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	<title>COMUNITA' PROVVISORIA . paesi .. paesaggi ... paesologia &#187; andretta</title>
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		<title>COMUNITA' PROVVISORIA . paesi .. paesaggi ... paesologia &#187; andretta</title>
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		<title>&#8220;AVELLINO-ROCCHETTA SANT’ANTONIO&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 06:05:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[UN VIAGGIO EMOZIONALE
di Giovanni Ventre
Il treno è appena partito, la stazione di Avellino si allontana lentamente, le rotaie scorrono dietro il piccolo treno composto di due carrozze. A bordo un centinaio di curiosi in cerca di emozioni. La tratta Avellino Rocchetta è un poco il filo di Arianna della storia d’Irpinia. Un grande uomo politico [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=7139&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div id="attachment_7145" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2009/09/ponte-santa-venere.jpg"><img class="size-full wp-image-7145" title="ponte santa venere" src="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2009/09/ponte-santa-venere.jpg?w=300&#038;h=211" alt="ponte santa venere" width="300" height="211" /></a><p class="wp-caption-text">foto_agostino della gatta © www.irpiniaturismo.it</p></div>
<p><strong>UN VIAGGIO EMOZIONALE</strong></p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><em>di Giovanni Ventre</em></span></p>
<p>Il treno è appena partito, la stazione di Avellino si allontana lentamente, le rotaie scorrono dietro il piccolo treno composto di due carrozze. A bordo un centinaio di curiosi in cerca di emozioni. La tratta Avellino Rocchetta è un poco il filo di Arianna della storia d’Irpinia. Un grande uomo politico oltre che un insigne maestro poi diventato il maggiore critico letterario italiano, Francesco De Sanctis, ebbe alla fine dell’ottocento l’ intuizione di far attraversare buona parte dell’Irpinia da una strada ferrata che avrebbe significato per i territori attraversati un faro nella notte buia dei collegamenti con il mondo. La strada ferrata attraversa tre valli in cui scorrono i maggiori corsi<span id="more-7139"></span> d’acqua irpini, la valle del Sabato, quella del Calore e quella dell’Ofanto, le stazioni ( quello che rimane) sono situate in basso rispetto ai paesi che la dominano dall’alto, appollaiati sulle vette come galli stanchi persino di annunciare l’alba.</p>
<p>Una volta uomini, donne e bambini, si levavano a notte fonda per intraprendere a piedi o a dorso d’asino la sterrata che li avrebbe condotti al treno e poi alla città. Il viaggio continua e il treno avanza lento col suo sferragliare caratteristico e col suono acuto che ne indica il passaggio, la prima cosa che mi colpisce è certamente molto singolare. In alcuni punti il fischiare del treno diventa continuo e lo stesso rallenta fino quasi a fermarsi, mi affaccio al finestrino certo che vi siano dei lavori in corso e con mia somma meraviglia mi accorgo che vi sono delle mulattiere che intersecano la ferrovia e che nessun passaggio a livello esiste ad indicare il passaggio del treno, allora il macchinista fa di necessità virtù, quasi si ferma prima di continuare il viaggio. Abbiamo superato la valle del Sabato e ci stiamo immettendo dal torrente Salzola nella valle del Calore, ci fermiamo alla stazione di Ponteromito – Cassano, poi a Montella e a Bagnoli, siamo nel cuore del Parco dei Picentini. Raggiungiamo Nusco e poi Lioni, qui sale a bordo l’onorevole Rosetta D’Amelio, unico rappresentante politico ad avere accettato l’invito, la signora si presenta sorridente e socievole, in men che non si dica ha accalappiato l’attenzione di quasi tutti i partecipanti.</p>
<p>Mentre il treno viaggia veloce verso Conza per poi raggiungere Calitri, nel vagone si parla delle potenzialità della ferrovia e dello stato di abbandono in cui versa. Riceviamo dalla disponibilissima D’Amelio la promessa che qualcosa sarà fatto e che troveremo in lei una preziosa alleata. Il professore Antonio Panzone da Taurasi fa comparire una bottiglia di nettare rosso con la quale brindiamo alle promesse dell’Onorevole. A Calitri la signora ci lascia per altri impegni e il viaggio continua nella Valle dell’Ofanto, fiume che è stato palcoscenico di importantissimi eventi nei millenni scorsi. Basta ricordare la battaglia di Canne e quella di Aquilonia. All’improvviso il paesaggio inizia a mutare, stiamo attraversando il territorio di Monteverde, e dopo il ponte di santa Venere entriamo nella stazione di Rocchetta Sant’Antonio. Sosta di un quarto d’ora prima della ripartenza. Quando il capostazione ci invita a salire per il viaggio di ritorno una cupa malinconia si impadronisce del mio animo. Stranamente e non so perché l’improvviso cambio di umore è palpabile quasi come la nebbia che la mattina avvolgeva il colle di Cairano. Cerco inutilmente una folata di vento liberatrice, ma nel profondo del mio animo non vi è alcun vento, sicchè l’improvvisa malinconia resta immobile padrona dei miei sentimenti. Prendo la bottiglia d’acqua dallo zaino e bevo alcune sorsate. Mi disseto ma la malinconia non annega nel liquido ingerito. Allora cerco di distrarmi ammirando il paesaggio sedendomi.</p>
<p>Arriviamo alla stazione di Rapone, Ruvo, San Fele, siamo in terra di Basilicata, sulla sponda destra dell’Ofanto, mi affaccio dal finestrino e guardando il paesaggio lo sguardo si sofferma ai margini della massicciata, una fila interminabile di formiche si inseguono senza mai raggiungersi, mi portano alla mente i poveri contadini che si avviavano al treno che li avrebbe portati in terra straniera in cerca di una dignità e di un tozzo di pane per i loro figli. Anche quegli uomini come le formiche erano tutti uguali, tutti in fila con la valigia di cartone legata da uno spago consunto. All’improvviso quelle figure si materializzano nel mio cervello, li vedo salire sul treno e timidamente sedersi al mio fianco. La faccia rugosa frastagliata da anni di vento e sole, le mani callose e forzute, allenata da anni ed anni di esercizi con la zappa e la vanga. Riesco addirittura a sentire l’odore della naftalina che ancora impregna quell’unica giacca conservata gelosamente per i giorni di festa. Li vedo affacciarsi al finestrino e salutare con la mano i cari che sventolano fazzoletti bianchi come a voler scacciare le mosche fastidiose della povertà. Quando la stazione sparisce alla vista i disgraziati si seggono con gli occhi umidi di lacrime, lacrime amare che stanno a significare il fallimento di una vita. Il fischio del treno irrompe improvviso nei miei pensieri frantumandoli, ritorno in me e mi accorgo che il treno sta ripartendo e che alla stazione ci sono solo le formiche in fila indiana. Le saluto e andiamo via. Mi accorgo che il groppo che avevo in gola è sparito. Ecco, mi dico, per un attimo stavo vivendo le sensazioni che intere generazioni di contadini avevano vissuto in questi territori. Per fortuna oggi qualcosa è cambiato. A tutte le stazioni successive immagino i contadini fermi ad aspettare il treno della speranza.</p>
<p>Alla stazione di Cairano invece ricordo del film magnifico girato da Camillo Marino e Silvio Siano, “La Donnaccia” La protagonista è Mariarosa Apicella, una bella prostituta, interpretata dalla sensuale Domique Boschero rimpatriata con il foglio di via al Sud, nel paese d’origine. Qui Mariarosa suscita scalpore perché i contadini iniziano a frequentarla fino a quando uno di loro, tra la disapprovazione dei compaesani, decide di sposarla. Sullo sfondo il dramma dell’emigrazione, il mito americano e la superstizione con l’episodio dell’indemoniata da esorcizzare. Mi ritornano in mente i bellissimi giorni trascorsi a Cairano questa estate in occasione della riuscitissima manifestazione “Cairano 7X”.</p>
