Posts Tagged ‘Paolo Saggese’
VERSI x il FORMICOSO, il 16 a Torella
Ad un anno dalle manifestazioni per il Formicoso e dal reading poetico e dalla giornata per il Formicoso (tenuta a Sant’Angelo dei Lombardi, presso il Castello degli Imperiale, il 7 settembre 2008), voluta fortemente da Angelo Verderosa, Franco Arminio, Paolo Saggese, Giuseppe Iuliano, Alfonso Nannariello, e ad un anno dalla pubblicazione della raccolta “Versi per il Formicoso. Raccolta differenziata”, per tenere viva l’attenzione dell’opinione pubblica sulla tutela del Formicoso e dell’Irpinia, l’Amministrazione comunale di Torella dei Lombardi presenta – il 16 agosto, ore 20.30, Castello “Ruspoli – Caracciolo” – la raccolta “Versi per il Formicoso. Raccolta differenziata” a Leggi il seguito di questo post »
Viaggio in una terra senza futuro / Lettera aperta all’Irpinia
di PAOLO SAGGESE _ _ _ _ _ C’è una terra senza futuro, e questa terra è l’Irpinia. Ne ho le prove, ho colto queste prove nel corso del mese di maggio e poi di giugno, le ho raccolte copiose in questi giorni. Ho visto una terra sopita, abulica, assente, senza passione civile, morale, ideale, senza prospettive di futuro. Del resto, questa è l’Italia. Mi sono illuso pensando di sbagliarmi, ma più tentavo di convincermene più mi rendevo conto che questa è una terra senza futuro. È una terra senza futuro, perché non è capace di coltivare sogni, perché non è capace di guardare il mondo con occhi diversi da quelli che ha sempre avuto. Prendiamo le appena trascorse elezioni provinciali. Avete visto voi un po’ di società civile, che abbia partecipato alla campagna elettorale? Avete visto per caso i cosiddetti intellettuali, che abbiano partecipato con uno straccio di idea alla competizione? E dove erano i giovani, che dovrebbero essere il nostro futuro? Tutto si è svolto nella più completa indifferenza, Leggi il seguito di questo post »
ANATOMIA DI ANIME (racconti e monologhi)
–Agli amici della COMUNITA’ PROVVISORIA –
Cari amici vi invio, in allegato, la brochure dell’invito alla presentazione del mio libro che si terrà sabato 2 maggio alle ore 17.00 presso la sala polifunzionale Nicola di Biasi di Guardia Lombardi.
Tra i presenti anche Paolo Saggese che ha scritto la presentazione.
Titolo del Libro: ANATOMIA DI ANIME (racconti e monologhi).
Il libro tratta di tematiche di attualità viste dal lato di chi le vive in prima linea e cioè delle vittime ed in alcuni casi anche dei carnefici. Storie di pedofilia, di vittime della camorra, di violenze sessuali, di guerre fraticide, di campi di concentramento, di un pompiere morto nelle Torri Gemelle di NY, di grandi e piccoli morti nei terremoti, di morti negli incidenti stradali, di risveglio dal coma….ed anche una storia sulla discarica titolata “un’anima velenosa” che in anteprima avete pubblicato sul vostro sito.
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Giuseppe Pisano cantore malinconico e affascinante
NELLA TERRA DI MEZZO – di Paolo Saggese
Ho scoperto la poesia di Giuseppe Pisano (Montefredane, 1938-1998), più noto come acuto e brillante giornalista, grazie ad una preziosissima segnalazione fattami alcuni anni fa dall’amico poeta e saggista Alessandro Di Napoli, che mi ha anche consegnato in lettura una copia, preziosa nella sua rarità, della prima edizione della plaquette “Nel foro della chitarra” (Isola d’oro, Pompei, 1973), – poi riedita con una importante prefazione di Generoso Picone - che mi ha permesso una lettura sistematica di un poeta le cui qualità mi erano chiare, ma che non conoscevo nella sua interezza.
Una plaquette straordinaria, quella di Pisano, un libro, che riconcilia con la poesia.
Annamaria Galasso, poetessa della memoria e del dolore
NELLA TERRA DI MEZZO – di Paolo Saggese
Ritorniamo in Alta Irpinia con Annamaria Gargano, poetessa e scrittrice di valore, che ha in vario modo dato prova delle sue qualità, sia attraverso lievi e intensi racconti (“Muri di lillà”, 1998; “Dissonanze (storie sedute e altro)”; “Interni”; Prima che la luna tramonti. Storie imperfette”), sia attraverso intense ed eleganti poesie edite in “Tempo di parole”, Scuderi, 2002; “Marecielo”, Mephite, 2003).
Limitando, come di consueto, la riflessione all’ambito della poesia, la prima raccolta è stata magistralmente presentata da Mimma De Maio, sulle pagine della prestigiosa rivista “Riscontri”, diretta da Mario Gabriele Giordano, con queste parole: “Ecco allora ‘Tempo di parole’ (Avellino, 2002), terza opera solo in ordine temporale, invece intimamente legata alla prima perché ne raccoglie i versi e perché gli altri ne prolungano il messaggio e il godimento. Leggi il seguito di questo post »
Oriana Costanzi, la poetessa dell’erranza
NELLA TERRA DI MEZZO – di Paolo Saggese
Oriana Costanzi ha una storia diversa da quella di molti dei poeti ospitati “Nella Terra di mezzo”. Non è nata in Irpinia, come gli altri, ma ha scelto di viverci, come gli altri.
Proviene dalla provincia di Mantova, ed ha raggiunto questa “terra di mezzo” subito dopo il sisma dell’80. È dunque uno di quegli “angeli del terremoto”, che decise di abbandonare tutto e tutti e di rispondere all’appello della solidarietà, che in quella fine di novembre di tanti anni fa rese davvero l’Italia unita. Da allora, sembrano essere passati millenni, non pochi decenni: adesso, l’Italia bossiana è ben altra, rattrappita e involgarita nella meschinità del “particulare” e nella schedatura delle impronte persino dei bambini.
Oriana Costanzi è così divenuta irpina, sebbene un’irpina diversa, che guarda a questa terra con l’occhio di chi viene da fuori, sebbene la ami profondamente, almeno quanto tanti hanno avuto qui la sorte di nascere.
far rinascere il laceno d’oro
Franca Molinaro, poetessa del Sud
NELLA TERRA DI MEZZO _ di Paolo Saggese
In questi giorni rileggevo un bel libro di Fernand Braudel dedicato al Mediterraneo, e pensavo alla ricchezza di questo mondo, di questo “mare nostrum”, che ha accomunato tanti uomini diversi ed è stato culla di tante civiltà. Il Mediterraneo, scrive il grande storico, “è un mosaico di tanti colori”, e che ha, comunque, alcuni punti in comune invariabili quasi. Braudel aggiunge anche un’altra osservazione, che oggi potrebbe servirci di riflessione: “Il Mediterraneo è un insieme di vie marittime e terrestri collegate tra loro, e quindi di città che, dalle più modeste alle medie, alle maggiori, si tengono tutte per mano”. Dovremmo saper cogliere questi messaggi e non fare barricate …
i poeti del 23 novembre
Caro Angelo, caro Franco _ vi invio il testo quasi completo della raccolta “Quando il terremoto è nell’anima”, che curai per i tipi di Sellino nel 2006 e che divenne spettacolo realizzato dai giovani della compagnia “Xòana” (di cui sono in giro anche dei DVD amatoriali, in attesa di produrlo).
Se lo volete mettere su comunità provvisoria, potrebbe dare un qualche contributo. ___ Paolo Saggese
>>> per scaricare il file in f.to ‘word’, cliccare a lato i-poeti-del-23-novembre
Raffaele Della Fera, il poeta dell’anima e della ricerca di Dio
NELLA TERRA DI MEZZO
di Paolo Saggese
Raffaele Della Fera (Calabritto, 1954) appartiene a quella schiera nutrita di ingegneri votati alla letteratura e alla poesia. Figura poliedrica di poeta, scrittore, artista, saggista, è stato tra i fondatori del gruppo “Clan H” di Avellino, oltre che vincitore, nel lontano 1984, del Primo premio assoluto di narrativa Città di Avellino con il racconto “Oscar degli Specchi” e di recente di un prestigioso terzo posto per la poesia edita nel Premio Nazionale Cervati.
In ambito poetico, Raffaele Della Fera appartiene alla numerosa linea della “poesia lirica”, come hanno già mostrato le non poche raccolte di liriche edite a partire dai primi anni Ottanta del secolo scorso: “Bianchi Cavalli Alati” (1980), “Cespugli aerei” (1984), “Grazie” (1986), “Pensieri di dentro” (2004), e da ultimo, la recentissima silloge “La corsa dell’anima. Viaggio senza ritorno”, per i tipi delle Edizioni della Meridiana di Firenze, a cura della Irpina trapiantata in Toscana Cristina Romagnolo.
Poesia dell’anima, dunque, quella di Della Fera, profondamente segnata dalla terribile tragedia del terremoto del 23 novembre 1980. Poesia religiosa, quella di Raffaele Della Fera, che cerca nel Signore un approdo, una certezza, la sola alle pene dell’esistenza: “Stanotte la nebbia scende più fitta / non servirà questo a celare i problemi // ancora riescono i politicanti a parlare / le macerie delle loro responsabilità / hanno ucciso. // Noi vorremmo gridare / ma è troppo il lutto che ci accomuna / noi vogliamo come Cristo / porgere la guancia / ma l’opera sarà ancora più alta / il cielo saprà ricoprire / anche questo quadro // il Cristo ripeterà questa passione / per noi”. Così in una poesia di “Cespugli aerei”, che testimonia un senso di cupo pessimismo e di rivolta poi non più presente nella produzione successiva.
Emilia Dente, Poetessa dell’amara speranza e dell’acuta dolcezza
NELLA TERRA DI MEZZO
di Paolo Saggese
Sono sempre di più convinto che la poesia abbia bisogno di incontrare le persone, che le persone abbiano bisogno di poesia più di quanto esse stesse se ne rendano conto. Non so se la poesia possa divenire da cenerentola un’arte “popolare” e per tutti, e tuttavia credo che occorra uno sforzo, dei poeti, dei critici, degli Enti pubblici, delle Scuole, delle Università, delle Accademie, necessario per far uscire fuori e offrire a tutti la bellezza della poesia. È uno sforzo comune, utile per rendere il mondo migliore. Dico questo, perché la poetessa di quest’oggi, la giovane Emilia Dente, offre una poesia spontanea, elegante, profonda, difficile e facile al contempo, a chiunque voglia semplicemente ascoltare, lontano dalla confusione momentanea ma continua del nostro mondo di fuori. Nata a Baden, in Svizzera, da genitori irpini, vive a Montefusco, si occupa di cultura, scrive saggi e raccolte poetiche, ma molta parte della sua produzione è ancora inedita.
ieri sera a castelfranci

castelfranci 27 dicembre 2008, centro studi giordano bruno _ anche nei nostri piccoli paesi si svolge una vita interessante e dignitosa …

Maddalena Verderosa
nella TERRA DI MEZZO di Paolo Saggese
Una poetessa, nel complimentarsi con l’idea sottesa dietro questa rubrica, ha espresso un pensiero che credo sia utile sottolineare, preliminarmente. Questa poetessa ha definito “Nella terra di mezzo” una vetrina, “uno specchio di noi stessi”, un mezzo nobile attraverso il quale gli irpini, i meridionali possano riconoscersi e trovare le ragioni della loro nobiltà, di una nobiltà di cui essi stessi non sono purtroppo consapevoli.
Non so se sia vero, eppure mi piace crederlo, perché era il nostro obiettivo.
Giuseppina Luongo Bartolini, la poetessa del riscatto femminile
NELLA TERRA DI MEZZO _ di Paolo Saggese
Oggi offriamo ancora una figura poliedrica di poetessa e di intellettuale, ossia Giuseppina Luongo Bartolini, irpina di nascita, ma sannita di adozione: infatti, la sua famiglia si trasferì nel corso degli anni ‘30 del Novecento da Altavilla Irpina nella vicina provincia di Benevento.
Una figura poliedrica, perché la Luongo Bartolini, già docente e preside di Scuole superiori, è studiosa di storia, intellettuale engagée, impegnata anche politicamente – nel consiglio comunale di Benevento tra il 1970 e il 1985, dove ha ricoperto le cariche di Assessore alla Pubblica Istruzione e alla Cultura, e dunque al Traffico, ai Trasporti e alla Polizia Urbana.
Festival della Poesia dei Paesi del Mediterraneo
di Paolo Saggese
Riprende il Festival della Poesia dei Paesi del Mediterraneo, con la quinta giornata, dedicata alla Poesia napoletana del Novecento. Dopo la prima giornata, il 18 ottobre, di riflessione su Quasimodo e la poesia meridiana, dopo il 14 novembre, tappa dedicata all’Irpinia, all’emergenza del Formicoso, con la presentazione della plaquette “Versi per il Formicoso”, dopo la giornata internazionale del Sancarluccio, Napoli, il 17 novembre, sulla poesia portoghese del Novecento, dopo l’incontro del 22 novembre dedicato a Pasquale Martniello, il 1° dicembre, ore 18.00, si torna nuovamente al Sancarluccio, appunto con la Leggi il seguito di questo post »
