COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

un piccolo appunto

cari amici

spero di non essere noioso se vi faccio un piccolo appunto. nei giorni scorsi ho pubblicato qui due piccole poesie per un amico che sta malissimo. mi ho molto colpito il fatto che nessuno mi abbia chiesto niente a riguardo. ve lo dico con tutto l’affetto possibile e considerando che la distrazione riguarda tutti, anche chi vi scrive. prima che parlare di paesi e di paesaggi, prima di fare cairano 7x, dobbiamo aver cura di conservare un filo di compassione e di clemenza per gli altri. ripeto, il rimprovero lo elevo in primo luogo a me stesso. del nostro blog e di cairano 7x ormai si parla in tutta italia, siamo un fenomeno culturale di acclarata rilevanza eppure io non sono contento e ve lo dico: vi vorrei più vicini al dolore dei comunitari che in questo momento stanno soffrendo. e poi c’è il problema della poesia: la scrittura in versi viene sempre più spesso percepita come qualcosa da cui tenersi alla larga. credo che non possa esserci paesologia né ambientalismo vero senza amore per la poesia.

armin

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Written by Arminio

7 maggio 2010 a 7:00 pm

Pubblicato su AUTORI

23 Risposte

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  1. sulla compassione e la clemenza sono d’accordissimo. il guaio è che oggi quasi nessuno è disposto a sentirsi oggetto di compassione e clemenza. si vuol dare un’immagine di sè forte al punto da sembrare dei robot e siamo diventati così ignoranti da dimenticare che compassione vuol dire soffrire con. abbiamo attribuito un valore negatvo a parole come compassione, pietà, pena, che sono sentimenti nobili per chi li prova come per chi ne è oggetto. io ad esempio preferirei essere oggetto di compassione piuttosto che di invidia, che è un sentimento davvero ignobile. ma oggi la gente farebbe di tutto per essere invidiata. è in questo che oggi non c’è poesia, figuriasmoci la paesologia

    sergio gioia

    7 maggio 2010 at 8:19 pm

  2. Come era possibile capire che volevi riferirti ad una persona in particolare? Io ho sempre pensato che il poeta si riferisse a tutti, che si riferisse a me. Continua a scrivere, a lavorare, …. e cerca, come sai fare benissimo, di essere ironico e…. di ridere ogni tanto. Un abbraccio. EDDA.

    Edda Canali

    7 maggio 2010 at 9:22 pm

  3. l’ironia per fortuna non mi è mai mancata, non avrei resistito mezzo secolo in irpinia….
    comunque il mio è un appunto affettuoso
    è difficile sottrarsi alla congiura della distrazione

    Arminio

    7 maggio 2010 at 9:50 pm

  4. “VOCE E NOTTE!”
    Si sta voce te sceta int’a nuttata,
    mentre t’astrigne ‘o sposo tuoje vicino
    statte scetata, si vuò sta scetata,
    ma fa vedè ca duorme a suonno chino.
    Nun gghi vicino ‘e lastre pe ffa ‘a spia,
    pecchè nun può sbaglià : sta voce è ‘a mia…
    E’ ‘a stessa voce ‘e quanno tutt’e dduje
    scurnuse, nce parlavamo co’ vvuje.
    Nun gghi vicino ‘e lastre pe ffa ‘a spia,
    pecchè nun può sbaglià : sta voce è ‘a mia…
    E’ ‘a stessa voce ‘e quanno tutt’e dduje
    scurnuse, nce parlavamo co’ vvuje.
    Si sta voce, che chiagne int’a nuttata,
    te sceta ‘o sposo, nun avè paura,
    Dille ch’è senza nomme ‘a serenata…
    Dille ca dorme, che se rassicura…
    Dille accussì: “chi canta int’a sta via
    o sarrà pazzo o more ‘e ggelusia…
    Starrà chiagnenno quacche ‘nfamità …
    Canta isso sulo… Ma che canta a ffa?”
    Dille accussì: “Chi canta int’a sta via
    o sarrà pazzo o more ‘e ggelusia…
    Starrà chiagnenno quacche ‘nfamità …
    Canta isso sulo… Ma che canta a ffa?”
    Canta isso sulo… Ma che canta a ffa?”

    …..la comunità provvisoria si sta espandendo grazie a te e canio lo guercio ….a mercurzio edda ed elda ,.,,per la bellissima serata di giovedi sera a napoli….che passione .-..

    Nanosecondo

    8 maggio 2010 at 12:56 am

  5. “VOCE E NOTTE!”
    Si sta voce te sceta int’a nuttata,
    mentre t’astrigne ‘o sposo tuoje vicino
    statte scetata, si vuò sta scetata,
    ma fa vedè ca duorme a suonno chino.
    Nun gghi vicino ‘e lastre pe ffa ‘a spia,
    pecchè nun può sbaglià : sta voce è ‘a mia…
    E’ ‘a stessa voce ‘e quanno tutt’e dduje
    scurnuse, nce parlavamo co’ vvuje.
    Nun gghi vicino ‘e lastre pe ffa ‘a spia,
    pecchè nun può sbaglià : sta voce è ‘a mia…
    E’ ‘a stessa voce ‘e quanno tutt’e dduje
    scurnuse, nce parlavamo co’ vvuje.
    Si sta voce, che chiagne int’a nuttata,
    te sceta ‘o sposo, nun avè paura,
    Dille ch’è senza nomme ‘a serenata…
    Dille ca dorme, che se rassicura…
    Dille accussì: “chi canta int’a sta via
    o sarrà pazzo o more ‘e ggelusia…
    Starrà chiagnenno quacche ‘nfamità …
    Canta isso sulo… Ma che canta a ffa?”
    Dille accussì: “Chi canta int’a sta via
    o sarrà pazzo o more ‘e ggelusia…
    Starrà chiagnenno quacche ‘nfamità …
    Canta isso sulo… Ma che canta a ffa?”
    Canta isso sulo… Ma che canta a ffa?”

    grazie per la bellissima serata a napoli…elda, franco, mercurzio, edda , canio, e a tutti gli altri che non conosco…….

    Nanosecondo

    8 maggio 2010 at 12:57 am

  6. Le tue parole, le tue poesie si imprimono dentro .. questa è la forza della tua poesia. le tue visioni poetiche sono buone per l’anima e per scardinare cuori disattenti .

    luca b

    8 maggio 2010 at 1:10 am

  7. “ IRONIA : non se ne laasci dominare, e spopratutto nei momenti non creativi…….Ricerchi il profondo delle cose, dove l’ironia non scende mai “
    “Viva per un po’ in quie libri, ne impari ciò che le sembra degno di essere imparato, ma soprattutto li ami”

    “Legga il meno possibile testi di critica estetica ; sono o congetture faziose,,fossilizzate e ormai prive di senso nel loro rigore senza vita,, oppure abili giochi di parole, in cui oggi prevale una opinione e domani quella opposta. Le opere d’arte sono di una solititudine infinita, e nulla può raggiungerele meno della critica. Solo l’amore le può afferrare e tenere e può essere giusto verso di loro.Dia ogni volta ragione a sé stesso e al proprio sentimento “ Rilke.
    parole che tu conoscerai e papprezzi di sicuro .Gli italiani sono stati rovinati dal crocianesimo nel loro gusto estetico e dissuasi ad amare la pesia …..gli irpini poi……….sono diffidenti e annusano i sentimenti con la beluinità e selvatichezza dei ‘lupi’ e non hanno saputo approfittare neanche degli apporti culturali profondi di un loro illustre conterraneo (De Sanctis)….il dolore e il piacere sono sentimenti che vanno consumati nella propria intimità……solo ai poeti come alle donne è dato il folle gesto creativo di partorire il frutto del loro amore e dolore. a noi essere comuni è dato solo accettare o condividere meglio se …..in silenzio…..
    mauro

