COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

NON SAPPIAMO PIU’ COME DIRLO

non sappiamo più come dirlo / stiamo andando verso il DISASTRO /  un’apocalittica discarica in IRPINIA si fa sempre più vicina nella sostanziale indifferenza.  /  i politicanti tracheggiano.  /  i cittadini non sanno che fare.  / a NAPOLI ancora non parte la raccolta differenziata  /  bisogna fare un’azione preventiva. far capire in tutti i modi che il progetto regionale è criminoso e come tale va immediatamente cestinato.  /  l’IRPINIA , terra verde di incomparabile bellezza paesaggistica, non può essere lo sversatoio di NAPOLI  / Chiediamo a voi, ve lo chiediamo per l’ultima volta, di capire e far capire che non si può aspettare passivamente il disastro.

come COMUNITA’ PROVVISORIA vogliamo il  PARCO REGIONALE  dell’IRPINIA d’ORIENTE 

ci incontreremo  domenica 4 maggio 2008  con questo programma

10.30  appuntamento e  visita guidata del  PARCO ARCHEOLOGICO di CONZA della CAMPANIA

12.30  colazione insieme, area sommitale del PARCO ARCHEOLOGICO con affaccio sul lago di Conza – oasi del WWF

14.00  affaccio dalle balze di PESCOPAGANO sull’alta valle dell’Ofanto fino al Formicoso

16.00  SANT’ANDREA DI CONZA  appuntamento PIAZZALE ALDO MORO e PASSEGGIATA NEL CENTRO STORICO on visita guidata al Seminario e ai Giardini dell’Episcopio  /    16.45  visita al LABORATORIO Artigianale del Ferro Battuto del Maestro Michele Marena  /  17.30    Sala Consiliare dell’Episcopio  /  PRESENTAZIONE della COMUNITA’ PROVVISORIA  /  INFORMAZIONE sulla MEGA DISCARICA /  PRESENTAZIONE della BOZZA del PARCO REGIONALE DELL’IRPINIA D’ORIENTE  /  ASCOLTO COMUNITARIO /  DIBATTITO 

 l’area del FORMICOSO, cuore del NUOVO PARCO, individuata da DE GENNARO come area di discarica , foto flikr / wakima

Questa idea che sta man mano nascendo… su un blog … è il segno di una nuova democrazia; si sta mettendo in moto energia, in modo orizzontale, gratuitamente, volontariamente, intorno ad una speranza di salvezza di questa terra d’irpinia … un domani forse, su questa stessa strada, si potranno intraprendere altre strade di salvezza … pratichiamo un sogno

ho messo un pò di mie foto sull’area del parco regionale dell’irpinia d’oriente
potete utilizzarle come vi pare per promuovere una prima immagine dell’irpinia
qualcuno può lavorare su uno slogan e su una-due immagini ?
dobbiamo far capire a chi non conosce l’irpinia che questo territorio è …
e non può essere una discarica così come non lo può essere il cono del vesuvio nè il parco nazionale d’abruzzo …
servono idee per comunicare in sintesi quello che sta accadendo; bisogna inviare immagini e pensieri, soprattutto personali, a giornali e blog
date un’occhiata alle foto e prendete quelle che vi servono :
http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157604801105191/

LEGGI IL TESTO COMPLETO E ADERISCI ANCHE TU ALLA LISTA PER IL GRUPPO DI LAVORO (clicca sul link seguente)     https://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/04/23/parco-regionale-dellirpinia-doriente-prima-uscita-domenica-4-maggio-a-sandrea/

foto di copertina : l’alta irpinia con il lago di conza, vista da cairano,  foto flickr / goljadkin

37 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. vi aspetto a s.andrea, in caso di difficoltà e per informazioni questo il mio numero 0827.35046
    antonio

    antonio vespucci

    29 aprile 2008 at 12:57 pm

  2. Ciao angelo,
    farò girare la vostra mail.

    non entro in merito alle scelte della gestione rifiuti. Siamo alla paralisi e sopratutto si affronta la situazione solo aprendo nuove discariche. non sanno fare diversamente.

    ora arriverà anche Berlusconi che sta studiando i dossier sulla spazzatura. Figurati

    purtroppo non posso esserci domenica
    Volevo solo darvi la mia disponibilità se ce ne fosse bisogno (mi sto occupando di acque, aree umide, wetland ri-costruite fitodepurazione, inquinamento delle falde, ecc)
    posso consigliarvi di fare una mappa dove inserire anche i parchi esistenti con una sovrapposizione dei corridoi ecologici: appenninico e trasversale.
    nella denominazione del nuovo parco avrei sfruttato comunque l’Ofanto.
    inoltre sarebbe il caso di far vedere dove vogliono localizzare la nuova discarica.
    un abbraccio
    rocco lafratta, geologo, napoli

    rocco la fratta

    29 aprile 2008 at 1:54 pm

  3. (Giuseppe D’Avanzo – La Repubblica)

    MOSTRUOSA PIATTAFORMA IN IRPINIA

    Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi, la conferma ufficiale. Qualche estratto:

    Il commissario Gianni De Gennaro ha fatto due conti e ha concluso che “dal 5 luglio le potenzialità di smaltimento delle 7.200 tonnellate prodotte giornalmente in Campania saranno inadeguate rispetto al fabbisogno”. Lo ha detto agli amministratori, ai presidenti delle province, al presidente della regione, Antonio Bassolino. Ne ha discusso con Silvio Berlusconi che sarà presto a Napoli per il primo consiglio dei ministri. Ha preparato un piano di priorità, che il Cavaliere – in cerca di un primo colpo vincente per il suo governo – ha condiviso. Due nuovi impianti a Savignano Irpino (apertura prevista, il 20 maggio) e a Sant’Arcangelo Trimonte (pronto il 5 luglio) dovrebbero consentire di tirare in lungo fino a quando non sarà allestito il “Grande Buco” che inghiottirà tutta l’immondizia della regione.

