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	<title>COMUNITA' PROVVISORIA . paesi .. paesaggi ... paesologia &#187; Alfonso Nannariello</title>
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	<description>comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella</description>
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		<title>COMUNITA' PROVVISORIA . paesi .. paesaggi ... paesologia &#187; Alfonso Nannariello</title>
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		<title>dopo bonito RIPARTE LA COMUNITA&#8217;</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 23:20:28 +0000</pubDate>
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testo della &#8216;comunità provvisoria&#8217;
Siamo appena tornati da bonito dove abbiamo tenuto una riunione della CP. Giornata piovosissma, eravamo in tanti, circa 30, ma i comunitari non presenti ci sono mancati.  La riunione è stata molto animata e partecipata, come sempre.
Accorati gli appelli a proseguire sulla strada primigenia della Comunità : Giovanni Ventre, Tonino Morgante, Michele Ciasullo, Agostino Della [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=7500&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2008/01/logo-21-cm.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-315" title="logo-21-cm" src="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2008/01/logo-21-cm.jpg?w=595&#038;h=104" alt="logo-21-cm" width="595" height="104" /></a></p>
<p>testo della &#8216;comunità provvisoria&#8217;</p>
<p>Siamo appena tornati da bonito dove abbiamo tenuto una riunione della CP. Giornata piovosissma, eravamo in tanti, circa 30, ma i comunitari non presenti ci sono mancati.  La riunione è stata molto animata e partecipata, come sempre.</p>
<p>Accorati gli appelli a proseguire sulla strada primigenia della Comunità : Giovanni Ventre, Tonino Morgante, Michele Ciasullo, Agostino Della Gatta, Antonio Luongo, Claudio Calabritto, Sergio Gioia, Erberto di Cairano, <span id="more-7500"></span>Giorgio Bignotti, Angelo Verderosa. In sostanza si chiede di rafforzare lo spirito originario : camminate paesologiche, parco dell&#8217;irpinia d&#8217;oriente, sentinelle del territorio, stampa di una guida alternativa ai luoghi dell&#8217;irpinia d&#8217;oriente, ascolto, rafforzamento delle relazioni amicali; obiettivo: fare gruppo, fare comunità, fare squadra; NO a leadership; SI a partnership.  NO alla burocratizzazione della Comunità, no a società di profitto, no all&#8217;agenzia di sviluppo. NI a Cairano 7x;  condizioni : chiarezza dei ruoli, condivisione, impegni nomitativi, esclusività del rapporto tra CP e organizzatori locali.</p>
<p>Invito a fare un passaggio avanti più strutturato per un maggiore impegno nel sociale e nella politica; attività più imprenditoriale per Cairano 7x : Lello Spagnuolo, Mario Festa, Luca Battista, Paola e Fiorella Guerriero. Sulla stessa linea Michela Matarazzo e Luigi D&#8217;Angelis (via telefono).</p>
<p>Di mediazione gli interventi di Elda Martino, Franco Arminio e Stefano Ventura (via mail).</p>
<p>Nulla vieta ad alcuni comunitari, che hanno talento e tempo,  di specializzarsi, di utilizzare la ‘rete’ delle conoscenze stabilite e dei saperi costruiti per promuovere il territorio nell’ambito di azioni di lavoro, anche remunerate; la correttezza è nel pubblicizzare le iniziative sul blog, nell’invitare compagni di lavoro -preferibilmente comunitari- e procedere; ma senza ‘utilizzare’  il logo ‘comunità provvisoria’; si scriverà magari: con gli auspici della comunità provvisoria.</p>
<p>Ricordiamoci che la C.P. è immateriale, è provvisoria, è indefinibile; non vuole notai (né tribunali).</p>
<p>Monica Rosapane, Salvatore D&#8217;Angelo, Rocco Quagliariello, Francesco Buonanno, Adelelmo Ruggieri hanno scritto e telefonato; assenti giustificati. Telefonate e commenti (ne aspettiamo di nuovi) da parte dei comunitari lontani geograficamente : Anne Demijttenaere era a Calcata e propone una due giorni di incontro e discussione;  Mauro Orlando, apprensivo, tra Brescia e Padova; Gianni Panzetta a Berlino, lontano dalla sua Zungoli; Mario Perrotta (a mare?); Michele Citoni (a Roma?), Vittorio Iannino (a Lapio?), Federico Verderosa-GaetanoVoglino e Peppino Martino (gruppo Lioni, a Lioni?); Raffaele e Laura Ruberto (in California); Donato Salzarulo (nella bassa); Enzo Tenore (a Napoli?).</p>
<p>Sono mancati gli interventi dei comunitari assenti nell&#8217;ultimo periodo; l&#8217;elenco che segue è un vero appello a farsi vivi: Anna Ebreo, Basilio Muto, Dario Bavaro, Enzo Maddaloni, Federico Iadarola, Gianni Fiorentino, Michele Sisto, Roberta Gimigliano, Ursula Iannone, Salvatore Di Vilio, Michele Minieri, Ester Marino, Antonio Vespucci, Alfonso Nannariello, Paolo Saggese, Enzo Luongo, Luigi Salzarulo, Maria Teresa Iarrobino, Luigi Di Guglielmo, PIetro Brundu, Gianni Marino, Lucina Cerreta, Tonino Restaino, Stefano e Fiorella Quaresimale. David Ardito era lì a Bonito ma non ha preso parte alla riunione in quanto indaffarato con l&#8217;organizzazione.</p>
<p>Molti coloro che hanno sfiorato la comunità in qualche incontro, leggono magari le e.mail, sfogliano il blog ma non interagiscono; per esempio Mimma Ciriello e Vera Mocella:  fatevi avanti.</p>
<p>E&#8217; vero che nella C.P. si entra e si esce senza proclami e senza tessere ma quando si pensa di uscire: almeno un saluto.  Gli unici che si sono formalmente congedati sono stati Michele Fumagallo e Antonio Romano.</p>
<p>alle nove della sera, cacciati i comunitari dalla sala consiliare, nel bar Franco ha letto insieme a Elda alcuni brani di Nevica e ho le prove.</p>
<p>Lunga e accesa discussione finale sul senso del fare politica e cultura in Irpinia.</p>
<p>- &#8211; - &#8211; - &#8211; - -</p>
<p>adesso ci rimettiamo al lavoro.</p>
<p>Cairano 7x, ci incontreremo presto con il sindaco e con la pro loco, forse l&#8217;undici novembre, festa di San Martino a Cairano, patrono della Chiesa Matrice. Tutti sono invitati ad intervenire; l&#8217;appuntamento è alle 16 alla pro loco.</p>
<p>SABATO 14 novembre festeggeremo i 2 ANNI della comunità provvisoria; a tavola dopo un largo giro paesologico; è l&#8217;occasione giusta per incontrarci e portare nuovi amici.  il posto giusto potrebbe essere il grillo d&#8217;oro, luogo in cui tutto è iniziato.</p>
<p>SABATO 28 novembre TRENO COMUNITARIO sulla tratta Avellino &#8211; Rocchetta Sant&#8217;Antonio; ci sono 63 posti a sedere; il comunitario Agostino Della Gatta è l&#8217;organizzatore e promotore della giornata. Pranzeremo assieme, forse nel bosco di Fontigliano.</p>
<p>A metà dicembre, con &#8216;incontri itineranti di architettura&#8217; saremo a VOLTURARA irpina: Bocche del Dragone, Centro storico, Castello.</p>
<p>- &#8211; -</p>
<p>Un saluto particolare a Luciano Malanga, a Bernardo Bruno, a Luigi Capone, a Mariarosaria, a Nicola Bottalico e a tanti altri che si firmano col solo nome ma che seguono la Comunità attraverso il blog ma non trovano tempo e forza per materializzarsi ad un incontro.</p>
<p>Un altro saluto al gruppo degli &#8216;incontri itineranti&#8217;, e sono tantissitimi : tre per tutti: Nicola Iacoviello, Sabbatino Guarino e Fausto Altavilla; che ne dite di convergere sulla Comunità quando potete ?</p>
<p>- &#8211; -</p>
<p>ultimi commenti innescati sulla Comunità e su Cairano 7x <a href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2009/10/05/idee-per-cairano-2/#comments">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2009/10/05/idee-per-cairano-2/#comments</a></p>
Posted in z  Comunità Provvisoria Tagged: Adelelmo Ruggieri, agostino della gatta, Alfonso Nannariello, andrea di consoli, angelo verderosa, Anna Ebreo, antonio luongo, Antonio Morgante, antonio vespucci, caterina pontrandolfo, comunità porvvisoria, comunità provvisoria, dario bavaro, David Ardito, elda martino, enzo maddaloni, ester marino, federico iadarola, franco arminio, gianni fiorentino, gianni marino, luca battista, luciana cerreta, luigi di guglielmo, Luigi Salzarulo, marcello faletra, Maria Teresa Iarrobino, Mario Festa, mauro orlando, michele ciasullo, Michele Minieri, pietro brundu, renzo marrucci, roberta gimigliano, salvatore d’angelo, Salvatore Di Vilio, Salvatore Salvatore, serena gaudino, Sergio Gioia, stefano ventura, Ursula Iannone <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7500/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7500/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7500/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7500/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7500/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7500/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7500/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7500/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7500/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7500/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=7500&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>VERSI x il FORMICOSO, il 16 a Torella</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 18:27:11 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2009/08/cairano7xverderosa28609-058.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6982" title="cairano7xverderosa28609 058" src="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2009/08/cairano7xverderosa28609-058.jpg?w=300&#038;h=199" alt="cairano7xverderosa28609 058" width="300" height="199" /></a>Ad un anno dalle manifestazioni per il Formicoso e dal reading poetico e dalla giornata per il Formicoso (tenuta a Sant&#8217;Angelo dei Lombardi, presso il Castello degli Imperiale, il 7 settembre 2008), voluta fortemente da Angelo Verderosa, Franco Arminio, Paolo Saggese, Giuseppe Iuliano, Alfonso Nannariello, e ad un anno dalla pubblicazione della raccolta “Versi per il Formicoso. Raccolta differenziata”, per tenere viva l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica sulla tutela del Formicoso e dell&#8217;Irpinia, l&#8217;Amministrazione comunale di Torella dei Lombardi presenta &#8211; <strong>il 16 agosto, ore 20.30</strong>, Castello “Ruspoli &#8211; Caracciolo” &#8211; la raccolta  “Versi per il Formicoso. Raccolta differenziata” a <span id="more-6981"></span>cura di Paolo Saggese e Giuseppe Iuliano (impreziosita da una riuscita copertina ideata da Angelo Verderosa).</p>
<p>Ecco il programma: Modera: Fabiola Bellofatto, Assessore alla Cultura di Torella dei Lombardi</p>
<p>Intervengono: Arcangelo Lodise, Sindaco di Torella dei Lombardi</p>
<p>                        Angelo Antonio Caruso, Sindaco di Andretta</p>
<p>                        Antonio Pica, Presidente Associazione “Fateci Respirare”</p>
<p>                        Michele Di Maio, Componente Segreteria Legambiente Campania</p>
<p>                        Alfonso Nannariello, Poeta</p>
<p>                        Giandonato Giordano, Scrittore</p>
<p>                        Alessandro Di Napoli, Poeta</p>
<p>Letture poetiche a cura di Luigi Capone e Francesco Prudente</p>
<p>Hanno già aderito alla manifestazione i seguenti poeti, le cui poesie sono inserite nell&#8217;antologia: Fernando Antoniello, Salvatore Salvatore, Franca Molinaro, Vincenzo D&#8217;Alessio, Agostina Spagnuolo, Paolo Battista, Teresa Romei, Adele Di Pietro, Gaetano Calabrese (Lioni), Gaetano Calabrese (Nusco), Alfonso Attilio Faia, Rossella Luongo, Nicola Prebenna, Antonietta Gnerre, Luigi Grosso.</p>
<p>Durante la manifestazione, saranno lette altre poesie e i racconti editi nella raccolta dei seguenti autori irpini:</p>
<p>Sezione poesia: Viola Amarelli, Fernando Antoniello, Franco Arminio, Paolo Battista, Tullio Barbone, Domenico Cambria,  Gaetano Calabrese (Lioni), Gaetano Calabrese &#8211; Nusco, Luigi Capone, Salvatore Casale,  Maria Matilde Cassano, Teresa Cella, Domenico Cipriano (Guardia Lombardi), Oriana Costanzi, Angelo Cristofaro, Vincenzo D’Alessio, Ottaviano De Biase, Raffaele Della Fera, Assunta Del Sordo, Gabriele De Masi, Nicola Di Guglielmo, Alessandro Di Napoli, Adele Di Pietro, Alessandro Di Pietro,  Francesco Di Sibio, Alfonso Attilio Faia, Giovanni Famiglietti, Antonio Ferrante, Monia Gaita, Anna Maria Galasso, Dora Garofalo, Antonietta Gnerre, Luigi Grosso, Claudia Iandolo, Giuseppe Iuliano, Tancredi Lisena, Giuseppe Liuccio, Marco Matarazzo, Rossella Luongo, Alessandra Maddaloni, Luisa Martiniello, Pasquale Martiniello, Vera Mocella, Franca Molinaro, Alfonso Nannariello, Giuseppe Panella, Nunziatina Policino, Giuseppina Polico, Ugo Piscopo, Nicola Prebenna, Rossella Ripa, Carmine Rossi, Teresa Romei, Salvatore Salvatore, Christian Sarni, Agostina Spagnuolo, Maddalena Verderosa.</p>
<p>Sezione “Pensieri … Racconti”: Emilia Bersabea Cirillo, Marco Ciriello, Giuseppe D’Errico, Faustino De Palma, Nunzio Festa, Pasquale Gallicchio, Giandonato Giordano, Maria Teresa Iarrobino, Gherardo Mengoni, Rodolfo Salzarulo, Rosanna Repole, Lidia Salvatore, Michele Vespasiano.</p>
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		<title>Sui limiti del profondo</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 07:38:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfonson</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alfonso Nannariello]]></category>
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		<category><![CDATA[calitri]]></category>
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		<description><![CDATA[ 
i lunedì dell&#8217;antropologia narrativa - di alfonso nannariello
 
Da casa alla stazione sarà stato 1 km in linea d’aria. D’estate, con tutte le porte aperte, sentivo passare la littorina. Qualcosa, col suo carattere di meraviglia ed incongruenza, mi sbalzava ad un altrove, mi faceva sentire diverso, mi differiva. Quel rumore metallico sul ponte dell’Ofanto era un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=5124&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><strong>i<span style="color:#ff0000;"> lunedì dell&#8217;antropologia narrativa -</span></strong><span style="color:#ff0000;"> </span><strong>di alfonso nannariello</strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Da casa alla stazione sarà stato 1 km in linea d’aria. D’estate, con tutte le porte aperte, sentivo passare la littorina. Qualcosa, col suo carattere di meraviglia ed incongruenza, mi sbalzava ad un altrove, mi faceva sentire diverso, mi differiva. Quel rumore metallico sul ponte dell’Ofanto era un trasalimento delle mie facoltà emotive, una rottura dei meccanismi del quotidiano, uno scrostare dal fondo le immagini interiori. Era la percezione di un senso oltre le cose, un senso che, mentre rendeva più solido il paesaggio esteriore, dentro lievitava nostalgie. Simultaneamente avvertivo il mio essere esteso mentre il mio corpo era fissato in un <em>qui</em> e in un <em>ora</em>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">La scoperta della scritta <span style="font-variant:small-caps;">Calitri-Pescopagano</span> sul muro della stazione era un’ulteriore ed inequivocabile indicazione della simultaneità del <em>qui</em> e dell<em>’altrove</em>. Erano presenti in un medesimo punto il limite e le possibilità. Quel rumore di ferro che tornava improvviso, pungeva. Non differiva il ricordo di colonie e collegi, unici posti dove fino ad allora ero stato, ma, più profondamente, «<em>la nostalgie de l’infini</em>».</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span id="more-5124"></span>La stazione ed il treno acquistavano un valore simbolico profondo. Erano oggetti contraddittori, incroci di sentimenti contrastanti. Rispetto al decennio precedente, tra il 1896 ed il 1905, aumentò di molto il numero di quelli che lasciarono Calitri. È naturale che da allora la stazione ed il treno, per tanti, siano state spine nella gola, terre di umori autunnali nelle quali fruttificava «<em>la mélancolie du départ</em>». </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">La ferrovia rappresentava in ogni caso una soglia tra l’al di qua e l’al di là, tra un’esistenza certamente rappresa e una che sarebbe potuta essere compiuta.