<p>Lentamente ed inesorabilmente il treno si avvicina ad Avellino ed alla fine di questo surreale viaggio in una terra mortificata dalla nullità di chi la amministra ricca solo di promesse non mantenute e di progetti mai partiti. E a proposito di partenze, qualcuno vuole che anche il treno del De Sanctis non parta più e che quei binari intrisi della storia della nostra gente contadina arrugginiscano nella dimenticanza di chi lastrica di indifferenza le strade della nostra storia.</p>
<p>Giovanni Ventre</p>
Posted in a  Autori Comunitari, z  Irpini nel Mondo e nell'Anima Tagged: andretta, antonio panzone, aquilonia, avellino, bagnoli, basilicata, cairano, cairano7x, calitri, calore, camillo marino, Cassano, conza, dominique boschero, Francesco De Sanctis, irpinia, la donnaccia, lioni, montella, monteverde, nusco, ofanto, parco picentini, ponte santa venere, ponteromito, rapone, rocchetta sant'antonio, rosetta d'amelio, ruvo del monte, salzola, san fele, silvio siano, strada ferrata, taurasi <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7139/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7139/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7139/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7139/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7139/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/7139/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=7139&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>un antropologo a cairano</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 16:54:45 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong><em><a href="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2009/07/5849_102735717023_626112023_2490911_8207910_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6891" title="5849_102735717023_626112023_2490911_8207910_n" src="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2009/07/5849_102735717023_626112023_2490911_8207910_n.jpg?w=200&#038;h=300" alt="5849_102735717023_626112023_2490911_8207910_n" width="200" height="300" /></a>di mauro minervino</em></strong></p>
<p><strong><em>Cairano, un pese minuscolo, il paese più piccolo della Campania, dove lo scrittore irpino Franco Arminio e il gruppo di «Comunità Provvisoria» hanno inventato un Festival atipico su decrescita, architettura e arti (Cairano 7x, Paesi, paesaggi, paesologia). Esperimento riuscito. Nei giorni scorsi si sono ritrovati a discutere a Cairano architetti, urbanisti, economisti, ma anche fotografi, pittori, artisti performativi, scrittori e poeti di tutta Italia. Tra gli altri sono stati a Cairano, Paolo Rumiz, Angelo Ferracuti, Andrea Di Consoli, Adelelmo Ruggieri, Antonella Anedda e Vinicio Capossela che si è esibito per il festival e ha letto pagine del Viaggio a Kuta.</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong><strong><em>Cairano 7x (me)</em></strong></p>
<p>La mia prima volta a Cairano. Ho deciso che ci arriverò in macchina. Un viaggio in solitudine, dopo aver risalito al mattino presto la Salerno-Reggio Calabria. La rotta per il Sud imboccata verso Nord, una volta tanto. Accanto al <span id="more-6883"></span>tracciato della A3 sfila tutto il vuoto e il pieno del Sud. Una mostra en plein air. Disordine, cantieri, interruzioni, traffico, paesaggi magnifici e orrori urbanistici, lentezza e supervelocità alternate a pericoli incombenti a ogni kilomentro. Dopo il Pollino la risalita del tratto appenninico della Salerno-Reggio C. per chi guida un mezzo è una fatica epica, una prova degna di un’ordalia medievale. Per me che la percorro da Cosenza Nord verso Salerno sono quasi 4 ore per 300 km da incubo. Finalmente esco dall’autostrada a Contursi. Seguo la traccia. Dopo un lungo rigiro su un groviglio di strade secondarie, singolarmente ben teneute e poco trafficate, mi trovo sciolto come sale nelle vene capillari dell’Irpinia orientale. Incontro indicazioni e vecchi cartelli stradali che suonano come targhe commemorative. Sfioro i paesi che rievocano la geografia sconvolta del “cratere”; Teora, Lioni, Andretta, Calitri, Conza, Bisaccia, Pesco Pagano. Io avevo quasi vent’anni, studiavo antropologia all’Università e prima della catastrofe di questi recessi demartiniani dell’altro Sud, non avevo ancora sentito parlare. Cambiò tutto col teremoto. Il terremoto del 1980, che qui ha spezzato assieme ai vecchi muri anche la dimenticanza secolare di queste antiche province agresti tumulate dalla storia nella lunga durata del grande contado meridionale. La lunga ricostruzione ha sanato le ferite vecchie, ne ha aperte di nuove. Modernità meno appariscenti che altrove. I paesi tra la montagna e l’Ofanto restano <em>paesi</em>. Un’idea di lontananza. La sembianza di unità, un velo di tristezza composta che si posa sulle case ancora ammucchiate sui crinali e colorate di nuovo; sensazioni che resistono anche alle tinte smaltate, talvolta troppo esuberanti. Comunque il contrario del caos ribollente ed eterogeneo che si incontra più a Sud; la Calabria, col suo paesaggio di cemento esploso e messo sottosopra da una sorta di perenne stato di emergenza. Tutto qui appare più ordinato, risarcito da poco, <em>rimpolpato</em>, ma in un modo che sembra definitivo e persino lussuoso. C’è come un tirarsi sù, per riabilitarsi dei secoli di dimenticanza e di grigiore messi improvvisamente a nudo dalle scosse di quel sisma che scoperchiò e disvelò lesistenza dell’Irpinia al resto d’Italia.</p>
<p> </p>
<p>Ti chiedi subito che posto è un paese come Cairano. Per me che ho sempre il mare negli occhi Cairano non è un paese di terra, è un’isola. Un’isola svettante su un mare fermo di campi smossi e pettinati dai solchi regolari delle arature. Quando ci arrivi da lontano dall’Ofantina, la strada di fondovalle, pensi subito a un meteorite appena caduto dal cielo. Il suo affioramento improvviso dal piano, in mezzo a un paesaggio che resta morbido e monotono, ha qualcosa di drammatico e misterioso. Come un coltello piantato in un corpo che giace da tempo riverso al suolo. Cambiando più volte di visuale, girandoci dentro e intorno in questi giorni, ovunque mi trovassi il paese di Cairano mi è venuto incontro come un punto di indecifrata e silenziosa esclamazione. Cairano è un segno fuori misura, un geroglifico di vertigine che esce dal grande spartito di terre levigate e arricciate dal vento che a perdita d’occhio ne attorniano la rima verticale con la calma di un soufflé ben riuscito. Qualcosa di simile a un afororisma poetico e folgorante che sbuca dal silenzio prolisso dell’Irpinia d’oriente. Un apologo irpino di quelli che scrive Franco Arminio, lo scrittore-paesologo che di questi luoghi di confine a cavallo tra la Campania, la Basilicata e la Puglia è divenuto il cantore, rinominando poeticamente quello che un tempo fu una porzione del grande contado delle terre di lavoro, le terre del rimorso demartiniano. Le <em>terre dell’osso</em> come le chiamano qui. Altri tempi, altre geografie, altre storie. Oggi queste terre larghe e piatte sono una frangia terminale del continente sudista, una frontiera interna. Sono terre di nessuno segnate da un futuro incerto, se è vero che qui sul tavoliere verde del Formicoso, già punteggiato dalle presenza sinistra di enormi pale eoliche, bianche e fitte come le croci di un cimitero di guerra, verrà costruita la più grande e mostruosa discarica d’Italia: 180 ettari di immondezzaio a cielo aperto. La fine di tutto, per la vita di queste comunità, per le speranze di salvare l’ambiente, per quel che resta della bellezza stranita di quest’angolo di Sud.      </p>
<p> </p>
<p>Le cartoline da Cairano avrebbero forse meritato, piu’ che gli scatti dei tanti fotografi e artisti in giro per il paese in questi giorni, il pennello in vena di capolavori di uno straniero romantico, folle e immaginifico come il pittore Caspar Friedrich. Ma queste sono state sempre terre rintanate, estreme, lontane dalle rotte veloci del Grand Tour classico, e nessun pittore è mai venuto a immortalare il nido d’aquila di Cairano.</p>
