COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

oggi sul mattino, il PARCO rurale

oggi sul mattino è uscito un bellissimo articolo di generoso picone. parla del nostro lavoro. raccogliete le idee e le forze perché ad agosto si torna alla carica.

armin

cliccare a lato per ingrandire e leggere; cliccare sul link seguente per scaricare l’articolo in pdf  il parco sul mattino 5.7.2010 pdf

prego tutti coloro che vogliono continuare a lavorare sull’idea del parco di spedirmi un breve testo in modo da iniziare a raccogliere materiale da pubblicare sul blog e in un fascicolo che distribuiremo a metà settembre, all’appuntamento di s.andrea di conza. sul blog ho aggiunto una nuova categoria ‘parco rurale’; sarà più semplice consultare i vari contributi che arriveranno. per iniziare va bene anche una memoria delle cose che ognuno ha detto ad aquilonia.

angelo

Un Parco rurale dell’Irpinia d’Oriente e un laboratorio teorico-pratico sull’antico tracciato della Via Appia. Le due proposte venute dalla rassegna «Cairano 7x» non sono soltanto suggestivi e affascinanti esercizi teorici, ma pongono questioni importanti e concrete all’amministrazione e alla politica della provincia di Avellino: questioni di gestione e governo del territorio, si potrebbe dire se la parola territorio non fosse stata ormai totalmente assimilata a un a insopportabile retorica che ha finito per svilirne il senso e annullarne il significato. Il Parco rurale dell’Irpinia d’Oriente è stato disegnato su un’area di 752 chilometri quadrati di cui 722 in zone montane, coincidendo in larga parte con il perimetro della Comunità dell’Alta Irpinia: dalle sorgenti dell’Ofanto alla diga di Conza, dal lago di Monteverde alle colline dell’Ufita sui versanti di Carife e Vallata, avrebbe il 27 per cento della superficie provinciale e solo il 10 per cento della sua popolazione, con una densità abitativa tra le più basse d’Europa, 68 abitanti per chilometro quadrato. Invece, l’antico tracciato della Via Appia taglia l’Irpinia dall’Aeclanum romana fino alle porte della Basilicata, a Melfi: nel 37 avanti Cristo l’attraversava il giovane Orazio in compagnia degli amici Mecenate e Virgilio, diretti a Brindisi e le testimonianze del loro viaggio, delle notti e degli incontri femminili sono diventate parti integranti del romanzo di questa terra. La Regina viarum dal 312 avanti Cristo è stata la strada delle conquiste militari e dei traffici commerciali, 365 miglia per quattordici giorni di cammino e un tratto irpino assolutamente particolare, montagne irsute e sconfinati campi di grano, verde e azzurri intensi in un paesaggio solitario e selvaggio che nel Formicoso trova il suo paradigma intatto. A «Cairano 7x», per iniziativa rispettivamente di Angelo Verderosa e Mario Perrotta (ne ha scritto sul «Mattino» lunedì 28 giugno), il progetto di un Parco rurale dell’Irpinia d’Oriente e il recupero dell’antico tracciato della Via Appia hanno rappresentato due esempi emblematici di pianificazione autodeterminatata.

Di una programmazione, cioè, che sfuggendo alla logica centralistica – a dirla tutta: napolicentrica – nasce da una lettura dei luoghi, delle loro caratteristiche e del loro passato, ne interpreta le vocazioni e le traduce in ipotesi di lavoro. Vale oggi per l’Irpinia d’Oriente e l’Appia antica, che sono le emergenze più pronunciate e anche meglio approntate, ma si tratta di un processo che potrebbe estendersi anche al comprensorio della Mefite (Frigento, Rocca San Felice e Villamaina), ai dominii sanniti nella Valle Caudina (Cervinara, San Martino Valle Caudina, Rotondi), alle ulteriori tracce romane nel baianese-Vallo di Lauro (Avella su tutti) fino alla dimenticata Civita di Atripalda, alla geografia dei Normanni (che fa capo ad Ariano), agli itinerari del sacro (Montevergine, Materdomini, Mugnano del Cardinale), alle archeologie industriali (di Altavilla e Tufo, magari facendo perno su San Potito), ai percorsi delle acque (Melito Irpino, Cassano e la zona del Sele dall’altro), agli scenari cinematografici (Avellino, Atripalda, Bagnoli Irpino, Torella dei Lombardi), insomma agli altri e non pochi ambiti che in provincia conservano affinità e memorie comuni da valorizzare. Una mappa di potenzialità al momento inespresse, quasi un catalogo delle occasioni perdute. Rispetto all’ordinaria attività pianificatoria, quella che per esempio ha prodotto rassegne come «Fuoco barocco», «Perle barocche» e tutto il rimanente barocco possibile, l’incubatore di Cairano ha fatto intravedere un ribaltamento ideativo: non più l’opzione centralizzata che si declina nelle provincie come una specie di categoria sintetica a priori, con l’effetto di risultare un apparecchio ortopedico su quanto invece le aree sarebbero in grado di esprimere, ma la rivendicazione di un protagonismo intelligente, capace cioè di leggere e interpretare luoghi e paesaggi.

