COMUNITA' PROVVISORIA

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giovanni

RESTARE

 

Sotto sotto son brigante

della terra vero amante

come un fiume la mia vita

 cerca ogni or una via d’uscita

 

Questi luoghi abbandonati

non si sentono più amati

come donne maltrattate

 quante croci han sopportato

 

Diamo loro una carezza

 fomentiamo una speranza

 occupiamo questi luoghi

 non con spada ma con danza

 

Il Formicoso è bello assai

 grano e vento non mancan mai

  noi portiamo un po’ di sole

 e il profumo delle viole

 

Nella terra dell’accidia

c’è chi grida vita vita

provvisoria è la comunità

 di chi soffre ma resta qua

 

Giovanni Ventre

Questa è dedicata alle giornate della cicoria

LA CICORIA E LA SPERANZA

 

Nella terra dei briganti

 eravamo veramente tanti

 Monteverde e il suo castello

era tutto così bello

 

Poi al lago siamo andati

 e sull’erba siamo stati

Pizze chiene, sausicchi e Aglianico

 questo è stato un buon viatico

 

La domenica mattina

 il Museo e la Badia

con la quercia millenaria

a vederci a testa in aria

 

Ecco siamo alla masseria

 una enorme verde  via 

la cicoria in bella vista

 cucina antica che va rivista

 

Ora arriva anche Virginio

 la tammorra è il suo pallino

tutti in cerchio ad ascoltare

 poi l’applauso è corale

 

Siamo al fine della battaglia

 anche l’asina ora raglia

 i saluti si fan pressanti

 ce ne andiamo tutti quanti

 

Bella è stata la compagnia

gente allegra e in sintonia

questa terra è una malia

la porti dentro anche quando vai via

 

Giovanni Ventre

 

 

 

Questa nasce dalla tristezza di passeggiate nei boschi abbandonati !!!

 

NEL BOSCO

 

Errando avanzo

nel bosco silente

ogni mio passo

rumore assordante

 

Lupi, carbonai e briganti

di qui ne son passati tanti

lunghe radici affioranti

intrecciate come amanti

 

Una verde radura

come mamma rassicura

 pecore al pascolo

 quiete sicura

 

Respira la vita

ascolta il tuo cuore

guardarsi intorno

cambiare umore

 

Sai bene d’altronde

di non essere immortale

 piccolo uomo

vorresti scappare

 

Sei buono  solo a parlare

 distruggi il creato

 per ottenere i tuoi agi

e viver beato

 

Ma tutto è sbagliato

non apprezzi più nulla

la vita che vivi

 è puerile e fasulla

 

Giovanni Ventre

 

 

Questa è dedicata al mio borgo natio e alla spensieratezza degli anni più belli

 

 

BELLIZZI

 

È qui che son nato

e qui son cresciuto,

 correndo per strada,

le frecce, la spada.

 

Novembre ha riposto

l’odore del mosto,

dicembre la neve,

Natale soave.

 

L’estate giù al fiume,

i bagni senza costume,

il campo sportivo

“Areto o palazzo”.

 

Di sera lo struscio

aspettavamo all’uscio

le ragazze altezzose

 truccate e graziose.

 

Nel campo isolato

 fave e ciliegie abbiamo rubato,

arriva il padrone,

ci nascondiamo in un covone.

 

Ciò più non avviene,

 è tutto cambiato,

i ragazzi di sera

 si fanno la pera.

 

Che bello era prima,

da sera a mattina

tra giochi innocenti

si viveva contenti.

 

Ti porto nel cuore,

qui ho vissuto il primo amore,

Il sangue si scalda, mi brillanno gli occhi,

Il nome Bellizzi di campana è rintocchi.

