monica da avellino
in questa domenica di metà giugno, in compagnìa del mio cane, di un caffè e di un cielo azzurro in cui il sole ha voglia di giocare a nascondino con le nuvole, Vi scrivo dalla posizione da me scelta liberamente, momentaneamente “marginale” di attenta e delicata osservatrice dei movimenti della cp e di Voi comunitari, posizione di ascolto rispettoso e curioso del vento che soffia dentro questo blog, posizione che, seguendo i canali viscerali, credo gli unici in grado di far ” riconoscere ” le persone nelle relazioni autentiche e dirette, mi mette in comunicazione con Voi e mi consente di scegliere di voler farne parte.
Volevo condividere le mie ultime riflessioni
MI CHIAMO ANGELO SICILIANO
Mi chiamo Angelo Siciliano (Angelomaria all’anagrafe) e nacqui contadino a Montecalvo Irpino nel 1946. Rimasto orfano di padre, nel 1949, assieme a un fratello di dieci mesi, per scelta di mia madre, che decise di non rifarsi una vita, divenni capofamiglia.
Pascolavo le pecore e aiutavo a coltivare la terra, e pareva che il mio destino fosse di fare il pastore-contadino. Magari un poeta-contadino affabulatore. Sarei potuto diventare uno strologo di campagna. Ma ero curioso del mondo, di cui poco si sapeva da noi. Mi era innato il disegno e a 13 anni disegnavo e dipingevo con dei pennelli che mi ero fatto da solo, con il crine rubato alla coda di una vacca di una zia massara. (continua)
angelo siciliano / fallo apotropaico (1975)
medici
sono a casa perché l’incontro che avevo ad aquilonia è stato annullato. meglio così. sono tornato con l’umore basso dopo l’incontro di zungoli.
durante il mio intervento c’era un medico che borbottava. l’ho fatto parlare e mi ha detto che i miei discorsi erano di tipo assistenziale. Io dicevo cose vere e concrete, ma ormai questi convegni politici sono la fiera delle astrazioni. certe sere penso che non c’è speranza, poi penso ad angelo e agli altri che ho incrociato in questi mesi e il fervore si riaccende.
MURO del SUD
il nostro muro non è ancora caduto. / è il muro della diffidenza con cui i nostri paesi guardano ai loro figli migliori. / la comunità provvisoria è nata per abbattare questo muro, per dare valore a chi sta qui senza aspettare che il riconoscimento arrivi da lontano. / questa è la nostra politica.
armin
CHE SARA’ MAI IL SUD ?
_______Il Sud della Poesia - «A dire di una certa situazione, variamente subita e commiserata, in cui si troverebbe, inspiegabilmente o con spiegazioni da vittima con cattivo, la poesia del Sud, del Sud vengono in mente tante altre cose, ineluttabili nella memoria, prorompenti nell’animo e nella penna.
E che sarà mai il Sud, compreso quello che nell’altro emisfero hanno messo (continua…)
DIARIO DEMOCRATICO
Sabato scorso ho passeggiato a lungo con Giuseppe De Mita per il corso di Avellino. C’era un bel sole. Eravamo nella città cantiere, con le facce che ci sono oggi in giro, con le automobili e i negozi, ma la persona con cui stavo parlando viveva in un clima da tragedia greca e questo mi ha fatto dimenticare che avevo un altro appuntamento. A me interessano le persone quando vivono drammi veri o letizie vere.
un IRPINO a TRENTO
la Comunita Provvisoria presenta
ANGELO SICILIANO
RIFIUTI in CAMPANIA
La munnézz ha bisogno di una rinnovata filosofia di vita
Tanta voglia di lei …
Ovvero dell’immenso desiderio che c’è di Politica
È uno scenario sempre più fosco per la politica, imbrigliata in logiche di spartizione e di palazzo, dove la soluzione dei problemi della gente sembra sempre più un’attività marginale. La politica negli ultimi anni ha mostrato un fatto nuovo ed inquietante. Non solo l’incapacità di gestire i problemi, ma soprattutto l’incapacità di pensare all’emergenza come fatto di inaudita gravità.



