Posts Tagged ‘italia’
paolo rumiz e l’irpinia
Paolo Rumiz parla dei paesi terremotati, del Formicoso, dell’Irpinia ; su Repubblica del 18 e 19 agosto 2009Nella terra degli sconfitti di PAOLO RUMIZ
Nubi dense e vento sulla via Appia che non si sa come s’intorcica proprio Leggi il seguito di questo post »
L’EMIGRAZIONE E IL SUD PROVVISORIO
Le parole di Franco Arminio, “Manifesto del Sud,” mi hanno colpito e ispirato ad aggiungere il mio parere. Condivido con voi solo due righe, un breve messaggio per rintracciare possibili connessioni tra le sue parole e il tema della “migrazione”, a cui tengo molto.
In Italia, specialmente nel sud, tutti hanno vissuto l’emigrazione: e’ un’esperienza sempre viva, ancora oggi–si vede nelle case abbandonate, si sente nei ricordi della gente. Il Sud dell’emigrante fa parte anche di cio’ che la Comunita’ Provvisoria sta creando. Inoltre, anche il nuovo immigrato in Italia, dal Marocco, dall’Albania, ecc.—come Lidia Curti ci ha ricordato a Cairano 7x—fa parte di questo Sud provvisorio.
Viaggio in una terra senza futuro / Lettera aperta all’Irpinia
di PAOLO SAGGESE _ _ _ _ _ C’è una terra senza futuro, e questa terra è l’Irpinia. Ne ho le prove, ho colto queste prove nel corso del mese di maggio e poi di giugno, le ho raccolte copiose in questi giorni. Ho visto una terra sopita, abulica, assente, senza passione civile, morale, ideale, senza prospettive di futuro. Del resto, questa è l’Italia. Mi sono illuso pensando di sbagliarmi, ma più tentavo di convincermene più mi rendevo conto che questa è una terra senza futuro. È una terra senza futuro, perché non è capace di coltivare sogni, perché non è capace di guardare il mondo con occhi diversi da quelli che ha sempre avuto. Prendiamo le appena trascorse elezioni provinciali. Avete visto voi un po’ di società civile, che abbia partecipato alla campagna elettorale? Avete visto per caso i cosiddetti intellettuali, che abbiano partecipato con uno straccio di idea alla competizione? E dove erano i giovani, che dovrebbero essere il nostro futuro? Tutto si è svolto nella più completa indifferenza, Leggi il seguito di questo post »
archeologia della delusione
… sulla scia di ciò che è accaduto ad Arminio (escluso dall’alto dalle liste del PD) ho scritto qualche pensiero a caldo sulla fine dell’opposizione. Non l’ho fatto prima perchè sono stato e tutt”ora sono molto impegnato in altre cose. Tuttavia questo lungo frammento – a sua volta fatto di frammenti – vuole essere un gesto di solidarietà. _ cari saluti _marcello
A precipizio: archeologia della delusione (quando i poveri votano per i ricchi) _ di Marcello Faletra
A precipizio. In Italia si continua a perpetuare ciò che negli Stati Uniti, almeno in apparenza, sta per finire. Ieri Berlusconi & Co. inseguivano il “sogno americano” firmato Bush – un sogno insanguinato da guerre preventive. Un sogno basato sulla violenta limitazione dei diritti civili. Un sogno che celebrava Leggi il seguito di questo post »
post brevissimo
Dio non è cattolico, parola di cardinale
Carlo Maria Martini pubblica un libro “sul rischio della fede” e invita a diffidare delle definizioni dottrinali, perché Dio “è al di là”. Ma così il rischio è che svaniscano gli articoli del Credo, obietta il professor Pietro De Marco. E spiega perché
ROMA, 12 novembre 2008 – L’ultimo libro del cardinale Carlo Maria Martini uscito in Italia, come già qualche mese fa in Germania e ora anche in Spagna, ha subito conquistato l’alta classifica dei più venduti. È intitolato “Conversazioni notturne a Gerusalemme. Sul rischio della fede”, ed è in forma di intervista, col gesuita tedesco Georg Sporschill. Le volte in cui Benedetto XVI ha parlato in pubblico del cardinale Martini – famoso biblista e arcivescovo di Milano dal 1980 al 2002 – lo ha sempre elogiato come “un vero maestro della ‘lectio divina’, che aiuta ad entrare nel vivo della Sacra Scrittura”. In questo suo libro, però, il cardinale non appare altrettanto magnanimo, nel giudicare gli atti di governo e di magistero degli ultimi papi, da Paolo VI in poi. In un precedente servizio, www.chiesa ha già riferito dell’attacco frontale portato da Martini contro l’enciclica “Humanae Vitae”. Ma nel libro c’è di più. C’è una ricorrente accusa alla Chiesa di “involuzione”.
di Sandro Magister
Gianni Celati / ‘di cosa si parla quando si parla di paesaggi’
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CARO ROBERTO
Caro Roberto,
è appena stata resa pubblica la smentita di Schiavone in relazione alle minacce alla tua vita. Gli credi? Gli “uomini di niente” non hanno onore, né umanità. Io non ti conosco personalmente, ma ti conosco attraverso il tuo libro, i tuoi articoli, lo spettacolo teatrale e il film. Io non ti conosco personalmente, ma il tuo urlo è risuonato e risuona dentro di me. Sono nata e vivo in Campania, nella provincia martoriata di Napoli, in quella chiaiano-marano in cui si vuole fare una discarica in pieno centro abitato.
i nazispazzini + fotoracconto di domenico cambria
lo spazzino nazista ha fatto un vasto lagher sul formicoso. sono stato tutta la notte a girare per il paese a cercare aiuti. poi la violenza più atroce a cui ho mai assistito in vita mia, senza una manganellata, senza una spinta, uno sputo.
ho pianto e non c’è altro da dire. _ armin
p.s. : per chi volesse saperne di più, alle sei di oggi siamo al centro anziani di bisaccia per organizzare le manifestazioni non contro la discarica, che ancora non c’è, ma contro il lagher dello spazzino nazista.
alba al formicoso, foto-racconto di domenico cambria
L’ESERCITO OCCUPA IL FORMICOSO
Formicoso e Baronia, due territori dell’Alta Irpinia che probabilmente pochi conoscono. Il primo che si riferisce alla laboriosità dei suoi abitanti, il secondo ad un territorio una volta abitato dalla nobiltà sannita. Ancora oggi con comuni distanti tra di essi un solo chilometro, altri 3-4 a ricordare l’antico assetto urbanistico dei “pagus” hirpini. Dopo la fine della III guerra sannitica (298 a.C.), che vide la sconfitta dell’intero Sannio, tanti territori passarono nella mani di Roma che li consegnò ai propri consoli ed ai propri triunvi. La Baronia, il Formicoso e quelli di Lioni, Torella e Nusco tra questi.
UN ARTICOLO DI BERARDI BIFO
Il berlusconismo non è fascismo è dittatura del semiocapitale _ di Franco Berardi Bifo
Perché insistere a chiederci se si tratta o no di fascismo? Quello prodotto da trent’anni di bombardamento televisivo è probabilmente peggio del fascismo storico, perché non si fonda sulla repressione del dissenso, non si fonda sull’obbligo del silenzio, ma tutto al contrario, si fonda sulla proliferazione della chiacchiera, sull’irrilevanza dell’opinione e del discorso, sulla banalizzazione e la ridicolizzazione del pensiero, del dissenso e della critica. Il totalitarismo di oggi non è fondato sulla censura del dissenso ma su un immenso sovraccarico informativo, su un vero e proprio assedio all’attenzione.
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ANTIFASCISMO _rimosso
COMA MORALE
In Italia c’è la dittatura, ma non pensate al riccone vanitoso. Non è lui che governa. La dittatura che c’è in Italia si chiama autismo corale. È la dittatura che ha ridotto la società a una palude senza fondo. In questa palude i partiti sono moscerini, alghe, rospi, fauna in cui scorre una linfa cieca e fangosa. L’Italia è spenta e gli italiani sono fantasmi gonfi di cibi e di miseria dello spirito. Un popolo di individui in guerra tra di loro. Le amicizie, gli amori, la poesia, la bellezza, la dignità, la libertà sono cose che stanno sui lembi. Il centro della tovaglia è dei furbi e dei meschini. È degli individui che elevano il proprio coma morale a misura di tutte le cose. La dittatura presente ha abolito senza fare ricorso a purghe la possibilità di far circolare il pensiero. Tutti parlano, tutti hanno opinioni su tutto. Il risultato è che le parole procurano solo affanni a chi le pronuncia. Dall’altra parte non c’è un orecchio che accoglie, ma un altro che sta in agguato con le sue parole in bocca. La cosiddetta politica è uno squallido canile, dove la regola è abbaiare per nascondere il silenzio penoso di un mondo marcito, di una vita che non gode più di alcun prestigio agli occhi di chi la vive.
Dal Financial Time di Londra
Sicurezza/ F.Times: Italia dura col crimine, molle con corruzione
Il quotidiano della City commenta l’arrivo dei soldati in strada - 2 ore fa da APCOM
Roma, 5 ago. (Apcom) – Fra i numerosissimi articoli che la stampa internazionale dedica alla discesa dei soldati nelle strade d’Italia – quasi tutti su un tono di stretta cronaca – spicca il commento pubblicato dal Financial Times, eloquente dal titolo: “l’Italia dura contro la criminalità ma dimentica la corruzione”. E l’editorialista Guy Dinmore attacca fin dal primo paragrafo: Berlusconi è tornato al potere “interpretando brillantemente l’umore del paese, cioè il prevalere di un senso di insicurezza” rispetto al benessere economico e fisico. E così, “ieri l’esercito ha mandato tremila soldati a pattugliare le città ed è stata dichiarata un’emergenza nazionale per gestire le centinaia di emigranti che arrivano sulle spiagge italiane”. Inoltre si citano “il censimento e la presa di impronte digitali dei nomadi stranieri. Molti saranno espulsi”.
Poveri ma belli, i nostri Anni Cinquanta
sulla veste del nuovo blog
… riguardo alla veste del blog, concordo con la impaginazione presistente, più ricca, colorata, più originale, ma A.R. dice che con WordPress si individua l’anonimo e la cosa sarebbe ottima. Credo che bisognerà trovare il modo per fare accedere al blog nella veste preesistente depositando la propria e-mail che individua sempre una persona congiuntamente ad un nik-name e, se il blog individua entrambi, allora i commenti avranno sempre una paternità, fermo restante la possibilità da parte dell’amministratore o del comitato redazionale del blog di occultarli non cestinarli, dandone oculata e accorta Leggi il seguito di questo post »








Ho finito da poco di leggere un libro molto prezioso, uno di quelli saggi che vanno subito fuori catalogo e che uno trova o in una libreria Remainder o in un angolo di qualche preziosa libreria. Capita sempre più spesso che quell’angolo di paradiso e di silenzio che è la Libreria Guida di Corso Europa ad Ariano del grande Dino Ciccone abbia fra gli scaffali qualche perla. E questa perla si chiama “ Poveri ma belli” di Marta Boneschi edito da Mondatori nel 1995 e che oggi non trovate manco su Internet. Come dice il grande Dino, la saggistica si compra subito, altrimenti non si trova più.