COMUNITA' PROVVISORIA

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la rivoluzione meridionale

stanotte mi sono riletto tutta la rivoluzione meridionale di guido dorso.

a parte la prosa un poco faticosa, il libro dell’avvocato irpino è molto attuale.

direi che cairano 7x è la nostra rivoluzione meridionale e direi anche che la comunità provvisoria deve essere ben presente nelle varie emergenze che si segnalano sul territorio.

siamo stati poco vicini a montaguto, isolato da quattro anni per una frana.

adesso spero che la battaglia di bisaccia venga compresa per quella che è: una prova di dignità dei piccoli paesi. mi aspetto dai sindaci e dai cittadini dell’irpinia d’oriente una risposta alta e senza indugi. siamo più vivi di quello che pensano altrove, è il momento di dimostrarlo.

armin

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Written by Arminio

20 maggio 2010 a 12:48 pm

Pubblicato su AUTORI

5 Risposte

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  1. Mi piace pensare a questi “esercizi di democrazia” nello spirito della poesia che pervade questa bella canzone di Fossati:

    mercuzio

    20 maggio 2010 at 3:52 pm

  2. In altro commento dicevo che mi piace la lotta, mi piace quando una comunità, un territorio lotta convinto per qualcosa che sente come fondamentale, come suo. Molto ha fatto Franco Arminio con la paesologia, con la visione paesologica come lente sulla vita nei piccoli paesi,visione ricca di suggestioni e di sbocchi “politici”. Io credo che sia necessario al nostro interno definire gli sbocchi di questa visione “paesologica”, o quanto meno che ciascuno di noi provi a “disegnare” cosa sia per lui la paesologia e l’azione della CP. Provo a dire la mia:
    Per me Paesologia si coniuga con economia della decrescita, con un sistema di reti locali su basi democratiche e sinergiche, su un’ identità “aperta”, democratica, antinazionalista, non PAESANOLOGICA. Che per affermarsi non ha bisogno di NEGARE l’altrui identità o di stimolare gli istinti e le angosce a fior di pelle in cerca del facile consenso. Che si ponga l’obiettivo, perchè no, di provare a disegnare un nuovo assetto territoriale, amministrativo, poltico e di qualità del vivere , all’interno di un’ Italia indivisibile e unita; un’ Italia fondata sui Comuni e sui territori, perchè questa è la sua vocazione bimillenaria . I Comuni non li ha inventati il “Carroccio leghista” per utilizzarli in senso razzista e reazionario contro gli immigrati e ogni diversità, ma sono il dato costituente della nostra penisola, a partire dalle citta stato della Magna Grecia ai territori federati . Fa tanta paura pensare una possibilità di cambiamento con metodi e basi nuove, aperte, democratiche, non violente, sganciate dalle logiche verticistiche per il potere ? Queste, in breve, le linee guida a cu in penso nel definire una nostra possibile azione, attraverso un’ organizzazione che faccia lavoro culturale e politico allo stesso tempo, con iniziative che abbiano tale tipo di sbocco, come risultato di un processo naturale.
    Ben venga la lotta per la salvaguardia dell’ospedale di Bisaccia e per riportare Montaguto fuori dall’isolamento. Anzi, queste lotte debbono essere di stimolo per pensare la “rete di lotte locali” (un po’ i cerchi intercomunicanti di Manitonquant sempre evocati da Nanos) che si interconnette, che agisce nel territorio ma non vede la propria identità contrapposta a quella altrui; al contrario, vede la propria riflessa nell’altrui, quale specchio che ha solo diverse sfumature, perchè ogni specchio ha una propria curvatura. Tali iniziative, debbono stimolarci a chiarire il dibattito al nostro interno, nella CP, sui temi proposti, pensare dei minimi comuni denominatori generali che ci tengano assieme con forza e convinzione, senza diplomazia, sviluppando sì le proprie sinergie, ma senza ipocrisie, guardando le contraddizioni della realtà e agendo per risolverle. Tutto ciò diventa ineluttabilmente un terreno “politico”. Io credo che con questo post Franco , oltre a stimolare la lotta per l’ospedale, ci stimola a riflttere anche in tal senso, su cosa sia e debba essere la lotta dei piccoli paesi.
    Non facciamo come quelli che scuotono gli alberi e gli altri raccolgono i frutti!…. Che ciascuno dica la sua senza remore.

    Salvatore D'Angelo

    20 maggio 2010 at 6:17 pm

  3. vengo da una lunghissima riunione. non è facile organizzare una lotta con gente che ci crede fino a un certo punto. forse è arrivato il momento che anche io amministri le mie energie, come fanno molti, darsi a oltranza non serve a scuotere, serve solo a stancarsi.

    Arminio

    20 maggio 2010 at 10:58 pm

  4. Caro Franco, personalmente ed anche pubblicamente ti ho detto molte volte che i “piccoli” risultati ottenibili dalla nostra azione politica sono possibili ed auspicabili solo se si agisce con “misura” con “gioia” con “leggerezza” con “equanimità” pensando sempre alla nostra “finitezza” sopratutto alla nostra “salute” fisica e mentale. Con l’affetto e la stima di sempre ti mando tanti bacini. Edda

    Edda Canali

    21 maggio 2010 at 7:49 am

  5. Caro Franco,
    godi della gioia che generi nei cuori, prenditi i nostri occhi attenti;ti sia carezza al pensiero la nostra pacca sulla spalla, e non dimenticare che la gratitudine vera è nella custodia dello sguardo sincero che sfida, Gaetano Calabrese, grato.

    Gaetano Calabrese

    23 maggio 2010 at 8:42 am


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