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le barricate della desolazione

Molte persone che conosco in questi mesi si sono ammalate più o meno gravamente. Altre sono morte. La salute sembra sparita dalla scena del mondo. Chi non ha un tumore, chi non cade a terra per una vena squarciata resta in piedi, ma resta in piedi un manichino, una carcassa in cui circola un sangue che non luccica, un cuore che non batte. Poco fa pensavo al fatto che la paesologia è proprio questo: guardare fuori, guardare ai guasti e alle meraviglie del mondo, ma partendo non dalla baracca di qualche ideologia che incita all’impegno civile, alla politica, alle sorti magnifiche e progressive. La paesologia guarda fuori partendo dal tumore, dalla vena squarciata. Non è una disciplina per spiriti socialdemocratici, non dispone a un atteggiamento riformistico. La paesologia è un moto intimamente rivoluzionario, una rivoluzione che parte dalle barricate della desolazione a cui sono ridotti i nostri paesi.

armin

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Written by Arminio

27 aprile 2010 a 10:49 am

Pubblicato su AUTORI

7 Risposte

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  1. veramente importante quest’articolo, chi non lo approva profondamente e non lo sente suo in prima persona non può stare nel nostro gruppo

    sergio gioia

    27 aprile 2010 at 2:01 pm

  2. caro sergio
    è solo un piccolo appunto, magari quando ho tempo provo a svilupparlo
    in ogni caso è chiaro quello che penso e le persone che mi interessano

    Arminio

    27 aprile 2010 at 4:17 pm

  3. Molte grazie, capisco, rifletto, …Gaetano.

    Gaetano Calabrese

    27 aprile 2010 at 10:03 pm

  4. Ho trascorso un lungo periodo al mio paese, e per varie vicissitudini non lo facevo da tempo. Devo dire che le sensazioni che Franco ha messo per iscritto le ho provate anche io; le barricate della desolazione mi sembra una definizione illuminante.

    stefano

    27 aprile 2010 at 10:49 pm

  5. ieri sono stao a Elea o Velia che dir si voglia ….finalmente!Mi sono emozionato al solo pensiero che nel chiuso di quella città con l’iinfinito mare davanti e i complicati,impervi e lussuriosi paesaggi montani del Cilento è nata nel “conflitto” la nostra civiltà mediterranea e il pensiero greco occidentale con Parmenide.” l’essere è e non può non essere …..il non-essere ( il niente) non esiste”…..e noi eterni fanciulli del pensiero continuiamo a duemila anni a conturbarci su questo dilemma insanabile…..che sia questo che ci ostacola nel penasre alla paesologia con occhi meno incartati e mummificati? Dobbiamo perseguire ancora la “rotondità armoniosa e perfetta” dell’Essere e “il sangue che non luccica e un cuore che non batte” eracliteo (leopardiano-pasoliniano……)….oriente o occidente!?

    mercuzio

    28 aprile 2010 at 9:18 am

  6. caro mauro
    oggi sono infinitamente stanco. mi pare che nella rete si replichi lo sfinimento che c’è nel cosiddetto mondo reale.
    comunque non mi arrendo

    Arminio

    28 aprile 2010 at 12:47 pm

  7. Per svariate ragioni E’ troppo facile essere d’accordo con Franco ….. ,ma appunto perchè “la paesologia è un moto rivoluzionario” può essere nostro. E’ molto probabile che non ti abbia capito ?? RESISTERE RESISTERE RESISTERE Un abbraccio. Edda

    edda canali

    28 aprile 2010 at 8:42 pm


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