COMUNITA' PROVVISORIA

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Un viaggio in direzione ostinata e contraria

staz_bagn_blogdi Valentina Corvigno

“(…)Da allora, ogni tanto, come un tormentone mi è tornata l’idea di ripartire, magari in direzione ostinata e contraria a quella dei flussi commerciali che governano la logica della rete e delle offerte di viaggio. Mi rendo conto che non si può tenere in piedi un sistema di trasporto complesso come la ferrovia solo per assecondare le velleità di un viaggiatore. Ho però netta la percezione che le modifiche apportate alla ferrovia non siano solo funzionali ad una razionalizzazione delle offerte e a un aumento della produttività per addetto, per chilometro e per mezzo impiegato. Io credo che quelle modifiche raccontino la nostra storia, dicano molto dell’idea che abbiamo del nostro presente; una cosa digitale, va bene, inutile pretendere che sia anche logica(…)”.(Paolo Rumiz – L’Italia in seconda classe)

 Il 31 ottobre e il 1 novembre, un treno colmo di gente parte in direzione ostinata e contraria. Raccoglie nella stazione di Avellino, alle ore 8:30 del mattino gruppi di ragazzi dai 17 a 25 anni, molte famiglie con bambini e gruppi di anziane signore che si definiscono “girovaghe”. Tutti elettrizzati all’idea di trascorrere l’annuale Sagra della Castagna e del Tartufo bagnolese, portati in treno fin lassù. Sì perché, per loro, questa era la novità: il viaggio; la giornata non sarebbe cominciata dopo il tragitto in macchina, dopo la sfiancante ricerca di un parcheggio, ma sarebbe cominciata proprio alle 8:30, quando il treno, fischiando alla stazione, oramai quotidianamente deserta, di Avellino, partiva attraversando i meravigliosi paesaggi irpini, immersi ancora nella lattiginosa nebbia di un autunno inoltrato.

Con un occhio al paesaggio e un occhio a ciò che avveniva nel treno, i passeggeri hanno gustato una colazione locale: tea, marmellata e miele di produttori locali hanno addolcito il tempo che trascorreva, mentre un intermezzo teatrale divertiva i bambini e faceva sorridere gli adulti(ringraziamo per questo Ilaria Scarano con la  stregaccia e il clan H per le loro performance teatrali). Un racconto della storia del treno e poi l’arrivo a Bagnoli.

La stazione è malandata, abbandonata, ma ieri sorrideva con noi durante lo spettacolo di Salvatore Mazza(Clan H), poi la navetta ci ha portato tutti a Bagnoli centro. Il paese e i suoi vicoli, le chiese, piccoli pezzi d’arte riscoperta e ancora intermezzi teatrali sono stati il preludio alle degustazioni dei piccoli grandi tesori della terra (castagna e tartufo) offerti dagli abitanti bagnolesi durante la Sagra. Qui il gruppo, compatto si è sciolto ed ognuno liberamente ha goduto del tempo pomeridiano. Un pomeriggio fresco ma assolato ha scortato la compagnia dei passeggeri dell’Avellino-Rocchetta attraverso i vicoli di un paese in festa. I viaggiatori si disperdevano per le strade e poi casualmente si ritrovavano in una piazzetta a commentare positivamente la giornata, diversa dal solito, spensierata, rilassante, ricca. Una giornata dei cinque sensi: la vista del paesaggio e del piccolo paese irpino, l’ascolto del fischio del treno, delle storie raccontate, del riso dei bambini, l’odore persistente di tartufi e formaggi, il gusto esaltato dai sapori nostrani, il tocco di due mani che si conoscono per la prima volta o si ringraziano. Poi nel pomeriggio ormai inoltrato di nuovo la stazione, chi tornato con la navetta messa a disposizione, chi a piedi; le signore anziane avevano le buste piene di mele limoncelle e mele rosa, vino, dolci alle castagne e tartufi, tutti stanchi ma tutti col sorriso sulle labbra. Un applauso finale di ringraziamento a chi, in direzione ostinata e contraria, ha fortemente voluto questa due giorni d’autunno. Un piccolo cadeau, un sacchetto di castagne, il ricordo degli amici della ferrovia Avellino-Rocchetta, poi l’attesa del treno che, puntuale come non mai, alle 18:20 ha fischiato il suo arrivo. Tutti in carrozza, si prende posto e si riparte, godendo di una veduta notturna del paesaggio irpino, luci nascoste e riflessi di luna. Stanchi sì ma tutti entusiasti, tutti con in viso la richiesta di non fermarsi qui, di rivedere partire il treno, in una prossima occasione di conoscenza. Negli occhi dei bambini l’entusiasmo di chi per la prima volta prende un treno, nei ragazzi l’eccitazione di una salutare giornata insieme, sui visi delle signore anziane un ricordo che non si vuole perdere, negli occhi di tutti la richiesta di continuare.

Così sarà, le giornate si ripeteranno, per ora, fino a giugno. Il treno fischierà ancora dalla stazione di Avellino a tutte le stazioni irpine per arricchire la conoscenza degli irpini e con la speranza di esportare l’irpinia anche altrove. Il progetto, aperto a tutti coloro che ne vorranno far parte si pone l’obiettivo non solo di organizzare giornate turistiche ma di accendere un faro permanente. Le nostre due giornate sono state organizzate senza aiuto di fondi esterni, solo ed esclusivamente con il lavoro volontario e passionale di un gruppo di persone e di associazioni, di chi negli ultimi 20 anni ha tenuto vivo l’interesse sulla nostra ferrovia e di tutti coloro che, con un piccolo contributo, hanno voluto partecipare alla giornata (195 persone: capienza massima del treno nelle due giornate). Se questo è l’entusiasmo che ci vuole per affrontare la risoluzione di un problema, siamo tutti orgogliosi di dire che ne abbiamo da vendere e l’invito ora è rivolto a tutti i sidaci, le amministrazioni comunali e provinciale, quelle regionali, a partecipare e riflettere sulla possibilità di rivedere la politica territoriale, di rivedere le modalità e le velocità di riorganizzazione di un territorio che  è fatto anche ma non solo di costi e benefici, e che, in un’ottica di sostenibilità e partecipazione, un bilancio in attivo di un amministrazione è dato anche dal plusvalore del benessere dei suo abitanti. Un GRAZIE a tutti quelli che hanno lavorato alle due giornate e soprattutto a tutti i partecipanti!

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7 Risposte

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  1. …al quart’ultimo rigo c’è un errore di battitura: “un territorio che (non) è fatto anche ma non solo di costi e benefici”….c’è un “non” di più….mi scuso con tutti…

    Valentina C.

    2 novembre 2009 at 5:35 pm

  2. carissima, bellissimo articolo, e sono pienamente d’accordo con te per quanto riguarda il benessere degli abitanti.
    Alla prossima, Giovanni Ventre

    giovanni ventre

    2 novembre 2009 at 7:57 pm

  3. signore e signori, invece di prenotare il vostro posto su un eurostar ad alta velocità formula uno delle rotaie per percorrere il tragitto roma milano in meno di tre ore ed il tragitto roma napoli in settanta minuti, accomodatevi sulla lettorina ciuf ciuf che parte da avellino e raggiunge rocchetta santantonio attraversando la magica feudale medioevale irpinia,terra di briganti e di sette sataniche o poetiche.
    il treno è lento, turistico, fa ciuf ciuf e rappresenta il vanto di un non luogo martoriato e dimenticato la cui vetrina riconducibile ad eventi calamitosi disastri naturali tellurici è stata oggi soppiantata dal treno ciuf ciuf .

    Nel mese di giugno il trenino farà sosta anche alla stazione di cairano conza andretta,per una settimana,
    per raggiungere la rupe in maniera ecosostenibile, tutti insieme comunitariamente, compresi i commentatori anonimi che sono stati riammessi sul blog contrariamente alle regole condivise.
    Ahi, Ahi: sento odore di invidia accecante e sempre più mi persuado che il destino è nel cognome.
    Miserere.

    rocco quagliariello

    3 novembre 2009 at 6:34 am

  4. …ti ringrazio e spero in altre occasioni di incontro insieme…grazie per l’attiva partecipazione!

    Valentina C.

    3 novembre 2009 at 9:51 am

  5. “—-compresi i commentatori anonimi che sono stati riammessi sul blog contrariamente alle regole condivise……”
    Ricononoscendolo come legittimo in pubblico ma identificabile in rete il “diritto all’anonimato” ha un limite, secondo il principio che sta dietro a ogni concetto ragionevole di libertà: ognuno può fare ciò che vuole fin che non lede la libertà e i diritti degli altri. E con questo arriviamo al concetto di “responsabilità”. Chi è responsabile di ciò che si scrive e si diffonde in rete? Evidentemente di ogni testo è responsabile chi l’ha scritto. Ma non è così semplice…Le regole condivise tra persone civili ,consapevoli e responsabili partono dall’interesse comunitario di elevare il tono e lo stile culturale del nostro Blog ( ognuno lo fa nei limiti e nelle possibilità personali senza dovere incappare in malposte e non riconosciute superiorità morali,culturali o professionali accampate per “diritti di primogenitura o di rappresentanza storica o…….”.
    L’anonimato diventa più grave quando viene usato non per difendere e esercitare un diritto ma per praticare insolenze,sarcasmi, ironie tutte fianlizzate a demonizzare,mettere in difficoltà o peggio insultare un interlocutore.
    Questo vale a maggior ragione per chi sceglie l’identità e la trasparenza come minimo indispensabile allì’esercizio della democrazia dialogata e dialogante.
    Mi verrebbe da dire “chi è causa del suo mal pianga sè stesso” ma questo non ci porta da nessuna parte.Io credo nel principio della libertà ma sopratutto della responsabilità.Ma devo amaramente riconsocere che questa seconda virtù democratica non è stata ben applicata da chi oggi si lamenta.
    mauro orlando

    mercuzio

    4 novembre 2009 at 8:57 am

  6. interpreto il commento di mauro come un invito alla concordia, al chiarimento ed alla riconciliazione.
    quindi mi dichiaro disponibile a cogliere la chance offerta e mi impegno a dimostrare che anch’io ho un cuore un’anima ed una spiritualità , prescindendo dalla corporeità. Absit iniuria verbis. RQ

    rocco quagliariello

    4 novembre 2009 at 11:43 am

  7. Amen !
    Sono contento per Rocco ….ma sopratutto per la Comunità provvisoria
    Mauro Orlando

    mercuzio

    4 novembre 2009 at 10:24 pm


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