Articoli con tag ‘il mattino’
cairano 7x perde i pezzi, cancellato arminio
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PARCO RURALE, l’irpinia è fiera dell’est
Vincenzo Castaldo _ IL MATTINO
sabato 27 novembre 2010
L’attuale difficoltà di mercato, le avversità atmosferiche e la volatilità dei prezzi hanno praticamente messo in ginocchio l’agricoltura campana, già in crisi per l’applicazione di una politica assistenziale e pseudo industriale incapace di garantire sviluppo. Per individuare nuove strade che possano favorire la ripresa del settore agricolo, in un momento in cui anche la politica economica di governo sembra precipitare, diversi amministratori, ambientalisti, ingegneri, architetti, promotori turistici e produttori irpini si riuniranno stamane a Sant’Andrea di Conza per il convegno «Filiere agricolturali per il Parco rurale dell’Irpinia d’Oriente», promosso dall’architetto irpino, Angelo Verderosa, d’intesa con «Gambero Rosso», Legambiente, il portale web «IrpiniaTurismo» e il gruppo «Comunità Provvisoria», nell’ambito della rassegna culturale di idee e progetti «Colori d’autunno». La kermesse, che si aprirà, oggi alle 10, nell’ex Fornace dei laterizi, si rivela un’occasione unica più che rara per rilanciare l’Est irpino, un territorio specificamente agricolo di circa settecento chilometri quadrati – pari a un terzo della superficie della provincia di Avellino – le cui potenzialità sono ben note soprattutto se connesse alle produzioni di pregio.
Il grano che cresce in Oriente, riflessioni sul parco rurale
IL MATTINO 7.7.2010 _
Nella sua tenuta agricola «La Turchina», vicino Viterbo, la giovane Loretta Di Simone, laureata in giurisprudenza, ha riseminato il grano «Senatore Cappelli». Aveva ritrovato, per caso, un vecchio sacco di semi.
Anche in Alta Irpinia, specie sul Formicoso, si coltivava fino a pochi anni fa quella particolare varietà di grano che porta il nome del fautore della riforma agraria negli anni ’30. Le spighe erano alte quanto un uomo.
Loretta Di Simone ha avuto successo: il «grano Cappelli» , essendo un seme antico, ha un glutine molto digeribile e facilmente tollerabile, ricco di proteine; ha ottenuto una pasta buona, di sapore, certificata dall’Università di Firenze come salutare. Loretta ha ripreso l’attività agricola della famiglia con due obiettivi aggiunti : riavvicinare i giovani all’agricoltura e rieducare le persone ad essere consapevoli di quello che quotidianamente mangiano.
il parco, l’appia e la paesologia
Metto qui un pezzo uscito sul mattino dopo quelli di picone e verderosa. penso che su questi argomenti di aver detto veramente tutto quello che avevo da dire. adesso mi aspetto le parole e i pensieri degli altri, anche di quelli che amano tacere. direi che è il momento di pronunce chiare e generose. il giornale di picone è molto disponibile, approfittatene. _ armin
Faccio il paesologo perché non ho idee sul mondo buone per ogni giornata. Il mondo mi fa impressione, mi suscita talvolta meraviglia, più spesso disagio. Il mio lavoro di scrittura è una risposta alla frizione che il mondo esercita sulla cartilagine dei pensieri. La paesologia non ha l’ambizione di salvare i paesi, né di indicare strategie di alcun tipo, più volte l’ho definita una scienza arresa. Non capisco bene il senso della crescita e in un certo senso neppure quello dello sviluppo sostenibile. Mi sembra che si tratti più che altro di un mercato anche delle opinioni, di una bancarella a cui potersi approvvigionare per far finta di avere qualcosa da dire. In un certo senso abbiamo fatto e continueremo a fare Cairano 7x proprio perché le idee, i ragionamenti e le stesse parole in circolazione non ci convincevano. Prima che un nuovo modello di sviluppo io penserei a un nuovo modo di percepire le cose e soprattutto noi stessi. Per me l’idea del parco dell’Irpinia d’Oriente è innanzitutto questo: vedere un luogo con occhi più attenti, vederlo in tutte le sue pieghe, nelle brutture e nelle bellezze. La prima cosa da fare non è parlare del parco, ma viverlo. Oggi al tramonto credo che farò una Leggi il seguito di questo post »
articoli
stamattina su il mattino
c’è un bel pezzo di angelo verderosa che segue quello di picone. domani dovrebbe uscire uno mio. mi pare che si stanno addensando un pò di cose. chi può si rilassi, ad agosto si riprende la serena obiezione all’esistente.
armin
oggi sul mattino, il PARCO rurale
oggi sul mattino è uscito un bellissimo articolo di generoso picone. parla del nostro lavoro. raccogliete le idee e le forze perché ad agosto si torna alla carica.
armin
cliccare a lato per ingrandire e leggere; cliccare sul link seguente per scaricare l’articolo in pdf il parco sul mattino 5.7.2010 pdf
prego tutti coloro che vogliono continuare a lavorare sull’idea del parco di spedirmi un breve testo in modo da iniziare a raccogliere materiale da pubblicare sul blog e in un fascicolo che distribuiremo a metà settembre, all’appuntamento di s.andrea di conza. sul blog ho aggiunto una nuova categoria ‘parco rurale’; sarà più semplice consultare i vari contributi che arriveranno. per iniziare va bene anche una memoria delle cose che ognuno ha detto ad aquilonia.