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Con l’elettrificazione della rete ferroviaria, il treno accentuò anche il senso tragico della fuga del tempo. Più velocemente spaesava. Più bruscamente faceva scandire sul metronomo delle industrie i ritmi vitali di chi se ne andava. Ricordo il volto degli emigrati che una sola volta all’anno tornavano: dopo la curva, vicino al bar r C’nzin r Pr’ttòsa, dov’era la fermata, quando scendevano dal postale con la valigia di stecche di cioccolata e sigarette e una città sott’acqua, in un’ampolla, con la neve che cadeva, sorridevano come Ulissi affaticati, diversamente dalla loro fotografia lasciata, in qualche posto in vista nella casa, per fare compagnia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Più tardi ho capito perché dentro avvertivo quel trapasso improvviso. Di fronte ai dipinti di De Chirico ho conosciuto come nell’inconscio siano impresse le forme dei nostri simboli profondi e come basti, dall’impasto di cose intorno rapprese, l’istante di uno schianto a farli uscire.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span></p>
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		<title>Jesu Passio</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 08:46:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfonson</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alfonso Nannariello]]></category>
		<category><![CDATA[a Poesia del Sud]]></category>
		<category><![CDATA[calitri]]></category>
		<category><![CDATA[lunedì]]></category>
		<category><![CDATA[carnevale]]></category>
		<category><![CDATA[quaresima]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
 i lunedì dell&#8217;antropologia narrativa - di alfonso nannariello
  
La quaresima era un rumore di cose acute urtate tra loro. Era un rimettere a posto la stanza. Era un rimettere ordine al soqquadro del Carnevale che aveva levato la carne più in alto di tutto e sfogato ogni sua pulsione. Era la mortificazione del corpo. Era la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=4282&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><strong> <span style="color:#ff0000;">i lunedì dell&#8217;antropologia narrativa <span style="text-decoration:underline;">- di alfonso nannariello</span></span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">La quaresima era un rumore di cose acute urtate tra loro. Era un rimettere a posto la stanza. Era un rimettere ordine al soqquadro del Carnevale che aveva levato la carne più in alto di tutto e sfogato ogni sua pulsione. Era la mortificazione del corpo. Era la punizione per la dissacrazione del «prendete e mangiatene tutti. Prendete e bevetene tutti» dell’Ultima Cena.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Sotto il silenzio grigiopiombo del cielo, la scena di un’allegria brutale: un’umanità imbestiata ed urlante parodiava la comunione bevendo vini mescolati nel ventre tondo di Carnevale –una damigiana dentro il fantoccio coperto dalle vesti- e spartendosi il ben di Dio raccolto nei panieri e dentro i cesti.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span id="more-4282"></span>Non ho conservato una quaresima in particolare. M’è rimasta solo un’impressione, forse ingigantimento di un dettaglio, forse fusione dei frammenti di ognuna. Ho solo un tempo fermo di sicuro.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Avevo sette anni. Andavo alla dottrina per prepararmi alla cresima e alla prima comunione e suor Felicetta ci trattenne per alcuni giorni in parrocchia alla missione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Premuti l’uno all’altro sugli scanni, seguivamo gli esercizi di pietà.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Un essere crepuscolare, mai pienamente affidato alla luce della fiamma delle candele, con gesti ampi e improvvisi come una folata, limitava lo spazio dell’altare. Con il mantello bruno ed un cuore di metallo nero sul petto, il padre passionista era una combustione. Sforzo del vuoto agitava con l’ombra le pareti. Come una misura dovuta, forse mancata fino ad allora, rendeva concreto il concetto del male.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Era efficace più come pittura. Non capivo niente di quello che diceva o, forse, l’orecchio si smarriva nello stridere della voce e nel cupo senso delle sue parole.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Ricordo che afferravo solo quello che avevo sentito al catechismo: il terrore dei <em>Novissimi</em> e gli idoli furiosi dei <em>Sette vizi capitali</em>.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Credo che volesse trafiggere il cuore non turbato di chi lo ascoltava, che tentasse di fermentare le coscienze con la sensualità, la gelosia, la paura della morte.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Il silenzio che accompagnava all’uscita della chiesa era forse il primo segno di un animo diviso, una levigata traccia di timore.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">L’odore acre dell’«ultimo giorno» -con la fine del mondo, l’ordine delle cose scardinato ed il diavolo che si trascinava dietro le prede per l’inferno- si annusava al cimitero: nel disordine della natura tra le tombe e tra le croci dei tumuli, storte dalla terra smottata; nell’estrema confusione dell’ossario e, soprattutto, nella cappella di destra dove c’era, con le cornici dorate, un’enorme sfondata bara nera in cui s’intravedeva il tumulto delle ossa.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Anni prima, in ricordo della missione, i padri avevano piantato una croce di ferro con la lancia, la corona, la canna con la spugna e con i chiodi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoBodyText2" style="margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Nel periodo dei morti la croce, al bivio del cimitero, era avvolta da colori velati. Sotto, in una grande solitudine, si fermavano a turno i marchiati dal peccato. Offuscati da qualche liquore già bevuto, che assecondava l’idea di essere esseri basati sugli istinti, di essere davvero i fiori marcescenti dell’iniquità, chiedevano ai passanti spiccioli di redenzione, acini di pietà, un vecchio attorcigliato sulla sua gamba infetta e, dalla nicchia del suo corpo, C<sup>’</sup>lard, il nano di Andretta.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span></strong></p>
Posted in a Poesia del Sud, Alfonso Nannariello Tagged: Alfonso Nannariello, calitri, carnevale, lunedì, quaresima <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4282/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4282/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4282/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4282/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4282/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4282/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4282/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4282/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4282/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4282/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=4282&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>L’angelo nell’angolo</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 09:14:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfonson</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alfonso Nannariello]]></category>
		<category><![CDATA[a Poesia del Sud]]></category>

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		<description><![CDATA[
 i lunedì dell&#8217;antropologia narrativa &#8211; di alfonso nannariello

  
Una presenza minacciosa mi aveva già sconvolto. Quella sensazione di un male imminente che mi versava dentro lo scuro già la conoscevo.
 
Un paio di giorni dopo il solstizio d’estate, a san Giovanni, si battezzavano le bambole. Era un giorno di festa. Vestito per bene salii da zie’ Lina. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=4129&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"> <span style="color:#ff0000;">i lunedì dell&#8217;antropologia narrativa &#8211; <em>di alfonso nannariello</em></span></span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;">Una presenza minacciosa mi aveva già sconvolto. Quella sensazione di un male imminente che mi versava dentro lo scuro già la conoscevo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;">Un paio di giorni dopo il solstizio d’estate, a san Giovanni, si battezzavano le bambole. Era un giorno di festa. Vestito per bene salii da zie’ Lina. Con delle stoffe, una cuffia e delle fasce preparava u pup<sup>’</sup>l a Rosellina. Con gli altri bambini vicini di casa andammo alla funzione, chi come compare chi come genitore. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;">La chiesa di san Michele l’avevo vista solo da fuori. Pezzi di calcina si staccavano dagli intonaci dei muri. Dalla luce passammo a un umore d’ombra improvviso. Dentro mi pareva che fosse tutto confuso. L’aria del chiuso profumava di foglie e di mele.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;">Eravamo tutti intorno al prete per vedere. Vicino a me un bambino, che forse già l’aveva altre volte visto, sottovoce disse</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:9pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<h1 class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;">u<span style="color:#ff0000;"> riav’l!</span></span></span></h1>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:9pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span id="more-4129"></span>Mi girai di scatto. Dietro, all’altezza dei miei occhi, uno tra le fiamme con le cornee nere. Mi si affossò la vita, impaurii. Scappai verso l’uscita.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;">Attesi che tutti venissero fuori, ma nessuno mi seguì. Ancora impaurito m’affacciai. Il prete chiedeva i nomi delle bambole e i bambini sembravano composti.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;">Guardai dalla parte dell’inferno dove avevo visto quella brace. Sull’altare era apparso san Michele con la corazza e con le ali. Teneva un piede sulla testa di quel morbo e una spada alzata nella mano per colpire le sue carni scure.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;">La notte dormivo con l’angelo al lato</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><em><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#ff0000;">Angelo di Dio</span></span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><em><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#ff0000;">che sei il mio custode</span></span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><em><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#ff0000;">illumina, &#8230;</span></span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;">Per molto conservai la convinzione che le bambole di pezza avessero una vita vera. Mi aveva convinto un breve componimento combinato in occasione di un matrimonio</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:8pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;" lang="FR"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#ff0000;">pu pu pu</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;" lang="FR"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#ff0000;">s’èia sp<sup>’</sup>sat Cirlippù</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;" lang="FR"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#ff0000;">s’av pigliàt na pupa r pezza</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="color:#ff0000;">quann camìna s chièca e s spezza</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="font-size:8pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;">e la morte r<sup>e</sup> la Quarantàna portata per le strade sopra al cataletto con, ai piedi, infisse delle penne nere.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;">Mi viene ora da considerare come quelle immagini tradissero una comprensione delle cose, come fossero una traduzione impossibile. Una tradizione che sacralizzava il profano e profanava il sacro. Rovesciandone le figure se ne appropriava e le ricomponeva nell’unità del tutto. L’arcangelo con la lama di luce nella mano era forse un simbolo del sole riavvicinatosi alla terra. Le bambole di pezza, invece, così come poi le ho intese, indicavano le fasi della condizione umana di cui la Quarantàna era l’ultima e più forte illustrazione.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
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		<title>Con aniline nere</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 08:55:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfonson</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alfonso Nannariello]]></category>
		<category><![CDATA[calitri]]></category>
		<category><![CDATA[irpinia]]></category>
		<category><![CDATA[lunedì]]></category>
		<category><![CDATA[sud]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
i lunedì dell’antropologia narrativa &#8211; di Alfonso Nannariello
 
 
 

Uno nella curva sembrava rifrangere la parte più sospetta di ciò che è fuori dell’ordine della natura. Su un bicipite teneva tatuata l’immagine della Madonna di Pompei. La si vedeva quando, stando in canottiera, si rinfrescava l’anima riarsa dal bruciore dei campi dove, tra luglio ed agosto, lavorava.
Forse [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=4053&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:11pt;color:red;"><span style="font-family:Times New Roman;">i</span></span></strong><strong><span style="font-size:10pt;color:red;font-family:&quot;"> lunedì dell’antropologia narrativa &#8211; <em>di Alfonso Nannariello</em></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><strong><span style="color:#800080;">Uno nella curva sembrava rifrangere la parte più sospetta di ciò che è fuori dell’ordine della natura. Su un bicipite teneva tatuata l’immagine della Madonna di Pompei. La si vedeva quando, stando in canottiera, si rinfrescava l’anima riarsa dal bruciore dei campi dove, tra luglio ed agosto, lavorava.</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><strong><span style="color:#800080;">Forse il suo verso contrario mi era stato spiegato da voci addensate su di lui, o forse dal suo aspetto, oppure dal fatto che stava in uno scantinato, come costretto ad una punizione, interrato tra ghiaia e carbone. Purificando col setaccio queste rene d’incertezze resta separato un materiale: quell’uomo aggrinzito, con quel braccio a me sembrava reggere tutta la scurìa</span></strong><a name="_ftnref1" href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/wp-admin/#_ftn1"><span class="MsoFootnoteReference"><strong><span style="color:#800080;">[1]</span></strong></span></a><strong><span style="color:#800080;">. Perciò, per tutta la durata della sua vita, immancabilmente, alla sua vista mi sentivo dentro un freddo, come quando il tempo cambia.</span></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span id="more-4053"></span>Mi faceva lo stesso effetto pure u mascïar<a name="_ftnref2" href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/wp-admin/#_ftn2"><span class="MsoFootnoteReference">[2]</span></a>. Era come una maschera della brutalità: una stempiatura ampia, i lineamenti del viso vecchi e contratti. Barba incolta, baffi irti e ruvidi, capelli color stoppia, molto simili a quelli rimasti attaccati ai crani. Le sopracciglia due cespugli sugli occhi affebbrati. La camicia bianca era intrisa del sudore attraversato dalla maglia di lana. L’ho visto poche volte. Sempre solo fino al busto. Stava affacciato sulla strada, inginocchiato sulle scale che scendevano giù nella sua casa, appena un po’ più giù r l’Ark r li zìngar<a name="_ftnref3" href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/wp-admin/#_ftn3"><span class="MsoFootnoteReference">[3]</span></a>. Forse era malato. Diceva parole lente raspate dalla gola. Sembrava stesse per compiere un atto di violenza con la forza del suo Io tenuto sotto sale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Sembrava una potenza dell’inferno deposta in quella fossa in ostensione. L’acqua per lui doveva essere un solvente gli strati di potenza intorno all’aura. Sudando sembrava cacciare con l’acqua l’anima dal corpo e trattenere in sé solo gli elementi ostili, i calcoli renali del mistero.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">Una volta vidi il prete, in una casa a Largo Croce, fare un esorcismo con l’acqua santa ed il piviale nero.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> </span></strong><span style="font-size:11pt;color:red;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;color:red;font-family:&quot;"> </span><span style="font-size:11pt;color:red;font-family:&quot;"> </span></p>
<div>
<hr size="1" />
<div id="ftn1">
<p class="MsoFootnoteText" style="text-align:justify;margin:0;"><a name="_ftn1" href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/wp-admin/#_ftnref1"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:x-small;">[1]</span></span></span></a><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:x-small;">     <em>Scurìa</em>, «oscurità».</span></span></p>
</div>
<div id="ftn2">
<p class="MsoFootnoteText" style="text-align:justify;margin:0;"><a name="_ftn2" href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/wp-admin/#_ftnref2"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:x-small;">[2]</span></span></span></a><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:x-small;">     <em>U mascïar</em>, «il mago, lo stregone».</span></span></p>
</div>
<div id="ftn3">
<p class="MsoFootnoteText" style="text-indent:-18pt;text-align:justify;margin:0 0 0 18pt;"><a name="_ftn3" href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/wp-admin/#_ftnref3"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:x-small;">[3]</span></span></span></a><span style="font-size:x-small;"><em><span style="font-family:&quot;">  R l’Ark r li zìngar</span></em><span style="font-family:&quot;">, «dell’Arco degli zingari». <em>L’Ark r li zìngar</em> è una zona del paese, una volta in periferia, del dove si accampavano gli zingari. Il nome deriva dall’arcata del ponte sotto il quale pernottavano.</span></span></p>
</div>
</div>
Posted in Alfonso Nannariello Tagged: Alfonso Nannariello, calitri, irpinia, lunedì, sud <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4053/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4053/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4053/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4053/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4053/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4053/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4053/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4053/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4053/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4053/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=4053&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>L’inatteso</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 08:25:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfonson</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alfonso Nannariello]]></category>
		<category><![CDATA[calitri]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>

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		<description><![CDATA[_ i lunedì dell’antropologia narrativa &#8211; di Alfonso Nannariello
 
Nell’angolo a sinistra della cristalliera, per Natale mio padre preparava un presepio senza cielo, su una superficie di tavole inchiodate, col muschio che andavamo a fare a Santa Lucia e gli alberi coi rami, spezzati nella nebbia, dei cipressi. Le pecore e i pastori erano comprati, altri, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=3948&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoHeading7" style="text-align:left;margin:0;" align="left"><strong><span style="font-size:11pt;color:#ff6600;"></span></strong><strong><span style="font-size:10pt;color:#ff6600;font-family:&quot;">_ i lunedì dell’antropologia narrativa &#8211; <em>di Alfonso Nannariello</em></span></strong></p>
<div id="attachment_3957" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-3957" title="dsc_0295" src="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2008/12/dsc_0295.jpg?w=300&#038;h=199" alt="abbazia del goleto, torre febronia, particolare foto a.v.2008" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">abbazia del goleto, torre febronia, particolare foto a.v.2008</p></div>
<p class="MsoHeading7" style="text-align:left;margin:0;" align="left"> </p>
<p class="MsoHeading7" style="text-align:left;margin:0;" align="left"><span style="font-size:11pt;color:#003366;font-family:&quot;">Nell’angolo a sinistra della cristalliera, per Natale mio padre preparava un presepio senza cielo, su una superficie di tavole inchiodate, col muschio che andavamo a fare a Santa Lucia e gli alberi coi rami, spezzati nella nebbia, dei cipressi. Le pecore e i pastori erano comprati, altri, in terracotta dipinta, li aveva fatti lui, anni prima. Coperta col muschio, la capanna era una lamiera curva, il palazzo di Erode un tubo d’eternit pitturato, il paesaggio un deserto di tufo con la neve d’ovatta o di cemento bianco. Vicino c’era l’albero con i fili d’argento e la stella cometa di plastica e lustrini; sopra a tutti i rami babbonatali e renne di cioccolata avvolti in una carta stagnola.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;color:#003366;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;color:#003366;font-family:&quot;"><span id="more-3948"></span>Il giorno di Natale mi svegliavo per la «messa dell’aurora». Mi piaceva, sotto la crosta del buio, l’intrigo dei vichi appena animati. Mi piaceva l’organo che suonava pastorali, la glassa delle lampadine accese intorno al baldacchino d’ottone del Bambino, la fila dei veli delle donne inginocchiate lungo la balaustra, don Vincenzo che passava con la pisside per la<em> </em>comunione e zie’ Cungètta a Cap banna, fragore di una voce tra la folla, che intonava <em>T’adoriam ostia divina.</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em><span style="font-size:11pt;color:#003366;font-family:&quot;"> </span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;color:#003366;font-family:&quot;">Pasqua la ricordo invece gocciolare miele dal tema del dolore. Sentivo soprattutto il venerdì santo velarmi le immagini più deboli del mondo. Dentro mi sentivo screpolato come la corteccia degli ulivi. Sensuale saliva gradini d’emozione lo scenario della passione di Dio: il sepolcro con le violacciocche, livide offese del corpo, il pallore dell’orzo legato con nastri, rossi come margini di ferite o ambrati di sospiri, l’urna trasparente col Santissimo, corpo del deposto, i luminelli accesi, galleggianti sull’olio tra i vetri aranciati dei bicchieri, risaltati dal bianco dei lini e dei camici dei confratelli della Congrega aspri di corde, di croci e pruni di spine. Con voci di pietra incavate tra la vita e la morte, scandivano in canti barocchi un commosso motivo del cuore.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;color:#003366;font-family:&quot;">Sulla lavagna della navata, la liturgia era una traccia di gesso. Quasi inumata dagli angoli in ombra rendeva più acuti, più definiti i contorni interiori.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;color:#003366;font-family:&quot;">Immerso nei silenzi, in questa chiesa, il senso del mistero si scopriva inciso, acre acquaforte, sottopelle.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;color:#003366;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;color:#003366;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:11pt;color:#003366;font-family:&quot;"> </span></p>
Posted in Alfonso Nannariello Tagged: Alfonso Nannariello, calitri, narrativa, Natale <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3948/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3948/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3948/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3948/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3948/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3948/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3948/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3948/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3948/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3948/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=3948&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>In posa altèra</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 07:41:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfonson</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alfonso Nannariello]]></category>
		<category><![CDATA[antropologia narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[cairano]]></category>
		<category><![CDATA[calitri]]></category>
		<category><![CDATA[pescopagano]]></category>
		<category><![CDATA[ruvo del monte]]></category>
		<category><![CDATA[spirito santo]]></category>

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		<description><![CDATA[ i lunedì dell’antropologia narrativa &#8211; di Alfonso Nannariello
Si sarebbe potuto, sfogliando, scambiarne non pochi per apaches o cherokees.
Dalle foto di calitrani della fine dell’’800 e del primo ‘900 che ho visto nella raccolta curata dal mio amico Franco Arminio, Siamo esseri antichi, e dalla descrizione di De Sanctis me li figuro una bestemmia fatta carne. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=3642&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoBodyText" style="text-align:left;margin:0;" align="left"> <span style="font-family:Bookman Old Style;"><strong><span style="font-size:11pt;color:red;">i lunedì dell’antropologia narrativa &#8211; <em>di Alfonso Nannariello</em></span></strong></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Bookman Old Style;"><strong>Si sarebbe potuto, sfogliando, scambiarne non pochi per apaches o cherokees.</strong></span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Bookman Old Style;"><strong>Dalle foto di calitrani della fine dell’’800 e del primo ‘900 che ho visto nella raccolta curata dal mio amico Franco Arminio, <em>Siamo esseri antichi</em>, e dalla descrizione di De Sanctis me li figuro una bestemmia fatta carne. Sembrano, in quella posa altèra, ritenersi i più in alto nella scala degli esseri esistenti.</strong></span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Bookman Old Style;"><strong>Quelle espressioni asciutte e quella gravità testimoniano una smisurata opinione di sé, che li fa competere in forza e rigore con Dio. Sembravano ritenere di possedere tutta l’elevazione data a degli esseri in un tempo mitico. Forse in virtù di questa consapevolezza, che non consentiva loro di abbassarsi ad esseri inferiori, erano attenti a non decadere da quel loro stato, a non gettar via il loro onore con parole fuori posto o commettendo azioni sconvenienti ed atti vili.</strong></span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Bookman Old Style;"><strong><span id="more-3642"></span>Non so chi rimosse la pietra dell’incanto. Non so cosa mutilò quella loro finitezza e perfezione. Forse fu l’abbraccio della storia. La Grande Guerra credo dovette avere, in chi la combatté, una violenza iconoclasta. Nonostante la vittoria questi calitrani dovettero sentirsi resti di un pasto.</strong></span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Bookman Old Style;">Gli altri, invece, che esultarono per l’altra entrata in guerra, ebbero l’impressione di potersi ergere ancora a qualche cosa. Se non fu una riconquista della postazione, la loro fu, comunque, un’ascensione. Come i costruttori della torre di Babele, dalle imprese del fascismo e dall’insistenza trionfale delle parole, si sentirono innalzare gradino dopo gradino.</span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Bookman Old Style;">Dal confronto di queste due generazioni di calitrani sono visibili i segni della menomazione.</span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Bookman Old Style;">Per quanto fossero sempre forti nel risentimento, si vede persa in quelli più recenti la naturalezza della posa. Nelle foto li si vede sempre ben impostati, ma senza più l’aura della grande immagine che abitava lo spirito degli altri.</span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Bookman Old Style;">Anche quelli che ho conosciuto io erano irreprensibili nel comportamento. Di nuovo avevano dentro una pietra focaia, che consumava questa compostezza quando era percossa da un colpo avverso o sfregata da una contrarietà. Forse per compensare la perdita della originaria altezza, tentarono di tenersi al di sopra di tutto dapprima col linguaggio: oltraggiando le cose abbassandole con parole; poi iniziarono a tirarsi dentro un’altra aria, incominciarono ad aspirare a cose nuove.</span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;"></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Bookman Old Style;">Uno dalle parti di casa, aveva un animo temperato e uno spirito sereno. Sul volto gli si vedeva, quando usciva, quella pace e quella serenità che hanno le statuette fatte dai sumeri.</span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Bookman Old Style;">Ogni tanto, però, dentro gli si accumulavano nuvole pesanti. E scatenava il tuono, ma solo in casa, dove lo sentivo. Pure se urtato, era misurato nell’espressione. Imprecava, ma non usava mai parole sconce, meno ancora quelle vergognose alle quali altri facevano allusione. Di tanto in tanto, però, lo si sentiva dire</span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;"></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Bookman Old Style;">ca-zz-zz-zz-zz</span><a name="_ftnref1" href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/wp-admin/#_ftn1"><span class="MsoFootnoteReference"><span><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&quot;">[2]</span></span></span></span></a><span style="font-family:Bookman Old Style;">.</span></span><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Bookman Old Style;"> </span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Bookman Old Style;">Alla fine di un suo sfogo era come un punto esclamativo pieno di quella sua caratteristica intonazione, riecheggiata da ogni doppia zeta.</span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Bookman Old Style;">Quando invece non ce la faceva più, i lampi li scaricava su due querce soltanto: su sand Frangìsc r P’sc’pahàn</span><a name="_ftnref2" href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/wp-admin/#_ftn2"><span class="MsoFootnoteReference"><span><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&quot;">[3]</span></span></span></span></a><span style="font-family:Bookman Old Style;"> e sand’Anna r Ruv</span><a name="_ftnref3" href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/wp-admin/#_ftn3"><span class="MsoFootnoteReference"><span><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&quot;">[4]</span></span></span></span></a><span style="font-family:Bookman Old Style;">.</span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Bookman Old Style;">Mi sono chiesto come mai al nome dei santi aggiungesse quello dei paesi di cui sono protettori e come mai, poi, non inveisse pure contro sant’Antonio di Bisaccia o san Vito di Aquilonia o san Leone di Cairano. Mi sono risposto che forse non intendeva trascinarsi giù i santi veri, quelli del paradiso, ma gli altri, quelli più comuni e più terrestri. Avendo però bisogno di dare forza alla sua imprecazione, si riferiva ai più prossimi ai reali, a quelli di Ruvo e di Pescopagano, i paesi che, sul fondale visibile dalla strada di casa, confinano col cielo.</span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Bookman Old Style;">A volte, parlando con la moglie, si sentiva assicurare che non avrebbe cambiato parere o comportamento</span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;"></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="text-align:center;margin:0;" align="center"><span style="font-family:Bookman Old Style;"><span style="font-size:12pt;">man</span><span style="font-size:12pt;">ġ</span><span style="font-size:12pt;"> si scenn u Patratèrn<a name="_ftnref4" href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/wp-admin/#_ftn4"><span class="MsoFootnoteReference"><span><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&quot;">[5]</span></span></span></span></a></span></span><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Bookman Old Style;"> </span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Bookman Old Style;">o, come variante, u Spir’t Sand</span><a name="_ftnref5" href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/wp-admin/#_ftn5"><span class="MsoFootnoteReference"><span><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:12pt;font-family:&quot;">[6]</span></span></span></span></a><span style="font-family:Bookman Old Style;">.</span></span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:12pt;"><span style="font-family:Bookman Old Style;">Le due persone della Trinità per lui forse erano poco più di due icone: un triangolo con l’occhio e una colomba bianca. Due elementi astratti dai riferimenti forti, con cui tradiva la nostalgia dell’antica competizione.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:&quot;"><span style="font-size:small;"> </span></span><span style="font-size:small;"><br />
<hr size="1" /></span></p>
<div id="ftn1">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin:0;"><a name="_ftn1" href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/wp-admin/#_ftnref1"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">[2]</span></span></span></span></span></a><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> <em>Cazz</em>, cazzo.</span></p>
</div>
<div id="ftn2">
<p class="MsoFootnoteText" style="text-indent:-9pt;margin:0 0 0 9pt;"><a name="_ftn2" href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/wp-admin/#_ftnref2"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">[3]</span></span></span></span></span></a><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> <em>Sand Frangìsc r P’sc’pahàn</em>, San Francesco di Pescopagano. Si tratta di san Francesco di Paolo, patrono della cittadina lucana.</span></p>
</div>
<div id="ftn3">
<p class="MsoFootnoteText" style="text-indent:-9pt;margin:0 0 0 9pt;"><a name="_ftn3" href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/wp-admin/#_ftnref3"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">[4]</span></span></span></span></span></a><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> <em>Sand’Anna r Ruv</em>, Sant’Anna di Ruvo. Ossia sant’Anna patrona di Ruvo del Monte, in provincia di Potenza.</span></p>
</div>
<div id="ftn4">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin:0;"><a name="_ftn4" href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/wp-admin/#_ftnref4"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">[5]</span></span></span></span></span></a><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> <em>Man</em></span><em><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">ġ</span></em><em><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> si scenn u Patratèrn</span></em><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">, Nemmeno se scende il Padre Eterno.</span></p>
</div>
<div id="ftn5">
<p class="MsoFootnoteText" style="margin:0;"><a name="_ftn5" href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/wp-admin/#_ftnref5"><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span><span class="MsoFootnoteReference"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;">[6]</span></span></span></span></span></a><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"> <em>U Spir’t Sand</em>, Lo Spirito Santo.</span></p>
</div>
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		<title>In una concisa chiarezza</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/11/24/in-una-concisa-chiarezza/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Nov 2008 07:52:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfonson</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alfonso Nannariello]]></category>
		<category><![CDATA[antropologia]]></category>
		<category><![CDATA[calitri]]></category>
		<category><![CDATA[culturale]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>

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		<description><![CDATA[
i lunedì dell’antropologia narrativa &#8211; di Alfonso Nannariello






 
Qualche giorno prima del matrimonio nella casa di mia madre si esposero con cura i panni della dote, per farli apprezzare. Poi si compilò l’«Elenco nominativo del corredo» che fu «letto, accettato e sottofirmato dagli sposi in presenza di tutti gli invitati».
La lista serviva ai figli maschi per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=3538&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="font-size:11pt;color:#ff6600;font-family:&quot;">i lunedì dell’antropologia narrativa &#8211; <em>di Alfonso Nannariello</em></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;">Qualche giorno prima del matrimonio nella casa di mia madre si esposero con cura i panni della dote, per farli apprezzare. Poi si compilò l’«Elenco nominativo del corredo» che fu «letto, accettato e sottofirmato dagli sposi in presenza di tutti gli invitati».</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;">La lista serviva ai figli maschi per non fare avanzare alle sorelle pretese alla divisione finale. Letta di fronte agli invitati serviva a far giudicare l’intima corrispondenza di quanto era dato con le possibilità economiche della famiglia e a far riconoscere che non più di quello era dovuto alla figlia che andava a costruire la casa del marito.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span id="more-3538"></span>Anche quando non si chiamava nessuno a testimone, ciò che si era stabilito a voce si fermava sulla carta.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;">Intorno al 1820 c’era già questa consuetudine. Mi ha sorpreso questa scoperta fatta in un tiretto sempre chiuso dello stipetto di casa. Avrei creduto che patti, vincoli e promesse, almeno allora, si fondassero su un obbligo d’onore, che fossero fasciati dall’impegno, che fossero tenuti in conto per la parola data.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;">I testi di quegli atti non si perdevano in puntigli ed in particolari. Somigliavano a quegli uomini che li avevano redatti, nei quali De Sanctis aveva visto «una gravità di senatori romani». Quegli scritti avevano una forza che li attirava verso il centro delle cose e che dava loro peso. Credo che ci sia un segreto nella loro stringata efficacia. Quei documenti forse erano in un certo modo istintivi, un comportamento il cui movente e lo scopo non erano del tutto conosciuti. Forse erano imposti da un’oscura necessità interiore in contrasto con la continuità del motivo occasionale. Non so cosa m’abbia inclinato a tale suggestione, ma mi sono fatto l’idea che per quegli uomini il sentimento per il solenne fosse rappresentato dalla calligrafia. Quei bordi d’inchiostro impressi sulla carta dovevano essere magia. Incantavano le cose in uno stato. Erano creduti capaci di magia anche perché per la sua essenza di cose bruciate l’inchiostro era ritenuto dotato di particolari proprietà. Tra i rimedi contro la parotide, infatti, c’era quello di far tracciare da persone esperte con della china blu, delle figure dietro gli orecchi del malato. Io fui medicato con due stelle, una per lato.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;">Tramite la redazione di autorizzazioni ed attestati quegli uomini forse esprimevano, insieme ad un bisogno di segni indicativi, l’esigenza di qualcosa che, realizzandole, sfogasse le loro intime spinte ad un ruolo pubblico, ad una diversa autorità.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;">Per esprimere il privato a chi era lontano, si usavano, invece, forme più essenziali. Tutto si scriveva, lettere quasi mai. Non va messa in conto all’analfabetismo questa mancanza perché, almeno dal secondo decennio del 1800, i miei nonni sapevano scrivere. In ogni caso, come per tutti gli altri atti, le intenzioni si potevano dettare.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;">L’abitudine di scrivere senza più il bisogno di documentare mi pare che fu presa, almeno a casa, poco per volta. Le cartoline postali che ho ritrovato, insieme ai saluti e ad altre cose, credo che fossero servite soprattutto per rendere palpabile un consenso</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-family:Times New Roman;"><em><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span>                        </span></span></em><em><span style="font-size:10.5pt;font-family:&quot;">Roma, 23/12 948</span></em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 0 2cm;"><em><span style="font-size:10.5pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;">Caro compare Nardino</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0 0 0 2cm;"><em><span style="font-size:10.5pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;">Ho ricevuto la tua lettera, mi fa</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-indent:21.3pt;text-align:justify;margin:0 0 0 35.4pt;"><em><span style="font-size:10.5pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;">piacere sapervi tutti bene lo stesso</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em><span style="font-size:10.5pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>                         </span>dico di noi. Potete fare tuttociò che</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em><span style="font-size:10.5pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>                         </span>mi hai domandato e non ci era</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em><span style="font-size:10.5pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>                         </span>bisogno di domandare.</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em><span style="font-size:10.5pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>                         </span>Grazie degli auguri che ricam=</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em><span style="font-size:10.5pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>                         </span>bio con affetto. Saluti a</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em><span style="font-size:10.5pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>                                </span><span>       </span>tutti e abbracci aff.mo</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em><span style="font-size:10.5pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>                                </span><span>                   </span>compare</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em><span style="font-size:10.5pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"><span>                                </span><span>   </span>Lorenzo</span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em><span style="font-size:10.5pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><em><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;">Durante la sua guerra, il padre di mio padre si fece fotografare al fronte con altri calitrani e spedì, senza un rigo di accompagnamento, la foto alla famiglia. Sua madre e mia nonna fecero altrettanto. Fattesi prestare un vestito di velluto per zi’ P’ppin, il più grande dei figli maschi, si aggiustarono per bene e, insieme a tutti i figli fino allora nati, andarono allo <span style="font-variant:small-caps;">Studio Fotografico Angelomaria Leone</span>. Si fecero il ritratto e lo spedirono.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;">Anche la foto di mio nonno fu scattata in un ambiente appositamente attrezzato. Come tutte quelle del tempo che ho visto, che siano fatte a Calitri o in un paese dell’Altitalia, in America o ad Asmara hanno lo stesso pavimento, delle piante, quasi sempre una balaustra e, alle spalle, la stessa finzione dei fondali, per lo più un’imponente scalinata con, in un angolo nel basso, nuvole di fumo che portavano un leggero vento di lontananza.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;">Le foto erano spessore del silenzio che intaglia prima, meglio, più delle parole.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;">Quantunque le fotografie si sapevano ritoccate, si riteneva vero e più concreto quello che si vedeva. Con i suoi punti d&#8217;inchiostro, il pennello riportava in salute da alcune malattie, sanava stanchezze, toglieva il ruvido ai difetti.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;">Il fotografo era forse l’elaborazione moderna e positiva ru mascïar. Con la pressione delle dita regolava le cose mettendo piccolissime macchie di vita.<strong></strong></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:11pt;font-family:&quot;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
Posted in Alfonso Nannariello Tagged: Alfonso Nannariello, antropologia, calitri, culturale, narrativa <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3538/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3538/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3538/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3538/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3538/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3538/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3538/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3538/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3538/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3538/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=3538&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>un coro d’amore per il Formicoso</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 12:26:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Paolo Saggese
 
