COMUNITA' PROVVISORIA

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la discarica sul formicoso avvelenerà l’acquedotto pugliese

 

processione a pero spaccone, 2.10.2008 _a.verderosa

processione a pero spaccone, 2.10.2008 _a.verderosa

l’allarme AVVELENAMENTO delle ACQUE circostanti l’altopiano del FORMICOSO, lanciato UN ANNO FA da COMUNITA’ PROVVISORIA, viene SCIENTIFICAMENTE recepito dallo studio realizzato dall’Alto Calore Servizi (presidente Franco Maselli), in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Napoli Federico II e con il Dipartimento di studi di Geologici e Ambientali dell’Università del Sannio
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. . . ” Si parte dal presupposto che gran parte delle risorse captate da alcuni tra i più importanti acquedotti italiani vengono destinate all’approvvigionamento potabile di oltre 5milioni di abitanti delle regioni Campania, Puglia e Basilicata, per una portata annua media di circa 13 mc/sec prelevata dalle sorgenti di Cassano Irpino, Caposele, Serino, Senerchia, Calabritto. 

La localizzazione frazionata di tre ampie discariche sul territorio irpino e di una quarta ubicata nel comune di Sant’Arcangelo Trimonte, nel Sannio – peraltro eseguite in periodi molto diversi – hanno determinato, nel complesso, una situazione di altissimo rischio ambientale e umano soprattutto per gli effetti che avranno sulla qualità delle risorse idriche prelevate da fonti superficiali e sotterranee spesso localizzate a pochi chilometri dai siti prescelti.

In particolare la realizzazione di una piattaforma di raccolta rifiuti solidi urbani in località Piana di Pero Spaccone ad Andretta, rappresenta un potenziale pericolo di inquinamento delle acque di corrivazione  defluenti nel fiume Ofanto e, più specificamente, per quelle accumulate nell’invaso di Conza della Campania di cui un’aliquota idrica, pari a un metro cubo al secondo, sarà a breve immessa nel sistema dell’Acquedotto Pugliese e quindi destinata al consumo umano. I terreni affioranti nel comprensorio sono caratterizzati da un grado di permeabilità pressocchè nullo ragion per cui gli agenti inquinanti presenti nella coltre superficiale saranno trasportati nel fiume Ofanto e quindi nella diga di Conza della Campania.

Non sembra condivisibile, inoltre, a difesa del sito destinato a discarica, l’ipotesi legata alla distanza tra l’area prescelta e Conza della Campania: i nove chilometri esistenti non solo non escludono la probabilità dell’inquinamento delle acque ma non ne riducono neanche il rischio.

Non va inoltre trascurato che nel corso degli anni con un’ottimale gestione dell’area adibita a discarica nelle fasi iniziali di esercizio potrebbero verificarsi gravi inconvenienti connessi sia all’elevato grado di sismicità della zona sia alla prevedibile caduta, nel tempo, dell’efficienza della gestione e soprattutto dei sistemi di controllo della discarica.

I danni ambientali che subirà l’Ofanto sono dunque non solo prevedibili ma quasi certi, alla stregua di quelli che si osservano a livello di sottosuolo nelle aree limitrofe alla discarica di Difesa Grande ad Ariano Irpino che dopo esser stata messa fuori esercizio dovrà essere sottoposta a consistenti interventi di bonifica “.

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EGREGIO DOTTORE BERTOLASO, GENERALE GIANNINI E TECNICI VARI DEL COMMISSARIATO L’AVVISO DI AVVELENAMENTO DELLE ACQUE POTABILI SEMBRA CHIARISSIMO . . .

VOLETE INSISTERE ???

