COMUNITA' PROVVISORIA

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…dietro le quinte di Cairano 7x 2010

Cairano  ci ha ancora una volta accolto con un tempo che comunemente si può definire inclemente perché  come le ‘cose preziose”   come la “alètheia”   ama nascondersi  e provocarci nelle pigrizie e nelle abitudini  distratte e superficiali per scoprirla nella sua profonda bellezza. Ci chiede di “camminare con gli occhi ben aperti “ delle fotografie  di Guido Giannini  che dal bar di Cairano fanno da sfondo e da scena al teatro della quotidianità e dell’assurdo paesano   , come  palestra e palcoscenico di “solitudini” distratte ,non  ben curate ed esibite  sotto la regia  smagata, cinica e beffarda  della maschera di “angiolino” barista tuttofare  e dispensatore a piene mani   di   filosofemi   e  ‘luoghi comuni’  che fanno fatica a diventare pensieri ed idee ma  che stabilisce e  gestisce tempi e canovacci delle comparse  senza tempo della  compagnia di giro abitudinaria che frequenta il suo Bar…. e fa fatica a sintonizzarsi con questi  occasionali  e  esuberanti ospiti….. Alla buon ora ci siamo  ritrovati   ….’alieni’ autoconvocati  stelvio,adelelmo ,guido  ed io  in un ‘simposio’  estemporaneo e  non programmato  a cercare “le parole che non hanno ritorno”….”in un giorno frainteso”   a rievocare un improbabile e onirico “borgo delle tre case bianche…sei falde rosse  di tetto a capanna,  cariche di cielo  di speranze profonde,dodici  facciate tante finestre …..tra  tutta  una serie di  immagini ‘liriche’  in un biancoenero  luminosissimo   di cose e persone che non passano inosservate  in una Napoli-mondo ,apparentemente nascosta , dove “la sua bellezza non è un falso ma un vuoto….un vuoto chiamato bello che ognuno riempie di se stesso”. E la mia insistenza a sentire pronunciare la parola-chiave  che desse senso  e rappresentazione  a questo  “vuoto” cosi esposto e ostentato  e individuare  il  ‘daimon’ vitale e nascosto   che traspariva nelle viscere profonde  di  ogni immagine  sfacciatamente bella ed evocativa negli occhi provocanti di una “zingarella” e  dalla ‘siluette’ parlante del vecchio suonatore  e postatore  seduto di spalle  sulla sua vecchia e malandata  fisarmonica .E dargli un ‘nome’ non solo per appagare le  mie ossessioni letterarie  o le vecchie  masserizie filosofiche   condizionate da un ipertrofico ‘ LOGOS’   …   “arkè pantòn”……principio di tutte le cose Ma questa parola stenta ad arrivare  in epoca di retoriche  barocche  dallo stesso  guido   che  sembra  sfuggirmi come ‘Proteo’  con la scaltrezza tutta ‘napoletana’  di saper dare leggerezza  e profondità  alle parole  e alle sue combinazioni   quasi a nascondere la intima ‘tragicità’ delle persone e delle cose del mondo…. mentre  io  mi fingo distratto in attesa di un lapsus ,un indizio …una sbadataggine  rivelatrice…..poi abbiamo trasferite le nostre  parole ,domande,discorsi nello spazio della  chiesa di S. Leone  dove  pasquale innarella   spiegava ai suoi neofiti-allievi  il cuore universale e  musicale del ‘blues’   che giganteggia su tutti gli altri linguaggi musicali  classsici, moderni o locali come “la pizzica”……prima  imparare a suonare una “strumento perbene”    stabiliere  armonia  tra la mente e lo strumento  e infine  esprimere il proprio “io” musicale  nel rapporto con  il ritmo, la melodia e l’armonia…….una koinè  originale ed autentica  per poter vivere e frequentare la musica jazz come fatto non solo culturale ma esistenziale con “una testa che ti fuma”……curiosità.ascolto, discrezione  e  autenticità    soprattutto questo è il senso e le attese che vengono  offerte a Cairano  7x  alle menti aperte ed ai cuori  desideranti degli  ospiti  di Cairano e si spera anche in futuro dei suoi abitanti abituali…….

mercuzio

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Written by Mercuzio

21 giugno 2010 a 3:23 pm

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