    Mauro Orlando

    8 maggio 2010 at 7:26 am

  8. gli irpini poi……….sono diffidenti e annusano i sentimenti con la beluinità e selvatichezza dei ‘lupi’ e non hanno saputo approfittare neanche degli apporti culturali profondi di un loro illustre conterraneo (De Sanctis)…

    caro mauro
    mi ha molto colpito questo tuo pezzo….
    siamo qui proprio per creare un’altra irpinia
    non importa se siamo in cinque o in cento
    ma deve essere veramene un’altra cosa
    altrimenti è meglio emigrare.
    comunque il blog sta rovinosamente declinando verso l’indifferenza, è come se avessimo paura delle cose belle che stiamo facendo, come se avessimo paura di cambiare veramente.

    Arminio

    8 maggio 2010 at 9:31 am

  9. se non cambia il passo dopo cairano io lascio.

    Arminio

    8 maggio 2010 at 9:34 am

  10. ho appena scritto un articolo molto amaro che uscirà domani sul mattino. vorrei che la cp fosse un porto sicuro, una nicchia di affetti veri. ripeto prima che difendere i paesi e i paesaggi dobbiamo difendere la nostra capicità di stare vicini a qualcuno.

    Arminio

    8 maggio 2010 at 10:19 am

  11. scorrendo la lista dei post ho visto che 7 su dieci sono miei. devo scrivere di meno io o dovete scrivere di più voi?

    Arminio

    8 maggio 2010 at 10:56 am

  12. penso che franco abbia profondamente ragione quando si scaglia contro certe forme di autismo corale e di indifferenza verso gli altri nelle quali tutti, io per prima, rischiamo di cadere, risucchiati come siamo dalla velocità, dalla mancanza di tempo che diviene la scusa più frequente per le nostre diserzioni. che il blog abbia molti lettori è dato certo, che abbia pochi commentatori è altrettanto certo. quasi come se ci fosse una certa avarizia nel dare, nell’esporsi, nel dire. questo blog è uno spazio per parlare e per parlarsi, ma è pure un luogo per scambiarsi emozioni, affetti e, perché no?, pareri “tecnici” sulla letteratura, la paesologia, o le nostre discipline di appartenenza (se vogliamo definirci come appartenenti a qualcosa).
    le due poesie di franco erano molto belle e, a mio avviso, segnano una linea nuova nella sua scrittura, una linea che mi sembra, ma questo lui lo sa perché ho avuto modo di dirglielo, un’ulteriore evoluzione della sua lingua e del suo corpo ( che sono, poi, in lui, la stessa cosa).
    la persona cui sono dedicate è molto lontana da qui e non può leggerle ( e -aggiungo- chissà se potrà mai più leggerle), ma noi sì, noi possiamo, così come possiamo dircela tutta, ogni volta, nei commenti, nei post, nelle discussioni che facciamo quando ci vediamo.
    ho già avuto modo di dire più volte che ognuno di noi si espone e parla con il proprio passo, con i suoi toni, ma il significato di questo “luogo” sta tutto qui. nel dire: io ci sono, ci sono e la penso così.
    tempus tantum nostrum est…e io sono d’accordo con seneca.
    un abbraccio
    e.

    eldarin

    8 maggio 2010 at 11:31 am

  13. questo commento di elda è bellissimo e per certi aspetti commovente.
    io veramente non capisco perché non facciamo questo sforzo ulteriore. abbiamo inventato uno spazio collettivo ma poi non lo usiamo come dovremmo, continuiamo a usare il meccanismo della delega: tanto c’è franco che scrive, c’è lui che ha la foga di farsi notare…

    Arminio

    8 maggio 2010 at 12:12 pm

  14. Poesia per Franco

    Se l’arte è una dura sostanza, percorrila in silenzio.
    Non troverai nessun uomo
    in fondo ad aspettarti.
    Né troverai l’ulivo della tua pace migliore.
    Se l’arte è profonda come tua madre,
    ascoltala in silenzio: è lì che si muore.
    A.Merini

    marisa

    8 maggio 2010 at 4:57 pm

  15. ALDA MERINI Splendida poetessa. Amica delle nostre follie. Grazie Marisa. Un abbraccio Edda

    Edda Canali

    8 maggio 2010 at 6:44 pm

  16. @ marisa con rispetto: scrivila tu una poesia, non importa come viene, che senso ha citare cose di altri? io non sopporto più il vezzo di voler rinforzare il proprio pensiero appoggiandosi a quello di autori più o meno blasonati. si finisce solo per svuotare il proprio pensiero. prima lo facevo spesso anch’io…e poi è un chiaro connotato dell’intellettualoide inutile, figura molto diffusa in italia

    sergio gioia

    8 maggio 2010 at 11:49 pm

  17. sergio con marisa ti sbagli …..forse per eccesso di amore…. ti sbagli nel merito nel ricordare il senso profondo e intimo dell’arte e anche nell’uso di un tono e un linguaggio duro che non è il tuo…..tu sei ben altro che questi tuoi umori solidi ed antiintellettuali….
    mauro

    Mauro Orlando

    9 maggio 2010 at 7:20 am

  18. …non c’è giustizia, sapete, negli occhi degli uomini: e prima di conoscere a fondo l’animo di una persona, la si odia solo a vederla, senza aver ricevuto un torto…

    Medea, Euripide

    marisa

    9 maggio 2010 at 9:18 am

  19. grazie marisa
    e una piccola tirata di orecchi a sergio
    che in questo caso coglie un problema vero ma lo attribuisce alla persona sbagliata.
    penso che la latitanza degli amici stia diventando insopportabile, penso che dopo cairano riprenderemo l’avventura con un altro equipaggio

    Arminio

    9 maggio 2010 at 10:39 am

  20. Io non sono latitante, che brutta parola peraltro. Nè pentito, per rimanere in tema.
    Ma, problemi personale a parte – si sa, ne abbiamo tutti – ho perso, quasi di colpo, il senso del cammino.
    Abbiamo dato appuntamento ai sindaci a Cairano, a quello di Calitri in particolare. Nel frattempo li attacchi(amo) – per tenerli in allenamento? – invece di fare quello che ci competeva, cioè arrivare a Cairano come soggetto formalizzato (la cosa che mi interessa meno) ma soprattutto come soggetto con le idee chiare (la cosa che mi interessa di più).
    E’ del tutto evidente da questo ultimo mese che se accenniamo solo a definire la visione di CP non ne usciamo vivi.

    paolo

    9 maggio 2010 at 11:23 am

  21. paolo ma che dici?
    la verità è che c’è troppa avarizia in giro, magari lo scrivo in un post a parte

    Arminio

    9 maggio 2010 at 11:36 am

  22. oi marì oi marì ( hai visto, cito una canzone), che c’entra l’odio? se proprio ti dovevi appoggiare un’altra volta a un auctor potevi almeno scegliere una citazione più adatta…comunque scrivi ancora sul blog, scrivi quello che ti pare, basta che non ti impermalisci…i più assidui e fedeli a questo blog hanno un alto quoziente di tolleranza a insulti, critiche anche distruttive…sai com’è, noi ci siamo irrobustiti anche così, tu non fuggire al primo diniego…eh eh

    sergio gioia

    9 maggio 2010 at 9:06 pm

  23. Paolo, le idee che ci sono nel programma di cairano sono molto chiare. tu, come tutti, puoi sempre e ancora sempre dare il tuo contributo. il resto verrà, Paolo, ma ciò che serve perché venga è il furore,o, se vuoi chioamrlo in altro modo, l’esposizione, l’impegno. Tu lo sai bene. E’ su questa strada che camminiamo, in bilico, frantumati, provvisori, ma continuiamo a camminare dopotutto.Vieni a darci le tue mani e la tua mente.
    un abbraccio

    eldarin

    10 maggio 2010 at 9:36 pm


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