«Il Sud che pensa se stesso, che parte da se stesso», nella sintesi di Franco Arminio sul «Mattino» di mercoledì 30 giugno. L’esperimento di una nuova formula di autonomia amministrativa, seguendo il ragionamento di Francesco Saverio Festa («Il Mattino» di ieri). Insiste sulla capacità che amministratori, soggetti sociali, economici e culturali operanti in un’area hanno nell’individuare strumenti in grado di governare il presente e scommettere sul proprio futuro. Non sommando piani a progetti, parchi rurali a comunità montane, accordi di reciprocità a coordinamenti intercomunali, in un delirio burontocratico che ingabbierebbe ogni azione e movimento: se il Mezzogiorno e l’Irpinia hanno bisogno di qualcosa è della vera semplificazione amministrativa e di un governo immediato dei processi. Ma è anche vero che hanno necessità estrema di compiere un salto di qualità, di verificare il grado di maturità nell’assunzione di un ruolo e di una funzione, di misurare le proprie competenze su un decisivo terreno. Di produrre idee e realizzarle. Perché il tema di cui si discute non può essere rubricato nella categoria delle faccende culturali, delle rassegne e dei festival. A parte il fatto che tutto ciò di effimere ha niente, al contrario si tratta di argomenti che hanno a che fare con lo sviluppo, con la crescita, con la modernizzazione dell’Irpinia. Qui c’è Rodi e qui si salta.

Generoso Picone

Annunci

Written by comunitaprovvisoria

5 luglio 2010 a 9:50 am

8 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. sul Mattino di oggi, pagina Provinciale pag. 29, un articolo di Generoso Picone sul governo del territorio tra memoria e paesaggio.

    Una riflessione sulle esperienze di Cairano7x legate al Parco dell’Irpinia d’Oriente ed al recupero dell’itinerario della via Appia.

    Grazie al Direttore per la sua attenta analisi ed alle sue considerazioni

    mario perrotta

    5 luglio 2010 at 10:10 am

  2. L’ho letto, ben fatto ed è importante come ha riassunto e prospettato il nostro fare.Salutissimi a tutti e auguri di proficua operosità, Gaetano Calabrese.

    Gaetano Calabrese

    5 luglio 2010 at 1:27 pm

  3. Per la CP essere oggetti di un riassunto del direttore del Mattino, così attento e ponderato e problematico, che tra l’altro richiama il precedente articolo di Saverio Festa di domenica (Dorso, l’autonomismo, …) è veramente molto molto incoraggiante. Prendiamo tutto ciò come un grande stimolo perché abbiamo idee e sensibilità per costruire modi innovativi di autogoverno dei processi di trasformazione, a partire dai concetti di comunità e paesologia.

    paolo

    5 luglio 2010 at 5:55 pm

  4. picone ci segue con molta attenzione, sono in tanti a seguirci, ma non tutti hanno la gentilezza di farcelo sapere.

