeria di Lido, davanti al mare. La pizzeria ha il nome di una birra chiara, e molto chiare erano le parole che ci siamo detti.</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong> </strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong>Perché Rino Ciampolillo ha raccontato di sé, partendo dal padre della moglie, che si chiamava Rocco, ed era di Vallata. E a Porto San Giorgio c’era dal ’54 Rocchina, la sorella della moglie Michela. </strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong>            Rocchina era sposata a Saverio Soldo di Sant’Agata di Puglia, e il natale dell’ ’80 Rocco e Michela vennero a trascorrere un po’ di mesi qui. </strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong>            Il terremoto c’era stato a novembre, e Rocchina aveva pensato d’invitare la sorella e il marito a trascorrere un po’ di tempo insieme, così si riprendevano, almeno un po’.</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span id="more-981"></span>Ma poi accadde che Rocco e Michela si trovarono bene qui, e lui ne trovava giovamento per la sua asma. E dopo un po’ di anni, nell’ ’83, ci fu la decisione di trasferirsi. Nel ’93 li raggiunsero la figlia Agnese e il marito Rino con il figlioletto Angelo che aveva finito quell’anno le medie a San Nicola.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Ma in tutta questa storia di persone che partono e arrivano, “come fosse una stazione” &#8211; direbbe forse Rino &#8211; ho dimenticato poi di scrivermi la parentela fra Tonino e Rino. Penso siano cugini, e di sicuro ci vorrebbero trenta pagine per dire tutte le cose che mi hanno raccontato; e delle poesie di Rino, dei “biglietti di sola andata”, e dei “viaggiatori cortesi”,  e della “neve dei paesi irpini d’inverno”, e moltissime altre cose ancora.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">            No, trenta pagine non basterebbero. Ne occorrerebbero almeno tre volte tante, e non penso di esagerare.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Poi ci siamo messi a dire di altro. Ora era Tonino che raccontava. Quando mi chiamò io non ricordavo del tutto. Ma poi quando ci siamo visti ho ricordato tutto. E poi quando mi ha detto dello spezzatino di febbraio al Goleto, ho ricordato ancora di più. Era una pietanza di grande raffinatezza.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Ma ora Tonino mi sta raccontando della Comunità Provvisoria, e di tutti gli amici irpini che conobbi quella volta. Mi chiede se seguo il Blog. Io gli dico che ogni tanto lo seguo. Ma da lontano è difficile seguire da vicino.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">In una pausa del racconto mi viene spiegato nel dettaglio dello spezzatino irpino. Io che di queste cose non capisco assolutamente niente &#8211; però la frittata mi esce, e così la carne in padella &#8211; questa volta credo di capire perfettamente.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">            In pratica in Irpinia c’è l’usanza di tenere sotto aceto i peperoni. Si mettono in delle terrine interi, e d’inverno si mangiano. E allora si prende della carne scelta di maiale e si fa a pezzetti piccoli, e si fa cuocere da una parte. Da un’altre parte si mettono a cuocere i peperoni a pezzetti. Poi, da metà cottura, si mette tutto insieme e si porta a cottura.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">            Io domando quanto tempo ci vuole, e Rino mi dice: “si assaggia”. Domando anche se ci vuole del pepe, e Tonino mi dice: bastano i peperoni.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">            Eh sì, il pepe sta lì, lo dice il nome stesso.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Ora Tonino mi sta raccontando che di qui a qualche giorno suo figlio Angelo dà la promessa, e che in Agosto si sposa. Io non è che parlo poi tanto. Ho da scrivere tutte queste cose, tutti questi intrecci forti e delicati. Però quando mi chiede del Blog io gli dico che, da lontano, l’idea che me ne sono fatto è questa.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">            Che è una cosa notevole perché usa tutta la inevitabile provvisorietà della virtualità per realizzare delle occasioni comunitarie. In una parola la virtualità si trasforma in incontri reali e comunitari.  E un conto è incontrarsi virtualmente, un conto incontrarsi di persona. E tutto questo è una cosa notevole.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Poi Tonino mi chiede da quanto tempo è che non vedo Franco. Io gli dico che è da quella volta al Goleto, ma che ci sentiamo spesso, e l’ultima volta ci siamo detti che sarebbe bello venire uno dei primissimi giorni d’agosto, così si sta un po’ insieme.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">            E così vado anche alla Festa dell’aria a Cairano, che mi piacerebbe assai. Comunque vedremo, c’è tempo. C’è ancora tutto luglio in mezzo. Speriamo che succeda.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Quando Rino all’inizio della serata mi raccontava di Rocco ero colpito. Mi diceva dell’aria rarefatta di Vallata, della ‘500 con cui il suocero saliva le strade strette, e che lui una volta già con la 850 non ce la fece a salirle, e tantissime altre cose ancora che ti colpivano a sentirle.