Articoli con tag ‘pancho pardi’
pancho pardi secondo wikipedia
l’appuntamento con pardi è a bisaccia alle 17.30 al centro del paese vecchio. _ già pervenute molte adesioni. mi piacerebbe capire chi ha intenzione di restare a cena al grillo d’oro.
*** Francesco Pardi detto Pancho (Pisa, 25 aprile 1945) è un politico e scrittore italiano. Figlio dell’etologo Leo, visse a Torino dal 1951 al 1961 mentre nel 1962 si trasferì definitivamente a Firenze. Laureato in filosofia, è stato ricercatore nella facoltà di architettura ed attualmente è professore associato di urbanistica.
Un incontro che non aiuta la CP

Alcune consideraziioni,domande per un incontro a cui non parteciperò.
Che cos’è la politica? Chi è l’uomo politico? Sono queste le domande che guidano la nostra ricerca e verso le quali vi vogliamo condurre. Da dove iniziare per cercare le risposte? La via migliore, forse, è quella di osservare quel che accade attorno a noi, di partire dalla nostra esperienza quotidiana, da come nel mondo contemporaneo la politica e l’uomo politico entrano nel nostro orizzonte, ci vengono incontro. La politica, in primo luogo, ci appare un ambito che si colloca accanto ad altri ambiti, e i suoi confini ci appaiono facilmente individuabili, tanto che non incontriamo difficoltà a stabilire quando il discorso verte sulla politica, o sullo sport, o sull’economia, o sulla scienza e così via. Se sentiamo parlare di partiti, di elezioni, di voto, di governo, di parlamento, di Stato, di istituzioni democratiche, non abbiamo dubbi: in gioco è la politica.
IL MOMENTO DI OSARE
nonostante la neve anche l’incontro di aquilonia ha messo sotto gli occhi di tutti la bellezza della nostra avventura. a questo punto diventa anche difficile sciuparla. col clima che si è creato nei mesi estivi dovremmo introdurre il numero chiuso.
intanto adesso il nostro viaggio d’inverno ha un’altra tappa, apparentemente molto diversa da quella di oggi.
sabato prossimo a bisaccia
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SU VITTORIO FOA
QUESTO è IL TESTO DEL DISCORSO PRONUNCIATO IN SENATO DA PANCHO PARDI IN MEMORIA DI VITTORIO FOA _ _ _ Signor Presidente, onorevoli colleghi, se dovessi provare a spiegare a un giovane il significato e l’importanza nel secolo passato dell’uomo che ci ha lasciato, credo che, come prima cosa, lo inviterei a guardare una delle sue fotografie da persona anziana: mostra un sorriso quasi infantile, incuriosito, senza pregiudizi, aperto.
Un personaggio così deve ovviamente la sua indole al mistero della natura umana. Tuttavia, per spiegare al giovane in che modo Foa si è formato, credo che gli dovrei dire di andare a cercare qualcosa che gli racconti la Torino in cui Foa è stato ragazzo, dove ha studiato e dove si è formato: una città che aveva ancora la caratteristica che gli attribuiva il poeta Gozzano «un po’ vecchiotta, provinciale, fresca tuttavia d’un tal garbo parigino»; una città ai limiti della leggiadria provinciale e però una città dove misteriosamente si sono temprate delle intelligenze piene di rettitudine, di serietà, d’indipendenza, di capacità di servire la società pubblica.
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IL DIRITTO AL FUTURO
di PANCHO PARDI
La mobilitazione degli studenti contro la legge Gelmini è il fatto più interessante. Così tanto che mi fa accantonare il proclama da miles gloriosus che Berlusconi ha dettato prima di partire per la Cina: darò disposizioni a Maroni su come usare la polizia contro le occupazioni. Salvo rimangiarsi il giorno dopo la minaccia. Con l’aggiunta di una battuta di involontario umorismo: verità e informazione sarebbero ormai definitivamente separate. Se lo dice lui…
Prima ancora che per la sua larghezza, la mobilitazione è interessante perché mette in discussione l’avvenire. Gli studenti, dalla media all’università, sono usciti fuori dal guscio dell’indifferenza, più o meno appagata, che sociologi, sondaggisti e pensatori vari attribuivano loro.
pancho pardi su saviano
di Pancho Pardi
Il caso Saviano pone un problema delicato. Non si può chiedere a nessuno di fare l’eroe per rafforzare la volontà di lotta degli altri. Saviano aveva pensato di scrivere un libro.
Ha scritto un bellissimo libro. Un’opera originale che oggi quasi nessun nuovo lettore può affrontare senza saperne niente. I lettori di oggi ne sanno già qualcosa, almeno per sentito dire. Ma chi l’ha letto nei primi giorni, forse anche nei primi mesi, era subito preda di un senso di fascinazione e al tempo stesso di incertezza: il libro sapeva muoversi sul filo del rasoio tra verità, verosimiglianza e invenzione. Pagina dopo pagina, il lettore poteva restare nell’incertezza: ciò che leggo è vero o solo verosimile? Va da sé che ciò che poteva essere verosimile era anche inventato. Ma inventato in un modo così persuasivo da apparire vero a dispetto dell’invenzione. Leggi il seguito di questo post »
NOTA ODIERNA DI PANCHO PARDI SU MICROMEGA ONLINE
di Pancho Pardi
Botte a Chiaiano. Per chi le ha prese sono certo il fatto più importante. Ma per chi non ha questo problema e legge le notizie da lontano è difficile sottrarsi all’idea che la questione più preoccupante sia la natura militarizzata della discarica. Sito di interesse strategico nazionale. Luogo dove imboscare la spazzatura che, tolta dalle strade (ma fino a quale distanza dal centro?), deve essere messa da qualche parte.
Chiaiano è in mezzo alla città e si può immaginare i timori degli abitanti che avevano la fortuna di abitare vicino a una vecchia cava circondata, bene o male, da un’area verde, e ora se la troveranno piena di rifiuti ignoti e chissà per quanto tempo. Senza poter andare a controllare.
l’irpinia orientale deve subire / Pancho Pardi
metto qui un pezzo di un grande esperto di territori (che adesso fa anche il senatore). penso che presto ci verrà a trovare. _armin
di Pancho Pardi
Vista di sfuggita nel telegiornale alle spalle di Berlusconi: la solita scena azzurra con il logo cerchiato della presidenza del consiglio (in origine copiato dal logo della presidenza americana) e dentro il cerchio la scritta “Ottava visita del Presidente del Consiglio a Napoli”. L’esibizionismo puerile si riveste di oggettività televisiva.
Il governo è la televisione. Ciò che si vede c’è, ciò che non si vede non c’è.
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