Articoli con tag ‘terra’
ABITARE UN SOGNO
Il libro in uscita di Franco Arminio, l’inventore della paesologia, mi invita a delle considerazioni sul modo di vivere e sulle conseguenze. Il grande problema è che si sono perduti i punti di riferimento. In molti casi sono stati sostituiti da falsi d’autore ma sempre falsi. Penso ai reality, alla malavisione, questo camino che è entrato nelle nostre case, che teniamo sempre acceso ma che manca di un tiraggio per eliminare i fumi dannosi, oserei dire che invece del fuoco, ci stiamo nutrendo del fumo. Un fumo nero, che ci toglie il respiro, ci soffoca. Penso al dramma di tanti ragazzi che credono che apparire in un reality significhi non essere più dimenticati, essere arrivati. Penso a tante ragazze che concedono il loro bel corpo alle telecamenre come a sopperire alla pochezza di materia grigia e di cultura che vi alberga. Penso ai tanti genitori, dispersi nelle foreste della notorietà, che accettano questi esercizi di alienazione con la speranza di un futuro pieno di soldi e di successo. L’uomo da sempre, per vivere, per progredire, ha bisogno di vivere un sogno, perchè il sogno è evanescente, però il sogno a volte può diventare realtà. I sogni ci aiutano a sopravvivere, ci rendono il cammino meno faticoso. Franco Arminio con i suoi scritti ci dice che sognare non è poi così difficile.
CARLO PETRINI sul fotovoltaico e altro
di CARLO PETRINI / Slow Food Italia _
Visto che in tv i plastici per raccontare i crimini più efferati sembrano diventati irrinunciabili, vorrei allora proporne uno di sicuro interesse: una riproduzione in scala dell’Italia, un’enorme scena del delitto. Le armi sono il cemento di capannoni, centri commerciali, speculazioni edilizie e molti impianti per produrre energia, rinnovabile e non; i moventi sono la stupidità e l’avidità; gli assassini tutti quelli che hanno responsabilità nel dire di sì; i complici coloro che non dicono di no; le vittime infine gli abitanti del nostro Paese, soprattutto quelli di domani.
I dati certi su cui fare affidamento sono pochi, non sempre concordanti per via dei diversi metodi di misurazione utilizzati, ma tutti ci parlano in maniera univoca di un consumo impressionante del territorio italiano. Stiamo compromettendo per sempre un bene comune, perché anche la proprietà privata del terreno non dà automaticamente diritto di poterlo distruggere e sottrarlo così alle generazioni future.
il blog della terra
il nostro è il blog della terra, della terra nuda…..
la petizione da firmare qui è un piccolo gesto che esprime bene la nostra visione.
non vogliamo che l’italia diventi una nazione senza terra.
chiedo agli amici comunitari di sensibilizzare i propri amici, a partire da quelli veri a quelli virtuali su fb.
ieri sera a nusco abbiamo deciso tutti insieme di dare fiato alle SENTINELLE DEL TERRITORIO.
sarà questa la nostra principale attività, quella che dà senso a tutto il resto, a partire da CAIRANO 7X, ovviamente!
armin
PETIZIONE PUBBLICA: NO al FOTOVOLTAICO sui TERRENI AGRICOLI
Sul voltare le spalle alla terra
Viviamo nell’epoca dell’impotenza. Nessuno sembra poter fare molto per la propria vita e per quella degli altri. È una condizione di tutto il pianeta. Forse è vero che qui in Irpinia abbiamo più problemi che altrove, ma è altrettanto vero che le opportunità qui ci sono, a cominciare, per esempio, dalla grande disponibilità di spazio e di terra. Il guaio è che nessuno ci insegna a vederle. Mia suocera ha quasi novant’anni e quando arriva il mese di aprile ricomincia a prendere la via della campagna per rimettere in vita il suo orto. Il clima di Bisaccia non consente grandi raccolti, ma il suo conforto sta nel fatto che la terra non si perda. In Irpinia gli orti spariscono via via che muoiono gli anziani. I ragazzi se ne occupano, piantano zucchine e cipolle, ma soltanto nel mondo virtuale. Ogni volta che vedo un ragazzo fare l’ortolano davanti al computer ho la misura esatta della bancarotta antropologica causata dal delirio modernizzatore che ha colpito le nostre contrade.
cari operai cassintegrati … tornate alla ‘terra’
—-Messaggio originale—-
Da: agernova@libero.it
Data: 29/11/2010 20.01
A: “Destinatari nascosti:”<>
Ogg: Fwd: Approfittare della crisi industriale per smettere di inquinare e tornare all’Agricoltura Biologica, unica fonte produttiva reale
Cari operai cassintegrati,
Il grano che cresce in Oriente, riflessioni sul parco rurale
IL MATTINO 7.7.2010 _
Nella sua tenuta agricola «La Turchina», vicino Viterbo, la giovane Loretta Di Simone, laureata in giurisprudenza, ha riseminato il grano «Senatore Cappelli». Aveva ritrovato, per caso, un vecchio sacco di semi.