 

Ventre Giovanni

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Written by A_ve

19 maggio 2010 a 9:50 am

Pubblicato su AUTORI

16 Risposte

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  1. Questa è dedicata al mio borgo natio e alla spensieratezza degli anni più belli
    +1

    Ken Directory

    19 maggio 2010 at 4:55 pm

  2. che belle giovanni, hai veramente un animo gentile

    sergio gioia

    19 maggio 2010 at 8:48 pm

  3. grazie, sergio.

    giovanni ventre

    20 maggio 2010 at 9:08 am

  4. Bravo Giovanni, hai un bel gusto per la poesia ritmata a filastrocca (non a caso di origine popolare). Se mi permetti, io questa quartina la scriverei così, per mantenere inalterato il ritmo dell’ottonario :

    Nella terra dell’accidia

    c’è chi grida vita vita

    provvisoria comunità

    di chi soffre ma resta qua

    Salvatore D'Angelo

    20 maggio 2010 at 12:36 pm

  5. a cairano ci sarà modo di leggere anche questi versi

    Arminio

    20 maggio 2010 at 12:43 pm

  6. giovanni ti avevo conosciuto come una persona sensibile,intelligente e ricco di buoni e giusti sentimenti…ora ti scopro eccellente poeta ….continua a meravigliarmi..
    mauro

    mercuzio

    20 maggio 2010 at 12:55 pm

  7. siete tutti molto gentili, io scrivo poesie da una vita, poesie leggere come il mio essere, non ho mai voluto pubblicarne, quasi come fossero i miei pensieri più recondidi. @ salvatore, grazie, farò mio il suggerimento.

    giovanni ventre

    20 maggio 2010 at 2:19 pm

  8. Grande Giovanni…..
    ecco i talenti Irpini, da comunitario, a organizzatore, uomo del porco e della cicoria, irpino, dalla città alla campagna, con sensibilità, carattere, passione e ….poesia!!!!

    Agostino

    20 maggio 2010 at 8:55 pm

  9. Giovanni Amore mio, ma perchè ti sei sempre nascosto come poeta? Le tue gioiose poesie mi riportano alla mia infanzia felice, mi ricordano le filastrocche di mia nonna Maria. Hanno il buon sapore delle tue cicorie e del tuo formaggio fresco. Che allegrezza! Continua così. Un abbraccio. Edda

    Edda Canali

    21 maggio 2010 at 8:02 am

  10. mi commuovete, grazie a Edda, a Franco, e al mitico Agostino !!!

    giovanni ventre

    21 maggio 2010 at 1:59 pm

  11. Una piacevole sorpresa. Sono versi da mettere in musica. Magari a Cairano nel dopo cena. Saluti.

    mario perrotta

    21 maggio 2010 at 4:02 pm

  12. il poeta guardiano del Parco dell’Irpinia d’Oriente : Giovanni Ventre

    verderosa

    21 maggio 2010 at 7:27 pm

  13. Bentrovato Giovanni! complimenti e vai! G.Calabrese.

    Gaetano Calabrese

    23 maggio 2010 at 8:44 am

  14. grazie Angelo, tu sei come una carie, riesci sempre a toccare il nervo scoperto, ma piuttosto che dolore procuri gioia. Grazie per il ruolo che mi cuci addosso, io questo abito lo indosso volentieri, l’Irpinia d’Oriente ha bisogno di guardiani e di poeti, dobbiamo fare in modo che questa parte d’Italia non venga attaccata dal virus della distruzione a tutti i costi, dobbiamo far capire alla gente ed ai politici che le pale eoliche sono un grande bluff, imbruttiscono il territorio e generano inquinqamento e se non collegate in rete non producono alcuna energia. Diciamo ai proprietari dei terreni che quando dovranno dismettere le pale, l’onere della gestione dei rifiutio (cemento, resine ed alro) sarà un problema loro. Almeno diciamo loro di chiedere 200.000 euro l’anno ad ettaro di affitto visto che ogni pala se funziona in rete produce due milioni di euro l’anno.

    giovanni ventre

    24 maggio 2010 at 2:27 pm

  15. Ricevere i complimenti di Gaetano Calabrese è per me come per un calciatore vincere la Coppa dei Campioni. Grazie Gaetano, veramente grazie !!!

    giovanni ventre

    24 maggio 2010 at 2:28 pm

  16. Nice blog, congratulation, so keep at it.
    Thank you!

    David.

    Videos cristianos

    28 gennaio 2011 at 6:19 am


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