COMUNITA' PROVVISORIA

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Articoli con tag ‘eduardo alamaro

a torso irpino nudo

CALITRI / CERAMICA / MOSCARITOLO  _ di Eduardo Alamaro

Cari amici, accludo il testo della mia segnalazione sull’ottimo Moscaritolo, da me pubblicata sulla rivista D’A, ott.-dic. 2009. Può essere di una qualche utilità per l’incontro prossimo venturo e d’avventuro a Calitri, terra ceramica. Eduardo Alamaro

 Amici miei, rimaniamo in Irpinia. Andiamo a Calitri, anch’essa come Ariano, antico locus della ceramica. Vi lancio da questa finestra di D’A (e mi raccomando acchiappatelo!), un suggestivo vaso di Fulvio Moscaritolo, appartato e raffinato artefice del luogo. Mi è venuto alla mente questo suo corroso e corrosivo vaso del 2005 perché Moscaritolo collabora talvolta con i Russo di Ariano, coi quali è imparentato. E infatti questi mi avevano dato un catalogo delle sue pitture, opere scelte 1970 – 1980 (Delta 3 edizioni); nonché un fascicoletto della “St-Art” con un “percorso ermeneutico”, a cura di Michele Miscia.

Ma io avevo in mente invece quel suo vaso antico. Perché lo avevo collegato con le rugosità delle grotte scavate nella montagne dell’antico abitato di Ariano. Luoghi oggi inoperosi e desueti. Ma pur sempre ricchi di atmosfere Leggi il seguito di questo post »

Scritto da A_ve

24 aprile 2010 alle 3:50 pm

Tranelli tranesi ad Ariano Irpino

ariano iprino, il castello / interno _ foto a.v.

ariano iprino, il castello / interno _ foto a.v.

di Edoardo Alamaro
Tranelli tranesi ad Ariano Irpino

… vi guiderò nell’avellinese, sull’Appennino. Nelle terre di Pan.

Esattamente nella nobile Ariano Irpino, località “i Tranesi”. A visitare lo storico insediamento produttivo ove per secoli, almeno dal Medioevo, ci sono state le fabbriche di ceramica. Tra Campania e Puglie, sulla via Appia, a cavallo tra i due mari. Mica erano stupidi, allora!

Facevano terracotta utile e maiolica artistica. Arte ben applicata al luogo. Velocemente trasportabile. Fabbriche a impatto ambientale zero. Paesaggisticamente ineccepibili. Scavate ingegnosamente (e architettonicamente) nella montagna d’Ariano. Una sorta di Sassi di Matera della produzione artigianale armoniosa che fu. Un nucleo industrioso fuori dalle mura di cinta della città antica. E oggi fuori dal tempo. “Ai Tranesi”, appunto.

Vi ho portati qui, inter-mestatori miei, per farvi toccare con mano un luogo topico e tipico d’Italia delle occasioni perdute.  Ai Leggi il seguito di questo post »

Scritto da A_ve

18 ottobre 2009 alle 6:40 pm

meno male che silvio c’è

INTERMEZZO di Edoardo Alamaro

Menomale che Silvio c’è. Architettura di Silvio, mi manchi. Voglio anch’io terremotarmi per avere la mia villetta dei sogni. Pubblicità serene anni cinquanta d’Italia. Riveduta e aggiornata ai tempi. Due cuori e una capanna by Silvio. Dotata di tutti i comfort. Escort a richiesta compresa.

Le tv commerciali hanno cambiato il mondo nostrano. La Casa della pubblicità, senza tetto e canone di base, ha avuto quindi edificazione facile. Partita vinta, anche abusiva, al momento.

Ha lavorato nelle viscere profonde del Paese, dicono, anzi accusano, a l’Infedele di Gad Lerner, lunedì scorso, sulla 7/sette. Hanno sdoganato un linguaggio da bar, da basso porto, da Intermezzo. La nefasta novità della seconda Repubblica senz’aura.

Forse  hanno anche sdoganato – dicono raffinati esperti del subliminale – il desiderio della casa di appuntamento, maledetta Merlin. Un vero e proprio piano casa-chiuse, veicolato a pacchetti televisivi. Prendere o lasciare.

