Articoli con tag ‘letteratura’
Il cimitero di Aliano
METTO QUI ALCUNE POESIE INEDITE DI ANDREA DI CONSOLI.
NEI GIORNI SCORSI IL NOSTRO AMICO HA VINTO IL PREMIO BASILICATA.
è SEMPRE UN PIACERE SEGNALARE UN COMUNITARIO CHE SI FA ONORE.
armin
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Nel cimitero di Aliano
io voglio riposare
[al canto delle cicale].
Voglio che la bara
sia calda di sole,
nel cimitero di Aliano,
lì dove nascono i fiori. Leggi il seguito di questo post »
Andrea Cortellessa e Gianni Celati, L’assoluto della prosa
GC Nella conversazione con Silvana Tamiozzo-Goldman cercavo di dire come questa narrativa naturalistica di ristagno (ad esempio quella di Moravia) sia fatta di procedimenti standardizzati per catturare a freddo il lettore, e in sostanza tenda ad amministrare i pensieri di chi legge. Se leggendo un romanzo il lettore ricava l’idea di capire in fretta «la realtà», e la portata di certi «problemi» da risolvere, vuol dire che è stato sedotto con la carota dei fatti sociali o della psicologia. Così dopo crede davvero di saperne sul mondo più degli altri umani, e diventa anche presuntuoso.
AC Nella maniera narrativa inaugurata con Narratori delle pianure e giunta sino all’ultimo Cinema naturale hai inteso ricreare il senso di vaghezza, di sospensione, di un narrare assoluto - appunto come quello degli antichi novellisti (il cui spirito hai ritrovato anche in scrittori moderni ma in qualche misura «laterali»: come lo Stendhal della Chartreuse, certo Hawthorne e certo Poe, ma anche un tuo conterraneo come Antonio Delfini).
AUTISMO CORALE/1
METTO QUI IL PRIMO DI UNA SERIE DI PEZZI SCRITTI UN Pò DI TEMPO FA E CHE FORSE DIVENTERANNO UN LIBRO _ Bordello blog _di Franco Arminio
Qualche tempo fa mi era venuta l’immagine di un blog letterario come di una strada a luci rosse. Ognuno sta in vetrina a esporre la sua merce. Chi mostra i glutei, chi spalanca le cosce. Tutto un susseguirsi di merci che cercano acquirenti nella scabrosa condizione in cui i produttori di merce sono assai di più rispetto ai possibili compratori. E questo i compratori lo sanno e da lì nasce la figura del compratore sadico, colui che entra nel box, gira intorno alla merce e magari se ne va lasciando semplicemente un commento sarcastico.
Da circa mezz’ora cerco di entrare nella rete senza riuscirvi. Mi sento come un arrapato che batte alle porte di un bordello chiuso, non c’è altro che mi alletta adesso se non entrare nel sito e vedere se qualcuno mi ha leccato i piedi o mi ha preso con la frusta. Scrivere era già una perversione in tempi più pacati, figuriamoci adesso, nell’era dell’autismo corale.
Come rosso è il mattino
da questa settimana un testo di antropologia narrativa di alfonso nannariello
Il diciassette gennaio, mentre i ragazzi in strada accendevano al tramonto i fuochi r sant’Antùon nella neve, si ruppero le acque. Quando con i primi rumori di carnevale i fuochi sfinirono lasciando la neve disfatta dalla cenere, all’alba nacqui io. Sotto un arco dell’unica casa, dalla parte che fu di mio zio, sotto il tabernacolo dove da bambino servivo la messa e, con una riproduzione di terracotta smaltata della madonna, facevo la processione.
A titolo di grazia la vammàna era stata con noi dormivegliando ai gridolini e agli urli del primo travaglio di mia madre. All’ultimo momento fu svegliata ‘Nd’nètta, una cugina di mio padre che stava di fronte a noi, per il soccorso.
Scrivere per necessità / serena gaudino
Qualche giorno fa, per caso, mi è capitato di aprire una vecchia cartella documenti che avevo infilato in un’altra cartella chiamata “dattiloscritti da leggere” che campeggia sul desktop del mio computer. In genere queste cartelle non le apro mai perché alimentano i miei sensi di colpa nei confronti di quelle persone che mi inviano racconti, poesie, articoli e che io non ho quasi mai tempo di leggere ma che conservo archiviandoli con cura senza avere mai il coraggio di liberarmene.












