COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

Viaggio in una terra senza futuro / Lettera aperta all’Irpinia

06 angelo verderosa 8di PAOLO SAGGESE _ _ _ _ _  C’è una terra senza futuro, e questa terra è l’Irpinia. Ne ho le prove, ho colto queste prove nel corso del mese di maggio e poi di giugno, le ho raccolte copiose in questi giorni. Ho visto una terra sopita, abulica, assente, senza passione civile, morale, ideale, senza prospettive di futuro. Del resto, questa è l’Italia. Mi sono illuso pensando di sbagliarmi, ma più tentavo di convincermene più mi rendevo conto che questa è una terra senza futuro. È una terra senza futuro, perché non è capace di coltivare sogni, perché non è capace di guardare il mondo con occhi diversi da quelli che ha sempre avuto. Prendiamo le appena trascorse elezioni provinciali. Avete visto voi un po’ di società civile, che abbia partecipato alla campagna elettorale? Avete visto per caso i cosiddetti intellettuali, che abbiano partecipato con uno straccio di idea alla competizione? E dove erano i giovani, che dovrebbero essere il nostro futuro? Tutto si è svolto nella più completa indifferenza, preferendo scegliere la strada del disimpegno, dell’attesa, piuttosto che quella dell’azione, oppure la strada del compromesso, dell’interesse personale, del tanto peggio tanto meglio, del tipo “sono tutti uguali”, e così via. Ne resto profondamente deluso, perché da qui ho la conferma che i cosiddetti intellettuali d’Irpinia, i tanti giovani d’Irpinia non sono migliori dei tanti giovani egoisti ed egocentrici che popolano l’Italia, e così gli intellettuali non sono meno egoisti ed egocentrici dei tanti che popolano questa penisola, che ha perso ogni parvenza del suo antico e glorioso blasone culturale. Ho avuto conferma che anche gli Irpini non sono migliori dei tanti italiani edonisti e qualunquisti che votano la Lega ed esaltano Mussolini. E mi sono chiesto: dove è finita la società civile, quella stessa che si è battuta per gli ospedali o per il Formicoso? Si è tutta completamente volatilizzata dietro le note di Vinicio Capossela … Allora, se la protesta diviene spettacolo, raccoglie le folle, se la battaglia diviene civile, e significa creare un argine in difesa di queste colline, tutti si dileguano nel disfattismo. Anche quegli intellettuali fanno spesso una battaglia esclusivamente egocentrica e di retroguardia, si ritirano in loro stessi, realizzano qualche placebo per auto incensarsi, creano uno scenario e un pubblico di piccoli fan e attendono l’applauso, sono come quegli scrittori romani della decadenza che dai giochi di suoni e colori traggono vanto di grande letteratura e invece la loro era lenta ed irreversibile decadenza. È vero, sono rimasto sconcertato da tanta disillusione, di tanto disamore, di tanta assenza di forza ideale. Ancora di più sconcertato per il bassissimo livello dei candidati al Consiglio provinciale, molti dei quali incapaci persino di formulare in pubblico proposte credibili e che avessero un minimo di coerenza ideale e di propositiva, campioni di un trasformismo, che li ha visti passare da destra a sinistra in tutte le passate elezioni, uomini per ogni stagione. Perciò, ho concluso che l’Irpinia sia rimasta quella dei galantuomini, e che gli Irpini siano ancora quelli che votano il medico di famiglia, perché medico, oppure il capetto di fazione perché taglieggia e ricatta. Quando l’irpino vota, vota sulla base di capricci del momento, sulla base di convenienze minuscole, sulla base di qualche interesse, sulla base di nulla che abbia a che fare con il bene comune. Nessuno ti chiede, infatti, quali idee hai, quali ragioni vuoi far prevalere, quale battaglia ideale stai portando avanti e perché, nessuno ti chiede la tua storia. E allora, ritengo che questa terra non abbia futuro, perché non ha futuro quella terra che sia incapace di scegliere i propri rappresentanti, o che li scelga sulla base di fattori che non hanno nulla a che vedere con il bene comune. È questo il trionfo dell’antipolitica oppure il trionfo della politica piccola piccola, cui siamo stati tutti abituati. Qualcuno potrà obiettare che gli Irpini hanno sempre votato in questo modo. Non si tratterebbe tuttavia di un’obiezione, ma semplicemente dell’amara conferma dell’impossibilità per l’Irpinia di un futuro diverso. Abbiamo ancora troppa strada da fare verso una piena democrazia, e se il 5 giugno questa strada era lunga da percorrere, oggi lo è ancora di più. E il problema è che questa strada nessuno vuole intraprenderla: va bene così, per l’Irpinia. Del resto, questi sono i politici che ha eletto, e significa che sono questi i politici che merita, perché in questi si rispecchia e questi ha scelto. Insomma, anche in questa amara constatazione si può trovare conferma al fatto che l’Irpinia non abbia futuro. Si può trovare conferma a questo perché l’Irpinia ha premiato chi vuole costruire la megadiscarica del Formicoso, chi vuole smantellare la scuola pubblica, chi vuole dirci di andare via di qua, di fuggire perché appunto questa è la terra senza futuro. Ci sentiamo come scrive Ungaretti in una sua famosa poesia, ovvero come naufraghi alla fine di un viaggio, che sanno di dover riprendere il viaggio. Ebbene, il viaggio dovremo riprenderlo, ma, almeno nel mio caso, io lo riprenderò per altre direzioni, per altre mete, perché non ho più voglia di prendere viaggi per una terra senza futuro.

Written by A_ve

15 giugno 2009 a 7:43 am

35 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. è tutto vero, tutto drammaticamente vero. Paese che vai rassegnazione che trovi…..

    luciano

    15 giugno 2009 at 8:06 am

  2. “Non puoi saperlo ma io, già da anni, da quando ero ragazzo, sono ossessionato dall’idea di correre nudo per strada.
    Spogliarmi non tanto per scandalizzare, quanto per essere il primo a farlo, per il bene di tutti. Immagina un po’: togliermi improvvisamente tutti gli abiti e lanciarmi tra la gente a pelle nuda (io che mi vergogno a spogliarmi sulla spiaggia, che non sopporto quando mi vedono introdurre una lettera nella buca- un uomo che spedisce una lettera rivela sempre qualcosa di molto intimo,no?). Ebbene, quello stesso “io” desidera con tutte le sue forze essere, anche solo per un momento, lo sfavillio di un’anima sotto la fulihhine dell’indifferenza e dell’estraneità degli altri, lanciare un grido chiaro senza parole, “a corpo aperto”.
    magari, dopo tre o quattro scorribande del genere in pinti diversi della città, qualcuno potrebbe unirsi a me. Mi segui? Qualcuno che sentirà di dovere, in qualche modo, assorbire nel suo corpo la mia eccitazione. Immagino che il primo a essere contagiato sarà un pazzo; ma popi ne seguiranno altri, sono sicuro, e fra questi la prima sarà una donna. Si strapperà improvvisamente gli abiti di dosso e sorriderà di sollievo e di felicità. La gente la segnerà a dito, ridendo, ma lei, con calma si toglierà l’armatura di stoffa, e vedendo quel corpo gli altri taceranno e capiranno qualcosa. Poi ci sarà un lungo silenzio e all’improvviso, di colpo, la tensione accumulata nello sforzo di occultamento, di copertura, di mimetizzazione, si scaricherà con un’esplosione assordante sopra le loro teste e scoppierà una tempesta. Una donna e un’altra ancora, e poi un uomo e dei bambini. Una tempesta con lampi di corpi nudi (mi piace immaginare questo momento). naturalmente interverranno subito i reparti della buoncostume: polizziotti speciali con occhiali protettivi che correranno tra i diversi focolai di depravazione, equipaggiati di tele cerate e guanti di amianto perchè è ripugnante toccare una persona nuda (penso sempre che un uomo nudo potrebbe fendere la folla come un coltello. Tutti si ritrarrebbero daa lui come da una malattia infettiva o da una ferita aperta). Allora non ci sarebbe più ragione di fingere, perchè com’è possibile odiare una persona nuda? (Prova acombattere con un soldato nudo.)…”

    E’ il mio modo di ringraziare Paolo Saggese, per esprimere la mia condivisione e l’apprezzamento per quanto ha scritto.
    Attraverso le parole di quello che considero il più grande scrittore contemporaneo che lui sicuramente avrà riconosciuto.

    maria rosaria

    15 giugno 2009 at 10:10 am

  3. Non posso non condividere tutto.
    Apprezzo pur nella sofferenza e nel rammarico per questa cruda realtà, la civiltà e la grande onestà intellettuale del tuo pensiero. Nella tua vedo la mia sofferenza, sofferenza che mi ha accompagnato per tanti anni. Più volte ho pensato di abbandonare questi luoghi e non nascondo di essere stato vicino a farlo, mi sono pentito di non averlo fatto, ma alla fine hanno prevalso delle ragioni, che non si sono rivelate per me giuste, la speranza, puntualmente disattesa, di un cambiamento. La Terra Irpina, la nostra terra? non è in grado di apprezzare le persone giuste, oneste, le persone capaci di esprimere idee concrete ed una politica vera, volta ad ottenere condizioni di piena democrazia. Molto bello e significativo il passaggio intermedio: “… Allora, se la protesta diviene spettacolo, raccoglie le folle, se la battaglia diviene civile … tutti si dileguano nel disfattismo. Anche quegli intellettuali fanno spesso una battaglia egocentrica e di retroguardia, si ritirano in loro stessi, realizzano qualche placebo per auto incensarsi, creano uno scenario e un pubblico di piccoli fan e attendono l’applauso …”
    La nostra vita è un viaggio continuo ed è giusto non interromperlo, ma come tu dici riprenderlo verso altre mete, più gratificanti, abbiamo ancora la fortuna e la capacità di poter decidere in maniera autonoma su queste scelte. Questa è davvero, allo stato attuale delle cose, una terra senza futuro e non saranno pochi sognatori, illusi, capaci di sovvertirne il suo amaro destino. Ci vogliono cambiamenti radicali che vengano dal profondo e che investano in maniera determinate tutti gli aspetti della vita sociale.
    Tonino Lapenna

    Tonino Lapenna

    15 giugno 2009 at 12:01 PM

  4. come voce fuori dal coro, interpretando il canto del pianto come il canto del cigno non eletto, provo ad immaginare che visitando sette paesi di sette irpinie diverse( torella, caposele, flumeri, montecalvo, lauro, cervinara, altavilla irpina) ho avuto l’impressione contraria a quella del riusumatore di poesti estinti o non ancora estintiu, l’ex assessore della Giunta Municipale Lasprogata, il candidato PD trombato non eletto nel collegio provinciale SantangeloLombardi, Torella castelfranci Rocca San felice Guardia dei Lombardi)

    Esattamente l’impressione contraria:
    mi spiego.

    Quando la gente dei paesi che ho visitato in chiave arminiana paesologicamente ti guarda negli occhi ascolta quello che comuniochi per come lo comunichi, se percepisce una speranza, ti segue e riaguzza l’ingegno uscendo dall’autismo corale invasivo contagioso.

    Quando gli occhi che parlano non esprimono nulla, neppure una speranza, subentra l’indifferenza ed il gossip paesanologico e ti accendono i coppetielli al fondo schiena.