E gli italiani lo hanno preso, pare. Nel loro intimo. E intimità domestica. La Leggi il seguito di questo post »

Scritto da A_ve

1 ottobre 2009 alle 7:06 pm

La vita è sogno per l’architetto. E incubo per gli abitanti

Cari amici dell’Irpinia dell’architettura terremontata, Vi ringrazio per l’accoglienza sempre generosa che avete voluto dato al mio povero scritto su Lorissopolis.    Incoraggiato Vi allego, sulla stessa tematica di Bisaccia/bis, un mio pezzo  uscito caldo caldo dalla PresS/Tletter di Luigi Prestinenza Puglisi del 16  aprile. Forse utile anche ai vostri e-lettori web. In data odierna, senza nulla a pretendere Vi saluto architettonicamente, Eduardo Alamaro

La vita è sogno per l’architetto. E incubo per gli abitanti

“Il sogno di Agostino Renna” a Monterusciello (Pozzuoli/2) è un utile documentario d’architettura a cura di Ludovico Maria Fusco, Sergio Stenti, Ivana Greco dell’Universi-stà di Napoli Federico II. E’ stato Leggi il seguito di questo post »

AMARA BEFANA NAPOLETANA

Eduardo Alamaro, già postatore sulla prima edizione di questo blog (blogspot), ora sullo specialistico Archiwatch (il blog di giorgio muratore),  ci invia un ‘ironicoamaro’ testo riferito agli scottanti  fatti napoletani; si tratta di una ’lettera al direttore’, cestinata dal direttore di un quotidiano nazionalnapoletano!  lo mettiamo qui, a disposizione dei lettori e degli amici comunitari che hanno conosciuto Edu_ardo

“Caro direttore, mi creda, sono molto triste per queste tragedie nostrane, “tra pazzia e scemenza”, come da vostra efficace sintesi giornalistica. Sono un cittadino medio, anzi medio-inferiore, della Napoli d’oggi. Di media in-formazione & cultura, tendente al basso, verso chi sta peggio di me. Quindi tarata e vocata a sinistra da sempre. Di formazione cattolica e di sani principi familiari e non familistici di base. Sono di quella generazione e de-generazione speranzosa, tutta ideologica e d’idee salvifiche. Quella che poi si è trovata e non ri-trovata ad amministrare la città, la provincia e la regione e l’Italia tutta. Ed è finita via via, scendendo per li rami, dal lontano ’75 a oggi, com’è finita.

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è arte o munnezza ?

Uscita oggi su “La Repubblica/Napoli” come lettera. Accanto c’è un articolo di Pagliara sullo stesso argomento. Ci vedremo in Irpinia, a Dio piacendo. Angelo, Saluti al beato Wilfrid, Eduardo Alamaro
- – -  

z02_davide-salernoCara redazione de “La Repubblica/Napoli”,  Potete levare i pixel che oscurano il mio volto nella foto dell’articolo “Cittadini fuorilegge” pubblicato lunedì scorso. Lo confesso: si, sono io quel signore di mezza età in giacca, cravatta e gilè col giornale sottomano (“La Repubblica”, naturalmente) che filosofeggia alle ore 10.00 di domenica mattina a via Costantinopoli, angolo Foria. Discettavo con un passante, un simpatico sarto d’arte per teatro, davanti a un “rifiuto eccellente” napolitano. Un super frigorifero posto da qualche anonimo “cittadino fuorilegge” nostrano, come da efficace titolazione.

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Scritto da A_ve

12 novembre 2008 alle 11:42 am

Comunità provvisoria e capitona

E’ una cosa leggera ma complicata. Festiva e feriale insieme. Una cosa tipicamente freudiana, la mia. Quella che vi scrivo, miei amici della post/Irpinia (e della nostra Sposta/irpinia provvisoria via web). Avevo letto comunità “angiullesca” invece che comunità “anguillesca”. Così come in effetti l’aveva scritta Franco Festa, post di un mio “affondo” (nel senso che io stesso vado steso a fondo, nel mare d’Irpinia. E/o nel pro-fondo. O nel tondo. Che io stesso mi arravoglio nel web. Non so, vedete Voi.) E io, riprendendo l’equivoco, il quiproquo, dicevo tra me e me, come Totò: “Ma chissà questo Festa dove vuole arrivare? Che vuole dire con “angiullesca”? Forse che “i provvisori” sono angiulli?, fanciulli?, aucielli? O forse sono angiulilli che volano sul presepe post-irpino? Sono, siamo?, una scassata comunità presepiale volante? Votante, vuotante, ruotante?,  pasture d”a meraviglia? Chissà!! M’era rimasto quest’alone di mistero “angiullesco” quando, mangianno ‘o capitone, ‘a notte ‘e Natale, ho finalmente connesso, associato, corretto l’errore. Il lapsus, l’equivico! Sono andato perciò a rileggere il Franco per la santa Festa. Si, era proprio scritto “anguillesca”, da anguilla. Intendendo dire che quella dei “provvisori” è ‘na comunità che sfugge da tutte le parti. Che capitona e sanamente capi-tombola. Che più la scassi, più la tagliuzzi ad arte harminiana, …. più la spezzetti e quella più se move ancora. Indivisibile per parti, per partenogenesi, per partenogenerosi. Vedete voi, fate voi. Una comunità-capitona che fuje, fuje sempre, scassata e bbona!!. E’ ‘nu miracolo! Ed io penso che il capitone ha avuto successo da queste parti d’Italia perché ha una sua vita interna insopprimibile. Sintesi di una società sfrantummata e parcellizzata. Ma assolutamente vitale. Una società post-sociale che, benché divisa in mille rivoli, resiste ancora, nonostante ‘a munnezza Sovrana!!! La vita del capitone è associabile a quella ignifuga di San Gennaro: è una e trina. Magari, se si vuole, con rispetto parlando, anche cinquina. E perfino tombola, capi-tombola, appunto!) Tornando a noi, ai pasturi d’ ‘a meraviglia dell’altairpinia (nel senso che ci meravigliamo ancora, e perciò scriviamo -anzi, scrivono- poesie, che belle!!, bravi!!!), Franco Festa mi ha convinto sul senso di questa insieme vitale: sono, siamo?, capitoni. Sono, siamo?, comunità-capitone. Autenticamente provvisoria, insopprimibile, d’alta quota (e d’alta quotazione). Niente unità. Siamo, sono?, sparpagliati e vicoli al contempo. Come pezzi di capitone senza capitano. Una sana e innovativa comunità-capitone, imprendibile ed invendibile perché sfuggente alle logiche comuni & comunali (e provinciali) . Perché siamo, sono?, senza corpo centrale. Comunità-guerrigliera culturale sulle montagne sannitiche. Alla Sergio Leone, vero genio della recente Irpinia, profeta della post/irpinia, a leggerlo con disinibizione “capitonesca”. Una comunità senza comunioni, quindi. Solo cresime e cresimati, rigorosamante orfani e senza padrini (e padroni). Solo estreme f-unzioni è finzioni comunitarie. Siamo sp-unti (& spuntoni acuti) del Signore! Saluti innovativi,  Eduardo Alamaro

Scritto da comunitaprovvisoria

27 dicembre 2007 alle 2:50 pm

La scossa scassa ( LIONI )

EDUARDO ALAMARO ha deciso di intraprendere un viaggio-inchiesta nell’ IRPINIA del dopo-terremoto. Si è ricostruito tanto … hanno lavorato le grandi firme nazionali dell’architettura … i risultati ? Non se ne è mai parlato, una sorta di rimozione “culturale”.
La PresS/Tletter di questa settimana (n. 20- 2007), che ricordo in Italia è letta da circa 50.000 professionisti, tecnici e non, ed ha una diffusione superiore sia a molti quotidiani che a tante riviste di settore patinate e stampate, ha deciso di seguire ALAMARO in questo viaggio.
La prima tappa è LIONI dove ho accompagnato Eldorado insieme a Rino Sorrentino che qui saluto; il resoconto segue in evidenziato.
Prossimo reportage su PresS/Tletter: TEORA. Sabato 16 giugno dovremmo essere a Conza e Bisaccia con pausa pranzo da “zi Luigi”; chi vuole partecipare risponda alla presente. Se vi annoio con le mie mail scrivetemelo. Saluti affettuosi, angelo verderosa

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Scritto da comunitaprovvisoria

6 giugno 2007 alle 7:34 pm

Alamaro al GOLETO

Alamaro al GOLETO
Caro Pino, La PresS/Tletter in Italia è letta da tantissimi professionisti, tecnici e non,
ed ha una diffusione superiore sia a molti quotidiani che a tante riviste di settore patinate e stampate. Il Prof. Alamaro ha visitato il Goleto, ha intervistato Fr. Wilfrid Krieger ed ha scritto un articolo (sfizioso) – Allego lo stralcio pubblicato sulla rivista

INTERMEZZO
Festa della Mamma “Architettura” è stata nei secoli generosa e prolifica Mamma di tanti figli d’arte, molto meno oggi: troppe pillole e preservativi normativi in giro, paura dell’accoppiamento e del meticciato creativo, scarsa applicazione e ridotta partecipazione Leggi il seguito di questo post »

Scritto da comunitaprovvisoria

20 maggio 2007 alle 7:44 pm

Letti vuoti in Irpinia

A seguito del convegno tenuto a Castelfranci,
Eduardo Alamaro ha pubblicato un intervento “Letti vuoti in Irpinia”
sia sul Corriere che nella allegata rivista di architettura on-line PresS/Tletter n.16 – 2007
Chi vuole partecipare al dibattito può scrivere una e.mail a l.prestinenza@libero.it
saluti, angelo verderosa

INTERMEZZO
Letti vuoti in IrpiniaNei dibattiti “culturali”, nei convegni scientifici, specie se specifici e tecnici, specie se svolti in sedi istituzionali e in zone “interne”, ci sono dei sicuri indicatori Leggi il seguito di questo post »

Scritto da comunitaprovvisoria

4 maggio 2007 alle 7:24 pm

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