COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

l’onda della montagna

metto qui il pezzo uscito stamattina sul mattino. sono in viaggio, ma mai come in questo caso ho il cuore in irpinia. non mi pare che ci siano altri luoghi dove il mio lavoro possa avere più senso.

Non è la prima volta che a Bisaccia si fa una grande manifestazione popolare. In tempi come questi non è facile portare la gente in piazza. Ma il mio è un paese particolare, un paese che negli ultimi trent’anni ha avuto pochi giorni di pace. Prima il delirio della ricostruzione che ha svuotato il suggestivo centro antico e ha sparpagliato gli abitanti nell’orrenda zona nuova. Poi la storia della discarica, lunghissima e penosa e con un finale provvisoriamente felice. Adesso la vicenda dell’ospedale. Vicenda nuova, solo per chi ha poca memoria. In realtà la questione è vecchia, della chiusura dell’ospedale di Bisaccia si parla dall’inizio degli anni novanta. Tante assemblee, tante manifestazioni di protesta, eppure questa di oggi è stata veramente imponente e mossa da un soffio di gioventù che mi ha commosso. Sentire i ragazzi dell’Irpinia d’oriente intonare Bella ciao mi ha dato i brividi. Sono arrivati da tutti i paesi, sono arrivati con mezzi di fortuna a mostrare che l’Irpinia c’è ancora, che in questa terra c’è una traccia di passione civile che la vile stagione in corso non riesce a cancellare. Manifestazioni di questo tipo hanno un grande valore e solo i disincantati a oltranza e gli avari di cuore non riescono a cogliere il solco profondo che viene tracciato nelle coscienze. I ragazzi che oggi erano nel corteo che univa le due Bisaccia ricorderanno a lungo questa giornata. È in momenti come questi che si capisce il senso della parola comunità. E si capisce che quando arriva l’offesa, la ferita, le persone sono ancora capaci di mettersi insieme. Oggi a Bisaccia c’erano molti sindaci. Credo che siano tornati a casa con l’idea che vale la pena battersi per questi luoghi. Siamo bravi più a trovare problemi che soluzioni, siamo invaghiti delle nostre amarezze, ma a volte una crepa si apre nel muro delle diffidenze incrociate e vengono fuori giornate come questa. Ho visto tante vecchine affacciate lungo il percorso, sono loro le principali vittime della sanità zoppa che abbiamo da queste parti. La cura proposta dal commissario Zuccatelli equivale per le nostre zone a una definitiva messa in ginocchio. È una cura che non ha fatto i conti col fuoco della democrazia. Difficile concepire che si possa ignorare quanto deliberato dal consiglio provinciale e la volontà di tanti sindaci. La giornata di oggi può essere definita una giornata di salute e questo è un miracolo in un territorio umiliato e offeso da una politica che per troppi anni ha badato solo a tenere in piedi i peggiori istinti delle popolazioni. Adesso forse diventa più facile immaginare un sciopero generale che coinvolga l’intera Irpinia e che abbia almeno due temi in agenda, quello contingente della sanità, e quello eterno della mancanza di lavoro. Uno sciopero che trasformi il corso di Avellino in un fiume di gente. Si può fare. È il momento che i sindacalisti si ricordino qual è il loro mestiere. Certo non si può andare avanti solo con le proteste, ma l’importanza di certe manifestazioni non sta solo nel pungolare chi deve decidere. Quando la gente sta insieme si crea una passione politica che i partiti dovrebbero saper intercettare e convogliare. Oggi a Bisaccia non c’era demagogia e populismo. C’era una voglia di stare all’aperto insieme agli altri. Anche i ragazzi rintanati troppo spesso nelle rete, sembravano ben lieti di camminare, di stare nella luce di una bella giornata. Anche se mi è toccato fare l’ormai solita parte l’animatore dell’assemblea, per me il momento più bello della manifestazione è stato vedere i bambini spinti dalle mamme nelle carrozzine, è stato vedere la commozione comune di sentirsi parte di un popolo. So che sono acquisizioni provvisorie, so che la congiura dell’indifferenza presto torna ad accampare i suoi diritti. Rimane però che un attimo di bene si è prodotto. E questo conta più dei soliti rituali della politica. L’Irpinia in questi giorni è bellissima, il verde spunta da ogni parte ed è veramente difficile non pensare che dobbiamo legarci a questa terra, difenderla dagli altri e anche da noi stessi. Speriamo che quest’onda di passione civile si accresca. In fondo dà più salute di quanta possano darne gli ospedali.

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Written by Arminio

26 maggio 2010 a 2:00 pm

Pubblicato su AUTORI

41 Risposte

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  1. In nome dell’efficienza non è condivisibile la chiusura di un presidio ospedaliero per un territorio che soffre, soprattutto, di problemi di comunicazione. Le operazioni di primo soccorso andrebbero garantite per tutti, sempre, in ogni condizione atmosferica. Domenica sera parlavo con un amico che ha deciso di trasferirsi in Irpinia, da qualche anno, dove ha investito in un allevamento specializzato. Uno degli elementi principali che ha valutato, parlo di altre aree e non di quella in questione, è stato la vicinanza ad un presidio ospedaliero e a strade di grande comunicazione.

    La razionalizzazione della spesa sanitaria è essenziale ma sarebbe molto più giusto operare su tutti gli sprechi tenendo presente le vere esigenze dei territori dell’Irpinia d’Oriente. La chiusura di un Ospedale è il primo passo per l’abbandono a cui potrebbe seguire di tutto
    mario perrotta

    mario perrotta

    26 maggio 2010 at 5:34 pm

  2. Una rete di tanti piccoli scioperi generali a iniziativa locale sarebbe un sogno meraviglioso, uno stimolo potente per ricostruire un tessuto di passione civile indispensabile a ridare sangue e linfa a una democrazia lentamente inquinata dal veleno mediatico, da un virtuale che si nutre di tanti eventi artificiali che, nell’aumentare la “dipendenza” dalla società mediatica, alimenta in maniera sempre più veloce il bisogno di “spettacoli”: ogni cosa “è spettacolare”, si spettacolarizza, e se non è tale non esiste…Invece accadono cose come la manifestazione di Bisaccia, che, come raccontata da Franco Arminio, rompono il muro dell’irrealtà in cui stiamo sprofondando e ci dicono che quel sogno può essere perseguito, può diventare realtà, se ci crediamo…

    Salvatore D'Angelo

    26 maggio 2010 at 5:57 pm

  3. mario non so se hai davanti una carta geografica; sai quanto dista Senerchia da Sant’Angelo o da Bisaccia ?
    e quanto Monteverde ?
    e sai cosa trovi qui quando arrivi in ospedale, per esempio al pronto soccorso ?
    un infermiere che ti consiglia -per il bene tuo o di tuo figlio- di andare subito ad avellino o a napoli … (naturalmente è un consiglio che ti viene dato quando sei lì in emergenza…)
    e sai dove vanno a ricoverarsi gli iprini d’oriente quando hanno qualche problemma seppure minimo ? chiedi un pò ai cittadini di bisaccia o di sant’angelo o dil lioni … chiedi dove vanno a farsi ricoverare …
    poi riprendiamo a scrivere

    e chiedi anche ai tuoi concittadini perchè le attrezzature del Crom sono state portate a napoli

    verderosa

    26 maggio 2010 at 6:43 pm

  4. Senerchia- ospedale Avellino = 72 Km – 1 h/20 min
    Senerchia – ospedale Bisaccia = 50,20 km – 1 h/6 min
    Senerchia – Sant’Angelo dei Lombardi = 38, 4 Km – 44 min

