COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

Donne poco decorative. Una storia dall’Irpinia del terremoto.

teora_coop_19801di Stefano Ventura

 

Il comune di Teora, in occasione del 28° anniversario del terremoto, conferirà la cittadinanza onoraria all’On Luisa Morgantini.

Luisa Morgantini è attualmente uno dei 14 vicepresidenti del Parlamento Europeo per il gruppo “Sinistra Unitaria Europea”, ma all’epoca del sisma fu volontaria proprio a Teora come sindacalista della FLM Lombardia. Il suo impegno di volontariato sarebbe dovuto durare poche settimane, ma il rapporto creatosi con i terremotati teoresi, ed in particolare con i giovani, indusse la Morgantini a tornare a Teora per trascorrervi molti mesi. Tra le numerose iniziative condotte durante la sua permanenza a Teora, contribuì a fondare una cooperativa, “La Metà del Cielo”, formata da giovanissime ragazze che si occupavano di ricamo e dipinti su tessuti.

Grazie al supporto morale e pratico offerto dall’allora sindacalista, questa cooperativa ha rappresentato una felice esperienza di riscatto in un momento di enorme difficoltà per la comunità teorese, permettendo alle ragazze che ne facevano parte di poter entrare nel mercato del lavoro e fare un’esperienza di vita significativa. La validità di questo tentativo è testimoniata dal fatto che la cooperativa è tuttora in attività.

Le ragazze della cooperativa nel 1981 prepararono un manifesto per presentarsi, su cui scrissero: “siamo un gruppo di donne, riunitesi in una cooperativa di lavoro da pochi mesi a Teora, un paesino dell’Irpinia duramente colpito dal terremoto del 23 novembre 1980. Il terremoto ha tragicamente messo in evidenza una realtà di noi gente del sud: l’emigrazione. Noi abbiamo risposto così: “vogliamo viaggiare e non emigrare” e siamo rimaste a Teora. I condizionamenti e i gesti di chiusura che da sempre sono esistiti – soprattutto nei confronti di noi donne- sono stati difficili da superare. Poi la voglia di lottare ha vinto! Noi ora siamo “la metà del cielo” e con il nostro lavoro vogliamo conquistarci l’altra metà del cielo che da sempre ci è negata. Non è un sogno! Ci siamo e siamo vive! Lavorare e discutere insieme è difficile e la comprensione non è sempre facile ma ci aiuta a scoprire e conoscere noi stesse e ad imparare più in fretta. E’ una rivoluzione il fare le cose con le nostre mani e lasciare libera la fantasia. Una briciola di vita, per iniziare ma soprattutto per continuare a lottare nella nostra terra”

L’on. Morgantini ha, inoltre, rappresentato un punto di riferimento fondamentale nella situazione di emergenza sia per i terremotati sia per gli altri volontari presenti a Teora.

Luisa Morgantini da allora ha condotto una carriera di attivista politica che l’ha portata ad impegnarsi a livello internazionale con interventi di mediazione e solidarietà nelle aree di crisi, in particolare per il raggiungimento di una giusta pace tra Israele e Palestina e la fine dell’occupazione israeliana nei territori palestinesi. Oltre ad essere vicepresidente del Parlamento Europeo è tra le fondatrici della rete internazionale delle “Donne in nero contro la guerra e la violenza”, oltre ad essere una delle mille donne ad essere state candidate al premio Nobel per la Pace.

Una curiosa coincidenza segna il riconoscimento di questa esperienza di solidarietà; qualche settimana fa il Comune di Caposele aveva conferito la cittadinanza onoraria a Dacia Maraini, scrittrice tra le più affermate. Luisa Morgantini e Dacia Maraini sono legate da una solida amicizia e si sono ritrovate accomunate a poche settimane di distanza in un attestato di stima nei loro confronti da parte di due comuni  irpini vicini, per motivi diversi e ognuno per conto suo.

In coda a questo post ci sono alcuni stralci di un articolo della Maraini uscito sul Corriere della Sera nel giugno scorso.

 

Le donne nel nostro Paese sono poco rappresentate e hanno poco potere effettivo. Il potere, vorrei non si equivocasse, non e’ quello di angariare gli altri, ma di essere libere di decidere e di tentare nuove strade, di imporre il rispetto delle regole e di difendere i più deboli. Ora sembra che la nuova politica chieda alle donne che siano soprattutto decorative e poco competenti. Il che e’ un modo di umiliarle coi guanti bianchi. Sarà bene ogni tanto ricordare che ci sono donne competenti che lavorano sodo, che ottengono risultati, che si fanno rispettare. Purtroppo sono poco decorative. Battagliare per i diritti nella vita infatti sciupa i corpi, logora la pelle.

Voglio ricordare due donne per tutte. Che, se fossero conosciute come meritano, susciterebbero ammirazione e riconoscenza.  […] Una è vicepresidente del Parlamento europeo. Ma pochi lo sanno. Nemmeno i vicini che la vedono entrare e uscire di casa con i pacchi della spesa. Nemmeno i politici dei Paesi che visita quando la vedono arrivare, con le sue gonne nere, i suoi zaini, senza scorta, senza macchine blu al seguito. Si chiama Luisa Morgantini e fa un lavoro ammirevole. Una delle sue battaglie più risolute riguarda la pace fra Israele e la Palestina. Le “Donne in nero” di cui fa parte raccolgono sia palestinesi che israeliane e cercano con ostinazione un punto di incontro e di convivenza.

Questo non impedisce loro di protestare contro la parte piu’ intransigente e militaresca di Israele, contro l’occupazione della striscia di Gaza e le pretese di chi vuole applicare delle regole da assediato finendo per diventare assediante. Luisa scrive che a Gaza il 68% della popolazione vive sotto il livello di povertà, l’80% delle famiglie dipende dagli aiuti umanitari e la disoccupazione sfiora il 50%. “A chi vive a Gaza non viene dato il permesso di raggiungere gli ospedali egiziani o israeliani. Oltretutto le ambulanze sono bloccate per mancanza di carburante a causa dell’embargo. La pace si fa con un dialogo vero tra attori che abbiano pari dignità e non per un diktat”. Ce ne sono molte altre di donne come loro, ma sono poco decorative e non piacciono ai fotografi e alle tv. Siamo sempre e solo alla politica spettacolo?

(Dal Corriere della Sera)

Annunci

Written by A_ve

22 novembre 2008 a 10:52 am

6 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. E’ 23 novembre, in ogni parte del mondo c’è una storia diversa, anche adesso, di notte, qualcuno è sveglio. Ma che ora è in Irpinia adesso?

    Luigi Capone

    23 novembre 2008 at 4:18 am

  2. Sono stata educata ai valori della solidarietà, provengo dal mondo cattolico e non ho mai rinnegato questo valore anche quando ho militato nelle organizzazioni politiche di sinistra.
    All’epoca del terremoto ero una giovanissima studentessa iscritta al primo anno di Magistero presso l’Università di Torino; con alcune organizzazioni di studenti e di lavoratori della Fiom, organizzammo l’ intervento volontario per le zone terremotate, tra noi c’erano ragazzi/e originari dell’Irpinia, come me, alcuni si diressero verso S.Angelo dei Lombardi, altri a Torella dei Lombardi. Questo però non impedì il coordinamento con altri paesi tra cui Teora e la conoscenza con altre organizzazioni che operavano sul territorio. Ricordo di avere conosciuto Luisa Morgantini e la presidente della cooperativa “ La Metà del Cielo”
    In seguito permanendo sul territorio ho collaborato con il Cresm Campania, ed insieme abbiamo fondato altre cooperative, anche a Torella dei Lombardi.
    Memoria e luoghi di un tempo, oggi del lavoro svolto all’epoca dei fatti, rimangono solo ricordi emozioni e speranze perdute per sempre.
    La nostra terra è mutata e per fortuna, siamo cambiati anche noi! Eppure permane quel senso di responsabilità disperso nei mille rivoli della strumentalizzazione politica.
    Il quadro politico in cui si viveva era vivace, certamente non asettico e non abitato come oggi dal vuoto della progettazione politico e sociale da cui emerge solo la stagnazione delle coscienze, prive oramai di esprimere a chicchessia solidarietà o la risoluzione dei problemi.
    Questa Irpinia è destinata a perire, se non s’interviene con una svolta.
    Ieri, sollecitata da un amico e dalla curiosità personale, ho ascoltato un dibattito che si è tenuto a Lioni, c’era il Presidente De Mita e nonostante la sua età è un uomo che con lucidità politica ha affrontato i nodi che attanagliano questa terra. Eppure, proprio io con la mia storia affermo che non abbiamo altro, se non partiamo dal radicamento, dalla nostra identità territoriale, delle nostre comunità, dentro la parte interna con le nostre diversità, non possiamo dare luogo ad alcun cambiamento.
    Bisogna sapere discernere la verità! Aldilà del tempo e delle smancerie.
    Quanti anni sono trascorsi!Quanta gente continua a lasciare questa terra… Bisogna interrogarsi e rinnovarsi, generare una nuova idea politica senza negare le responsabilità di ciascuno.
    Mi piacerebbe che sul blog della Comunità Provvisoria si ricominciasse a parlare della riforma della politica, pur necessaria a partire dai diritti di cittadinanza.
    Educare i giovani alla solidarietà ha ancora un valore?

    M.Teresa Iarrobino

    24 novembre 2008 at 12:22 pm

  3. anche tu, Maria Teresa, forse, stai predicando nel deserto….

    pasqualino

    24 novembre 2008 at 12:29 pm

  4. …condivido

    per Maria Teresa Iarrobino

    michele ciasullo

    24 novembre 2008 at 4:01 pm

  5. Maria Teresa, se hai tanto a cuore la Politica perchè non scendi in campo e metti la tua firma sotto una proposta di candidatura alle prossime amministrative, europee del 2009???
    Parlare , Scrivere è molto più facile che risolvere problemi. Con molto affetto Aruspice Implacabile R.Q.

    rocco quagliariello

    24 novembre 2008 at 7:00 pm

  6. Il deserto è dentro noi e lo esterniamo con il nostro agire quotidiano.
    Ringrazio Michele per la condivisione.
    Ad Aruspice, voglio ricordare che ci sono donne nella nostra provincia molto rappresentative come Rosetta D’Amelio con competenze politiche. A me piace ascoltare ed occuparmi di problemi educativi.

    M.Teresa Iarrobino

    26 novembre 2008 at 8:07 am


I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: