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La crisi della politica ambientalista ed i rifiuti

di Luca Battista / amici della terra – irpinia

E’ sempre buono il momento per dibattere sul significato e sul senso dell’ecologismo di occasione e dell’ecologismo vero, dell’ecologismo di maniera e dell’ecologismo scientifico.

Anche in questo momento di battaglia e di difesa di un territorio.

Io credo che l’ecologismo di maniera è quello che afferma con forza che la problematica dello smaltimento dei rifiuti in Campania vada affrontata negando la necessità di realizzare discariche e termovalorizzatori.

Lo slogan “Rifiuti zero” può mai sostanziarsi nell’immediato in politiche ed azioni conseguenti ?

Nemmeno nei paesi di cultura Scandinava ed Anglosassone , da tutti riconosciuti all’avanguardia nella gestione dello smaltimento dei rifiuti , il Rifiuto Zero è praticabile, ed esistono termovalorizzatori e discariche , piccole casomai, ma pur sempre discariche.

Nessun ciclo integrato dei rifiuti  in questo momento storico,  che si è affermato dalla evoluzione delle non scelte politiche e della gestione speculativa e cammorristica della emergenza rifiuti, può prescindere dalle discariche e dai termovalorizzatori.

E’ un problema di analisi scientifica (quindi con le componenti sociali ed economiche assunte tra i multicriteri di analisi), di quantità, di localizzazione di tipologie e grandezze di impianti.

La mia adesione alla manifestazione contro la discarica sul Formicoso è stata resa possibile dalla circostanza che oggi non esistono le condizioni oggettive per impiantare la discarica sul Formicoso per le quantità di rifiuti ipotizzate.

La inesistenza di tali condizioni è evidente nella incapacità di dare atto al Sottosegretario Bertolaso dei risultati del suo lavoro e del suo mandato, che era quello di ripulire Napoli , riscattando in parte l’immagine di uno Stato  – quello italiano -, inabile a garantire le minime condizioni di sicurezza igienica e di tutela della salute in un’area metropolitana. In questo senso  tutte le soluzioni inidividuate (anche se non motivate scientificamente) sono un problema di interesse nazionale.

Ogni attacco a Bertolaso e quindi al Governo è in questo momento un boomerang: il punto di vista dell’intera nazione è  a volo d’uccello, cioè riguarda innanzitutto la difesa dell’area metropolitana napoletana.

Inoltre è avvilente, demoralizzante vedere in testa alle  manifestazioni, parlamentari che votano a favore della Legge dello Stato che prevede dieci discariche in Campania e poi manifestano contro la realizzazione di una di esse.

E’ avvilente , demoralizzante vedere il Sindaco della città capoluogo di provincia, manifestare contro una discarica, quando il suo impegno a favore della raccolta differenziata ad Avellino è prossimo allo zero, visti i risultati.

Inoltre, ancora l’altra settimana, giunte  comunali irpine si dividono e vanno in crisi perché alla scelta autorizzata da un Sindaco per la realizzazione di un impianto di compostaggio , si contrappone il secco rifiuto del vicesindaco. E’ forse la politica del retropensiero affaristico ?

Immaginate quante volte negli ultimi mesi, ci sono state, da parte dei diversi rappresentanti politici ed istituzionali irpini,  prese di posizione imbalsamanti, per contrapporre ad un tentativo di soluzione il retropensiero della politica affaristica ?

Forse anche per questo l’Amministrazione Provinciale di Avellino, non ha  mai reso pubblico il suo sbandierato piano provinciale dei rifiuti (che non c’è ! ), oppure ha offerto alla valutazione del Commissariato di Governo diverse soluzioni impiantistiche (senza mai esplicitare la localizzazione) , od ancora non ha voluto sfruttare opportunità di impianti già esistenti  sul territorio , casomai privati, da inglobare e quindi  gestire pubblicamente.