    Una “piattaforma plurifunzionale”, la chiamano, dove scaricare e trattare due, tre milioni di tonnellate (ma c’è chi, sottovoce, sussurra di capacità fino a 13 milioni) di “rifiuti speciali solidi, liquidi, fangosi, pericolosi, non pericolosi”. La “piattaforma” dovrebbe essere preparata in Alta Irpinia nel pianoro di Formicoso tra i borghi agricoli di Vallata, Bisaccia, Lacedonia, Andretta, Vallesaccarda, al centro di un territorio di 286 chilometri quadrati con una densità di 61 abitanti per chilometro.

    […]

    Gianni De Gennaro vuole soltanto chiudere la fase dell’emergenza (è il suo incarico), ritornarsene a Roma e a nuovi incarichi. In assenza di un ciclo industriale dei rifiuti – che ha bisogno di molto tempo per essere realizzato – porta alle estreme conseguenze la politica del “non-ciclo” del passato. Il disgraziato modello che prevede la discarica come unico modo per smaltire i rifiuti. Si raccolgono i rifiuti, si fa un buco da qualche parte, si getta dentro tutto. La “Grande Emergenza” richiede allora un “Grande Buco” che possa raccogliere la monnezza in attesa dei tempi lunghi che consentano di costruire gli impianti industriali di trattamento, riciclaggio, recupero energetico. Responsabilità che Berlusconi intende affidare a una “sottosegretario con delega ai rifiuti”.

    […]

    È impossibile non vedere, in queste cabale, un sordo conflitto di potere che non ha dato ancora il suo peggio. Non è una novità sostenere che, in quattordici anni, è nata un’industria dell'”emergenza rifiuti” che distribuisce parcelle, contratti, licenze, reddito, profitti abusivi, finanziamenti nascosti, occupazione. L’ordigno ha creato un “magma sociale” che intreccia i destini del grande professionista e dell’ex-detenuto. Ha dispensato consenso e utili politici secondo un metodo di governo distruttivo e irresponsabile non inedito, addirittura storico per la Campania. “Imprese nazionali e internazionali hanno tratto profitti dalla politica dell’emergenza in cambio di una pessima prestazione, come già avvenne in Campania per il terremoto del 1980 – spiega Gabriella Gribaudi, storica – D’altro canto gruppi dirigenti locali, attraverso la struttura del commissariato, hanno potuto gestire un rilevante flusso di spesa, rafforzando il proprio potere ed estendendo la rete di amici e clienti”.

    Ieri come oggi, è ancora al lavoro nella regione quel “partito della spesa pubblica” che formò le sue fortune politiche ed economiche con l’invenzione di “emergenze” e “occasioni”, sollecitando una gestione incontrollata delle risorse pubbliche, allargando un “blocco di potere” verticale e socialmente differenziato che ospitò, naturalmente, la “mediazione sociale” della camorra. Un partito unico, consociativo, trasversale che oggi deve ritrovare in fretta – ha solo 69 giorni – una nuova strategia, se non una nuova guida. Smantellare questo “sistema” dalla sera alla mattina non è semplice. In 69 giorni è impossibile, anche ammesso che lo si voglia. E nessuno ne ha voglia alla vigilia dell’arrivo dei 4 miliardi di euro dei fondi strutturali dell’Unione europea. Che promettono di rigenerare il “sistema”; di dare nuove slancio a carriere politiche in declino (Bassolino); di crearne di nuove (i “giovani leoni” del Partito delle Libertà); di riequilibrare quote di consenso sociale a favore dei nuovi assetti politici; di aprire il varco ad altre imprese felicemente protette.

    GIUSEPPE D'AVANZO - LA REPUBBLICA

    29 aprile 2008 at 2:01 pm

  4. metto qui un pezzo che mi ha mandato il poeta marchigiano adelelmo ruggieri.
    è un amico della comunità provvisoria e del nostro paesaggio. e a dimostrarlo bastano queste sue righe

    Questo è un posto che gli occhi li devi chiudere ogni tanto… Uno non può tenere gli occhi aperti tanto tempo di fronte tanta bellezza naturale e tanta civiltà come quella dell’Irpinia…

    ecco comunque il pezzo per intero
    armin

    Altura

    Ero in piena aria, in piena luce, mi sentivo rivivere.
    F. De Sanctis

    Poi ci sono tornato una volta sull’Altura.
    Volevo essere lì che faceva sera – quiete.
    Volevo rivedere la salute di una notte irpina, e le luci dei paesi, e delle case sparse.
    E sentire il suono incantevole a sera, e lattiginoso quasi, delle piccole aziende.
    Volevo sentire i respiri, ma insieme capire il sudore di tanta fatica non esibita: respiri e sudore sono sorgenti.
    E “Le sorgenti cantano”, canta Federico Garcia Lorca.
    Ma non è che sia stato facile. Per me fare trenta chilometri seduto al volante, con i piedi nelle scarpe che frizionano, è come se uno mi chiedesse di raggiungere a nuoto un’isola lontanissima in mezzo all’oceano. Ma delle volte tocca vincerlo l’impedimento. E allora mi metto al volante, inizio a frizionare.
    Faccio le strade statali, così se mi prende l’ansia che mi dà vivere in questo mondo così tanto veloce e devo fermarmi, accosto e mi fermo tutto il tempo che serve a ritrovare fiato di persona.
    Ma quel giorno c’era una luce primaverile e salutare e volevo vincere l’impedimento.
    In verità speravo di arrivare prima che facesse sera, così magari mi prendeva il coraggio di telefonare a un amico di lì.
    Quando torni a trovarci?; e io con un filo di voce stagliuzzato dalla forbice dei chilometri e chilometri fatti rispondevo: Sono qui…; Come sei qui… dove stai di preciso… hai mangiato qualcosa almeno…
    Ma la questione di chiamare sarebbe diventata troppo complicata in tanto straripare di volti e nomi amici e cordiali… Li si vorrebbe chiamare tutti in una volta… e invece non si può che chiamarli ad uno ad uno ad uno ad uno… è per questo che ci stanno le Comunità… è per questo che ci sono…
    Questo è un posto che gli occhi li devi chiudere ogni tanto… Uno non può tenere gli occhi aperti tanto tempo di fronte tanta bellezza naturale e tanta civiltà come quella dell’Irpinia…
    È andata così come ho detto.
    Sono arrivato acciaccato e frizionato e frazionato – stagliuzzato dal viaggio. Era sera tardi. C’era la quiete della sera. Mi sentivo insieme come un ragazzetto vulnerabile a ogni cosa e un vecchio comprensivo e saggio su di un pendio.
    Avevo un occhio asciutto e l’altro bagnato. Guardavo le sagome maestose dei Picentini con quello bagnato però.
    Poi è arrivata l’alba. Poi è venuta Aurora.
    E di lì a breve quando i raggi tutti hanno preso a inchiodare l’Altura al celeste del cielo, all’aria, ai respiri, ai sudori, ai riposi di chi è tornato dopo tanta fatica fatta in ogni dove, ed è ritornato qui per l’incanto di qui…
    È stato allora che mi sono tolto di dosso i due maglioni in più che portavo, mi sono tolto la cuffia blu a striscette orizzontali bianche di quand’ero ragazzo e magro – lana grezza che picca. Ora ero in piena luce e piena aria e piena salute e mi sentivo rinato, pulito.

    Adelelmo

    comunitaprovvisoria

    29 aprile 2008 at 2:40 pm

  5. a proposito di raccolta differenziata a napoli

    Il centralino promette: «Tra qualche istante un operatore sarà a sua completa disposizione». Ma alle 14.40 di ieri, al primo tentativo sullo 800.161010, il telefono chiama per 8 volte, prima che cada la linea. Così alla seconda e terza volta. Solo al quarto tentativo risponde un addetto al call center dell´azienda Asìa. Ma il peggio non è questo umano ritardo sullo squillo. Il peggio è che la voce gentile, una volta in linea, non ha risposte adeguate per voi, che magari pensate sia dovere dei napoletani (immersi da 14 anni nella crisi rifiuti) sostenere ogni giorno la raccolta differenziata. Infatti, alla domanda: «Dove sono le campane per il vetro o l´alluminio più vicine al mio indirizzo di casa?», la risposta dell´operatore sarà, nel migliore dei casi: «La mappa non si apre on line». Vero: nel pur accogliente sito di Asìa (asianapoli. it) da numerosi giorni è spiegato che la mappa «non è disponibile per aggiornamenti». Nel peggiore caso, l´operatore lascia intendere la sua impotenza: «Non so aiutarla. Le posso dare le strade principali in cui si trovano solo le isole ecologiche, valuti poi come arrivarci. Ma non abbiamo mica in memoria la dislocazione di tutte le campane e dei contenitori».

    Fotografia di una raccolta differenziata immaginaria. Proprio nella città-epicentro del disastro immondizia. Cinquanta giorni dopo l´approvazione del Piano Differenziata al Comune di Napoli (licenziato all´alba dell´8 marzo), Repubblica verifica come sia progredita la cura del servizio, per capire se si riesca a sottrarre qualcosa alle 7200 tonnellate che ogni giorno il supercommissario De Gennaro deve smaltire. Ma ogni giorno ci si imbatte nella stessa corsa a ostacoli. Informazioni carenti, organizzazione frammentaria, capacità di incentivare la collaborazione dei cittadini zero. Eppure l´assessore comunale Gennaro Mola, l´8 marzo, aveva garantito: «Ci vorrà un mese per adeguare la macchina. Entro due settimane l´Asìa predisporrà il piano per incrementare la differenziata. Appello martellante: differenziamo». Di martellante, purtroppo, c´è ancora l´inadeguatezza di strutture e regia operativa. Ecco un esempio tra i tanti.

    Al 76 di via Pigna, mega-parco condominiale con 300 famiglie, sono sparite le campane per vetro e alluminio. Decine di persone hanno segnalato il disservizio. Risposta, circa un mese fa: «Stiamo sostituendole con le nuove». Ieri, al noto call center, la gentile operatrice, a domanda specifica, sosteneva: «Qui non abbiamo più segnalazione: quindi immagino siano arrivate». Ovviamente in via Pigna quei contenitori non ci sono ancora. E solo pochissimi di quei circa 1500 cittadini oggi caricano l´immondizia differenziata in auto per fare circa 800 metri utili a raggiungere gli altri contenitori più vicini.
    Per la cronaca, ieri il Commissariato ai rifiuti, con la prefettura, ha presentato “Cartaviva”, raccolta speciale di carta e cartone negli uffici pubblici. A partire dai prossimi giorni, prefettura ed Esercito, insieme con Conai, Comieco ed Asìa metteranno in campo «squadre di operatori che due volte a settimana provvederanno a raccogliere la carta e il cartone consumato da dipendenti pubblici e depositato in appositi bidoncini».

    comunitaprovvisoria

    29 aprile 2008 at 2:48 pm

  6. Vorre dire una cosa, anzi ridire qui cose sentite in questi lunghi anni , e poi voglio dire altre cose:
    1) Noi siamo per i rifiuti zero , c’è lo impongono le direttive della comunità europea;
    2) Siamo contrari ai termovalorizzatori, sono tecnologia antiquata ed altamente inquinante ;
    3) Il ciclo integrato dei rifiuti si risosve con la provincializzazione.
    4)Noi il piano provinciale dei rifiuti l’abbiamo fatto , ci sono studi scientifici alla base .
    5) La raccolta differenziatta non può partire perchè costa troppo e perchè non siamo organizzati .
    6) E’ ingiusto ed è una follia portare i rifiuti nel nostro territorio.
    7) Abbiamo già dato, se la prendono sempre con chi non ha protezioni politiche.
    8) Invece dei rifiuti nelle nostre campagne ci portassero l’industria.
    Potrei continuare all’infinito, metteteci voi i titolari di queste affermazioni, ovviamente sono tantissimi, e quasi sempre politici o ambientalisti ideologizzati.-

    Domanda, abbiamo il tempo, ora con la valanga di m…… che sta scendendo a valle, di mettere in discussione l’assunto di partenza che sta guidando il Commissariato ?
    Il problema è : la crisi dei rifiuti in Campania
    Territorio di riferimento. La Campania
    Analisi e studi generalizzati sull’intera area di riferimento.
    Nessun particolarismo o lente di ingrandimento utilizzata.
    Questi mi sembrano gli assunti su cui si base il lavoro del Commissariato.
    NON condivisibili, certo, perche sono in spregio a qualsiasi politica di programmazione basata sui concetti – pilastri – assodati di sviluppo sostenibile: equità intergenerazionale e sociale, qualità ambientale, sviluppo economico, a partire dai territori e dalle comunità locali.-
    Però, mentre discutiamo delle soluzioni facciamo ancora tanta munenzza ogni giorno che va tolta dalle strade….

    io voglio denunciare che:
    1) la nostra classe dirigente locale , per esempio, la giunta provinciale e la presidente De Simone, declamano la elaborazione del Piano Provinciale dei Rifiuti, ma non mi risulta che sia stata fatta un azione di comunicazione larga, di consultazione con le forze sociali ed i cittadini e che la carta delle possibili aree destinabili agli impianti (tutti) dei rifiuti sia stata resa pubblica e leggibile da tutti; non mi risulta che gli studi e le analisi per la elaborazione del piano siano stati offerti alla consultazione di tecnici, ordini professionali, associazioni, insomma sottoposti alle normali procedure di valutazione ambientale strategica (per esempio).-
    2) i nostri amministratori locali, per esempio, i sindaci declamano di essere vittime di ingiustizia e di non rispetto dei loro territori, ma non mi risulta che abbiano avviato per ora e per tempo la raccolta differenziata e che abbiano realizzato, sempre per ora e per tempo, nei loro comuni le isole di stoccaggio provvisorie. Non mi risulta che i sindaci abbiamo candidato i loro territori come idonei ad ospitare un impianto dedicato al ciclo integrato dei rifiuti, se qualcuno l’ha fatto , è bastato un minimo sussurro per fare marcia indietro.
    3) la nostra classe politica, per esempio, i rappresentanti dei maggiori partiti politici, hanno spesso passato il loro tempo a fregare il compagno di partito che tentava di decidere in un senso invece che in un altro.
    Perchè i sindaci (sempre come esempio), non si impegnano formalmente con un deliberato di consiglio comunale, ad obbligare la provincia ad aprire un tavolo di confronto, reale pubblico , su questo benedetto piano provinciale dei rifiuti garantendo la reale disponibilità, se necessaria, dei loro territori ?

    Questo, forse, la cosa intelligente da fare per il futuro .

    Ma per il presente, per l’oggi, scusatemi qual’è la cosa intelligente da fare.

    MANCANO 68 GIORNI ALLA CATASTROFE !

    Luca Battista (AdT)

    luca b.

    29 aprile 2008 at 3:28 pm

  7. bravo luca.
    generosa e intelligente la tua riflessione.
    ne aspettiamo altre.
    non ci arrendiamo…
    f.a.

    comunitaprovvisoria

    29 aprile 2008 at 4:38 pm

  8. Caro Luca,

    Penso che ormai se ne sono dette tante tra di noi sul problema rifiuti (tutte cose più o meno sensate e giuste) che occorre forse fare un pò di pulizia nei nostri concetti.

    A partire dal linguaggio che può essere davvero pericoloso (reazionario) se usato a sproposito.

    Allora, provo a dire alcune cose che ci possono essere utili per oggi e per domani, chiedendo scusa ovviamente per le eventuali ripetizioni di concetti già espressi anche su questo blog.

    1) Il termine catastrofe è giusto? Assolutamente no. Perchè no? Ma perchè è una parola che contiene in sè il germe della rassegnazione (dopo la catastrofe non c’è più nulla). A dispetto del suo altisonante significato, che vorrebbe mobilitare, la parola rischia in realtà di scoraggiare.
    Il mondo è pieno di ben altre catastrofi.
    L’eventuale discarica regionale in Alta Irpinia è un grave problema oltre ad essere un sopruso regionale intollerabile. Questo mi sembra un linguaggio più appropriato perchè lascia spazio alla lotta futura qualsiasi cosa accada.

    2) Sulle istituzioni locali (Provincia e Comuni) voglio fare l’avvocato del diavolo per una volta. Tu dici: la provincializzazione del ciclo dei rifiuti è giusta (sono d’accordo, per adesso, dopo bisogna puntare sui Nuovi Municipi o aggregazioni di comuni per usare un linguaggio da vecchie istituzioni), però la Provincia e gli organi che la guidano non sono stati all’altezza per varie ragioni. Tutto giusto, ma va posta, a noi stessi innanzitutto, una domanda: ma è possibile agire diversamente in una istituzione attaccata da tutti, di cui tutti chiedono l’abrogazione (giusta, in prospettiva, ma oggi tatticamente sbagliata nel gioco del riordino complessivo di tutte le istituzioni)? Probabilmente prima di parlare bisogna farci un pensiero.
    Sui Comuni: anche qui dici cose giuste ma che rischiano di essere astratte. Son tutte vere, sia chiaro, le critiche che fai sui rifiuti ai primi cittadini dei nostri paesi. Tuttavia, sempre per fare l’avvocato del diavolo, pensi che sia possibile che sindaci di piccoli comuni, che non dovrebbero più esistere perchè assolutamente fuori dalla storia (guidare un piccolo comune è come pretendere oggi di andare a Milano con un calesse e un asinello: questo è l’esempio calzante), possano fare alcunchè di buono anche volendolo?

    3) Sulla classe politica e sui partiti il discorso si farebbe troppo lungo, ma anche qui è in agguato un’analisi vecchia che non tiene conto della necrosi che ha colpito tutte le forze poltiche che oscillano da “produttori” di crisi (i grandi partiti) a infantili riproposizioni “identitarie” (i piccoli).

