COMUNITA' PROVVISORIA

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Una piccola striscia di terra dipinta

strisc_pav1Capriglia, vicino ad Avellino,  è un paese aperto, sparpagliato in mezzo al paesaggio, vicino ad altri paesi, vicino a una città. Sulla strada che si percorre cercando un centro che non c’è a un certo punto c’è una chiesetta. Non ci sarei mai entrato se l’architetto Luca Battista non avesse dato appuntamento a me e ad altri amici per spiegare il lavoro di restauro svolto. Mi ha colpito la passione con cui l’architetto parlava del lavoro svolto. Un lavoro che non vuole stordirti con la patina dell’eccezionale. Più che l’esecuzione di progetto, un gesto d’amore. Battista raccontava agli amici le ceramiche cucite sul pavimento. Un inserto prezioso, quasi una piccola pista d’arte per giungere a quella sublime arte dello spirito che per me è l’esperienza di Cristo. Mi pare che nella chiesetta di San Felice di Capriglia ci sia la traccia di un’architettura umile, che non si pone mire dirompenti, ma tende a cucire, a raccogliere, a stringere gli uomini alle cose e le cose agli uomini.

Abbiamo bisogno di un’architettura morale, di gesti che sappiamo rimettere nei paesi la sapienza manuale.

Quelle ceramiche sul pavimento stanno a ricordarci proprio questo: i nostri paesi sono stati a lungo abitati da gente che sapeva fare delle cose e  questo non procurava agi, ma certo ti faceva sentire a posto. Andate allora nella chiesetta di San Felice di Capriglia e abbiate cura di guardare dove mettete i piedi. Vedrete una piccola striscia di terra dipinta, un frammento di quell’immenso affresco che è l’universo.

Franco Arminio

(questo breve scritto è nella prefazione di un libro -catalogo che racconta il Restauro della Chiesa di San Felice di Cantalice a Capriglia Irpina e che rappresenta il caso studio del 5° incontro itinerante di architettura in irpinia, che si svolge a Nusco sabato 29 novembre. Questa è l’occasione giusta per ringraziare Franco per il pensiero dedicato ad un lavoro fatto di passione e perseveranza. Luca Battista).

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Written by lucabattista

28 novembre 2008 a 12:58 am

Una Risposta

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  1. Sono legata alla Chiesa di San Felice di Capriglia di quel legame che si crea quando si entra in relazione autentica con uno spazio che diventa LUOGO. Luogo di memoria dove è avvenuto un contatto, uno scambio che continua a germogliare…Luogo fecondo dove non c’è stato spreco, dove ho vissuto l’emozione e la gioia della condivisione della presentazione ufficiale del restauro di questa preziosa Chiesa bomboniera ed anche il mio primo vero contatto con gli amici della Comunità Provvisoria.
    Grazie a Dario che mi ci portò.
    Bravo Luca per il programma…

    monica

    28 novembre 2008 at 2:31 pm


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