<p>Salendo a piedi sopra le ultime case del paese, dall’alto della sua rupe sopra il castello, ci si trova improvvisamente issati in cima a uno scoglio altissimo, impressionante. Un vasto panorama che dal verde muschio della valle dell’Ofanto vira al giallo secco della Capitanata che si apre come una falce di luce verso oriente. Il fronte opposto invece è chiuso dal muro alto e tenebroso dei monti Alburni, che da qui custodiscono la soglia invisibile del mare dell’Occidente. Sono gli alti monti cantati da Virgilio nelle Georgiche, Titani provenienti dal Tirreno che perseguitati dall’ira di Nettuno furono tramutati in roccia. Uno scenario vasto e solenne, da ammirare in silenzio, ascoltando il vento, che qui soffia sempre, imperioso e ostile. Una cosa è certa. Cairano è un’alzaia che invola la fantasia. Qui tra l’indolenza e il vento è la testa che si allegerisce e fila via. Come una volata di aquiloni, una mongolfiera che se ne va fluttuante per l’aria. E’ domenica e i pazzi di un club di acrobati del parapendio sono saliti fin quassù dal mattino radunati come uno stormo di uccelli di passo. Si preparano con cura. Distendono per terra, fuori da grandi sacchi di nylon, le ali dei loro enormi aquiloni colorati. Restano immobili in attesa sul ciglio del prepicipizio. Si fanno esca per il vento. Quasi tutti molto giovani. Prima di saltare a turno scherzano tra di loro e fanno previsioni sul tempo, sulla difficoltà e la bellezza del volo. Si rassicurano tra di loro con gesti nervosi e scaramantici. Ripetono i controlli di sicurezza dell’attrezzatura tecnica. Sono come marionette aggrappate a tiranti e fili sottilissimi. Governano il volo solo con le maniglie attaccate all’imbracatura. Nervosi e stanchi di riposare sul posatoio adesso i piloti si piantano di spalle al precipizio e aspettano un colpo di vento propizio ad andar via. All’improvviso una piroetta inverte la posizione di partenza, una raffica più violenta gonfia fragorosamente la vela e strappa all’istante il volatore dal suolo della rupe. E’ il momento più goffo e delicato. Poi le vele colorate si tuffano nel vuoto dalla rupe del castello e si lasciano portare lentamente in quota dal vento di Cairano. E’ lo spettacolo per questi giorni di festa. Il vento, che qui soffia sempre, imperioso e ostile, per oggi non serve alle pale ma solo dagli aquiloni colorati dei volatori a vela. Sotto di loro si spalanca un abisso che porta al lago di Conza e al fondovalle. Un mare di campi e di terre ondulate che sembrano continenti alla deriva.</p>
<p>Un posto come la rupe di Cairano vale da solo il viaggio.</p>
<p> </p>
<p>In giro, tutto intrno a Cairano, invece è un’altra storia. Un orlo continuo di pale e mulini a vento che parte da Bisaccia, dirimpetto a Cairano, e si chiude alle spalle oltre, la valle dell’Ofanto e il lago di Conza, verso le alture delle piccole dolomiti appenniche di Muro Lucano che girano verso sud-ovest. Sulla piramide di Cairano per fortuna non c’è spazio per posteggiare le pale. Sul paese non ci sono torri eoliche, che invece si propagano nel paesaggio circostante acccerchiando l’occhio senza interruzione. Qui girano pale, pale ovunque. Una cosa snervante. Il vento tra le colline e i campi dell’Irpinia è diventato un affare per la produzione di energia eolica. Ma per fortuna di Cairano, isola felice di un mare sopravento, la contrada ha tante pale intorno ma nessuna sopra. Evviva.</p>
<p>Il vento di Cairano di notte è una cantica che mormora e sibila per i vicoli. Da qua sopra mi viene di pensare istintivamente al fuoco, agli incendi. Ma Cairano è un posto dove un fuoco deve essere piu’ facile accenderlo o spegnerlo? Qui intorno però di ustioni e di incendi non c’è traccia. Il vento di Cairano è verde, è ancora <em>il vento</em> e basta. Al massimo serve per tenere a galla gli aquiloni nel cielo, a portarsi via lontano, lontanissimo, i pensieri. Anche i miei.</p>
<p> </p>
<p>In questo paese minuscolo, il più piccolo della Campania (411 abitanti, quasi tutti anziani), mi pare che tutti gli esseri vivano ancora al loro posto. Piu’ o meno in pace, piu’ o meno tranquilli, ma al loro posto, senza frenesia. Fragili o forti, alti e bassi, grandi e bambini (ce ne sono abbastanza per un paese di vecchi). I visibili e gli invisibili, i lontani e i vicini quelli nati e quelli ancora non nati, qui si capisce che trovano posto, e ne troveranno ancora. C’è uno spazio serbato per tutti. E lo spazio di questi tempi è una risorsa grande e rara. Come il vento, che qui a Cairano fa solo il lavoro del vento.</p>
<p>Aldilà delle apparenze Cairano nell’alta Irpinia ti da l’idea di un posto ben acconcio, che ha il suo senso. Un posto riconciliato con la sua storia. Quel senso compiuto nella consapevolezza di sé, che dovrebbe essere la firma di ogni paese e di chi lo abita. Un buon approdo per la vita, l’isola del tesoro di un tempo presente non oppresso da assilli e impegni particolari. Un paese della polpa, non dell’osso. Dopo tre giorni passati qui i fantasmi demartiniani sono spariti; se li è portati via la notte, il vento di Cairano. Niente mondo magico di ritorno, ne piu’ terre del rimorso, abbandonate per sempre senza rimpianto. Senza rimorso.</p>
<p>Me lo ricordano anche le ragazze della proloco, gentili e spigliate nel dialetto di casa; capaci di risolvere gli intoppi di questo festival molto arminiano. Vanno tutte all’università, studiano a Napoli, a Salerno o a Roma, parlano disinvolte dei loro progetti e intanto prenotano le loro vacanze in inglese su internet. Sanno che dovranno cercarsi un lavoro fuori, e si vivono il paese come un nido di ritorni e di partenze. Ma già vivono a cavallo tra due mondi, e sembra che ne trarranno un discreto beneficio. Cairano per loro non è una partita persa. Non sono gli unici abitanti del posto senza l’ansia di stare con un piede di qua e uno da un’altra parte del mondo.      </p>
<p>Su 196 famigle e 411 abitanti registrati all’anagrafe a Cairano, ho scoperto, che  vivono anche degli stranieri. Una coppia di scozzesi ha preso casa qui. C’e anche la famiglia di un venditore ambulante arabo, con bambini al seguito e moglie discretamente velata; gente tranquilla che se ne va a spasso per le strade di Cairano come fosse a Tunisi. C’è anche una coppia di giovani americani che torna spesso al paese. La ragazza che parla con accento yankee ha la nonna di Cairano e una casa qui, che per lei è sempre aperta. Lei e il marito americano insegnano in una università della California. Tornano spesso. Hanno due figli piccoli, biondi e molto vivaci. Uno dei due si chiama Dante, per non far torto alla tradizione. Poi ci sono gli emigrati di qui, quelli di cairano che lavorano fuori e che tornano al paese per l’estate con al seguito le loro famiglie ibride remixate con mogli e mariti <em>furastieri</em> e dell’<em>alta Italia</em>. Invece una ragazza di colore l’ho incontrata stamattina. L’ho vista uscire dalla chiesa evangelica aperta per la funzione, sul ciglio del paese. Una chiesa evangelica a Cairano non è una cosa che ti aspetti di più, ma c’è. E forse ci sono anche qui le anonime e quasi invisibili badanti ucraine, polacche e rumene che per pochi euro al mese ci aiutano ad allungare i giorni dei nostri vecchi padri, madri e nonni infragiliti dall’oramai interminabile vecchiaia della nostra società opulenta. Per la buona pace delle nostre coscienze e delle nostre famiglie di ingrati e bravi nevrastenici. </p>
<p>Questa insolita mescola globalista anche a Cairano non dovrebbe stupire nessuno; sarà così sempre di piu’. Anzi il paese, ogni paese, qui come altrove, al sud come a nord, sarà  ripopolato e tenuto vivo dagli avventizi, dagli stranieri. O così o i paesi finiranno. Ci sarà un paese nuovo messo insieme da questi frantumi di umanità, di nuovi naufraghi del tempo che saliranno il monte come nuovi pionieri. Lo dice la storia. In fondo è sempre successo qui al Sud.   </p>