    Monteverde – ospedale Avellino = 91 km – 1 h/27 min
    Monteverde – ospedale Bisaccia = 22,30 Km – 38 min
    Monteverde – ospedale Sant’Angelo dei Lombardi = 46,10 Km – 1h/7 min

    dati TeleAtlas 2010 (ovvero la moderna carta geografica). Per i comuni si è tenuto conto dei centroidi del Centro Città. Degli Ospedali della reale posizione in termini di accessibilità e mobilità.

    Dai dati è evidente che si sacrifica, solo in base all’analisi della logistica degli spostamenti dei due Comuni, la vita di un abitante di Monteverde, piuttosto che di Senerchia. Ho frequentato le unità di pronto soccorso coronariche e so cosa significa anche un minuto in piu’, caro Angelo. Parlo di emergenza, come ha scritto qualche giorno fa un medico: Michele Ciasullo.

    Se completiamo la matrice Origine/Destinazione degli Ospedali in questione per tutte le possibili origini(ad esempio Cairano), è evidente che Bisaccia in termini di prima emergenza è vitale. Va adeguato e mantenuto in modo civile come farebbero a Berlino, appunto. Come? Richiamando gli uomini di valore ed incentivando la qualità. Non si risolve chiudendo, ma affrontando il vero problema che è una sanità di qualità basata su altri parametri di finanziamento e non sull’indice di età (la Campania globalmente è una delle regioni piu’ giovani d’Italia)che ha fortemente penalizzato le nostre aree.

    mario perrotta

    mario perrotta

    26 maggio 2010 at 8:17 pm

  5. non è colpa dei cittadini se i nostri ospedali non sono stati messi in condizioni di offrire servizi decenti. io mi batto per questo e non per difenndere quel che c’è. l’ho detto in tutte le assemblee.

    arminio

    26 maggio 2010 at 11:24 pm

  6. Quoto al 100% Mario Perrotta. Il problema è proprio nella qualità dei servizi offerti; è quella che va migliorata a Bisaccia e in altri piccoli centri dove il presidio sanitario è essenziale. Inoltre è l’idea centralistica nell’intervento di Angelo Verderosa che non mi convince e che rifiuto in via di principio: non capisco perchè l’idea della “razionalizzazione” della sanità e della spesa sanitaria debba essere fatta a spese e a danno dei piccoli centri. E l’idea paesologica? l’idea dei “piccoli paesi grande vita, allora? Non vale più? vale solo per le feste? Io credo, invece, che – organizzando meglio e con maggiore qualità l’ospedale di Bisaccia, ad esempio, magari tagliando selvaggiamente le “regalie” indebite ai presidi sanitari privati ( operate a danno e contro i centri pubblici), dotandolo di altri servizi specialistici, credo che si possano mettere benissimo “su gomma” (o anche con servizio elicottero, ma con direzione opposta a quella indicata da A.V. in altro post) le utenze da Avellino e dall’intasata cintura del nolano eccetera verso l’interno; così si decongestionano certe aree. Insomma è l’idea antica e falsamente efficientista (che, gratta gratta, nasconde logiche di privatizzazione ) del taglio dei presidi nei piccoli centri che non funziona più e non può funzionare. Quando qui si parla di paesologia, di piccoli paesi grande vita, di rovesciamento delle idee urbanocentriche e di ribaltamento dei processi di marginalizzazione e periferizzazione dei piccoli paesi (dove ancora vive più del 66% della popolazione residente italiana, e costituendo essi la spina dorsale degli oltre 8000 Comuni italiani) non si fa una “mistica” astratta o pura e semplice “letteratura” ( quanto meno non solo quella), ma si invita proprio a ragionare in termini nuovi come PROGETTO di una diversa qualita’ del vivere per i piccoli paesi. Altrimenti, che sensa ha dire PER UNA REGIONE DEL SUD INTERNO DAL POLLINO ALLA MAIELLA, ad esempio? O no? Io credo che bisogna fare tutti uno sforzo per abbandanare vecchie logiche politiche e schemi mentali ancora legati a quelle logiche, e imparare a ragionare da soli, avendo fiducia nelle proprie idee e nelle proprie capacità, che qui in Irpinia e tra di noi sono tante, forti e alte. Con tutto il rispetto, dobbiamo imparare a essere INTELOCUTORI VERI prima con e tra le popolazioni dei paesi e poi con L’establishment di potere, il quale, per quanto abbia in mano le leve che contano, manca, però, di vera capacità di programmare in termini nuovi.

    Salvatore D'Angelo

    26 maggio 2010 at 11:46 pm

  7. da CAPOSELE, CALABRITTO, SENERCHIA (valle del sele) in ospedale vanno ad OLIVETO CITRA (15 min.) o SALERNO (35 MIN.)_
    da TEORA, SANT’ANDREA DI CONZA, CALITRI vanno a PESCOPAGANO (15 minuti)_
    da MONTELLA, CASSANO, CASTELFRANCI, TORELLA vanno ad Avellino (da quando hanno aperto l’OFANTINA BIS in 20 minuti si è ad Avellino)_
    Chi va quindi a Bisaccia o sant’Angelo ?
    negli ultimi 10 anni una media di 20 parti al MESE !!! meno di un bambino al giorno. Ha senso tenere aperti reparti con questi numeri ? Conoscete i costi di un reparto aperto a Sant’Angelo o Bisaccia ? Circa 800.000 euro / mese . Sono gli stessi costi di un reparto che prende 600 parti al mese !
    Avellino o Ariano per esempio.
    altra questione:
    ad Avellino, solo nelle strutture private, nascono 20 bambini al GIORNO!
    Perchè i privati pagano per andare nelle strutture private ?

    Gli ospedali delle zone interne hanno avuto una logica 40 anni fa, quando sono stati pensati e costruiti. All’epoca per raggiungere avellino -via Malepasso- ci volevano due ore e passa_
    Eravamo veramente ISOLATI.

    Adesso i cittadini, quando vanno a ricoverarsi in ospedale, cercano efficienza e sicurezza. E non si fermano più nemmeno in Campania. Andate a vedere i flussi dei pazienti della Provincia di Avellino e della stessa Regione Campania verso altre struttre sanitarie. Troverete: San Giovanni Rotondo, Milano, Modena, TORINO, Siena, Pavia,ecc.