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">E io avevo detto che avrei provato a scriverci una paginetta sopra, e che, se ci riuscivo, l’avrei chiamata L’aria rarefatta di Vallata, e la paginetta è questa qui, e spero di essere stato fedele alle cose che ho sentito, e agli intrecci parentali, e spero che a Vallata l’aria sia sempre rarefatta, ma questo è sicuro.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Come è sicuro che ci stiamo provando in ogni modo a sporcarla. A insozzarla. E che dovremmo fare marcia indietro su molte cose, tipo sporcare così tanto l’aria.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;">Perché l’aria pulita è vita.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span>            </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:16pt;"> </span>         Fermo, giugno 2008</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:16pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:16pt;"><a href="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2008/07/3d3fiso-8859-13fq3f1_coper-735329.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-982" src="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2008/07/3d3fiso-8859-13fq3f1_coper-735329.jpg?w=320&#038;h=216" alt="" width="320" height="216" /></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:16pt;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/comunitaprovvisoria.wordpress.com/981/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/comunitaprovvisoria.wordpress.com/981/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/981/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/981/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/981/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/981/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/981/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/981/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/981/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/981/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/981/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/981/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=981&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Antonio, m’impari a fare il pane?</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 09:55:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arminio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
L’intenzione di questo “racconto” non è di mettere in discussione le parole degli amici che vi sono parzialmente trascritte, nessuna di esse. È soltanto quella di capire dove stanno andando le parole che ci stiamo dicendo. 
 
 
Mi sono provato in una cosa che all’inizio mi è apparsa facile facile ma, a un certo punto, mi è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=948&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong></strong></p>
<h2 class="MsoNormal" style="margin:0;">L’<span style="color:#ff0000;">intenzione di questo “racconto” non è di mettere in discussione le parole degli amici che vi sono parzialmente trascritte, nessuna di esse. È soltanto quella di capire dove stanno andando le parole che ci stiamo dicendo. </span></h2>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><a href="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2008/06/dsc_0097.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-952" src="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2008/06/dsc_0097.jpg?w=128&#038;h=85" alt="" width="128" height="85" /></a> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><strong>Mi sono provato in una cosa che all’inizio mi è apparsa facile facile ma, a un certo punto, mi è apparsa difficilissima. Volevo provare a “riassumere”, senza tradirle minimamente le parole di commento al testo “Un luogo per chi crede”. E avevo iniziato:</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><strong>Antonio Imbriano</strong><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span><span style="font-size:small;">dice che a Sant’Angelo dei Lombardi alle ultime elezioni amministrative la gente ha preferito votare per chi non faceva le solite promesse elettorali o tentava ricatti c<span style="color:#ff0000;">lientelari<br />
</span><strong>Fiore</strong><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span><span style="font-size:small;">crede nel Parco d’Irpinia d’Oriente come il primo parco italiano dove sperimentare un nuovo modo di stare in occidente, e vorrebbe un luogo dove poter conoscere paesi fino ad oggi dimenticati, poterli vivere almeno un po’. Un luogo dove poter scoprire rime inedite o irraggiungibili, che pure ci consolano l’anima. Un luogo dove si può credere di combattere la camorra… piovra malvagia… e spezzare i suoi tentacoli affinchè non arrivino ovunque. Un luogo per sconfiggere la solitudine e l’indifferenza…<br />
