COMUNITA' PROVVISORIA

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viaggio di un poeta nelle terre del vento

Metto qui la recensione di Marco Belpoliti apparsa questa mattina sull’Espresso.

Il viaggio di “Vento forte tra Lacedonia e Candela” continua. Tra Natale e Capodanno altre presentazioni.  E aspetto che si facciano vivi gli amici dei paesi in cui ancora non ho presentato il libro.

Belpoliti ha recensito sull’espresso tutti i miei tre ultimi libri. Una puntualità ben diversa da quella dei politici irpini:  l’unico che ha fatto una telefonata per congratularsi per il mio lavoro è stato Generoso Benigni di Forza Italia.  _armin

*****

Franco Arminio è un poeta. Vive a Bisaccia nell’Irpinia d’Oriente, zona montuosa. Va in giro, frequenta i paesi, parla con la gente, torna a casa e scrive. Si è nominato da qualche anno esperto in “paesologia”, disciplina inesistente ma assolutamente necessaria.

Ha anche pubblicato alcuni libri, tra cui un resoconto sulla zona del terremoto, Viaggio nel cratere, uscito qualche anno fa. Un libro straordinario. Ma ancor più bello è questo ultimo, Vento forte tra Lacedonia e Candela, uscito nell’innovativa collana di Laterza, “Contromano”. Arminio se ne esce ogni giorno e va a visitare, o più spesso a rivisitare, una serie di piccoli borghi compresi in quella sella montuosa che si trova tra Campania, Basilicata, Puglia e Molise. Da questi pellegrinaggi dell’anima scaturiscono brevi prose di grande intensità, e insieme ironiche, sarcastiche, malinconiche. Il ritratto di un’Italia assente dai teleschermi e dalle cronache dei giornali, eppure presentissima nella vita di molti. I piccoli paesi, i minuscoli paesi tra l’Appennino e il mare, dalla Liguria sino alla Calabria, s’assomigliano tutti o quasi, nonostante le differenze di lingua, costumi, modi di dire e di vivere. Sono luoghi dell’abbandono e dello smarrimento. Vivono di se stessi, della memoria e soprattutto dell’oblio. Arminio con una prosa esatta e cruda li fotografa, e nell’istantanea di parole che scatta, di solito nell’arco di due o tre pagine, include se stesso: è sempre dentro il riquadro mai fuori. Patisce in prima persona questa Italia minima e minore che è il paese da cui proveniamo e verso cui, nonostante le grandi città, le metropoli diffuse, andiamo noi tutti. Anzi, questa Italia è l’esatto rovescio dei non-luoghi che abitiamo ogni giorni di più: luoghi vuoti, dimenticati, assurdi. Un libro splendido che dice tutto e di più sulla nostra umanità residuale.

 

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Written by Arminio

12 dicembre 2008 a 11:40 am

Pubblicato su AUTORI

15 Risposte

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  1. Caro Franco, è davvero complicato immaginare che un politico irpino possa anche solo telefeonarti per congratularsi o anche per dire che non condivide ciò che poeticamente descrivi.
    Perchè molto semplicemente, e generalizzando ovviamente, non leggono per niente, non sanno niente di come muta il paese .
    Chi ti ha telefonato, è un politico di grande signorilità e profonda cultura, un LIBERALE tanto intelligente e propositivo, che ha sempre avuto pochissimo spazio nei luoghi delle decisioni, almeno così mi pare.
    Ieri sera, per esempio, al Teatro Partenio, di Avellino hanno consegnato il Premio Camillo Marino a Laurent Cantet , regista importante , francese, che ha vinto la palma d’oro a Cannes con il suo realistico film “La Classe”. A discutere con il regista francese, venuto in Irpinia, non mi sembra di aver visto chissà quali rappresentanti politici della nostra terra. A stento qualche assessore del Comune di Avellino come quello alla cultura (che ha promesso di rifare il Festival del laceno d’oro intitolandolo Cinema Sud),all’ambiente ed all’urbanistica ed uno dei proposti candidati a sindaco per il PDL Giovanni D’Ercole.
    Gli altri a quanto pare erano a vedere la partita di pallacanestro.
    Così va…
    Luca b.

    luca b

    12 dicembre 2008 at 12:22 pm

  2. grande franco, sei sempre più tutti noi
    e con noi sei nei nostri paesi
    facciamo la nostra irpinia

    quando vado in città penso sempre alle tue parole …
    la civiltà metropolitana e periferica è in agonia;
    si ricomincerà dai nostri paesi;
    il nostro paesaggio ha un grande futuro

    verderosa

    12 dicembre 2008 at 12:40 pm

  3. ho appena scritto caro luca
    un articolo che esce domani su ottopagine
    intitolato
    la danza macabra della politica.
    poi lo metto anche qui.
    la nostra comunità
    mi pare uno pochi fenomeni politici nuovi
    da almeno trent’anni a questa parte.
    l’entusiasmo di angelo è utilissimo perché uno scrittore in fondo è un seminatore di perplessità e ci vuole che semina altro.
    in ogni caso il mio è un dolore che combatte…
    stamattina intervistato dalla radio svizzera ho sentito che lì i paesi li prendono molto sul serio e lo stesso è accaduto nei giorni scorsi a francoforte coi documentari sull’irpinia: lunghi applausi e lunga discussione finale.
    dobbiamo assolutamente stare dentro e fuori, dobbiamo assolutamente non farci prendere dalla trappole paesanoligiche….
    armin
    armin

    Arminio

    12 dicembre 2008 at 2:27 pm

  4. Molto bene, molto bene… non puoi fermarti però. Ho finito di leggere altre cose tue, mi piacciono molto sono certa che questo è un momento positivo per la tua ascesa. E non è poco. E’ importante però sapersi gestire e gestire quel che viene da fuori, suggerimenti, proposte inviti… senza pigrizia e senza ripensamenti. E’ l’unico modo per scardinare le cattive abitudini.

    serena gaudino

    12 dicembre 2008 at 3:22 pm

  5. Bravissimo Franco!… Ti devo sempre uno studio approfondito sulla tua originalissima opera. Prima o poi, vedrai, mi “caricherò” a sufficienza. Intanto non dimenticare che ti aspettiamo a scuola e in questo lembo metropolitano per parlare di “Vento forte…”. Augurissimi!

    Donato Salzarulo

    12 dicembre 2008 at 3:43 pm

  6. Posso confessarti una cosa? Come bisaccese sono davvero orgogliosa di avere un compaesano come te. Gli altri non sono di certo migliori di te solo perchè hanno avuto la fortuna di occupare posti molto in alto.Lo dimostrano quotidianamente con il loro operato.Ti auguro una grande ascesa. La meriti, anche perchè noto che sei di una sensibilità fuori misura..

    lucia

    12 dicembre 2008 at 3:55 pm

  7. Spero che in questa comunità ci possa vivere e convivere anche un impenitente ‘cartesiano’ che semina dubbi e speranze.… io sento ancora molto l’attrazione e un certo dominio della ragione che cerco di alleggerire con il cuore e le sue passioni da una modernità sempre più avvolgente e distante dalle cose piccole profonde che Franco ci consiglia con tanto amore. Ma sono comunque convinto ,per me e miei amici più intimi, che per compiere anche una sola azione o usare una sola parola per comunicare, l’uomo dovrebbe pur sempre imporre a se stesso un qualche ordine e portare tutte le parti che lo compongono a un certo accordo; l’uomo non è chissà quale sostanza semplice sempre identica a se stessa, ma una molteplicità che richiede di essere ricomposta in unità e all’unità perviene solo in virtù di una attività di governo ( la vera politica per me )
    Ogni uomo è una forma di governo o un modo di governare se stesso; è simile a una politèia,a una città governata che puòesser solo raccontata agli altri mai imposta come scienza .
    L’uomo migliore sarà pertanto colui che dà a se stesso la forma della costituzione migliore e l’uomo peggiore sarà colui che si dimostrerà incapace di portare a realizzazione in se stesso un ordine qualsiasi. Questo penso anche della peculiarità, autenticità ,possibilità e realtà della Comunità provvisoria. Franco ne è la sua anima “più leggera e piana come una ‘ballatetta’ gira per l’Italia a raccontare a tutti di noi e delle nostre storie più intime.Perchè lui come i poeti ha avuto questo dono del saper raccontare e che anche quando semina perplessità insieme a dolore che combatte dona, a noi prima e agli altri poi, soprattutto bellezza e speranze di futuro.Io auguro a lui soprattutto ma a tutti noi “lavoratori di questa vigna comune, una vita laicamente buona, giusta e felice . La felicità come condizione dell’uomo ,come grande cerchio che racchiude e modella i modi di vivere dell’uomo e che dall’uomo non può mai essere elusa o trascesa, ma da lui soltanto vissuta. Alla fin fine :ciò che rende uomo l’uomo, è la felicità.
    mauro orlando

    mercuzio

    12 dicembre 2008 at 6:33 pm

  8. Caro Franco mi fa piacere che la stampa nazionale si occupi del tuo libro e della tua scrittura.

    Mi pare che in questo momento storico la politica (o la rappresentazione della politica) abbia orizzonti troppo offuscati per occuparsi di cultura.

    Ti aspetto il 28 dicembre a Bonito per la presentazione del libro. Ci vediamo domani a Castelvetere.

    PS: mentre scrivo questo commento ho ricevuto un sms entusiasta di un amico a cui avevo consigliato il tuo ultimo libro. Anche questo mi piacere.

    davidardito

    12 dicembre 2008 at 8:19 pm

  9. Quanta grazia…
    in questo momento ho tra le mani un numero impressionante di versi scritti i questi trent’anni.
    I vostri commenti mi fanno pensare come diceva una poetessa polacca che è preferibile il ridicolo di scrivere al pericolo di non scrivere
    Armin

    Arminio

    12 dicembre 2008 at 11:34 pm

  10. Caro Arminio,
    Ieri sono stato in giro…ma nn ho trovato il tuo libro ad avellino….sai dove posso trovarlo?
    Io sono nato ed abito ad avellino, ma sono originario dell’Irpinia d’Oriente…Monteverde…

    ciak

    13 dicembre 2008 at 2:23 am

  11. caro ciak
    fino a qualche giorno fa lo avevano tutte le librerie. mi pare strano che sia finito.
    in ogni caso puoi ordinarlo anche su internet

    Arminio

    13 dicembre 2008 at 10:10 am

  12. In realtà ne ho girate un paio e ho guardato nel reparto libri di un ipermercato…vedro’ meglio questo week end…grazie cmq e vi esprimo la mia solidarietà nella lotta per la difesa della nostra affascinante e preziosa Irpinia d’Oriente…
    Un saluto

    ciak

    13 dicembre 2008 at 3:18 pm

  13. Pubblicamente nell’agosto dell’anno corrente 2008 ho affermato quanto avessi apprezzato la lettura meditata dell’ultima opera di Franco Arminio. Eravamo al Goleto di santangelodeilombardi,il mio paese, il paese della famiglia quagliariello.
    In questo momento, a pochi giorni dalla fine dell’anno, ho riletto il libro di Franco e nuovamente l’ho apprezzato, nonostente il mutato stato d’animo connesso alle vicende relazionali, agli eventi della vita, ai ritmi cirdadiani del nostro orologio biologico che regola il tono dell’umore.
    Da qualche mese non partecipo agli eventi comunitari per scelta libera e consapevole, per questioni di gestione politica della c. p. che non mi trovano consenziente . Ho molto apprezzato l’invito di Angelo Verderosa al compleanno tardivo bisaccese ma non ho partecipato per coerenza e non certo per rancore livore o accidia.
    Ribadisco che il libro di Franco Arminio è importante oltre che innovativo ed originale.
    I caratteri ed i temperamenti sono specifici e peculiari per ognuno di noi. Avevo interpretato il senso dell’apparenenza comunitaria in maniera diversa da come sono poi andate le cose, dagli eventi tumultuosi che non ho condiviso. Le nostre biografie sono pubbliche e non c’è margine di indifendibilità in esse,piuttosto la consapevolezza di aver fatto per intero il proprio dovere come uomo, come medico, come marito, come padre, come amico.Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    15 dicembre 2008 at 7:19 am

  14. Arminio va letto. Gli scrittori vanno letti. Non è facile che appaia uno scrittore vero nel nostro orizzonte.

    mario nava

    16 dicembre 2008 at 1:55 pm

  15. […] assurdi. Un libro splendido che dice tutto e di più sulla nostra umanità residuale. (continua qui) * * […]


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