    Caro Luca,
    tutto questo per dire che la realtà del problema rifiuti va guardata “dall’alto” della crisi che viviamo, altrimenti non si capisce niente, si rischia di imbottigliarsi, se va bene, in una logica “resistenziale”. Invece si guadagnerebbe molto se si passasse “egemonicamente” all’attacco. Siamo in un periodo storico di trapasso, vogliamo dire, per esempio, alla Regione Campania, che non la riconosciamo, che il suo potere (e quello delle altre regioni) è un potere antistorico, usurpatore di potere, in tempi di formazione di una nuova statualità europea, alla regione vera (l’Italia), quindi pericolosissimo? Non mettiamo in moto subito la pratica “distruttiva” della regione, ma almeno a parole vogliamo dirlo? E’ curioso che un movimento come la Lega abbia detto (e praticato in parte) le sue cose “sovversive” (su cui in gran parte, ovviamente, non sono d’accordo) venti anni fa, e i democratici e la sinistra vadano sempre a rimorchio quando devono minimamente anticipare i tempi.

    Con affetto
    Michele Fumagallo

    michele fumagallo

    29 aprile 2008 at 5:24 pm

  9. la lettera di un cittadino di vallata
    http://www.irpinianews.it/DaiComuni/news/?news=30759

    verderosa

    29 aprile 2008 at 6:47 pm

  10. i sindaci di vallata e bisaccia da de gennaro
    http://www.irpinianews.it/Attualita/news/?news=30796

    verderosa

    29 aprile 2008 at 6:49 pm

  11. un centro per le cicogne nell’oasi WWF di conza della campania
    http://www.irpinianews.it/Cultura/news/?news=30704

    … e quello che ancora non si legge ma che tutti in regione e in provincia sanno :
    LA SITUAZIONE PER L’ALTA IRPINIA E’ MOLTO – MOLTO – GRAVE
    in pratica hanno già deciso, prova di efficienza e di forza …
    emergenza sanitaria … poteri al governo e megadiscarica in irpinia
    obiettivo del nuovo governo : napoli pulita e bassolino a casa

    verderosa

    29 aprile 2008 at 6:53 pm

  12. carissimi
    bisogna attivare immediatamente un tam tam verso i giornali nazionali e verso tutti i blog

    dobbiamo far capire che portare qui i rifiuti è come metterli nel cono del vesuvio o nel parco nazionale d’abruzzo …

    è facile risolvere così i problemi : si scava un fosso nella parte socialmente più fragile della regione e si ficcano tutti i rifiuti di napoli …
    è una soluzione primitiva …
    non possiamo aspettare domenica 4 per organizzare un comunicato
    cosa proponete ?

    verderosa

    29 aprile 2008 at 7:00 pm

  13. basterebbero dieci verderosa e qui non se la sognerebbero neanche la discarica.
    all’incontro con de gennaro vorrei esserci anche io.
    mi sembra interessa anche del commissariato parlare con i rappresentati dei movimenti.
    ma intanto qui c’è ancora poca spinta…
    armin

    comunitaprovvisoria

    29 aprile 2008 at 7:29 pm

  14. Ho la netta sensazione che ci si stia avviando verso il disastro. Lentamente ma inesorabilmente. Perché la politica tace?
    Dopo aver saputo del presidio notturno al CDR di Pianodardine (quello che ha fermato l’arrivo delle ecoballe) pensavo che qualcosa si stesse smuovendo, che si stesse prendendo coscienza dell’oltraggio e della violenza che nei Palazzi si sta preparando ai danni dell’Irpinia.
    Personalmente penso sia questione di settimane o giorni. Con il caldo e le immagini dell’immondizia nelle strade di Napoli, che faranno il giro del mondo, il Governo avrà gioco facile a ripescare l’ipotesi Formicoso e con un blitz ci metterà davanti al fatto compiuto.
    C’è bisogno di un’ “azione preventiva” forte e decisa, non so come, ma da queste pagine bisogna portare l’indignazione in tutti i comuni irpini e farla conoscere all’Italia.

    Giuseppe - Caposele

    29 aprile 2008 at 7:30 pm

  15. metto qu una lettera del mio amico antonio celano, un lucano che vive a livorno.

    caro Franco,
    io ti scrivo, ma da qui. Posta tu, poi, se vuoi. Perché? perché amo il parlare fuori dai denti e da qui lo posso fare prima che tutto sfoci senza mediazioni in un blog dove nessuno, tranne te, mi conosce, conosce le mie posizioni.
    Un parco mi dici, e mi può star bene. Ma un parco nasce «per» e non «contro». O almeno non solo. Perché un parco è fatto non solo di contingenze, ma pure di futuro. Un futuro che poi, passata l’emergenza, va gestito.
    Per quanto mi riguarda, vengo da una zona del Pollino dove il parco è stata una grande speranza ed è una grande risorsa, ma anche un grande disastro, da cui stentiamo ancora a riprenderci. Grandi speranze, appunto, si sollevarono al momento del varo del progetto Ferrara, il quale aveva concepito l’area da parchizzare come momento di sviluppo complessivo e non solo, come era stato concepito fino ad allora (secondo un modello sviluppatosi a Nord in una natura ormai boccheggiante), come luogo da sottoporre a una serie di vincoli soffocanti. Ma le cose le gestiscono le normative vigenti e i nostri politici mai all’altezza (anzi il parco s’è riempito di scalda-sedie incompetenti che non avevano da andare a far danni altrove), e di quell’idea è rimasto solo il pallido fantasma, con i contadini che sono stati impediti anche al legnatico, a volte al pascolo, a tutte le attività che sono loro peculiari. Certo, si disse, il contadino, il cittadino di là, avrebbe dovuto farsi imprenditore turistico. Ma si possono spezzare i vincoli culturali di secoli? In altre parole lo schiavo di colpo liberato, di per se stesso, apprezza già per questo la libertà? Dilemma rouseauiano. Ma oggi di più ne dubito. E poi siamo popoli espropriati dalla politica, abbiamo il fiato corto e dunque facilmente diventiamo preda dei professionisti. Dunque attenzione: non è che per liberarci dalla mondezza, poi finiamo comunque al capestro?
    Però, visto che comunque alla mondezza non mi ci rassegno neanche io e dentro una mega-discarica proprio non vorrei vedervi finire, dico che forse sarebbe bene fare una battaglia dura, seria (e senza sceneggiate alla napoletana, ché poi tanto è inutile sbraitare contro lo stato quando ogni mattina ci si fa copulare il culo dalla camorra e zitti) così come il popolo di Basilicata (nello specifico quello del Metapontino, ma appoggiati davvero da tutta la regione) ha fatto con le scorie radioattive. Se un modello di lotta c’è, mi sentirei di suggerire quello e non il parco.
    Tuo Antonio