Anche in Alta Irpinia, specie sul Formicoso, si coltivava fino a pochi anni fa quella particolare varietà di grano che porta il nome del fautore della riforma agraria negli anni ’30. Le spighe erano alte quanto un uomo.
Loretta Di Simone ha avuto successo: il «grano Cappelli» , essendo un seme antico, ha un glutine molto digeribile e facilmente tollerabile, ricco di proteine; ha ottenuto una pasta buona, di sapore, certificata dall’Università di Firenze come salutare. Loretta ha ripreso l’attività agricola della famiglia con due obiettivi aggiunti : riavvicinare i giovani all’agricoltura e rieducare le persone ad essere consapevoli di quello che quotidianamente mangiano.
il parco, l’appia e la paesologia
Metto qui un pezzo uscito sul mattino dopo quelli di picone e verderosa. penso che su questi argomenti di aver detto veramente tutto quello che avevo da dire. adesso mi aspetto le parole e i pensieri degli altri, anche di quelli che amano tacere. direi che è il momento di pronunce chiare e generose. il giornale di picone è molto disponibile, approfittatene. _ armin
Faccio il paesologo perché non ho idee sul mondo buone per ogni giornata. Il mondo mi fa impressione, mi suscita talvolta meraviglia, più spesso disagio. Il mio lavoro di scrittura è una risposta alla frizione che il mondo esercita sulla cartilagine dei pensieri. La paesologia non ha l’ambizione di salvare i paesi, né di indicare strategie di alcun tipo, più volte l’ho definita una scienza arresa. Non capisco bene il senso della crescita e in un certo senso neppure quello dello sviluppo sostenibile. Mi sembra che si tratti più che altro di un mercato anche delle opinioni, di una bancarella a cui potersi approvvigionare per far finta di avere qualcosa da dire. In un certo senso abbiamo fatto e continueremo a fare Cairano 7x proprio perché le idee, i ragionamenti e le stesse parole in circolazione non ci convincevano. Prima che un nuovo modello di sviluppo io penserei a un nuovo modo di percepire le cose e soprattutto noi stessi. Per me l’idea del parco dell’Irpinia d’Oriente è innanzitutto questo: vedere un luogo con occhi più attenti, vederlo in tutte le sue pieghe, nelle brutture e nelle bellezze. La prima cosa da fare non è parlare del parco, ma viverlo. Oggi al tramonto credo che farò una Leggi il seguito di questo post »
avvicinamento al parco
Antonio Vespucci in un video di Michele Citoni – Formicoso 18.8.2008
un contributo di avvicinamento al Parco dell’Irpinia d’Oriente
pasquale stiso e la terra d’alta irpinia
da Laura E. Ruberto / California > Con le notizie del Formicoso, mi metto a leggere il poeta di Andretta, Pasquale Stiso.
“Terra d’Alta Irpinia” _ Pasquale Stiso
- – -
Terra
terra d’Alta Irpinia
estranea
come una matrigna
battuta
da tutti i venti
oppressa
per lunghi mesi
dalla neve.
Plaga del Formicoso
desolata
assetata
di corsi d’acqua
e di verde
ove il grano
cresce rachitico
roso dai geli
flagellato dalla tramontana
e il granoturco
di settembre
è ancora tenero come il latte.
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salviamoci
di Ursula Iannone ____ Il 26 marzo è stata designata come data ufficiale dell’entrata in funzione dell’inceneritore di Acerra. All’inaugurazione sarà presente anche il presidente del consiglio in qualità di “nostro salvatore”.
Mettiamo la nostra voce in questa follia, perchè di follia si tratta. Ovvero dell’ennesimo tentativo di distruzione della nostra terra.
