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RICORDANDO PEPPINO IMPASTATO

Il 9 maggio di trentadue anni fa, lo stesso giorno del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro assassinato dalle Br, (e la circostanza temporale è già sospetta) il corpo di Peppino Impastato veniva rinvenuto sui binari accanto a dei candelotti di dinamite, in una grottesca messinscena da finto attentato. In realtà era ed è un delitto politico-mafioso.

Vista la circostanza del rinvenimento del cadavere dell’onorevole Moro, i giornali riportarono solo vaghi e distratti trafiletti. Ci sono voluti anni e anni di tenacia e un bellissimo film, I CENTO PASSI,  per far emergere la verità su questa figura limpidissima di giovane uomo , figlio di un piccolo mafioso, impegnato senza tregua contro la Mafia , per assicurare spazi di libertà in un paese. Se fosse vivo,  Peppino Impastato avrebbe continuato a combattere in queste nostre ingrate dolci dure e tremende terre del sud. Da vero grande paesologo ante litteram. Ieri ho scoperto questa poesia di Natàlia Castaldi , a lui dedicata, nel dialetto della Sicilia orientale.

Ho un groppo alla gola. E’ bellissima.  La lingua madre sulle labbra dei poeti risuona di carne sangue e lacrime, perchè “quann’ u fangu chiovi tutt’a so vergogna pì cancellari u passaggiu – teneru – di nu ciuri” (quando il fango sprizza tutta la sua vergogna per cancellare il passaggio – tenero – di un fiore, quale è stata la vita di Peppino Impastato) è solo la lingua madre che può dare rappresentazione a tutta la forza del dolore. Sì, ho voglia di piangere. Viva Peppino Impastato! Grazie, Natàlia. (Salvatore D’Angelo)

SCURDARI E’ NA POCU COMU MURIRI

Pubblicato in Peppino Impastato da natàlia castaldi il 8 maggio 2010

 

di Natàlia Castaldi

 

Scurdari é na pocu comu muriri
è dìciri chi nun semu chiù ommini
chì nun n'avi 'mpurtanza
essiri masculi o fimmini
ma ricanusciri u veru du fausu
u beni cuntr' u mali
quann' u fangu chiovi tutt'a so vergogna
pì cancellari u passaggiu - teneru - di nu ciuri
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Written by soter54

12 maggio 2010 a 1:13 pm

Pubblicato su AUTORI

10 Risposte

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  1. grazie a te, Salvatore, per questo ricordo di Peppino
    la mia è una piccola poesia, ma lui era un vero poeta
    ti lascio un link ai suoi versi, che il 9 maggio ho pubblicato su Poetarum Silva
    eccolo
    http://poetarumsilva.wordpress.com/2010/05/08/peppino-impastato-poesie/

    un abbraccio e tanta gratitudine.
    n.

    natàlia castaldi

    12 maggio 2010 at 1:45 pm

  2. Hai ragione, Nàtalia, Peppino Impastato è un bravissimo poeta. E Negghia nella versione dei MARTA SUI TUBI E’ DAVVERO SPLENDIDA. Grazie a te, ho scoperto qualcosa di nuovo su Peppino, che mi era sfuggito. E la commozione è doppia.
    Invito i lettori di questo post a clkiccare sul link inseito da NC: ci sono cose molto belle.

    Salvatore D'Angelo

    12 maggio 2010 at 6:42 pm

  3. grazie Saldan <3

    natàlia castaldi

    12 maggio 2010 at 6:47 pm

  4. Negghia.
    Paisi antichi comu lu tempu
    -Paesi antichi come il tempo-
    fannu li vegghi a lu cori di la negghia
    -fanno la veglia al cuore della nebbia-
    ma li pinseri vonnu passari
    -ma i pensieri vogliono atraversarla-
    pi taliari se c’è un muru ca ni nega lu futuro
    -per vedere se c’è un muro lì a negarci il futuro-
    Comu furmichi senza abbentu
    -Come formiche senza avvento-
    chi carriànu lu furmentu
    -abituate a caricarsi indosso il frumento-
    ammuttamu sulu cu lui mani
    -ci facciamo carico con le sole nostre mani-
    suli trasi cu li mani
    -il sole entra con le mani-
    a negghia arrasi
    – e la nebbia si alza-
    Quannu spunta la matina
    -Quando spunta la mattina-
    accarizzi l’acquazzina
    -accarezzi l’acquazzina-
    e sta terra s’arrusbigghia
    -e questa terra si risveglia-
    e addiventa meravigghia
    -e diventa meraviglia-
    Quanti pinseri hannu circatu lu cori di la negghia
    -Quanti pensieri nel cuore di questa nebbia-
    quanti vrazza hannu pruvatu ad abbattiri stu muru
    -quante braccia hanno provato ad abbattere questo muro-
    quantu cori
    -quanto cuore- (quanto cuore…)

    ciao Salvatore.

    natàlia castaldi

    12 maggio 2010 at 7:03 pm

  5. Per chi volesse conoscere di più la poesia di Natàlia Castaldi, segnalo che è di recente uscito “Dialoghi con nessuno” un e- book ottimamente curato da Francesco Marotta per la biblioteca di Reb Stein. E’ scaricabile in pdf qui sotto :

    il link per scaricare il Pdf a cura di Francesco Marotta
    è http://rebstein.files.wordpress.com/2010/04/natalia-castaldi-dialoghi-con-nessuno.pdf

    Salvatore D'Angelo

    12 maggio 2010 at 7:06 pm

  6. Negghia, l’ascoltate qui :

    Salvatore D'Angelo

    12 maggio 2010 at 7:10 pm

  7. Grazie per averci ricordato Peppino Impastato, uno dei tanti giornalisti uccisi dalla mafia, come il nostro carissimo amico Mauro Rostagno. Grazie ancora.Un abbraccio. EDDA

    Edda Canali

    12 maggio 2010 at 7:31 pm

  8. grazie ad Edda, per aver sottolineato l’impegno di Peppino nel denunciare, facendo vero giornalismo…
    e ancora grazie a Salvatore per avermi portato in questo luogo che ha il profumo del tempo quando si poggia sulle cose e tutto sembra permanere.
    natàlia

    natàlia castaldi

    12 maggio 2010 at 9:33 pm

  9. Non ho capito come mai mi avete bloccato, come mai non posso più inserire commenti con il mio nome e con la mia e-mail. Non ho mai lanciato offese o fatto spam, allora forse qualcuno ha paura di quello che dico.
    PEPPINO IMPASTATO era un uomo che lottava per la LIBERTA’ DI ESPRESSIONE ! Lo esaltate ma forse dovreste imparare ancora tanto da lui.

    Luigi Capone,
    Nusco

    Irpinia Libera

    15 maggio 2010 at 3:59 pm

  10. @luigi capone

    nessuno ti blocca. E’ proprio il sistema spam di wordpress. Ci finisco spesso anch’io , che sono un postatore; ci finisce anche arminio, un po’ tutti; ne ho liberato parecchi. E non si tratta affatto di commenti con parolacce o segni che il sistema blocca automaticamente. Né, tantomeno, si tratta di censura voluta o preventiva.Forse, molto più semplicemente, è il sitema automatico di difesa da computer “portatori sani” di virus. Boh!

    Salvatore D'Angelo

    17 maggio 2010 at 11:40 pm


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