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vento forte a londra

di Antonio Gurrado

Franco Arminio, per capire Vento forte tra Lacedonia e Candela (esercizi di paesologia) bisogna leggerlo al tavolo di un pub su Euston Road, nel centro più confuso di Londra, assaliti a sinistra dalla radio a tutto volume più cento schermi accesi e a destra dal traffico su quattro corsie di macchine a migliaia. Che piacere allora, che gaudio, che sollievo sgranare un rosario di paesi – Bisaccia, Aquilonia, Fontanarosa, Prata di Principato Ultra – e immaginare posti in cui la gente non lavora perché si sopravvive lo stesso, non corre perché non c’è nessun posto dove precipitarsi, sta in silenzio perché non c’è niente da dire. Viene voglia di prendere Londra, dividerla in gruppi di cento persone e zittirla distribuendola nei paesi dell’Irpinia, tutti uguali e tutti silenziosi. Poi leggo: “Il silenzio dei piccoli paesi è un grande nutrimento per il visitatore occasionale, è un ronzio fastidioso per chi lo abita ogni giorno”. Allora non c’è speranza.

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Written by Arminio

7 luglio 2010 a 8:34 am

Pubblicato su AUTORI

7 Risposte

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  1. complimenti, Franco, chissà perché più ci si allontana dall’Irpinia, più è facile che ti riconoscano per quello che sei: un grandissimo scrittore.
    e.

    eldarin

    7 luglio 2010 at 8:51 am

  2. “Vento forte tra Lacedonia e Candela” me lo sono letto schiacciato in metropolitana. L’ho comprato solo per il titolo da OndaVerde perché rimandava al paesaggio della Napoli-Bari che conosco bene ma che ho visto solo a 130k/h.
    Il libro, che mi sembra bellissimo, lo sto capendo col tempo; riaprendolo magari a caso per veder cosa esce fuori volta per volta.

    Per noi metropolitani, mi pare che Vento Forte suggerisca un metodo di osservazione (e comprensione) dello smarrimento. I “paesi della bandiera bianca” sono un osservatorio privilegiato ma quello smarrimento è un po’ dovunque e mi aspetto che, sotto la lente di Franco Arminio, anche la linea del bus 670 Pincherle/Montagnola darebbe le sue soddisfazioni.

    Anche se poetico, Vento Forte è un libro con grandi ricadute pratiche. Io e mia moglie ad esempio citiamo spesso la frase “Le nostre case piene di oggetti non rari” cosa che, se fatto all’Ikea o in altro centro commerciale, si rivela un grande deterrente agli acquisti inutili.
    Coi soldi risparmiati, contiamo di visitare l’Irpinia al più presto (a “Cairano7x 2010” eravamo giustificati).

    cacioman

    7 luglio 2010 at 10:47 am

  3. memo profeta in patria …
    Grande Franco.

    giovanni ventre

    7 luglio 2010 at 11:01 am

  4. sì ma per capire qualcosa in più di franchino bello nostro dovete leggere circo dell’ipocondria

    sergio gioia

    7 luglio 2010 at 3:39 pm

  5. Noi dobbiamo avere cura di Franco e preservalo dagli umori neri e anche dalle “brutte compagnie” che spesso lo infastidiscono ma anche lo condizionano.La “paesologia” è un dono gratuito che ci è stato fatto a nostra insaputa e non certo per nostro merito……è un pò come il grano evamgelico che non ama tutti ‘terreni’ …è selettivo e prezioso….non ama essere ingabbiato in dottrine o ideologie…..è nomade e non stanziale….mutevole e imprendibile per i più……aristocratico per progetto non per stato….privilegia il ‘pòlemos’ che divide alla ‘pòlis’ che unifica e tante cose ancora.Ama essere apprezzata fuori dell’Irpinia… a Londra,Berlino,Los Angeles,Milano o Desenzano ma vorrebbe trovare terreni fertili,generosi e aperti in terra d’Irpinia
    mauro

    mercuzio

    7 luglio 2010 at 4:24 pm

  6. Noi dobbiamo avere cura di Franco e preservalo dagli umori neri e anche dalle “brutte compagnie” che spesso lo infastidiscono ma anche lo condizionano.La “paesologia” è un dono gratuito che ci è stato fatto a nostra insaputa e non certo per nostro merito……è un pò come il grano evamgelico che non ama tutti ‘terreni’ …è selettivo e prezioso….non ama essere ingabbiato in dottrine o ideologie…..è nomade e non stanziale….mutevole e imprendibile per i più……aristocratico per progetto non per stato….privilegia il ‘pòlemos’ che divide alla ‘pòlis’ che unifica e tante cose ancora.Ama essere apprezzata fuori dell’Irpinia… a Londra,Berlino,Los Angeles,Milano o Desenzano ma privilegia e desidera trovare terreni fertili,generosi e aperti in terra d’Irpinia
    mauro

    mercuzio

    7 luglio 2010 at 4:26 pm

  7. i c. sono i nostri che non lo leggiamo al tavolo di un pub su Euston Road, ma di fronte a palazzo ercolino…

    paolo

    7 luglio 2010 at 4:42 pm


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