    Non confondiamo una struttura ospedaliera con un PRONTO SOCCORSO!
    Il pronto soccorso certamente ci vuole.
    Paradosso: in 40 anni di ospedali in Alta irpinia abbiamo avuti i pronto soccorso senza il reparto di RIANIMAZIONE.

    Non è questione di PAESOLOGIA; è questione di sopravvivenza !
    E’ come voler tenere aperta la SCUOLA ELEMENTARE DI CAIRANO: SONO RIMASTI 5 BAMBINI: TENIAMO APERTO PER LORO O PER GLI INSEGNANTI ?
    Avete chiesto ai bambini di Cairano se preferiscono stare in classe in 5 (dalla prima alla quinta) o se preferiscono stare con i loro coetanei a Conza (a 15 minuti di bus) in vere classi piene e rumorose ? Dove possono fare amicizia con i loro coetanei e non con quelli che hanno 4 anni in più .

    Ancora una volta stigmatizzo l’atteggiamento intellettualistico che appare su questo Blog.
    Si eprimono ideologie passatiste e conservatrici in nome della salvaguardia di qualcosa di cui non si conosce il danno sociale sofferto proprio dagli abitanti di questi territori.

    Qui gli ospedali sono stati funzionali alla politica clientelare. E basta.
    Non è un caso che su 30 sindaci, ben 15 siamo medici.

    E fatela ogni tanto un’escursione chiedendo a chi abita qui che ne pensa. Se no veramente confondiamo le scampagnate con la paesologia.

    verderosa

    27 maggio 2010 at 8:12 am

  8. FINALMENTE, architetto Verderosa!!! Condividendo appieno le valutazioni qui sopra fatte, voglio esprimere il mio compiacimento per il fatto che finalmente uno dei fondatori storici di Comunità Provvisoria e del Blog ha il coraggio, ed il pudore forse, di criticare ‘l’atteggiamento intellettualistico’ (io direi pseudo-intellettualistico, ma forse meglio ipocritamente ideologico)abbondantemente presente da tempo su questo blog! L’Irpinia ha bisogno di ben altro!!!!
    Antonio Imbriano
    da Monza

    Antonio Imbriano

    27 maggio 2010 at 8:33 am

  9. @ angelo verderosa
    caro Angelo, non so a chi ti riferisci quando parli di “stigmatizzare l’atteggiamento intellettualistico che appare su questo blog”. Ad ogni modo trovo questo modo di confrontarsi errato, aggressivo e figlio di quelle vecchie logiche politiche che abbiamo sempre criticato.
    C’è un’altra questione, palmare, che non affronti e , credimi, detto con la stima che ho per te, limpida e senza ombre, non serve sviare la questione introducendo argomenti su cui si è ovviamente d’accordo, come quello dei cinque bambini della scuola elementare. La questione che non affronti è quella “complessiva”, cioè la logica secondo la quale tutto ciò che è “piccolo, periferico, marginale” è errato e va sacrificato al “centro”. Non che qui si voglia difendere il passato e chi ha operato certe scelte ( e guarda caso sono sempre quelli che appartengono a quel sistema politico che ci ha portato a questo punto); si tratta di incominciare a ragionare diversamente: Razionalizzare vuol dire studiare le necessità socio-sanitarie e organizzare i servizi in un’area vasta come la dorsale appenninica tra Campania, Lucania e Puglia e “pensarla” in termini di “centralità”, rispetto all’asse Napoli-Avellino. Ripeto, perchè non pensi ciò che dici nella direttrice inversa? I tempi di percorrenza che citi valgono anche nella direzione Avellino-Conza eccetera, o no? Organizzare più razionalmente i servizi e i presidi sanitari in termini di risparmio, di agilità e specializzazione, ma SUL TERRITORIO anzidetto, decongestionando anche l’asse Napoli-Avellino e costiero, aiuterebbe anche in termini economici questo territorio, no?
    Bada bene, qui non si vuole mettere i “paesani” contro gli avellinesi e via dicendo. Si vuole semplicemente EVIDENZIARE la logica da cui partiamo. Insomma, se da due anni si dice che i Paesi sono abbandonati, che c’è una crisi di spopolamento con tutto quello che ne consegue, che bisogna guardare ai paesi in modo nuovo (piccoli paesi grande vita) e bisogna imparare a farlo fuori dalle vecchie logiche politico-clientelari, bisogna pur essere coerenti poi nell’AGIRE POLITICAMENTE SUL TERRITORIO, o no?
    Se la manifestazione di Bisaccia ha avuto successo, questo vorrà pur dire qualcosa, no? Quanto meno segnalerà quel disagio di cui tanto dibattiamo, no? E dunque, che risposta dovremmo dare? Le vecchie ammantate di “efficientismo” a senso unico? Semplicemente perchè esse segnalano le “tendenze” nelle scelte operate sulla testa dei soggetti che vivono su questi territori? Gli diciamo questo?
    Qui sta il nucleo del problema e su questo dobbiamo confrontarci in maniera limpida e leale, al di fuori delle vecchie logiche ” di prevalenza”, delle “guerre sotterranee” o delle diplomazie inconcludenti.
    Quello che dici è interessante e nobile, ma perchè non provi a inquadrarlo in questa nuova ottica, sulla quale , in astratto, ci troviamo d’accordo da due anni a questa parte ? Ottica così ben sciorinata nel convegno di Grottaminarda, nel seminario di Paesologia?
    Credimi, con stima
    Salvatore D’Angelo

    Salvatore D'Angelo

    27 maggio 2010 at 9:31 am

  10. su Facebook scrive LUIGI FAMIGLIETTI, sindaco di Frigento (Irpinia non Berlino):
    …piuttosto che una difesa senza se e senza ma delle strutture sanitarie esistenti che spesso, nn ce lo nascondiamo, sono state utilizzate come “ammortizzatori sociali” a fini clientelari, bisognerebbe accettare il discorso della riorganizzazione/razionalizzazione del sistema sanitario partendo dalle reali esigenze del nostro territorio e rilanciando il gioco con delle proposte, sentiti, per esempio, i nostri medici di base. da profano credo che sia importantissimo garantire e potenziare l’ “emergenza”, i presidi di primo intervento, come li chiami tu. siamo sicuri che oggi s.angelo, bisaccia e gli altri ospedali “minori” siano degli ottimi presidi di primo intervento?

    la discussione su FB:
    http://www.facebook.com/home.php#!/notes/mario-perrotta/cancelliamo-gli-ospedali-o-la-cattiva-gestione/400504668489

    FB

    27 maggio 2010 at 9:40 am

  11. il ritorno del giaguaro di monza!!!

