COMUNITA’ PROVVISORIA . paesi .. paesaggi … paesologia

comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella

Posts Tagged ‘Alfonso Nannariello

dopo bonito RIPARTE LA COMUNITA’

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testo della ‘comunità provvisoria’

Siamo appena tornati da bonito dove abbiamo tenuto una riunione della CP. Giornata piovosissma, eravamo in tanti, circa 30, ma i comunitari non presenti ci sono mancati.  La riunione è stata molto animata e partecipata, come sempre.

Accorati gli appelli a proseguire sulla strada primigenia della Comunità : Giovanni Ventre, Tonino Morgante, Michele Ciasullo, Agostino Della Gatta, Antonio Luongo, Claudio Calabritto, Sergio Gioia, Erberto di Cairano, Leggi il seguito di questo post »

VERSI x il FORMICOSO, il 16 a Torella

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cairano7xverderosa28609 058Ad un anno dalle manifestazioni per il Formicoso e dal reading poetico e dalla giornata per il Formicoso (tenuta a Sant’Angelo dei Lombardi, presso il Castello degli Imperiale, il 7 settembre 2008), voluta fortemente da Angelo Verderosa, Franco Arminio, Paolo Saggese, Giuseppe Iuliano, Alfonso Nannariello, e ad un anno dalla pubblicazione della raccolta “Versi per il Formicoso. Raccolta differenziata”, per tenere viva l’attenzione dell’opinione pubblica sulla tutela del Formicoso e dell’Irpinia, l’Amministrazione comunale di Torella dei Lombardi presenta – il 16 agosto, ore 20.30, Castello “Ruspoli – Caracciolo” – la raccolta  “Versi per il Formicoso. Raccolta differenziata” a Leggi il seguito di questo post »

Written by verderosa

14 Agosto 2009 alle 7:27 pm

Sui limiti del profondo

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i lunedì dell’antropologia narrativa - di alfonso nannariello

 

Da casa alla stazione sarà stato 1 km in linea d’aria. D’estate, con tutte le porte aperte, sentivo passare la littorina. Qualcosa, col suo carattere di meraviglia ed incongruenza, mi sbalzava ad un altrove, mi faceva sentire diverso, mi differiva. Quel rumore metallico sul ponte dell’Ofanto era un trasalimento delle mie facoltà emotive, una rottura dei meccanismi del quotidiano, uno scrostare dal fondo le immagini interiori. Era la percezione di un senso oltre le cose, un senso che, mentre rendeva più solido il paesaggio esteriore, dentro lievitava nostalgie. Simultaneamente avvertivo il mio essere esteso mentre il mio corpo era fissato in un qui e in un ora.

La scoperta della scritta Calitri-Pescopagano sul muro della stazione era un’ulteriore ed inequivocabile indicazione della simultaneità del qui e dell’altrove. Erano presenti in un medesimo punto il limite e le possibilità. Quel rumore di ferro che tornava improvviso, pungeva. Non differiva il ricordo di colonie e collegi, unici posti dove fino ad allora ero stato, ma, più profondamente, «la nostalgie de l’infini».

 

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Written by alfonson

2 Marzo 2009 alle 9:38 am

Jesu Passio

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 i lunedì dell’antropologia narrativa - di alfonso nannariello

  

La quaresima era un rumore di cose acute urtate tra loro. Era un rimettere a posto la stanza. Era un rimettere ordine al soqquadro del Carnevale che aveva levato la carne più in alto di tutto e sfogato ogni sua pulsione. Era la mortificazione del corpo. Era la punizione per la dissacrazione del «prendete e mangiatene tutti. Prendete e bevetene tutti» dell’Ultima Cena.

Sotto il silenzio grigiopiombo del cielo, la scena di un’allegria brutale: un’umanità imbestiata ed urlante parodiava la comunione bevendo vini mescolati nel ventre tondo di Carnevale –una damigiana dentro il fantoccio coperto dalle vesti- e spartendosi il ben di Dio raccolto nei panieri e dentro i cesti.

 

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Written by alfonson

12 Gennaio 2009 alle 10:46 am

L’angelo nell’angolo

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 i lunedì dell’antropologia narrativa – di alfonso nannariello

  

Una presenza minacciosa mi aveva già sconvolto. Quella sensazione di un male imminente che mi versava dentro lo scuro già la conoscevo.

 

Un paio di giorni dopo il solstizio d’estate, a san Giovanni, si battezzavano le bambole. Era un giorno di festa. Vestito per bene salii da zie’ Lina. Con delle stoffe, una cuffia e delle fasce preparava u pupl a Rosellina. Con gli altri bambini vicini di casa andammo alla funzione, chi come compare chi come genitore.

La chiesa di san Michele l’avevo vista solo da fuori. Pezzi di calcina si staccavano dagli intonaci dei muri. Dalla luce passammo a un umore d’ombra improvviso. Dentro mi pareva che fosse tutto confuso. L’aria del chiuso profumava di foglie e di mele.

Eravamo tutti intorno al prete per vedere. Vicino a me un bambino, che forse già l’aveva altre volte visto, sottovoce disse

 

u riav’l!