<strong><span id="more-948"></span>Michele</strong><strong> </strong>è contento che il dibattito sulla Comunità Provvisoria riparte, e spera sia l’inizio di una lunga discussione sul passato, presente e futuro di un organismo piccolo, ma interessante se sa inventare davvero un rapporto nuovo tra gli abitanti e il loro territorio. Poi Michele solleva delle perplessità, dice che spesso si sono percorse strade vecchissime tanto nel rapporto con le persone che nel rapporto con i territori. E osserva come la democrazia &#8211; che oggi è per definizione “democrazia diretta” (altrimenti non è altro che burocratica routine) &#8211; è una bestia difficile, perché bisogna imparare “l’orizzontalità dei rapporti, i tempi collettivi, la cura delle persone e, di conseguenza, delle cose”. Michele poi dice altre cose, ma lascio solo questa, altrimenti diventa troppo complesso il resoconto. </span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">Dunque, da ora in avanti, lascerò una sola cosa per ogni intervento, la prima. Ecco questo è il metodo: lascerò la prima cosa che viene detta-esplicitata, e da ora in avanti ogni tre commenti sottolinerò con una locuzione ogni intervento sperando di non tradirlo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            La politica</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Un modo nuovo di stare in occidente</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Orizzontalità dei rapporti </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:14pt;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">A <strong>Franco</strong> questo post di Michele appare esemplare: poi ci dice che pensa veramente che Angelo sarebbe un ottimo presidente della Provincia, “perché noi, della CP, si deve uscire da una idea di marginalità”.<br />
<strong>Angelo</strong></span><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><span style="font-size:small;">(chiamato in causa, e contento dopo giorni di “latitanza” di vedere tante persone sul blog) dice allora chi si porterebbe in provincia; fa una lista di <em>poltrone impossibili. </em></span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-weight:normal;"><span style="font-size:small;">Di nuovo</span></span></strong><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><strong><span style="font-size:small;">Angelo</span></strong><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> “</span></strong><span style="font-size:small;">riceve e pubblica” da Erminio D’Addesa, Presidente del Consiglio della Provincia di Avellino una lunga lettera alla Comunità Provvisoria in data 11 giugno 2008; e allo stesso risponde come segue: <em>Caro Erminio, nel caso di una mia Presidenza, come auspicato da Franco, non esiterei a</em> <em>riconfermarti alla Presidenza del Consiglio proviniciale; ultimamente stai facendo bene; se frequentassi un pò di più la Comunità Provvisoria potresti passare anche alla Ragione …</em><em></em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-weight:normal;"><span style="font-size:small;">Di nuovo</span></span></strong><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><span style="font-size:small;"><strong>Angelo </strong>chiede scusa per il precedente commento; deve intendersi Regione e non Ragione</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-weight:normal;"><span style="font-size:small;">A questo punto</span></span></strong><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><strong><span style="font-size:small;">Antonio Luongo</span></strong><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><span style="font-size:small;">si rivolge alla Comunità e dice (in verticale): “sai tu, cosa ti fa maggiormente soffrire? &#8211; sono tutte le insoddisfazioni, le esitazioni, &#8211; i conflitti in te stessa, tra: &#8211; ciò che tu desideri e quello che possiedi, &#8211; ciò che tu vorresti essere e quella che sei, &#8211; la tua sete di sapere e il tuo mistero, &#8211; i misteri dell’Irpinia d’oriente e del mondo; &#8211; la tua frenesia di felicità e la sofferenza sotto tutti i suoi aspetti; &#8211; la tua nostalgia di grandezza morale e il male che è in te, attorno a te; &#8211; la tua sete di bellezza e gli insuccessi, i limiti dell’Hirpinus…; &#8211; ciò che ti fa soffrire (chiude) è la tua imperfezione, la tua incompletezza</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Marginalità</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Regione – ragione</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Ciò che si desidera – ciò che si poessiede</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;">Livio Borriello</span></strong><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><span style="font-size:small;">condivide con Franco il titanismo delle intenzioni…i progetti devono essere smisurati, quasi incontenibili dalle parole… ma poi prosegue: tuttavia nella comunità provvisoria, quando ci vado, trovo veramente attuati o perseguiti questi progetti? a che si riducono? (…) ma è veramente possibile poi proporne degli altri (di progetti) senza partire da una reale, rigorosa rielaborazione del modo di percepire il mondo?&#8230; l’arte è la tecnica per percepire il mondo da un altro punto… e ogni evoluzione umana è consistita sempre in questo spostamento, o più ampiamente in uno spostamento culturale…</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;">Enzlu</span></strong><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><span style="font-size:small;">dice una cosa sola: «Guardatevi in giro, c’è una sola forma di pericolo per voi qui: la poesia» Così adesso sapete cosa é la C.P.