    comunitaprovvisoria

    29 aprile 2008 at 7:34 pm

  16. da questo blog arrivano decine di visite al nostro post sul parco regionale
    http://junction.splinder.com/

    verderosa

    29 aprile 2008 at 8:25 pm

  17. Vorrei confrontare il mio punto di vista con quello di Antonio Celano. I dubbi che solleva sono importanti, perché servono a tenere desta l’attenzione sulla strategia più efficace da adottare. Io sono completamente ignorante in maniera di diritto e non ho la più pallida idea dei vincoli imposti dalla normativa che regolamenta i parchi naturalistici, ma credo che se l’Alta Irpinia è rimasta incontaminata come oggi noi tutti la conosciamo (pur con le inevitabili macchie nere degli sversamenti abusivi, documentati per altro anche nel recente “Biutiful Cauntri”), è perché si è riusciti – se non altro – a conservare col tempo un equilibrio tra l’uomo e l’ambiente che altrove è andato quasi sempre incrinandosi. Questo rapporto andrebbe preservato praticamente intatto: la pastorizia e l’agricoltura dovrebbero essere tutelate dall’eventuale istituzione del parco, non inibite. Allo stato attuale, rappresentano anche dal punto di vista culturale, come giustamente afferma Antonio, un legame con la storia dei nostri padri.

    Non dico che le nostre zone e noi che ne siamo gli “occupanti” siamo immuni da colpe: il mancato sviluppo di questa area della regione è anche e soprattutto responsabilità nostra, di tutti noi che per anni abbiamo abbassato la testa davanti a logiche clientelari, a volte confidando in un tornaconto di qualche tipo, altre vegetando nell’indifferenza indotta dall’assuefazione alla pratica. Adesso che il potenziale sviluppo terziario della zona stagna, l’unico spiraglio positivo arriva ancora una volta dalla terra. Non dobbiamo dimenticare che proprio Andretta e Bisaccia sono stati i primi comuni in Italia in cui si è avviato lo sfruttamento commerciale dell’energia del vento, che allo stato attuale dei fatti rappresenta una vera e propria miniera in cui investire il nostro futuro e quello dei nostri figli. Come dimostrano i crescenti investimenti americani, è questo il business del domani. Ho appreso di recente della volontà di coordinare proprio da Bisaccia quello che dovrebbe diventare il primo distretto eolico italiano: questo potrebbe essere un altro punto di partenza, per la nostra lotta a tutela del nostro territorio, e innescare una linea d’azione da far convergere sull’idea del parco regionale.

    L’idea è di promuovere uno sviluppo della zona nel pieno rispetto del territorio e della sua natura e nell’interesse della comunità. Uno di questi giorni, anche se nessuno sa ancora quando, partirà dalla stazione l’ultimo treno per il domani. Spetterà a noi riuscire a convincere i nostri vicini, amici, parenti, dell’opportunità della lotta, e dell’occasione di crescita da cui potremmo essere scalzati con un’imposizione dall’alto. E’ in gioco il futuro di tutti, spero che tutti se ne rendano prima o poi conto.

    Con la consueta solidarietà,
    X

    X

    29 aprile 2008 at 8:45 pm

  18. Caro Michele
    spesso questo blog, merita commenti molto simili su post diversi, il mio commento era anche legato alla segnalazione fatta sul dossier apparso sul giornale la Repubblica di Lunedi. Detto questo, condivido il senso della catastrofe , ma il mio riferimento non è tanto alla discarica in Alta Irpinia, bensì ALLA EMERGENZA SANITARIA che esploderà a Napoli ed anche da noi a Luglio !
    Allora ti chiedo con sincera curiosità di apprendimento, come la si deve definire oggi, una pandemia eslposa a causa dei rifiuti che non siamo stati capaci di trattare ?

    In merito alla necessità di innovare il senso dei “Municipia”, mi sembra cha abbiamo condiviso l’obiettivo ultimo.
    Il problema però è ora.
    La provincializzazione, da un punto di vista di ciclo industriale dei rifiuti , non è tanto la coincidenza con un ambito amministrativo (anche obsoleto), bensì, la omogeneità (più o meno diffusa) in termini economici e sociali oltre che la definizione di un numero di abitanti da servire ( circa 400.000, anche 500.000 ).-
    Poi, illustrare compiutamente un piano, che è innanzitutto un lavoro tecnico , poco ha a che fare con la delegittimazione della istituzione, casomai quest’ultima incide sul riscontro e sulla credibilità politica.-
    Infine i sindaci, non vedo il motivo per cui un primo cittadino dell’ultimo paese non debba avere come prioritario il contributo alla problematica della emergenza dei rifiuti. MI chiedo che c’entra il fatto di essere stati espropriati dei poteri (sanitari per esempio, in tema di gestioni rifiuti) con la assoluta noncuranza (in passato) per l’avvio di un processo di raccolta differenziata, oppure col fatto di non riuscire (ancora oggi) ad individuare un sito idoneo per lo stoccaggio provvisorio dei rifiuti.
    In realtà manca ancora qualcosa, ed è il ruolo ondivago che ha avuto la istituzione Chiesa in questi ultimi anni. Sacerdoti capibastone e sacerdoti od alti prelati a bacchettare le istituzioni e a raccomandare le assunzioni di responsabilità.
    Per mia forma di curiosità (quella dell’apprendimento e della conoscenza) vado anche a sentire le prediche , in chiesa, non ho mai sentito un prete che invitava i fedeli a fare la raccolta differenziata ad esempio, o meglio ancora a cambiare stile di vita scegliendo il tipo di consumi. Ovviamente parlo dei preti comuni, non quelli che vanno per televisione.

