COMUNITA' PROVVISORIA

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LA POESIA NON E’ UNA COSA MORTA MA VIVE UNA VITA CLANDESTINA

OMAGGIO A EDOARDO SANGUINETI
 

 
(Genova 9.12.1930-18.5.2010)
 
 
 
 
BALLATA DELLE DONNE

 
Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.

Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.

Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.

Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.

Femmina penso, se penso l’umano
la mia compagna, ti prendo per mano.
 
 
 

QUATTRO HAIKU


 
Pagina bianca
come i tuoi minipiedi
di neve nuova.
 
 
È il primo vino:
calda schiuma che assaggio
sulla tua lingua.
 
 
L’acquario acceso
distribuisce le rane
tra le cisterne.
 
                                                  
Sessanta lune:
i petali di un haiku
nella tua bocca.
 
 
Riferimento: “Corollario 1992-1996”, Ed. Feltrinelli, 1997

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Written by soter54

20 maggio 2010 a 2:53 pm

Pubblicato su AUTORI

10 Risposte

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  1. Un grande del nostro tempo……doppiamnte offeso anche nella dolorosa dignità del suo morire da una mala sanità

    mercuzio

    20 maggio 2010 at 4:09 pm

  2. L’unica consolazione, gli era vicino la donna di tutta la sua vita, e dunque questi versi risuonano profetici :

    Perché la donna non è cielo, è terra
    carne di terra che non vuole guerra:
    è questa terra, che io fui seminato,
    vita ho vissuto che dentro ho piantato,
    qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
    la lunga notte che divento niente.

    Salvatore D'Angelo

    20 maggio 2010 at 5:22 pm

  3. …ed ecco quanto aveva dtto di recente l’autore di Laborynthus :

    Salvatore D'Angelo

    20 maggio 2010 at 5:44 pm

  4. Ho conosciuto Sanguinetti e sua moglie una sera che erano a cena da me a Berlino. Il giorno dopo mi ero offerto a fare da guida per una visita alla nuova citta´. Mi resi subito conto che non ero io a fare da guida, ma lui e la sua perspicace compagna.Mi mando´una cartolina di ringraziamento. Lo ricordero´come una persona di grande umanita´.

    giovanniluigipanzetta

    21 maggio 2010 at 1:44 am

  5. bravo salvatore. il nostro blog è stato uno dei pochi a ricordare sanguineti.

    Arminio

    21 maggio 2010 at 7:57 am

  6. Non ho amato tutta la poesia di Edoardo che ebbi la fortuna di conoscere nel 1977 ad Ottaviano dove venne a ritirare un premio organizzato dagli amici poeti Franco Capasso (che ci ha lasciati da qualche anno) e Ciro Vitiello. Ma ho amato tanta sua poesia. Come quella che ho riportato, in parte, sul mio blog (www.urraroblog.splinder.com.
    Ed ho amato la sua persona di grandissimo intellettuale, le sue battaglie (anche non condividendole tutte), la sua serietà, la sua dedizione totale alla cultura e alla poesia. Anch’io sto raccogliendo molte testimonianze tra le quali segnalo:
    1)”Edoardo Sanguineti, breve storia di un rivoluzionario che ha ‘scoperto’ la famiglia”: http://www.ilsussidiario.net/News/Cultura/2010/5/20/POESIA; l’articolo è di Uberto Motta;
    2)”Neanche nella sua poesia il materialista Sanguineti poté fare a meno di Dante”: http://www.ilsussidiario.net/News/Cultura/2010/5/20/LETTURE; l’articolo è di Laura Cioni;
    3) “La poesia che faceva rima con ideologia”: http://www.ilgiornale.it/cultura; l’articolo è di Giuseppe Conte;
    4) ” scomparso Edoardo Sanguineti, politico prestato alla poesia”: http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2010/mese/05/; l’articolo è di Niva Lorenzini;
    5)”Così Sanguineti cambiò il clima della poesia”: http://www.ilfoglio.it/soloqui/5181; l’articolo è di Alfonso Berardinelli;
    6)”Edoardo Sanguineti: il poeta della neoavanguardia che giocava col mondo”: La Repubblica di mercoledì 19 maggio 2010, pp.60-61: l’articolo è di Paolo Mauri.
    Raffaele Urraro.

    Raffaele Urraro

    21 maggio 2010 at 8:58 am

  7. anche qui: grazie Salvatore.

    natàlia castaldi

    21 maggio 2010 at 6:01 pm

  8. Per commemorare EDOARDO SANGUINETI mi avvalgo della facoltà della citazione:

    “DISTIROIDISMO

    sullo scheletro
    la funzione morforegolatrice anche sul tessuto connettivo
    sul sistema nervoso,
    anche
    i ricambi nonché la genesi termica regolata
    il clima
    e l’habitat, in cui azoto, idrati di carbonio, i lipoidi
    iodio
    nel viscere, nel tessuto tiroideo
    anche
    sudorazione, l’azione sul ricambio idrico
    Flaiani-Basedow, le lunghe eterne pisciate
    nel loculo,
    e segni di Stellwag o Moebius,
    convergenze di espressioni, come elaborati corrosi
    in movimento,
    il vizio,
    le coordinate stesse come tese, o vasodilatate
    parole con nodosità articolari, inclinate sillabe
    o spaccate, i sintagmi inferiori catabolici,
    con elevazione termica
    in sospensione, ai limiti metaforici
    la logorrea

    (23 gennaio ’74)
    a Edoardo Sanguineti “

    [da: V.S. Gaudio, Endocrinologos, in: Idem, Sindromi Stilistiche, Forum Quinta Generazione 1978: pag. 34]

    gaudio malaguzzi

    22 maggio 2010 at 11:40 am

  9. Grazie amici, “quando muore un poeta muore una parte di noi ma sta a noi farla rivivere nella memoria”.
    G.Calabrese.

    Gaetano Calabrese

    23 maggio 2010 at 8:26 am

  10. QUEL PARALONGILINEO MICROMORFO PATAFISICO
    di V.S. Gaudio

    Nell’Enciclopedia delle Scienze Anomale[FORSE QUENEAU, Bologna 1999], Sanguineti viene ricordato, più che per la cattedra di epigonologia all’Accademia degli Informi, per la “teoria del brancolamento” di cui al suo Giornalino 1973-1975,Torino, Einaudi 1976, che si può riassumere in un mondo in cui i Brancolanti si ritagliano sfilatini,pregustando il companatico delle lapidi future, che, se vogliamo,è patafisico anche questo, un po’ come vuole Jean Baudrillard, insomma non mi va di tirare dentro Laborintus né tantomeno andare a ripescare la mia Lebenswelt[da inviare a Edoardo Sanguineti,datata Pantano di Villapiana 1976, su S/Zdi Roland Barthes, Il Seminario su “La lettera rubata” di Jacques Lacan per averne indicazioni anche fisiologiche sul priapismo, che ebbe un’apparizione in rivista in “Fermenti”, credo(non me ne vorrà Carratoni se non cito il numero,visto che non riesco a trovarne copia)], che faceva parte del lotto, insieme a quella da inviare a Giuseppe Guglielmi,il “novissimo occluso”[Su L’amore dei sessi di Karl Jaspers, il Tantra Asana di Ajir Mookerjee, Ravi Kumar 1971, Roberta di Klossowsky per averne Décuplages], Andrea Zanzotto[sul giubilo trionfale delle oche leggendo Van Hout, O.Ducrot, Erik Stenius; è apparsa, mi pare, in “Lettera” la rivista che negli anni Settanta Spartaco Gamberini faceva a Cardiff], Giorgio Barberi Squarotti[sui miti Winnebago di cui a Paul Radin, i componenti semantici della deissi, “La coperta perduta” del volume XLII della Biblioteca delle Silerchie, 1960 Il Saggiatore], che non uscì nella plaquette de L’ARZANÀ, Torino 1981; mi tira invece questa collocazione nell’Enciclopedia Zanichelli citata, in cui, nella stessa pagina 75, dopo Breton, c’è la “teoria dei brevilinei e dei longilinei”, elaborata da Amintore Fanfani negli anni Trenta,che, sogghignate sogghignate, fa un tutt’uno, è patafisico,eh?, con la mia scheda riguardante Edoardo Sanguineti in “Bazar”[Alimentari, primizie,minuterie erotiche,surgelati, strumenti letterari, carni, bottiglieria, utensili, libri e corpi], Scaffale degli anni Settanta, pubblicato, di questo ho copia e la citazione è completa, Carratoni, nel numero 208 di “Fermenti”, Roma 1993: leggete un po’…

    #
    EDOARDO SANGUINETI.
    Poeta. Scrittore, anche e piuttosto nel senso di Roland Barthes. Bello. Stupendo corpo di fauno:lo proponiamo come “Poeta senza Vesti Indosso” per”Playboy”. Di lui(cioè del suo corpo) hanno detto: “Sessualmente deciso e positivo. Bel fisico,organi genitali potenti”(Gilbert Oakley); “[Sanguineti è] un fauno [che],seduto, lascia dall’uno e dall’altro braccio sfuggire ninfe(Stéphane Mallarmé); “[Sanguineti] guidava la danza corale delle ninfe nella notte,precedendo il mattino e guardando in giro dalle cime dei monti. Diverse storie d’amore si raccontano sul suo conto, in cui egli inseguiva ninfe, spesso con lo stesso risultato che aveva ottenuto Apollo con Daphne”(C.Kerényi). Il corpo sanguinetiano è un testo metafisico, nella accezione di Max Bense, in cui l’assurdo delle figure ridonda sulla pertinenza della connotazione e della denotazione fino a convertirla in impertinenza. Il corpo sanguinetiano è paradigma dello scetticismo e del cinismo: in ciò, stando a Karl Jaspers(cfr. L’amore dei sessi in La mia filosofia, Einaudi 1948), è profondamente erotico: esso esalta l’ebbrezza con una sorta di ludus amoris, quello joy d’amour della cortezia che contrasta la soddisfazione amorosa e che nel trovatore mistico Henry Suso è insieme gaudium e dolor.
    Il corpo del trovatore mistico Edoardo Sanguineti, come paradigma del dolor, ha un “indice di adiposità” magro, una faccia a trottola e un “indice di robustezza di Pignet” molto debole. E’ un longitipo deficiente in merito alla negatività della vita vegetativa: cioè un micromorfo paralongilineo con una sorta di oralità allampanata che ribalta il paradigma del dolor in gaudium.
    #

    gaudio malaguzzi

    23 maggio 2010 at 11:43 am


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