 

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Written by alfonson

5 Gennaio 2009 alle 11:14 am

Con aniline nere

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i lunedì dell’antropologia narrativa – di Alfonso Nannariello

 

 

 

Uno nella curva sembrava rifrangere la parte più sospetta di ciò che è fuori dell’ordine della natura. Su un bicipite teneva tatuata l’immagine della Madonna di Pompei. La si vedeva quando, stando in canottiera, si rinfrescava l’anima riarsa dal bruciore dei campi dove, tra luglio ed agosto, lavorava.

Forse il suo verso contrario mi era stato spiegato da voci addensate su di lui, o forse dal suo aspetto, oppure dal fatto che stava in uno scantinato, come costretto ad una punizione, interrato tra ghiaia e carbone. Purificando col setaccio queste rene d’incertezze resta separato un materiale: quell’uomo aggrinzito, con quel braccio a me sembrava reggere tutta la scurìa[1]. Perciò, per tutta la durata della sua vita, immancabilmente, alla sua vista mi sentivo dentro un freddo, come quando il tempo cambia.

 

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Written by alfonson

29 Dicembre 2008 alle 10:55 am

L’inatteso

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_ i lunedì dell’antropologia narrativa – di Alfonso Nannariello

abbazia del goleto, torre febronia, particolare foto a.v.2008

abbazia del goleto, torre febronia, particolare foto a.v.2008

 

Nell’angolo a sinistra della cristalliera, per Natale mio padre preparava un presepio senza cielo, su una superficie di tavole inchiodate, col muschio che andavamo a fare a Santa Lucia e gli alberi coi rami, spezzati nella nebbia, dei cipressi. Le pecore e i pastori erano comprati, altri, in terracotta dipinta, li aveva fatti lui, anni prima. Coperta col muschio, la capanna era una lamiera curva, il palazzo di Erode un tubo d’eternit pitturato, il paesaggio un deserto di tufo con la neve d’ovatta o di cemento bianco. Vicino c’era l’albero con i fili d’argento e la stella cometa di plastica e lustrini; sopra a tutti i rami babbonatali e renne di cioccolata avvolti in una carta stagnola.

 

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Written by alfonson

22 Dicembre 2008 alle 10:25 am

In posa altèra

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 i lunedì dell’antropologia narrativa – di Alfonso Nannariello

Si sarebbe potuto, sfogliando, scambiarne non pochi per apaches o cherokees.

Dalle foto di calitrani della fine dell’’800 e del primo ‘900 che ho visto nella raccolta curata dal mio amico Franco Arminio, Siamo esseri antichi, e dalla descrizione di De Sanctis me li figuro una bestemmia fatta carne. Sembrano, in quella posa altèra, ritenersi i più in alto nella scala degli esseri esistenti.

Quelle espressioni asciutte e quella gravità testimoniano una smisurata opinione di sé, che li fa competere in forza e rigore con Dio. Sembravano ritenere di possedere tutta l’elevazione data a degli esseri in un tempo mitico. Forse in virtù di questa consapevolezza, che non consentiva loro di abbassarsi ad esseri inferiori, erano attenti a non decadere da quel loro stato, a non gettar via il loro onore con parole fuori posto o commettendo azioni sconvenienti ed atti vili.

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Written by alfonson

1 Dicembre 2008 alle 9:41 am

In una concisa chiarezza

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i lunedì dell’antropologia narrativa – di Alfonso Nannariello

 

Qualche giorno prima del matrimonio nella casa di mia madre si esposero con cura i panni della dote, per farli apprezzare. Poi si compilò l’«Elenco nominativo del corredo» che fu «letto, accettato e sottofirmato dagli sposi in presenza di tutti gli invitati».

La lista serviva ai figli maschi per non fare avanzare alle sorelle pretese alla divisione finale. Letta di fronte agli invitati serviva a far giudicare l’intima corrispondenza di quanto era dato con le possibilità economiche della famiglia e a far riconoscere che non più di quello era dovuto alla figlia che andava a costruire la casa del marito.

 

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Written by alfonson

24 Novembre 2008 alle 9:52 am

un coro d’amore per il Formicoso

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versi-per-il-formicosodi Paolo Saggese

 

Venerdì prossimo, 14 novembre, alle ore 17.00, a Nusco, in occasione della seconda serata del Festival della Poesia dei Paesi del Mediterraneo, presenteremo la plaquette “Versi per il Formicoso. Raccolta differenziata”, edita con il contributo dell’Associazione culturale “Fateci respirare” dal Centro di documentazione sulla Poesia del Sud, dalla Comunità Provvisoria, dal Comitato Nessuno tocchi il Formicoso, dal Centro Studi “Giordano Bruno” di Castelfranci.  È un’opera corale: sono una settantina di voci diverse, per cultura, per convinzioni politiche, per formazione, che si sono unite in un coro alto di indignazione, di protesta, di dolore, di speranza, di amore, di gioia per la loro terra e per la Madre Terra.