    Arminio

    5 luglio 2010 at 7:53 pm

  5. Propongo di raccogliere, in modo sistematico, tutti gli articoli che fino ad ora hanno trattato la questione paesi, paesaggi e paesologia. Magari si potrebbe partire dal convegno di Grottaminarda e pensare ad un numero monografico da dare alle stampe a fine anno. Da ora in avanti c’è tutto il tempo per costruire una proposta editoriale che possa raccogliere sponsor.

    mario perrotta

    mario perrotta

    6 luglio 2010 at 8:59 am

  6. condivido la proposta di mario e lo ringrazio per averla avanzata ancora.
    ognuno di noi, in questi mesi, in questi anni, ha prodotto idee e, quindi, proposte, sulla linea che franco ha tracciato per primo.
    sarebbe bello se iniziassimo a mettere insieme tutto quello che abbiamo fatto e scritto.
    mi permetto di osservare che ognuno sta nella cp con le proprie posizioni e che è naturale che ci siano pensieri diversi, diverse prospettive.
    io, però, continuo a credere nella forza straordinaria che porta in sé l’idea di fondo di cairano 7x, la possibilità che donare se stessi e il proprio tempo, senza necessariamente avere “mire” di altro genere.
    Lo ritengo un atto quasi eroico in un mondo qual è quello che abbiamo intorno. Non nutro dubbi sul fatto che chi agisce così merita una stima e una considerazione più profonda.
    Condivido, come è noto ai comunitari per ciò che ho sempre fatto e scritto, la visione di franco e la sua idea di pietas (tutta latina), il suo sguardo di cane, la mitezza e il rispetto con i quali si accosta al paesaggio. Credo nella paesologia come scienza arresa, senza tronfie certezze, senza dogmi preconfezionati e, soprattutto, senza modelli da applicare.
    Forse sarebbe il caso di riprendere gli esercizi di ammirazione iniziando da persone come franco e come dragone, iniziando dalla straordinarietà, appunto.
    un abbraccio alla comunità.
    e.m.

    eldarin

    6 luglio 2010 at 12:20 pm

  7. Complimenti al direttore Generoso Picone, e grazie per quello che ha scritto a riguardo di governare il territorio tra memoria e paesaggio. In questo titolo si visualizzano gli sforzi di coloro che come me credono che la Comunità Provvisoria possa essere il luogo da cui cominciare a proporre una nuova idea di governance dei territori. Il Parco Rurale e Museo del Territorio a cui da tempo stiamo lavorando può e deve essere il laboratorio del buon fare. Non siamo in cerca di consensi, ma siamo consci del lavoro che faticosamente, molto faticosamente stiamo portando avanti e non per tornaconti personali. Ovvio che quanto scrive Generoso Picone sia per noi una notevole iniezione di fuiducia.

    giovanni ventre

    6 luglio 2010 at 3:24 pm

  8. A scanso di equivoci sul progetto “parco rurale” e sulla disciplina delle “programmazioni territoriali” mi interessano molto,sia il progetto ….il viaggio più della meta possibile! Questa fase di “stato nascente” che ci obbliga ad esercizi di “di risciacquo dei cenci….” linguistici ,concettuali,logici ed ideali.E questo è un bel e buono viaggio.Come Ulisse nel mio ‘nostos’ mi sto preparando a non farmi ingannare dalle ‘sirene’, dalle ammalianti profferte amorose della dionisiaca Circe, dalle giovanili invadenze e profferte delle ‘Nausiche’ alla stanzialità di un talamo giovane e al potere come correalato, ma sopratutto temo il ritorno a una possibile casa ( oikos)”Irpinia d’oriente” come fine del sogno e della esperienza nomade e delle transumanze stagionali e provvisorie…o nuova e immobilizzante “pòlis” che si dimentica della istanze ed esigenze ‘naturali’ di Cassandra per accettare le logiche formali del potere di Creonte…..e non cè tranquillizzante ,muliebre e materma Penelope che tenga!Io sono strutturalmente un “viandante irpino” nostalgico per passione in viaggio con la ” ciurma smarrita e provvisoria” della Comunità provvisoria con consapevolezza attiva, libera,critica e convinta del momento magico e difficile di tutte le ‘fasi costituenti’ della nostra vita e delle nostre storie.
    Grazie a angelo, mario,giovanni ,agostino e tutti gli altri che non riesco a nominare per l entusiamo competente e il coerente impegno nella Comunità provvisoria che è ”l’anima nativa’ di tutti i “parco rurale” del sogno e della speranza.
    mauro orlando

    mercuzio

    10 luglio 2010 at 12:13 pm


I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: