COMUNITA' PROVVISORIA

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il liceo colletta, da avellino al goleto

La soddisfazione per la visita è stata unanime; professori e alunni hanno condiviso il piacere di sorprendersi della ricchezza dei luoghi che ci circondano e della professionalità irpina.
Tutti gli alunni hanno lavorato al ritorno su una traccia data da me per focalizzare meglio i diversi spunti scaturiti dalla visita: il concetto di restauro, di conservazione, la storia del sito, la legislazione. Molti lavori sono risultati interessanti, alcuni hanno rielaborato le tue parole avendole o trascritte al momento o registrate!!!!.
Alcuni alunni hanno anche scritto delle brevi note inerenti le proprie emozioni o impressioni sulla giornata trascorsa, tra questi ho scelto i testi di due alunne come testimonianza simpatica della bella giornata trascorsa.

 

Ti invio anche la foto di gruppo che mi dicono è stata dagli alunni messa su facebook…
Un saluto e ancora un grazie
Patrizia 

Brevi note a margine della visita del 22-04-2010

  • Testo di Sara Zeccardo IB

E’ stata una affascinantissima gita alla riscoperta di luoghi della tradizione storica irpina. Un’Irpinia che è attualmente ancora sottovalutata dal turismo campano, ma che in realtà pullula di attrazioni e suggestioni storiche e culturali. Mai avrei immaginato di poter ricavare tanto da una visita guidata breve ma molto intensa.

La mattinata è iniziata con la visita al Goleto, splendida Abbazia, che risale addirittura agli inzia del XII secolo e che è testimonianza di più periodi storici.

L’incontro con l’architetto Verderosa e con i due padri dell’ordine dei Piccoli Fratelli ci ha aiutato a comprendere le varie fasi storiche cui è stato oggetto questo luogo di culto, per un lungo periodo abbandonato a se stesso poi ripreso attraverso vari restauri che hanno consentito la buona conservazione di un monumento straordinario.

Al silenzio che regna nell’Abbazia e alla sacralità che lo accompagna si contrappone il gusto del mistero delle opere d’arte che nonostante l’usura del tempo, il vandalismo e il susseguirsi di  terremoti, ancora oggi possiamo ammirare. Quali la Torre Febronia di arte romanica, la cappella funeraria e la cappella di San Luca di gusto tipicamente gotico, con le figurazioni simboliche aventi come soggetto gli animali.

Lo stesso mistero accompagna la Mefite che ha da secoli affascinato le menti umane, sede prima di un tempio e di un oracolo , poi di una Chiesa Mariana.

Bellissima e piacevolissima, infine, la passeggiata  per il borgo antico di Rocca San Felice.
 

I “Commentarii” della mia visita guidata

  • Testo di Mariaelena Valentino IIB

Armati di borse, ombrelli, merendine e chi più ne ha più ne metta, giungiamo , dopo aver sbagliato strada per mancanza di indicazioni, alla Abbazia del Goleto.

Nostro Virgilio un architetto, lui stesso impegnato nel restauro dell’edificio. Prima di entrare sosta al bar. In seguito, come lucertole al sole, ci incamminiamo già “stanchi” verso l’Abbazia, un edificio intriso di vita, di tranquillità e di serenità. Entriamo: un cartello con su scritto SILENZIO.

E’ strana la sensazione – difficile da riportare su un foglio- da me provata nell’entrare e nel guardarmi intorno; chiedevo a me stessa : “ mai possibile che a pochi chilometri da casa ci sia un posto fantastico come questo?”. L’aria stessa sembrava diversa da quella della nostra città.

“PAX”: questa la sensazione inebriante che ho provato nel visitare, nell’entrare in questo mondo quasi fatato di pietra, di verde, di tre uomini – fratelli che godono di questo bene che è l’Abbazia, di “alleluia” intonate sublimemente.

Poche le persone a visitarla: tutti corrono e si affollano nella “colosseiana” Roma, altri nella romantica Parigi, altri ancora vanno in Toscana alla ricerca della serenità, per fare un esempio.

Non ci rendiamo conto dei beni che ci circondano, anzi alle volte oltre che dimenticarli vogliamo anche disfarcene, per cosa? Per superficialità.

E’ difficile trovare persone come il nostro architetto –restauratore che si danno da fare non per smantellare e ricostruire, ma per restaurare e conservare la nostra storia.

De nihilo, dal nulla – come affermava Lucrezio- non nasce nulla: oggi infatti si smantellano vecchi edifici per dare “vita” a dei nuovi che però non hanno storia, non hanno sangue, né lavoro, né fatica nelle loro mura.

 L’Abbazia del Goleto è storia, la nostra, e dobbiamo difenderla.

Di certo importante –anzi fondamentale- è stato l’operato del nostro Virgilio – inverde, in tinta con l’ambiente- ma questo sarà nullo se non giustamente sostenuto.

Tante le cose da dire sulla bellezza dell’Abbazia che affascina e cattura gli occhi, l’anima e il cuore. Finita la visita , la stanchezza iniziale è ormai svanita – dopo tanta bellezza- non poteva mancare una foto di gruppo per immortalare la nostra emozionante visita “Irpina” – forse la più bella. Ed è al cheese di questa foto che, sorridenti, salutiamo l’Abbazia, già con la nostalgia nel cuore; il giorno dopo si ritornerà alla vita frenetica di sempre, anche con gioia.

Homo homini deus: questa la vita dell’Abbazia, questo un mondo e un modo di vivere dimenticato.

– – – – –

– – – – –

I nostri ragazzi continuano a fare gite inutili a Rimini e dintorni; viaggi in bus stancanti, un giorno ad andare ed uno a tornare; la gita si riduce ad alberghetti di infima categoria e a due serate in discoteca;  hanno ancora senso questi viaggi d’ istruzione ?

Ecco allora l’inversione di tendenza delle 2 classi del  Liceo Classico Colletta di Avellino. Un’ora di bus e si apre un’altra Irpinia …

Forse un pò di sano turismo scolastico non farebbe male alle nostre terre; siamo a due ore da Napoli, Caserta, Salerno, Bari, Foggia : un complesso metropolitano di 6 milioni di abitanti; una popolazione scolastica di 500.000 ragazzi !

Vogliamo adoperarci ?

f.to : VIRGILIO

p.s.: “l’aria stessa sembrava diversa … “

p.p.s.: Grazie a Patrizia, architetto, docente al Liceo di Avellino

 

 

 

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Written by A_ve

16 maggio 2010 a 8:22 pm

9 Risposte

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  1. è bello vedere che un Liceo di Avellino decida di scegliere l’Irpinia per la sua gita primaverile invece delle solite, abusate, mete. Il Goleto è uno dei nostri gioielli.
    grazie, Angelo.
    e.

    eldarin

    17 maggio 2010 at 6:37 am

  2. Spero che questa arricchente ed intensa esperienza vissuta da alunni ed insegnanti sia di ESEMPIO agli altri Direttori Didattici Irpini e non solo. Noi, nel “nostro profondo Nord” cercheremo, in ogni occasione, di proporre questi viaggi in una parte d’Italia completamente sconosciuta e meravigliosa.
    Grazie Angelo. Un abbraccio Edda

    Edda Canali

    17 maggio 2010 at 9:44 am

  3. Angelo, grande Angelo, stamattina mi sono emozionato a leggere quanto scritto da queste due ragazze, alle quali va tutto il mio apprezzamento per le belle sensazioni che hanno saputo trasmettere negli scritti pubblicati sul blog. La prima considerazione che mi viene spontanea è che abbiamo bisogno che il blog venga frequentato da giovani, studenti, operai o disoccupati. Maria Elena e Sara nella loro semplicità hanno posto l’accento sulle bellezze della nostra terra, bellezze nascoste, volutamente sottaciute, quasi come i gioielli di famiglia che si mostrano solo ad amici e parenti. L’Irpinia è terra avara, terra disruttiva, ma è terra vera. L’Irpinia merita i complimenti di chi la conosce, solo chi la amministra, purtroppo, dà per scontato che questa terra è bella. In questi ultimi dieci anni sono stati spesi tantissimi soldi per lo sviluppo del turismo. Soldi a cascata che hanno irrorato solo le tasche di compari e comparielli che non hanno portato alcun aumento di presenze con pernottamento, manifestazioni travestite da sagre in cui si è dato solo la possibilità ai produttori ed agli ambulanti di fare affari d’oro, ed è anche giusto, non voglio essere frainteso, ma ritorno per il territorio meno di niente. Io sono un consulente turistico, opero da dieci anni con una agenzia di viaggio e nel mio piccolo mi occupo di incoming, ma vi assicuro che è difficile portare turisti in Irpinia. In primis Avellino è a tutt’oggi difficilmente raggiungibile in treno, Non abbiamo collegamenti diretti su binari nè con la costa, Salerno o Napoli, non siamo capaci di far affermare un brand che veicoli chiaramente le potenzialità di questa terra, l’Irinia non puiò e nomn deve essere una meretrice a disposizione di chiunque voglia raggiungerne i boschi per poi lasciare immondizia e devastazioni dappertutto. Abbiamo una ricchezza fondamentale per la vita che è l’acqua, facciamo acqua da tutte le parti, eppure le nostre sorgenti ed i nostri corsi d’acqua sono presi d’assalto da sfruttatori avidi che non dedicano alcun rispetto alla quantità minima di acqua che deve scorrere dalle sorgenti affinchè un fiume non venga danneggiato nel suo delicato eco sistema, in nessun posto si captano le acque direttamente alle sorgenti. Il verde che caratterizza la nostra Irpinia è una ricchezza infinita, ma se conntinuaiamo a prelevare acqua alle sorgenti diventeremo aridi come l’animo di chi non riesce a vedere questi sconci. Bisogna che sano proprio le scuole a farsi portavoci di una campagna contro il prelievo indiscriminato delle nostre acque. Per non parlare poi delle energie rinnovabili, dei lupi travestiti da pecore stanno assalendo le bellissime colline altirpine. I signori del progresso impiantano questi mostri alti 60 metri, imbruttendo il paesaggio e pochi sanno che questi mostri non produrranno nulla, solo inquinamento e campi magnetici, sotto le pale non cresce più erba, e se si scava non si trovano neanche vermi. Se le pale non sono collegate ad una rete l’energia prodotta rimane un miraggio, il busuiniss è solo nei finanziamenti che le multinazionali si assicurano per impaiantare le pale che tra qualche anno dovranno essere demolite e riciclate e qui viene il bello … dove le porteremo ??? Sarà fatta una mega discarica … intanto i signori dell’energia pulita si fottono fior di quattrini e i nostri contadini vengono accontentati con fitti ridicoli. Comunque credo di avere divagato, ma i ragaxzzi, gli studenti, devono sapere quesrtem cose, questa terra un giorno sarà gestita da loro e spero, veramente spero che siano più intelligenti e attenti di noi.

    giovanni ventre

    17 maggio 2010 at 10:13 am

  4. non dimentico che il mio primo incontro con la “comunità provvisoria” è avvenuta nello spirito di recuperata e moderna sacralità del Goleto insieme ad un mio amico ‘bostoniano’…… meravigliato ed orgoglioso delle sue origini irpine….Angelo forse se lo ricorderà ….è stato anche il nostro primo incontro che si è poi consolidato nell’amicizia e nello spirito ‘comunitario’ che spero abbia contagiato anche i giovani liceali irpini-di-città
    mauro

    mercuzio

    17 maggio 2010 at 11:14 am

  5. Caro Mauro, anche il mio, un anno dopo (fine 2008), e sempre grazie ad Angelo in occasione del primo incontro di architettura….itinerante!!!

    Bella iniziativa e che ce ne possano essere tante!!!
    complimenti ad Angelo

    Agostino

    18 maggio 2010 at 1:53 pm

  6. oggi di passaggio per roma vedevo tantissimi turisti!
    in quel casino di carcasse e carne
    non è agevole ammirare le bellezze della città eterna.
    qui da noi viene ancora pochissima gente.
    il turismo di cui parliamo noi comunque ha un futuro
    e il goleto sarà un luogo molto ricercato.

    Arminio

    18 maggio 2010 at 10:26 pm

  7. La riscoperta del territorio irpino attraverso anche l’istituto delle gite scolastiche è segno che qualcosa sta cambiando.Voglio augurami che sia solo l’inizio di un percorso che veda un pò tutti protagonisti della rivalutazione delle bellezze naturalistiche,paesagiste,storiche,artistiche,architettoniche che questa terra ,senza falsi sentamentalismi,esprime e che non ha niente da invidiare alla più fortunata Umbria i cui amministratori abili e lungimiranti ne hanno decretato lo sviluppo puntanto su quegli elementi che solo oggi sembrano svelarsi a noi abitanti di questa terra bellissima , per anni colonizzata da politici locali votati al malaffare con l’uso spegiudicato del clientelismo che ci ha schiavizzato e reso impotenti.

    Fiorella Delli Gatti(assessore cultura comune di Nusco)

    Fiorella Delli Gatti

    19 maggio 2010 at 8:24 am

  8. il problema principale, a mio avviso, resta quello di avere amministratori locali (nella maggior parte dei casi) totalmente inadeguati e senza alcun talento politico……… complimenti all’assessore alla cultura comune di nusco….

    luciano

    19 maggio 2010 at 12:18 pm

  9. Esatto! COMPLIMENTI ALL’ASSESSORE ALLA CULTURA DI NUSCO. Un abbraccio. Edda

    Edda Canali

    24 maggio 2010 at 7:05 pm


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