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Written by verderosa

12 Novembre 2008 alle 2:26 pm

«Amandula inzuccherata»

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(ritornano) i lunedì dell’antropologia narrativa – di Alfonso Nannariello

 oh dolce cume lu mele!

nun la vidite stamane,

cum’è turnata crudele?

Amandula inzuccherata

occhie amare come fele.

(lamento di una madre còrsa di Pietra della Verde sulla figlia morta) 

Nella bara bianca i confetti erano sparsi sul crespo balletto dei veli di Nina r Scatòzza[1] con gli occhi di due anni chiusi, nel vicolo sopra casa, affossati da un mistero.

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Written by alfonson

10 Novembre 2008 alle 9:30 am

Pubblicato in Alfonso Nannariello

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VERSI per il FORMICOSO _ a Nusco il 14 novembre

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versi-per-il-formicosoPresentazione della raccolta “Versi per il Formicoso” in occasione della seconda giornata del Festival della Poesia dei Paesi del Mediterraneo

Riprende il Festival della Paesi dei Paesi del Mediterraneo, dopo la giornata inaugurale del 18 ottobre.

La manifestazione, organizzata dal centro di documentazione sulla poesia del Sud, dall’Amministrazione comunale di Nusco, dal Teatro Sancarluccio e dalla Casa editrice Elio Sellino, con il patrocinio di  Amministrazione Provinciale di Avellino e delle Amministrazioni comunali di: Caposele – Castelfranci – Lioni – Luogosano – Mirabella Eclano – Montella – Montemiletto -  Monteverde – Prata P. U. – Pratola Serra e  degli Istituti scolastici:

 Istituto Comprensivo di Prata Principato Ultra – Istituto Superiore “Maffucci” di Calitri -  Istituto Superiore “Ronca” di Solofra

Istituto Superiore “Vanvitelli” di Lioni

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Written by verderosa

8 Novembre 2008 alle 5:39 pm

Pubblicato in Petizioni, Segnalazioni, Stampa, a Poesia del Sud

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ancora sul compleanno!

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per motivi tecnici Alfonso Nannariello sospende i LUNEDI’ DELL’ANTROPOLOGIA NARRATIVA

miguel _a.verderosa, cairano 11.11.07

miguel _a.verderosa, cairano 11.11.07

Noi tutti abbiamo bisogno di amore, di affetto e di tenerezza per sentirci meno tristi. (IO)  Nanosecondo aveva proposto lo sbaccalamento e il Funeral Party, (IO) Alfonso una Messa Cantata, (IO) Michele (U’Mierec) volevo prescrivere degli antidepressivi. 

Dopo lo stress del pensamento, ci siamo seduti di fronte a un tramonto scelto a caso a pensare.

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Written by alfonson

27 Ottobre 2008 alle 9:36 am

Sepolti in un album

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I lunedì dell’antropologia narrativa – di Alfonso Nannariello

 

Il salone fu la camera ardente di mia nonna, esposta su una branda per l’omaggio. Coi denti sguainati dal dolore tirato sulle labbra, fu adornata dal vestito della morte, preparato in tempo, prima. Veletta e guanti in nero. In tasca una moneta, ai piedi i fiori a mazzi e le felci del cuscino. Lungo le pareti corone e veli neri -con le scritte in lettere dorate di figli, figlie, generi e nuore- e visitatori, compunti come alberi invernali. Ai lati della salma, quattro candelieri.

Parato a lutto il salone fu lo sfondo delle foto rituali da mandare a mia zia, in America: al centro l’armatura del corpo defunto e l’ombra di mestizia dei parenti ai lati; come l’undici d’aprile dell’anno prima, come mi pareva che fossero i volti in bianco e nero nel giorno in cui fui battezzato. Al lutto si offrì caffè, come un refrigerio per la morte; al battesimo mandorle affogate al cioccolato, segno che era seppellito nell’acqua il mio peccato.

 

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Written by alfonson

20 Ottobre 2008 alle 10:51 am

POESIA MERIDIANA. La cifra di un qualcosa

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di Alfonso Nannariello

Organo del Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud di Nusco è la nuova rivista di poesia Poesia Meridiana. Spazi e luoghi letterari per i Paesi Mediterranei e per i Sud del mondo edita «Altairpinia» voluta dai direttori Paolo Saggese e Giuseppe Iuliano. Il numero zero, appena uscito, raccoglie poesie da Italia, Grecia, Guinea Conakry, Iraq, Kosova, Madagascar e Palestina.

La rivista è stata presentata a Nusco il 18 ottobre, giorno inaugurale del Festival della Poesia dei Paesi del Mediterraneo.

 Questa nuova rivista è, con i tre volumi di Poeti del Sud, con Quando il terremoto è nell’anima. I poeti del 23 novembre e Operai di sogni. Poeti irpini del Novecento, tutti editi da Sellino, e con le tre edizioni del Festival della Poesia del Sud… e per il Sud, un nuovo frutto di quel lungo lavoro di équipe iniziato nel settembre del 2002.

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Written by alfonson

18 Ottobre 2008 alle 6:36 pm