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;">Monia</span></strong><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;">, </span></strong><span style="font-size:small;">da “estranea”, osserva la CP mentre si crea dal nulla, intorno alle vostre montagne. E penso che non c’è niente da fare: gli uomini non smetteranno mai di cercare qualcosa intorno a cui incontrarsi. E dirsi delle cose. Poi Monia dice altre cose, ma il proposito è quello iniziale: richiamare la prima cosa detta.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Il titanismo delle intenzioni e la rielaborazione del modo di percepire il mondo</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            “Poesia come pericolo”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            La sempiterna “ricerca” dell’uomo</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;">Sergio Gioia</span></strong><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><span style="font-size:small;">si lamenta scherzosamente con Angelo che gli è stato dato il ruolo più sfigato</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;">Michele Fumagallo</span></strong><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><span style="font-size:small;">ora si rivolge a Livio, lo ringrazia di alcune e poi si sofferma sul di un punto di attrito con lui: quello dell’arte che è soltanto un ottimo consumo ma non può cambiare il mondo. Mentre ciò che veramente cambia il mondo è la politica</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;">Franco Arminio</span></strong><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><span style="font-size:small;">interviene dicendo che le cose intorno a noi si mettono sempre peggio. guardate che vita fanno i quindicenni…. secondo me dobbiamo veramente mettere in campo qualcosa che cambi il metabolismo dei luoghi in cui viviamo… ci vuole uno strappo….</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            La realtà</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Arte e politica</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            “Il peggiore delle cose attorno a noi”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;">Renzo Marrucci</span></strong><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><span style="font-size:small;">sottolinea il lapsus di Verderosa sul passare alla Ragione anzichè alla Regione…</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;">Adelelmo</span></strong><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><span style="font-size:small;">dice che si è svegliato alle “cinque del mattino”, poi dice altre cose, poi dice la cosa che gli preme e cioà che a Sant’Angelo dei Lombardi ho avuto la fortuna di incontrare persone amiche, cordiali e civilissime, e questa cosa qui è una cosa lieta e fondamentale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><a href="http://cairano.wordpress.com/"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:small;">Antonio Luongo</span></span></a></strong><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><span style="font-size:small;">che è un amico che riconosce gli amici che gli vogliono bene e ai quali lui vuole bene interviene dicendo che incontrare prima Renzo, all’una e trenta, poi Adelelmo alle cinque del mattino, da paesi lontani è un piacere ma anche un arricchimento, e poi ivita i due a scendere in Irpini</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Ragione e regione</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            La cordialità</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            La condizione umana (non so come altro riassumere)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">                        <strong></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;">Franco Arminio</span></strong><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><span style="font-size:small;">invece ha passato una “strana notte &#8211; sempre sveglio &#8211; adesso è un mattino senza sole &#8211; vigilia di una festa senza festa”; ma scrive questo per ripetere il concetto di sopra, cioè che ci vuole un prodigio, magari piccolissimo</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;">Angelo V</span><a href="http://verderosa.wordpress.com/"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:small;">erderosa</span></span></a></strong><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><span style="font-size:small;">dopo pochi minuti gli fa presente: “piove, ecco il prodigio”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;">Monica</span></strong><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><span style="font-size:small;">dice che “ E’ poco tempo che Vi conosco…sono ancora ai margini della comunità provvisoria…ma, Vi assicuro, è bello stare in questa posizione per me in questo momento…e poi, quali possono essere i margini di una comunità provvisoria…anch’essi sono relativi e provvisori…sono quelli che io sento… mi piace abitare ai “margini” perchè qui c’è maggiore silenzio…in esso entro in contatto autentico con il cosmo, con i comunitari, con i commenti, con gli