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DIARIO DI VIAGGIO

Con questo post inizia il Diario di Viaggio di Francesco Di Nardo, 88 anni, irpino.

Francesco, durante la II guerra mondiale,  nel giorno della dichiarazione dell’armistizio italiano,  è un sergente e si trova al di là della frontiera italiana in Yugoslavia. Ha ventuno anni. Dopo essere arrivato a piedi a Fiume con i suoi compagni, nella speranza di riuscire a tornare a casa,viene invece fatto prigioniero dai tedeschi e deportato immediatamente in Germania. Sopravvive a due anni durissimi di campo di lavoro a Wietsendorf ad Hannover e a Saltzderelden, rischiando più volte di morire.

Da ieri ha intrapreso un viaggio nella memoria, per andare a rivedere i luoghi della sua prigionia e della guerra, luoghi nei quali non era mai più tornato dal 15 aprile del 1945. Il suo viaggio toccherà le tappe più significative della sua esperienza.

Ci regala, insieme a suo figlio Gianni, questa cronaca quotidiana, che è il risultato di una stesura a più mani basata su ricordi, suggestioni ed emozioni.

Francesco è un uomo straordinario e normale al tempo stesso, la mitezza con la quale racconta ciò che ha vissuto e ciò che ha visto sono un esempio di vera umanità.

La foto lo ritrae durante la prigionia, la giacca che porta addosso veniva passata da un soldato all’altro solo per il momento dello scatto.

Ringrazio lui e Gianni per questo dono, augurando loro buon viaggio.

e.m.

 

Diario di viaggio.

Sabato 29 maggio 2010

ore12.50 del giorno primo

Partiti! Astor Piazzolla cerca di sovrastare i rumori del camper in movimento e, a dir la verità, se la cava abbastanza bene. Seduti al tavolo io e papà, Antonio guida disinvolto (sbatacchiati è l’aggettivo giusto per definire il nostro stato di moto relativo). Papà accanto a me dorme con la testa china sullo sfondo di un paesaggio che in una carrellata veloce e continua si mostra potente e sicuro di sé. Questo che abbiamo intrapreso è un viaggio che cortocircuita il tempo, che scava nei meandri di una memoria che non fatica a riordinare ricordi mai ingialliti, pur cibandosi di un presente inarrestabile. L’obiettivo, il perché, il motivo, per adesso, è in via di formazione, ma certamente ha a che fare con l’uomo e le sue inesplicabili scelte, quelle che contribuiranno a far fermare la pallina della roulette su un numero anziché un altro. Quel numero che farà la fortuna di qualcuno e la sfortuna di qualcun altro. Il rumore fisiologico del camper ha avuto la meglio sulle note di Piazzolla, lo sbatacchiamento sulle nostre capacità sensitive. Chiudo per non subire effetti indesiderati.

 

Ore 18.25 del giorno primo. 

Ecco, mentre Roy Paci martella ritmi sud americani noi abbiamo divorato un bel po’ di chilometri tanto che Trieste fa sentire già la sua presenza. Affondo: la tradotta assomiglia a un carro bestiame.A Bologna ci siamo fermati (unica tappa) per qualche ora e Bagnoli(compagno di guerra di mio padre) ha incontrato la moglie con la piccola Marisa. È la prima volta che la vedo e forse l’ultima. La donna aveva in mano un cartoccio. Dentro c’era giugno: ciliege rosse estirpavano sorrisi. Sembra strano ma la guerra là a Bologna, poco lontano dal luogo di destinazione, non aveva ancora nessuno significato concreto se non quello della retorica fascista. Guerra, Guerra, Guerra, e l’impalpabile Albione.

                                                                                         Francesco e Gianni Di Nardo

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Written by eldarin

30 maggio 2010 a 3:22 pm

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7 Risposte

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  1. Che bella idea percorrere questo viaggio con Francesco e Gianni! Anch’io sarò in viaggio e, credo, mi sarà difficile leggere ogni giorno il resoconto; lo farò quando torno. Grazie per questa opportunità. Un abbraccio. EDDA

    Edda Canali

    30 maggio 2010 at 5:05 pm

  2. Trovo bellissima l´idea. Grazie Gianni e Francesco! Vi seguiro´con piacere e se vi allungaste a Berlino mi farebbe piacere incontrarvi. Un abbraccio.

    gianni panzetta

    30 maggio 2010 at 7:35 pm

  3. il padre di gianni è una persona mitemente straordinaria. e immagino che sia un viaggio molto emozionante per chi lo sta facendo, un piccolo miracolo di questi tempi.

    Arminio

    30 maggio 2010 at 11:08 pm

  4. Sono appena tornato da Cracovia ed ho visitato anche Auschwitz.
    Elda ancora una volta dimostri la tua sensibilità nel proporre temi importanti collegati anche alla nostra terra.
    Seguirò con molto interesse il diario per confrontare le emozioni e le immagini che ho portato con me.
    Grazie

    Tommaso

    2 giugno 2010 at 3:36 pm

  5. Volevo avvisarvi che il viaggio sta proseguendo ma che , per problemi tecnici di connessione, dovrete aspettare qualche giorno, al massimo un paio, per poter leggere il resto del diario di francesco e gianni.
    vi ringrazio
    e.m.

    eldarin

    4 giugno 2010 at 8:04 pm

  6. Intanto, nell’attesa, un piccolo OT, un breve intervallo musicale, un omaggio a Gianni, a Francesco e a Elda :

    Salvatore D'Angelo

    5 giugno 2010 at 12:55 pm

  7. grazie, Salvatore, di cuore.
    da domani il diario riprenderà.
    e.

    eldarin

    6 giugno 2010 at 1:16 pm


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