    Questa è la differenza tra l’Irpinia che ha il candidao PD non eletto e l’Irpinia che ha visto il sottoscrityto.
    Accetto proposte per pubblico dibattito sull’argomento dell’autismo corale e della delusione dei candidati non eletti un poco poco malinconici non ancora depressi Grazie Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    15 giugno 2009 at 12:11 PM

  5. Questa è l’Irpinia che non mi intriga più e che non leggerei altrove e non avrei voglia neanche di leggere in questo Blog!
    Legittime,comprensibili e degne di rispetto le parole e la sostanza dello scritto di Saggese che denotano senso di disagio e soffrenza per un impegno che non trova riscontro o risposte in una realtà territoriale difficile e complessa non per responsabilità proprie.I temi e le argomentazioni rientrano a pieno titolo nelle migliori scuole letterarie delle ‘lamentazioni’ e delle invettive contro il malcostume e le degenerazioni antropologiche di un popolo o di un territorio.Sono stati versati inutilmente ‘fiumi di inchiostro’ non indelebile anche a persone sensibilmente degne e la memoria è sempre risultata troppo corta per potere individuare responsabilità,colpe e sopratutto possibili rimedi.
    La politica è la più nobile delle attività conoscitive e pratiche che l’uomo ha a disposizione, ma per fortuna non è l’unica e sopratutto obbligatoria e sopratutto può essere pensata e praticata in modalità diverse sopratutto per qualità e sensibilità.Nella comunità provvisoria sento molto carsiche le qualità che potrebbero dare vitalità a questa notra utile e degna attività pubblica anche se spesso sento ‘venticelli’ e ‘fumogeni’ di moralismo e antipolitica a basso costo che cercano di insidiare la sua genuinità e autenticità.Alcune le ho intraviste anche tra le pieghe di questa degna tesimoninanza che ritengo non utile riprendere o sottolineare.
    E ora pensiamo a Cairano che non solo è un utile ma sopratutto un “buon viaggio” da consigliare a tutti gli irpini felici o rammaricati che siano.
    mauro orlando

    mercuzio

    15 giugno 2009 at 3:24 PM

  6. E’ vero, è tutto vero! Purtroppo l’ Irpinia è così, come scriveva già qualcuno, questa terra non è in grado di valorizzare ed apprezzare le sue persone migliori.
    Ma penso anche che nessuno è senza peccato, e non può permettersi di scagliare pietre, visto che quando ne hanno avuto l’ occasione si sono schierati con il potere costitutito, quello che aborrono senza difendere le proprie idee e quelle di altre persone!

    Emilia

    15 giugno 2009 at 4:04 PM

  7. la comunità provvisoria è esperimento politico
    bisogna viverla, parteciparla
    bisogna darsi con generosità, senza risparmio
    non bisogna chiedere niente in cambio
    non ci sono e non ci saranno monete di scambio
    bisogna crederci in una comunità migliore
    i frutti non tarderanno

    verderosa

    15 giugno 2009 at 4:56 PM

  8. io credo che il “segreto” sia tutto nell’approccio:
    è sufficiente “ESSERE COMUNITA’ PROVVISORIA”
    è sufficiente “ESSERE CAIRANO”

    monica

    15 giugno 2009 at 8:14 PM

  9. Che piacevole rientro quello della nostra comunitaria che ha commentato alle 4.04 p m odierne.

    Alle medesima rammento che il mio illustre collega ed amico , con lei coniugato, nel 1968 era a capo del movimento studentesco di Avellino che occupava i Licei e si batteva per un futuro migliore, per l’uguaglianza, per i diritti civili, per la pace e per non violenza, per la giustizia giusta e per una scuola più formativa educativa, lo stesso collega nelle recenti elezioni comunali si è lasciato coinvolgere dalla febbre demitiana udc e lo abbiamo visto candidato al comune di Avellino senza essere eletto.
    Morale:
    il candidato PD alla provincia nel collegio del mio paese santangelo ecc ecc è stato trombato non eletto e si lamenta, sul blog …
    il candidato ex assessore del comune di Avellino ha mollato Galasso ed il PD, si è candidato con udc demitiana , non è stato eletto ma non si lamenta.

    Questo è un modo dignitoso di accettare le sconfitte e dare un buon esempio a tutti i trombati non eletti della politica. Un plauso alla cara moglie che ci ha ben ammonito sull’humus caratteriale e sull’incoerenza della convenienza. Affettuosità .
    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    15 giugno 2009 at 8:22 PM

  10. Irpinia, terra di gente laboriosa ma nello stesso tempo gente che ha votato sempre secondo alcuni canoni, come ben sapete da noi sono anni che non c’è, anzi non c’è mai stata, una ideologia si votava e si vota ancora solo seguendo direttive di questo o quell’altro politicante del momento. Egoismo non direi comunque, la nostra è gente semplice che segue l’onda,e allora perchè non cerchiamo tutti nel nostro piccolo di fare qualcosa per far cambiare il vento? Il futuro è nostro di tutti noi, caro Paolo e scusami
    se te lo dico ma in te vedo un pò di egoismo, scappi da una terra che tu dici senza futuro..e allora cosa è servito candidarti??le tue idee,le ragioni che volevi far prevalere dove sono? Sono volate via il 7 giugno con la tua non elezione? Chi ti parla è una irpina come te, che sogna e spera sempre in un domani migliore..

    menina

    15 giugno 2009 at 9:05 PM

  11. Vi do la mia disponibilità se vi fa piacere o la sera di lunedi 22 o la sera del 23 giugno o nel corso delle due giornate a fare una discussione immaginifica tra Mercurzio, il mio Angelo Custode – se lui non mi rimane incustodito prima? – e il Clown Nanosecondo.

    Sia sull’esperienza che abbiamo fatto come clown dottori con la Missione Sorriso in Abruzzo: “ambulatorio di..coccole” dall’11 al 13 aprile e quella dal 29 al 31 maggio: sul “diritto al sollievo” ed alla gioia. E, poi potremmo parlare delle tristezze del mondo che certamente sono superiori a quelle della sola Irpinia.

    Ma chi ci potra dire tutte queste cose oltre a noi?

    Beh “L’uomo di età avanzata non esiterà a chiedere a un bambino di sette giorni dov’è il luogo della vita, e quell’uomo vivrà. Perché molti dei primi saranno ultimi, e diventeranno tutt’uno.” (parola di Jesus)

    E, solo cosi potranno stare nella gioia e vivere.

    E, poi l’ho scirtto già in un’altro commento al post di mercurzio il mio angioletto

    https://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2009/06/11/c-a-i-r-a-n-o-7x-la-storia-siamo-noi/#comments

    La terra non è malata è solo incita.

    uaooo nanos

    Nanosecondo

    Nanosecondo

    15 giugno 2009 at 10:02 PM

  12. Se le attese, le speranze restano disilluse non si può certo recriminare. Comprendo umanamente che il retrogusto è amaro, ma voglio rammentare la favola del “ Pifferaio Magico” scritta da un anonimo tedesco.
    Bene, quando la politica non valorizza il territorio, la comunità, non ascolta i dilemmi e non offre risposte ai vari problemi esistenziali , ma diventa puro esercizio di potere individuale e peggio ancora, utilizzo delle risorse umane, allora avviene una forma di imparziale distanza.
    Come il Pifferaio che, con il suo flauto magico, aiuta Il sindaco della città di Hamelin a sgomberarla dai problemi, le istituzioni di rimando, dopo la soluzione offerta come dono ai cittadini, rispediscono ai margini chi li aveva salvati dal dilemma.
    Ebbene, caro Paolo, non è forse questa l’abitudine ampiamente in uso nelle file del PD?

    m.teresaiarrobino

    16 giugno 2009 at 8:55 am

  13. Non penso di fare l’avvocato difensore di Saggese, oltre tutto nessuno mi ha pagato per questo e del resto non mi lega un rapporto di amicizia personale, l’ho incontrato si e no un paio di volte, per affermare che qualcuno ha voluto vedere nel suo scritto quello che non c’era da vedere, dando una interpretazione poco corretta e poco rispettosa del suo pensiero. La sua non penso sia una lamentela dovuta alla mancata elezione, ma piuttosto indignazione e rammarico. Vedere ancora una volta elette a rappresentarci in Provincia, persone o rappresentanti di un potere equivoco, mafioso, o persone strumentali ad un certo tipo di politica, poco intellettive e poco intellettuali, ha fatto arrabbiare molti. La colpa di questa nostra terra è quella di non aver mai saputo reagire, di non avere mai espresso una politica seria e di non saper supportare persone valide. Analizzarne le cause non è certo facile, non si può imputare tutto ad un certo retaggio storico, ne siamo tutti in qualche maniera responsabili. Ben vengano iniziative, di qualsiasi genere, se capaci di dare a questa terra un volto ed una dignità diversa, migliore in ogni caso del passato più recente. Mi auspicherei comunque che queste iniziative partano dal basso e sappiano coinvolgere tutti anche le persone più umili e non solo gruppi di intellettuali. E’ importante in questo momento potersi fare ascoltare e comprendere da tutti. L’Irpinia, come molte altre aree del Sud e non solo, ha bisogno di veder crescere il suo livello culturale e cognitivo, del resto questo è il primo passo per un cambiamento in positivo. Spero sinceramente di poter condividere l’ottimismo e la speranza dell’amico Angelo Verderosa.
    Tengo inoltre a precisare che l’avere espresso un giudizio severo, fortemente critico sui valori di questa terra, è comunque indice di un amore vero per essa, anche se tradito, e di una sua conoscenza profonda. Questa è qualcosa di più e di diverso della semplice affermazione che l’Irpinia è una terra di onesti lavoratori, perché questo è vero solo in parte ed è la maniera più semplicistica per giustificare una realtà che non accettiamo.
    Tonino Lapenna

    Tonino Lapenna

    16 giugno 2009 at 9:21 am

  14. Ho letto con interesse questa nota di Paolo, e provo a trarne qualche spunto.
    Paolo parla di una terra senza futuro e in cui regna la disillusione. Io non ho vissuto questa campagna elettorale (per fortuna, verrebbe da dire), però credo che la disillusione sia un processo in atto da tempo, e potrebbe benissimo essere collegata alle speranze alimentate e poi deluse dalla ricostruzione post sisma.
    Sulle classi dirigenti di entrambi gli schieramenti non mi esprimo, credo semplicemente che la distanza tra chi vive la quotidianità e chi è chiamato a governarla sia abissale.
    Sull’assenza di giovani, di società civile e degli intellettuali dalla vita pubblica, penso che anche questo aspetto vada indagato su un arco temporale più lungo di una o più campagne elettorali. Da giovane “fuoriuscito” e da piccolo “operaio” nella ricerca (su temi fortemente legati al nostro territorio) preferisco guardare alla comunità provvisoria e a tutti i tentativi disinteressati che possano ricalcarne il modello, attraverso la continua interazione con la gente e la realtà irpina.
    Spero che a Cairano si riesca a gettare qualche fondamenta in questo senso.
    Sarebbe anche un bel modo per dare la sveglia a istituzioni e politici incrostati da logiche vecchie e individualistiche.

    Stefano

    stefano

    16 giugno 2009 at 10:35 am

  15. La democrazia moderna ha poche passioni politiche e sentimenti personali e individuali perchè di esse ha poco bisogno. L’individualismo è l’elemento connotativo della democrazia moderna purchè sia distinto dall’egoismo in relazione al pensare e l’agire politico enon a quello etico.L’egoismo è un difetto dell’uomo, indipendentemente dalla forma di società,l’individualismo è un difetto del cittadino, peculiare alla società democratica.L’egoismo è morale,l’individualismo è politico.Lamentarsi,recriminare è della sfera etica dell ‘egoismo’, analizzare,razionalizzare è della sfera della politica edell’individuo democratico.La confusione dei due piani non fa bene all’individuo e meno che meno alla democrazia.Non confondere disposizioni e vizi della mente e farli diventare vizi del ‘cuore’ non aiuta nei momenti più doloranti.
    Un atteggiamento ‘egoistico’ della politica denota un’attitudine privativa rispetto alla politica . E’ far coincidere il ritiro del cittadino dallo spazio pubblico sentito come una prigione o spazio di offesa con un risentimento ‘egoistico’ e quindi morale.La passione politica è solo degli antichi per i moderni c’è solo la possibilità di una ‘libertà ragionavole’.Una ‘libertà’ privata da poter salvaguardare anche a rischio di una perdita di potere personale.Perchè comunque di potere si tratta anche quando lo si esercita con tutte le buone intenzioni e qualità personali.La libertà individuale moderna è comunque “un piacere della riflesiione” quella degli antichi “un piacere dell’azione”.Un uomo antico poteva permettersi di abbandonare il suo territorio e i suoi concittadini ,un moderno lo può fare a rischi di rimetterci in ‘libertà’ e identità.Noi moderni non siamo sati capaci di mettere fuori dalla ‘politica’ la sfera privata degli interessi economici e politci,delle relazioni personali,familiari ed amicali e quando la politca ci disillude subiamo uno scacco totale e non riusciamo a uscrne differenziando i piani etici da quelli politici.
    Questa è la contraddizione che è alla base della democrazia o politca moderna da cui non possimao uscirne se non distinguendo i due piani e trovando i rimedi giusti ed appropriati.
    Il discorso è molto complesso e difficile …….ma mi urgeva dentro e comunque ho voluto esprimerlo.Siate compassionevoli la mia mente si nutre di complicazioni e siccome non posso sperare in un ‘buon Dio’ spero molto in Cairano e tutti voi.
    mauro orlando

    mercuzio

    16 giugno 2009 at 2:33 PM

  16. Paolo, copio e incollo:
    “…come naufraghi alla fine di un viaggio, che sanno di dover riprendere il viaggio.”
    Ah! Ungaretti. Ah! Forza per un altro viaggio.
    Saluti.

    vittorio

    16 giugno 2009 at 5:33 PM

  17. Cari amici,

    chiarisco soltanto che questa mia riflessione – l’ha notato opportunamente Tonino La Penna, che ringrazio per l’acume – non nasce da una mia sconfitta elettorale, che avevo ben preventivato. Infatti, la mia era semplicemente una candidatura di servizio, che tuttavia ha avuto un certo successo, almeno relativamente alla lista cui appartenevo: in percentuali sono stato tra i primissimi votati di Democratici per l’Irpinia e in caso di vittoria di Alberta De Simone sarei stato eletto Consigliere provinciale.
    La mia amarezza nasceva e nasce semplicemente dal fatto che persone completamente sconosciute, che non avevano mai mosso un dito in favore dell’Irpinia, persone che anche legittimamente avevano esclusivamente pensato a se stessi, o peggio ancora trasformisti e faccendieri vari, che mi dicono sono soliti usare metodi poco democratici, hanno ottenuto suffragi completamente immotivati (anche solo cento voti erano immotivati in una democrazia compiuta, almeno a mio avviso, ma molti di costoro hanno preso molto più di cento voti!). A questo si aggiunge il bassissimo livello non tanto intellettuale e culturale, ma squisitamente politico di molti candidati, che non avevano nulla da dire sui problemi dell’Irpinia e che d’altra parte dialogavano con persone che non volevano neanche sapere molto su cosa essi proponessero, ma purtroppo si aspettavano promesse che sapevano sarebbero state disattese.
    Se questa non è una sconfitta per l’Irpinia vedete voi. Oppure, andate a valutare gli eletti in consiglio provinciale e poi ne riparliamo.
    La mia comunque non era una lagnanza egoistica.
    Anche la questione giovanile di cui parla Stefano è importante, ma la mia voleva essere innanzi tutto una provocazione e un modo per discuterne. Speriamo che ve ne sarà la possibilità.
    Tra parentesi, per alcune risposte, vorrei aggiungere che le persone vanno prima conosciute e poi giudicate.
    Rispetto alle metafore di Maria Teresa, vorrei chiarire solo che è molto grave che lei non abbia capito quanto l’esperienza amministrativa messa in campo a Torella potesse essere utile per l’ALta Irpinia in ambito culturale. Eppure altro era il suo giudizio soltanto pochi mesi fa, ma questi sono i miracoli della politica.
    Degli altri accetto le riflessioni tranne che quelle frutto di livore ingiustificato.
    Con stima e affetto,
    un irpino che vuol bene all’Irpinia

    Paolo Saggese

    Paolo

    16 giugno 2009 at 6:43 PM

  18. Carissimo Paolo, ti sono vicina in questo momento di profondo ed accorato scoforto. Ogni parola o frase detta, in momenti come questi, non possono far altro che acuire una latenza di sofferenza che, mai come oggi, anche io avverto e percepisco come devastante.
    Avevo sperato che qualcuno guardasse più a fondo del solito opportunismo e avesse finalmente deciso di voltare pagina. Evidentemente i fatti mi hanno dato torto, mi sono sbagliata ma accetto la sconfitta e rammento a me stessa che anche di queste pagine è fatta una democrazia…non sempre belle o condivisibili..ma pur sempre una democrazia legittima sotto ogni profilo (così come il risultato elettorale che ne è conseguito).
    “Non sempre si può vincere…” è la frase, ora come ora, continua a riecheggiare nella mia mente.
    A questo punto penso che perdere, in maniera dignitosa, oltrechè senza aver conteso le speranze della gente – quasi come in una fiera degli orrori – forse è il risultato migliore da dover accettare.
    Perdere sapendo di aver giocato pulito è molto meglio di una vittoria qualunque….
    Quindi..caro Paolo…non ti abbattere…
    ma pensa e pensa sempre…non lasciare mai spazio all’ignoto del non essere…erigi barriere di solida cultura e profonda conoscenza contro la ipocrisia dell’ignoranza e capirai che..FORSE E’ STATO MEGLIO COSI’….
    Con affetto e stima
    Emanuela Sica

    Emanuela

    17 giugno 2009 at 11:02 PM

  19. Vi ho lasciato vent’anni fa perché avete orpellato idee e azioni. L’anno scorso vi ho osservato ed non ho trovato parole autentiche; se avessi voluto seguire “i miracoli della politica” la scelta odierna risulterebbe estremamente tardiva e le grazie lasciamole al buon Dio e a chi le ha ricevute!