argomenti, con le emozioni, le delusioni, le gioie…sono nella mia posizione preferita che è quella dell’ascolto amorevole…del rispetto del soffio vitale che gira in questo spazio…</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            La festa senza festa</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Il prodigio è “esserci”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Marginalità, autenticità, ascolto</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;">Michele Fumagallo</span></strong><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><span style="font-size:small;">ricorda a tutti che “lo strappo, il prodigio è nell’ “uccisione” dei padri da parte dei figli. Cioè il fuoco puntato sul passato. Fin quando questo non avviene, fin quando i giovani non imparano a mettere in discussione ciò che i più anziani hanno costruito, non ci sarà esortazione che tenga.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"><a href="http://www.girodivite.it/_Enzo-Maddaloni_.html"><strong><span style="font-size:12pt;color:windowtext;text-decoration:none;">Nanosecondo</span></strong><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"> al secolo Enzo Maddaloni</span></a> </span></strong><span style="font-size:small;">dice ad Angelo che vuole aprire l’“AMBULATORI DI COCCOLE” cazz …ti sei dimenticato!?. Non Ministro della Salute ma della PRESA IN CARICO DELLA PERSONE AMMALATA con tutti suoi problemi e non soltanto dell’organo. La cosa è seria anche se dobbiamo iniziare a fare anzi a “come fare” TUTTO COME SE FOSSE UN GIOCO…uacc uaa. Poi ci ricorda – puntualmente &#8211; di “proseguire nella bellezza”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><strong><span style="font-weight:normal;">Di nuono </span></strong><strong>Enzo</strong></span><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><span style="font-size:small;">ritorna a parlarci… e ci dice principalmente di CASTELLARTE… la mitica manifestazione dell’Irpinia… quest’anno è sul tema della comicoterapia </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><strong><span style="font-weight:normal;">Di nuovo </span></strong><strong>Enzo</strong></span><strong><span style="font-size:14pt;"> </span></strong><span style="font-size:small;">ci anticipa che con alcuni amici autoctoni ed extra comunitari (anche se provvisori anche loro) ha lanciato l’iniziativa per luglio 2009 di un RADUNO NAZIONALE DEI CLOWN DOTTORI a Flumeri (AV)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><a href="http://teoraventura.ilcannocchiale.it/"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:small;">Teoraventura</span></span></a></strong><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><span style="font-size:small;">dice che la Comunità è il NOSTRO luogo, l’abbiamo costruita, ora dobbiamo alimentarla e farla crescere, cercando di contaminare con i nostri sogni chi ci circonda</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-weight:normal;"><span style="font-size:small;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            da ora per interventi gli interventi “a cascata” vengono raccolti in uno solo:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            il rapporto passato – futuro</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            la tenerezza che salva</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            “il nostro luogo”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;">Sergio Gioia</span></strong><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><span style="font-size:small;">è d’accordo con quello che dice michele fumagallo, a patto però di sostituire alla parola “politica”, limitata ed equivocabile, la più completa e chiara “volontà morale”; sull’arte che può cambiare il mondo invece…</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;">Franco Arminio</span></strong><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><span style="font-size:small;">ricorda la natura collettiva del blog, ma ci tiene a dire che la sua identità è quella paesologica; è in questo solco che dobbiamo spargere i nostri semi.<br />
<strong>Livio Borriello</strong></span><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><span style="font-size:small;">torna sulla la questione del primato della politica o dell’arte, che era centrale nel post di franco e dice che è certo complessa, non esauribile in un blog.. il lavoro dell’arte va finalizzato in qualche modo alla felicità degli uomini, o magari degli animali e delle cose, su questo concordo. ma di che si nutre la buona politica, se non del pensiero dei filosofi, degli artisti, dei mistici, degli uomini di buona volontà? </span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Politica e volontà morale</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Paesologia</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Politica e arte</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"><strong>Roberta</strong><strong> </strong>concorda con Livio. una visione seria e complessiva della società è quello che manca alla nostra politica e alla nostra sinistra. quello che fa oggi la politica è limitarsi ad assecondare i processi in corso, il mercato, il consumo e a tutelarli con risposte autoritari</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;">Serena Gaudino</span></strong><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><span style="font-size:small;">dice che Franco deve avere la leadership e che questa comunità deve fare delle scelte e che queste scelte siano fondamento per una rinascita di una politica che &#8211; come dice Arminio &#8211; è tutta da fondare. Potrebbe essere la nostra politica, il nostro modo di trovare soluzioni ai problemi, il nostro modo nuovo di sconfiggere quelli che non si riconoscono in ciò che io credo il pensiero puro e vivo, capace di rivoltare e rifondare. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;">Franco Arminio</span></strong><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> s</span></strong><span style="font-size:small;">ottolinea che il cuore della faccenda è in questa frase di Serena; io credo in un futuro più povero per tutti ma più ricco di spirito e d’amore.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Mercato e consumo</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Leadership e la soluzione dei problemi</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Un futuro più povero, ma più ricco per tutti</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;">Dario, Dario, Dario, Dario</span></strong><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><span style="font-size:small;">dice che si tace per amore, per amore si parla, così nel silenzio, cosi nella parola, nella voce cullati<br />
<strong>Gianfranco Frascione</strong></span><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><span style="font-size:small;">cita Pavese: “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”<br />
(da La luna e i falò di Cesare Pavese)</span>
</p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;">Capoccia</span></strong><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><span style="font-size:small;">cita Franco Arminio: dal mio paese si vede la puglia, la paglia &#8211; dall’ ultima loggia quando l’aria è chiara &#8211; si può vedere l’orario dei treni di foggia &#8211; noi stiamo qui in mezzo a questo vento – sempre vivo in nessun giorno infermo &#8211; un vento che soffia anche se sta fermo</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            il silenzio e l’amore</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            la solitudine delle Langhe</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            il vento di Bisaccia</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">                                                                              </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;">Monica</span></strong><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><span style="font-size:small;">dice che le cose più meravigliose della vita sono l’amore, la mente aperta e la visione libera; e che il top sarebbe poterle praticare qui e ora dove qui è la propria terra…</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><a href="http://verderosa.wordpress.com/"><span style="color:windowtext;text-decoration:none;"><span style="font-size:small;">Verderosa</span></span></a></strong><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><span style="font-size:small;">dice a capoccia che ha citato Franco (non riassumerò)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;">Nanosecondo</span></strong><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><span style="font-size:small;">dice che lo sa perché è così, perché è un periodo di transizione abbastanza “duro”, l’estate è ormai arrivata e c’è aria di esami (per chi studia) e di vacanze (per chi lavora e anche per chi studia), PER CHI è DISOCCUPATO SPERA DI TROVARE UN POSTO ANHE STAGIONALE e per chi è precario già spera di trovare un lavoro per tutte le stagioni.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:small;">Monia</span></strong><strong><span style="font-weight:normal;font-size:14pt;"> </span></strong><span style="font-size:small;">cita Pavese: “La massima sventura è la solitudine; tant’è vero che il supremo conforto-la religione- consiste nel trovare una compagnia che non falla, Dio. La preghiera è uno sfogo come con un amico. L’opera equivale alla preghiera, perché mette idealmente a contatto con chi ne usufruirà. Tutto il problema della vita è dunque questo: come rompere la propria solitudine, come comunicare con altri. Così si spiega la persistenza del matrimonio, della paternità, delle amicizie. Perché poi qui stia la felicità, mah! Perché si debba star meglio comunicando con un altro che non stando da soli, è strano. Forse è solo un’illusione: si sta benissimo soli la maggior parte del tempo. Piace di tanto in tanto avere un otre in cui versarsi e poi bervi se stessi: dato che dagli altri chiediamo ciò che abbiamo già in noi. Mistero perché non ci basti scrutare e bere in noi e ci occorra RIavere noi dagli altri. [il sesso è un incidente: ciò che ne riceviamo è momentaneo e casuale; noi miriamo a qualcosa di più riposto e misterioso di cui il sesso è solo un segno, un simbolo].”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            L’amore, la mente aperta, e la visione libera</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Le condizioni della contingenza dell’ esserci</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            La solitudine</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">Mi fermo qui. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">Sembra semplice questa trascrizione, ma non lo è affatto. Ci vuole un sacco di tempo. La domanda è questa qui: Che cosa sta “accadendo” esattamente quando noi lasciamo un commento o un testo? Ora rimetto in fila quelli che mi sono parsi i centri:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            La politica</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Un modo nuovo di stare in occidente</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Orizzontalità dei rapporti </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Marginalità</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Regione e ragione</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Ciò che si desidera e ciò che si possiede</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Il titanismo delle intenzioni e la rielaborazione del modo di percepire il mondo</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            “Poesia come pericolo”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            La sempiterna “ricerca” dell’uomo               </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            La realtà</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Arte e politica</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            “Il peggiore delle cose attorno a noi”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Ragione e regione</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            La cordialità</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            La condizione umana (non so come altro riassumere)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            La festa senza festa</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Il prodigio è “esserci”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Marginalità, autenticità, ascolto</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Il rapporto passato – futuro</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            La tenerezza che salva</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            “Il nostro luogo”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Politica e volontà morale</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Paesologia</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Politica e arte</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Mercato e consumo</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Leadership e la soluzione dei problemi</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Un futuro più povero, ma più ricco per tutti</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Il silenzio e l’amore</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            La solitudine delle Langhe</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Il vento di Bisaccia</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            L’amore, la mente aperta, e la visione libera</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            Le condizioni della contingenza dell’ esserci</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">            La solitudine</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">Che cosa sta “accadendo” esattamente quando noi lasciamo un commento? Uno dice: accade la cosa che accade. Secondo me invece potrebbe essere che sia: “sta accadendo esattamente la cosa che si chiama questa cosa (Comunità Provvisoria)”: noi stiamo lasciando qui una traccia; stiamo lasciando qui le nostre idee, i nostri umori, le nostre insofferenze, le nostre passioni, il nostro esserci affezionati. Sta accadendo qualcosa di enormemente provvisorio, e assieme di comunitario. Ho lavorato a questo testo non meno di cinque ore. È incompleto, inesatto, ha mille difetti. Ma ho lavorato a questo testo non meno di cinque ore. Io credo che questo è il suo pregio. Il pregio che viene da una dedizione. Noi stiamo dentro un meccanismo di parole che è diventato (molto spesso) totalmente illeggibile; e quasi di sicuro del tutto strumentale a chi delle parole se ne frega totalmente. È una macchina planetaria di parole diventata pressochè illeggibile, inservibile, per quanto è sterminata, perché la nostra misura non è la sterminatezza. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">La nostra misura, lo si dica o no, lo si voglia o no, è una misura alla nostra misura: quella di un figlio che nasce, o di un vecchio seduto che guarda il sole al tramonto. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">Ma la nostra misura è anche la totale indignazione che si è provata a vedere dei camion con scorie radioattive a Savignano, e dei quali dice poco sotto, giustamente infuriato, Angelo Verderosa.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;">Adelelmo Ruggieri</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:small;"> </span></p>
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