12 Risposte

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  1. Il Partito Democratico a Roma presenta “Salva l’Italia” la raccolta firme contro l’operato del
    Governo Berlusconi . Noi qui in Irpinia vogliamo presentare “Salva l’Irpinia”, una raccolta firme contro chi in maniera sciagurata sta mortificando un territorio lontano da uno sviluppo sempre annunciato e mai arrivato.
    Salva l’Italia nasce per contrastare una destra che si sta dimostrando fallimentare in tutte le sue azioni di governo e che merita in maniera forte la protesta avviata dal PD chiedendo alla gente di scendere in piazza a testimoniare tutto il malessere e il disappunto che cova da mesi. Con questo spirito e sulla stessa linea nasce “Salva l’Irpinia”, un’onda di protesta libera e pacifica che vuole sensibilizzare le coscienze nel prendere atto che le azioni attuate e in via di attuazione in Irpinia segnano una mortificazione territoriale grave che non può passare inosservata.
    Crediamo nel Pd, crediamo in nuovo corso della politica nazionale, regionale e provinciale e non rinneghiamo affatto la nostra appartenenza allo stesso. La campagna elettorale e il programma esposto dal segretario Veltroni ha stimolato le nostre progettualità e le nostra concezione della politica: la rinascita della stessa attraverso un nuovo percorso basato su un ricambio generazionale, su una “rivoluzione” democratica costruita dal basso, un abbandono netto del vecchio sistema politico di stampo familista e clientelare. Da democratici seguiamo la linea
    nazionale del partito e ne condividiamo interamente i contenuti e i metodi della protesta nazionale. Da irpini però, e allo stesso tempo da irpini democratici, non possiamo non sottolineare un malessere nei confronti di un livello gestionale regionale troppo lontano dai nostri territori. Vedere un PD regionale che non tutela una parte di territorio come il nostro è uno schiaffo troppo forte che non possiamo permetterci di subire. Perché un livello regionale del partito soffre di qualche posizione ambigua?
    Non è ancora chiaro il perché della mancata firma al documento “Salva l’Italia da parte del Governatore della Regione. Non capiamo se siamo noi in contraddizione non riconoscendo la linea del PD Regionale o è il PD Regionale in contraddizione con quello Nazionale.
    L’Irpinia non può essere considerata terra di nessuno, perché è una terra di cittadini onesti che in
    maniera pacifica soffrono un malessere profondo, cittadini che non sono abituati a manifestazioni eclatanti e violente, ma che come tutti gli altri cittadini della Campania hanno i loro stessi diritti.
    Il diritto alla Salute, un diritto che nelle zone interne dell’Irpinia si cerca di minare. Ci portano le discariche nei pochi luoghi produttivi della provincia e nelle stesse zone taglieranno i servizi essenziali agli ospedali e di fatto impediranno ai cittadini di curarsi. La salute non può essere legata solo al denaro. Le ASL Napoletane per anni sono state fuori controllo e ora che il sistema è degenerato si va a tagliare e si taglia nei piccoli centri lasciando inalterati
    i grandi sprechi: vedi consulenze e convenzioni stipulate dalla sanità regionale. Come è possibile far finta di non vedere?
    Il paradosso della situazione politica risiede nella figura decisionale: ci rendiamo conto che chi
    deve decidere ha gestito l’ASL Napoli 1, quella che più di tutte aggrava il deficit regionale. Che qualcosa in questo piano di risanamento non va lo hanno capito anche a Roma e si rischia il Commissariamento.
    Errori gravi commessi in passato e in via di costruzione non possono affossare il desiderio di una nuova regione e di una nuova provincia che abbiamo. Il PD irpino a Napoli non può essere considerato solo bacino di utenza elettorale.
    La nostra idea è quella di una regione “nuova”: nuova nei metodi e negli uomini! Per troppo tempo siamo stati in silenzio e il nostro silenzio era ed è la voce di chi non ha saputo proteggerci. Allora è arrivato il momento di farci sentire e di alzare la voce.
    I giovani del PD di Sant’Angelo dei lombardi con questo documento vogliono prendere distanze nette dai vertici regionali del proprio partito. Il divario di programmazione politica fra la giunta regionale e quello che rappresenta la nostra idea di costruire il futuro in Irpinia è netta.
    Abbiamo disertato la festa provinciale del partito perchè la presenza del governatore rappresentava per noi un affronto alla nostra Irpinia e le dichiarazioni rilasciate da Antonio Bassolino segnano una differenza di vedute abissale fra noi e il governo regionale.
    Un disegno di desertificazione della nostra provincia, sia esso costruito in buona o in mala fede, né lo accettiamo né tanto meno possiamo condividerlo.
    La costruzione di una discarica come quella di pero spaccone e la chiusura degli ospedali “Criscuoli” di Sant’Angelo e “Di Guglielmo” di Bisaccia rappresentano l’inizio di una desertificazione della nostra provincia e non può essere accettato in special modo se a proporli è il proprio partito di appartenenza.
    Prima che giovani politici del PD altirpino, siamo semplici cittadini che amano la loro terra e che la difenderanno a denti stretti. E partendo da qui, vorremmo che questa petizione sia fatta propria dagli amministratori, dai politici, dai giovani degli altri circoli e dai cittadini per aiutare un territorio che non può essere sfruttato anche questa volta. Appoggeremo chiunque abbia a cuore le sorti della nostra provincia ma non solo attraverso comunicati stampa ma con la nostra presenza e la nostra azione. Chiediamo infine al Segretario Vittoria di condividere lo spirito di questo documento, di farlo suo e del partito….
    perchè le 100 Irpinie di cui parla, saranno 100 solo se considerano in toto la nostra Irpinia e le voci che da essa provengono.
    La sicurezza, l’ambiente e il diritto alla salute non possono divenire merce di scambio delle dinamiche aziendali, politiche e di interessi personali e clientelari. La vita di un uomo, anche di uno solo, non può rappresentare un capitolo di bilancio aziendale o bacino di utenza elettorale”.

    Giovani PD di S.Angelo / comunicato

    19 ottobre 2008 at 11:07 pm

  2. HERA-KlèS —-NEWS LETTER N3 /Ottobre 2008

    Sarò breve , forse, troppe e troppo variegato il giro delle azioni ed emozioni e ..pensieri conseguenti

    L’ ESTATE è andata
    portandosi via anche il sapore dei tre laboratori realizzati con pochi partecipanti da HERA-KlèS Campania ad Andretta
    in un momento storico forte e difficile per l’ Irpinia ,

    legato al RISCHIO di una DISCARICA

    sull’ altopiano del Formicoso/
    Pero Spaccone/ Comune di Andretta /
    500 mt dalle case/ sotto le pale eoliche/
    in una terra ad alto rischio sismico /
    in una terra che fornisce acqua all’ acquedotto pugliese con le sue sorgenti.

    E poi è arrivato il filo spinato
    e militari, polizia , carabinieri eguardia di finanza a proteggerlo : il FILO
    Sito di importanza strategica nazionale , l’ hanno chiamato.

    Il 2 ottobre , è da questa data che voglio segnalarvi gli avvenimenti arretrati,
    è stata un giorno di sofferenza, anche un giorno specialissimo,
    frutto della mobilitazione non violenta degli irpini ..almeno 10.000 persone su 27/30.000 residenti in Alta Irpinia.

    Confrontate lo stile dell’ entroterra , con quello della pianura che appare sui giornali nazionali : dignità innanzitutto.

    Per questo motivo, per la forza , l’ impatto culturale e politico, per la convinzione degli irpini che si dedicano a questa lotta da un anno più altri 15 arretrati
    come Irpina Apolide , vi invito a visitare alcuni dei siti e blogs irpini,sottolineandovi semplicemente il diverso stile editoriale

    https://comunitaprovvisoria.wordpress.com

    http://www.comunediandretta.it

    http://andrettawordpress.com

    http://nuovosantangelo.blogspot.com

    programma, patrocinio, accreditamento, operatori tutti, info varie sul web a
    http://hera-klestoscana.blogspot.com
    http://www.hera-klescampania.org

    grazie per la lettura

    Teresa Cella per HK Toscana e Campania

    HERA-KlèS —-NEWS LETTER N3 /Ottobre 2008

    19 ottobre 2008 at 11:53 pm

  3. Ciao a tutti,
    volevamo farvi sapere che sul numero del settimanale “Carta” – in edicola dal 10 ottobre -c’è un’intervista a Vinicio Capossela sul Formicoso.
    A presto e buon lavoro
    Eleonora Formisani

    Carta settimanale
    via dello Scalo San Lorenzo, 67
    00185 Roma
    tel. 0645495659
    http://www.carta.org

    eleonora formisani

    19 ottobre 2008 at 11:56 pm

  4. Strano, ma ultimamente leggendo i post di questo blog si percepisce una strana aria diversa da quella di 30 giorni fa. Vedo un interesse frammentato e a volte d’occorrenza e circostanza, non ho visto ancora progetti o opere su larga scala di tipo divulgativo-informativo.Il tutto ruota in concetti politici o piccoli settori di protesta che non arrivano alla gente, tutto si è fermato alla manifestazione del 2 ottobre. A me pare che da allora poco sia cambiato in sostanza, ma le persone cominciano a scordarsi e ad abituarsi di questa questione. Bisogna informare non con un’informazione di nicchia , ma attraverso una comunicazione chiara apolitica basata su argomentazioni tecniche e oggettive a misura popolare . Lasciamo stare i meriti, per ora pensiamo al risultato .. poi a risultato raggiunto, se ne discuterà … se servirà.

    Pompilio

    20 ottobre 2008 at 12:43 am

  5. Sono interessato a leggere il testo integrale di questo studio. Esiste su qualche sito dell’Internet e dove? Se non esiste sull’Internet, a chi dovrei scrivere per ottenerne una copia? Grazie.

    Raffaele Ruberto

    20 ottobre 2008 at 1:12 am

  6. Con alcuni ragazzi di bisaccia stiamo preparando un testo da divulgare via mail in tutta italia ed un piccolo volantino da distribuire in particolar modo in puglia e basilicata. Non appena la bozza sarà pronta lo sottoporremo alla CP per avere suggerimenti e un piccolo aiuto alla diffusione.

    Agapito Malteni

    20 ottobre 2008 at 9:25 am

  7. giovani PD: i pomodori del goleto dove sono ?
    hera kles: bene così, ognuno faccia quello che può (e non solo sul web)
    eleonora: facci avere testo dell’articolo o scansione; grazie
    pompilio: serve più lavoro di gruppo, dai una mano anche tu; le analisi aiutano poco in questo momento
    ruberto: puoi scrivere all’alto calore o all’ing. bernardino tirri, collaboratore di Maselli : info@riformisticoraggiosi.it
    agapito: bravi; come c.p., blog + mailing list lunghissima

    verderosa

    20 ottobre 2008 at 9:37 am

  8. @verderosa , buongiorno, io nel mio piccolo cerco di fare molto e di quel molto parte l’ho fatto concretamente, lavoro 12 ore al giorno e il resto del mio tempo lo dedico a questa faccenda, se vuoi fare una cosa la devi prima pensare .. poi realizzare, ecco la necessità di analizzare. Lavoro di gruppo, benissimo, implica pianificazione dei compiti, io faccio una cosa , una altra persona altro, poco efficiente disperdere tutte queste risorse ( mi scuserai un’altra analisi) per fare gruppo occorre chiarire quello da fare in modo concreto, le iniziative personali vanno benissimo ma parallelamente iniziamo dei progetti e rendiamo APERTI quelli esistenti ma su larga scala e soprattutto coordinati, no politica, no polemica, ma solo metodo, concretezza, trasparenza. Per una volta fuori 5 persone che vogliono collaborare, si coordinano le idee e si parte con le lavorazioni il risultato è assicurato. Si parte dalla sostanza che sono le persone che vogliono collaborare tra di loro, dal problema, dai metodi , dai tempi , senza tutto questo niente gruppo di lavoro e niente risultato.

    Pompilio

    20 ottobre 2008 at 10:17 am

  9. pompilio, è opportuno incontrarci alla prossima riunione / manifestazione della comunità provvisoria; il blog, lo avrai constatato dalle recenti polemiche redazionali, ha molti limiti; molti più di quelli caratteriali; concordo, organizzare bene le forze; costituire un gruppo di nuovi lavoratori; arginare le polemiche distruttive; non sono lussi tollerabili in questo periodo.

    verderosa

    20 ottobre 2008 at 7:40 pm

  10. Nanosecondo dai.. non fare il pico_secondo!

    Pompilio

    21 ottobre 2008 at 5:50 pm

  11. Bla..Bla… PD, PDL, PS, PC, PMSI etc. etc.

    Mi chiedo, ma queste cose non dovrebbero far mettere un pensierino per la testa?
    Ah.. no! dimenticavo siamo in Italia le intercettazioni sono tutte cazzate di giudici, “togliamole”…

    LEGGETE e Giudicate VOI!!

    lunedì, 26 maggio 2008
    risposta e intercettazione bertolaso
    per rispondere ad un commento scrivo un post,
    se qualcuno dall’alto vuole darci una mano speculando un po allora non è necessario che vengano da fuori, ci basta la camorra.
    se invece vogliono aiutarci davvero iniziassero a ridurre i rifiuti già nel ciclo di produzione. poi differenziando poi smaltendo il residuo senza bruciare,
    trascrivo alcuni dettagli di una intercettazione telefonica tra bertolaso e catenacci, credo possa considerarsi chiarificatore di tutto quello che proviamo a dire

    LE INTERCETTAZIONI / Catenacci: «Fanno un affare da 1.325 miliardi»
    E Bertolaso esclamò al telefono: «Mortacci»
    di Gianluca Abate

    NAPOLI — Il calcolo delle ecoballe accatastate in giro per la Campania lo fa Corrado Catenacci. È il 7 marzo 2005, e alle 18.59 l’ex commissario telefona al capo della protezione civile Guido Bertolaso. La conversazione viene intercettata. Eccola.
    Catenacci: «Ci sono almeno due milioni e mezzo di balle in tutta la Campania… Per quanto riguarda gli importi, secondo me sono circa 400 miliardi di lire».
    Bertolaso: «Perché loro bruciandoli ricavano energia elettrica, no?».
    Catenacci: «Gliela pagano a tariffa agevolata, tutto uno strano movimento che hanno fatto loro».
    Diciotto minuti dopo, alle 19.17, il prefetto richiama.
    Catenacci: «Ho fatto i conti con Turiello, viene una cifra mostruosa, 1.325 miliardi di lire».
    Bertolaso: «Mortacci ragazzi…».
    Cosa vogliano dire le due intercettazioni è cosa che il giudice spiega chiaramente. La prima conversazione è relativa al numero di ecoballe (o rifiuti, stando all’accusa) accatastate a quella data, numero che di lì in poi crescerà fino a tre milioni. La seconda, invece, fa riferimento ai previsti introiti derivanti dalla vendita di energia elettrica prodotta bruciando milioni di balle che la Procura ritiene per nulla eco. E che non fossero eco (a dar credito al giudice) se n’erano accorti i cittadini che accanto a quei siti ci vivevano, tanto che «le prime proteste delle popolazioni per i miasmi concorrevano a determinare la presentazione di interrogazioni parlamentari degli onorevoli Emiddio Novi e Alfonso Pecoraro Scanio». Il 27 febbraio 2002, il ministero dell’Ambiente «segnala l’opportunità di accertamenti». Gli rispondono che va tutto bene, grazie anche alla «prassi di addomesticare i risultati» che «deve ritenersi provata».
    Così come «provata» è anche la circostanza che sin dall’inizio appariva chiara la difficoltà di smaltire le ecoballe. Sergio Pomodoro, dirigente della Impregilo, ai pm la spiega così: «Verificai che, ove si fossero utilizzati tutti i cementifici italiani e si fosse ricorsi anche a forme di combustione nei gruppi alimentati a carbone, la produzione di cdr avrebbe saturato tutti quegli impianti». Il 5 marzo 2003, invece, viene intercettata una conversazione dell’allora amministratore delegato di Fibe Armando Cattaneo. Angelo Pelliccia, il suo interlocutore, dice che è meglio «lasciare il giocattolo in mano alla Regione». Il manager risponde così: «Saremo l’unico termovalorizzatore che dà 10 euro a tonnellata per il fos, cdr… Ci bruciamo tutto quello che non ci crea problemi, ci piace così ed è finito». Il 2 aprile 2005, lo stesso Armando Cattaneo parla con un avvocato della conversione del decreto legge sull’additivazione dei rifiuti: «Siniscalchi dice che al Senato la Lega è stata tranquilla perché aveva la devolution e s’è guardata bene dal rompere le scatole, ma alla Camera si aspettano maggiore battaglia… Si teme frange di An e Lega contro… Vabbuò ci siete voi Ds».
    Il 7 marzo 2005, invece, le microspie registrano la conversazione di un funzionario del commissariato per i rifiuti. Sono le 13.16. E la telefonata per il gip non ha bisogno di commenti: «Non è più il combustibile che deve essere stoccato…
    Questa è monnezza vera e propria».

    ***********************************************

    infine
    RIMANDO QUANTO DICE LA COMMISSIONE DI INCHIESTA GIA’ DUE ANNI FA (alla faccia dell'”emergenza”…):

    Esemplare, a tal proposito, quanto riportato dalla relazione sulla Campania della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti:
    ”Peraltro i profili vantaggiosi e positivi, dal punto di vista dei finanziatori, dell’iniziativa di finanziamento del progetto del sistema integrato del ciclo dei rifiuti proposto dalla Fibe in Campania erano stati riposti -a quanto emerso- nella produzione del cdr, con i connessi benefici del Cip 6: “bruciare energia e venderla era parte fondamentale del business di Fibe” e per le banche “rappresentava il 60 per cento dei ricavi del progetto.””

    (Atti della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse, XIV legislatura, Relazione territoriale sulla Campania del 26/1/2006).

    Peppe

    28 ottobre 2008 at 7:28 pm


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