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cittadino onorario

metto qui l’articolo uscito stamattina sul mattino.  giovedi 20 maggio a bisaccia sarà conferita ad antonio la penna la cittadinanza onoraria.

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Avevo più volte accennato agli amministratori del mio paese di conferire ad Antonio La Penna una qualche forma di riconoscimento. Se si fosse trattato di un calciatore, di un cantante sicuramente la cittadinanza onoraria sarebbe arrivata assai prima. E invece arriva adesso che La Penna sta giusto a metà tra gli ottanta e i novant’anni. Ma il Professore di Bisaccia, il cui nome si lega sempre all’espressione “celebre latinista” non è affatto un uomo vecchio sebbene consideri la “vecchiaia un male ineluttabile”. Nelle nostre frequenti conversazioni telefoniche lui fa sempre cenno agli acciacchi dell’età, ma allo stesso tempo mi parla dei tanti suoi lavori in corso. Insomma, se pure di vecchiaia si tratta è certo una vecchiaia molto animata.

Nella nostra ultima telefonata ho avuto l’ardire di chiedergli se ha paura di morire. La sua risposta è stata che si sente pronto, che alla sua età ogni giorno è buono, ma non è per nulla terrorizzato dall’eventualità, nonostante i suoi “settant’anni di ateismo”. La Penna non è un conversatore facile. Parla a conati, spesso il suo eloquio si sovrappone a quello dell’interlocutore, come se lui seguisse un suo filo che poco si piega alle necessità della conversazione. Gli ho chiesto un giudizio sulla scuola, lui che per la scuola e nella scuola ha speso una vita intera (sull’argomento ha anche pubblicato un libro con Laterza). Il giudizio di La Penna è stato catastrofico e ascoltandolo pensavo alla mia esperienza di insegnante, pensavo che forse converrebbe chiuderle per qualche anno le scuole di ogni ordine e grado e aspettare che si riformi una vera sete di apprendere e che la scuola torni a essere considerato uno strumento di riscatto sociale e non un parcheggio per occupare le mattinate degli studenti. Ed è proprio lo studio la caratteristica principale del Professore. Quando gli ho chiesto se potendo tornare indietro rifarebbe tutto il suo percorso di studioso, mi ha detto che sceglierebbe un altro campo, magari la medicina, la matematica. Mi ha molto colpito questa risposta in un uomo che dallo studio della cultura antica ha ricevuto tante soddisfazioni. In questa risposta è contenuto anche molto del suo spirito. Più che al talento lui attribuisce al lavoro i prestigiosi riconoscimenti che ha ottenuto. Una capacità di lavoro straordinaria, sorretta certamente da una fortissima volontà di riscatto. Nascere ad Oscata da una famiglia di contadini non predispone certo a una vita facile. Prima nei paesi le persone provenienti dalle campagne spesso erano irrise. Qualcosa di simile deve essere accaduto all’inizio anche ad Avellino quando La Penna arrivò per frequentare il liceo Colletta. Fu quella una tappa intermedia nell’allontanamento dalla sua terra. Poi venne l’iscrizione alla Normale di Pisa e poi ancora l’insegnamento in quella scuola tanto illustre, unitamente all’Università di Firenze. Quando ci si chiede come mai La Penna abbia frequentato così poco l’Irpinia bisogna anche considerare che ha avuto pochissimo tempo libero. Il Professore mi ha detto che nel discorso che terrà a Bisaccia in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria, parlerà proprio del suo rimpianto di non aver fatto nulla per il suo paese. Ho provato a dirgli che neppure il paese ha fatto niente per lui, ma La Penna mi ha detto che questo era normale in una società culturalmente addormentata. Adesso il Professore ama parlare di un “risveglio culturale dell’Irpinia”. Lo stesso non si può dire dell’economia. Al riguardo è notevolmente pessimista. Per lui l’Irpinia è tagliata fuori dalle grandi direttrici dello sviluppo economico. Non mi pare che La Penna creda alla possibilità di un’economia della decrescita, un pensiero che se diventasse dominante porterebbe l’Irpinia a essere un luogo d’avanguardia. Quando gli chiedo un giudizio estetico sulla sua Bisaccia e sul paesaggio che lo circonda mi dà una risposta deludente. Il paese non lo colpisce per la sua bellezza e il paesaggio che preferisce è quello più verde dell’Irpinia d’occidente. Il Professore in questo conserva i parametri estetici con i quali sempre gli irpini nel passato hanno guardato la loro terra, parametri che però adesso stanno cambiando ed è un cambiamento da cui ovviamente sono esclusi quelli che vivono altrove. C’è anche da dire che La Penna è un uomo che ha vissuto a testa china, abbassato sui libri, protesto a scrutare il brusio vitalissimo che viene da una lingua lontana come il latino. Eccoci tornati all’inizio, La Penna non è un uomo vecchio, è un uomo antico. È un uomo che non ha partecipato alla pagliacciata planetaria che ha trasformato gli umani in creature spumose e posticce, chiuse nei loro egoismi, protese a cercare vie facili nonostante i tempi si facciamo sempre più difficili. Si possono ricavare tanti insegnamenti dall’altissimo magistero del latinista di Bisaccia. Forse quello fondamentale è riferibile al mondo contadino da cui proviene: non si può raccogliere senza aver seminato. Lui non ha mai smesso di spingere l’aratro della sua mente sul campo delle pagine. Difficile immaginarlo lontano da un bel libro, difficile pensare a una persona più inattuale, oggi che i libri belli sono scansati come se fossero la peste.

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Written by Arminio

16 maggio 2010 a 2:09 pm

7 Risposte

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  1. Ancora una meravigiosa sorpresa in questa sconosciuta Irpina, grazie Franco per averci fatto sapere di questa iniziativa così straordinaria. Con grande piacere rimandiamo la partenza per il “nostro profondo Nord”. Ci vediamo mercoledì a Nusco. Un abbraccio. EDDA

    Edda Canali

    16 maggio 2010 at 7:27 pm

  2. Mi è capitato varie volte all’università di imbattermi in libri suoi, prima degli esami di latino.
    Lo aspettiamo mercoledi a Nusco per la lectio magistralis !!!

    Luigi Capone

    Irpinia Libera

    17 maggio 2010 at 2:45 am

  3. La Penna è un esponente di quel filone culturale irpino che viene da lontano e che si è fatto apprezzare e riconoscere a livello nazionale: penso a De Sanctis, Dorso, Muscetta.
    Però chissà perchè si parla spesso dell’Irpinia come patria di politici e poco di queste personalità, e quelle poche volte che si rende omaggio a quei personaggi, quasi mai si ascolta il vero messaggio che hanno voluto lasciare.

    stefano

    17 maggio 2010 at 9:51 am

  4. … questa è l’irpinia che mi piace. Ci vediamo a nusco! Onoris causa

    Nanosecondo

    17 maggio 2010 at 4:08 pm

  5. Grazie,Franco!…Mi piace molto questo ritratto di Lapenna.

    Donato Salzarulo

    18 maggio 2010 at 7:42 am

  6. Mercoledì 19 maggio – ore 17,00
    Palazzo Vescovile – NUSCO

    Irpinia Turismo

    18 maggio 2010 at 1:45 pm

  7. Ottimo risultato, La Penna è un uomo libero e tenace, si è ricordato di me a Montemiletto (un po’ di anni fa); a Nusco è stato autentico e bravissimo, G.Calabrese

    Gaetano Calabrese

    23 maggio 2010 at 8:53 am


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