COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

proposta di legge per il parco

cari comunitari

mettiamo qui la proposta di legge che intende presentare il consigliere regionale angelo giusto. già qui si possono presentare valutazioni o anche proposte di modifica. ma credo sia necessario un incontro dal vivo per fare avere a giusto le nostre eventuali osservazioni. è importante che la proposta sia depositata al più presto.

pensiamo di poter già ringraziare qui a nome di tutti  i lettori del blog il consigliere Giusto. la sua mi pare un azione mirabile, frutto dell’ascolto e dell’attenzione a quel che si muove nella società. _ f.arminio

 PROPOSTA DI LEGGE

 “Istituzione del Parco Regionale denominato Parco Regionale dell’ Irpinia d’ Oriente o dell’Alta Irpinia”

Ad iniziativa del Consigliere SD Angelo Giusto

 

Napoli, 05 maggio 2008

 

RELAZIONE

 ll parco dell’Irpinia d’ Oriente o dell’Alta Irpinia si costruisce con progetti che usano la gomma più che la matita. Dobbiamo togliere e non mettere. Dobbiamo cucire in una nuova alleanza il vuoto e il silenzio e la luce e il cibo e il pensiero e l’arte di trascorrere il tempo. Dobbiamo cucire fabbriche  nuove, come quella del vento, a fabbriche antiche, come quella del pane.

Il parco già c’è, bisogna solo usarlo. E’ un piccolo angolo di quel grande parco che dovrebbe chiamarsi “parco mondiale della terra tonda”.

Alla luce dei pericoli che corre il nostro pianeta, che esiste da quattro miliardi di anni, è chiaro che bisognerebbe dichiararlo per intero “area protetta”. Gli uomini stanno in giro da tre milioni di anni. Tempo infimo, ma buono per sterminare i nostri compagni di avventura. Del miliardo di specie vegetali e animali che la terra tonda ha partorito, ne è rimasto solo l’uno per cento.

Siamo troppi: tre nuovi nati ogni secondo, 26.000 al giorno, 95 milioni all’anno. Nel 1800 eravamo un miliardo, 1910 quattro miliardi, nel 2000 sei miliardi. Continuando di questo passo, nel giro di un secolo non ci sarà spazio neppure per muovere un passo. C’è un modo di usare il mondo, che sinteticamente potremmo definire”ipercapitalista”, a cui noi ci opponiamo radicalmente.

Nel nostro parco non c’è spazio per il mito dello sviluppo. Non diremo mai che il nostro parco è un’ occasione per lo sviluppo. Abbiamo avuto l’ardire di usare questa parola perfino dopo il terremoto. Abbiamo concepito la ricostruzione come occasione di sviluppo e abbiamo visto com’è andata.

Noi siamo ambiziosi: chiediamo all’umanità di correggere la propria traiettoria. E cominciamo da qui, dai nostri luoghi, dai nostri incontri.

Lo spazio è limitato e una crescita continua può solo lacerare il delicato involucro che ci contiene.

Il nostro è il parco della decrescita. Il nostro è un granello per inceppare il meccanismo infernale a cui ogni giorno lavorano le oligarchie politiche ed economiche.

Abbiamo  capito che abitare un territorio sano è la condizione per poter abitare in maniera sana anche la parti malate, anche gli altri luoghi in cui scegliamo o siamo costretti ad andare. Il nostro non è un recinto.

Siamo per l’andare e il venire. E la nostra è una frontiera fra il basso occidente e l’alto oriente.

Il nostro non è un parco contemplativo, ma lievemente insurrezionale. Qui se si fanno passeggiate sono passeggiate intimamente rivoluzionarie. Non camminiamo nel giorno di festa per riposarci dagli imbrogli dei giorni feriali. Camminiamo come forma d’ amore urgente.

 “Istituzione del Parco Regionale denominato Parco Regionale dell’ Irpinia d’ Oriente”

  

ART. 1

(Istituzione  del  Parco  Regionale denominato  Parco regionale dell’ Irpinia d’Oriente ovvero dell’Alta Irpinia)

 1.    E`istituito, ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge regionale 1 settembre 1993 n. 33, il Parco regionale dell’ Irpinia d’ Oriente ovvero dell’Alta Irpinia, di seguito denominato «Parco regionale».

2.    La delimitazione del Parco Regionale coincide con parte dei territori dei Comuni di Andretta, Aquilonia, Bisaccia, Cairano, Calitri, Conza, Guardia, Lacedonia, Lioni, Monteverde, Morra, Rocca S.F., Teora, Torella, S. Andrea già ricadenti nel territorio della Comunità Montana dell’Alta Irpinia.

3.    I Consigli Comunali dell’area parco individueranno con atto consiliare quali parti del loro territorio dovranno far parte dell’area protetta. Il presidente della Giunta Regionale sentiti gli enti locali interessati, provvede, in via definitiva, con proprio decreto, alla delimitazione, alla zonizzazione e alle misure di salvaguardia del territorio del Parco Regionale, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.

4.    L’Ente Parco Regionale ha personalità di diritto pubblico.

5.    All’Ente Parco Regionale si applicano le disposizioni di cui alla legge regionale 1 settembre 1993 n. 33, e successive modificazioni. All’art. 5 della suddetta legge sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «13. Ente Parco Regionale denominato Parco regionale dell’Irpinia d’ Oriente o dell’Alta Irpinia».

6.    La pianta organica dell’Ente Parco Regionale è determinata e approvata entro due mesi dalla data di costituzione del consiglio direttivo del medesimo Ente, in conformità alle Disposizioni di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni.

.

 ART. 2

(Finalità e attività del Parco Regionale)

      1. L’istituzione e la gestione del Parco Regionale perseguono armonicamente i seguenti obiettivi:

         a) garantire la tutela ed il recupero  del paesaggio rurale del parco regionale dell’Irpinia d’ Oriente o dell’Alta Irpinia;

         b) salvaguardare il patrimonio faunistico, botanico e architettonico;

         c) promuovere e valorizzare i beni ambientali e culturali che si trovano lungo il percorso e salvaguardare i beni pubblici dell’ umanità come acqua ed aria.

      

ART. 3

( Delimitazioni)

     La delimitazione del Parco Regionale coincide con parte dei territori dei Comuni di Andretta, Aquilonia, Bisaccia, Cairano, Calitri, Conza, Guardia, Lacedonia, Lioni, Monteverde, Morra, Rocca S.F., Teora, Torella, S. Andrea.

ART. 4

(Organi dell’Ente Parco Regionale, sede e personale)

             1. Sono organi dell’Ente Parco Regionale cosi come definiti dagli art. 7, 8, 9, 10, 11,12 e 13 della legge regionale 1 settembre 1993 n. 33, e successive modificazioni.

      2. Il consiglio direttivo dell’Ente Parco Regionale individua all’interno del proprio territorio la sede legale e amministrativa dell’Ente stesso, entro due mesi dalla data della costituzione del medesimo consiglio.

      3. L’Ente Parco Regionale può avvalersi di personale in posizione di comando, nonchè di mezzi e di strutture messi a disposizione dalla Regione Campania, dalle province e dagli enti locali interessati, nonchè da altri enti pubblici, secondo le procedure previste dalle disposizioni di  legge vigenti in materia.

ART. 5

(Finanziamenti)

        1. Costituiscono entrate dell’Ente Parco Regionale, da destinare al conseguimento dei fini istitutivi:

             a) i contributi ordinari e straordinari dello Stato;

             b) i contributi della Regione Campania e degli enti pubblici;

             c) i finanziamenti concessi dall’Unione europea;

             d) i lasciti, le donazioni e le erogazioni liberali in denaro previsti dagli articoli 10 e 100 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni;

             e) eventuali redditi patrimoniali;

             f) i canoni delle concessioni previste dalla normativa vigente in materia, i proventi dei diritti di ingresso e di privativa e le altre entrate derivanti dai servizi resi;

             g) i proventi delle attività commerciali e promozionali;

             h) i proventi delle sanzioni derivanti dall’inosservanza delle norme  regolamentari stabilite dell’Ente Parco Regionale;

             i) ogni altro provento acquisito in relazione all’attività dell’Ente Parco Regionale.

ART. 6

(Convenzioni, promozioni)

 1. L’Ente Parco Regionale può avvalersi, previa stipula di un’apposita convenzione, degli enti strumentali della Regione Campania per tutte le attività che si rendono necessarie per il raggiungimento delle finalità dell’area protetta.