    sergio gioia

    27 maggio 2010 at 10:41 am

  12. Appunto,@ Angelo Verderosa -FB
    Ma non sei ancora entrato NEL MERITO della questione da me sollevata. Che riassumo qui semplicemente con questa domanda : tutto quello che dici perchè non lo inquadri nell’ottica di “rovesciare” la direttrice della razionalizzazione e dell’efficienza nel senso asse Napoli-Avellino-Costiero versus Zone interne?
    Tra l’altro le sinergie economiche in ambo i sensi fungerebbero da “moltiplicatore virtuale”: si porterebbe linfa alle zone interne ( e la si farebbe finita con gli “ammortizzatori social-clientelari” praticati e istigati dall’eterna classe politica gattopardescamente la stessa da cinquanta e più anni) e si decongestionerebbe l’altra fascia potenziandone molto di più la vocazione marino-turistica , di agroalimentare specializzato e di asse scorrimento merci.
    Questione n.2 “Pensare globale agire locale”. Traduzione pratica , nel merito del problema: l’attuale governo sta operando una manovra da 25 miliardi di euro attraverso il taglio selvaggio e “cieco” dei trasferimenti alle regioni e agli enti locali (meno servizi, meno sanità – ecco dove si inquadra la questione ospedale Bisaccia, lasciata marcire per un quarantennio-), taglio di stipendi e pensioni a chi già paga fino all’ultimo euro di previlievo fiscale anticipato e forzato, ma NON UNA LIRA DI TASSA su chi ha un reddito privato da 100.000 euro in sù. Perchè il mio discorso non sia “ideologico”, faccio una proposta molto pratica: Servono 26 miliardi di euro per “allinearci” alle manovre europee dopo la crisi greca? Benissimo, ecco dove trovarli :
    Sono rientrati 100 miliardi dallo “scudo fiscale” grazie alla tassazione minima del 5% (si badi, tassazione per modo di dire, perchè in sostanza era un”obolo” per far rientrare capitali illegalmente esportati, di cui moltissimo da operazioni “sporche”- mafia,riciclaggio ecc. ecc.). bene, Sacrifici per tutti? Mettiamo un altro 10% di obolo e ricaviamo 15 MILIARDI. Tra l’altro, in materia, ci allineiamo, nelle percentuali, all’ “Europa” civile e democratica,mentre i cosiddetti “evasori”, che avrebbero dovuto pagarne 430 di miliardi in tasse “regolari”, ne risparmierebbero comunque la metà dei 38 dovuti se tale coefficiente fosse stato introdotto di primo acchito. Altri 15 miliardi li si può benissimo recuperare introducendo tasse per spese di giustizia (che attualmente sono ridicole e fanno la felicità degli evasari civili, che intasano il sistema della giustizia civile con migliaia di ricorsi fatti solo per perdere tempo e far scattare le prescrizioni); aumentando il gettito derivante dalle imposte sugli alberghi del patrimonio ecclesiastico (oggetto di un’autentica regalia a danno degli albergatori che pagano regolarmente le tasse, ma che pagano il quadruplo rispetto a quelli ecclesiastici, oggetto di una “leggina” berlusconiana); risprmiando i tre quattro miliardi di “regalie” mascherate che ogni anno si danno alla sanità privata con “decretini_truffa” varie, dulcis in fundo, una piccola “tassa patrimoniale” a partire dai redditi da 150.000 euro in sù(diciamo un 1%?)..Totale 30 miliardi, 5 in più rispetto al fabbisogno, e senza minimamente toccare chi già è schiacciato dal peso di una crisi spaventosa, che solo il Magnifico Cartaro che governa fa finta di non vedere . Visione ideologica? Visione intellettualistica? Bonanni, Segretario generale della CISL, è una vita che lo va sbandierando ovunque…salvo dimenticarsene al momento di venire al dunque. Mah..

    Salvatore D'Angelo

    27 maggio 2010 at 11:09 am

  13. … ottica di “rovesciare” la direttrice della razionalizzazione e dell’efficienza nel senso asse Napoli-Avellino-Costiero versus Zone interne

    salvatore, le direttrici non si rovesciano ridisegnandole sul nostro blog;
    è l’economia, la popolazione, il sociale che le determinano.

    perciò io sono qua e tu sei a succivo.

    verderosa

    27 maggio 2010 at 12:18 pm

  14. @angelo verderosa
    Ci avrei giurato che, stringi stringi, avresti risposto in tal mondo, evitando ancora una volta di entrare NEL MERITO della QUESTIONE. Allora, battuta per battuta, vuol dire che il “conto” dei 1300 euro per il motore nuovo lo presenterò a te, che stai lì, va bene?
    Però, questa battuta non OSCURA la questione. Sei tu che hai parlato di DIRETTRICI, DI GOMME e di DISTANZE, non io. Dunque, ti chiedo : TUTTO QUELLO CHE DICI E PROPONI, PERCHE’ NON PROPORLO NELLA DIREZIONE DI MARCIA INVERSA? Dunque, i Cittadini che manifestavano a Bisaccia erano pura e semplice “massa di manovra”? poveri utili idioti del “chiagni e fotti” di sempre?
    Tu stai lì, ma mi sa che, SENZA CHE TU TE NE RENDA CONTO – lavori per quelli che STANNO QUI, che poi, gratta gratta, sono quelli che hanno determinato questa situazione di stupro e violenza generalizzata al nostro territorio regionale malato. O no ?
    E, mi raccomando! DETTO SENZA OFFESA, COSI’, BATTUTA PER BATTUTA.

    @sergio gioia

    sergio, sii bravo, non aizzare per favore! (E’ una battuta, eh!)

    Salvatore D'Angelo

    27 maggio 2010 at 12:42 pm

  15. salvatore, noi possiamo impegnarci fermamente nel sognare (e sai bene che per noi della CP questa è l’attività più feconda e produttiva); intanto qui la popolazione diminuisce drasticamente (nonostante la presenza finora di due presidi ospedalieri!); ogni anno sono 2000 abitanti in meno (un intero paese).
    Eppure abbiamo strade veloci, scuole, ferrovia, fabbriche e centri commerciali.
    Oltre naturalmente cibo buono e aria ottima.

    Le direttrici di marcia inversa : penso che dobbiamo iniziare dalle scampagnate …
    e non scherzo, sai che ti stimo e ti voglio bene!

    verderosa

    27 maggio 2010 at 12:51 pm

  16. ecco i nomi d’arte dopo il sultano di succivo e il giaguaro di monza: il breavheart di sant’angelo, la pantera di grotta-mercogliano, l’al di sopra di ogni sospetto di capriglia, il cuore grato di nusco, lo sprezzatore di compromessi di cerreto, il maestro di marinetti di atripalda, la reincarnazione di senofane colofoneo di desenenzano, crocco II di calitri, buono come il pane di cairano, il gatto-pardi di bisaccia ( io o franco? ah ah). seguiranno altri…

    sergio gioia

    27 maggio 2010 at 12:56 pm

  17. pardon, il sindaco del rione sanità di bellizzi

    sergio gioia

    27 maggio 2010 at 12:58 pm

  18. Caro Salvatore, presupposti e fini del tuo discorso danno la cifra morale della bella e generosa persona che sei.
    Ma lo strumentario con cui colleghi tali presupposti a tali fini non ha nè capo né coda.
    Ci stia piuttosto a cuore l”efficientismo’, se è -come è senza ubbie intellettualistiche – la strada per dare quanto più possibile a quante più persone.

    paolo

    27 maggio 2010 at 1:02 pm

  19. @paolo
    e chi contesta l’efficientismo? Ciò che discuto è il vederlo a senso unico!. Qui il problema è non stare a guardare, ma sbattere i piedi per terra (la manifestazione di Bisaccia,ad esempio) molto più spesso e costruircelo noi il nostro “efficientismo”, magari anche partendo dalle scampagnate.
    @angelo
    e mi meraviglio, angelo, che – così lucido nel descrivere la “velocità dello spopolamento”, nonostante strade veloci e ferrovie- poi tu non riesca a “collegare” questo fenomeno di spopolamento proprio alle tante logiche “efficientiste” del passato con le quale si spacciava l’eterno assistenzialismo!
    Aria buona e cibo buono : infatti! Gli elementi ideali per organizzare sul territorio tanti piccoli poli e/o presidi sanitari efficienti e qualificati: attrattori per “decongestionare” l’altra fascia. E’ più bello partorire nella pace e nel verde dell’Irpinia interna o negli inferni metropolitani che hanno avvolto non solo Napoli, ma tutta la fascia dal Garigliano a Salerno?
    Questo non è “sognare” caro Angelo, è “vedere” il nocciolo duro del problema. Dopo di che, non rimane che LOTTARE per il cambiamento.Si può anche perdere quando si lotta, certo. Ma è sempre meglio che stare a guardare gli altri che ci disegnano il nostro destino e poi lamentarci e/o piatire nuova assistenza. Insomma, Franco Arminio che li ha scritti a fare i suoi libri? Per essere l’ennesimo paesanologo del “chiagni e fotti”? Non credo proprio. Tant’è che essi hanno una grande valenza OVUNQUE.
    Si, facciamo scampagnate e organizziamo eventi (Todo modo para..hallar la voluntad divina, parafrasando il motto gesuita), ma poi noi si discute e si dà anche una mano in tal senso ( nel senso anzidetto) non sarebbe sbagliato…o no?

    Salvatore D'Angelo

    27 maggio 2010 at 1:29 pm

  20. Salvatore, l’80% della popolazione mondiale è concentrata nelle città, non facciamoci masturbazioni mentali pensando che l’ospedale di Bisaccia è il tornante della storia che ripopola le campagne.
    Quello è nato per curare i medici e i paramedici e bella ciao si doveva cantare per ogni assunzione clientelare.
    Io dico se abbiamo 4 soldi mettiamoli negli ospedali seri che stanno a Napoli e facciamo gli scongiuri che non ci venga un accidente serio.

    paolo

    27 maggio 2010 at 2:03 pm

  21. Salvatore, prova a convincere una tua compaesana di succivo a venire a partorire qui e riapriamo la discussione con le direttrici, ok ?
    p.s.: non è che possiamo deportare gli utenti dalla costa alle zone interne per tenere aperte strutture ormai sovradimensionate.

    verderosa

    27 maggio 2010 at 3:35 pm

  22. @paolo
    Perchè anche tu fai l’indiano e vuoi per forza ridicolizzare a tal punto il mio ragionamento ?(Ospedale di Bisaccia tornante della storia!.. e che ca…volo!)
    Che ca…volo c’ entra l’80% della popolazione mondiale nelle città*(il che non è comunque) con il riequilibrio e il risparmio dei/nei servizi socio-sanitari NON A BISACCIA ma sul nostro territorio regionale ? che ca…volo c’ entra con la lotta per una nuova qualità del vivere, basata sulla decrescita e sul riequilibrio dei rapporti centro – periferia? Perchè tutto quello che viene riversato sul nostro territorio (Irpinia compresa) in termini di programmazione, con QUESTO ha a che fare!
    Tra l’altro , questo E’ IL TEMA DEI TEMI dell’attuale IMPASSE MONDIALE (questo sì!) su cui si confronta il meglio delle intelligenze (economisti Amartyat Senn, premio nobel per l’economia , tanto per citarne uno), il meglio dei filosofi e sociologi (Marc Augé, Serge Latouche) e tu me le chiami MASTURBAZIONI MENTALI? Masturbazioni a chi?!! Eh sì, va’ facciamoci le scampagnate ch’è meglio.
    va buo’, se questo è il livello di discussione e di rispetto, ti saluto!

    * A proposito di “masturbazioni”, così , en passant : almeno l’hai afferrato che la tragedia in atto in Thailandia alla base ha proprio la follìa di un rapporto malato tra Centro e periferie, città e campagna, come soleva dirsi una volta?
    E il casino in Grecia? il continuo truccare il rapporto debito pubblico PIL (con ciò che ne consegue in termini di corruzione e inefficienze) non è il prodotto di quelle logiche FALSAMENTE EFFICIENTISTE e sostanzialmente assistenzialistiche? E che sta facendo il Magnifico Cartaro al Governo se non questo ? Il Demitismo piagnone in varie salse politiche, centrosinistra compreso, che ha attratto sul vostro e nostro territorio ogni sorta di assistenzialismo, fabbriche decotte, rami secchi industriali, e via smadonnando, me lo sono inventato io? sono il frutto delle “masturbazioni mentali?”
    Tutto quello che si è detto a Grottaminarda è stato un semplice esercizio accademico ? O il vento soffia in altre direzioni?

