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post sul post-convegno di nusco

agostino-2  di URSULA IANNONE  (sabato 29 nov a Nusco)

Scoppiettante e per niente titubante, il nostro amico cominciò. Partendo da una ricotta, passando per un vino, finì su una patata.

Del tubero parlò, e intanto si mangiò e si giocò.

Cosa avesse veramente in mente, non ci è dato di saperlo. Ma se c’è il gusto di una risata, ben venga una pallina di ricotta fritta, scambiata per una patata.

– – –

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Written by A_ve

3 dicembre 2008 a 6:44 pm

Pubblicato su AUTORI

4 Risposte

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  1. Potremmo pensare ad un incontro tecnico-divulgativo sul fenomeno “patata”.

    Magari per passare un’altra bella giornata insieme.

    Complimenti ad Ursula per la sua vena poetica, molto piacevole.

    Agostino

    3 dicembre 2008 at 10:13 pm

  2. ciao, ho letto il tuo simpatico messaggio. Molti pur apprezzandone il gusto e le variegate modalità di preparazione, non danno pregnanza ai loro sensi. Perchè ? Il motivo è molto semplice e financo banale,
    la fretta; il tempo. C’è bisogno di donarsi e donare tempo per ascoltarsi ed ascoltare, per poter veramente penetrare sino nel prfondo di un’unica patata.
    La patata può essere assimilata ed intimamente compresa introducendola in noi mentre ne degustiamo fragranza, consistenza, sapore. . . ; e di fatto si tramuta in carne, ossa, sangue. . .
    Di contro anche noi ( i pù fortunati), per un trapasso chimico-osmotico che avviene sotto terra, possiamo aver la possibilità di divenire parte di una patata.
    Di fatto in divenire, per una sorta di rotazione ciclica, avviene tra uomo e patata, uno scambio equo e solidale; all’infinito.
    Questo scambio centripeto regala a chi lo sa cogliere, affidandosi al coraggio del trasporsi, comprendendo la forza della beltade contenuta in una patata, un’equilibrio dinamico fatto di evoluzioni e crescita ontologica.
    il principio degli esseri è l’infinito ………………………………
    da dove infatti hanno origine, lì si ha il disfacimento o anche
    la distruzione, che non è Mai fine; secondo necessità.
    Il mondo del flusso, del mutamento, dell’incessante divenire in cui siamo immersi, ci dice che la natura dell’universo NON è duale: positivo-negativo, buono- cattivo, luce-tenebre, corpo-psiche,
    uomo-patata. Il mondo fisico è anche metafisico; in un fluido tuttuno.
    “La vita gioca al buio un giuoco ignoto a se stessa”

    anonimo

    6 dicembre 2008 at 11:09 am

  3. …….. il formale tutt’uno non é la medesima cosa del corroborante “tuttuno”. Nel primo è presente il distacco, nel secondo l’immanenza fluida della realtà, che è possibile. Abbracciamo tutti i limiti e le formalità, per andar oltre gli steccati di costume, introitati passivcamente e comunque intrisi di vacuità di contenuti. La bellezza, la pregnanza, la forza può risiedere solamente oltrepassando l’arroganza del cieco egoismo che ha la veste apparente di proficuo bene per se stessi ma che inesorabilmente si rivela essere un ritmico, monocromatico ed unidirezionale impoverimento dell’anima. Il ventaglio policromatico a nostra disposizione è vastissimo come altreattanto vasta è la mia voglia di creare un mondo nuovo.
    Coloriamolo insieme

    anonimo

    6 dicembre 2008 at 12:23 pm

  4. …sei prolisso!… ;)

    ursula

    6 dicembre 2008 at 4:19 pm


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