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FRANCESCA VEGLIANTE, presente !!!!

Commenti alla Relazione Illustrativa sulla proposta di Parco Regionale dell’Irpinia d’Oriente

di Francesca Vegliante, naturalista

 

La proposta di istituzione del Parco in generale è scritta molto bene, ma manca di una parte fondamentale: l’indicazione esplicita delle specie di animali e di piante e delle emergenze geologiche che sarebbero salvaguardabili solo mediante l’istituzione del Parco. Data l’urgenza dell’attuazione del Piano Rifiuti per la Campania, sarà particolarmente difficile convincere la regione ad istituire un Parco laddove aveva pianificato di istituire discariche.

Qui di seguito commento alcune frasi della vostra proposta:

 

“Con il Parco non sono compatibili discariche di rifiuti esterni a quelli prodotti dagli stessi abitanti”.

Nelle aree protette nazionali l’istituzione e l’esercizio di discariche è vietata dalla legge (legge 6 dicembre 1991, n. 394, art. 5 comma 4 e art. 11 comma 3). Questa è vietata anche nelle aree protette regionali, almeno fino all’approvazione del Regolamento del Parco (legge 394/91, art. 5 comma 4; art. 22). La legge non esclude tassativamente che il Regolamento del Parco possa dare disposizioni diverse; tuttavia essa precisa (legge 394/91, art. 22) che “Costituiscono principi fondamentali per la disciplina delle aree naturali protette regionali […] l’adozione, secondo criteri stabiliti con legge regionale in conformità ai principi di cui all’art. 11, di regolamenti delle aree protette”. E’ proprio all’art. 11, che regola i divieti nelle aree protette nazionali ed in quelle regionali prive di regolamento, che si dice che “nei parchi sono vietate […] l’apertura e l’esercizio di cave, di miniere e di discariche”.

Quindi si crea il paradosso che i Parchi DEVONO esportare immondizia nelle aree limitrofe.

 

“Il Parco si raccorda con l’idea del Parco fluviale dell’alta valle dell’Ofanto”.

E’ da notare che in Puglia esiste già un Parco Regionale “Fiume Ofanto” (istituito con legge regionale n. 37 del 14 dicembre 2007): vedi http://www.ecologia.puglia.it/news.php?item.23

 

“Il vasto altopiano del Formicoso, importante granaio della Campania”.

Con la crisi del cibo che c’è, mi sembra improponibile adibire a discarica un’area agricola così produttiva, se davvero lo è. Potreste inserire questo commento nella vostra scheda sul “perché” non volete una discarica al Formicoso.

 

“… pur non avendo eccezionali caratteristiche dal punto di vista botanico o orografico o geologico, rispetto agli altri paesaggi simili dell’entroterra appenninico meridionale…”

Per convincere la Regione ad istituire un Parco, servono proprio le emergenze naturalistiche: ci sono, anche al di fuori dei SIC, animali, piante o habitat di interesse comunitario? Nella vostra relazione non è citata una singola specie di animale o di pianta (a parte il grano…)

 

“Non serve più il cemento armato, ma una buona muratura fatta di pietre e mattoni”.

Costruire così è consentito dalla legge in zona sismica? In Friuli, dopo il disastroso terremoto, hanno costruito in cemento armato, ma rispettando le forme tradizionali delle antiche costruzioni in legno, ed hanno rivestito di legno le case per non far notare la differenza esteriormente.

 

“La bioagricoltura qui è un fatto certo poiché diserbanti e concimi non sono mai stati utilizzati; i terreni agricoli sono sani e non avvelenati” (pag. 6); “Prevalenza di colture convertibili facilmente al biologico” (pag. 14).

Questa è una parziale contraddizione. Forse dovreste specificare che attualmente utilizzate pesticidi?

 

“Permettere l’accessibilità al Parco ai disabili”

Attenzione! Sempre nei limiti del possibile, e non a costo di sconvolgere l’ambiente naturale. Ricordo che qualcuno voleva aprire una specie di strada per l’accesso ai disabili sul Corno Grande del Gran Sasso, ma fortunatamente fu fermato…

 

“Il processo di urbanizzazione non si arresta”

La legge 394/91, art. 6, comma 3, sancisce che nelle aree protette “Sono vietati fuori dei centri edificati di cui all’art. 18 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, e, per gravi motivi di salvaguardia ambientale, con provvedimento motivato, anche nei centri edificati, l’esecuzione di nuove costruzioni e la trasformazione di quelle esistenti […] Resta ferma la possibilità di realizzare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria di cui alle lettere a) e b) del primo comma dell’art. 31 della legge 5 agosto 1978, n. 457, dandone comunicazione al Ministro dell’ambiente e alla regione interessata”. Solo il Ministro dell’Ambiente, sentita la Consulta tecnica per le aree naturali protette, può consentire deroghe a queste misure di salvaguardia.

