COMUNITA' PROVVISORIA

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ai falò di san nicola

Ieri sera sono stato ai falò di San Nicola……ed ho incontrato un sacco di amici provvisori …….Angela, Antonio, Dario, Lapennala, e tanti altri che non ricordo più tutti i nomi;… sto cercando di allargare il cerchio ….. dei provvisori. Credo che alcuni di questi nuovi amici di ieri sera vi scriveranno sul blog. Sono stato felice di incontrare anche Lapennala e tutta la buona compagnia intorno al fuoco. E’ stato splendido. Il paese è bellissimo. Le case costano poco e quasi quasi…. Bellissimo come Gesualdo dove prima ho sentito il coro di Antonio. Antonio la cravatta fa un poco schifo….. Per il resto siete stati meravigliosi. A parte le prediche del Monsignore. Ma di quale diocesi era il monsignore che ha parlato alla fine, per mezz’ora…il suo intervento è duranto più del concerto a momenti. In verità sono arrivato un po’ in anticipo, come al solito ho sbagliato le coordinate spazio tempo e sono arrivato con due ore indietro. Faceva un freddo da neve e sono entrato nella chiesa del Santo Rosario. Era tutto buio, solo due candele (elettriche) l’illuminavano dall’altare. Però sono stato li a meditare ed a modo mio a pregare. Ad un certo punto ho sentito il portone che si chiudeva alla mie spalle. Ho bussato, Da fuori mi ha aperto il Sacrestano che se ne stava andando chiudendo la chiesa. Mi fa: ….e tu da dove esci? Dalla chiesa, perché non si vede. Ma se non c’era nessuno? Uaaahh!! Sono riuscito a farmi una “magia gentile”: scomparire! / Il passato pericolo mi ha creato un vuoto (quantico) nello stomaco. La paura di passare una notte nella chiesa del Rosario a Gesualdo faceva brutti scherzi. E, così con i crampi allo stomaco sono uscito dalla chiesa e sono entrato in salumeria. Signora mi fa un panino salame tipo Napoli e Formaggio. E, un’altra signora, vestita di nero che stava li parlando con la salumeria, si è girata verso di me ed ha detto: “oh .. quando sento la parola Napoli per me è magica. Mio marito mi cantava sempre canzoni Napoletane. E, cosi mi sono messo a cantare “Dicintecella a sta cumpagna vosta ch’gge perduto o suonn e a fantasia …ca penz semp’e che tutt’a vita mia….io c’ho vuless ridecere ma nun ciò sacc di….e na passione chiu forte e na caten………ca me turment l’anema e non me fa campà…” . La signora si è messa a piangere. A quel punto ho smesso di cantare ….Gli ho chiesto di raccontarmi una storia. Questa però non ve la racconto. Perché era bellissima e le ho detto perché non la scrive questa storia? E, Lei sa ci penso. Ma non ho il coraggio di farlo. Ed io, ma sei bravissima e poi queste storie non le racconta più nessuno se non le racconti tu. Scrivila e mandacela alla Comunità Provvisoria, che raccogliamo anche storie d’amore e fiabe della nostra vita. / Se qualcuno passa a Gesualdo, la salumeria è quella nella piazza a fianco la chiesa di San Nicola, ricordate alla signora di scriverci le storie e di chiamare anche la sua vicina quella del bar di fronte perché insieme ne possono scrivere tante. Loro conoscono tutti i segreti della vita. E, cosi li possiamo insegnare seduti intorno al fuoco dell’amore ai nostri figli. / Maria De Filippo a queste due amiche provvisorie di Gesualdo ci fa un baffo.

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Written by comunitaprovvisoria

11 dicembre 2007 a 6:25 pm

Pubblicato su COMUNITA' PROVVISORIA _

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2 Risposte

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  1. Caro Enzo,
    sono d’accordo con te sulle cravatte…. ma le ha scelte il Presidente dell’Associazione del Coro…. ho proposto di farle fare da un sarto amico mio….. ma non ha questa sensibilità la Presidentessa. Sono stato molto felice nel vedere te ed Angela alla mia prima esibizione. Ero molto emozionato! é stato molto bello poi andare ai Falò a San Nicola. Ho trovato un sacco di amici. Speravo in una notte magica, tipo finale Campionati del Mondo…. mi sa che però ho perso ai rigori…..
    grande Enzo! un vero mito! a presto
    Antonio

    Antonio Romano

    11 dicembre 2007 at 9:44 pm

  2. La bellezza ed il piacere di stare insieme, si colgono in momenti come questi, intorno ad un falò, insieme a gente semplice e ricca di tanta umiltà. Il calore e l’affetto con cui ci hanno accolto è stato unico. Giusto il simpatico rilievo sulla cravatta di Antonio, avrai voluto farlo anchio, ma ringrazio te per averlo fatto.
    Tonino Lapenna

    Anonymous

    12 dicembre 2007 at 9:02 am


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