<p> </p>
<p>Altre cose che adesso so di Cairano:</p>
<p>c’è una via <em>Cimitero</em> al centro del paese;</p>
<p>non ho visto fontanelle per l’acqua pubblica, perché forse non ci si abbevera gratis dopo che si è arrivati fin quassù;</p>
<p>al bar se chiedi un bicchiere d’acqua non te lo danno mai pieno (forse ricordo di antiche penurie idriche su questo scoglio isolato);</p>
<p>però se prendi del vino il bicchiere è sempre pieno e poi fare il bis facilmente;</p>
<p>ci sono pochi cani e nessuno sembra davvero un randagio;</p>
<p>quasi tutti i cani sono neri;</p>
<p>invece non ho visto per strada neanche un gatto, neanche uno: </p>
<p>ci sono tre chiese, e la gente ci va;</p>
<p>in un paese dove tutto è in salita mi sono chiesto se pure gli amori sono in salita e gli abbandoni in discesa, o viceversa;</p>
<p>a Cairano non c’è un bancomat e nemmeno una banca, e questo mi sembra miracoloso;</p>
<p>a Cairano non c’è neanche una pompa di benzina, ma macchine tante e anche grosse, e questo invece mi sembra pericoloso;</p>
<p>ci sono due bar e un minimarket, ma neanche un fruttivendolo e un verduraio, ma forse sono generi comuni che la gente del posto si procura dalla terra, si fa da sé e nessuno compra;</p>
<p>in uno dei bar la correzione del caffè con un goccio di fernet costa 20 centesimi (prezzi da città).</p>
<p>Cairano mi sembra un paese piuttosto felice di essere il paese che è. Un paese che se ci sono guai non viene a rinfacciartreli subito per chiedere un’elemosina, un po’ di degnazione. Ai paesi come Cairano non bisogna fare mancare la compagnia, sì. Per il resto Cairano è un paese così come ne ho visti tanti al Sud; uno dei posti che <em>abito</em>. Dove anch’io sono nato, ho vissuto e amato.           </p>
<p>     </p>
<p>Salpo da qui e ritorno in fondo a Sud. E’ sbucato il sole da poco su una mattina di bonaccia, senza un filo di vento. Scivolo in auto verso l’Ofantina con un senso di conforto. Rivedo da lontano l’isola di Cairano, lo scoglio di Giano, il monte irpino del rifugio. Riecco staccarsi l’Athos di queste mie giornate di insolito silenzio in mezzo al mare mollemente ondoso dell’Irpinia d’oriente. Cairano per me. Il ricordo improvviso di un giro di vento; il sole secco di terra che mi  brucia la faccia su una panchina in cima al paese; la piazzetta con la chiesa di San Leone sotto i tigli odorosi; un acquazzone improvviso; un arcobaleno enorme che si stacca dal cielo e tocca la terra riverniciata di fresco; gli occhi chiari e il saluto timido di un ragazza di cui non mi ricordo più il nome, tranne che seguiva i seminari sul paesaggio e che somiglia a una Jodie Foster di paese, più amabile e attraente. Non sono ricordi da poco i souvenir che mi porto dietro da questi miei giorni a Cairano.</p>
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		<title>saluti da vinicio</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 01:50:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arminio</dc:creator>
				<category><![CDATA[a  Autori Comunitari]]></category>
		<category><![CDATA[cairano]]></category>
		<category><![CDATA[Formicoso]]></category>
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		<category><![CDATA[Cairano 7x]]></category>
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		<description><![CDATA[___ di vinicio capossela &#62;&#62;&#62;&#62;&#62;&#62;&#62;&#62;&#62;&#62;&#62;&#62;   Caro Franco, ringrazio tutti voi della comunità provvisoria , della proloco, Franco Dragone e i suoi straordinari compaesani e il loro “alcalde” Luigi. Il”paese dei coppoloni” è stata una scoperta per me, che l&#8217;avevo sempre e solo indagato di sotto , di lato e di fronte..ma mai da sopra.Per favore [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=6795&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="color:#ff0000;">___ </span><span style="color:#000080;"><strong><span style="color:#ff0000;">di vinicio capossela &gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;</span>   Caro Franco, ringrazio tutti voi della comunità provvisoria , della proloco, Franco Dragone e i suoi straordinari compaesani e il loro “alcalde” Luigi. Il”paese dei coppoloni” è stata una scoperta per me, che l&#8217;avevo sempre e solo indagato di sotto , di lato e di fronte..ma mai da sopra.Per favore dai un vero abbraccio a tutti quelli che hanno lavorato per questo sogno lungo sette giorni. Prima o poi mi diruperò sul serio involandomi come un uccello dalla rupe di Cairano.Credo che sia importante abitare un paese, anche nella sua assenza</strong> </span><span id="more-6795"></span>perenne , con la presenza, anche temporanea. Del resto i nostri sono luoghi anche dell’immaginazione , e perciò una volta abitati ce li portiamo con noi, li teniamo in vita. Credo che il lupo che è in noi , nella sua terra ha messo al riparo, nascosto l’osso, per questo forse le chiamiamo terre dell’osso. Ma le mie sono considerazioni dell’immaginario , grazie a tutti voi che avete così concretamente permesso questa settimana d’incontro. E talvolta anche di scontro..Sul Formicoso , penso che dovremmo unire alla voce popolare anche qualche voce istituzionale, trovare una rappresentanza nei luoghi della &#8220;democrazia parlamentare&#8221;. Non possiamo solo essere una voce nel vento . Occorre che questa voce arrivi da qualche parte. Intanto grazie di tutto. Mi spiace per le piccole tensioni, ma io sono abituato a fare le cose in un modo un po’ più &#8220;protetto&#8221; soprattutto quando le cose partono da rapporti personali, di modo da arrivare a piccoli miracoli (almeno per me) come quello accaduto Domenica sera. Potere leggere quelle storie e cantare quelle canzoni in quel silenzio , buio ,vento , e balle di paglia, quasi in balia del dirupo e delle vecchie taverne arcaiche che si aprono come bocche di botti nella discesa della notte, il cimitero sempre aperto, luci e defunti fra noi ,e questa bellissima gente disposta ad ascoltare e il vecchio suonatore di quattrobassi di Cairano che sa girare la quadriglia come si usava nelle aie, insomma tutto questo è stato un piccolo prezioso miracolo di semplicità.Mi scuso con quelli cui ho contrastato l’occhio fotografico del telefonino e dei moderni dispositivi, ma davvero credo che le stelle si facciano sentire meglio senza stare continuamente a imitarle coi nostri piccoli flash..e poi credo che la memoria sia più durevole del pixel digitale. Spero che non si creino malintesi sulla mia assenza alle ore 17 al Formicoso. Io ero 800 metri più sotto, registrando una cosa che farà arrivare un po’ di Formicoso anche a chi non l’ha mai visto. Abbiamo finito un po’ tardi, ma alle 19 ero lì sopra, con i fidi compari della “banda della posta”.Un leggero acquazzone aveva già portato via tutti &#8230;Ma sono zone ventose e tutto qui in un attimo come appare scompare. Con affetto. grazie a tutti. A molto presto.</p>
<p>Vinicio</p>
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		<title>LETTERA APERTA A BERTOLASO</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2009/01/13/lettera-aperta-a-bertolaso-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 12:54:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arminio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Petizioni, Segnalazioni, Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[a  Franco Arminio]]></category>
		<category><![CDATA[z  Comunità Provvisoria]]></category>
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		<description><![CDATA[

 
Gentile sottosegretario
le scrivo a nome di un gruppo che si chiama Comunità Provvisoria: si tratta di architetti, artigiani, insegnanti, artisti, cittadini attivi che si sono messi insieme per tutelare il paesaggio bellissimo dell’Irpinia d’oriente e per fare molto altro ancora.
Le chiediamo di poterla incontrare per conoscere l’esito dei carotaggi per la discarica nel territorio di Andretta. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=4354&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center">
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p><strong>Gentile sottosegretario</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong>le scrivo a nome di un gruppo che si chiama Comunità Provvisoria: si tratta di architetti, artigiani, insegnanti, artisti, cittadini attivi che si sono messi insieme per tutelare il paesaggio bellissimo dell’Irpinia d’oriente e per fare molto altro ancora.</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong>Le chiediamo di poterla incontrare per conoscere l’esito dei carotaggi per la discarica nel territorio di Andretta. Sappiamo che da tempo ha periodiche consultazioni coi sindaci, ma crediamo sia opportuno che lei riceva anche una delegazione di cittadini che si ritengono impegnati in un’azione di protezione civile che a lei sta tanto a cuore.</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span id="more-4354"></span>Noi riteniamo che la discarica ad Andretta si può e si deve evitare. Non ci accontentiamo dell’idea che si debba fare per ultima, come se questo fosse un premio. Se avrà la bontà di ascoltarci sarà un segnale che la struttura da lei guidata è aperta a un confronto democratico. Avere l’onere delle decisioni non significa ignorare le esigenze dei territori su cui si esercitano le decisioni. Le illustreremo nel dettaglio le nostre proposte. Siamo convinti che combinandole con le difficoltà oggettive a realizzare una discarica in quell’area, lei potrà prendere in esame, almeno per il territorio irpino, altre e più solide soluzioni per smaltire i rifiuti.</strong></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;margin:0;" align="center">
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong>         Franco Arminio e Comunità Provvisoria</strong></p>
</div>
Posted in a  Franco Arminio, Petizioni, Segnalazioni, Stampa, z  Comunità Provvisoria Tagged: andretta, bertolaso, bisaccia, comunità provvisoria, discarica, irpinia <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4354/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4354/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4354/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4354/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4354/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4354/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4354/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4354/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4354/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/4354/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=4354&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Pasquale Stiso, il poeta della cività contadina</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/12/23/pasquale-stiso-il-poeta-della-civita-contadina/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Dec 2008 07:49:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alfonson</dc:creator>
				<category><![CDATA[a  Autori Comunitari]]></category>
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		<category><![CDATA[sud]]></category>

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		<description><![CDATA[nella TERRA DI MEZZO
di Paolo Saggese
 
 

Quarant’anni fa, moriva Pasquale Stiso (Andretta 1923 &#8211; Avellino 1968), intellettuale impegnato, pubblicista brillante, sindaco del suo paese (1952-1956), consigliere provinciale del Pci (con le elezioni del 1956 e del 1961), e soprattutto poeta “meridionalista” tra i più ispirati della nostra terra. Non a caso, la sua figura è stata [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=3965&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">nella TERRA DI MEZZO</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;">di </span></span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Paolo Saggese</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Quarant’anni fa, moriva Pasquale Stiso (Andretta 1923 &#8211; Avellino 1968), intellettuale impegnato, pubblicista brillante, sindaco del suo paese (1952-1956), consigliere provinciale del Pci (con le elezioni del 1956 e del 1961), e soprattutto poeta “meridionalista” tra i più ispirati della nostra terra. Non a caso, la sua figura è stata assimilata a quella del poeta-sindaco Rocco Scotellaro.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Di questo poeta, che consacrò la sua vita ai contadini d’Irpinia, alle donne d’Irpinia, molte opere (poesie e commedie) sono ancora inedite, e si auspica quanto prima un’edizione, che possa colmare una lacuna che a noi sembra insopportabile. Intanto, ascoltiamo alcune sue poesie, che in questa festa del Primo Maggio risultano particolarmente indicate, perché Stiso fu poeta vero, dei contadini e degli operai del Sud. Alle donne di Andretta ha dedicato, ad esempio, questa poesia: “Le donne del mio paese / voi non le conoscete / a trent’anni sono già vecchie / e il loro volto è duro / come la terra che lavorano. / Non c’è sorriso / sulla bocca amara / delle donne del mio paese. / <span id="more-3965"></span>Di domenica quando vanno in chiesa / non vanno per incontrarsi con Dio / ma per godere di un’ora di riposo. / E non c’è sorriso / nel loro cuore / nemmeno quando nasce un bambino / allora suona la campana a morte / perché non c’è pane / per un’altra bocca. / Ma c’è pure un giorno / in cui sorridono / le donne del mio paese. / Di luglio / quando tutto è mietuto il grano / e gli uomini / cantano / la sera / sotto gli olmi / ai margini del campo” (“<em>Le donne del mio paese”</em>).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La poesia “scorre” lenta, sembra una triste nenia, un canto funebre &#8211; come ancora talvolta si sentono intonare in Irpinia &#8211; scandito da due “ritornelli”: “le donne del mio paese” e “non c’è sorriso” (variato nella parte finale da “in cui sorridono”). Le donne non conoscono un sorriso, il volto è “duro”, la bocca “amara”, non gioiscono ad una nuova vita “perché non c’è pane / per un’altra bocca”. Le donne perdono qualsiasi bellezza, sfioriscono a trent’anni, smunte e sfinite; sembrano attendere passive la morte, e sono rassegnate ad un inferno in terra. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Altra poesia è dedicata all’Alta Irpinia, al Formicoso oggi oggetto di attacchi terribili. Questo diviene il simbolo, tuttavia, non solo dell’Alta Irpinia, ma dell’intero Sud interno. Ecco alcuni versi: “Terra / terra d’Alta Irpinia / estranea / come una matrigna / battuta / da tutti i venti / oppressa / per lunghi mesi dalla neve. / Plaga del Formicoso / desolata / assetata / di corsi d’acqua / e di verde / ove il grano / cresce rachitico / roso dai geli / flagellato dalla tramontana / e il granturco / di settembre / è ancora tenero come il latte. // Terra / terra d’Alta Irpinia / non cantano d’estate / i mietitori / perché il grano / è leggero […]”. Per Stiso, la terra d’Alta Irpinia è una matrigna, una terra desolata e assetata, una madre sterile o quasi. Vi è forse un omaggio a Leopardi, il poeta che Stiso ha probabilmente amato di più &#8211; come ha suggerito in modo opportuno Italo Freda. Ma qui la descrizione non ha niente di letterario; nasce dalla constatazione della povertà di una campagna, che richiede fatica e non dà niente: il grano è leggero, osserva Stiso nei versi successivi. Questa è “arida terra / invano bagnata di sudore / brulla / indifferente / come una meretrice”. Ma questa “povera terra” il poeta la ama, farebbe di tutto per vederla rinascere, vederla bella come un giardino, ricca e fertile come un paradiso terrestre. Quasi spera nel ritorno ad una nuova età dell’oro: “E a volte / accade / che ai miei occhi ti trasformi / non sei più arida / brulla / maledetta / ma ricca di ciliegi / e di meli in fiore / e di vigne / e di turgido grano / e di canti / e di felicità”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">La chiusa esprime la speranza di un sogno irrealizzabile. In Stiso ci sono subiti slanci, ma anche improvvisi ripensamenti e frustrazioni. Ma profondo è il pessimismo. Al contadino non resta che la partenza: “Tu parti / e sulle labbra / costringi il sorriso: / ma nei tuoi occhi c’è il pianto / e nel tuo cuore / c’è l’ira”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">E così Stiso, poeta della civiltà contadina come Rocco Scotellaro, ci racconta l’epopea e la sconfitta del popolo irpino e meridionale, che alla miseria rispose con la “fuga”, e dopo la “fuga” vennero gli stenti e i soprusi in una terra straniera, in una terra non meno matrigna, come ebbe poi a ripetere contemporaneamente un altro figlio di quella terra, Antonio La Penna, in una poesia emblematica come “Mephitis”. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Abbiamo evocato Rocco Scotellaro nel ricordare Stiso. E in effetti, i due hanno in comune più aspetti: poeti entrambi, militanti in partiti di sinistra, protagonisti della lotta per l’occupazione delle terre, entrambi Sindaco del loro paese natale, entrambi difensori eroici di un mondo contadino, di cui conoscevano profondamente, al contempo, grandezza e povertà, senza idealizzazioni, come ricorda Manlio Rossi-Doria.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Egli nutrì la grande utopia del riscatto degli uomini del Sud, di coloro che morivano di fame, di stenti, di lavoro, di fatica, di coloro, che sono sempre stati i muli dei ricchi, e hanno dovuto accettare la regola terribile della rassegnazione. Egli diede il suo straordinario contributo di militante, di Sindaco, di poeta.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il suo impegno è testimoniato, del resto, dai numerosi interventi pubblici a difesa dei diritti della gente del Sud, oppure da questo breve “resoconto” sul suo operato di sindaco tratto da “Il Progresso irpino” del 25 maggio 1956: “ [Stiso] Trovò un bilancio dissestato, con un deficit di 3 milioni, che nel 1955 si è chiuso con un attivo di 5 milioni. Durante la sua amministrazione sono state esentate dall’imposta di famiglia 700 famiglie povere, abolita l’addizionale sul dazio, sestuplicati i fondi per medicinali ai poveri, esteso l’elenco di questi ultimi, quadruplicati i fondi per il patrimonio scolastico, istituito un servizio, con 4 corse, per lo scalo ferroviario, e istituita, per la prima volta, in Italia, la condotta veterinaria per i contadini poveri”.</span></p>
<p class="MsoBodyText" style="margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Le “morti bianche”, d’altra parte, non potevano non scuotere Pasquale Stiso, che dedicò al “cantiere maledetto” di Mattmark un articolo su “Il Progresso Irpino” del 15 settembre 1965. Ecco cosa scrive: “Due famiglie della nostra terra piangono ora, insieme alle numerose altre colpite dalla sciagura, disseminate in ogni parte d’Italia, i loro cari immaturamente scomparsi strappati dal bisogno alle loro case ed ai loro affetti. […]”. Subito dopo Stiso passa alla condanna: “La radio governativa parla oggi di Mattmark come del ‘cantiere maledetto’. Dimentica però di dire che maledetti sono pure tutti gli altri cantieri fuori e dentro d’Italia dove i nostri operai lavorano a rischio della vita: che maledetta è soprattutto quella politica che costringe i nostri uomini, le nostre forze migliori a mendicare un po’ di lavoro all’estero in condizioni di esistenza paragonabili a quelle degli schiavi”. Ed oggi quasi come allora …</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">[pubblicato su OTTOPAGINE il 1° maggio c.a.]</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;margin:0;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span></p>
Posted in a  Autori Comunitari Tagged: andretta, irpinia, pasquale stiso, poesia, sud <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3965/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3965/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3965/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3965/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3965/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3965/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3965/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3965/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3965/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3965/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=3965&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>ma non è meglio la campagna del Formicoso ?</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 07:27:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
IL MISTERO DI CASALE BASSOLINO
di Marco Lillo
Una lussuosa villa a Cortona. Comprata da un ex amico e da dividere con il governatore. E ora finita nel mirino dei pm di Napoli. Che indagano su presunti arricchimenti legati al riciclaggio dei rifiuti . . .   