Due le manifestazioni in programma: Mercoledì 25 ore 16,30 piazza Duomo per la marcia; Giovedì mattina presidio in piazza castello, ore 10.
discarica e cairano
sono le quattro del mattino. è stata una giornata durissima, in irpinia il giorno dopo le belle giornate è sempre un giorno durissimo….
l’avventura di cairano è iniziata e non la fermerà nessuno.
mi pare giusto che la comunità provvisoria sposi in pieno anche la battaglia contro la discarica. le due cose
sono molto intrecciate.
il mito come storia
di Mauro Orlando
Solo i poeti, purtroppo, osano e sanno raccontare la mia terra d’Irpinia e la sua gente. Ho letto per caso in questi giorni di sofferenza e violenza della terra del Formicoso da parte dei potenti di turno, una lettera che Cesare Pavese scrive da Santo Stefano Belbo a Fernanda Pivano, in cui esprime con lieve meraviglia una sorprendente e del tutto inaspettata scoperta. Il maturo poeta delle Langhe piemontesi proprio nell’estate del 1942 descrive, il desiderio che, nella sua aurorale verginità poetica, covava il giovanissimo Pasolini nel suo «esteso mondo» friulano la sua terra natale. Nel leggere queste parole ho pensato a un mio nuovo amico (spero!) irpino,poeta e ‘paesologo’. Pavese scriveva : “(…) so che il mio mestiere è di trasformare tutto in «poesia». Il che non è facile. (…) Quanto ho scritto finora erano sciocche cose, tracciate secondo schemi allotrî, che non hanno nessun sapore dell’albero, della casa, del sentiero, ecc. come li conosco. (…) Ben altre parole, ben altri echi, ben altra fantasia sono necessari. Che insomma ci vuole un mito. Ci vogliono miti (…), per esprimere a fondo e indimenticabilmente quest’esperienza che è il mio posto nel mondo.
Delegittimazioni e altre amenità
di Elda Martino
sarà una mia impressione ma, in questi ultimi tempi, credo sia in corso un processo, nemmeno tanto nascosto, di delegittimazione nei confronti di tutti quelli che, in qualche misura, stanno lavorando per il Formicoso.
sono perplessa e non voglio cadere nella solita dietrologia da quattro soldi, ma niente mi leva dalla testa che qualcosa si stia muovendo sottotraccia per dividere, per aizzare, per instillare il dubbio.
le ingiurie,gli insulti o, peggio ancora, le alzate di spalle e l’indifferenza con le quali alcune proposte sono state “ascoltate”, temo derivino dal fastidio di sentirsi dire da altri che le vere, reali ( e mai davvero prese in considerazione)potenzialità di questi luoghi avrebbero potuto, e possono ancora, in piccolissima, media o decisiva misura, intervenire in “processi più grandi di loro”.
Le ricchezze del Formicoso e lo scempio dello Stato
di Paolo Saggese (revisionato il 5.10.2008)
Non ho competenze tecniche né in ambito geologico né giuridico. Ma ho ascoltato e letto le riflessioni di chi ha competenze tecniche e compie analisi ponderate e fondate scientificamente.
La megadiscarica del Formicoso potrebbe causare tra le altre cose l’inquinamento delle acque del Lago di Conza e dell’oasi del WWF, quindi potrebbe rendere inutilizzabile quella ricchezza idrica che dal fiume Ofanto dispensa acqua ad una parte della Basilicata e della Puglia. La discarica del Formicoso, dunque, ci priverà non solo – si fa per dire – della commovente bellezza di quel luogo, che aveva incantato già Francesco De Sanctis, non solo – si fa per dire – del grano e di tutti i prodotti che sull’altopiano e nelle colline limitrofe si producono, ma anche potrebbe privarci di quella ricchezza che è la più grande di tutte, l’acqua.
appello alla comunità scientifica nazionale: accertate la verità sul Formicoso
di Angelo Verderosa
Dopo la grande pacifica manifestazione dei 10.000 irpini del 2 ottobre, bisogna adesso, con l’aiuto della stampa locale (l’unica che si è mossa solidarmente in difesa del paesaggio altirpino), iniziare a dimostrare, anche tecnicamente, geologicamente, economicamente, che la scelta governativa di mettere una mega-Discarica sulla montagna del Formicoso è una SCELTA ERRATA.
Con la discarica si va incontro ad un’immane DISASTRO ECOLOGICO.
Siamo sul bacino idrografico del più importante acquedotto pubblico europeo. Siamo in zona sismica di prima categoria. E sopra questa ‘grande spugna ballerina’ che sono i terreni del Formicoso si vuole portare due milioni di metri cubi di rifiuti pericolosi. Il disastro è annunciato: si avveleneranno non solo aria e campi di grano ma soprattutto l’ ACQUA potabile !
Facciamo appello alla grande comunità scientifica italiana affinchè intervenga con verità e con perizia sulla questione dell’inquinamento delle falde acquifere dell’alta Irpinia. I campi del Formicoso, occupati in questi giorni dai militari, come tutti i giornalisti hanno potuto osservare, sono pieni di pozzi di acqua potabile. —– continua
post-convegno al Goleto 1 / l’AGRICOLTURA
dopo la proiezione de ”La voce del paesaggio” e di “Ecovillaggi”, al Goleto abbiamo parlato di AGRICOLTURA … pratica da rilanciare con e per i giovani in Irpinia; il prezzo della pasta, nel’ultimo anno, è aumentato del 30% (come il gasolio); il pane è salito del 13%; … pensare che il Formicoso è il granaio della Campania (produce il 72% del grano duro) … sul Corriere della Sera di ieri -22.8.08- leggo che altrove i ragazzi si stanno già muovendo … (leggete almeno il paragrafo “giovani, campioni innovazione”) _a.v.
Mentre industria e servizi non crescono è boom per l’economia legata alla terra
L’agricoltura ha messo il turbo
In Italia Gli ultimi dati registrano una crescita del 6,9% in un comparto che da anni sembrava in contrazione
IL ROMANZO DEL FORMICOSO
il Formicoso d’inverno (foto da google earth)
metto qui il pezzo scritto ieri sera sul formicoso e uscito stamattina sul corriere del mezzogiorno e su ottopagine. l’ho scritto prima che la serata entrasse nel vivo. sul senso e sulle emozioni vissute ieri sera ad andretta mi piacerebbe che ci fosse un bel giro di parole comunitarie. _ armin
***
ll romanzo del Formicoso è arrivato al capitolo Capossela. Il grande artista dell’Irpinia d’oriente(madre di Andretta, padre di Calitri) appartiene a questa terra più di tanti altri politicanti che hanno rappresentato l’Irpinia in maniera non sempre felice. Caposella ha vissuto poco in queste zone ma porta già nell’andatura il dna di questa terra. Da lontano si guarda a questi posti come luoghi arretrati. Il guaio è che anche molti politici locali hanno un’idea piccola di questi posti, assumendo il pensiero che altri hanno di noi.
IL GENIO INCOMPRESO DI VERDEROSA
è di angelo verderosa il merito di aver immaginato
la giornata dell’aria
la giornata dell’acqua
la giornata della terra
la giornata del fuoco
un’imaginazione di genio, ma poco raccolta dagli amici comunitari.
domani a cairano alle undici del mattino si comincia con l’aria. come al solito non sappiamo chi verrà, ma neppure ce ne preoccupiamo. mai come in questo caso i protagonisti non siamo noi, ma l’aria … armin
LA CURA DELLA NOSTRA TERRA
Siamo introdotti più da vicino a un mistero. quello di Dio che si prende cura dell’uomo. / una tale prossimità all’uomo stimola ogni uomo a farsi prossimo di un altro. / la comunità provvisoria, pur non sapendolo, credo faccia questo. che senso avrebbe una comunità legata da vincoli di amicizia ed interessi per una terra, se non coltivasse quelle amicizie e promuovesse quella terra?
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Se un giorno di marzo a Bisaccia…..
Domenica parlerò per la prima volta nel mio paese come rappresentante di un partito. Parlerò nella curiosa situazione di un candidato che ha la certezza di non essere eletto. È una condizione in fondo naturale per uno che scrive. Nella vita in realtà non si viene mai eletti, si passa semplicemente da una sconfitta all’altra. Ci si libera del peso di una sconfitta per passare Leggi il seguito di questo post »
SCONFORTO e FERVORE
metto qui un pezzettino che uscirà domani su ottopagine. l’ho scritto dopo una terapeutica telefonata con il nostro angelo …
Oggi l’altura è triste. A scuola ho perso il posto perché ci sono pochi bambini. In mezzo alla strada non c’è nessuno. Le porte sono chiuse. Ho chiamato il mio caro amico Angelo Verderosa per risollevarmi e un po’ sto meglio. Fra poco esco a parlare con alcuni ragazzi che vogliono impegnarsi sul fronte ambientale. Spero di trovarli. Può capitare perfino che qualcuno Leggi il seguito di questo post »
TINA, RICERCATRICE /castelnuovo di conza
Ogni volta che sento parlare di emigrazione, che sia in questo blog o nelle parole dell’ultima canzone di Eugenio Bennato, mi sento trascinata. Trascinata da un emozione che è un mix di malinconia ed incazzatura pura. Si ribella all’esodo la mia coscienza civile: lo fa contro un sistema politico che ci ha condannati al sottosviluppo. Ma Leggi il seguito di questo post »