    m.teresaiarrobino

    18 giugno 2009 at 9:46 am

  20. Ringrazio Maria Rosaria per la bella citazione.
    Ringrazio Emanuela, Ninì, Nicola, Gerardo e gli amici di Guardia per le parole e per il sostegno, che mi hanno dimostrato in questi mesi.
    La riflessione che voglio comunicare a tutti è quella che ho trovato in una poesia di Antonio La Penna, “Mephitis”, in cui il grande latinista sostiene che l’Irpinia sia stata dominata prima dai baroni, poi dai galatuomini, quindi dai ras della politica: “Dopo i baroni i galantuomini, / poi i ras / di una sottile arte politica …”. La Penna si riferiva – siamo ai primi anni ’70 – all'”evoluzione” che il Sud e l’Irpinia hanno avuto dall’Ottocento al Novecento: dopo il feudo, i galatuomini, quindi i politici rapaci e cinici.
    Ecco, questi ras hanno vinto in Alta Irpinia e in Irpinia anche oggi: il mio articolo serviva ad interrogarsi su questo. Quanta strada abbiamo percorso o siamo ancora al punto di partenza?

    Paolo

    Paolo

    18 giugno 2009 at 7:51 PM

  21. Davvero non c’è mai fine al peggio: il candidato PD nel collegio provinciale di Santangelo dei Lombardi Torella ecc ecc, non eletto, trombato dal voto democratico del popolo dei cinque paesi che compongono il collegio amcora non si rassegna.
    Cita ,inopportunamente, scomodandolo, il grande latinista Antonio La Penna che studio’ appunto al Liceo Ginnasio De Sanctis di S.Angelo dei Lombardi e continua a scrivere parole un attimo prima di pensare.
    Se ogni tanto cominciasse a scrivere, parlare dopo aver pensato e contato almeno fino a dieci, ne guadagnerebbe se non altro in estetica del linguaggio, in contenuto è da vedere. Solidarizzo con la sig ra Maria Teresa Iarrobino che democristiana non è mai stata e cion dignità afferma cio’ che ben conosce, a differenza di quei catto comunisti cui il tronbato appartiene e non se ne vergogna. Scrivesse almeno poesie in lingue moprte, quelle che insegna, il latino ed il greso, la smettesse di utilizzare citazioni, per eccesso di citazioni, per la sindrome del guscio vuoto l’elettorato non lo ha eletto. questi sono fatti e non opinioni. Affettuosità. Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    19 giugno 2009 at 11:37 am

  22. Siamo decisamente al punto di partenza ma, in questo caso, con la fronte rivolta verso il passato e non con lo sguardo pronto al futuro….
    DESOLANTE…..senza ragione e senza meta si corre come gamberi…pur sapendo di andare dritti nella rete.
    Che si può fare? C’è veramente un antidoto a tutta questa strana predisposizione a cercare, ad ogni costo, il suicidio politico?
    IL TEMPO é GALANTUOMO…darà le conclusioni giuste ad ogni cosa…anche se non così in fretta….
    MEDITATE…

    Emanuela

    19 giugno 2009 at 10:40 PM

  23. L’altro giorno sul treno che collega la città di Avellino con quella di Benevento, dove lavoro, ho letto sul quotidiano Ottopagine la “Lettera aperta all’Irpinia di oggi” del prof. Saggese ed ho fatto qualche riflessione. Il punto che più di tutti mi ha fatto pensare è quello dell”indifferenza” della società civile, dei giovani e degli intellettuali. Purtroppo è vero, e sono vere tutte le argomentazioni che il prof. Saggese ha espresso (…la strada del compromesso, dell’interesse personale, del tipo “sono tutti uguali”). Certamente i partiti ed i movimenti politici irpini sono organismi chiusi, poco attenti all’innovazione, al cambiamento e all’innesto di energie fresche dato che sono troppo concentrati nella gestione burocratica degli Enti (presidenze, commissioni, incarichi, etc.). Io credo che l’Irpinia sia l’immagine speculare dell’intero Mezzogiorno; però fino a un decennio fa c’era una differenza rispetto a molte altre aree meridionali: c’erano 3/4 nuclei industriali polisettoriali di buon livello, c’erano soggetti politici che hanno svolto il ruolo di primi-attori nello scenario politico italiano, il livello della criminalità organizzata era circoscritto, la città capoluogo era ordinata e vivibile, etc. Il “trionfo dell’antipolitica” descritto dal professore prende forma dalla circostanza che viviamo un tempo vile dove si può ululare con i lupi o diventare nevrotici. Di fronte a questo trade-off molti irpini hanno scelto una terza via, l’indifferenza. Ma la risposta della politica deve esserci. Tutti i partiti e gli amministratori, sia del centro-destra che del centro-sinistra, ora devono agire per il riscatto dell’Irpinia e non lasciare nel vuoto l’appello del prof. Saggese. Ora più che mai c’è bisogno di un nuovo progetto politico, non bisogna stare alla finestra a guardare perché è giunto il momento di introdurre una svolta nell’azione a favore dell’Irpinia. La popolazione irpina chiede idee per lo sviluppo ed una nuova programmazione per uscire dal ristagno socio-economico. Personalmente penso che occorre porre l’accento su alcuni obiettivi:
    – Adottare azioni integrate per la conservazione dell’industria dell’automotive e meccanica;
    – Ampliare l’accessibilità dei giovani alla formazione nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Sono le istituzioni scolastiche ed universitarie quelle deputate a dotare i giovani di un adeguato bagaglio culturale e a stimolare la loro capacità ad apprendere;
    – Riprogettare l’infrastruttura della nostra rete idrica, forse la più importante risorsa naturale della nostra provincia;
    – Agevolare gli investimenti nel turismo rurale e montano (ad esempio il Laceno non è mai stato valorizzato con investimenti ad hoc);
    – Potenziare ulteriormente la filiera del vino, cioè quel rapporto tra coltivazione della vite e produzione di vino che tanto lustro ha dato al nostro territorio.
    La riflessione del prof. Paolo Saggese è impietosa, ma è un punto di partenza per restituire all’Irpinia la dimensione di progetto politico.

    ivan lombardi

    22 giugno 2009 at 9:48 am

  24. Caro professore,
    sono del tutto concorde. Se una speranza c’era in qualche direzione, l’irpinia ha preso la direzione opposta. Sono tornato da Milano poche ore fa, e anche di questo parlavo con i miei amici di lì, della mia provenienza. Vengo da un paese (Nusco) che è destinato a morire, come tutti gli altri in zona, e mi interrogavano sul perchè non cercassi lavoro lì a Milano. Io rispondevo che avevo ancora troppe cose da fare giù. Ma forse è tempo perso. Conviene andarsene, anzichè nutrirsi di vane illusioni.
    Riguardo alle elezioni, sono completamente della stessa opinione. La classe politica qui è la peggiore che ci possa essere, gli elementi positivi vengono scartati regolarmente, all’orizzonte non c’è nessuna prospettiva…-NO FUTURE- come cantava Johnny Rotten prima di passare alla storia del punk.

    Luigi Capone

    24 giugno 2009 at 8:59 PM

  25. Completamente dalla parte di Saggese.

    Luigi Capone

    25 giugno 2009 at 1:00 am

  26. Vi sembrerà strano ma sono pienamente d’accordo con Rocco Quagliariello con il quale in passato ho avuto dei forti diverbi. La candidatura è un gesto nobile se inteso a servizio della gente e la candidatura di persone “perbene” è un gesto di coraggio in questo effluvio di politica da fognatura che ci fa tappare il naso più dei lezzi provenienti dalle discariche di Savignano e di Ariano Irpino. Non conosco personalmente Saggese, so che ama la nostra terra e questo mi basta per ossequiarlo. Voglio fare alcune considerazioni all’indomani del voto in Irpinia. L’intelligenza di Paolo Saggese è stata per un momento offuscata dalla sconfitta elettorale e la reazione a caldo lo ha portato a fare delle considerazioni eccessive. Caro Paolo se prima eri impegnato a cambiare le cose in questa terra ora dovresti esserlo di più, avrei preferito ascoltare un grido di guerra, anche chi è sconfitto viene onorato dal vincitore se non mostra codardia, non un lamento di sottomissione alla immobilità sociale e storica di questa nostra amata terra. Non credere che si possano cambiare le cose scrivendo belle parole o esprimendo magnifici concetti, le cose si cambiano con la politica del fare. I politici con i quali ti sei imbarcato hanno salpato l’ancora molti anni fa dirigendosi in un mare calmo, senza pericoli per la loro navigazione, hanno curato solo i loro giardini, fottendosene delle sterpaglie in cui vive il popolo, i fondi europei giunti a pioggia anche in Irpinia dove sono ??? Le sagre paesane e le feste padronali portano voti ma non sviluppo, agriturismi immaginari travestiti da ristoranti che propinano pietanze da terzo mondo culinario preparate con prodotti acquistati negli ipermercati, nessun progetto serio dedicato ai giovani, nessun investimento a favore di uno sviluppo reale dell’economia, nessun posto di lavoro. Caro Paolo in queste condizioni nasce e si propaga il voto di scambio, ho assistito personalmente al mercato delle vacche, intere famiglie gironzolavano nei seggi armate di carta e penne per raccogliere le preferenze della speranza, l speranza che se fosse stato eletto tal dei tali avrebbero sistemato qualcuno in famiglia. Anche io sono più che deluso ma continuo a combattere la mia guerra santa, e più sono sconfitto e più forte sarà il mio urlo. Mi sono avvicinato per caso a comunità provvisoria e qui, grazie al fervore condiviso di un manipolo di “guastatori” abbiamo organizzato un evento a Cairano destinato a dare una netta sterzata alla apatia irpina. A Cairano ognuno di noi sta piantando la sua bandiera, sta scrivendo una pagina della sua storia da consegnare al vento affinchè la trasporti a chi vuole leggere qualcosa di diverso, a Cairano sto vedendo tanti giovani che hanno negli occhi la voglia di urlare, di essere protagonisti di una storia che è appena cominciata e che nessuno può dire dove ci porterà, in una oasi o nei meandri fetidi in cui sguazzano i nostri olezzanti amministratori. A Cairano vedo uomini e donne, vecchi e bambini, russi, francesi, belgi. spagnoli … a Cairano non si è ancora visto un solo uomo “politico” fatta eccezione per il sindaco di Cairano Luigi D’Angelis. Loro acairano verranno quando si accorgeranno che Cairano è diventata una sorta di forte Alamo dove un pugno di guerrieri combatte una battaglia in nome della libertà, del progresso e della cultura. E, fosse per me,ogni giorno butterei giù dalla rupe la sagoma di un politico a significare una nuova “Bronte” irpina. Per questo Paolo e tutti i delusi devono affiancarci in questa guerra di cultura e di dignità.
    con stima, Giovanni Ventre

    giovanni ventre

    25 giugno 2009 at 4:07 PM

  27. C’era una volta un lupo che aveva deciso di derimersi e per questo si recò in chiesa e entratovi si fece confessare dal parroco. Prometto che mai più azzannerò una pecora. Mentre il parroco lo stava assolvendo, dalla strada giunse il tintinnio dei campanacci che annunciavano il passaggio di un gregge.
    A questo punto il lupo disse rivolgendosi al parroco: padre, fate presto, stanno passando le pecore …

    questo raccontino ci fa capire lo spirito dei nostri amministratori, sempre pronti a romettere e mai propensi a mantenere le promesse fatte.

    giovanni ventre

    25 giugno 2009 at 4:12 PM

  28. …”dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere”…Gandhi

    Menina

    27 giugno 2009 at 8:07 PM

  29. ringrazio GIOVANNI VENTRE.
    Invito Paolo ad essere pi� sereno ed equilibrato nelle esternazioni educato alla discussione ed al confronto ,rispettoso delle altrui opinioni. non ha neppure risposto agli auguri inviatigli per il suo ono mastico via sms!!! questi demofra dici catto comunisti!! invito alla ri conciliazione. grazie RQ

    rocco quagliariello

    30 giugno 2009 at 7:14 PM

  30. senza voler essere troppo pessimisti
    (questa terra da molti è lasciata per viaggi “della speranza” con lontane destinazioni ma ancora oggi la vedo un importante rifugio per grandi uomini, vedi Accademia Vivarium Novum a montella…), credo che ciò che abbiamo davanti è una sadica irpinia che fatica a inventarsi un futuro dimenticando l’oro di cui è fatta.. “la realtà a volte può essere molto più incantevole della fantasia”!

    in un momento in cui le parrocchie si svuotano e i giovani sciamano intorno alle mille illusioni di facile successo, sono convinto che è ora di raccontare l’irpinia alla gente che la vive, per regalare a tutti un valore da custodire..
    questo è doveroso perchè evita a chi cerca di realizzarsi di intraprendere false strade o di inquinare la nostra identità!
    gli irpini sapranno custodire la loro terra come si difende una madre da affaristi e ciarlatani…

    Ernesto Di Mauro

    Ernesto Di Mauro

    13 luglio 2009 at 11:14 am

  31. Sono appena rientrato da una breve vacanza di 4 giorni e, leggendo la posta, ho trovato l’invito di un amico che mi consigliava di seguire questo.. e-dibattito. La lettera del prof. Saggese ha avuto un indubbio merito: aprire una finestra sulla natura di uno spaccato della società irpina, sul suo modo di vivere, intendere, giudicare la politica in genere e l’impegno diretto in particolare. A me non piacciono quelli che, stando alla finestra, sono sempre pronti con i loro giudizi sommari sulla politica e su quelli che si cimentano. Il grido “sono tutti incapaci”, quando va bene, o “sono tutti ladri” in altre occasioni, mi sembra più un modo per autoassolversi, magari battendo il “mea culpa” sul petto degli altri. Quanto sarebbe bello se tutti provassimo a tirare la carretta, sporcandoci le mani, nel senso della diretta partecipazione, scontrandoci con chi ha idee – e perchè no- comportamenti diversi, tentando di persuadere l’altro piuttosto che limitarci a giudicarlo dall’esterno. Occorre fatica, cervello, cuore e, a volte, stomaco ma è questa la politica. Non tutta la politica, però. La politica è in ogni luogo, in ogni momento, in ogni azione dell’essere umano e ognuno può decidere di farla come crede. Ognuno può indirizzare il suo impegno per il bene comune in una direzione anzicché in un’altra ma purchè sia garantito il rispetto delle scelte altrui. I giudizi impietosi ed un pò “aristocratici”, quando frutto di generalizzazioni finiscono sempre col guastare. Il rischio che corre la nostra democrazia, a tutti i livelli, è che si combatti la politica cattiva con l’antipolitica e l’antipolitica non ha mai portato alla buona politica ma, piuttosto, ha consegnato le leve del potere nelle mani di caste sempre più ristrette e sempre più dedite all’interesse particolare.

    Francesco Maselli

    13 luglio 2009 at 4:11 PM

  32. La lettera del prof.Saggese dipinge fedelmente la realtà irpina e con la forza del suo tono fornisce spunti per la riflessione e l’autocritica.
    Più volte le sensazioni che attanagliano me, “giovane” di 34 anni, sono le stesse; sempre più spesso vorrei fuggire lontano da questa comunità che si consuma lentamente e fa di tutto per allontanare le proprie migliori risorse.
    Il contesto sociale e politico in cui vivo, io, come tutti gli irpini, è inzuppato fradicio da copiose fonti di amarezza e delusione.
    Sovente vengo assalito dallo stesso senso di impotenza contenuto nella lettera.
    Ora sono convinto che vale la pena resistere, costruire, proporre, ogni giorno, forti di uno spirito idealista che non cessa di respirare…
    ora… ma fino a quando?
    E’ giusto che i giusti siano sottoposti a tale martirio, finché non pieghino la testa al “pragmatismo” del compromesso, partecipino alla spartizione delle torte, ne assaggino il sapore per poi sentirsi uguali agli altri? Credo di no.
    Meglio andar via e sottrarsi a questo stillicidio, meglio partire che vedersi rubare l’anima.

    Carmine Caracciolo

    7 settembre 2009 at 5:53 PM

  33. L’Irpinia è senza futuro?

    Chiedetelo e rivolgetevi a chi l’ha governata per 60 anni (sindaci e assessori o democristiani o di sinistra).

    Michele

    20 gennaio 2011 at 4:02 PM

  34. a chi dobbiamo il ripescaggio di questo Post?

    alcuni Post vengono dichiarati “chiusi” esauriti, altri vengono rimossi a piacimento dall’Autore che spesso è anche l’Amministratore del Blog comme in questo caso…

    due pesi e due misure, cerchio bottismo perfetto

    è una dejà vù che si ripete, ciclicamente, come quei film che la rai passa almeno una volta all’anno, ad esempio pretty woman immancabilmente passato in prima serata su rai uno da almeno sei anni… prima o poi lo rivedremo anche quest’anno, è già nel palinsesto

    Di cosa si parla in questo Post??? si parla forse di Politica??? Puo’ un poeta parlare di politica, fare Politica?

    UUn Poeta è , al più, un intellettuale testimone, un cittadino che osserva i processi ed i mutamenti, non li governa con il consenso.
    Questo è il linite dei Poeti militanti…
    Il guaio è che nessuno , tranne pochissimi, gliene fà prendere coscienza e consapevolezza.

    In tal modo la gente, qulli che votano, gli elettori, continua d identificarli come massoni in gonnella, gesuiti…
    Absit iniuria verbis.
    Saluto Francesco Maselli che ben conosce queste problematiche, oltre ad essere un fine intellettuale ed uomo di ingegno, non di poesie…
    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    20 gennaio 2011 at 4:56 PM


I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: