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Il 1° Almanacco di Paesologia

“Credo sia la prima volta che in Irpinia si faccia un incontro in cui si discute intorno a un’idea nata e cresciuta qui. Pensare i paesi coi nostri pensieri e non con quelli degli altri, questo è il punto di partenza.”

Questo è stato l’incipit , dichiarato dal moderatore Franco Arminio,  che dettò la traccia delle diverse relazioni presentate al  1° Seminario di Paesologia e dal quale scaturì la discussione svoltasi nel restaurato Castello Aquino di Grottaminarda il 9 gennaio del 2010 .  Le relazioni, le slide, i video, le proiezioni di immagini e visioni, affrontarono diverse questioni scaturite da una analisi e da una ricerca teorica, culturale e pratica intorno alla “scienza paesologica” e che tenne incollate alle sedie, nelle due sessioni del seminario, tantissime persone; oltre 150 quelle registrate al tavolo della reception.

Tra gli obiettivi di medio termine del Seminario fu deciso di strutturare , impaginare ed editare i contenuti di quanto relazionato tanto da dare alle stampe (web innanzitutto, ma anche cartaceo) il 1° Almanacco della Paesolgia.

Amici della Terra Irpinia, garantì il lavoro di raccolta e di editazione degli interventi, con la supervisione di Mauro Orlando ed il coordinamento scientifico di Franco Arminio.

Considerato anche l’avvio della attività di programmazione e di organizzazione del prossimo Cairano 7x 2010, è necessario chiedere a tutti i relatori, di inviare il proprio intervento, il proprio testo, la propria ricerca, affinchè l’Almanacco possa essere considerato come  giusta introduzione ai laboratori ed agli incontri che caratterizzeranno la settimana cairanese del giugno 2010, e trovare proprio in quei giorni lo spazio giusto per essere distribuito, offerto, promosso. L’Almanacco è aperto, ovviamente,  anche ai contributi provenienti da persone che fisicamente non hanno potuto relazionare , ma che possono contribuire ad una maggiore definizione degli ambiti della paesologia.

Una sezione dell’almanacco evidenzierà i diversi tipi di contributo.

Con spirito pragmatico suggerisco una prima suddivisione in sezioni dell’Almanacco, rispetto ai contenuti delle relazioni (ovviamente suscettibile di consigli, emendamenti suggerimenti):

1) I Relatori al Seminario.

2) I Contributi Esterni.

3) Documentazioni visive.

Sezioni

1) Comunità e luoghi

2) Ambiente, cultura ed economia

3) Sentire per parole, immagini visioni.

Appendice

Cairano 7x 2009.  L’esperienze e gli eventi.

Cairano 7x 2010.  Programma

Per contezza del lavoro fin qui svolto segnalo gli interventi dei relatori che sono pervenuti all’indirizzo  mail di amici della terra segnalato per raccogliere tutto il materiale da impaginare ed editare: amiterav@libero.it.

Relatori presenti a Grottaminarda:

Nota introduttiva al seminario  di Franco Arminio, poi

Salvatore D’Angelo, Paolo Bruschi, Enzo Maddaloni, Fausto Altavilla, Giovanni Ventre,  Mario Perrotta, Rocco Quagliariello, Pietro Mitrione, Domenico  Cipriano, Luca Battista.

Contributi esterni:

Adelelmo Ruggieri, Angelo Castelluccio, Paolo Battista, Lucrezia Ricciardi, Moreno Miorelli.

Vi allego anche i link ai post che hanno già raccolto numerosissimi commenti e riflessioni sul seminario della Paesologia.

https://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/01/11/e-adesso/

https://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2010/01/11/9-gennaio-2/

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9 Risposte

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  1. Io ci penso…

    Luigi Capone

    5 febbraio 2010 at 2:31 am

  2. @ luigi
    (.. ?)

    lucabattista

    5 febbraio 2010 at 1:55 pm

  3. === @ a LUCA, Grazie! ==Da un ” tuo commento è in attesa di moderazione” INCOLLO QUI e prego Luca Battista di acquisire il TESTO INCOLLATO quale mio contributo all’Almanacco di Paosologia, in uno ai testi e disegni della Plaquette CALABRESE offerta al Castell0 d’Aquino, 9 Gennaio 2010 a Grottaminarda ===
    Occupamdomi di poesia dialettale, come molti lettori della C.P. sanno e hanno avuto modo di conoscermi un po’ (ci si conosce sempre e solo un po’ e forse male, credetemi!) a Grottaminarda ho voluto offrire sia con la plaquette donata, sia con la lettura di due testi, diciamo l’opportunità riflessiva- per comprendere le ascrivibili differenze tra la poesia “popolare” e la poesia “dialettale”. La mia esposizione e lettura forse sono apparse di presunzione (mi riferisco a quanto ho potuto mostrare in una decina di minuti, democraticamente accettati e spesi) ma posso affermare che quanto e per come ho esposto attiene ed evidenzia ben precisi concetti, quali:
    1- Non esiste una distinzione scientifica valida tra lingua e dialetto.
    2- Per “cultura” oggi, più di ieri, occorre una visione antropologica, contrapposta alla visione umanistica e, per dirla con il Tylor, […la cultura o civiltà nel suo ampio senso etnografico è quell’insieme complesso che include la conoscenza, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità acquisita dall’uomo come membro di una società…].
    3- Folklore, secondo Gramsci deve essere considerato come [… concezione del mondo e della vita e non una bizzarria, una stranezza, un elemento pittoresco, ma una concezione sistematica…].
    4- Generi della “poesia popolare”, scusate ma scrivo un po’ su ciò che mi interessa, conclamatamente in forme chiuse ma spesso variate dalla tradizione, sono lo stornello, lo strambotto,il mottetto,la villotta, etc.
    5- Già Benedetto Croce ebbe modo di affermare che è difficile “distinguere tra poesia popolare e poesia dialettale” e che pertanto […la poesia non ammette categorie di nessuna sorta, e, quando, è poesia è poesia. C’è bensì una “poesia popolare bella e una brutta (non poesia) come in quella d’arte”… ma dove la “poesia popolare è “poesia” non si distingue da quella d’arte e nei suoi modi rapisce e delizia… La differenza, dunque da cercare e la corrispettiva definizione sarà soltanto di tendenza o di prevalenza psicologica e non già di essenza… “La poesia popolare” non esprime moti dell’anima che non hanno dietro di sé, come procedimenti immediati, grandi travagli del pensiero e della passione; ritrae sentimenti in corrispondenti semplici forme…Essa giunge per via breve…].

    Per i punti 1-2-3-4 e 5 mi preme sottolineare che la “poesia popolare” fino a qualche secolo fa non ha avuto una certa fissità scritta e che spesso è pervenuta a noi con apportati rimaneggiamenti mentre la “poesia dialettale d’autore” è rimasta cristallizzata nella sua forma scritta.
    Ben vengano perciò le ricerche etnostoriche sulla “poesia popolare” e ben facciano, però, gli studiosi (critici letterari) ad imbattersi negli autori che hanno scritto e scrivono “poesia dialettale”, comprendendo come un autore, in questo caso il “poeta dialettale”, non è il poeta delle piccole, anzi insignificanti cose, della tradizione acritica, della narrazione per ricordo, del folklore pittoresco, bensì uno “sperimentatore linguistico” che indirizza soprattutto “messaggi” ricorrendo alla primordiale oralità: intraducibile, inequivocabile,naturale, stupefacente, ben sapendo che scrivere è compiere un atto creativo e che pur usando la cosiddetta lingua di un popolo non si scrive mai come il popolo!==
    FINE e @spetto, OK? == gaetanocalabrese(chiocciola) tin)punto) it ==

    Gaetano Calabrese

    5 febbraio 2010 at 3:20 pm

  4. “Pensare i paesi coi nostri pensieri e non con quelli degli altri, questo è il punto di partenza.”

    Luigi Capone

    5 febbraio 2010 at 4:43 pm

  5. Non esistono pensieri di nostra o altrui proprietà .I pensieri sono possibilità di raccontare con parole, note, voce,immagini persone,cose o sensazioni,fantasie,sogni ecc.che non possono pretendere diritti d’autore……

    mercuzio

    5 febbraio 2010 at 5:29 pm

  6. Invece sì che esistono i pensieri di nostra proprietà! Anzi.. Nessuno potrà mai pensare a qualcosa come chi la vive

    luna

    5 febbraio 2010 at 10:55 pm

  7. scusate ma perchè il mio commento è in moderazione da oggi pomeriggio?

    Gaetano Calabrese

    6 febbraio 2010 at 1:53 am

  8. chi cchi ri chì ovvero il gallo

    almanacco

    10 febbraio 2010 at 1:27 am

  9. ringrazio pubblicamente gli amici della terra cha hanno avuto l’amabilità di invitarmi alla manifestazione del treno degli innammorati di domenica prossima, in particolare il Presidente ed il caro Pietro Mitrione.

    cerchero’ di esserci, non fosse altro perchè sono sensibilmente innamorato…

    un cordiale saluto R.

    nervino

    11 febbraio 2010 at 7:32 am


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