Oggi , purtroppo la Provincia di Avellino è senza voce, visto che i parlamentari irpini, quasi tutti berlusconiani, non dicono proprio nulla, ridotti ad un silenzio imbarazzante e che non ha nulla di onorevole. Dicano ad esempio che la discarica è giusto farla, oppure che non si faranno mai altre discariche in Irpinia,  sarebbe una base di discussione e di confronto.

In definitiva se appaiono fondate e condivisibili le osservazioni a favore della non realizzabilità della discarica sul Formicoso,  meno rilevanti, seppur dimostrabili,  quelle geologiche ed ambientali in senso stretto, più importanti e decisive quelle economiche,  sociali ed ambientali in senso storico e “poetico”, è necessario indicare l’alternativa, cioè dove si deve fare e quanto grande si deve fare.

E’ necessaria la pretesa di realizzare la discarica sul Formicoso per ultima, perché l’Irpinia ha dato il suo territorio per prima con Savignano, ma sfruttando questo tempo a localizzare gli impianti , a stabilirne le quantità e con grande recupero civile e politico ad immaginare processi integrati si sviluppo che possano mettere al centro i rifiuti. Insomma avere la forza ed il coraggio di rilanciare su scelte sempre imposte da altri.

Solo proponendo , quantizzando, computando costi e benefici, forse si può dimostrare che un’altra discarica in Irpinia è evitabile.

 

Luca Battista (AdT Irpinia)

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Written by lucabattista

8 ottobre 2008 a 12:36 pm

2 Risposte

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  1. Caro Luca,
    capisco la passione che spinge tutti noi ad evitare l’assalto di un territorio ed un uso così incompatibile con la vocazione plurisecolare che ha avuto. Tuttavia, questa terra non ha mai dato la possibilità di poter lavorare, guadagnare e vivere ai suoi abitanti per cui tanti sono coloro che sono dovuti emigrare. Il trattamento dei rifiuti potrebbe invece essere una condizione non desiderata che però con le dovute cautele, garanzie e logistica applicata potrebbe rappresentare il volano di un territorio desideroso di rilanciare il suo marchio “verde”, posto al centro dei parchi regionali e collegato ad essi attraverso le vie d’acqua che segmentano il territorio irpino confluendo in essi. Il piano strategico che nei prossimi giorni dovrà essere redatto dovrebbe essere indirizzato verso una ottimizzazione della gestione dei rifiuti e il rilancio dell’ecologia mutando l’atteggiamento che sta venendo fuori del nostro territorio di area per lo stoccaggio dei rifiuti, piuttosto che di territorio che trasforma, ricicla e produce nuova materia. Sta poi al lavoro di noi architetti rendere piu’ confortevoli i luoghi in cui si svolgeranno le attività di trasformazione, i vettori che vi confluiscono e la centralità del territorio rispetto ai parchi che lo circondano.
    a presto.

    Giuseppe Di Giacomo

    8 ottobre 2008 at 2:58 pm

  2. Voglio dire solo una cosa .. a tutti quelli che vogliono continuare a vivere in Alta Irpinia : svegliamoci, che è ora, altrimenti non saremo buoni nemmeno per fertilizzante perchè tutta la merda che ci butteranno addosso sarà pure tossica, finiamola di credere alla favole e mi rivolgo ai ragazzi che saranno il nostro futuro, alla scuola che ha la responsabilità di far crescere nuove realtà, a noi tutti cittadini con il coraggio di far valere il sano senso civico . Smettiamola di televisionarci il cervello, prima di aprir bocca pensiamo, prima di stracciare una x su un simbolo pensiamo, prima di dire ” ma a me che me ne ‘mborta ” pensiamo, perchè altrimenti ci ritroveremo in un futuro che non vale la pena vivere a cui saremo costretti .Confinati alla nostra sporca insignificante inferiorità di Irpini irriconoscenti e incivili col fardello della debolezza dell’indifferenza, dell’ essere vili, da consegnare ai nostri posteri, questo nella storia non è ancora accaduto … non realizziamolo adesso !

    Pompilio

    9 ottobre 2008 at 9:39 pm


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