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L’Audacia della Speranza. “Obama”

“….i tempi stavano cambiando e solo il vento poteva portare una risposta.”

Bob Dylan  ricordando i fo_king1 tempi di The Times They Are A-Changin’ 1964

 

Io spero che oggi sia un buon giorno per la storia.

Io spero che oggi sia –  per tutti  – un buon giorno in cui credere che ciò  che sembra impossibile possa avverarsi  con perseveranza ed ottimismo.

Oggi è il giorno di  Rosa Louise Parks , morta nel 2005 e  famosa per aver rifiutato nel 1955 di cedere il posto dell’autobus ad un bianco, dando così origine al boicottaggio degli autobus di Montgomery ed originando il più grande movimento mondiale di difesa dei diritti civili.

Oggi è il giorno di Martin Luther King, morto assassinato nel 1968 e del suo sogno avverato.

« Ho un sogno: che un giorno questa nazione (il mondo) si sollevi e viva pienamente il vero significato del suo credo: “Riteniamo queste verità di per se stesse evidenti: che tutti gli uomini sono stati creati uguali” »

Oggi è il giorno di Barack Obama , ed  è il suo (nostro)  tempo di pace , prosperità, un tempo dove io spero si possa tornare a credere alla verità ed al senso universale del “sogno americano”.

Luca Battista

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Written by lucabattista

5 novembre 2008 a 12:24 pm

7 Risposte

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  1. Condivido a pieno che l’elezione di Obama sia il giorno della speranza,del cambiamento, un grande esempio di democrazia….Questo però non risolve i nostri problemi e la cosa che più m’inquieta è che mentre in America c’è il fenomeno Barack in Italia abbiamo fenomeni da baraccone!

    lucia

    6 novembre 2008 at 12:04 pm

  2. veltroni ad esempio

    simona

    6 novembre 2008 at 2:44 pm

  3. Questo clima di speranza per la vittoria di Obama mi sembra di averlo già vissuto. Correva l’anno 1992 ed il “democratico” Bill Clinton salì alla Casa Bianca dopo 12 anni di “tenebre”, anche allora ci fu l’esultanza di mezzo mondo…

    Agapito Malteni

    7 novembre 2008 at 11:13 am

  4. L’AMERICA PARLA OBAMA
    Il sogno di Martin Luther King è diventato realtà: Obama figlio di un immigrato keniano e di una donna bianca del Kansas. Ha vissuto la sua infanzia tra le Hawaii . Il padre, Barak senior studente straniero, vince una borsa di studio concessa a ragazzi africani; per formare la nuova classe dirigente del continente nero. La madre, Ann Dunham, anche lei studentessa. Niente scandalo in famiglia, ma il matrimonio tra i due non funzionerà. Barak senior completò gli studi ad Harward, poi torna in Kenia per tener fede alla promessa verso il suo paese.

    La madre, si risposò con un indonesiano, ed il giovane Barak visse parte dell’infanzia a Giakarta, dove nacque la sorellastra. Torna in America, Obama ripercorre da una parte e dall’altra degli Stati Uniti rincorrendo i suoi progetti, le sue aspirazioni, e il suo impegno civico e sociale. Obama, oltre ad essere un trascinatore di platee, sembra avere doti di narratore. La scrittura è fluida, la pagina vibra dei ricordi personali, degli aneddoti davanti agli album di famiglia. L’edentità e la razza, il suo essere “multietnico” diventa lo strumento di una sperimentazione quotidiana se stesso ed il mondo che lo circonda. Confessa di aver fatto uso di droga, di essersi introdotto in quel confine fatto di alcool e stupefacenti che può portare al baratro ai fallimenti..

    Il ritorno in Africa è forse uno dei momenti più intensi del libro, il viaggio in Kenia, in occasione della morte del padre in un incidente. Le beghe familiari fotocopie e uguale a quelle di qualunque altro paese. E torna puntuale, il tema della razza, dei diversi modi e dai diversi colori che si hanno di fronte, Africa come in America, e come in Europa. Ma è una ossessione un chiodo fisso fino a esaurirsi in un’unica realtà e a capire che la razza è solo una fantasia umana, una chimera di fanatismo.
    Chi è dunque Barak Obama?
    I sogni di suo padre un racconto intorno al fuoco, Una storia di vita vissuta che val la pena di leggere. E poco importa se, nelle turbolente primarie che ha spesso dimostrato una preferenza per la Clinton, ha polemicamente sostenuto Obama. I cittadini americani decidono che Barack Hussein Obama sarà il primo presidente nero degli Stati Uniti.I democratici confermano e allargano le maggioranze alla Camera “circa di 20 seggi in più” e al Senato “almeno 5 seggi in più”, per la prima volta da 16 anni controllano il potere esecutivo e legislativo.
    L’uragano Obama invade gran parte dell’America, entusiasmo e delirio possono convivere, non si paga sognare se poi diventano realtà.
    Michele Bortone / lacedoniesi nel mondo

    michele bortone / lacedoniesi nel mondo

    7 novembre 2008 at 1:24 pm

  5. Sarà imperialista come gli altri,
    guerrafondaio come gli altri,
    inquinante come gli altri,
    tollererà la pena di morte come gli altri,
    tollererà la fame come gli altri,
    tollererà le turpitudini come gli altri!

    Basta o devo continuare?
    Lo spessore culturale deli ultimi 40 anni negli usa è andato assottigliandosi. Non esistono più nè gli uomini nè le ideologie che mossero i “sogni” di 40 anni fa!

    Chi è tanto “idiota” da sognare ancora con simili soggetti?

    il solito cretino

    7 novembre 2008 at 2:12 pm

  6. Partendo dallo spirito sarcastico del “solito cretino”facciamo per ‘gioco’, come dicono i bambini o ‘divertissement’ come direbbero gli adulti acculturati un “paralogismo”.

    IDIOTA ……Dal latino idiòta, a sua volta dal greco antico idiòtes (da idios, particolare): privato in contrapposizione a pubblico, cioè che non partecipa alla vita pubblica (in quanto incapace a vario titolo). Colui che vive ai margini od al di fuori della società considerata civile ed assume quindi comportamenti che questa considera spesso sconvenienti o insensati.Forse solo per motivi formali di aderenza o correttezza etimologica converrebbe cambiare il proprio pseudonimo in : “il solito idiota”.Ma nella sostanza “nulla mutat in natura…..nisi deficias animo equo”.

    SOGNO…..”infinita ombra del vero” come direbbe un poeta .O come direbbe un filosofo un pò pedante: il senso positivo della nostra esistenza legata a un transfert sempre e comunque legato a una scommessa ,speranza,utopia come è nella poesia fantastica o onirica come una sorta di trascendenza laica dell’immaginario nel suo pieno sviluppo di libertà umana troppo umana.
    Un idiota che sogna pur essendo il massimo del paradosso e dell’ ossimoro è comunque preferibile,se nella consapevolezza attiva e centrifuga, a un cretino immobile nel suo “sonno dogmatico” e non c’è Kant che lo possa svegliare , fermo e inossidato nel suo centripeto e astioso narcisismo.
    http://www.mauroorlando.it
    ps . Ogni riferimento a persone e fatti reali è puramente casuale!

    mercuzio

    8 novembre 2008 at 5:46 pm

  7. LA SPERANZA È SEMPRE L’ULTIMA A MORIRE

    Michele Bortone

    Michele Bortone

    8 novembre 2008 at 7:03 pm


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