COMUNITA' PROVVISORIA

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la viltà e il silenzio

prima che sui giornali o sui blog letterari, metto qui questo pezzo.  questa è la mia casa. ma sono pronto a lasciarla se non arriva uno sforzo più grande. lo impongono i tempi.  c’è un tempo per agire e uno per indugiare.   _ adesso abbiamo le firme e l’assemblea di bisaccia.    _ un abbraccio a tutti quelli che hanno firmato.  f.a. 

(stasera, mercoledi 16 alle 19, la comunità provvisoria si incontra a Carpignano per una pizza; c’è un’unica trattoria al centro del borgo, difronte al santuario; tra Fontanarosa e Grottaminarda; chi vuole può raggiungerci)

La viltà e il silenzio 

Mi sveglio presto in questi giorni. È la testa che si mette a parlare e io non riesco a zittirla. Allora mi alzo, mi metto a scrivere, aspetto che arrivi l’ora per andare all’edicola. Porto con me il foglio dove raccolgo le firme per un petizione sui rifiuti. Parlo con disoccupati a oltranza, barbieri senza clienti, pensionati oziosi o avvizziti, architetti, geometri, impiegati comunali. Parlo, ascolto, mi lascio travolgere da cumuli di parole che si accatastano nelle nostre teste come i rifiuti si accatastano sui marciapiedi. Stamattina l’edicolante si lamentava del fatto che le altre regioni non hanno dato nessun aiuto. È vero, stiamo assistendo a un comportamento vile. Si dice di voler dare una mano, ma poi si accolgono i rifiuti della Campania a dosi omeopatiche. Non mi pare che gli intellettuali italiani più accreditati abbiano rimproverato i presidenti delle regioni in cui vivono per un comportamento che è oltraggiosa di una carta costituzionale ancora in vigore. Immagino sia una forma di distrazione rispetto alla realtà. Oppure si dà per scontato che l’Italia non esiste e questa dei rifiuti è la prova più clamorosa della sua assenza. Fa un certo effetto vedere come di fronte al fatto che i ragazzi non vanno a scuola a causa dell’immondizia l’unico a indignarsi è Prodi. Indignazione senza risultato, tra l’altro. Non si può spiegare tanta ignavia col fatto che i politici napoletani siano sostanzialmente la prosecuzione della camorra con altri mezzi. Siamo di fronte a un’ulteriore manifestazione di autismo corale. Ognuno è sostanzialmente chiuso nelle sue pratiche. In Campania siamo arrivati a questo punto perché ogni politico, massimo e minore, ha perseguito con grande impegno esclusivamente i propri interessi elettorali. Ma è un atteggiamento che si può estendere anche al mondo della cultura. Nessuno che si lascia coinvolgere più di tanto, magari alla maniera di quello che ha fatto Peter Handke con la Iugoslavia. Sui rifiuti campani il peggio deve ancora arrivare. E se dovesse scapparci il morto è meglio che chi sta tacendo adesso lo faccia anche dopo.

Written by comunitaprovvisoria

16 gennaio 2008 a 11:42 am

4 Risposte

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  1. mastella si dimette per la moglie,
    l’assesore de luca mi chiama
    per dirmi che lui gaudagna meno
    dei consiglieri,
    io sto davanti al computer
    come una vecchia che lavora
    all’uncinetto.
    mia madre mi guarda
    mi dice che dovrei uscire
    a prendere aria
    piuttosto che arrabiarmi
    con questa storia dei rifiuti.
    obbedisco: esco fuori
    ma c’è un vento viscido
    e nessuno in giro.
    pur di incontrare qualcuno
    mi avvio all’ospedale.
    due parole col portiere
    poi un giro in ascensore
    cercando ai piani alti
    altre persone.
    niente.
    pure qui non c’è nessuno.

    franco arminio

    16 gennaio 2008 at 1:40 PM

  2. Sì, caro Franco, la viltà é il silenzio. E’ proprio così e ti fa onore questo “perdere il tempo” (ma non è vero, è sempre un tempo guadagnato!) per i paesi a cercare, a guardare con occhi sempre stupiti qualsiasi cosa (o “non cosa”). Tuttavia scusami se ritorno sempre a fare il grillo parlante che ricorda che un pò, purtroppo, “il tempo si è fermato”. E quando il tempo si “ferma” tutto diventa pericoloso. Le dittature sono nate nell’incubazione del “tempo che si ferma”. Per questo dobbiamo urgentemente uscire da questa logica vecchia della scoperta tardiva delle cose.
    Intervengo su alcune questioni da te ricordate:
    1)Non è la prima volta che l’Italia volta le spalle al Sud. E’ dai tempi del post terremoto che la solidarietà Nord-Sud è crollata. E’ crollata non solo per il corporativismo dei movimenti nordici (la Lega, del resto sviluppatasi proprio dopo il rigetto di quella grande solidarietà post-sisma), ma soprattutto per l’incapacità del Sud di riconoscere i propri errori, anzi addirittura di reiterarli con protervia e persino con una volgarità che ha avuto i picchi più alti proprio nella “napoletanità”.
    2)Gli intellettuali non parlano? Ma è da tempo che accade e forse è meglio così. Gli intellettuali non servono a niente quando non sposano la causa degli umili. L’ultimo intellettuale che ha fatto rumore in Italia è stato Pasolini. E non a caso era uno che aveva sposato la causa degli umili.
    3)La Costituzione è ancora in vigore, dici giustamente. Però è anche molto ammaccata. Gli attacchi alla Magna Carta vengono da molto lontano. Non solo è stata giorno per giorno demolita l’origine della Costituzione (l’antifascismo), ma di fatto, approfittando anche di alcune vecchiezze della Costituzione stessa (ad esempio il capitolo sulle autonomie locali, con la costituzione delle regioni) si è cercato di demolire lo stato nazionale ritornando indietro nel tempo quasi a scimmiottare situazioni “pre-unitarie” (c’è persino, segno dei tempi, un film recente, “2061 – Un anno eccezionale” di Carlo Vanzina, che fa la parodia di tutto questo).
    Bisogna ritornare, in termini nuovi (cioè in termini di costituzione del nuovo stato europeo) alla lotta per una nuova unità dell’Italia.
    4) Ognuno è chiuso nelle sue cose, dici. Sì, certo, è così. Epperò bisogna anche chiedersi il perché di tutto questo. Non a caso l’egoismo (di tutto il paese, non del solo Nord, sia chiaro) si sviluppa nella nostra epoca in termini mai conosciuti prima. Si espande nell’epoca del massimo benessere, quando invece doveva, secondo i profeti dello sviluppo (falso), nascere invece addirittura una “nuova civiltà”. Nessuno, caro Franco, vuole mettere il dito sulla piaga del malessere prodotto dal benessere. Questo è il punto decisivo che ha fatto “ingolfare” la storia. Dov’è il bambino della favola che si alza in piedi e urla: “Il re è nudo”? Dove sono, anche poche persone, che si alzano in piedi e urlano la verità: “Ma la ricchezza è una merda! Dov’è quel falso profeta che ci ha raccontato la frottola del regno della ricchezza e della libertà?”

    p.s. : del resto, caro Franco, a cosa rimanda la questione rifiuti di cui ti stai occupando, se non a una grande metafora sulla ricchezza- merda?

    Con affetto
    Michele Fumagallo

    michele fumagallo

    16 gennaio 2008 at 4:13 PM

  3. M’aggregherei molto volentieri, per la pizza a Carpignano intendo.
    A tavola sarei di una noia inverosimile. Non farei che parlare di munnezza.
    Eppure, quasi a spezzare la monotematicità inflazionata sulla quale si è scatenata ogni sorta di speculazione dialettica e mediatica, oggi c’è stato un gran botto. L’hanno sentite bene, tutti.
    Apro la posta. Cerco il solito messaggio. L’ennesima battuta sull’emergenza. Quella che m’invia chi riesce a scherzarci su, convinto che sdrammatizzare sia il primo passo per asciugarsi le lacrime.
    La mail c’è, anche oggi. Non c’è l’oggetto, come al solito.
    L’indice affonda sul mouse: apriamo.
    Per un attimo penso al botto, alla possibilità che abbia catturato la sua attenzione distogliendola dal solito argomento. E’ solo un attimo. Rimetto a fuoco. Leggo…
    “Tutte le tv parlano dell’ennesimo, clamorosissimissimo, Campaniashow. Dov’è la notizia, la novità?
    Pane e munnezza, pure oggi. Anzi, oggi più di ieri.”

    s.d.r.

    16 gennaio 2008 at 9:38 PM

  4. Ma leggetelo Arminio, fate attenzione. Non si vive di sole chiacchiere.

    mario biondi

    17 gennaio 2008 at 1:16 am


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