 
 
l&#8217;articolo e i commenti su &#8216;Espresso on-line  http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Il-mistero-di-casale-Bassolino/2045727&#38;ref=rephpsp2
l&#8217;assegno pagato a petrella http://espresso.repubblica.it/multimedia/home/3380050
i documenti sequestrati http://speciali.espresso.repubblica.it/Bassolino/
- [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=3032&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div id="attachment_3034" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2008/10/bassolino.jpg"><img class="size-medium wp-image-3034 " title="villa a cortona" src="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2008/10/bassolino.jpg?w=300&#038;h=225" alt="la villa a cortona (toscana)" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">la villa nella campagna di cortona (arezzo) _ph. l&#39;espresso</p></div>
<p><strong></strong></p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">IL MISTERO DI CASALE BASSOLINO</span><br />
</strong>di Marco Lillo</p>
<p><strong>Una lussuosa villa a Cortona. Comprata da un ex amico e da dividere con il governatore. E ora finita nel mirino dei pm di Napoli. Che indagano su presunti arricchimenti legati al riciclaggio dei rifiuti . . .   </strong></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><span id="more-3032"></span>l&#8217;articolo e i commenti su &#8216;Espresso on-line  <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Il-mistero-di-casale-Bassolino/2045727&amp;ref=rephpsp2"><strong>http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Il-mistero-di-casale-Bassolino/2045727&amp;ref=rephpsp2</strong></a></p>
<p>l&#8217;assegno pagato a petrella <a href="http://espresso.repubblica.it/multimedia/home/3380050"><strong>http://espresso.repubblica.it/multimedia/home/3380050</strong></a></p>
<p>i documenti sequestrati <a href="http://speciali.espresso.repubblica.it/Bassolino/"><strong>http://speciali.espresso.repubblica.it/Bassolino/</strong></a></p>
<p><strong>- &#8211; - -</strong></p>
<p><strong>ma non è più bella la campagna irpina ? </strong></p>
<p><strong>quella del Formicoso, ad esempio</strong></p>
<p><strong>non solo più bella ma anche più vicina &#8230; </strong></p>
<p><strong>o no ?</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>. . . in Toscana, una campagna finta e una villa pacchiana</strong></p>
<p><strong>in Irpinia, le discariche ad Ariano e al Formicoso  </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
Posted in Petizioni, Segnalazioni, Stampa Tagged: andretta, arezzo, bassolino, bisaccia, campagna, cortona, Formicoso, inchiesta, l'espresso, marco lillo, petrella, Rifiuti, toscana, villa <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3032/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3032/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3032/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3032/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3032/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3032/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3032/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3032/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3032/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/3032/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=3032&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>mutazione genetica da rifiuti</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/10/19/mutazione-genetica-da-rifiuti/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 17:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comunitaprovvisoria</dc:creator>
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 di Franco Ortolani *
L’emergenza rifiuti in Campania, come altre emergenze diventate ordinarie (ad esempio l’emergenza idrogeologica che tiene in vita ben due Commissariati Straordinari da 9-10 anni senza nemmeno avere messo in sicurezza nemmeno uno dei paesi colpiti dalle frane del sarnese) sta iniziando a determinare una mutazione genetica. Da circa 14 anni sono spuntati [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=2934&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
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<div><strong></strong></div>
<div id="attachment_2940" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2008/10/dsc_0056.jpg"><img class="size-medium wp-image-2940  " title="dsc_0056" src="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2008/10/dsc_0056.jpg?w=300&#038;h=199" alt="formicoso 2.10.2008 _a.verderosa" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">ragazzi al formicoso 2.10.2008 _a.verderosa</p></div>
<p> di Franco Ortolani *</p>
<div><strong>L’emergenza rifiuti in Campania</strong>, come altre emergenze diventate ordinarie (ad esempio l’emergenza idrogeologica che tiene in vita ben due Commissariati Straordinari da 9-10 anni senza nemmeno avere messo in sicurezza nemmeno uno dei paesi colpiti dalle frane del sarnese) <strong>sta iniziando a determinare una mutazione genetica</strong>. Da circa <strong>14 anni</strong> sono spuntati sempre più numerosi gli individui locali e importati che prosperano sulle emergenze ambientali provocate da eventi naturali o provocate ad arte dall’uomo. Hanno un comportamento strano; forse traendo ispirazione da <strong>Paperon de’ Paperoni</strong>, che si tuffa nelle monete, costoro amano immergersi nel fango o nei rifiuti e non disdegnano, ogni tanto, <strong>qualche sniffata di fumo termovalorizzante</strong>.</div>
<p>Forse per capire meglio come usare il denaro pubblico senza risolvere i problemi, fare ingrassare i sempre più numerosi rampolli delle caste e le lobbies parassitarie; forse per affossare le risorse ambientali strategiche per l’assetto socio-economico della Campania e mettere le basi per una assuefazione e sfoltimento degli abitanti. <strong>Contrariamente a quanto affermato recentemente da quello scienziato che ritiene che ormai la razza umana non evolverà più, sembra che la monnezza campana stia favorendo una nuova mutazione genetica</strong>: si delineano gli “<em>Uomini Struzziuti</em>” (fusione di struzzo e rifiuti).</p>
<p><span id="more-2934"></span>Gli struzzi, si dice…mettono la testa sotto la sabbia; gli “uomini struzziuti” invece la mettono sotto i rifiuti per non vedere i danni che provocano ai cittadini e all’economia regionale. Tale atteggiamento impone di diffondere notizie addomesticate da parte dei mass media sinora dimostratisi fin troppo servili e velinari. Gli Struzziuti che hanno dimostrato finora una palese non volontà di risolvere il problema e garantire un normale servizio di smaltimento dei rifiuti, cercano affannosamente di non perdere la remunerativa situazione emergenziale cercando di convincere gli italiani che i campani sono sporchi e cattivi e sottomessi alla malavita organizzata per cui devono essere adeguatamente “trattati”, naturalmente guadagnandoci sopra. <strong>La linea commissariale</strong>, in ossequio agli ordini ricevuti da chi comanda in Italia ed ha sapientemente e fruttuosamente pilotato finora lo scandalo rifiuti, <strong>è logica e banale come si è intuito dalle dichiarazioni fatte spensieratamente a Napoli il 9 ottobre 2008 dal Presidente del Consiglio. Razionalizzare e rendere legale quanto già accaduto endemicamente in Campania con lo smaltimento illegale dei rifiuti</strong>:</p>
<p><strong>1</strong>- <strong>accumulare rifiuti di ogni tipo in siti non idonei</strong> (chiamati discariche come quelle già fatte di Basso dell’Olmo a Campagna, di Macchia Soprana a Serre e di Sant’Arcangelo Trimonte nel beneventano e quelle da realizzare di Chiaiano, Terzigno, Cava Mastroianni e di Andretta), e militarmente protetti in modo da potere agire indisturbati senza alcun controllo da parte dei cittadini troppo attaccati al governo trasparente e alle verifiche democratiche che provocano il rifiuto delle attività lobbystiche parassitarie come quelle che hanno caratterizzato 14 anni di scandalo rifiuti; meglio poi se i siti sono protetti ambientalmente come i Parchi naturali, i SIC (Siti di interesse Comunitario) e le ZPS (Zone a Protezione Speciale), e meglio ancora se sono al di sopra dei prelievi delle acque (come l’Oasi di Persano) e fatti in modo da non garantire sicurezza ambientale, la salubrità delle produzioni casearie e la salute dei cittadini nelle prossime decine di anni;</p>
<p><strong>2- concentrare i vari fuochi abusivi</strong> (accesi per bruciare anche i rifiuti pericolosi provenienti da varie parti d’Italia, attualmente irrazionalmente dispersi nella pianura campana) e rifiuti vari prodotti in altre regioni nei cinque (per ora) inceneritori.</p>
<p><strong>Con il proliferare degli inceneritori si innescherà un’altra modificazione</strong>. Le cicogne, che notoriamente consegnano i neonati a domicilio, sorvolando gli inceneritori saranno attratte dai maxischermi televisivi sapientemente ubicati sulle ciminiere per invitarle a riposare; in tal modo i bebè respireranno sane boccate di fumi termovalorizzanti e si abitueranno ad essere “guidati” dagli immancabili e servili opinionisti. Il risultato sarà ancora più innovativo ed efficace se si brucerà, tra le balle di rifiuti vari, anche una balla di canapa indiana al giorno prodotta in loco, sui suoli inquinati, al posto del mangime bufalino. <strong>La Campania si appresta ad essere il campo sperimentale delle mutazioni genetiche per fare crescere i nuovi cittadini che progressivamente incorporeranno nel DNA gli elementi inquinanti indispensabili per vivere nelle nuove condizioni ambientali</strong>. Finalmente, in un ambiente adeguatamente inquinato non ci sarà più il timore dei rifiuti tossici e della diossina e il fumo degli inceneritori sostituirà l’ossigeno.</p>
<p><strong>E gli adulti? Per loro non c’è scampo</strong>. Abituati a dire di no all’inquinamento ambientale, progressivamente scompariranno per lasciare il posto agli “struzziuti” neo assuefatti ai fumi termovalorizzanti sapientemente resi inebrianti. Il combustibile non mancherà; l’ha assicurato il Presidente del Consiglio. <strong>Finiti i milioni di balle di rifiuti campani, fatti oculatamente conservare dall’ABI per intascare i proventi gratuiti del CIP6 pagati dai fedeli e accondiscendenti consumatori finali, arriveranno i rifiuti delle altre regioni</strong>. E’ giusto! Così la Campania potrà restituire i favori avuti dalle altre regioni che hanno accolto i nostri rifiuti negli anni passati. Dobbiamo solo ringraziare le lobbies che contano. Hanno pensato loro a tutto.<br />
<strong>Noi che siamo già nati dobbiamo solo pagare: in euro e con la salute</strong>.</p>
<p><strong>*  Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II</strong></p>
Posted in a  Autori Comunitari Tagged: andretta, camorra, Campania, Commissariato, discariche, ecomafie, euro, Formicoso, franco ortolani, genetica, mutazione, Rifiuti, salute <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2934/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2934/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2934/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2934/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2934/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2934/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2934/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2934/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2934/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2934/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=2934&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>il gigante e il mago, questa sera vinicio capossela su raiuno</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 16:50:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>comunitaprovvisoria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;C’è qualcosa nel mondo dello spettacolo che ti salva, ed è che tutto si può fantasticare. Uno può avere creature che l’accompagnano per una vita, e rendono fiaba una storia, come il Gigante e il Mago, creature che hai dentro fino da piccolo e che la strada a volta ti regala se sei pronto per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=2908&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong><span style="color:#800000;">&#8220;C’è qualcosa nel mondo dello spettacolo che ti salva, ed è che tutto si può fantasticare. Uno può avere creature che l’accompagnano per una vita, e rendono fiaba una storia, come il Gigante e il Mago, creature che hai dentro fino da piccolo e che la strada a volta ti regala se sei pronto per l’incanto. Creature che camminano nel buio e cercano di tenere accesa dentro la fiammella della loro innocenza e della loro umanità, tra apparizioni disumane».   </span></strong>Vinicio Capossela</p>
<div id="attachment_2912" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2008/10/dsc_02481.jpg"><img class="size-medium wp-image-2912 " title="dsc_02481" src="http://comunitaprovvisoria.files.wordpress.com/2008/10/dsc_02481.jpg?w=300&#038;h=199" alt="vinicio al formicoso il di ottobre 2008 _a.verderosa" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">vinicio al formicoso il due di ottobre 2008 _a.verderosa</p></div>
<p>IL GIGANTE E IL MAGO è il videoclip che anticipa la pubblicazione di DA SOLO, il settimo album di studio di Vinicio Capossela.  Scritto da Vinicio Capossela con Gianfranco Firriolo, regista e direttore della fotografia, il videoclip è stato girato in più sessioni, a cominciare dalle scene del playback con il &#8220;Mighty Wurlitzer&#8221; (organo dalle mille timbriche nato per l&#8217;accompagnamento dei film muti di inizio secolo) che sono state girate a marzo 2008 vicino a Phoenix, in Arizona, e precisamente all’interno dell’Organ Stop Pizza di Mesa, un ristorante pizzeria che dispone al proprio interno, per gli avventori, di uno straordinario Mighty Wurlitzer rotante. Lì Vinicio ha incontrato uno dei due protagonisti della canzone, il Mago (Christopher Wonder).</p>
<p><span id="more-2908"></span>Alle riprese americane hanno fatto seguito due giorni di studio di posa organizzati a Milano alla fine di agosto, giorni che hanno coinciso con il passaggio in città dell’altro protagonista del video, il Gigante (Marco Cervetti) e con la ricostruzione in studio di tutte le scene del Side Show. La tecnologia ha reso possibile l&#8217;incontro in video del Gigante e il Mago, che di fatto, nelle scene in questione, non si sono mai incontrati. Tra i frequentatori del Side Show si notano, tra gli altri, alcuni dei componenti della band di Vinicio, come Alessandro “Asso” Stefana, Glauco Zuppiroli, Vincenzo Vasi&#8230;.oltre agli amici di sempre Chinaski, Gianluca De Angelis, Luca Bernini&#8230;.I disegni appesi nella ricostruzione del Side Show sono opera di Davide Toffolo, leader dei Tre Allegri Ragazzi Morti e affermato illustratore e disegnatore.</p>
<p>IL GIGANTE E IL MAGO è stato scelto come primo video estratto dall’album DA SOLO per il suo profondo legame con il lato più “fiabesco” dell’album, lato che sarà sviluppato dal vivo con un nuovo spettacolo ispirato, nella scenografia e nell’immaginario, alla dimensione del “side show” &#8211; una sorta di “circo delle stranezze” che attinge alla tradizione del Circo Barnum di fine Ottocento &#8211; già introdotta dal video.</p>
<p>L’allestimento dello spettacolo prevederà infatti, alle spalle dell’artista e ai lati del palco, l’uso di side show banners, teli illustrati e colorati che illustrano attrazioni musicali in un contorno di luce da acquario e lampadine da carnival, da luna park. Ci saranno strumenti inconsueti, suonati dalla band, tra i quali troneggia la riproduzione di un Mighty Wurlitzer, il “theater organ” indispensabile accompagnamento di ogni impresa fantastica.</p>
<p>Per vedere il video: <a href="http://www.repubblica.it/capossela/" target="_new">Repubblica.it</a> oppure <a href="http://www.youtube.com/watch?v=8X_tUniHudM" target="_new">Youtube</a></p>
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		<title>GANAPINI IN SINTESI</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 03:19:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arminio</dc:creator>
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di Franco Arminio
Da nessuna parte del mondo si fanno discariche in montagna, ancora più folle sarebbe farne su una montagna con diga annessa. E questo è proprio quello che ha sostenuto l’assessore all’ambiente della Regione Campania, Walter Ganapini. Portare i rifiuti da Napoli al Formicoso a conti fatti costerebbe più che portarli in Germania. Secondo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=2746&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div></div>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;">di Franco Arminio</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;">Da nessuna parte del mondo si fanno discariche in montagna, ancora più folle sarebbe farne su una montagna con diga annessa. E questo è proprio quello che ha sostenuto l’assessore all’ambiente della Regione Campania, Walter Ganapini. Portare i rifiuti da Napoli al Formicoso a conti fatti costerebbe più che portarli in Germania. Secondo Ganapini, che ha presentato in questi giorni alla sua giunta il nuovo piano regionale dei rifiuti, non c’è alcun bisogno della discarica del Formicoso. Dati alla mano ha dimostrato come semplicemente adeguando alcuni impianti esistenti, i cosiddetti cdr, si può gestire gran parte dei rifiuti prodotti quotidianamente dalla Campania.</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"><span id="more-2746"></span>Noi sosteniamo con molta convinzione le tesi dell’assessore e non siamo affatto iscritti al partito dei no. Sosteniamo che è nell’interesse anche del governo ragionare sui punti del piano che sono palesemente sbagliati e proporre soluzioni alternative.</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;">Attualmente sul Formicoso sono in corso i carotaggi ed è incredibile che per effettuare questa semplice operazione si sia provveduto a recintare e dichiarare zona militare una zona di circa ottanta ettari.</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;">Ganapini è persona di grande competenza e il suo sforzo andrebbe sostenuto da tutti i sindaci della provincia di Avellino. Proveremo a organizzare un incontro apposito. Intanto a questo punto ci farebbe piacere vedere da queste parti chi la discarica la vuole realizzare. A parlato tante volte coi sindaci. Potrebbe provare anche a parlare con i comitati. Abbiamo data ampia prova di non essere “pericolosi”.</p>