 

Inoltre…

Ammiro molto l’attenzione prestata allo sviluppo di centrali per la produzione di energia eolica e solare. Spesso tali interventi vengono proibiti dai piani o dai regolamenti dei Parchi, anche perché “deturpano il paesaggio”. Tuttavia, essi non sono proibiti, ma addirittura incentivati dalla legge quadro sulle aree protette (legge 6 dicembre 1991, n. 394, art. 7). A mio avviso, un Parco deve essere un centro di sperimentazione dello sviluppo eco-sostenibile, e non un centro di conservazione statica, che per potersi mantenere importa energia prodotta da combustibili fossili nelle aree circostanti e vi esporta rifiuti.

 

Inoltre…

Ammiro molto l’idea di un Parco nato dal basso e non imposto ai suoi abitanti. Come la mettete coi cacciatori? Quanti sono nel vostro ambito territoriale? La caccia è vietata per legge in tutte le aree protette (legge 394/91, art. 11 comma 3 e art. 22 comma 6).

– – – – – –

FRANCESCA VEGLIANTE è entomologa, irpina, ricercatrice presso l’Università di Dresda

grazie per il contributo dal Parco e dalla Comunità Provvisoria

… siamo in giro sul Formicoso a cercare la Bramhea

questo articolo è connesso a  https://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/05/11/parco-dellirpinia-doriente-relazione-illustrativa/

e

https://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/04/23/parco-regionale-dellirpinia-doriente-prima-uscita-domenica-4-maggio-a-sandrea/

Written by A_ve

4 giugno 2008 a 10:28 am

5 Risposte

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  1. Brevemente mi arrogo il diritto di rispondere, in ordine sparso, ad alcune questioni che sono state poste sulla proposta del parco regionale, se non erro, dell’Irpina D’Oriente:

    1) ho l’impressione che i parchi in Italia proteggano solo sulla carta le aree sensibili, nel parco nazionale del Vesuvio, atitolo di cronaca, è stata costruita una discarica, dicono temporanea ma in Italia non c’è nulla di più definitivo delle cose temporanee.

    2) nelle zone sismiche si può anche costruire senza cemento armato da esempio con i soli mattoni ma ovviamante con tecniche diverse da quelle a cui siamo abituati, si può costruire strutture lignee con limitazioni sulle dimensioni strutturali dell’immobile e così via. (Faccio notare che sparse sul Formicoso ci sono delle case molto singolari, sono costruite in pietra e mattoni a file alternate, con tetto a due spioventi di cui uno è piccolo mentre l’altro arriva quasi a sfiorare il terreno una la vedete nella curva “della Forma”; ne ho viste in Francia nella zona del massiccio centrale)

    3) di cacciatori sul Formicoso ce ne sono tanti, ma non è un buon motivo per non limitarla, molti di essi vengono da fuori oltre gli autocnoni e cacciano specialmente le specie migratori che passando dalle steppe Russe in Africa fanno delle tappe quà e là, il Formicoso è una di queste tappe per quaglie, beccacce e similari.

    4) il Formicoso non è sempre stato il granaio Campano, fino agli inizi del ‘900 era un grande altopiano adibito a pascolo dove in estate transumavano le greggi che d’inverno erano in Puglia, io ho conosciuto molte persone anziane e tutti ricordavano la prima zolla di terra arata sul Formicoso;
    per quelle persone la coltivazione del grano sul Formicoso fu una liberazione dalla fame, prima si coltivavano faticosamente solo terre discoscese.
    A mio avviso bisognerebbe fare un indagine storico-naturalistico per capire quando è scomparsa la copertura arborea e quando c’era, se c’è mai stata, quali spece componevano il bosco.

    Gianfranco Frascione

    Gianfranco Frascione

    4 giugno 2008 at 12:00 pm

  2. Anche il Parco dell’Etna versa nelle stesse condizioni. Tra le pinete secolari Discariche abusive con cumuli di pneumatici e anche amianto. L’Ente ha una bella sede, ha assunto oltre 50 dipendenti ma non ha un solo guardaparco.

    http://www.luigiboschi.it/?q=node/11187

    Angelo parlavo di Sentinelle dell’Irpinia. Il decreto sui rifiuti delega alle norme sulle discariche per i parchi. Ora la situazione non è solo normativa ma è conoscitiva. Credo che la cosa migliore da fare sarebbe rilanciare la costituzione di ALTURA e realizzare un sito web sul Parco dell’Irpinia individuando e proponendo una seire di percorsi da far vivere. Lo avevo già detto all’inizio penso che la cosa migliore da realizzare sia non un solo parco ma diversi parchi urbani dove gli stessi cittadini e/o associazioni possono avere un controllo democratico dal basso. La visione di un parco regionale o nazionale sinceramente , per le esperienze passate mi spaventa.

    Poi è evidente che dentro queste diverse realtà si inseriscono tutte le possibili annotazioni ma queste si costruiscono insieme all’osservazione al recupero storico e culturale dei singoli luoghi su questo sono d’accordo con Gianfranco.

    Lo stesso progetto del parco delle acque di Taurasi e/o della Ferrovia o dell’irpinia alta o bassa diventa un pezzo molto più controllabile e gestibile di un parco più ampia mettendo in rete le risorse.

    Per questo rilancio l’opzione di costituire l’associazione ALTURA come momento di riflessione e di costruzione dei Parchi Urbani dell’Irpinia.

    Uacc Uaa
    Nanosecondo

  3. Da Tonino Lapenna ambientalista, naturalista per passione.
    Francesca condivido appieno tutti i rilievi fatti e le annotazioni aggiunte. Un progetto di Parco, anche se con il merito di partire dal basso e non imposto, non può prescindere da una analisi approfondita del territorio, in tutti i suoi aspetti, con coerenza e rigore scientifico.
    Non troverai sul Formicoso la Bramhea, mancando un areale adatto, anche se non manca una certa ricchezza entomologica, nelle aree incolte. Potrai ascoltare, e non è poco, ancora il canto dell’allodola, la cui presenza è in costante diminuzione.
    Non voglio illuderti ma penso che con buone, se non ottime, probalità potresti trovare la Bramhea in un areale discretamente esteso, compreso in un area inserita nel progetto di Parco, tra i comuni di Aquilonia e Monteverde. Negli incolti, nei prati più assolati mi è capitato spesso di vedere frammisto ad una grande varietà di farfalle, un neurottero della famiglia Ascalaphidae, il Libelloides coccajus. I prati ed il sottobosco, nelle aree più selvagge, annoverano una incredibile ricchezza di orchidee selvatiche, circa una ventina di varietà.
    In questo spazio non è possibile riportare tutti gli elementi di interesse naturalistico, ma mi preme ricordare la presenza non saltuaria del Lupo Appenninico e del gatto selvatico tra gli esponenti di una fauna rara. Personalmente ho censito 88 specie di uccelli nidificanti, senza contare quelli di passo stagionali.

    Tonino Lapenna

    4 giugno 2008 at 8:01 pm

  4. CARA FRANCESCA, CARO TONINO
    il blog ci permette di incontrarci e di riprendere la tematica per la realizzazione del PARCO DELL’IRPINIA D’ORIENTE, ultimamente trascurata per i motivi che conosciamo
    La BRAMHEA voglio incontrarla al più presto unitamente a tanti curiosi comunitari; trovandola tra Monteverde e Aquilonia, come ci fa sperare Tonino, ci permetterebbe di eleggerla subito come nostra mascotte e logo
    Comunque ci contenteremmo anche del Libelloides coccajus di cui prego di mettere qualche immagine.
    Restiamo tutti in attesa di ulteriori contributi; prego Tonino e Francesca di mettere altri dati sul parco. C’é un geologo disponibile a farsi carico di una breve relazione per il PARCO ? scusatemi ma stasera vado di pressa. ciao a tutti, angelo

    verderosa

    4 giugno 2008 at 9:24 pm

  5. Caro Franco,
    mi ha risposto la parlamentaria europea dei Verdi, Rebecca Harms, dice che Monica Frassoni, anche lei parlamentare, sta insieme con altri, dalla parte vostra e lotta contro lo stato d’emergenza del governo B.
    Il 16.-19. ci sarà un assamblea a Brussel in cui la richiesta sulla legittimità di Monica Frassoni al commissario ambiementale Dimas sarà discusso.
    tutti informazioni su http://www.monicafrassoni.it/html/list.html?topic=114

    Email: monica.frassoni@europarl.europa.eu
    Quindi: Non siete solì.
    A presto, Ute

    UTE

    6 giugno 2008 at 2:07 pm


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