    Salvatore D'Angelo

    27 maggio 2010 at 4:03 pm

  23. @angelo verderosa

    Angelo, ma quando scrivi queste cose,(commento delle 15.35 )lo fai per scherzare o perchè sei davvero convinto di quello che scrivi?
    E ddài, su, un po’ di stile!…
    Il Problema è : Ora come Ora chi decide il piano dei tagli e del riordino del sistema sanitario ? Lo fa il Governo, a cascata, imponendo tagli alle Regioni ( e dunque anche alla nostra, dopo le allegre gestioni eccetera eccetera) e queste “eseguono” i tagli nel chiuso delle stanze napoletane? O non sarebbe più giusto che questo Piano fosse il frutto di un’ampia consultazione popolare, attraverso una mappatura operata anche sulla scorta della voce dei territori?
    E dove sta questa voce ? e chi l’ha mai ascoltata? E si è mai espressa? E se prova ad esprimersi, come spesso è successo, vedi movimenti ad Acerra, nel nolano, ora a Bisaccia e in altre flebili e isolati “ridotti” c’è qualcuno che prova a interpretare queste voci in tal senso? E qual è dunque il ruolo di chi si dice INNOVATORE? Fare facile ironia su “bella ciao”?, che è PURA METAFORA per indicare un simbolo, un segno di AUTONOMIA nell’elaborare l’agire politico ? O piuttosto questi INNOVATORI non debbono provare a spendersi in tal senso? Per essere SENTINELLE DEL TERRITORIO e fare da stimolo verso la Politica politicante? E quando occorre sostituirsi ad essa?
    Perchè continui ostinatamente a non VOLER VEDERE in che direzione vanno e contro chi vanno questi tagli?
    Perchè quei quattro soldi bisogna ancora e comunque spenderli a Napoli? ( e quando dico “Napoli” intendo la logica che vi sottostà, non certamente per disprezzare Napoli)? Cosa ha prodotto questa logica? All’inizio della discussione, Mario Perrotta diceva cose sensatissime a proposito di presidi piccoli ed efficienti, sparsi sul territorio ( ed è questa la tendenza a Berlino – toh !- , a Londra, in Svezia, nei paesi poveri che non hanno le possibilità economiche di quelli ricchi).
    Dunque, qual è il nostro ruolo? Irridere le manifestazioni di “presenza, di volontà” del territorio o non invece interpretarle al meglio? Essere da propulsori di idee e proposte che possano suscitare maggiore coinvolgimento dei poteri locali e dunque nuova mobilitazione,( come sull’eolico, magari)che in qualche modo possa incidere su quel piano di tagli che ha un preciso obiettivo di sfasciamento della sanità pubblica a beneficio dei privati, degli Angelucci di turno, con i soldi pubblici o a prezzi di estremo favore? E chi lo deve fare questo piano, gli stessi responsabili dell’attuale stato della Sanità? E’ di questo che stiamo parlando, Angelo non di “masturbazioni “. E dunque, da che parte stiamo? Dove ci collochiamo ? Vogliamo incominciare a farli questi ragionamenti tra di noi? O vogliamo continuare a fare solo e soltanto la confraternita delle scampagnate ? Vogliamo dare “gambe” a quello che andiamo elaborando ?
    E certo che se Bisaccia, per dire, o Sant’Angelo, avessero acquisito un nome di “eccellenza” che ci verrebbero a partorire, dal mio come da altri paesi!
    Suvvia, su! torniamo ad avere più rispetto delle reciproche intelligenze…

    Salvatore D'Angelo

    27 maggio 2010 at 5:32 pm

  24. un nome di ‘eccellenza’???
    ….. e ci verrebbero a parorire, nel 2010, anche in assenza di un reparto di patologia neonatale????
    suvvia ….

    Antonio Imbriano

    27 maggio 2010 at 5:52 pm

  25. ..Va bbeh, allora qua si vuole scherzare. E vai va’…
    Campa cavallo ca’ l’èvera cresce,
    oggi ‘a spina e dimàne o’ pesce!

    Stàteve bbuono!

    Salvatore D'Angelo

    27 maggio 2010 at 6:17 pm

  26. come diceva il filosofo, se la realtà contrasta con la teoria, tanto peggio per la realtà…
    p.s. salvatore, per favore, non ti arrabbiare… la distanza tra Conza e Napoli è indipendente dalla direzione, la quantità di persone che si spostano no…
    p.p.s. sulla soppressione del reparto di patologia neonatale che mi pare previsto per avellino, si parla meno che dell’ospedale di Bisaccia … guarda un pò…

    paolo

    27 maggio 2010 at 6:26 pm

  27. “come diceva il filosofo, se la realtà contrasta con la teoria, tanto peggio per la realtà…”

    In tutto quello che ho detto, non c’è ASSOLUTAMENTE NULLA che faccia il paio con questa “parodia”.

    Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire
    Non c’è peggior “indiano” di chi fa finta di non capire

    E dunque :

    Campa cavallo ca’ l’èvera cresce,
    oggi ‘a spina e dimàne o’ pesce!

    Salvatore D'Angelo

    27 maggio 2010 at 6:51 pm

  28. poi c’è lo scugnizzo di grottaminarda, il delicatissimo di mirabella, rocco de’medici, mente aguzza di teora, totò e peppino da flumeri e s.nicola, l’ardimentoso di bonito, la sfinge del gesualdo, e i due statisti di avellino. fine

    sergio gioia

    27 maggio 2010 at 7:11 pm

  29. ah no la maschera atellana compare del satrapo di cui sopra

    sergio gioia

    27 maggio 2010 at 7:12 pm

  30. Francamente non capisco le modalità,il senso,le tonalità umorali e l’utilità di una tale polemica che serve solo ad alimentare incomprensioni e a promuovere gli ‘spiriti animali’ di opinioni in buone e cattiva fede senza prospettive concrete che sono state le dannazioni culturali e politiche di molteplici generazioni di meridionali…..a che cosa sono serviti questi anni spesi a convincere noi stessi che questo modo di essere e di comportarsi era già consumato ed abusato nel tempo e che bisognava tentare …..al meno tentare…..di cambiare linguaggi,stili di pensiero, stili di comportamento sopratutto negli abitanti dei territori che sono stati abbandonati, usati sempre e solo per un uso della politica per fini di potere grandi e piccoli sulla testa e a discapito delle persone perbeni e oneste intellettualmente e moralmente che nel tempo hanno vissuto anche le nostre terre…..In una democrazia rappresentativa la divisione dei compiti e le resposabilità amministrative e tecnico-politche è il primo dei doveri e compiti che dobbiamo richiedere o pretendere dai nostri eletti ed è moralmente disonesto scaricare sull’intera comunità o dei singoli cittadini responsabilità e compiti che sono solo delle passate e presenti classe dirigenti politiche dei nostri territori. Abbiamo scelto la rinuncia alla legittima e doverosa denuncia analitica dei mali e dei comportamenti pregressi delle nostre classi dirigenti politiche non perché ci mancavano argomenti e capacità ma perchè avevamo scelto liberamente e responsabilmente nuovi modi di pensare e praticare la “politica” e la nostra funzione intellettuale professionale. Non era una resa, un compromesso, una dimenticanza o una rinuncia a un ‘pensiero critico’ o una scelta di ‘isolamento’ autistico e neutrale. Era la convinzione non solo di essere nel giusto ma di aver individuato un percorso ‘comunitario’ che valorizzasse assieme le individualità non solo per rivendicare diritti ma per esercitare doveri rispetto alle nostre convinzioni ,attitudini e capacità professionali nei “tempi lunghi” dei sogni e delle speranze non come fuga dalla realtà ma come profonda ed autentica interpretazione di essa. La nostra situazione in questa discussione malposta e peggio argomentata….è quella inconsapevole dei famosi “capponi” che Renzo (fatto segno a sopruso ed ingiustizia come i cittadini irpini) è costretto a barattare con “Azzeccagarbugli “ per un parere tecnico che non poteva essere dato da chi di dovere.E allora ha ancora senso discettare di “paesologia”, di poesia, filosofia,archietettura,medicina o di “Parco rurale …..di Irpinia d’oriente o occidente” …di Cairano 7x quando le “aristocrazie” di questo progetto o viaggio alla prima occasione ritornano ai vecchi ed abusati cattivi comportamenti e vizi e difetti degli ‘esclusi’ di sempre…..
    Mauro orlando

    Mauro Orlando

    27 maggio 2010 at 7:46 pm

  31. un contributo alla discussione: le linee guida (1996) per la localizzazione ed organizzazione delle strutture di emergenza sanitaria in Italia, rimarcano in modo chiaro: il criterio “del minor tempo medio di accesso dei pazienti del bacino di utenza interessato”; il “ruolo integrativo e subordinato dei mezzi di elisoccorso rispetto alle ambulanze di tipo A e B (di cui al decreto ministeriale n. 553/1987)

    riporto lo stralcio per maggiore completezza:

    MINISTERO DELLA SANITA “Atto di intesa tra Stato e regioni di approvazione delle linee guida sul sistema di emergenza sanitaria in applicazione del decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1992”. LINEE GUIDA N. 1/1996

    ORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA DI EMERGENZA
    ………..Le Regioni, nel procedere alla riorganizzazione della rete ospedaliera: predispongono il Piano regionale per l’emergenza, identificando le differenti esigenze delle aree territoriali regionali con particolare riguardo agli insediamenti abitativi, produttivi, alle infrastrutture, alle attività lavorative, ai flussi di traffico e turistici ed alle attività sportive; individuano le sedi idonee di Pronto soccorso ospedaliero, organizzando i dipartimenti di emergenza urgenza ed accettazione negli ospedali idonei a svolgerne le funzioni, secondo le indicazioni del presente documento; procedono alla riorganizzazione e al potenziamento dei posti letto delle unità operative di rianimazione e terapia intensiva e delle altre terapie intensive specializzate (UTIC, terapia intensiva neonatale, centri ustione, etc.).
    ………Questi interventi di riorganizzazione sono effettuati nelle sedi ritenute idonee e, nei diversi ambiti territoriali, privilegiando quelle che garantiscono il MINOR TEMPO MEDIO DI ACCESSO ai pazienti del bacino di utenza interessato.

    SISTEMA TERRITORIALE. Mezzi di soccorso
    Fermo restando quanto previsto dal decreto ministeriale n. 553 del 17 dicembre 1987 relativo alla tipologia dei mezzi di soccorso (ambulanze di tipo A e B), ed in attesa della determinazione degli standard relativi alla dotazione ed al tipo dei mezzi di soccorso e dei requisiti professionali del personale di bordo, così come previsto dal comma 2 dell’art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica 27 marzo 1992, si ritiene opportuno individuare le seguenti modalità di risposta, al fine di differenziare il livello di intervento in base alla tipologia di richiesta, tenendo anche conto del personale e dei mezzi a disposizione:
    1. ambulanza di soccorso di base e di trasporto (tipo B ex decreto ministeriale n. 553/1987): automezzo il cui equipaggio minimo e’ costituito da un autista soccorritore e da un infermiere (o soccorritore/volontario) a bordo, con preparazione idonea ad operare nel sistema dell’emergenza;
    2. ambulanza di soccorso, e di soccorso avanzato (tipo A ex decreto ministeriale n. 553/1987): automezzo attrezzato per il supporto vitale, di base ed avanzato, il cui equipaggio minimo e’ costituito da un autista soccorritore (ove possibile in grado di partecipare ad un intervento di emergenza sanitaria) ed un infermiere professionale con preparazione specifica verificata dal responsabile della Centrale operativa. La eventuale presenza del medico nelle ambulanze dislocate nei punti di primo intervento, e’ stabilita dalla programmazione regionale;
    3. automezzo di soccorso avanzato con personale medico ed infermieristico a bordo, per il trasporto delle tecnologie necessarie al supporto vitale, condotto da una delle due figure citate. Il personale medico impegnato e’ indicato fra i medici assegnati alla Centrale operativa;
    4. centro mobile di rianimazione (o di terapia intensiva): ambulanza attrezzata come piccolo reparto ospedaliero mobile, in cui sono previsti di norma due infermieri professionali ed un medico anestesista-rianimatore, oltre all’autista soccorritore;
    5. eliambulanza: MEZZO DI NORMA INTEGRATIVO DELLE ALTRE FORME DI SOCCORSO.

    L’ubicazione della base eliportuale deve tenere conto della dislocazione degli ospedali afferenti al sistema dell’emergenza, dell’orografia, della metereologia, dei nodi stradali, degli agglomerati urbani ed industriali. Il responsabile della Centrale operativa, nell’ambito delle indicazioni regionali, definisce il numero e tipo dei mezzi di soccorso necessari per l’organizzazione del sistema, considerando che i mezzi di soccorso ai punti 3, 4 e 5 POSSONO ESSERE UTILIZZATI EFFICACEMENTE, IN MODO SUBORDINATO ALLA PRESENZA DELLE AMBULANZE DI TIPO A E B. Le sedi di postazione dei mezzi di soccorso sono identificate nel rispetto dei tempi di percorrenza previsti, sentiti i Direttori sanitari delle aziende unità sanitarie locali e delle aziende ospedaliere presenti nel territorio di competenza, nonché i responsabili delle associazioni ed enti del volontariato. Periodicamente deve essere effettuata la verifica dei criteri di funzionalità ed operatività dei mezzi di soccorso, nonché la loro rispondenza ai requisiti stabiliti.

    mario perrotta

    mario perrotta

    28 maggio 2010 at 12:20 pm

  32. Salvatore, scusami, ho usato la parola sbagliata nell’occasione sbagliata. Ma solo per rimarcare – convengo, inutilmente – una netta diversità di opinione, della quale avrò piacere di riparlare con te, con l’aria buona di cairano.

    paolo

    28 maggio 2010 at 2:51 pm

  33. Alcune posizioni espresse su questo blog sono “paradigmatiche di una sovrastruttura (la cultura) ideologica, anti-empirica e poco pragmatica, nonché anti-individualistica e anti-meritocratica, e di una struttura (la società) corporativa, chiusa, che, nei secoli, hanno prodotto, culturalmente, il ‘genio’ isolato e, politicamente, demagoghi e populisti di successo, mai una ‘scuola di pensiero’ organica, senza la quale il gattopardismo, il trasformismo, in definitiva, la Reazione al cambiamento, diventano pras si ” . _òp

    verderosa

    31 maggio 2010 at 7:36 am

  34. @angelo verderosa

    “Alcune posizioni espresse su questo blog sono “paradigmatiche di una sovrastruttura (la cultura) ideologica, anti-empirica e poco pragmatica, nonché anti-individualistica e anti-meritocratica, e di una struttura (la società) corporativa, chiusa, che, nei secoli, hanno prodotto, culturalmente, il ‘genio’ isolato e, politicamente, demagoghi e populisti di successo, mai una ‘scuola di pensiero’ organica, senza la quale il gattopardismo, il trasformismo, in definitiva, la Reazione al cambiamento, diventano pras si ” . _òp..

    …ma non ti rivolgi – in un corretto rapporto di confronto uno a uno – all’interlocutore cui ti vuoi riferire. Invece, preferisci i soliti vecchi metodi. Questa te la potevi risparmiare.

    Sovrastruttura ideologica a chi ?
    antiempirico, e poco pragmatico a chi ?
    anti-individualistico e anti-meritocratico a chi?
    corporativo, chiuso, populista, demagogo a chi ?
    gattopardo, trasformista, nemico del cambiamento a chi ?
    a me, che non HO MAI VOLUTO FARE CARRIERA per non accettare queste logiche?
    a me che ho sempre distinto tra merito e “servilismo” politico? e che continuo a pagare per questo?

    Caro Angelo, a parte la maldestra citazione, tutto questo semplicemente perchè ho “osato” proporre , PRAGMATICAMENTE, una “possibile via d’uscita alla logica “dei tagli indiscriminati” alla sanità ? Cioè una semplice e innocua opinione? Cosa che , del resto, NEL MERITO TECNICO, ha fatto anche Mario Perrotta?…..

    SI PUO’ ( E SI DEVE) essere in disaccordo , SI PUO’ ( E CI SI DEVE) confrontare NEL MERITO delle questioni, MA CIO’ CHE NON E’ LECITO, NON SI DEVE E NON E’ TOLLERABILE è stravolgere e tacciare di pregiudizio “ideologico” l’altrui opinione; infamarla o sminuirla attraverso lo sviamento, la provocazione o l’offesa. Questo no, non è giusto né è lecito. Soprattutto, QUI, in questa sede. Pensavo di stare in un luogo dove le “vecchie logiche” e i vecchi metodi di confronto fossero banditi. Vedo che mi sbagliavo.Per quanto mi riguarda, mi rifiuto di andare oltre e mi fermo qui.Nè vi saranno altre repliche, per quanto mi riguarda.
    Ti saluto .

    Salvatore D'Angelo

    31 maggio 2010 at 12:02 pm

  35. un altro contributo alla discussione:
    Renzo Piano (Repubblica — 04 luglio 2000) alla domanda “l’ ospedale del futuro?” indica una sua idea: piccolo, comodo e nel verde.
    “……..L’ ospedale ha anche una valenza urbanistica. Se deve avere un volto umano, non può essere di trenta piani ma di tre o quattro, e deve stare immerso nel verde”. Quale tipologia di Ospedale vi ricorda?

    mario perrotta

    mario perrotta

    31 maggio 2010 at 1:06 pm

  36. @mario perrotta

    A mia conoscenza, quello che ha anticipato le idee di Renzo Piano, è l’Ospedale di Sora (Frosinone), in particolare il reparto di pediatria: un vero esempio. Non solo è tutto immerso nel verde, ma all’interno è organizzato come una “nursery”, con colori pastello, materiali caldi e…incredibile a dirsi… con le addette alla cucina che chiedono ai piccoli ospiti il menù che preferirebbero per pranzo e cena!
    Interessante sarebbe, invece, andare a scoprire come e in base a quali logiche vengono costruite queste “strutture”, in base a quale logica di spreco e di servitù a quali greppie politico-clientelari…
    Ma occhio, questa è demagogia, pervicacia ideologica!

    Salvatore D'Angelo

    31 maggio 2010 at 1:19 pm

  37. angelo.
    per la grande stima che ti porto e per l’amicizia che stiamo costruendo devo dirti che il tuo commento a questa discussione non mi è proprio piaciuto……
    mauro

    mercuzio

    31 maggio 2010 at 2:33 pm

  38. Dunque: 1- da una parte una società chiusa e corporativa che si dà una cultura anti-empirica e poco pragmatica, e perciò non può che produrre “il genio isolato”, “la demagogia” e “il populismo”; 2- dall’altra parte una società aperta e anti-corporativa che si dà una cultura empirica e pragmatica, e dunque produce? “Il genio diffuso”? “la non demagogia”? “il non populismo”? Sarà pure così, in via teorica, se non fosse che questa stessa società prende poi “il genio diffuso” e ne fa cosa? Ne fa un guinness: la pizza più lunga e più pazza e più immasticabile del mondo. Poi prende la sua cultura empirica e ne fa cosa? Una piattaforma sull’abisso che non si capisce chi è come tapperà la falla. Solo una cosa è certa: tutto ciò è profondamente politico, e dunque chiede risposte politiche.

    Adelelmo Ruggieri

    31 maggio 2010 at 5:34 pm

  39. @adelelmo ruggeri
    caro adelelmo, ti bacerei in fronte per la tua lucidità e la tua capacità di sintesi!
    NB : queste cose, tra l’altro, andrebbero dette a Piero Ostellino (editoriale sul Corriere della Sera del 30 maggio 2010).

    Salvatore D'Angelo

    31 maggio 2010 at 5:41 pm

  40. bravo salvatore
    stamane in viaggio, collegato da un car corner, non sono riuscito ad ultimare il commento accreditando la citazione a piero ostellino;
    lo faccio adesso, appena giunto a casa, salutandoti di cuore; mi dispiace davvero che te la sei presa in cotal modo.
    perchè citare p.o. ? perchè la questione ospedali si muove in quella osservazione : teniamo aperto per i dipendenti o per dare servizi migliori ?
    come sinistra facciamo una scelta sociologica, politica, demagogica ? o ci vogliamo misurare con questa realtà ?
    Non a caso, chi ha tenuto finora in mano la sanità in campania, ha deciso di occuparsi di turismo e beni culturali.

    verderosa

    31 maggio 2010 at 6:45 pm

  41. @angelo verderosa
    io prescindo dall’ospedale di Bisaccia, che non conosco. Ma mi interessa che moltissima gente si mobiliti per qualcosa che sente come vicino a sé.
    Non si tratta di “sinistra, centro o destra” : non è con questi schemi che ragiono.
    I responsabili del disastro sanità, dall’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale nel 1978 e con i successivi aggiustamenti, in blocco (centro destra e centro sinistra), sono gli stessi che ora si vestono da tecnocrati-riformatori per far passare l’ennesimo affare (privatizzazione della sanità) a danno , contro e soprattutto senza sentire il parere degli utenti.
    QUESTO E’ IL PUNTO. Ora, richiamandoti il commento di Adelelmo Ruggeri, aggiungo : noi, come “paesologi” sostenitori di una nuova e diversa qualità del vivere ecc. ecc. – e con tutto quello che ci siamo detti sulla questione – dove ci collochiamo? Con chi ci schieriamo ? Siamo capaci di elaborare una opinione diversa dai luoghi comuni che ci propinano i “maitres à penser” più o meno interessati perchè “penne ” o voci di grandi gruppi di potere e di interesse in merito? Siamo capaci di prefigurare un programma, una proposta alternativi? Pragmatico, efficiente, tecnico, fattibile ma PER gli utenti fruitori, tenendo conto che la sanità , come l’acqua, NON DOVREBBE essere un bene in mano ai privati? o quanto meno non con i soldi pubblici?… Tutto questo partendo da quello che ci diciamo da due anni a questa parte sul nostro blog?
    Questo era il solco del ragionamento…invece, è diventata una sequela di tutt’altri e poco piacevoli “ragionamenti”, un aizzare e uno sgradevolissimo “additare” al pubblico ludibrio una presunta e pretesa infamia “ideologica” che non sussiste . Dài, finiamola qui.

    Salvatore D'Angelo

    31 maggio 2010 at 7:26 pm


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