<p class="MsoNormal" style="line-height:normal;margin:0;"> </p>
Posted in a  Franco Arminio Tagged: andretta, discarica, Formicoso, ganapini <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2746/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2746/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2746/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2746/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2746/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2746/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2746/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2746/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2746/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2746/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=2746&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>FORMICOSO, i video: i ragazzi, la grande folla, vinicio capossela</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/10/02/formicoso-vinicio-capossela-parla-alla-manifestazione/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 17:43:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>verderosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[x  Angelo Verderosa]]></category>
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		<category><![CDATA[2 ottobre 2008]]></category>
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		<description><![CDATA[sono le 10, sulla statale 303 c&#8217;è già una fila interminabile di autobus e macchine e di ragazzi a piedi

10 e 30, parte il corteo, 10.000 : è la grande folla del formicoso

un nonno col nipotino, bambini e ragazzi, un ragazzo suona la chitarra; in lontananza chilometri di macchine e autobus parcheggiati; 10.000 irpini, compatti, dicono [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=2577&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong>sono le 10, sulla statale 303 c&#8217;è già una fila interminabile di autobus e macchine e di ragazzi a piedi</strong></p>
<p><strong><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/10/02/formicoso-vinicio-capossela-parla-alla-manifestazione/"><img src="http://img.youtube.com/vi/Cgoah6Tl_go/2.jpg" alt="" /></a></span></strong></p>
<p><strong>10 e 30, parte il corteo, 10.000 : è la grande folla del formicoso</strong></p>
<p><strong><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/10/02/formicoso-vinicio-capossela-parla-alla-manifestazione/"><img src="http://img.youtube.com/vi/hJfc2HornXo/2.jpg" alt="" /></a></span></strong></p>
<p><strong>un nonno col nipotino, bambini e ragazzi, un ragazzo suona la chitarra; in lontananza chilometri di macchine e autobus parcheggiati; 10.000 irpini, compatti, dicono NO alla discarica e NO alla MILITARIZZAZIONE dei CAMPI di GRANO</strong></p>
<p><strong><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/10/02/formicoso-vinicio-capossela-parla-alla-manifestazione/"><img src="http://img.youtube.com/vi/iV49ovhbS7A/2.jpg" alt="" /></a></span></strong></p>
<p><strong>11 &#8211; mai visti tanti sindaci insieme in Irpinia; non sono stati convocati; sono qui spontaneamente: c&#8217;è anche il sindaco di avellino e c&#8217;è anche anselmo lamanna di ariano (grande solidarietà)</strong></p>
<p><strong><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/10/02/formicoso-vinicio-capossela-parla-alla-manifestazione/"><img src="http://img.youtube.com/vi/HNWP6cDI3r0/2.jpg" alt="" /></a></span></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>11.30   il corteo si blocca, la polizia impedisce di raggiungere l&#8217;area del &#8216;concerto&#8217;; franco arminio e i sindaci di andretta e bisaccia ribadiscono la civiltà e la pacificità della grande manifestazione; si tratta per circa mezzora; alla fine il corteo avanza e il palco si monta nei campi di grano </strong></p>
<p><strong><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/10/02/formicoso-vinicio-capossela-parla-alla-manifestazione/"><img src="http://img.youtube.com/vi/K-TY0lXTcLg/2.jpg" alt="" /></a></span></strong></p>
<p><strong>12 &#8211; riprende il corteo; MANO nella MANO, UN MURO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DEL fORMICOSO</strong></p>
<p><strong><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/10/02/formicoso-vinicio-capossela-parla-alla-manifestazione/"><img src="http://img.youtube.com/vi/RE3JxU_E1Zs/2.jpg" alt="" /></a></span></strong></p>
<p><strong>12.45 Franco Arminio parla per primo dal palco: &#8220;è la prima volta nella storia dell&#8217;irpinia che l&#8217;intera provincia scende in campo per difendere il territorio; non un solo comune ma un&#8217;intera provincia&#8221;</strong></p>
<p><strong><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/10/02/formicoso-vinicio-capossela-parla-alla-manifestazione/"><img src="http://img.youtube.com/vi/ZSPMVRKcjJA/2.jpg" alt="" /></a></span></strong></p>
<p><strong>13 &#8211; il Vescovo Alfano sale sul palco e parla ai ragazzi; la prima tenda &#8216;di resistenza&#8217; piantata sul Formicoso è proprio dell&#8217;arcidiocesi di sant&#8217;angelo dei lombardi-conza-nusco-bisaccia </strong></p>
<p><strong><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/10/02/formicoso-vinicio-capossela-parla-alla-manifestazione/"><img src="http://img.youtube.com/vi/7mscwigrA_Y/2.jpg" alt="" /></a></span></strong></p>
<p><strong>13:15 &#8211; Don Giuseppe annuncia la prima tenda sul Formicoso, si dirà messa ogni pomeriggio</strong></p>
<p><strong><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/10/02/formicoso-vinicio-capossela-parla-alla-manifestazione/"><img src="http://img.youtube.com/vi/s6B0TxBOJCk/2.jpg" alt="" /></a></span></strong></p>
<p><strong>13.30 &#8211; Vinicio Capossela parla ai ragazzi del Formicoso</strong></p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/10/02/formicoso-vinicio-capossela-parla-alla-manifestazione/"><img src="http://img.youtube.com/vi/9hAKJ0c_UME/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p><strong>parla della sua Terra, del dolore a vederla recintata con filo spinato; lo Stato è assente</strong></p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/10/02/formicoso-vinicio-capossela-parla-alla-manifestazione/"><img src="http://img.youtube.com/vi/vD0-GE4BKDE/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p><strong>sono le 2 di pomeriggio, la manifestazione finisce, alcuni ragazzi fanno colazione in mezzo ai campi; restano tantissimi militari e il filo spinato; possibile tutto questo dispiego di forze per un semplice carotaggio ? da andretta arriva la notizia che in mattinata è arrivata la notifica per &#8217;acquisire&#8217; altri 82 ettari di terreno : siamo a 140 ettari ! ! !</strong>  <strong>1.400.000 mq. ! se ci mettiamo sopra 6-7 metri di rifiuti arriviamo ad una discarica di DIECI MILIONI di metri cubi.</strong></p>
<p><strong><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/10/02/formicoso-vinicio-capossela-parla-alla-manifestazione/"><img src="http://img.youtube.com/vi/wvo1OqrfP8U/2.jpg" alt="" /></a></span></strong></p>
<p><strong>Vinicio Capossela non se ne va; riusciamo ad arrivare al filo spinato; resta per capire; resta per ascoltare la sua gente</strong></p>
<p><strong><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/10/02/formicoso-vinicio-capossela-parla-alla-manifestazione/"><img src="http://img.youtube.com/vi/v86OeKhtKZ0/2.jpg" alt="" /></a></span></strong></p>
<p><strong>- &#8211; - &#8211; - </strong></p>
<p>il corteo era lungo 2,5 km., quando la testa del corteo era al blocco della polizia, la coda  arrivava alla casetta cantoniera della SS.91; la strada è larga più di 10 metri; sono 25.000 mq.; era folla compatta come si vede dalle immagini; pur ipotizzando una folla &#8216;larga&#8217;, cioè 1 persona ogni 2-3 mq., fa almeno 10.000 persone.</p>
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<p>il &#8216;videoviaggio&#8217; è di angelo verderosa; le riprese sono state fatte con un telefonino; sofia ha trasferito il tutto su you tube _</p>
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Posted in x  Angelo Verderosa, z  Comunità Provvisoria Tagged: 2 ottobre 2008, Add new tag, andretta, angelo verderosa, bisaccia, carotaggi, discarica, folla, Formicoso, franco arminio, manifestazione, pero spaccone, presidio, ragazzi, Rifiuti, video, videoviaggio, vinicio capossela <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2577/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2577/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2577/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2577/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2577/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2577/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2577/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2577/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2577/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/comunitaprovvisoria.wordpress.com/2577/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=comunitaprovvisoria.wordpress.com&blog=2467644&post=2577&subd=comunitaprovvisoria&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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