Venerdì prossimo, 14 novembre, alle ore 17.00, a Nusco, in occasione della seconda serata del Festival della Poesia dei Paesi del Mediterraneo, presenteremo la plaquette “Versi per il Formicoso. Raccolta differenziata”, edita con il contributo dell’Associazione culturale “Fateci respirare” dal Centro di documentazione sulla Poesia del Sud, dalla Comunità Provvisoria, dal Comitato Nessuno [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=3348&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:left;margin:0;"><em><a href="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2008/10/versi-per-il-formicoso.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3122" title="versi-per-il-formicoso" src="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2008/10/versi-per-il-formicoso.jpg?w=67&#038;h=96" alt="versi-per-il-formicoso" width="67" height="96" /></a>di Paolo Saggese</em></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><strong><span style="color:#800080;">Venerdì prossimo, 14 novembre, alle ore 17.00, a Nusco, in occasione della seconda serata del Festival della Poesia dei Paesi del Mediterraneo, presenteremo la plaquette “Versi per il Formicoso. Raccolta differenziata”, edita con il contributo dell’Associazione culturale “Fateci respirare” dal Centro di documentazione sulla Poesia del Sud, dalla Comunità Provvisoria, dal Comitato Nessuno tocchi il Formicoso, dal Centro Studi “Giordano Bruno” di Castelfranci.  È un’opera corale: sono una settantina di voci diverse, per cultura, per convinzioni politiche, per formazione, che si sono unite in un coro alto di indignazione, di protesta, di dolore, di speranza, di amore, di gioia per la loro terra e per la Madre Terra.</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><span id="more-3348"></span>È un evento unico nella storia della nostra provincia, è un evento che non vorremmo passasse inosservato, noi che ci abbiamo creduto sin dall’inizio &#8211; chi scrive, Giuseppe Iuliano, Franco Arminio, Angelo Verderosa, Alfonso Nannariello, Felice Storti &#8211; così come tutti gli altri che hanno aderito con entusiasmo e convinzione all’iniziativa. Forse qualcuno ha creduto che l’Irpinia non avesse più voce, che fosse rassegnata definitivamente alla resa, ad una resa cui sembra destinato l’intero Sud.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">Questa voce in controtendenza, questo coro se resta unito e anzi se accoglie al suo interno altre voci e dimostra che il battersi per il bene comune abita ancora qui, rappresenteranno quel coro di speranza che parte dall’Alta Irpinia e nel quale tutti possiamo riconoscerci e condividere questa testimonianza. E perciò dopo questa giornata, ve ne saranno altre, nelle scuole della provincia, dove saremo invitati: queste voci arriveranno ai giovani dell’alta e della bassa Irpinia, cui saranno distribuiti cinquecento volumi della raccolta grazie alla generosità dell’Associazione “Fateci respirare” diretta da Antonio Pica e Rosario Maglio.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">In tal modo, vogliamo confrontarci con i giovani che hanno partecipato alla straordinaria manifestazione del 2 ottobre, e vogliamo tenere viva l’attenzione dell’opinione pubblica sulla questione rifiuti che a nostro avviso richiedeva altre soluzioni, certo non quella di provocare la distruzione di una delle zone più belle d’Italia.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">E che la raccolta si presenti durante il Festival della poesia dei Paesi del Mediterraneo in anteprima non è casuale. Sono, questi, dei versi meridiani per il Formicoso, nell’accezione di Poesia meridiana, che ha poi caratterizzato e caratterizza la prima edizione del Festival.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">Noi vogliamo inaugurare, lo abbiamo detto in più occasioni con le stesse o con simili parole, una nuova stagione della poesia, quella della Poesia Meridiana, ovvero di una poesia che partendo dalla radice comune del Mediterraneo proponga agli uomini di oggi una cultura della pace, della fratellanza, dell’incontro, dell’accoglienza, del rispetto delle diversità e della multiculturalità.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">Questo nuovo secolo si è aperto, invece, con le emergenze ambientali che stanno distruggendo la Madre che gli uomini avrebbero dovuto venerare. Questa “Mater” ci dice ogni giorno che ha bisogno del nostro aiuto non tanto perché Lei continui a vivere quanto perché consenta a noi uomini di poter continuare a vivere: la Terra, certo, vivrà anche dopo l’estinzione dell’uomo. La Poesia Meridiana pone al centro dunque la difesa della nostra Terra contro qualsiasi forma di “sviluppo” non sostenibile.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">La Poesia meridiana è figlia del pensiero meridiano, quel pensiero che ricorda all’Uomo che ci sono dei limiti da rispettare, altrimenti si è condannati all’autodistruzione, quel pensiero meridiano, che ci ricorda che l’uomo non è nato per produrre e consumare (i modelli imposti dal capitalismo amorale e dal consumismo), ma è nato per pensare e amare. L’uomo, invece, ha dimenticato i suoi limiti, non ne impone più a se stesso, si è trasformato in dio distruggendo la Natura, aspirando all’immortalità, polverizzando tutto per l’ansia di consumare.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">Ritornare ad una vita a misura d’uomo significa non superare i limiti, perché siamo vittima, ammonisce Franco Cassano, di “questa religione affannata e paonazza, questa preghiera mattutina o del crepuscolo recitata sudando all’ombra dei grattacieli”, che “serve a riempire tutti i pori della nostra mente e ad impedire che l’idea della legittimità di un’altra forma di vita si affacci alla nostra porta”.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">In questo contesto si colloca il nostro panorama di riferimento ideale, il Mediterraneo, a cui noi abbiamo colpevolmente voltato le spalle, da secoli, il Mediterraneo, che Fernand Braudel ha voluto rappresentare come “un mosaico di tanti colori”, come una miriade di città che si tengono per mano e formano un arcipelago, diremmo un girotondo, di pace. La poesia che costruisce ponti tra i popoli è per noi la Poesia Meridiana.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">La Poesia Meridiana si erge, così, a difesa del Formicoso, e diviene un coro forte, convincente, coinvolgente: se fossimo rimasti da soli, saremmo stati a urlare vanamente senza ascolto. Questo coro ci dà speranza e darà speranza a tutti. Perciò, un plauso a questi amici, a queste voci che qui vogliamo ringraziare. Nella Sezione Poesia hanno risposto Viola Amarelli, Fernando Antoniello, Franco Arminio, Paolo Battista, Tullio Barbone, Domenico Cambria,  Gaetano Calabrese (Lioni), Gaetano Calabrese &#8211; Nusco, Luigi Capone, Salvatore Casale,  Maria Matilde Cassano, Teresa Cella, Domenico Cipriano (Guardia Lombardi), Oriana Costanzi, Angelo Cristofaro, Vincenzo D’Alessio, Ottaviano De Biase, Raffaele Della Fera, Assunta Del Sordo, Gabriele De Masi, Nicola Di Guglielmo, Alessandro Di Napoli, Adele Di Pietro, Alessandro Di Pietro,  Francesco Di Sibio, Alfonso Attilio Faia, Giovanni Famiglietti, Antonio Ferrante, Monia Gaita, Anna Maria Galasso, Dora Garofalo, Antonietta Gnerre, Luigi Grosso, Claudia Iandolo, Giuseppe Iuliano, Tancredi Lisena, Giuseppe Liuccio, Marco Matarazzo, Rossella Luongo, Alessandra Maddaloni, Luisa Martiniello, Pasquale Martiniello, Vera Mocella, Franca Molinaro, Alfonso Nannariello, Giuseppe Panella, Nunziatina Policino, Giuseppina Polico, Ugo Piscopo, Nicola Prebenna, Rossella Ripa, Carmine Rossi, Teresa Romei, Salvatore Salvatore, Christian Sarni, Agostina Spagnuolo, Maddalena Verderosa. Nella Sezione Pensieri … Racconti hanno inviato un intervento Emilia Bersabea Cirillo, Marco Ciriello, Giuseppe D’Errico, Faustino De Palma, Nunzio Festa, Pasquale Gallicchio, Giandonato Giordano, Maria Teresa Iarrobino, Gherardo Mengoni, Rodolfo Salzarulo, Rosanna Repole, Lidia Salvatore, Michele Vespasiano.</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">- &#8211; - &#8211; -</p>
<p style="text-align:justify;margin:0;">ARGOMENTI CORRELATI</p>
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<p style="text-align:justify;margin:0;"><a href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/no-alla-discarica-del-formicoso/">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/no-alla-discarica-del-formicoso/</a></p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p style="text-align:justify;margin:0;"><a href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/il-parco-dellirpinia-doriente/">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/il-parco-dellirpinia-doriente/</a></p>
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<p style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
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