angelo
Un Parco rurale dell’Irpinia d’Oriente e un laboratorio teorico-pratico sull’antico tracciato della Via Appia. Le due proposte venute dalla rassegna «Cairano 7x» non sono soltanto suggestivi e affascinanti esercizi teorici, ma pongono questioni importanti e concrete all’amministrazione e alla politica della provincia di Avellino: questioni di gestione e governo del territorio, si potrebbe dire se la parola territorio non fosse stata ormai totalmente assimilata a un a insopportabile retorica che ha finito per svilirne il senso e annullarne il significato. Il Parco rurale dell’Irpinia d’Oriente è stato disegnato su un’area di 752 chilometri quadrati di cui 722 in zone montane, coincidendo in larga parte con il perimetro della Comunità dell’Alta Irpinia: Leggi il seguito di questo post »
DA CAIRANO AL BELGIO CON DRAGONE
metto qui l’omaggio a franco dragone uscito ieri sul mattino. e ringrazio anche i compagni di viaggio. rinnovo l’invito a tutti a proporre idee per le prossime iniziative a cairano. _ franco arminio
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Nella piazza principale di La Louviere, sulla cima del campanile in mattoni, resi bruni da anni di esalazioni carbonifere, c’è un’enorme mezza luna. È la prima cosa che vedo quando scendiamo dal Mercedes nero con i vetri fumé che è venuto a prenderci in aeroporto.
La piazza è un grande quadrilatero delimitato da abitazioni a due o tre piani, brulica di attività per lo spettacolo del giorno dopo. Decido di fare un giro e vedo una lunghissima pedana che collega le due piazze principali, nell’altra è stato ricostruito un vero e proprio teatro barocco con una grande scena centrale, c’è un’orchestra che prova. Ci sono telecamere dappertutto e centinaia di proiettori e luci, ci sono bambini vestiti di bianco che eseguono passi di danza.
Siamo in Belgio ma vedo facce e corpi fabbricati con dna meridionale. Sento un francese che ha le cadenze dei nostri dialetti. In questa zona ci sono più di trentamila irpini, ci sono più conzani o cairanesi qui che in Irpinia: al tempo delle elezioni gli aspiranti sindaci di Conza salgono da queste parti a fare i comizi.
DOMENICA NEVICA a LAPIO
QUESTA SERA, domenica 13 settembre, ’la comunità provvisoria’ è a LAPIO, nella casa-laboratorio di VITTORIO IANNINO per l’anteprima di ‘NEVICA E HO LE PROVE’ di e con fRANCO aRMINIO. __
__ __ __ __ __ __ __ __ I nostri paesi sono aperti, ci si arriva senza passare dai caselli. Si parcheggia senza pagare. Ti puoi sedere dove vuoi, ti puoi anche stendere su una panchina. I paesi hanno il vuoto al centro, sono come uccelli imbalsamati, hanno perso le viscere. Vuoti dentro e col piumaggio impolverato. È una cosa che si sente bene e dolorosamente proprio adesso, a settembre, adesso che è di colpo si è fermata la girandola estiva. I paesi sono aperti, ma le case restano chiuse. La bulimia edilizia che ha trasformato ormai anche l’Irpinia in una città diffusa ti sbatte prepotentemente in faccia più infissi che mandibole, pochi occhi e molte finestre. Così vanno le cose in quest’epoca sciagurata. Ma portare il broncio alla propria epoca non va mai bene. E poi, se non si può sovvertire il senso della corrente, comunque c’è sempre spazio, come diceva Calvino, per cercare nell’inferno ciò che inferno non è, e farlo crescere e durare. Tra le tante persone che ho conosciuto in Irpinia in questi ultimi tempi, persone che si muovono in quest’ottica, c’è sicuramente Vittorio Iannino, un architetto di Lapio, Leggi il seguito di questo post »
comunità provvisoria e SUD
di GIOVANNI VENTRE / Irpinando _____ Con grande piacere ho letto stamane sul mattino di Avellino l’intervento di Franco Arminio in cui parla in modo estremamente chiaro di quello che intende essere la comunità provvisoria in questo Sud troppo spesso vituperato e mortificato da gente “inutile” alla causa del Sud, anzi dannosa, che grazie ad una manciata di voti ed alle amicizie influenti amministra i nostri luoghi pur nella povertà di idee e di cultura degli stessi. Franco è splendido quando dice : “ Parlano del Sud quelli che lo hanno ferito e quelli che lo vorrebbero morto” infatti il dramma vero e che non ne parlano coloro che veramente lo amano, che vorrebbero avere le stesse opportunità che si danno al Nord. … “ e comunque noi siamo qui in questa terra sfrangiata, manomessa e comunque incantata” eccolo l’atto d’amore di chi ama svisceratamente la sua terra, la definisce “sfrangiata” Franco, credo che intenda dire dai contorni non ben delineati. E poi ancora “ Comunità provvisoria nasce da una intuizione “certe baracche non servono più a niente” e chiama i politici locali “ professionisti dell’intrallazzo”. Il termine baracche sta a significare Leggi il seguito di questo post »
MANIFESTO PER IL SUD
metto qui un pezzo uscito stamattina sul Mattino.
non ho potuto citare tutti gli amici che avrei voluto citare.
spero di rimediare alla prossima occasione.
saluti a tutti.
armin
p.s.
l’incontro del sedici è rinviato a data da destinarsi
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Sui giornali nazionali si parla di Sud. Parlano del Sud quelli che lo hanno ferito e quelli che lo vorrebbero morto. E intanto noi siamo qui, in questa terra sfrangiata, manomessa e comunque ancora incantata. Abbiamo poche parole intorno a cui raccoglierci, ma quelle che abbiamo ci possono Leggi il seguito di questo post »















