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di consoli in libreria

La notte del 23 marzo del 1988 vengono trovati morti, in una vasca da bagno, Luca Orioli e Marirosa Andreotta, due studenti ventunenni di Policoro, piccolo paese della provincia di Matera. All’inizio tutti pensano che si sia trattato di una fatale folgorazione elettrica. Dopo qualche mese, invece, nascono i primi sospetti, e qualcuno inizia a parlare di omicidio. Ma perché i due “fidanzatini” sarebbero stati uccisi? Qualcuno vocifera che Marirosa partecipasse ad alcuni “festini” a base di droga, e che sia stata uccisa insieme a Luca affinché non svelasse questo “segreto”. Altri pensano a uno “scherzo” finito male. Altri ancora vedono stagliarsi dietro ai corpi dei due ragazzi l’ombra nera dei poteri locali, finanche mafiosi. Andrea Di Consoli, in questa inchiesta giudiziaria e sentimentale su Luca e Marirosa e sulla “fine dell’innocenza”, smonta una per una tutte le dicerie fantasiose, le false piste, cercando di leggere la vicenda senza pregiudizi e senza tesi precostituite. Emerge così un Sud colmo di corruzione, di sciatterie inquirenti, di bigottismi, di reticenze, ma anche il ritratto di un gruppo di ragazzi che varcò la “linea d’ombra” della maturità nel peggior modo possibile: macchiandosi, cioè, le mani di sangue.

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Written by Arminio

9 giugno 2010 a 2:28 pm

Pubblicato su AUTORI

6 Risposte

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  1. Da parecchi anni, grazie a ” Chi l’ha visto”,questa tragedia mi ha molto impressionato, che strana combinazione, nei prossimi giorni comprerò senz’altro il libro. Un abbraccio. Edda

    Edda Canali

    9 giugno 2010 at 6:50 pm

  2. corro a comprare il libro, un vero piacere leggere il libro di uno scrittore che apprezzi e che conosci un pochino personalmente, su un argomento che mi ha sempre incuriosito

    sergio gioia

    9 giugno 2010 at 10:02 pm

  3. A presto, Andrea! in bocca la lupo, spero di fare in tempo a reperire il libro e leggerti,Gaetano.

    Gaetano Calabrese

    10 giugno 2010 at 12:38 pm

  4. Già ordinato e non vedo l’ora di leggerlo. Mi aspetto da Andrea Di Consoli una scrittura “densa, intensa e sferzante”, ricca di passione civile.

    Salvatore D'Angelo

    10 giugno 2010 at 4:39 pm

  5. appena finito. bella prosa, simile a magris per stile e mentalità. piccolo appunto insignificante: mi è sembrata quasi forzata la difesa dell’estraneità di marirosa a un certo tenore di vita sbarazzino. su che basi? in fondo l’autore non l’ha mai conosciuta

    sergio gioia

    11 giugno 2010 at 4:43 pm

  6. Grazie agli amici, a tutti.
    Caro Sergio, così però metti il dito nella piaga. Marirosa, per quello che ho scoperto su di lei, era una ragazza normale, tranquilla, solare. E poi il tema è proprio questo: nessuna ragazza “sbarazzina”, comunque, merita di essere sfiorata nemmeno da un dito. Però hai colto il nervo scoperto del libro: il mio affetto fantasmatico per Marirosa.
    A presto,
    Andrea

    Andrea Di Consoli

    12 giugno 2010 at 2:43 pm


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