COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

non vogliamo una discarica, vogliamo il parco regionale dell’irpinia d’oriente

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

questo un primo testo che ognuno potrebbe mandare alla propria mailing list

in alta irpinia la regione campania propone una megadiscarica di due milioni di metri cubi per rifiuti tossici e speciali.
la comunità provvisoria propone un parco regionale chiamato dell’irpinia d’oriente.
c’è un dibattito e una petizione in corso su
comunitaprovvisoria.wordpress.com
l’immagine dell’irpinia che vedi, vuole aiutare a far capire alle teste di legno che siedono a napoli e a roma cos’è l’irpinia;

cos’è l’aria, il vento, la storia, il paesaggio…

stiamo costruendo una mailing list di giornali, tv, partiti e politici

manderemo 1000 mail al giorno con una foto, un testo e uno slogan

non vogliamo una discarica, vogliamo il PARCO REGIONALE DELL’IRPINIA D’ORIENTE

inizio a mettere questa foto di WAKIMA, che non so chi è ma che ringrazio, presa da flickr … c’è il lago di conza preso, penso, da cairano

spero che tutti mettano proprie foto  indirizzi a disposizione …

angelo verderosa 

 
 
 

 

 

 

 

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16 Risposte

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  1. bravo angelo
    noi non siamo populisti
    siamo gli eredi di una bella stirpe…

    comunitaprovvisoria

    21 aprile 2008 at 11:00 pm

  2. Mi impegno a sostenere questa proposta per il parco. Credo che sia inutile fare “guerre contro” e di fare di tutta un’erba un fascio ma sia più giusto propporre soluzioni a favore del parco. Questo è praticare il sogno e solo quando si sogna insieme il sogno diventa realtà.

    E’ la legge dell’attrazione perchè in natura non esiste la “repulzione”.

    Vi chiedo di inviarmi il testo della petizione che proponete.

    Camminiamo nella bellezza.
    Nanosecondo

    P.S. al momento ho inviato in pubblicazione su girodivite.it un’annuncio.

  3. IL FORMICOSO : NO ALLA MEGA DISCARICA REGIONALE, SI AL PARCO REGIONALE….
    Descrizione: …e qualcuno volo sul Nido del Cuculo. Il mio carissimo amico, poeta e scrittore (grande guerriero della luce), Franco Arminio è andato sul Formicoso ed è volato sul Nido del Cuculo per difendere così l’ultimo Cuculo che li ancora dimora, reduce della caccia selvaggia.

    Enzo Maddaloni 152 articoli http://www.girodivite.it (articolo è in pubblicazione)

    Testo :

    Alberta De Simone (Presidente della Provincia di Avellino – De Mitiana di ferro) dichiarò ad un giornalista nel 2004 che “Contrada Ischia, a Savignano Irpino, è stata scelta come sito per la discarica e li si farà” chiedendo ed ottenendo un gruppo di lavoro da parte dell’allora Commissario Straordinario Catenacci, per evitare che si facesse già all’epoca la discarica sul Formicoso (Comune di Bisaccia – AV, più vicino a Nusco).

    Il Formicoso è uno dei punti più elevati dell’Appennino (arriva a 1000 mt slm) tra Valle dell’Ufita a nord e dell’Ofanto a Sud.

    Questi terreni si caratterizzano per l’assenza di alberi ed oggi sono piantati per lo più a grano ed ospitano uno degli impianti di pale eloiche più grande d’Europa. Il Formicoso un tempo era ricco di boschi e di una flora e fauna, ormai anch’essa in via di estinzione. Il Formicoso è una zona ricca di sorgenti d’acque, anch’esse in via di estinzione.

    Da pochi giorni è arrivato l’annuncio, che dopo Savignano anche il Formicoso viene individuato sito per una discarica regionale in Campania dal Commissario De Gennaro.
    Il “gioco politico” alla fine si è spezzato. La difesa dell’area ha perso ogni “padrino” e viene riproposta dal Commissario di Governo Nazionale De Gennaro, con l’avvallo di Regione e Governo.

    Nel frattempo torniamo a parlare di libertà, delle capacità di gestire il nostro futuro, e ci illudiamo di rendere “permanenti” le leggi in questa condizione? La regione aveva votato pochi mesi fà la provincializzazione delle discariche.

    Meglio essere provvisori, non credete?

    C’è anche chi sostiene, ancora oggi, che è in gioco il futuro dell’Irpinia, Cairano compresa, che è il posto dove vorrei realizzare “l’isola che non c’è”, eppure, quello che è in gioco oggi, non è solo l’Irpinia, ma è la democrazia come valore di tutela, non solo di un territorio o di una parte di esso, ma sostanzialmente della dignità delle persone e di quel calore umano che non dovrebbe essere mai prigioniero dei limiti della nostra storia e della politica fatta qui nel Sud Italia da uomini che hanno usato una logica di inciviltà e di divisione più che di comunità solidale.

    D’altronde solo così si spiegherebbe l’esigenza del commissariamento. Alla politica toccava dire bugie per imbonirsi l’elettorato, ai “commissari di ferro” (guarda casa sempre poliziotti o carabinieri) fare gli eroi e dire la verità, nuda e cruda! Da questa considerazione la mia domanda già fatta alcuni mesi fà : ma chi governa in Campania?

    http://www.girodivite.it/CHI-GOVERNA-IN-CAMPANIA.htm

    Questa è una comunità che ha valorizzato il disumano, la non democrazia, senza neppure farci accorgere che c’era necessità di superare, come dice qualche amico anche il fatto di sentirsi egoisticamente: salernitani, napoletani, bisacccesi, arianesi, lionesi, savignanesi, piuttosto che conzesi, calitrani, andrettesi, cairanesi o altri ancora. E, semmai perché non anche leghisti e fascisti? E, pensare così di salvarsi!
    Qual’è la differenza? Considerato che la storia andrebbe tutta uccisa perchè sempre scritta dai vincitori e mai dai vinti e perchè non c’è nessuna speranza di salvarsi così?…Non ci sentiamo ancora cittadini del mondo!

    Franco Arminio, il mio carissimo amico poeta e scrittore (grande guerriero della luce), grande “rianimatore artistico” della “Comunità Provvisoria” è andato sul Formicoso ed è volato sul Nido del Cuculo. Sono tre giorni che sta li a fianco al suo Cuculo per difendere così gli ultimi uccelli che li ancora dimorano, reduci della caccia selvaggia, e per evitare che si faccia la discarica per scaricare una parte se non tutte del 1.000.000 di tonnellate di eco balle.

    Erano mesi che non ci andava sul Formicoso però. E, non si era accorto che già da tempo era girata la voce della discarica anche tra gli uccelli, e molti di loro già avevano abbandonato la zona a favore di altre più accoglienti, ed altre razze di uccelli, anche da oltre frontiera, erano arrivate lì in abbondanza.

    L’altro giorno Franco mi ha telefonato dal sul Nido del Cuculo sul Formicoso e mi ha detto che: “Enzoooo vedo, a parte il mio nido e l’unico Cuculo, solo Cornacchie e Taccole”.

    Ma come? (penso io) Solo Cornacchie e Taccole e gli altri uccelli? Loro lo sapevano già, anche prima di lui, che lì avrebbero fatto una mega discarica regionale? Mah!
    “Enzooooo, Oggiiiiiii di Taccoleeeeee e Cornacchieeeee ce ne sonoooo in abbondanzaaaa nella zonaaaa..ma di Cuculi ne ho trovato uno solo…..mi sentiiiii?” …mi gridò per telefono ….ed io “Siiiii …Tiiiii… sentoooooo!…Francooooo mi meravigliaaaa che Tuuuuu non te ne sei accortoooo primaaaa della loro presenzaaaa, nonostante il fatto che mi dici che vai sempre in girooooo per paesiiiiiii…per te doveva essere un segno premonitoreeee…speriamooooo però che non sia troppooooo tardiiiiii!”…….”Siiiii lo speroooooo…..(rispose lui)…..ioooo restooooo quiiiiii nel mio nidoooo del Cuculoooo ad aspettareeee…..tu dammi una mano domanda in giro se c’è qualcun’altroooo che vuole volareeee insiemeeee a meeee sul nido del cuculo? “….”Va beneeee! (gli risposi io) ..non Ti esporreee troppooooo però…se no caschi giù e ti rompi l’osso del collooooooo…e per favore non pensare di fare guerra al mondoooooo pensa di proporrete una soluzione !”

    Le Cornacchie e le Taccole, prima di lui, si sono adattate alle mutate condizioni ambientali: frugano tra le discariche, ripuliscono i campi dagli scarti delle raccolte e non sono neppure preda dei cacciatori, perché duri ed indigesti, vi prego salviamolo il Formicoso ed il mio amico; Lui è tenero come il Cuculo.

    La storia continua…….

    L’idea della comunità provvisoria è di proporre un PARCO REGIONALE chiamato dell’IRPINIA D’ORIENTE. C’è un dibattito in corso sul Blog della Comunità Provvisoria per far capire cos’è l’irpinia; cos’è l’aria, il vento, la storia, il paesaggio.
    La Comunità Provvisoria sta costruendo una mailing list di giornali, tv, partiti e politici; si propone di inviare 1000 email al giorno con una foto e un testo e con il logo:

    “NON VOGLIAMO UNA DISCARICA VOGLIAMO il PARCO REGIONALE DELL’IRPINIA D’ORIENTE”.

    Per Saperne di Più e per sostenere la proposta del parco regionale:

    https://comunitaprovvisoria.wordpress.com

    nella foto di antonio luongo: “il formicoso”.

  4. Earth Day. Una riflessione
    Oggi in tutto il mondo centinaia di milioni forse un miliardo di persone dedicheranno tutti i loro pensieri ed una profonda riflessione ai problemi della Terra. Riunioni, assemblee, spettacoli musicali da ogni parte del mondo cercheranno di attirare l’attenzione degli uomini sui gravi problemi che affliggono il nostro Pianeta. E’ giunto il momento che tutti prendano coscienza di questi problemi, che si rendano consapevoli delle gravi conseguenze che ci aspettano in un futuro non più remoto. L’innalzamento della temperatura media sulla Terra di quasi un grado, 2-3 effettivi nelle regioni polari, sta portando al rapido scioglimento dei ghiacci, con conseguenze disastrose, quali l’innalzamento del livello dei mari con conseguente sommersione di aree costiere densamente antropizzate. Il contemporaneo scioglimento dei ghiacciai di tutte le aree montane, compreso le Alpi e l’Himalya, un tempo immensi serbatoi di acqua dolce, aggraverebbero la già insufficiente disponibilità di questo bene primario. Non dimentichiamoci che le guerre che oggi si combattono per l’accaparramento di risorse, quali il petrolio, un domani si potrebbero combattere per l’acqua. Stiamo assistendo ad una costante estinzione di forme di vita, importanti per sostenere la biodiversità. Negli oceani uno degli elementi fondamentali nella catena alimentare, lo zooplancton, denota gravi alternanze nella sua disponibilità e consistenza. Malattie un tempo rare sono sempre più comuni, forme virali estremamente pericolose, minacciano sempre più l’umanità. Fenomeni climatici estremi, con conseguenze sempre più disastrose interessano aree sempre più vaste. Si potrebbe andare avanti per ore, per giorni ad elencare tutti i problemi che si stanno delineando. Quali le cause? Le cause di origine naturale, frutto di cicli ed alternanze che la Terra ha sempre avuto, sembrano in questo caso irrilevanti. E’ l’uomo la prima causa. L’uomo è il principale responsabile, con le sue scelte ed i suoi atteggiamenti, con le sue politiche produttive, causa di questi effetti. Il consumo sfrenato di risorge energetiche , la gran parte non più rinnovabili, l’inquinamento delle terre, delle acque, dell’aria con immissione di quantità enormi di gas serra, sono colpa degli uomini o meglio di una parte di essi, che in virtù di una pretesa ricerca di sviluppo della civiltà, ma in realtà assecondando desideri di ricchezza e di accaparramento, ha portato a scelte assolutamente deleterie per la vita sulla terra. Da ultimo in nome della auspicata da più parti, senza averne coscienza delle conseguenze, globalizzazione, abbiamo accelerato tutti i processi degenerativi già in atto. La globalizzazione sta distruggendo i grandi valori culturali di molti popoli sulla terra, portando ad un appiattimento delle coscienze, ed eliminando quelle diversità che erano elemento vivificante per la cultura dei popoli. In discussione è la civiltà dei consumi ed un capitalismo distorto, quello che ha portato l’uomo verso scelte e costumi di vita ecologicamente parlando incompatibili con un corretto sviluppo della vita sulla terra. Questa società consumistica ci ha regalato le montagne di immondizia, simbolo emblematico di essa, per il cui smaltimento si mettono in crisi, strutture tecnicamente e politicamente incapaci, e che danneggiano territori a ben altra vocazione, che non quella dello smaltimento e stoccaggio dei rifiuti, quale quello Irpino in Campania. La giornata di oggi deve far riflettere tutti sulla necessità di prendere sempre più coscienza del bisogno di informare in maniera corretta, di sollecitare tutti a comportamenti più etici, più rispettosi dell’ambiente a sollecitare scelte economiche e politiche più consone a modelli di sviluppo alternativi, sicuramente diversi da quelli proposti fino ad ora. Dobbiamo essere consapevoli della necessità di sovvertire i modelli di sviluppo che ci hanno imposto, dobbiamo essere capaci di rifiutare compromessi, che non farebbero altro che ritardare scelte importanti e non più procrastinabili. Adoperiamoci per la difesa e la salvaguardia di aree di territorio , che racchiudono importanti biodiversità e che al loro interno abbiano ancora vive risorse umane, culturali, tradizioni tali da costituire una peculiarità importante e degna di essere preservata per le generazioni future. Si dia avvio, per quanto ci interessa direttamente, ad uno studio per un parco regionale, ambientale culturale, dell’Irpinia d’Oriente. La salvezza della Terra non può prescindere dalla salvaguardia dei suoi patrimoni: ambiente e cultura.

    Qualora si volessero approfondire queste argomentazioni, il commento potrebbe essere postato e sarei ben lieto di aprire un dibattito. Se interessati alle problematiche di studio e di organizzazione di un area a parco si potrebbe dedicare un incontro per dibattere in maniera concreta questo argomento, supportandolo con argomentazioni tecnico scientifiche. A disposizione.
    Tonino Lapenna – Vallata

    Tonino Lapenna

    22 aprile 2008 at 11:39 am

  5. bravo enzo e ancora bravo ad angelo.
    michele cosa ne pensa e cosa ne pensano gli altri?
    sono di umore nerissimo e sono impaziente.
    o ci diamo una mossa tutti insieme oppure sparisco e non mi faccio più vedere e sentire da nessuno. mi accampo sul formicoso, da solo….
    f.a.

    comunitaprovvisoria

    22 aprile 2008 at 12:15 pm

  6. Per costruire “l’Isola Che Non C’è” abbiamo due strumenti legali:

    Ipotesi A:

    Parco Regionale o Nazionale
    Denominazione e definizione del Piano d’interesse ambientale, culturale e paesaggistico;
    Raccolta 5000 firme di Cittadini Residente nei comuni interessati;
    (Norma di Riferimento: Legge 394 del 1991 art 4 comma 5)
    La richiesta và inviata al Comitato del Ministero dell’Ambiente l’iter è più lungo.

    ******************

    Ipotesi B: Parco Urbano

    Denominazione e Definizione del Piano d’interesse Ambientale, Culturale e Paesaggistico;
    Non servono le 5000 firme (anche se sarebbe utile raccoglierle ai fini della sensibilizzazione della Cittadinanza e perché la raccolta firme diventa occasione d’incontro);
    Comuni interessati: Bisaccia, Andretta, e (non so chi altri dell’area interessata?), però non sò se centra ma ci aggiungerei anche (chiaramente) Cairano (l’isola che non c’è!);
    Norma di Riferimento: Legge Regionale n. 17 del 7 ottobre 2003 art 1.

    Osservazioni:
    Nell’ipotesi B l’iter burocratico e più semplice e veloce e coinvolgerebbe solo i Comuni Interessati (singolo o associati tra di loro).
    Il Piano, le attività di pianificazione ed il programma annuale di attività dei Parchi Urbani sono sottoposti all’esame preventivo della Giunta Regionale che può formulare osservazioni entro sessanta giorni dalla ricezione e vengono gestiti direttamente dai comuni interessati anche attraverso associazioni non profit.

    Le caratteristiche del sistema del parco urbano è disciplinato dai comma 2,3,4,5 dell’art 1 della Legge Regionale n. 17 del 7 ottobre 2003 e le apposite linee guide regionali che la campania ha già adottato in applicazione della suddetta legge regionale.

    Prima ipotesi e di un piano di programmazione :

    Recupero della flora e della Fauna (gli uccelli migratori);
    Tutela delle sorgenti d’acque;
    Costruzione di una rete naturale per un turismo eco compatibile;
    Recupero vecchi percorsi per promuovere il insediamento rurale;
    Apertura sentieri con carattere tematico: scavi archeologici; recupero vecchi poderi; (qui si introduce anche la legge regionale 22 per la tutela delle zone rurali) ;
    Tutela delle produzioni agricole biologiche;
    Tutela del paesaggio e dei siti con monumenti;
    Costruzione della “Isola che non c’è” nella quale invitare tutti i campani a respirare e vivere in pace.
    Ecc.

    Di questa idea oggi ne ho parlato anche Pasquale Raia di Legambiente Campania che mi ha assicurato tutto il supporto tecnico per l’iniziativa.

    Camminiamo nella bellezza
    Nanosecondo

    P.S. l’Organizziamo allora questa “GIORNATA DELLA RICREAZIONE” ?

  7. ATTENZION BATTAGLION!!!!

    Sul BURC n. 46 del 9 ottobre 2006 è stato pubblicato il II bando pubblico “Azioni di sostegno per studi ed elaborati tecnici finalizzati all’istituzione di parchi urbani di interesse regionale”, indetto con decreto dirigenziale n. 492 del 13 settembre 2006.

    Il bando disciplina la concessione di aiuti finanziari per attività relative a studi ed elaborati tecnici finalizzati alla verifica della sussistenza delle condizioni necessarie all’istituzione di parchi urbani di interesse regionale, come da “Linee Guida” approvate con d.G.R.C. n. 1532 dell’11 novembre 2005.

    Sono ammessi a partecipare i Comuni della regione Campania, ad eccezione di quelli il cui territorio sia, anche in parte, inserito all’interno della perimetrazione di un parco o di una riserva naturale regionale o nazionale, nonché di quelli già destinatari di contributi finanziari volti alla medesima azione.

    Le domande di agevolazione ed il formulario di progetto, redatti in conformità dei fac-simili riportati rispettivamente agli allegati B e C del decreto di indizione, dovranno essere inviati entro e non oltre 60 giorni dalla data di pubblicazione del bando sul BURC.

    Per informazioni: A.G.C. 16 – Settore 03 Politica del Territorio – tel. 081 796.9491

    http://www.sito.regione.campania.it

  8. ottima idea. nel frattempo, però, franco, ci fai il punto sulla situazione? dopo l’incontro di domenica, dovrebbero esserci state delle evoluzioni. cosa si muove?
    potremmo pure pensare a “occupare” il formicoso tutte le domeniche con mega pic-nic e piantarci sopra le nostre bandiere col nome del parco (tempo permettendo)

    roberta

    22 aprile 2008 at 4:40 pm

  9. Capisco l’entusiasmo e l’eccitazione del momento, ma le semplificazioni e la scarsa conoscenza della realtà e delle problematiche che comportano lo studio e la realizzazione di un parco regionale, con tutte le implicazioni di carattere non solo ambientale, ma anche sociale ed economico, mi sconcerta. Io ho vissuto e vivo una vita all’insegna dell’ambientalismo nel senso più etico della parola e penso che nessuno più di me auspica una salvaguardia ed un recupero nelle sue parti offese di questo territorio, ma non penserei che i problemi possano risolversi in maniera cosi semplicistica. Vivere di aspirazioni supportandole solo di fantasia e di entusiasmi incontrollati, non porta da alcuna parte, vi aiuta solo a rimanere nel mondo dei sogni, Forse è questo che cercate? Bisogna trovare equilibrio, concretezza e consapevolezza per raggiungere traguardi certi e per poter combattere battaglie serie per la salvaguardia dell’ambiente. Bisogna sapere a priori cosa è un parco regionale e cosa deve rappresentare e come deve andarsi a collocare in un territorio antropizzato e con attività economiche da preservare. Un po di sana informazione in tal senso non guasta.

    Tonino Lapenna

    22 aprile 2008 at 7:26 pm

  10. Forse c’è la necessità di un minimo di organizzazione nella discussione degli argomenti. Le riflessioni sulla necessità / fattibilità di un area protetta in Alta Irpina l’ha ritrovo in diversi commenti a diversi post. Mi scuserete se ripropongo qullo che ho già scritto da qualche altra parte.
    Tonino La Penna ha perfettamente ragione quando avverte che la proposta della istituzione di un parco regionale senza il sostegno di attente analisi ed approfondimenti rischia di diventare un fatto ideologico, un punto di vista strategico e di parte, non molto diverso dal costante no agli inceneritori , per esempio.-
    Usiamo, allora, il tempo per preparare un documentato studio quanto più analitico possibile che evidenzia i caratteri del territorio altairpino che, secondo noi, presenta dignità di parco naturalistico.-
    Non è un sogno, se si trasforma in concreta proposta, oltre le fotografie e le romantiche descrizioni.-
    Carte, tematismi, descrizioni, dati, storia , vanno raccolti in un documento che deve avere i canoni di una relazione programmatica ed introduttiva, uno studio di fattibilità che dovrà essere discusso dalle comunità; è impensabile ed è contro la logica fondativa di un parco naturalistico, calare dall’alto ed imporre la scelta di un livello di forte protezione ambientale.-
    La disponibilità mia, ed anche di Amici della Terra Irpinia, c’è tutta . In tempi brevi è necessario , secondo il mio punto divista , organizzare un incontro in cui viene presentata ufficialmente la proposta, da una rete di associazioni e gruppi anche radicati sui territori.-.-
    Questo incontro va pensato con autonomia, al di fuori di incontri e riunioni che si pongono l’obiettivo di stabilire le strategie antidiscarica che a quanto pare prevedono anche il corpo a corpo .
    Solo svincolando la discussione e la proposta su una grande area protetta dell’altairpinia dal problema della munnezza si avrà maggiore possibilità di essere credibili a livello istituzionale e politico.
    Per inciso, in Regione Campania è stato istituito all’inizio dello scorso anno una ulteriore area protetta, il Parco Regionale di Pizzo Alvano -Vallo Lauro Baianese (corrispondente in larga parte con la parte di territorio che collega il Parco del Partenio con il Parco dei Picentini e con quello del Fiume Sarno). E’ ancora tutto in itinere la fase della zonazione e della delimitazione, nonostante tale parco sia stato voluto da molti sindaci dei comuni afferenti (hanno annusato odori di milioni di euro europei, probabbilmente) e forse un pò meno dalle popolazioni che non comprendono il senso.- Sottolineo questo anche per sostenere che il territorio altoirpino in confronto con quello dell’area del baianese e della valle dell’irno presenta oggettivamente migliori qualità paesaggistiche, culturali, storiche e naturalistcihe.-
    Luca Battista

    Luca b.

    23 aprile 2008 at 12:40 am

  11. Bravo Luca
    hai capito il senso delle mie parole ed i percorsi non facili che bisogna affrontare perchè un sogno diventi realtà. Un incontro, giustamente autonomo, è il primo passo da affrontare. Sono a disposizione, qualora ci sia una volontà precisa in tal senso, ad organizzarlo e coordinarlo, anche in tempi brevi.
    Tonino Lapenna – Vallata

    Tonino Lapenna

    23 aprile 2008 at 9:25 am

  12. ognuno faccia la sua parte. qui nessuno è pagato per guidare la faccenda…
    io adesso sono più impegnato sul piano “dell’agitazione”.

    franco arminio

    23 aprile 2008 at 10:54 am

  13. per agitazione intendo provare a sensibilizzare gli indifferenti.
    non ho neppure un minuto per altre disquisizioni.
    anzi, ho i nervi tesi…

    franco arminio

    23 aprile 2008 at 1:10 pm

  14. Tuteliamo la nostra storia. Io più che un parco regionale dell’Irpinia d’Oriente combatterei per costituire una Regione IRPINA! Solo così possiamo tutelare i nostri interessi e finalmente intraprendere la strada dello sviluppo! Credo che il popolo irpino debba essere compatto e liberarsi definitivamente di quei politici che sfruttano il voto degli Irpini per far valere i loro interessi personali a Napoli o a Roma! Probabilmente questa è l’ultima occasione che abbiamo per farlo…tra qualche anno questa terra sarà morta! Riscopriamo l’onore e la dignità dell’IRPINIA! Iniziamo a fare ciò che Bossi da anni sta facendo al Nord…mettiamo la politica nazionale e regionale in condizione di dover trattare con noi! Alziamo la testa! Non facciamoci schiacciare da chi è più cinico di noi! W L’IRPINIA, W LA TERRA DEI LUPI!

    Silvio

    23 aprile 2008 at 4:57 pm

  15. Guardando la cartina del parco, certo, il formicoso ne è proprio il centro.
    Il cuore di un pezzo di mondo che chiede di esistere.
    Un pezzo di mondo che d’inverno spesso si nasconde sotto metri di neve quasi temendo che qualcuno volesse oltraggiarlo.
    Poi si scopre, e,quale spettacolo vedere i verdeggianti immensi campi di grano, orzo, avena, lasciarsi accarezzare da quel vento intrigante quasi come a sollevare la gonnella di una donna.
    dai racconti dei vecchi del mio paese, il formicoso è ricordato come un’immensa distesa dorata che aspettava le squadre di mietitori della baronia di ritorno dalla puglia, per essere mietuta. Il formicoso e la carosina erano l’ultima tappa, dove finiva la campagna della mietitura, dove si faceva il capocanale(festa di fine mietitura).
    E durante la mietitura, gli accaldati contadini, rivolti alla padrona con canti adulatori, chiedevano il fiasco di vino.
    Un territorio dal cuore grade, generoso, che ha sempre appagato le fatiche e le aspettative dei contadini colmando i granai con chicchi dorati.
    Questo è il formicoso che conosco e sono con voi perchè resti così.
    Antonio morgante

    antonio morgante

    24 aprile 2008 at 11:29 pm

  16. per la nostra terra mi portano a suggerire alcune idee a supporto di quello che ritengo una giustissima e sacrosanta rivendicazione. Sul sito http://www.irpinando.it, ho avuto modo di proporre un pò di tempo addietro, sull’onda emozionale della tragedia che stava vivendo il Formicoso che si pensasse al territorio altirpino, con particolare riferimento all’Irpinia d’Oriente, all’istituzione di un MUSEO DEL TERRITORIO, in modo da poter conservare quello che è oggi questa meravigliosa parte d’Italia preservandola da futuri probabili scempi orditi dai pensatori napoletani. Ora non sto a dire se è meglio l’una o l’altra, mi auguro che nell’uno o nell’altro senso si faccia presto in modo da ottenere una sorta di immunità agli scempi degli stolti. Voglio sottolineare che comunque il nostro grande limite è quello di non saper fare “comunità”,di non riuscire mai ad essere d’accordo su una scelta, anche sofferta ma necessaria. Ampliamo il discorso e non fermiamoci al primo passo, immaginiamo che il Parco venga riconosciuto, approvato e insediato. E’ a questo punto che dobbiamo creare una comunità nuova, una comunità fatta da gente comune, amministratori, imprenditori, agricoltori, artigiani, professionisti, allevatori … e tutti insieme iniziare a pensare allo sviluppo reale di questa nostra terra, a sfruttarne i punti di forza, a offrire una immagine vera all’esterno, senza piangersi addosso, a smettere di pensare solo ad essere assistiti, ad usare la politica e non esserne usati, a proporre anzichè subire, solo così possiamo creare i presupposti di uno sviluppo reale e duraturo. Mettiamo in risalto quelle che io amo definire le tre T, Tipicità, Tradizioni e Territorio. Questa è la ricchezza di questa terra, questa deve essere la mission se vogliamo uscire dal tunnel della commiserazione che ha finora generato solo e soltanto miseria, quella peggiore perchè oltre a regalare una pessima qualità della vita spinge i nostri figli a fuggire dai loro paesi, dalle loro case, dalle loro madri.
    Un cortese saluto a tutti.
    Giovanni Ventre

    giovanni ventre

    6 marzo 2009 at 7:20 pm


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