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A Casteau in Belgio, con Franco Dragone.

280920091087L’appuntamento con Franco Dragone a La Louvriere, anzi per essere più precisi a Casteau, in Belgio è probabilmente uno di quegli incontri che saldano i gruppi, fortificano le idee, tracciano con maggiore chiarezza il sentiero o i sentieri da percorrere. In attesa di leggere l’omaggio, o per meglio dire, il racconto  che Franco Arminio pubblicherà su Il mattino e poi sul blog, voglio offrire alla lettura la  trascrizione delle notazioni, degli appunti, che ho scritto su un  tovagliolo  di carta mentre si discuteva con Franco Dragone e lo si ascoltava. E’ una sorta di traccia-elenco, trascritta senza mediazioni ed aggiustamenti,  buona come un memorandum da espandere  per far avanzare il processo culturale di Cairano 7x.             Luca Battista

 Non si possono cambiare le cose senza cambiare il modo di fare.

 Essere ambiziosi significa non quantità ma qualità.

 La città deve avere un progetto culturale , è necessario scriverlo e praticarlo. E’ fondamentale trovare l’elite che lo pratichi.

 Se la Cultura popolare  è cultura di massa, è meglio che conduciamo noi il processo.

 Essere chiari nella  lista delle attività per Cairano 7x. Usate il metodo dell’elenco.

 Fare un programma individuando i temi giusti per i workshop.

 Cairano non deve essere venduto agli inglesi, come è accaduto ad esempio a Trebbiano (La Spezia)

 Per non cristallizzare Cairano è necessario creare, nel tempo e con tenacia, una vera economia.

 Ad esempio puntare, usare la economia dell’intelletto , usando la mente , pensare ad una scuola, puntando sulla specificità.

 In parallelo al livello delle attività culturali ed alla programmazione di Cairano 7x immaginare scuole di talento, master class, vere specificità, (ad esempio studi dei talenti che abbiamo sul posto in Irpinia).

 Esempi di come si può puntare sulla specificità :

I narratori, la notte dei racconti, invitando i migliori del mondo. (Settimana del racconto).

 5 settimane – 5 corti – 5 continenti. 5 documentari da cinque grandi filmaker uno da ogni continente. Sguardo che loro portano su di noi.

 Paesologia – offre la guida per rintracciare le tematiche generale.

 Disponibilità intellettuale e cercare di capire – vedere – sentire quello che l’altro vuol dire.

 Sentire di cosa ha bisogno Cairano.

 Far scoppiare i quadri di riferimento – dobbiamo essere un po’ parassiti, attaccandoci alle grandi emergenze speciali, peculiari del  fare umano.

 Lavorate sulle specificità – laboratori sulle specificità.

dalle parole di Franco Dragone, 28 settembre 2009.

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Written by lucabattista

3 ottobre 2009 a 6:07 pm

4 Risposte

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  1. Nel suo vademecum dragone ha lanciato due basilari principi imprenditoriali, mi permetto di intervenire, tentando di fare un po’ di ordine, almeno dal mio punto di vista che è rigorosamente aziendale. I due principi:
    1) Partire dal mercato, dai bisogni insoddisfatti dei clienti , in questo caso i fruitori dell’evento
    A tale proposito, dice Dragone non interessa la quantità, ma la qualità. Tradotto in termini di marketing, sta dicendo che questo non vuole essere un evento di massa, deve essere un evento curato nei particolari che non è per tutti, ma solo per coloro, per quanto pochi essi possano essere, che ne apprezzano l’offerta, i benefici, insomma è per un’elite culturale e, quindi è un evento di nicchia. Ne consegue che non sono i numeri che possono misurare il successo di iniziative come questa, ma l’adeguatezza del target rispetto alla proposta di offerta dell’evento. In poche parole chi partecipa all’evento di cairano fa parte di un segmento di persone con caratteristiche esclusive e differenzianti e molto ben connotate, ad esempio, amanti dell’arte in tutte le sue forme espressive, amnti della natura, dei luoghi incontaminati, per cui l’evento devrebbe essere in grado di attrarre solo e soltanto queste persone, cioè se ci va chiunque, qualcosa non ha funzionato
    2) Essere diversi. Ma diversi da chi? Dai concorrenti e chi sono i concorrenti? Sono quelli che mirano a soddisfare gli stessi bisogni Una volta individuato il target, distinguersi dai concorrenti significa individuare il vuoto di offerta da occupare, cioè predisporre delle iniziative che consentono di attivare un meccanismo di isolamento dagli altri eventi, o dalle altre iniziative culturali in generale, per cui questo evento è così diverso da non potersi più neanche confrontare con le altre offerte culturali. E da dove traiamo le diversità? Naturalmente si parte da ciò che si ha, e cioè risorse e competenze. Ma non tutte! Dragone dice solo quelle che rappresentano delle specificità. E cioè? In gergo aziendale, una risorsa si dice firm specific quando possiede tutte queste caratteristiche insieme: inimitabilità, durabilità (nel tempo non è soggetta a deprezzamento) appropriabilità (si devono poter trarre dei benefici, cioè capacità di creare valore per qualcuno), sostituibilità (non esistono sostituti di quella risorsa), superiorità competitiva (i nostri concorrenti non ce l’hanno una migliore della nostra) E qui veniamo ai talenti. I talenti fanno parte delle risorse, partire dai talenti del territorio, censirli e capire come possono andare a fare leva sulle altre specificità per valorizzarle Cioè ancora una volta, come per la domanda, il processo non è top down, ma bottom-up, partire dal basso, perché l’offerta dell’evento cairanese dovrà parlare di cairano e di tutti i luoghi dell’alta irpinia , cioè dovrà essere un prodotto che non può e non deve avere senso al di fuori dei confini di questo territorio, insomma non può essere esportato, non può vivere altrove, ma ciò non toglie che possa essere un prodotto di nicchia globale, perché il target a cui si rivolge non è un target locale, ma può essere anche nazionale ed internazionale. In poche parole chi apprezza l’offerta dell’evento cairanese può vivere in irpinia, nelle langhe, ma anche a new york, a Toronto, nell’africa subsahariana etc. In pratica una nicchia può essere tale in funzione della tipologia di offerta, della tipologia di cliente, ma potrebbe non esserlo in termini di area geografica, cioè il cliente, pur nella sua specificità potrebbe vivere in qualsiasi parte del mondo.

    Ps
    A proposito di specificità, non sarebbe il caso di prendere in considerazione, tra gli altri, anche gli esponenti del nostro artigianato artistico, coinvolgere nell’evento le botteghe artigiane specializzate nella lavorazione delle ceramiche, del ferro battuto, della pietra, della paglia, dei ricami a tombolo? Penso che facciano a tutti gli effetti parte del nostro patrimonio artistico-culturale e poi potrebbero contribuire a costruire quella vera economia di cui parla dragone

    Ciao a tutti
    MM

    Michela

    5 ottobre 2009 at 9:07 am

  2. bravo luca.
    è bello che chi non era in belgio può leggere qualche pensiero di dragone.

    Arminio

    5 ottobre 2009 at 11:12 am

  3. L’intervento di Michela è prezioso; perchè la peculiarità di Cairano 7x stà proprio nell’immaginare un evento, che partendo da poetiche di ispirazione paesologica e non necessariamente di decrescita (la paesologia è più rilevante in termini di innovativa proposizione culturale della decrescita), si fondi su criteri organizzativi e propositivi di ispirazione “imprenditoriale”. E’ il giusto modo per non far diventare Cairano 7x un doppione (un pò più di qualità, casomai) di Castellarte, di Solearte, di Rocca medievale, ecc. ecc.

    luca b

    5 ottobre 2009 at 3:45 pm

  4. Cairano è e deve essere quello che ognuno di noi ha dentro, Cairano non può essere altro. Innanzitutto Cairano è il grido di coloro che sono stanchi di subire i processi di decrescita a cui la nostra terra è abituata da ormai molti decenni. Cairano è la voglia di una nuova Irpinia lontana da quella terra “marosteca” (acerba) che ogni giorno ci lascia l’amaro in bocca. Cairano è il sogno di una generazione che ancora crede che insieme si possa percorrere una stradina e farla diventare col tempo una via maestra. Cairano è l’antitesi a coloro che ogni giorno umiliano la nostra terra e la nostra gente con l’arte del nulla fare per fare tutto. Cairano è la rupe da dove scaraventare di sotto quei politici che hanno avvelenato la mela e poi ci hanno costretta a mangiarla in nome di un progresso inesistente. Cairano deve essere quello che è, un bellissimo posto dove possono incontrarsi persone capaci di dare per il gusto di dare, lontano mille miglia dai luoghi delle spartitorie politiche. Insomma dobbiamo fare di Cairano l’Irpinia che non C’è e che dovrebbe esserci. La nostra terra è terra contadina, partiamo da questa certezza e poi pensiamo a tutto il resto. Non riesco a pensare alla manifestazione Cairano senza pensare al film di Camillo marino e al treno che sotto Cairano scivola silenzioso, non posso pensare a Cairano senza uno spazio per le scuole e per i bambini, non posso pensare a cairano senza le cantine, il vino le soppressate e i caciocavalli, così come non posso pensare a cairano senza Gli scrittori, i poeti, i pensatori, i nullafacenti … è questo lo spirito di cairano e non possiamo pensare di imbrigliarlo perchè si corre il rischio che somigli a qualcos’altro. La manifestazione Cairano sta proprio nella definizione di Franco Arminio, il luogo dove di incontrano il computer ed il pero selvatico. Sta a noi non farlo diventare la scimmietta al guinzaglio dell’imbonitore di turno. A Cairano ci vuole il banditore, il cantastorie, a cairano dobbiamo far conoscere ai nostri figli i giochi dei loro nonni, a Cairano dobbiamo issare le bandiere della cultura e del saper stare insieme, a cairano dobbiamo far salire i giovani, spiegargli cosa siamo, cosa vogliamo, dove andiamo, a cairano devono parlare i vecchi per spiegarci come eravamo, come vivevamo dove volevamo andare. A Cairano devono salire gli amministratori per spiegarci il perchè di certe scelte. Cairano deve divenatere il luogo da cui riparta la buona politica, quella della gente, che sia di destra o di sinistra poco importa. A Cairano il vento deve ripulire le nostre menti dalle scorie passive che vi si annidano. Per questo cairano deve essere un simbolo, una idea meravigliosa che diventi realtà, perchè se le nostre proposte rimarrano tali Cairano non è servita a molto. Io proporrei di creare un gemellaggio con altre realtà, irpine e non, un gemellaggio in nome di una vivibilità cosciente, vera, nel senso della qualità della vita. perchè non pensare anche di ottenere la bandiera arancione per Cairano, sarebbe la prima in Irpinia e non mi pare sia cosa da poco. Creiamo qualcosa che resti oltre la nostra esperienza, ad esempio Franco potrebbe organizzare un premio dedicato a scrittori sconosciuti in cerca di uno sponsor, il premio ” una rupe per spiccare il volo”. inventiamoci un concorso di pittura, un concorso di arti manuali, (uncinetto, tombolo …) Perchè non pensare di organizzare a traino alla manifestazione un festival del folclore che possa richamare gente da tutta europa come accade con Umbria Jazz. Quando ricominceranno gli incorntri avremo modo di confrontarci e di preparare tutto quanto necessario a far si che Cairano sia ancora quel paese su quella rupe che guarda dall’alto buona parte dell’Irpinia. Un abbraccio a tutti
    Giovanni Ventre

    giovanni ventre

    13 ottobre 2009 at 3:48 pm


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