COMUNITA' PROVVISORIA

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ARMINIOFORMICOSO

metto qui un pezzo che la “comunitaria” serena gaudino aveva scritto un pò di tempo fa per repubblica di napoli e ancora non è uscito. visto che si parla anche di “vento forte tra lacedonia e candela” ne approfitto per segnalare che lo presento domani a perugia, lunedì 10 a benevento e mercoledì 12 a bari.  _armin
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Sull’altopiano del Formicoso sono arrivati i containers. Non bastavano l’esercito, la polizia, il filo spinato e le tende. Ora c’è bisogno di più materiali, di più persone, di più strumentazione e sorveglianza, perché i carotaggi potrebbero portare alla decisione finale: costruire la discarica. A lanciare l’allarme non sono solo i sindaci dei comuni interessati ma sono soprattutto gli irpini. La gente comune, le persone che vivono in quella fetta di Campania che si sente più vicina alla Puglia, che reclama l’indipendenza e che è cresciuta affondando i piedi in quei campi, cogliendo le spighe, ascoltando il rumore del vento e perdendosi, d’inverno, nell’ozio e nella noia della vita di paese.

Le prime avvisaglie della possibile apertura del fronte di battaglia ideologica politica e ambientale si sono avute già nella scorsa estate con l’annuncio del governo sulla necessità di costruire nuove discariche. E dopo un lungo periodo di silenzio qualche giorno fa s’è verificata l’invasione a sorpresa dell’altopiano diventato nel giro di una notte zona di interesse strategico nazionale e quindi recintato, interdetto. Così si inasprisce la protesta e dopo quella con Vinicio Capossela in concerto, la settimana scorsa è partito un corteo di 10mila autoctoni. E la mobilitazione continua: dal passaparola al web l’informazione e si stringe attorno a una comunità che prendendo a prestito il concetto di “associazione temporanea di scopo” si trasforma in www.comunitaprovvisoria.wordpress.com

Un fenomeno mediatico di grandi dimensioni, capace di raccogliere lettori, sostenitori studiosi, intellettuali e professionisti irpini e non in un dibattito continuo e ricco di idee. Come quella lanciata e già minuziosamente elaborata che vorrebbe la trasformazione dell’intera zona del Formicoso in un Parco Naturale.
A moderare, illustrare, implementare e proporre nuovi argomenti di discussione un gruppo di intellettuali irpini, professionisti in tanti settori, ma soprattutto difensori della propria terra e del proprio ambiente. E tra tutti a Bisaccia Franco Arminio: il poeta-paesologo, lo scrittore dell’Irpinia d’Oriente che al pari di Giorgio Manganelli – per immaginazione linguistica – e di Gianni Celati – per la scelta dello stile e di passo letterario – riesce a trasformare una cosa reale in un racconto commovente e pieno di poesia. E come l’ultimo dei romantici eccolo in prima linea sul fronte del no alla discarica a capo di Nessuno tocchi il Formicoso, uno dei comitati promotori della protesta. «Una protesta che va avanti da quindici anni e più – scrive Arminio in uno dei suoi tanti appelli alla mobilitazione pacifica – e che continuerà finché non sarà definitivamente abbandonata l’idea di costruire qui la più grande discarica che sia mai stata costruita. E per giunta in montagna e a poca distanza da una diga…». Ma il lavoro della comunità non è solo questo. Loro è anche il compito di sensibilizzare la gente promuovendo assemblee, dibattiti, confronti con politici e esperti per contrastare con argomenti credibili, tesi e perizie alternative ogni mossa che venga dall’alto. Pare che qui, senza smentire la tradizione, stia prendendo vigore un nuovo modo di fare politica che muove da una realtà e si spinge verso l’acquisizione di consensi senza incertezze e patteggiamenti. Un buon esercizio che si prefigge di fare fronte comune anche contro lo svilimento e lo svuotamento di interi paesi che si sgretolano sotto la spaventosa pressione della disoccupazione, e di una depressione cronica della popolazione privata di obiettivi, interessi e futuro. Materia prima per Franco Arminio che oggi, a pochi mesi dall’uscita in libreria della sua raccolta di racconti, reportages e aforismi Vento forte tra Lacedonia e Candela edito da Laterza, continua ad aggirarsi in questa terra alla stregua di un wanderer: il viandante che nella letteratura romantica insegue, con animo nostalgico e irrequieto, quel qualcosa che sta al di là dell’immediatamente tangibile. Così Arminio diventa il paesologo che dichiara di essere: uno che si sposta di villaggio in villaggio alla ricerca di un luogo da assaggiare, di un paese che non c’è, dell’utopia, ovvero di una patria o della morte che non teme e che anzi esorcizza rendendola sempre più viva anche nei suoi stessi più deliranti racconti come le formidabili Cartoline dai morti pubblicati già in parte da www.ilprimoamore.com
Serena Gaudino

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Written by Arminio

4 novembre 2008 a 2:50 pm

2 Risposte

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  1. Il pezzo mi ha fatto ricordare l’appassionata serata, tra il vento e la polvere, di questo agosto sul Formicoso, a sentire Capossela. Ero lì con le mie persone più care.
    Tornerò con le stesse, venerdì (7 novembre) al Teatro Gesualdo di Avellino, ad ascoltare un altro Vinicio Capossela. Ancora una buona serata ed un buon motivo per incontrarci.
    Luca b.

    lucabattista

    4 novembre 2008 at 3:05 pm

  2. Lo prevede una proposta di legge all’esame della Camera
    (ANSA) – ROMA, 6 NOV – Per gli enti locali che intenderanno staccarsi dalla regione di appartenenza, come Cortina, si dovranno indire due referendum. Cosi’ una pdl. Il provvedimento all’esame della commissione Affari Costituzionali della Camera contiene due sostanziali novita’: oltre a quella del doppio referendum, anche che la richiesta di trasferimento prendera’ corpo ”solo se supportata dall’approvazione delle rispettive popolazioni secondo le norme dei rispettivi statuti”.

    ...

    6 novembre 2008 at 4:50 pm


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