COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

monica da avellino

   in questa domenica di metà giugno, in compagnìa del mio cane, di un caffè e di un cielo azzurro in cui il sole ha voglia di giocare a nascondino con le nuvole,  Vi scrivo dalla posizione da me scelta liberamente, momentaneamente “marginale” di  attenta e delicata osservatrice dei movimenti della cp e di Voi comunitari, posizione di  ascolto rispettoso e curioso del vento che  soffia dentro questo blog, posizione che, seguendo i canali viscerali, credo gli unici in  grado di far ” riconoscere ” le persone nelle relazioni autentiche e dirette, mi mette in comunicazione con Voi e mi consente di scegliere di voler farne parte. 

Volevo condividere le mie ultime riflessioni

Credo che la comunità provvisoria attragga anime insofferenti, intolleranti ai  soprusi…con vissuti che raccontano un malessere ed un disagio annidati dentro a causa di altri mali dilaganti come arroganza, prepotenza, superficialità, disattenzione, disamore, ignoranza, bramosìa (e purtroppo la lista non finisce qua) soprattutto di chi ci ha governato che però, spesso, ha trovato il terreno fertile (per chi aveva ed ha cattive  intenzioni) della passività e della morte intellettuale, culturale delle comunità in cui avrebbe dovuto e avrebbe il dovere di svolgere l’incarico politico/amministrativo affidatogli proprio dalle comunità dormienti.

Credo purtroppo che la passività delle comunità, purtroppo spesso contagiosa, sia a sua  volta collegata ad altre modalità semplicemente erronee che hanno a che fare con il  proprio modo, del singolo di stare in società. Altresì bisogna considerare ed accettare  che non tutti possiedono gli strumenti e le possibilità per rendersi consapevoli della depressione e dell’appiattimento che li riguarda come singoli individui o appartenenti a  quella comunità. Voglio dire, ognuno di noi deve desiderare la qualità della vita, ognuno  deve voler vivere dignitosamente.

Ora, se la comunità provvisoria riesce con tutti i mezzi che può mettere a disposizione (che sono anche qui quelli delle singole persone che ne fanno  parte che li mettono in relazione e in circolo) e comincia a “rompere” la cupola di  piombo sotto la quale ci siamo tutti fatti imprigionare, se serve a svegliare le menti e le  coscienze addormentate, se serve ad innescare circoli virtuosi, se serve a svegliare i desideri e a farne nascere tanti nuovi,

se ci insegna, MI INSEGNA a diventare SENTINELLA DEL TERRITORIO,

deve avere vita lunga e felice.

Per tutto quanto ragionato sopra io condivido il credo della cp e riconosco nella PAESOLOGIA POETICA di Franco e in tutta la sostanza che c’è dietro, il movimento e  l’energia in grado di far “ricordare” alle menti addormentate LA VOGLIA DI BENE per sè stessi, per tutti …

P.S. Vi scrivo anche per un’altra ragione: siccome ho spesso problemi ad avere una vettura a disposizione per portarmi nei luoghi in cui Vi incontrate, per caso, c’è qualcuno che parte da Avellino? Aspetto di sapere…   buona domenica di bene a tutti…
Monica da Avellino

 

in copertina: ANGELO SICILIANO, madonna dell’abbondanza, 2003

 

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Written by A_ve

15 giugno 2008 a 10:49 pm

6 Risposte

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  1. cara monica
    vivi in una brutta città,
    una città piena di gente ipocrita e vile,
    ma ti sento incolume.
    ci sono di questi miracoli, penso anche a uno come livio borriello, ci sono questi miracoli di purezza al centro della merda.
    armin

    francoarminio2

    17 giugno 2008 at 11:48 am

  2. franco non prendertela solo con il nostro capoluogo …
    non riesco a dissociare il luogo fisico, l’habitat urbano da chi ci abita, da chi fa la città
    finiamo col far essere cacchette i nostri paesi

    avellino è un impluvio naturale, tutto qui

    avremmo potuto candidare avellino come capoluogo della nuova regione / ragione
    salerno-avellino-benevento, la regione dei due principati; avellino è baricentrica…
    ma non ce la fa; è stata destrutturata dagli ultimi 30 anni di malpolitica;
    il dopoterremoto è stato devastante per le intelligenze che la popolano ed è tuttora fortemente subalterna al sistema economico-monetario-napoletano.

    è una città che doveva essere bifronte, invece ha finito con il guardare solo al mare… avellino ha girato le spalle ai paesi
    avellino non ha capito che è un paese e non una città

    mi dispiace che sia andata così perchè in fondo ci sono nato

    sulla mia carta intestata, da anni, non metto più il comune dove risiedo
    metto: altairpinia
    mi piacerebbe a breve metterci: PARCO dell’IRPINIA d’ORIENTE

    ma parco mi sa un pò di recinto



    monica la comunità conferma di avere qualcosa di prodigioso …
    sei avellinese e guardi le montagne
    non allontanarti, ben trovata !

    verderosa

    17 giugno 2008 at 5:44 pm

  3. @ angelo
    a parte il fatto che mi hai fatto letteralmente sbandare quando ho realizzato che il mio commento era diventato un post (ancora non ho capito, scusate, come sia potuta accadere una cosa del genere (scherzo un po’)) con la madonna dell’abbondanza poi, aiuto!
    dicevo, a parte questo, vorrei esprimerti la mia personale ammirazione per quello che fai e per come lo fai…per diventare una vigile Sentinella del Territorio è sufficiente seguire le tue “vere e proprie” istruzioni…da te, lo so, posso solo imparare e prendere spunto…e appunti!
    nonostante, rispetto a tutti Seniors della cp, io mi consideri una comunitaria junior, sento anche io che questo spazio ha qualcosa di prodigioso
    sono avellinese certo, nata in casa nel vico neve da famiglia di via seminario e rampa s.maria delle grazie, in un centro storico messo in ginocchio dal terremoto, io stessa salva perchè al momento della scossa ero in discoteca altrimenti sarei morta sotto le macerie della mia casa…dietro le poste centarli, tutta caduta insieme ai miei libri e ai miei 33 giri…
    amo guardare le montagne da casa mia ma le vado anche a trovare ultimamente più spesso insieme ad una persona carissima e preziosa con la quale condivido i miei interessi culturali e spirituali…ieri, per esempio, insieme abbiamo abbracciato un albero che era di una bellezza strepitosa!
    non credo che mi allontanerò facilmente da questo spazio anche se non sarà semplice per me frequentarvi molto fisicamente, considera che spesso lavoro di sabato e domenica…
    @ franco
    grazie
    avellino è un paese affaticato…dall’80 in poi sono cresciuta e diventata adulta in mezzo a questa fatica, a questa lentezza…avellino soffre ancora tanto…ma io non la lascio e nel mio piccolo, anche con l’impegno, con il mio lavoro, nel mio piccolo spazio cerco ogni giorno di “fare bene” per il bene di tutti…
    ciao

    Monica

    17 giugno 2008 at 6:27 pm

  4. devo dire che su avellino franco ha ragione da vendere, è come se volesse a tutti i costi somigliare a qualcosa che non potrà mai essere.
    ma la cosa che trovo più divertente è il modo in cui certi abitanti di avellino si presentano: la prima cosa che ti dicono è il loro albero genealogico o, se non ne possiedono uno presentabile, le loro amicizie importanti.
    abitudine, questa, poco irpina, noi difficilmente sbattiamo in faccia ad un estraneo le nostre discendenze.
    nessuno si offenda: parlo solo di quello che, molto spesso, mi è capitato direttamente.
    è ovvio che ci sono decine, centinaia di eccezioni!
    e.m.

    eldarin

    17 giugno 2008 at 6:39 pm

  5. sì, elda, hai ragione
    in ogni caso per quanto mi riguarda era solo per sottolineare che sento le mie radici nel “cuore” di avellino dove prima del terremoto esisteva il cortile dove giocare a settimana e andar sui pattini, il quartiere con le nonne sedute davanti al portone a scambiar chiacchere, le signore che facevano e vendevano la pasta a mano dietro al duomo, il pane del forno di via cascino…il cinema giordano dove ho visto grease per tre spettacoli consecutivi o il cinema umberto che si apriva il tetto…il negozio percopo di via cascino che vendeva la biancheria per fare il corredo di noi fanciulle a rate…il bar lanzara per le paste la domenica…e la chiesa del rosario ogni domenica a cantare nel coro…insomma era proprio bella avellino…

    Monica

    17 giugno 2008 at 7:16 pm

  6. Monica hai ragione tu, io quella Avellino non l’ho conosciuta, ma i miei amici avellinesi me la raccontano uguale a quella che scrivi tu.Scusa se ho espresso un divertito parere su certe abitudini, è vero pure che ogni posto ha le sue …se penso ai difetti miei e dei miei compaesani…!!!
    spero di conoscerti presto.
    un abbraccio
    elda

    eldarin

    17 giugno 2008 at 7:34 pm


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