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DOMENICO CIPRIANO

  4 poesie lette a CAIRANO 7x

 

(a mio padre)

 Si è raggrumata in sogno

la sequenza dell’adolescenza

noi due seduti: tu intento

a leggere il giornale, io

un libro, cogliendoci nelle parole,

fermando quell’istante quotidiano

colpa gli odori della casa

il calore della stufa a kerosene

e il velluto a scacchi delle poltrone.

Mi hanno sorpreso di notte

in un sobbalzo della mente

che si concede raramente indietro

scompigliando gli anni

nella memoria senza grandi eventi

quella necessaria, e più segreta.

 (Monteforte Irpino, giugno 2009)

  

*

 C’è uno spazio che separa la riflessione

dalla scrittura in cui devia il mondo. Lì

è fine la nebbia e godo da solo questi

pochi minuti di vita filtrata dalle parole

e brividi vividi di notte: è vita questa

che mancherà per la sorte solerte.

Nicola accende sereno una sigaretta

e dice felice del calore della sera:

il volto del paese ci divora e dopo

ci separa.

 (Guardia Lombardi, 9 aprile 2005)

 *

(a Sofia)

Moriamo pezzo dopo pezzo mutando,

crescerai e sarai altro, diversa. Ferma

l’immagine che hai già cancellato

nelle ore (non è affidabile la memoria)

così la presenza non è solo un dettaglio

per la nostra comprensione. Filo spinato

e ruggine sui punti fermi del mondo,

ma nemmeno quello spigolo d’universo

ci appartiene. Cambiano con te

le cose abbandonate.

(Monteforte Irpino, 18 marzo 2009)

  

*

  

Mi piace passeggiare sulle pietre

della piazza circolare, nel silenzio

interrotto dalle poche voci che sfuggono

al bar per tornare a casa, e sotto le luci

ti accorgi che c’è un filtro trasparente

che separa la vita dall’assenza. E passeggiando

col mio amico Tonino discutiamo

di quando il cielo sarà azzurro, lui

che ama il sole perché è nato in luglio.

 (Guardia Lombardi, 8 settembre 2000)

Written by Arminio

21 ottobre 2009 a 3:03 pm

Pubblicato su AUTORI

3 Risposte

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  1. QUANDO IL CIELO SARA’ AZZURRO

    “c’è un filtro trasparente/ che separa la vita dall’assenza” scrive Domenico Cipriano, e subito, per le parole scelte, per come stanno messe, per il suono che fanno, ti viene in mente che è proprio così; nella poesia precedente invece ci viene ricordato che “la presenza non è solo un dettaglio/ per la nostra comprensione”. E nella precedente c’è “Nicola e accende sereno una sigaretta/ e dice felice del calore della sera:/ il volto del paese ci divora e dopo/ ci separa.” E nella prima delle quattro, dedicata al padre, leggiamo: “Mi hanno sorpreso di notte/ in un sobbalzo della mente/ che si concede raramente indietro/ scompigliando gli anni/ nella memoria senza grandi eventi/ quella necessaria, e più segreta.”; e a leggere queste quattro poesie, per riassumerle in me con una parola, la prima parola che mi è venuta in mente è stata “compostezza”; so che vuole dire molte cose: “civiltà” e insieme “serietà” e insieme “misura” e altre ancora; ma insieme “compostezza” arriva da “comporre”, e comporre è conciliare e riconciliare, e insieme porre insieme molte cose per farne una, insomma compostezza e composizione si spechhiano una nell’altra; e questo mi sembra essere un contrassegno stilistico forte di queste quattro davvero belle poesie.
    Ma in aggiunta a questo Domenico si domanda e ci domanda quanto possiamo “affidarci” alla memoria, quanto sia “affidabile”, e per questo, allora, registra e “ferma” “quell’istante quotidiano”, “questi pochi minuti”, “l’immagine che hai già cancellato”, “le poche voci che sfuggono/ al bar per tornare a casa”, e tale inventario di cose altrimenti trascurate o perdute subito, divengono il “dispositivo” principale per ridare fiducia al ricordo, non quello dilatato e inverificabile, no, quello composto e riservato, per esempio quello di un amico che “accende sereno una sigaretta”, quello – così mi sembra – “di quando il cielo sarà azzurro”.

    Un saluto carissimo agli amici della CP nel ricordo felice delle belle ore di giugno a Cairano

    Adelelmo

    Adelelmo Ruggieri

    23 ottobre 2009 at 8:13 am

  2. Poesie non solo “composte” (in tutte le sfumature del significato/significante) ma anche belle e delicate, così come è delicata e composta l’interpretazione di adelelmo ruggeri.complimenti a entrambi

    Salvatore D'Angelo

    29 gennaio 2010 at 12:18 pm

  3. poesie sublimi, di una delicatezza che va oltre la compostezza ,diventa robustezza e ci spinge verso la salvezza celestiale: ah ,se non ci fossero i poeti con il loro significato/significante, con la loro grazie e leggerezza, con il tormento e l’estasi dietro l’angolo , componimenti immortali, universali, per anime sensibili e spiriti eletti.
    grazie a chi le ha impostate e soprattutto a chi le ha in modo sublime interpretate. un’apoteosi.

    otello

    30 gennaio 2010 at 12:19 pm


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