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A PROPOSITO DI LEGGE BAVAGLIO


BLOG: DI RETTIFICA SI CHIUDE

Ricevo dalla gerente del blog “georgiamada” (710.000 contatti circa) questo testo ripreso dal Blog di Antonio Di Pietro, che circola in rete. Riguarda un emendamento nella “legge bavaglio” che stanno approvando in Senato, e mette in serio pericolo la libertà nella rete. Si chiede un impegno a farlo circolare sul maggior numero possibile di blog. Accolgo l’invito e lo posto . (Salvatore D’Angelo)


Dal blog di Antonio Di Pietro

La cosa più sconvolgente del disegno di legge sulle intercettazioni approvato dalla Commissione Giustizia del Senato è che più si va avanti nell’iter legislativo e più viene peggiorato. Ciascun esponente della maggioranza vuole aggiungerci qualcosa di suo per lasciare il suo segno indelebile di censore e far piacere al capo.

Al centro della censura sarà soprattutto chi – come molti di voi – scrive notizie in rete. Perché con queste nuove norme tutti i siti (anche quelli amatoriali e non registrati come testate giornalistiche) diventano come i giornali, soggetti quindi all’obbligo di rettifica regolato dalla “Legge sulla stampa”.

Qualsiasi persona che sarà citata su un sito o blog potrà fare richiesta di rettifica: in questo caso, il blogger “deve pubblicarla entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”. Per chi non rispetta tempi e modi previsti, la sanzione non è irrisoria: si rischia una multa fino a 12.500 euro.

Questo vuol dire che dietro un blog o un sito amatoriale deve sempre essere disponibile qualcuno per pubblicare la rettifica. Il blogger non può andare più in vacanza, assentarsi il fine settimana, decidere di prendersi un periodo di pausa dalla rete.

Oppure ci si immagina che dietro ciascun portale – anche amatoriale – ci sia sempre una redazione. È la tomba della libertà di informazione in rete. Soprattutto ora che si è visto che grazie a Internet si possono creare mobilitazioni importanti, senza la necessità di grandi risorse economiche o dell’appoggio dei grandi giornali.

Non sorprende questo accanimento censorio contro la libera circolazione delle idee: è tipico dei regimi in agonia. La storia lo insegna, da Mussolini a Ceausescu. Nel momento di esalare l’ultimo respiro i dittatori hanno stretto sempre più le loro maglie censoree.

Ma più lo facevano e più le voci dell’opposizione si alzavano forti. Per questo è venuto il momento di urlare il nostro rifiuto. Più forte sarà e prima arriverà la fine del regime berlusconiano.

Dal blog di Antonio Di Pietro, 27 Maggio 2010, Ripreso dal blog http://georgiamada.splinder.com

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Written by soter54

27 maggio 2010 a 7:05 pm

Pubblicato su AUTORI

Una Risposta

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  1. posso solo tapparmi il naso e sperare che un Dio purificatore abbatta la sua scure sugli idioti delle censure. La libera espressione è l’unica ricchezza a cui tutti possono accedere. Limitare anche quella sarebbe come rubare il pane al mendicante.
    VERGOGNA, VERGOGNA, VERGOGNA E POI ANCORA VERGOGNA !!!

    giovanni ventre

    30 maggio 2010 at 7:02 pm


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