       2. Al fine di promuovere e di incentivare  le iniziative atte a favorire lo sviluppo economico e sociale delle popolazioni residenti all’interno del Parco Regionale, l’Ente Parco Regionale può concedere l’uso del proprio nome e del proprio emblema a servizi e a prodotti locali che presentano requisiti di qualità  e che soddisfano le finalità dello stesso Parco.

ART. 7

(Misure di Salvaguardia)

        Fino all’adozione da parte del Consiglio Regionale della definitiva perimetrazione prevista dalla L.R. n. 33/94

Con la zona A) di riserva integrale

Con la zona B) di riserva centrale

Con la zona C) di riserva controllata

Sono consentiti nelle aree delimitate dal Parco regionale:

1. il mutamento di destinazione d’uso degli edifici esistenti, in assenza degli interventi edilizi, previo parere favorevole dell’Ente Parco;

2. le recinzioni delle proprietà con siepi a verde o staccionate;

3. lo sviluppo della tecnica delle serre, purchè non arrechi danno al paesaggio;

4. interventi di forestazione e conservazione di aree boscate particolarmente sui terreni incolti e la realizzazione di Parchi pubblici sulle aree industriali dimesse;

Non sono consentiti nelle aree delimitate dal Parco regionale:

1. l’apertura di assi viari o di svincoli autostradali ed il ricoprimento a cemento o ad asfalto delle carrarecce campestri in terra battuta;

2. l’installazione di nuove infrastrutture o di elettrodotti aerei;

3. l’apertura di cave o discariche;

4. l’ampliamento delle strutture industriali, di depurazione delle acque o ferroviarie già esistenti.

Art. 8

(Disposizioni finanziarie)

        1. Per l’organizzazione e per il primo funzionamento del Parco Regionale è autorizzata la spesa di 200.000 euro per l’anno 2008 prelevando dal «Fondo per la istituzione ed il funzionamento dei Parchi e riserve naturali per la realizzazione di Piani e Programmi per la valorizzazione e tutela ambientale» di cui all’art. 28 della legge regionale 1 settembre 1993 n. 33

2. Per il funzionamento del Parco Regionale negli anni successivi si provvederà ai sensi del comma 2 all’art. 28 della legge regionale 1 settembre 1993 n. 33.

ART. 9

(Disposizioni finali)

 1. Per quanto non disciplinato dalla presente  legge, si applicano le disposizioni di cui alla legge regionale 1 settembre 1993 n. 33., e successive modificazioni.

20 Risposte

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  1. Carissimo Franco,
    la questione sulla quale riflettere bene è, credo, qual’è il percorso con il quale costruiamo il Parco. Se lo consideriamo regionale, e quindi l’elemento costruttivo è solo il “nostro volere” e non una costruzione condivisa “orizzontalmente” allora và bene la proposta di legge regionale anche se l’iter credo che sia più lungo. Se invece riteniamo che il parco che già c’è va solo condiviso attraverso una “nuova municipalità” e “consapevolezza” allora credo che la proposta (anche se il lavoro può sembrare più arduo (in ogni caso o nell’uno o nell’altro caso i comuni vanno coinvolti e tanto vale farlo prima vuoi per il semplice motivo che li coinvolgi nel processo) la strada da praticare sia quella di realizzare “Parchi Urbani di……………” cercando qui in anticipo un denominatore comune che ho rappresentato nel “treno dei desideri” o meglio dalla possibilità concreta rappresentata dalla linea ferroviaria “Avellino-Ricchetta.

    Un dubbio immediato lo vorrei rappresentare ed è relativo al fatto che nella proposta di legge si pongono vincoli alla realizzazione di nuove linee ferrate. La riflessione che qui andrebbe fatta è quale deve essere lo sviluppo del trasporto nel XXI secolo.

    A dir la verità il problema è più vostro che mio, tanto io ciò la moto del tempo.

    Approposito, lo sapete che a Ginevra alcuni scienziati tra qualche mese sperimenteranno la macchina del tempo? Forse anche loro, come me, riusciranno ad aprire un canale spazio-tempo per viaggiare nel passato e nel futuro e per diversi mondi. Speriamo che non si perdono anche loro ……perchè credo che stanno partindo da un “punto di vista” sbagliato!

    Viaggiamo nella bellezza
    Nanosecondo

  2. intanto, uno schizzo (fatto con la sanguigna, è il caso di dire), una bozza di umana suggestiva concretezza…. poi si dovrà raffinare un pò l’aria contenuta in queste bolle, ottimizzare la resa dei contenuti immaginati finora, etc. etc…….
    ….però intanto, go with the flow!
    i miei migliori auguri al parco nascente (guarda caso la nascita coesiste e coopera con l’esplosione del verde rinascimento,con l’ardente primavera e i passi nella fresca bellezza naturale più ardita e valente che mai)

    Metaphisique

    6 maggio 2008 at 2:48 pm

  3. Ciao amici della Comunità,
    aggiungerei tra gli obiettivi del Parco la didattica educative e formativa.
    Il Parco assolve anche l’importante funzione educatrice nei confronti delle popolazioni e dei visitatori.

    Emanuela

    7 maggio 2008 at 12:28 am

  4. premesso che l’irpinia d’oriente può essere un nostro grande comunitario provvisorio laboratorio di idee, un progetto pilota per sviluppare una comunità territoriale, una città (o un borgo) fatto da più comuni che decidono di amministrare (e promuovere) insieme il proprio territorio …
    premesso che non so se la strada istituzionale legislativa regionale sia quella giusta …
    per me obiettivi comuni del “parco” dovrebbero comunque essere : autotutela, autopromozione, autosufficienza energetica

    il disegno di arminio-giusto sembra comunque una traccia da seguire (e da emendare tutti insieme);
    se istituzioni e regione funzionassero sempre così …
    sono passati 10 gioorni dallo slogan alla bozza di disegno di legge

    riguardo il testo, comincerei con

    art. 1 – c.2 inserire s.angelo dei lombardi (e non perchè ci abito ma perchè è interno al parco come territorio omogeneamente finora immaginato e perchè c’è il goleto!); giusto forse l’avrà rimosso per questioni che appartengono alla sfera “emotiva”.

    art. 2 – introdurre tra gli obiettivi del parco il principo dell’ “autosostenibilità” : energetica (eolico, fotovoltaico e biomasse), ciclo dei rifiuti (raccolta differenziata spinta, produzione del compost, discarica rapportata al numero di abitanti del parco).

    art. 3 – inserire s.angelo; togliere “parte” dei territori e mettere “intero territorio comunale”.

    art. 7 – specificare che non sono consentite “discariche” per rifiuti di nessun tipo, specificamente nè regionali nè provinciali; unicamente discariche ad uso del territorio del parco.

    inserire:
    -nel parco ricade l’oasi naturale del lago artificale di conza
    -nel parco ricadono le aree SIC regionali (aquilonia monteverde guardia … )
    -il parco si raccorda con l’idea del parco fluviale dell’alta valle dell’ofanto e con l’idea del recupero della ferrovia storica avellino-rocchetta s.antonio

    inserire nella relazione tutti i punti di forza contenuti in un post di enzo luongo:
    grano del formicoso, sorgenti e corsi d’acqua, vento, ecc.

    ci vediamo venerdì a bisaccia
    angelo

    verderosa

    7 maggio 2008 at 9:11 am

  5. Angelo …e quann ce vò, ce vò!

    Il Prof. Antonio Panzoni di Taurasi mi ha detto che ti avrebbe chiamato, non so se l’ha fatto già in ogni caso l’ho invitato per venerdì a Bisaccia………Armi sta vota però nu poco e vin buono……..ta raccumann!

    Uacc Uaa
    Nanosecondo

  6. ops…..mi ero dimenticato…….sapete che siete propri eccccccezzzzzzzioooooonaaaliiiii!

    e poi anche se sarà d’oriente …o di ponente …a me che me frega sempre extracomunitario provvisorio sarò……..

    mi era venuta l’idea di allestire uno spettacolino clown che rappresentasse un pò questi momenti vissuti fino ad oggi ….così provvisori e leggeri…….che ne dite per nuovi appunti di lavoro. Per il titolo lancio un concorso di idee, al vincitore sarà offerta una nottata insonne in compagnia di Franco Arminio.

    Datemi qualche adesivo per chi si vuole sperimentare:

    1. Nanosecondo;
    2….
    3….

  7. A giudicare dalla cartina pubblicata, la delimitazione del parco comprende anche gran parte del Comune di Vallata, il cui territorio arriva nel cuore del Formicoso.
    Questo richiede, forse, una modifica dell’art. 1, comma 2 della proposta …

    Francesco

    7 maggio 2008 at 1:05 pm

  8. Le accellerazioni ci portano a sbattere contro i muri : dell’invidia, delle primogeniture… ecc..:
    1) L’onoreveole Giusto è una persona molto intelligente… fin troppo… storicamente in Irpinia i politici hanno sempre ascoltato le cose migliori che venivano dal territorio , le cose che venivano espresse dai gruppi della società civile…. per insinuarsi e spaccare il gruppo… (non sarà così ? forse e speriamo..)
    2) E’ necessario omogeneizzare la idea di parco.. mi sembra che ognuno si porta con se la propria…
    3) Non si può dilapidare un capitale di risorse umane … con la fretta di fare… mi spiego.. è evidente che ci vuole un gruppo ristretto di persone.. una cabina di regia .. ma è anche vero che probabilmente dietro ogni persona può esserci un altro gruppo di persone che si riconoscono in altri impegni civili che possono e devono convergere sul lavoro intorno al parco….mi riferisco ad esempio al mio personale coinvolgimento con Amici della Terra.-
    4) Il parco esisterà nei nostri cuori e nei nostri sentimenti… ma è necessario porsi delle domande per esempio.
    5) Perchè in questi lunghi anni di politica regionale tutta tesa alla istituzione di parchi ed aree protette la zona dell’Alta Irpinia non è stata mai presa in considerazione ? Non è che che c’entra per esempio il fatto che poi tutta questa qualità ecosistemica (biodiversità), non è stata mai dimostrata pienamente . Questo era il lavoro da svolgere come gruppo che ha aderito all’idea del parco.-
    6) Un parco naturalistico serve a tutelare e a far sviluppare innanzitutto il concetto di biodiversità !
    7) E’ impensabile considerare interi territori comunali come parte unica della zonazione del parco. Sono state già tracciate le linee future dello sviluppo economico, infrastrutturale e sociale di questa zona dell’Irpinia, sia i n relazione al Piano territoriale regionale sia ai grandi progetti portanti legati ai soldi della comunità europea. Forse l’onerevole Giusto , domenica, poteva esprimere una sua opinione e visione in merito.
    9) Ogni processo di trasformazione – uso- proiezione futura deve misurarsi con gli indicatori di sviluppo economico e con i centri di programmazione e di gestione economica, altrimenti rimangono cose solo sulle carte, anche normate .. ma sempre disattese.
    10) L’area è indicata nel PTR come una zona omogenea legata ad uno sviluppo di tipo rurale e manifatturiero (industrie), che non coincide bene con un sviluppo legato a dominanti di tipo naturalistico.
    11) Il parco si delimita proprio per verificare e garantire la compatibilità – nel rispetto dei limiti dettati dai concetti di sviluppo sostenibile – delle trasformazioni di tipo industriale , ad esempio, con tutto il territorio. Quindi anche ciò che ha che fare con il ciclo integrato dei rifiuti . Non è che perchè parte del territorio ricade in un parco , non si possono realizzare le discariche o gli impianti di compostaggio.
    12) La proposta non la presenta solo l’onorevole Giusto… ma facciamo valere il senso della parteciapzione dal basso… la proposta la presentano le associazioni che hanno dato disponibilità, le persone, i rappresentanti delle comunità locali.
    13) La proposta non la presenta solo una parte politica ma anche per esempio il PD (partito democratico), e perchè no Alleanza Nazionale.. e così via… io così credo che possa avere forza di rappresentanza di un territorio.
    Luca Battista

    luca b.

    7 maggio 2008 at 2:57 pm

  9. Cari amici,

    la proposta regionale di istituzione del parco dell’irpinia d’oriente è presentata da Angelo Giusto che è un consigliere regionale (poteva essere anche un altro, va bene). Le proposte di legge, escluse quelle di iniziativa popolare (anche questa è una procedura legalizzata), sono quindi di competenza dei rappresentanti nelle istituzioni. La Comunità Provvisoria, così come qualsiasi altro “movimento”, non c’entra se non per via indiretta (e autonoma), cioè come “comitato di pressione” (non mi piace l’espressione ma non mi viene adesso un’altra parola). E’ bene mantenere le distinzioni sempre, altrimenti si produce demagogia, e ci si incammina dentro un percorso burocratico che non spetta a noi comunità e che è, tra parentesi, di una noia mortale. Lasciamo lavorare i nostri consiglieri regionali che sono ben pagati per questo (anche per annoiarsi),
    e magari facciamogli un cazziatone quando “dormono”. Tutto qui, nient’altro che questo. A noi spetta un lavoro più sociale e culturale, più consono agli obiettivi della Comunità Provvisoria, almeno fin quando si chiamerà così.

    Perdere troppo tempo appresso a leggi che ubbidiscono spesso a cliché già preconfezionati (la crisi del ceto politico è anche crisi di “scrittura” delle leggi, in Italia sicuramente) è uno sbaglio. Ne discuteremo meglio a Bisaccia, nella riunione di venerdì (a proposito: sembra una riunione di partito, un attivo “antico”, ahi, ahi, ahi), ma questa è la mia opinione.

    Con affetto
    Michele Fumagallo

    michele fumagallo

    7 maggio 2008 at 7:00 pm

  10. @ Michele
    Io non dico che la proposta depositata in regione deve portare la firma delle varie associazioni o movimenti, e neanche delle singole persone, dico che però deve risultare ben chiaro chi è “il gruppo di pressione “, per esempio nella relazione, che in una sua premessa può render conto del percorso partecipativo che si è avviato.
    Dico inoltre che la proposta di legge non deve essere sottoscritta solo da Angelo Giusto, ma anche da qualcuno del Partito Democratico (almeno) visto anche il coinvolgimento di Franco Arminio che a sua volta ha coinvolto altre persone (storia del laboratorio democratico e della candidatura al senato).- La politica e la rappresentatività di un gruppo è ancora cosa seria ?
    Devo inoltre dire che su questo post e sui commenti in particolare dovrebbe esserci un pò più di partecipazione.. prima di venerdì.
    Purtroppo la continua pubblicazione di post mostra sempre il lato un pò debole di questo blog (in senso generale confrontato agli altri blog della rete dove solitamente c’è almeno UN post al giorno.)
    Luca Battista

    luca b.

    7 maggio 2008 at 7:34 pm

  11. luca non preoccuparti di questa vivace, spontanea, benevola, produzione post ica
    mi preoccuperei del contrario … come è successo ad esempio durante il periodo elettorale
    sulla sottoscrizione della proposta (non mi sembra già depositata in regione) concordo pienamente; si potrebbe procedere con un principio di rappresentanza territoriale e si invita a firmare / sostenere la proposta -formulata dalla comunità provvisoria sotto forma di tanti comunitari con nome e cognome- i sindaci dei comuni del parco, la comunità montana -che coincide esattamente con gli stessi confini del parco-, la provincia di avellino, i consiglieri regionali della provincia di avellino, deputati e senatori irpini_
    senza divisioni partitiche di sorta
    … e chiederei di sottoscrivere la proposta anche ai vescovi e ai soprintendenti

    verderosa

    7 maggio 2008 at 7:55 pm

  12. “Il Parco dell’Irpinia d’Oriente”

    Non capivo perché mi piaceva cosi tanto il vostro paesaggio. E, perchè mi piaceva così tanto l’idea di non aver fretta nel viaggiare con la mia moto per giungere fino a voi e nel fare delle cose così umane, come guardare. Legge Regionale o Legge trasversale, dal basso o dall’alto, d’oriente o di ponente…adesso l’ho compreso.

    E’ femmina!

    Le dolci curve delle colline. Le pelose insenature delle vallate. Le chiome bionde al vento. Il carattere autonomo e fiero. Gli sguardi profondi che colmano gli spazi infiniti dell’anima. Il calore di quei sguardi che ti rubano il cuore. Treni come serpenti che si insinuano nei dolci pendii.

    Ecco questo è la “parca” immagine di cui mi sono innamorato.

    Lo sò c’è stata anche la sommossa delle femministe e adesso dei municipalisti, degli associazionisti eppure credo che ci debba essere adesso una nuova dimensione del senso (ideale o sogno) e del reale…una nuova umanità.

    E’ già ma è proprio questo: un parco che parli di una nuova umanità e non di leggi e regolamenti.

    Non più solo di “generi”, del maschile o del femminile, ma di persone. Persone, che ritrovano le ragioni dello stare insieme anche se provvisoriamente. Persone che riscoprono i bisogni nei propri limiti e confini. Persone che si accorgono della loro natura e del loro carattere senza respingere l’altro. Persone che non si negano allo sguardo ed agli abbracci. Persone che non si chiudono nella riserva senza riserva. Persone che condividono e ne fanno uno, unitario e per questo unico modo di vivere il mondo, sempre più piccolo ed egosita. Persone che unifichino il senso ed il reale, il loro femminile ed il loro maschile, nella loro naturale bellezza. Persone che stanno insieme, sotto gli alberi e nei prati. Persone che sanno amarsi. Persone che giocano e ridono di se stessi prima che degli altri. Persone che pensano alla loro terra che genera e non dei generi. Persone che vivono una vita vera ed il meno artificiali possibile. Persone che vivono nella libertà, nella consapevolezza, nella comprensione dell’altro condividendo e praticando i propri sogni. Persone che non si escludono. Persone diverse rispettose delle diversità. Persone che si uniscono senza paure. Persone che sanno far volare un aquilone tra la terra e il cielo. Persone che non piangono più i propri figli. Persone che ritornano a sperare nel domani, di un domani che supera il passato. Un passato che guardi al presente senza nessuna ambizione. Un presente che è già adesso. Un cielo terso. Un colore non perso.

    E, si. E’ proprio femmina “Orientale”! Questa terra di nessuno che tutti vogliono bucare senza amare.

    L’Orientale che con i suoi occhi scruta l’acqua dei fiumi e ti rivela il futuro. Un futuro più roseo come il cielo al tramonto che qui si spera. E, la speranza illuminerà le stelle che finalmente ti riusciranno a guardare e sorridere.

    Le stelle qui ti fanno veramente compagnia. E, la luna non resta sola ad aspettare insieme a te, in questi luoghi, che questa femmina sia gravida di una nuova umanità.

    Nanosecondo

    P.S. Non serve una legge serve una nuova umanità.

    Enzo Maddaloni

    7 maggio 2008 at 11:04 pm

  13. @ tutti,
    apprezzo in particolare i contenuti ed i commenti di questo post..sempre sul tema delle possibili implicazioni istituzionali , sul chi rappresenta chi, come e quali modifiche apportarea lla bozza.
    Personalmente ed associativamente penso che ai tre obettivi proposti all’ art.2 (finalità ed obiettivi) MANCA qualcosa di fondamentale , che lega L’ UOMO al PAESAGGIO.

    Io lo suggerirei in questi termini ,
    al punto d):
    garantire?, promuovere?,
    valorizzare e salvaguardare le RISORSE UMANE del TERRITORIO, inteso come sistema complesso di condizioni psico-fisiche e socio-ambientali, legate al tema della salute globale , dell’ educazione , della formazione e dello sviluppo culturale delle nuove generazioni.

    l’ ultima parte della frase suona un pò rabberciata , ma insomma..
    Il senso è Salute ed ecosistema, ecosistema e sviluppo, parco e prevenzione del disagio giovanile ( vedasi i diversi interventi e commenti sui post , da parte di autori differenti)

    Ovviamente , questo è un intervento con occhio e piglio di categoria
    Teresa Cella , medico psicoterapeuta etc

    HERA-Klescampania

    8 maggio 2008 at 12:08 pm

  14. Caro Luca,

    sul blog hai ragione. I post scritti da una persona dovrebbero al massimo essere uno ogni quattro o cinque giorni (e anche di più). Poi il dibattito su quel post dovrebbe essere curato da chi lo scrive e deve prendersi tutto il tempo per far fruttare quello che ha postato. Se ne deve riparlare.

    Sulla legge regionale, non ha nessuna importanza chi la deposita e la scrive (tanto, per lo più, ubbidiscono a cliché già scritti). L’importante è l’autonomia di ciascuno. E qui, se ho capito bene, non sono del tutto d’accordo con te.
    I consiglieri regionali approvano le leggi. Lo fanno loro, non tu che non lo sei (consigliere, intendo). Tu hai un altro compito.
    Se le cose vanno al di là della dialettica tra “autonomie” scatta l’inciucio, la paraculagine (in genere dei rappresentanti delle istituzioni, ma anche i movimenti in quanto a opportunismo e inciuci non scherzano mica).
    Adesso lasciamo stare il partito democratico (hai passato questo guaio ma l’hai scelto tu) e parliamo della comunità provvisoria che ovviamente è un’altra cosa.
    Anche qui, dialettica tra “autonomi”. Il consigliere x vuole fare una legge sul parco y? Bene. La vuole fare perchè ha letto di una proposta della comunità provvisoria? Bene. E la vuole scrivere discutendo con noi? Benissimo. Ma qui ci dobbiamo fermare però.
    Il resto non ci compete se non come giudizio e magari lotta autonomi.
    Al di fuori di questa procedura (dialettica tra istanze “autonome”) c’è soltanto la demagogia e la deresponsabilizzazione sia del rapresentante (o dei rappresentanti) nelle istituzioni che di quelli della comunità provvisoria.

    Con affetto
    Michele Fumagallo

    michele fumagallo

    8 maggio 2008 at 5:38 pm

  15. @HERA
    Lo sò è una stronzata …..ma potremmo utilizzare al posto di “risorse umane” “l’uomo” ….e poi …..individuare in maniera chiara che questo “uomo” in quell’area del parco ” un animale in via di estinzione che và tutelato?” (scherzo mi riferisco ai fenomeni migratori)…e qualio misure utilizzare per la tutela di tutte le “specie animali” ….qui suggerirei alle femministe ed animalisti ad sforzarsi per elencare delle priorità ….. non solo di “genere” ma anche di “pari opportunità” (faccio un esempio io per rimanere a Bisaccia devo avere un salario sociale che mi aiuta a “praticare un sogno”…….e quello diventa strumento di sviluppo eco-compatibile.

    Uacc Uaa
    Nanosecondo

    P.S. Michè …scus ma nun cià ge fatt aspett cinq juorn!

  16. @ Nanosecondo :

    l’ UOMO l’ ho nominato al rigo precedente.

    Le RISORSE UMANE fanno parte del linguaggio impersonale dei legislatori, degli piso del LAVORO, dei dirigenti di azienda ed è utile per coloro che vogliono comunicare con codeste sunnominate “persone risorse ” e non risorte .

    SALUTE ed ECOSISTEMA , DISAGIO ( che è diventato una parola tabù su codesto blog) e disagio di lusso, cioè degli intellettuali giovani e no costretti a migrare e citati abbondantemente nei post dei mesi precedenti e PARI OPPORTUNITà.

    Le ultime citate hanno a che fare anche con il salario sociale che tu citi .
    La FORMAZIONE delle competenze in risorse umane ne è un cardine fondamentale e non è cosa che si improvvisa in due balletti , né che si può offrire con azioni di volontariato sociale.

    Siamo su onde vicine, dirette verso le stese terre, ma gli spruzzi che facciamo sono diversi…

    ciao Nanosecondo e buon lavoro a tutti
    Teresa C, per HERA-KlèS

    HERA-Klescampania

    9 maggio 2008 at 4:25 pm

  17. carissimi
    che il parco debba essere regionale è un conto, sarà un dato istituzionale.
    sarebbe utile, però, a mio avviso, denominarlo IRPINIA D’ORIENTE, dando, con ciò anche l’impressione di un territorio staccato dal resto, premessa immaginifica per una futura eventuale nuova regionalizzazione dell’area.

    alfonso

    10 maggio 2008 at 9:41 am

  18. Caro nanosecondo,

    i cinque giorni erano per il post non per i commenti che possono essere anche cinquanta al giorno scritti dalla stessa persona.

    Per ribadire: dobbiamo cercare di non consumare i post velocemente, ecco perchè accennavo alla proposta di scriverne, ciascun autore, uno ogni quattro o cinque giorni. E poi, ovviamente, curarselo (nel senso che l’autore del post se lo deve “gestire” e far “fruttare”).
    Ovviamente, se poi un post non riceve nessun commento, non fa nulla, va bene lo stesso.

    Con affetto
    Michele Fumagallo

    michele fumagallo

    10 maggio 2008 at 6:39 pm

  19. Cari comunitari,
    mi permetto di far notare che fra le finalità del parco bisognerebbe, forse, aggiungere alla salvaguardia del patrimonio “architettonico” quella del patrimonio “storico-archeologico e demoetnoantropologico e di ogni bene, che, come cita il testo unico. sui BBCC., ha “valore e testimonianza di civiltà”.
    @ per Enzo Luongo: appena puoi inviami un pò di materiale. ti ringrazio ancora.
    a presto
    elda martino

    eldarin

    11 maggio 2008 at 5:52 pm

  20. BRAVI, BRAVI, BRAVI e ancora bravi………………………..avete visto che per SCOPRIRE la nostra irpinia “D’ORIENTE” non c’è bisogno di un altro MARCO POLO

    capoccia

    12 maggio 2008 at 5:22 pm


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