    @ Angelo e Franco
    LUnedi prossimo sul canale LA7, il programma di approfondimento di prima serata EXIT , parlerà della “Catastrofe annunciata della Campania”. Partirà da un punto di domanda che è quello del perchè in Campania non si fanno i Termovalorizzatori, ma soprattutto la domanda è I TERMOVALORIZZATORI RISOLVONO IL PROBLEMA ?.
    Credo che il punto di partenza, ora, è sbagliato, perchè la domanda deve essere è GIUSTO FARE LA PIù GRANDE DISCARICA D’EUROPA IN ALTA IRPINIA PER RISOLVERE L’EMERGENZA.
    Scriviamo (Angelo sei molto bravo a sintetizzare) alla redazione di Exit, (vedi il sito) e vediamo ad esempio se l’intriga ascoltare un poeta !

    Ovvaimente scrivo di getto… scusate le sgrammaticature eventuali !

    LUca Battista

    Luca b.

    29 aprile 2008 at 8:46 pm

  19. ho messo un pò di mie foto sull’area del parco regionale dell’irpinia d’oriente
    potete utilizzarle come vi pare per promuovere una prima immagine dell’irpinia
    qualcuno può lavorare su uno slogan e su una, due immagini ?
    dobbiamo far capire a chi non conosce l’irpinia che questo territorio è …
    e non può essere una discarica così come non lo può essere il cono del vesuvio nè il parco nazionale d’abruzzo …
    servono idee per comunicare meglio e inviare immagini e pensieri, soprattutto personali, a giornali e blog
    date un’occhiata alle foto :

    2 Mefite Verderosa 2

    verderosa

    29 aprile 2008 at 10:02 pm

  20. Ho anche io sul mio blog dato il via al tam tam, allarghiamo la voce, e….speriamo bene.
    Stefano

    teoraventura

    29 aprile 2008 at 10:33 pm

  21. Ad appello, rispondo…

    http://junction.splinder.com/post/16928009/Il+futuro+divergente

    Un saluto a tutti (e grazie a Verderosa e Goljadkin per le foto)
    X

    X

    29 aprile 2008 at 11:34 pm

  22. Ciao a tutti gli irpini indignati!
    Per la seconda volta scrivo su questo blog per invitarvi ad un’unione di sforzi.Ad Avellino dopo la questione Pianodardine la cittadinanza comincia svegliarsi e ieri sera abbiamo fatto la prima riunione di quello si spera sarà un grande comitato di coscienze,credo sarebbe più che giusto unire le forze e cominiciare ad agire insieme perchè non si tratta di Alta o Bassa Irpinia,ma di tutta la provincia.Nessuno di noi vuole fare da pattumiera regionale,perciò se qualcuno di voi è interessato può venire venerdi 2 maggio alle 18.00 presso la sede di rifondazione ad Avellino in via Esposito,di fronte al tribunale(ci riuniamo qui perchè abbiamo la stanza a disposizione senza bisogno di richieste di permessi).Io personalmente non ci vado come rifondarola, ma come ambientalista innamorata della propria terra e Franco Arminio insegna che in questi casi il colore politico non ha nulla a che vedere con l’indignazione,dopotutto io per prima ho messo la sua lettera sul blog del prc di Solofra.
    Credo sia giunta l’ora di lasciare da parte banali contrapposizioni ed unirci per evitare che seppelliscano le nostre montagne e i nostri fiumi sotto l’immondizia.
    Venite venerdi ed invitate tutti per la giornata del 4 più saremo, più la stampa e gli organi locali ci terranno in considerazione.
    Ciao

    amalia

    30 aprile 2008 at 12:32 am

  23. cara amalia
    farò di tutto per venire.
    domani intanto vado a savignano.
    è una battaglia dell’irpinia intera, dobbiamo farlo capire a tutti.
    f.a.

    comunitaprovvisoria

    30 aprile 2008 at 9:12 am

  24. domenica è prevista una bella giornata di sole, e sono previsti 25 gradi.
    sul campo sportivo di conza, quello vecchio dove faremo la pausa pranzo,
    ci sarà anche una partita di pallone della durata di sette minuti
    tra gli utopisti e gli scrupolosi.
    l’obiettivo alla fine è di fonderci in un’unica squadra di utopisti scrupolosi…
    armin

    comunitaprovvisoria

    30 aprile 2008 at 10:06 am

  25. per lo slogan:

    L’isola che non c’è … pratichiamo un sogno: realizziamo il Parco dell’Irpinia d’Oriente.

    L’idea del manifesto con le foto è bella….pensaerei anche ad un’iniziativa del tipo :

    “Eco palloncini” al posto di “eco balle” . Immaginavo una manifestazione dove si fanno volare 1.000.000 di palloncini colorati.

    Nanosecondo

  26. x angelo
    non avevo neanche letto il tuo post in riferimento alle ideazioni grafiche quando ho preparato quella piccola brochure che ti ho inviato con le foto già visionate…….ormai va da sè, insomma……………..qualcuno via mail mi ha già risposto………ci sarebbero un pò di persone per domenica pomeriggio………SPERIAMO AUMENTINO!

    Metaphisique

    30 aprile 2008 at 12:49 pm

  27. Raghezzi mi giunge notizia di un abbassamento del vulcano buono, tanto che si paventa di chiuderlo.
    Pensate in che mani stiamo e in che modo stanno portando avanti i lavori, alla napoletana.
    Sotto il vulcano buono pare ci fosse una discarica.
    Per il resto non so che dire.
    La cosa che mi sconvolge è che sotto Ariano c’è la munnezza della regione: Savignano, ariano stessa e Sant. Arcangelo trimonte (BN).
    Ma chi ha potuto prevedere tutto ciò.
    Sono allibito.

    hirpus

    30 aprile 2008 at 12:52 pm

  28. ops……Franco ……mi candido come ala centrale in difesa….l’ala mi serve per volare.
    Sai l’utopia è come l’orizzonte, non lo raggiungi mai, ma ti serve per andare oltre.
    Gioco con la squadra degli “Utopisti”.

    Nanosecondo

    P.S. Sono d’accordo con la riflessione di Michele …a lui gli “fumano” per d’avvero i “galli”.

  29. amalia, ci vediamo venerdì

    roberta

    30 aprile 2008 at 1:17 pm

  30. ho visto le foto, sono molto belle.
    credo sia importante raccogliere delle adesioni e dei commenti a questa iniziativa per poi pubblicarli.
    proporrei la creazione di un sito web del parco ove raccogliere e pubblicare tutto ciò che sta emergendo…
    è un lavoro che impegna però credo sia necessario.

    maria rosaria

    30 aprile 2008 at 2:36 pm

  31. caro franco, dì ad antonio celano che la se camorra copulasse il culo anche a lui, voglio proprio vedere se non starebbe zitto, è facile parlare da livorno, lui un camorrista non l’ha manco mai visto in faccia

    sergiogioia

    30 aprile 2008 at 3:11 pm

  32. Uno “Stato” debole con i forti e forte con i deboli è uno “Stato” finito….ADDIO mia vecchia Italia!

    Lupo Hirpino

    30 aprile 2008 at 4:45 pm

  33. domenica a conza e a sant’andrea deve essere una grande domenica dell’irpinia e degli irpini. invitate gli amici migliori, si troveranno bene.
    armin

    comunitaprovvisoria

    30 aprile 2008 at 5:42 pm

  34. Io gioco…. con gli scrupolosi…. perchè credo di avere scrupolo per la mia….panza… e la mia salute !
    Però poi me ne vado con gli utopisti…. perchè credo nell’utopia di giocare di nuovo a pallone .. senza morire di perdifiato….
    ahh ahhh…
    Luca

    luca b.

    30 aprile 2008 at 7:38 pm

  35. Grazie a chi verrà venerdi, ho provato a trovare un passaggio per domani per Savignano ma senza risultati.C’è qualcuno che parte da Avellino?So che è un pò tardi ma mi piacerebbe esserci.Comunque domenica ci sarà anch’io, quale occasione più giusta per conoscere questa bella zona irpina.
    ciao a tutti

    amalia

    30 aprile 2008 at 7:47 pm

  36. mi dispiace non poter essere con voi domenica.
    sicuramente un incontro del genere servirà a fare chiarezza sulle idee e sulle proposte.
    insisto sul risveglio delle coscienze. se la rete non basta occorre un approccio diretto con la gente.
    Concordare un giorno per andare nelle piazze, allestire dei gazebo con cartelloni e foto che illustrino in modo semplice e chiaro la follia che si prospetta, che spieghino l’impatto ambientale che ne conseguirà, il progetto del parco ecc…incontrare la gente e spiegare, ascoltare, raccogliere proposte…dare spazio ai giovani…bisogna raccogliere adesioni anche nelle piazze.

    “Alla fine, preserveremo solo ciò che amiamo, ameremo solo ciò che capiamo e capiremo solo ciò che ci è stato insegnato” (Baba Dioum)

    maria rosaria

    1 maggio 2008 at 11:44 am

  37. Benché in ritardo, leggo solo ora l’intervento di Sergio Gioia, al quale vorrei dire un paio di cose (in faccia, chè io a Franco non mando a dire nulla): se ragioni così, tieniti pure le discariche. Non capisco perché io dovrei sostenerti nella tua lotta contro lo stato. Lo stato è un soggetto composito, chi pensa che sia il monolite di ottocentesca memoria si sbaglia alla grande: lo stato è fatto di pezzi. Collusi, manganellatori, ma anche di chi ascolta e si schiera a favore dei vessati. Il gioco politico, se la sai fare la politica, caro Sergio Gioia, è anche saper giocare su queste contraddizioni. Ma ammettiamo dunque per assurdo che lo stato si ritiri dalle intenzioni minacciate di farvi la discarica. Resta comunque il fatto che un giorno la camorra potrebbe decidere, visto che «nulla osta» di sversare nottetempo da voi un paio di tonnellate di rifiuti tossici provenienti dalle verdissime nonché leghistissime fabbriche del Veneto. Che fate? Uno come te caro Sergio Gioia, che pensa da singolo, la camorra ce l’ha sul muso e cavoli suoi. Ma voi che giustamente lottate, tutti insieme, ché questa mi sembra la novità in tutta questa terribile pagina di storia della Campania? lottare contro certo stato è lottare contro la camorra, ma se sovrapponete pregiudizialmente l’uno all’altra allora non lottate nemmeno, ché è inutile. Non c’è via d’uscita, purtroppo, che non sia collettiva, ma politicamente attenta. Questo volevo intendere. Ma ovviamente estrapolando una frase, probabilmente vera, ma scritta forse male (che la forma sia sostanza lo so) in un contesto in cui si dice: lottate sì, ma in modo tale che i vantaggi momentanei della lotta non si trasformino in una cocente delusione dopo (e che? la camorra non si può mettere a gestire pure i parchi?), tenendo presenti i feed-back, i legami tra una cosa e l’altra. Estrapolare frasi così mi pare facile, caro Sergio Gioia, ma la mia posizione almeno è più positiva. La tua è di per sé, scusami se ancora trito la forma, già a produrre politicamente camorra.

    antonio celano

    5 giugno 2008 at 5:04 pm


I commenti sono chiusi.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: