COMUNITA' PROVVISORIA

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Una nuova politica per “una vita tollerabile” e “il diritto alla salute”

 

“ Se ormai ogni politica ha per scopo di rendere la vita tollerabile al maggior  di uomini possibile, bisogna lasciare che essi determinano anche che cosa intendano per vita tollerabile” F. Nietzsche

 Ieri a Bisaccia si sono poste le basi di un possibile nuovo spazio di esercizio della democrazia  che parte dalle esigenze naturali di difesa dei diritti essenziali ad una “vita tollerabile”.Il diritto alla salute è uno di questi che tocca tutti i componenti della società nelle sue articolazioni trasversali e non verticali. Noi che stiamo proponedo a fatica  un recupero di senso alla abusata parola “Comunità” come un insieme dinamico e passionale individuali relazionate in reti virtuali e reali di responsabilità,sentimenti  e passioni siamo non solo presenti ma protaginisti e attivi. Come dice Eric Hobsbawm la globalizzazione è nemica della politica. Esiste il rischio concreto di una ulteriore degrado e crisi profonda della democrazia rappresentativa.A noi non basta più la denuncia e non possiamo permetterci il lusso del disincanto e della inattualità intellettualistica.E meno che meno nella comoda deriva dell’antipolitica.Anche se  questa consapevolezza risulta spesso assente nel dibattito concreto della politica e si discute essenzialmente  se non unicamente di tecniche e procedure elettorali o di promozione di nuove  capacità manageriali anche per la tecnica politica,di compatibilità economiche e di “rami secchi” che tengono in nessun conto della vita concreta delle persone. La politica ,però, se declinata in generale idealità e in astrazione o concretezza ragionieristica sarà la vittima di tali previsioni teoriche se non ricostruisce gli spazi della partecipazione e la riqualificazione della rappresentanza della società.Occorre una strategia consapevole, una fortissima determinazione, una lucidità di analisi e di prospettive.

Non bastano piccoli ,capaci e illuminati nuovi  gruppi dirigenti per nulla collegati ai problemi della società e al cuore e al sangue delle pèersone in carne ed ossa.La nuova società ….anche delle zone appenniniche appenniniche, è condizionata da profondi mutamenti sociali nell’Italia postfordista con lo sviluppo della comunicazione, la finianziarizzazione dell’economia,  le sofferenze o crisi evolutiva della rappresentanza politica, le novità sociali di oggi  (reti e senso di connessioni e quelle che si prospettano con il nuovo decennio  digitale).Tutti questi fenomeni  socio-economici rappresentano opportunità e insidie per la difesa o il recupero della cittadinanza ,della consapevolezza ,dell’impegno personale  e la salvaguardia e la valorizzazione attiva e propositiva  dell’opinone pubblica nel suo complesso.La nuova società indubbiamente produce più domande e opportunità sociali che non prendono ,fisiologicamente e necessariamente,  la “via politica” toutcourt.All’accellerazione spontanea ed incontrollata della “globalizzazione” della cultura ,dell’economia e della politica  ha di fatto dato senso all’aforisma di Negroponte“ Agire localmente, pensare globalmente” .Sapendo che le diseguaglianze non sono più solo economiche e sociali, ma di  differente “status di cittadinanza”, intesa non solo come complesso di diritti conferiti ai membri di una comunità sociali dalle Costituzioni ma come concreto posizionamento sociale dell’individuo rispetto al sistema delle opportunità e dei diritti. Non c’è più solo da difendere o da promuovere una libertà “di”, o “da” ma soprattutto una libertà “per” la propria realizzazione culturale, economica e politica a partire  da diritto ad una “vita tollerabile” che rimette in discussione l’alienazione  economicistica  del  diritto alla “salute”, all’ aria  ,l’acqua e la terra  come diritti inalienabile delle persone .E’ questa la base di partenza o di arrivo di un nuovo movimento che partendo da Bisaccia  possa contaminare e coinvolgere l’intera Irpinia  che subisce una marginalizzazione economica e politica  come l’ultima delle possibili sue dannazioni e catastrofe naturali e politiche.

mauro orlando

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Written by Mercuzio

17 maggio 2010 a 8:26 am

Pubblicato su AUTORI

5 Risposte

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  1. Caro Mauro, il tuo discorso non fa una grinza e lo condivido. Ecco, la lotta per la salute, la salvaguardia del diritto all’aria, all’acqua, alla terra è ormai “la linea del Piave” sulla quale o si vive o si è definitivamente morti e arresi senza rimedio ai “modelli che funzionano>” e che, globalmente pensando, ci stanno portando al disastro umano e geoambientale (è starordinario come sulla grande catastrofe del Golfo del Messico, dove si vocifera di possibili usi di “bombe nucleari controllate” per porre rimedio a una catastrofe che altro non ha alla base che l’ignobile asservimento al “mammona” del profitto dei signori dell’economia “finanziarizzata”, nessuno dei cosiddetti “intellettuali” alzi la voce ). Si sta privatizzando l’acqua (che da qui a poco sarà un bene sempre più scarso, per l’uso dissennato delle fonti ), e ci si ritrova col solo padre Alex Zanotelli che fa sentire alta la sua voce, nel deserto de3lla comunicazione, per altro. Si sta privatizzando sempre più il diritto alla salute e ci si ritrova con pochi e isolati “combattenti” ( tra questi metto Franco Arminio), che cercano di “agire localmente” e fare fino in fondo il loro dovere di intellettuali testimoni delle verità che si cerca di nascondere… E allora, la domanda è, a proposito di agire locale : DOVE SONO GLI INTELLETTUAL-INI esaltatori dei “modelli che funzionano? Dove sono gli intellettuali che ci accusavano di vandea neoleghista? Sono forse tutti presi dalle loro carrier-ine ? E non vedono quello che sta accadendo? Dov’è – localmente parlando – la loro voce?…..

    Salvatore D'Angelo

    17 maggio 2010 at 10:05 am

  2. Ritorno al punto zero !

    La terra è semplicemente incinta deve pratorire il nuovo uomo, adesso è sala travaglia.., non è meglio che non facciamo niente. Tanto ci penserà lei, vedrete.

    Noi adesso possiamo solo diventare tutti uomini di medicina e prenderci cura dei nostri mali.

    Divisioni o altro saranno superate, il nuovo uomo abiterà la terra, al di la di noi e di tutte le nostre malattie.

    Non serviranno neppure ospedali come li abbiamo pensati fino ad oggi. Ognuno si prenderà cura di se e degli altri in casa propria.

    L’acqua scorrerà libera perchè come l’uomo è sacra, insieme all’aria ed al vento.

    La polis sarà un momento di condivisione di tutti e le decisioni saranno assunte da tutti nelle comunità che si creeranno.

    Cairano sarà l’isocal che non c’è e l’irpinia e la maiella accoglieranno pellegrini che verranno da altre parti.

    Di cosa ci possiamo lamentare adesso? Continueremo ad essere comunitari provvisori.

    nanos

    NANOSECONDO

    17 maggio 2010 at 12:51 pm

  3. caro mauro
    poi nel pomeriggio abbiamo fatto un’assemblea molto affollata che è durata quasi tre ore.
    adesso sono al nord
    ma domani mi ripiombo a sud. penso che faremo cose clamorose. ovviamente l’ospedale di bisaccia è solo un simbolo dello smantellamento in atto.
    concordo con salvatore: dove sono gli intellettuali?
    io sto qi a lavoro, alle tre di notte
    e domani mi attende una giornata durissima. nei prossimi giorni credo che toccherà anche a me iniziare lo sciopero della fame.

    arminio

    18 maggio 2010 at 1:55 am

  4. “ecco oggi abbiamo bisogno di nuovo di prenderci cura non solo noi ma anche prenderci cura delle strutture socio-sanitarie debutate alla tutela della nostra salute” preferisco questo ‘enzo’ quando si sveste da ‘nanos’ dei suoi travestimenti materiali,linguistici e logici che necessariamente diventano armature ideologiche.
    “Prendersi cura delle ‘case di cura’” è un atto eminentemente politico ….la natura ,la medicina,l’uomo nuovo universale sono solo ipostasi dei nostri limiti e paure della morte e non partoririranno necessariamente cose buone, cose belle,cose giuste se non attraverso il pensiero e le azioni dei singoli uomini.A noi il compito di prederci cura di noi stessi, delle case ,ospedali,comunità,polis che noi stessi costruiamo e governiamo……bene o male non per acquisire o accumulare poteri ma esercitare diritti e doveri….
    mauro

    mercuzio

    18 maggio 2010 at 7:43 am

  5. martedì 18 maggio 2010
    “MI SPIEGHI IL DOLORE?”
    MI SPIEGHI IL DOLORE?

    Un po’ di tempo fa un uomo di 48 anni mi chiese : “mi spieghi il dolore?”

    “Sai – gli risposi – il dolore è come il rompersi del guscio di un seme di una pianta, di un fiore. Esso racchiude tutta la comprensione del suo essere, il seme è un essere in movimento verso la luce.

    Come il nocciolo di un frutto deve rompersi affinché il suo cuore sia esposto al sole, solo così puoi conoscere il tuo essere il tuo “se” ..(si hai capito bene congiunzione..nessuna affermazione!).

    Ecco se solo potrai conservare nel tuo cuore lo stupore e la meraviglia per i miracoli quotidiani della vita, il dolore allora non ti sembrerà meno meraviglioso della gioia perché esso si muoverà sempre verso il sole. E’ come aprire una finestra al nuovo giorno.

    Sai molto dolore è da noi stessi scelto. E’ l’amara pozione con cui il medico che sta in noi può guarire l’infermo che è anche in te.

    Il dolore è anche farsi attraversare da esso come un colabrodo; è un po’ morire prima, per non morire cosicente del fatto che la mano del medico interiore è guidata dall’invisibile che non appare sempre ai nostri occhi.

    E, la coppa che ti porge, benché possa a volte bruciare le tue labbra, è fatta con la stessa creta del vaso dove anch’io ho piantato i mie semi e li ho innaffiati con le lacrime.

    Sai! Anch’io me lo sono costruito da solo il mio vaso e l’ho inumidito con queste lacrime che ancora scendono come goccie di pioggia che lavano la strada. Sai c’è sempre più bisogno di perdere l’idea della nostra vita di dolore e liberare, “pulire” la nostra mente dal suo potere.

    Solo così si può rinascere veramente e abbracciare il mondo. Come? Desiderando di entrare nella sfera dell’amore incondizionato dove si potrà essere in perfetta pace e libertà.

    Sai Mercuzio è il mio angelo custode. E’ l’angelo dell’innamoramento, lui ha il compito di togliere agli uomini il peso del loro passato.

    L’innamoramento è un’esperienza di liberazione del passato e di rinascita.

    Per questo ti auguro di vedere sempre in chi sembra ostile un altro aspetto di Te. Per questo Ti auguro amore, per scoprire e creare ogni mattina, aprendo la finestra della tua vita, infiniti cieli azzurri colorando il tuo mondo con un fiore ed un sorriso.

    E lui.. “Come ti chiami?”… mi chiese.

    Ed io: “IO SONO … un Clown … mi chiamo Nanosecondo.”

    E, lui: “E’ stato bello conoscerti, io mi chiamo … Enzo”.

    Arrivederci,…. arrivederci….

    (alcuni brani sono liberamente tratti da IL PROFETA di Kahil Gibran)

    NANOSECONDO

    18 maggio 2010 at 10:13 am


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